Tutti cuochi col microonde degli altri, ovvero io in culo non ce l’ho mai preso.

Facebook e` un posto stupendo. Ha dato la parola al meglio della deficienza che l’Italia puo` creare. Ci trovate di tutto: razzisti, morti di fica, esperti vaccinari e giudici. Giudici di ogni tipo che sparano giudizi su fatti di cronaca, calcio, vita privata, trombate varie e cucina.

“Ma come si e` conciato?”
“Da utente Facebook!”

Prendiamo la cucina ad esempio. L’utente medio Feisbucchiano italiano e` un esperto di cucina, il critico piu` rompicoglioni di questo mondo. Gia` critica i cuochi italiani, figuratevi se uno straniero prova a cucinare qualcosa di italiano. Vediamo qualche commento messo li` a caso in una pagina di cucina italiana di un cuoco straniero:

L’esperto di fauna locale
Quella che lavora all’ufficio di collocamento
Quella con l’ansia che pensa che le virgole e le H siano superflue

E si potrebbe andare avanti per ore, ma avete capito il punto.

A salvare la cucina italiana ci pensano pero` i rinunciatari delle altre cucine che devono far sapere a tutti che loro certe zozzate non le fanno. Prendiamo ad esempio i commenti sotto una notizia riguardante la catena McDonald’s:

Insomma, avete capito l’antifona…

Eppure qualcuno da McDonald’s ci deve pur mangiare:

E` un po’ come tutte le storie: “Nono, ma io Sanremo non lo guardo…”, “Berlusconi? Nono, io non l’ho votato…”, “Despacito mi fa cacare, mai ascoltata…”, “In culo? Non lo so, io non ce l’ho mai preso…”

E poi vedi Sanremo campione d’ascolti, Berlusconi in politica per decenni, Despacito canzone piu` strimmata e tutti colle chiappe all’aria.

Per quanto la gente va da McDonald’s travestita cosi` nessuno la riconosce.

Buongiorno, vorrei un Big Mac Chicken McCheese McFish Bacon no scibola no picante. Uso la maschera perche’ su Facebook ho scritto che da McDonald’s un ci vado mai…

E la gente allora giu` a dire: Ehhhh ma io mangio solo nelle trattorie italiane dove si mangia italiano perche’ la cucina italiana e` la migliore del mondo e dei ristoranti italiani mi posso fidare.

Io ho lavorato qualche anno in ristoranti in Italia, d’estate per fare “la stagione”, vi posso dire quello che succede.

Prendiamo, ad esempio, il Ristorante La Pergola, Piazza della Repubblica 1, Castiglione della Pescaia (GR). Ci ho lavorato 20 anni fa, ma da quanto leggo su internet, le cose la` non sono cambiate. Non so la nuova gestione ma quella che beccai io era un casino.

L’ingresso del ristorante La Pergola, Piazza della Repubblica 1, Castiglione della Pescaia (GR)

Partiamo dal capo, un magrebino col vizio delle troie e delle scommesse. Questo andava nei peggiori locali di Caracas di Grosseto e raccattava le “meretrici” e gli diceva: “Tu viene lavoro ristorante io pago”. Ogni settimana c’erano cameriere nuove e tutte avevano una particolarita`: non parlavano italiano. Potevi dirgli: “Questo al tavolo 3 e questo al tavolo 8 e quelle andavano al tavolo 5 e al tavolo 20.”

Ogni settimana entrava in cucina e diceva la solita frase: “Chi sci prova con la nuova cameriera, lo liscenzio!” e tutte le settimane il pizzaiolo gli rispondeva: “Se mi licenzi allora vole di’ che mi metti in regola prima!”

Ma parliamo della cucina, dove io svolgevo la mansione di aiuto cuoco e, a turno, lavapiatti. La cucina era gestita da 4 maschi: io, un cuoco ciccione perennemente ubriaco, un pizzaiolo e un ragazzo rumeno.

Di seguito alcune cose che succedevano, cosi`, in ordine sparso:

Il primo giorno, il ragazzo rumeno mi disse: “Lavastoviglie e` troppo lenta e non ti pagano abbastanza per lavare piatti sotto, lava solo sopra!” Voi capite bene che se un piatto e` stato appoggiato sopra un’altro piatto sporco di sugo, il fondo del piatto e` sporco. Immaginatevi la scena, siete al ristorante che avete finito la vostra pasta, la cameriera arriva a prendere il piatto e, una volta preso, sulla tovaglia, trovate un cerchio rosso di sporco di sugo.

