La mia lotta per avere il telefono fisso

Oggi si parla di una storia che mi e` accaduta anni fa, prima che mi trasferissi all’estero. Abitavo in maremma, in piena campagna, aria pulita, olivi sotto cui riposarsi e prendere l’ombra, le lucciole che di sera ti gironzolano attorno e gechi che se le mangiano. Sembrerebbe tutto un sogno per chi e` abituato al caos frenetico della citta`… c’era solo un piccolo problema: non c’era il telefono, non c’era una connessione internet, niente di niente.

Ben lontani erano i tempi in cui l’ONU dichiarava internet un diritto fondamentale dell’uomo e in cui un gruppo di profughi si e` visto cambiare alloggio perche’ sprovvisto di connession wi-fi, e io, con il sogno di diventare un programmatore, un web developer coi contro cazzi, mi vedevo sorpassare da ragazzini che in citta` avevano connessioni veloci (anche se, la velocita` della linea in Italia e` nulla comparata a quella degli altri paesi, ma a loro andava bene cosi`, tanto passavano tutto il giorno a guardare i pornazzi).

Una piccola premessa: a quei tempi mio nonno non se la passava bene e serviva qualcuno che potesse andarlo a prendere da casa e portarlo all’ospedale in caso di un’emergenza, ma… il segnale del telefonino, dopo che aveva piovuto, magicamente andava via, a volte anche per giorni, e, se volevi fare una telefonata, dovevi prendere la macchina e farti 10 km, prima di avere una piccola tacca.

Capite quindi che, sia per motivi personali che lavorativi, avevo bisogno di una linea fissa e di un collegamento ad internet. Per il collegamento ad internet, il rimedio era la connessione GPRS, costosissima e lentissima (raggiunsi un picco di 10 kb/s, ma la velocita` media era di 2 o 3 kb/s). Capite che con quella velocita` era possibile fare praticamente niente. Ovviamente non arrivava il segnale 3G, niente di niente. Per caricare Google, aspettavi circa 30 secondi. Youtube era un sogno, figuratevi giocare online.

Cosi` chiamo la telecom, la prima chiamata ando` piu` o meno cosi`:

– “Pronto, bla bla bla, vorrei allacciare la linea telefonica, il mio indirizzo e` bla bla bla.”

– “Certo! Le comunico che il suo numero di telefono sara` il bla bla bla, avra` l’adsl 4 mb, il tecnico verra` giovedi` alle 2.”

– “Mi dispiace, ma io a quell’ora sono al lavoro, deve esserci qualcuno in casa?”

– “Si`, deve esserci qualcuno per forza!”

Cosi` prendo un giorno di ferie… aspetto, aspetto, aspetto, le 2, le 3, le 4… nulla, cosi` richiamo:

– “Pronto, bla bla bla, sto ancora aspettando il tecnico.”

– “Ahhh ma le avevamo detto oggi? Boh, forse verra` domani!”

– “Ma io ho preso un giorno di ferie per questo!”

– “E chi le ha detto di prendere un giorno di ferie?”

Che pezzi di merda! Per davvero! Cosi` fisso un appuntamento per il giorno dopo, esco prima da lavoro e arriva il tecnico con la panda e la scala. Scende di macchina e dice:

– “Qui il telefono non lo posso allacciare. E` troppo distante dall’ultimo palo!”

– “Come sarebbe a dire? A me il telefono serve, vediamo di trovare una soluzione!”

– “Dovremmo piantare dei pali e allungare il cavo fin qui, ma dobbiamo chiedere il permesso ad ogni confinante e, se dicono di no, non c’e` niente che si puo` fare!”

– “No, il telefono e` un diritto universale, io ho assoluta necessita`!”

– “Ooooo io un so che dirle… e se ne va!”

Un po’ scioccato, mi informo su questi benedetti pali. Uno pare essere a 400 metri, con due terreni di distanza, e uno a circa 1,5 kilometri con un’enormita` di terreni (circa 16). Voi vorreste mai un palo nel vostro terreno per fare un favore ad un vostro confinante? Dite la verita`, su. Pensateci bene… Ecco bravi, nemmeno loro.

Mentre la telecom stava facendo i dovuti controlli, mi informai presso una societa` che offriva il collegamento ad internet attraverso una sorta di antenna. Presi appuntamento e vennero in perlustrazione. Ironia della sorte, c’era una piccola collinetta che oscurava il collegamento tra il mio tetto e l’antenna. Cercai di trovare una soluzione nei giorni successivi, e andai in citta` a parlare con loro nel loro ufficio (presi appuntamento, come sempre, io non vado mai negli uffici a caso). Il dialogo fu questo:

– “Capisco che la collina intralcia il collegamento, ma se mettiamo un’antenna a 400 metri che fa da ponte, si risolve, pago io tutto!”

– “No guardi, noi non montiamo antenne per fare da ponte in proprieta` di terzi, quindi non e` possibile!”

– “Lo so, ma io sono nella condizione di aver bisogno di una linea fissa (tramite voip) e di un collegamento internet decente! Perche’ il telefono bla bla diritto universale bla bla telecom che non puo` bla bla…”

La risposta che ne segui` mi lascio` veramente senza parole:

– “E a me che cazzo me ne frega se lei va lento su internet? Io in ufficio vado veloce! Arrivederci!”

Con certa gente non vale nemmeno la pena alzare le mani e me ne andai.