Quando dissi al capo: “Il prosciutto di cinghiale e` finito, che faccio?” Mi venne risposto: “Tu metti quello di maiale, la gente sa una sega!”

Molte volte la gente veniva direttamente in cucina a lamentarsi, cose tipo: “Ci vengono portate le cose sbagliate e tutto quello che ci viene portato puzza!” E io risposi: “Sara` perche’ forse usiamo la stessa friggitrice per le patate, per le cotolette e per il pesce e cambiamo l’olio una volta alla settimana… ma forse mi posso sbagliare ehhhh….”

Anche molti turisti stranieri si lamentavano e andavano incazzati dal proprietario o da una povera cameriera. “Lei mi deve rendere conto!” “Ahhh boh, non so chi si occupi dei conti francamente”. Scene di questo tipo:

Il cuoco ciccione era perennemente ubriaco. Mi chiedeva di andare al bar a prendere un po’ di vino per il sugo. Lui lo versava un po’ nel sugo, poi lo ciucciava un po’ attaccandosi con la bocca direttamente dalla bottiglia e poi ancora nel sugo. Spesso a meta` serata era ubriaco e il proprietario doveva sostituirlo ai fornelli.

I calzoni, oddio, i calzoni. Sapete come li gonfiava il pizzaiolo? Facendo un buco nella pasta e poi mettendoli in bocca, ci soffiava dentro. Poi via nel forno…

Il sugo di pesce: un giorno lo annusai e dissi: “Capo, questo sugo va buttato, sa di topa!”. Lui lo annuso` e disse: “No, no, altri 3 giorni va…”

Ma la parte interessante e piatto forte erano le lasagne, spacciate per fatte in casa, al costo di 13 euro, che a quei tempi erano tanti. Per “fatte in casa” si intendeva me che prendevo la bicicletta, uscivo dal retro, andavo alla Lidl a prendere una quantita` immane di lasagne surgelate, un paio di minuti in microonde et voila… pronte per andare in tavola, tanto, come diceva il capo: “Gente tedesca, sa una sega!”

Per quanto quello delle lasagne surgelate e` un trucco che va ancora… questa recensione e` di solamente 4 anni fa…

E non contiamo tutte le volte che il capo veniva in cucina e diceva: “Gente scappata, no pagato, corri!” e io dovevo andare nel corso di Castiglioni, col grembiule sporco addosso, a rincorrere questa gente per estorcerli soldi che giustamente non avevano pagato.

Ovviamente sorvolo tanto su pulizia generale, scaccolamenti, grattate di palle e scurregge varie.

Quindi non rompete tanto i coglioni che non andate al McDonald’s, che mangiate solo nei ristoranti italiani e che non vi fate le seghe che tanto gesu` vi vede che vi mettete il telefono in culo che vibra e vi chiamate dalla cabina e che quando andate a vota’, sulla scheda elettorale ci scrivete una bestemmia.

Si lavora e si fatica per i soldi e per i mondiali di calcio

So’ cominciati i mondiali di calcio in America. Un casino di squadre, un casino di stadi, un casino di gente, un casino di soldi per i biglietti.

Ci vogliono 1000 dollari pe’ anda’ a vede’ partite tipo Haiti contro Fankulistan. Senza nulla toglie’ a Haiti ovviamente che poi pole pure esse’ un bel posto, ma un ci so’ mai stato. E non so’ solo i mille dollari d’entrata, che fai poi, il barbone? Non li cacci i soldi pe’ la birra, l’ot dog, e poi la maglietta, il portachiavi, la vuvuzela e troiate varie? E allora verga giu`, tocca anda’ allo stadio colla carretta piena di pezzi da 100 dollari.

Poi, pe’ vede’ che? Quelli che fanno l’aidrescion breic, insomma, si fermano dopo 20 minuti pe’ beve. Roba che quando andavo a fa’ ju jitsu e dicevo al sensei che avevo sete, lui mi guardava con uno sguardo tipo: “Il tuo modo di fale ju jitsu e` disonolevole!”, mi prendeva, mi ruotava per aria e mi ritrovavo al tappeto senza capire che cazzo fosse successo.

E poi uno segna e tutti fermi che bisogna vede’ il VAR, il controvar, l’ammazzavar e l’ammazza-ammazzavar. L’evoluzione degli arbitri avrebbe dovuto aiutarci a capire a che cazzo si andava incontro:

Un tempo si andava allo stadio pe’ menassi, cosi`, senza motivo, un paio di cazzotti in amicizia. Ora invece gli stadi so’ pieni di gente ricca che si lamenta che nel panino gli hanno messo l’aragosta della Florida invece di quella del Maine, panino che hanno pagato 50 dollari come minimo.

Ehhhhhh ma in Amerriga si guadagna di piu`. E allora vediamo, vi dico una cosa. Five Guys, che non e` il nome di un film di un’orgia gay ma un fast food che serve hamburger piu` o meno decenti (dipende da quanto sono bassi i vostri standard) ha aperto a Milano. Ue’ figa, diranno i milanesi, ma gli hamburger costano poco perche’ e` fast fuud. Vai, confrontiamo i prezzi con una delle citta` piu` care degli Stati Uniti: Los Angeles.

Volete mangiare a Five Guys in centro a Los Angeles? Cacciate 11.59 dollari per un hamburger. Non fate i barboni, cacciate due dollari in piu` per il bacon cosi vi si alza il colesterolo, morite e non leggete piu questo blog del cazzo. Via su, con 70 centesimi in piu` prendete il bacon cheeseburger a 14.79$ (12.90 euri).
Lo stesso bacon cheeseburger che a Los Angeles vi tirano dietro a 14.79 dollari, a Milano lo pagate 15,45 euri. Stesso livello di diabete, di colesterolo, di grassi saturi e lardo, ma piu` caro (confrontando gli stipendi ovviamente).

E dopo esserci abbuffati come non ci fosse un domani, dobbiamo andare a lavorare per guardarci questi soldi perche’ alla fine si paga ma ci si puo` fare un selfie allo stadio con David Beckham.

Non so’ i dumila euri al mese, caro amministratore/bagnino/chef/parcheggiatore della Capannina. Sono le ore che bisogna fa’. Che poi i dumila pleuri se ci levi le tasse, cazzi, mazzi e porchiddii vari, te ne restano un paio di centinaia, se porti la ragazza a cena fuori a Five Guys sei fottuto.

Quindi, se a lavora’ non ci si va perche’ e` tempo perso, vediamo almeno dei metodi per vivere a scrocco.

Ok, il metodo per risparmiare sul cibo l’abbiamo trovato. Il problema e` che a Five Guys paghi prima, ma nei ristoranti normali dovrebbe funzionare.

Buonissima idea di questa donna per risparmiare sui vestiti, pero` vi do` un consiglio: non incazzatevi con le guardie.

La luce costa troppo? Vi gira il cazzo pagare il canone rai insieme alla luce? Allacciatevi da qualche parte.

Quindi, cibo, vestiti e utenze li abbiamo a gratis. Ora bisogna guadagnarsi qualcosa per poter permettersi, per lo meno, un biglietto aereo per Los Angeles, il biglietto di una partita e un hamburger da Five Guys. Beh, ingegnatevi, impersonificatevi uno famoso, inviate messaggi a raffica a tutti e dite che state male e vi servono soldi. Basta sentire le cifre che racimolano questi qui: “Ehhhh mi ha rubato 100.000 euro!” “A me 250.000!” “A me 300.000!”, che poi do cazzo l’hanno tutti sti soldi che pare che a giro la gente piange miseria, boh…

Altri metodi? Ma che cazzo ne so, create testamenti falsi di vecchi ricchi morti di recente, falsificate le carte Pokemon, ordinate su Vinted qualcosa e fate finta che non l’avete mai ricevuta, tritate l’aspirina e rivendetela come cocaina nelle discoteche, insomma, un po’ d’inventiva, mica vi posso di’ tutto io.

Comunque spero che i mondiali li vinca il Giappone perche’ gasa di brutto.