Certo a me ando` meglio che ad un ragazzo che viveva a 2km, che fece istallare questa benedetta antenna sul tetto della vicina perche’ prendeva meglio. La vicina era una signora anziana, e, ogni volta che c’era da resettare il router, questo ragazzo andava, bussava, resettava, faceva due chiacchiere e se ne andava. L’anziana signora vendette la casa ad un signore forestiero. Quando il ragazzo ando` a bussare alla sua porta per resettare il router, il nuovo proprietario disse: “Te in casa mia non ci metti piede!”… e i giorni di gloria di un internet pseudo-veloce finirono anche per lui…

Dopo qualche giorno andai a parlare col sindaco, uno di sinistra, dalla parte del popolo, contro le multinazionali, che mi ascolto` attentamente e mi chiese di mettere tutto per iscritto. Dopo qualche tempo, il comune emise un bando per dare internet veloce a tutta la zona. La societa` vincitrice incasso` un bell’assegno e promise di fare tutti gli allacci in 6 mesi. Dopo qualche mese, ovviamente, l’azienda falli` e non si videro piu` ne’ cavi, ne’ telefoni, ne’ assegni. Viva l’Italia!

Andai a parlare con un avvocato. Le sue parole furono:

“Il telefono e` un diritto universale, la Telecom non puo` sottrarsi dall’istallarlo, ma lei dovrebbe pagare i cavi a partire da 150 metri dal suo terreno. In piu`, dal giorno che ne ha fatto richiesta, ha diritto ad un rimborso del canone mensile Telecom moltiplicato per ogni giorno lavorativo!” Si parlava, insomma di una cifra intorno al migliaio di euro. Mi consiglio` anche di andare a sentire a Firenze, ad uno speciale tribunale per le telecomunicazioni.

Ovviamente presi appuntamento e andai. Odio Firenze, ogni volta che vai, becchi una multa. Ma mica e` colpa tua, questi stronzi mettono il cartello di obbligo di svolta a destra che porta in una strada a senso unico, e, dopo 100 metri, a tua insaputa, comincia la ZTL, e, ovviamente, non puoi tornare indietro e ti becchi una multa. Vabbe’ questa e` un’altra storia… A Firenze mi presentai con un faldone di lettere e fax e mi trovai faccia a faccia con un avvocato della Telecom. Mi venne detta la solita storia:

“Capiamo che il telefono e` un diritto universale, e che lei dovrebbe pagare i costi di allaccio dopo i 150 metri dall’ultimo palo, ma noi non possiamo fare nulla se il confinante non da` il consenso!”

Il giudice rinvio` la causa a tre mesi, nei quali la Telecom si impegnava a trovare una strada per ovviare alla soluzione.

La Telecom mi chiamo`, dicendomi finalmente il nome dell’azienda incaricata dell’allacciamento del mio telefono. Contattai prontamente la societa` per chiarire la situazione e mi venne risposto:

“La societa` e` fallita anni fa, ora ha tutto in mano quest’altra societa`!”

Gli addetti della nuova societa` vennero come promesso a fare una perlustrazione del luogo. Come scesero dalla macchina, dissero: “A guardi, il telefono qui un si pole mette’, glielo di’o subito! Contatti la Tele’om e glielo di’a”.

Contattai di nuovo la Telecom e spiegai all’addetta tutta la storia, dei cavi, dei vicini, del tribunale, del rimborso che mi spettava ecc.. mi venne risposto:

“Ma cosa dice? Vada a farsi un corso di legge, va!”

Passarono i mesi e tornai un’altra volta a Firenze. Stessa manfrina, stesse parole, stesse multe. La causa venne rinviata a 3 mesi.

Dovevo uscire da questo circolo, non sapevo come, poi… un’idea… un mio amico mi disse: “Se apri un’attivita`, devono per forza darti una linea telefonica! Non puoi lavorare senza telefono!” Gia`… ma cosa inventarsi in un campo di olivi? Un parcheggio per i camperisti!

Riandai in comune per chiedere una perizia che certificasse lo stato del terreno per fare una rimessa. Carte alla mano, tornai dopo tre mesi (multa) dicendo che avevo intenzione di aprire un’attivita` bla bla bla e il giudice mi dette ragione, un’azienda non puo` non avere un telefono! Ma la Telecom insisteva nel dire che i pali non si potevano mettere! E il giudice rimando` la causa a 3 mesi (che palle!!!)

Un giorno ricevetti una telefonata dalla Telecom, questo fu il dialogo:

– “Buongiorno, le volevamo dire che non Le possiamo allacciare il telefono e questo e` definitivo!”

– “Andatevene in culo, la settimana prossima mi trasferisco all’estero!”

E cosi` feci… adesso viaggio a 150mb/s. La Telecom ha vinto per sfinimento, non ne potevo piu`, veramente. Che facciamo come gli pare finche’ ci saranno italiani che se ne fregheranno. Ora, voi che vivete in citta`, che dite che avete internet veloce e che non ve ne frega nulla di chi sta in campagna… beh… avete ragione. Ma molte attivita` stanno in campagna e hanno bisogno di una connessione decente per acquisire clienti. Purtroppo la scena a cui assistiamo e` quella di ragazzi che vorrebbero usare internet per studiare, dialogare, approfondire, ma hanno linee preistoriche e i genitori dicono: “Che sara` mai… aspetti!”

Una mia amica in Inghilterra stava facendo un corso di italiano con una ragazza che viveva in campagna nel Sud Italia. Cercava di combattere la crisi, come tutti, e si era registrata su un sito nel quale studenti e insegnanti si incontrano per poter studiare. Alla fine, la mia amica ha dovuto rinunciare, dicendo: “Mi spiace, la tua connessione e` troppo lenta!”…

Se io facessi il programmatore per il web in Italia, per chi farei i programmi, se poi non c’e` una connessione abbastanza veloce per usarli?

E i ragazzi emigrano. E la gente gli da` contro dandogli dei codardi, che hanno abbandonato la patria ecc… ecc…

E noi ci giriamo e gli diciamo un bel vaffanculo!

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