I pizzaioli ladri

Allora, oggi si parla di una cosa che francamente mi e` sempre stata un po’ sul cazzo fin dai tempi dei tempi, quando c’era ancora la lira: i pizzaioli ladri. Mi spiego meglio, senno` la classe dei pizzaioli e` gia` pronta a prendermi a sassate. Quando c’era la lira, mi ricordo, una pizza margherita costava 4.000 lire, mentre una pizza col salamino costava 6.000. Ora io dico, se la pizza col salamino altro unn’era che una margherita con sopra 5 fette di salamino scadente, perche’ farla pagare ben 2.000 lire in piu`? 2.000 lire possono sembrare una sega, ma ai tempi della lira se entravi in un tabacchino e chiedevi 2.000 lire di Goleador, te ne davano cosi` tante che per arriva’ a casa ti serviva l’elicottero.

Poi, nel 2000 e` arrivato l’euro. E allora e` come se avessero dato un mitra a tutti i pizzaioli. Ne venne fori una strage: margherita 5 pleuri, pizza al salamino 9 pleuri. Apparte che 5 pleuri so’ 10.000 lire e francamente se qualcuno mi chiedeva 10.000 per una margherita il giorno dopo si trovava il locale bruciato da ignoti, ma poi siamo sempre li`… quel cazzo di salamino dev’esse’ fatto d’oro, senno` so’ i pizzaioli che so’ ladri.

Poi vabbe’ un voglio offende’ nessuno soprattutto i pizzaioli che lavorano duramente, pero` via si fa pe’ chiacchiera’.

La gente che si lamenta della spesa – Le soluzioni possibili

L’altro giorno su Facebook dicevo apertamente “Che cazzo ve magnate?” alla gente che diceva che con 80 pleuri un si riesce a fa’ la spesa da mangia’ pe’ du’ settimane tutte attaccate.

E allora la gente ha cominciato a di’: “Ehhhh ma te vivi all’estero, unno sai quanto ‘osta fa la spesa qui!” oppure: “Ehhhhh ma te all’estero chissa` che cazzo te magni!” e altre frasi fatte del cazzo.

Allora io c’ho pensato e ho notato delle differenze all’estero che in Italia un ci so’ e che potrebbero davvero esse’ la svolta pe’ risparmia’ sulla spesa (io parlo dell’Inghilterra, ma anche in molti altri paesi funziona ‘osi`):

1) I prodotti che sono vicini alla data di scadenza vengono ribassati di prezzo (a volte io arrivo a comprare il pane 10 centesimi, quando la mattina lo pagavo a prezzo pieno). Un mio amico dice che questo sistema in Italia non funzionerebbe perche’ la gente vuole il meglio e un comprerebbe mai qualcosa che e` quasi scaduto, per poi congelarlo e mangiarlo quando vogliono.

2) Se fai la spesa online, di solito ti fanno uno sconto, perche’ alla fine il supermercato non paga il commesso che mette a posto la roba. Te ordini online, loro mettono tutto su un camion e via, diretto a casa tua. Questa cosa in Italia non funzionerebbe, primo perche’ ancora non e` totalmente coperta dalla banda larga (perfino in Uganda ci pigliano per il culo in questo) e secondo perche’ l’italiano non si fida, vuole toccare il prodotto, e` piu` tradizionale, con internet un ci chiappa una sega e si rifiuta d’impara’, al suono di “so’ tutte trappole pe’ chiappa’ soldi!”

3) Ci sono 4 supermercati grandi che si fanno guerra tra di loro, e molte vole se trovi lo stesso prodotto che costa meno da un’altra parte, un supermercato ti da’ la differenza. Ovviamente e` un controsenso andare da una parte all’altra della citta` per avere la differenza di un centesino. In Italia non sarebbe possibile, perche’ di sicuro i supermercati farebbero un cartello tra di loro. Ve lo immaginate? Il capo della Coppe chiama il capo della Conad e dice: “Ohhhh a quanto si mette la pasta barilla domani?” “Ehhhhh so na sega, famo 10 euri a pacco!” “Vai, io la metto 9.99 e il mese prossimo famo cambio!”

Per farla breve, io vivo all’estero e per mangiare spendo 50 sterline ogni 2 settimane (cene fuori e take away esclusi ovvio). La gente mi dice, con disprezzo: “Si sta bene all’estero, vero???” E io non posso che guardarli in faccia e dire: “Si`!”