Tutti cuochi col microonde degli altri, ovvero io in culo non ce l’ho mai preso.

Facebook e` un posto stupendo. Ha dato la parola al meglio della deficienza che l’Italia puo` creare. Ci trovate di tutto: razzisti, morti di fica, esperti vaccinari e giudici. Giudici di ogni tipo che sparano giudizi su fatti di cronaca, calcio, vita privata, trombate varie e cucina.

“Ma come si e` conciato?”
“Da utente Facebook!”

Prendiamo la cucina ad esempio. L’utente medio Feisbucchiano italiano e` un esperto di cucina, il critico piu` rompicoglioni di questo mondo. Gia` critica i cuochi italiani, figuratevi se uno straniero prova a cucinare qualcosa di italiano. Vediamo qualche commento messo li` a caso in una pagina di cucina italiana di un cuoco straniero:

L’esperto di fauna locale
Quella che lavora all’ufficio di collocamento
Quella con l’ansia che pensa che le virgole e le H siano superflue

E si potrebbe andare avanti per ore, ma avete capito il punto.

A salvare la cucina italiana ci pensano pero` i rinunciatari delle altre cucine che devono far sapere a tutti che loro certe zozzate non le fanno. Prendiamo ad esempio i commenti sotto una notizia riguardante la catena McDonald’s:

Insomma, avete capito l’antifona…

Eppure qualcuno da McDonald’s ci deve pur mangiare:

E` un po’ come tutte le storie: “Nono, ma io Sanremo non lo guardo…”, “Berlusconi? Nono, io non l’ho votato…”, “Despacito mi fa cacare, mai ascoltata…”, “In culo? Non lo so, io non ce l’ho mai preso…”

E poi vedi Sanremo campione d’ascolti, Berlusconi in politica per decenni, Despacito canzone piu` strimmata e tutti colle chiappe all’aria.

Per quanto la gente va da McDonald’s travestita cosi` nessuno la riconosce.

Buongiorno, vorrei un Big Mac Chicken McCheese McFish Bacon no scibola no picante. Uso la maschera perche’ su Facebook ho scritto che da McDonald’s un ci vado mai…

E la gente allora giu` a dire: Ehhhh ma io mangio solo nelle trattorie italiane dove si mangia italiano perche’ la cucina italiana e` la migliore del mondo e dei ristoranti italiani mi posso fidare.

Io ho lavorato qualche anno in ristoranti in Italia, d’estate per fare “la stagione”, vi posso dire quello che succede.

Prendiamo, ad esempio, il Ristorante La Pergola, Piazza della Repubblica 1, Castiglione della Pescaia (GR). Ci ho lavorato 20 anni fa, ma da quanto leggo su internet, le cose la` non sono cambiate. Non so la nuova gestione ma quella che beccai io era un casino.

L’ingresso del ristorante La Pergola, Piazza della Repubblica 1, Castiglione della Pescaia (GR)

Partiamo dal capo, un magrebino col vizio delle troie e delle scommesse. Questo andava nei peggiori locali di Caracas di Grosseto e raccattava le “meretrici” e gli diceva: “Tu viene lavoro ristorante io pago”. Ogni settimana c’erano cameriere nuove e tutte avevano una particolarita`: non parlavano italiano. Potevi dirgli: “Questo al tavolo 3 e questo al tavolo 8 e quelle andavano al tavolo 5 e al tavolo 20.”

Ogni settimana entrava in cucina e diceva la solita frase: “Chi sci prova con la nuova cameriera, lo liscenzio!” e tutte le settimane il pizzaiolo gli rispondeva: “Se mi licenzi allora vole di’ che mi metti in regola prima!”

Ma parliamo della cucina, dove io svolgevo la mansione di aiuto cuoco e, a turno, lavapiatti. La cucina era gestita da 4 maschi: io, un cuoco ciccione perennemente ubriaco, un pizzaiolo e un ragazzo rumeno.

Di seguito alcune cose che succedevano, cosi`, in ordine sparso:

Il primo giorno, il ragazzo rumeno mi disse: “Lavastoviglie e` troppo lenta e non ti pagano abbastanza per lavare piatti sotto, lava solo sopra!” Voi capite bene che se un piatto e` stato appoggiato sopra un’altro piatto sporco di sugo, il fondo del piatto e` sporco. Immaginatevi la scena, siete al ristorante che avete finito la vostra pasta, la cameriera arriva a prendere il piatto e, una volta preso, sulla tovaglia, trovate un cerchio rosso di sporco di sugo.

Quando dissi al capo: “Il prosciutto di cinghiale e` finito, che faccio?” Mi venne risposto: “Tu metti quello di maiale, la gente sa una sega!”

Molte volte la gente veniva direttamente in cucina a lamentarsi, cose tipo: “Ci vengono portate le cose sbagliate e tutto quello che ci viene portato puzza!” E io risposi: “Sara` perche’ forse usiamo la stessa friggitrice per le patate, per le cotolette e per il pesce e cambiamo l’olio una volta alla settimana… ma forse mi posso sbagliare ehhhh….”

Anche molti turisti stranieri si lamentavano e andavano incazzati dal proprietario o da una povera cameriera. “Lei mi deve rendere conto!” “Ahhh boh, non so chi si occupi dei conti francamente”. Scene di questo tipo:

Il cuoco ciccione era perennemente ubriaco. Mi chiedeva di andare al bar a prendere un po’ di vino per il sugo. Lui lo versava un po’ nel sugo, poi lo ciucciava un po’ attaccandosi con la bocca direttamente dalla bottiglia e poi ancora nel sugo. Spesso a meta` serata era ubriaco e il proprietario doveva sostituirlo ai fornelli.

I calzoni, oddio, i calzoni. Sapete come li gonfiava il pizzaiolo? Facendo un buco nella pasta e poi mettendoli in bocca, ci soffiava dentro. Poi via nel forno…

Il sugo di pesce: un giorno lo annusai e dissi: “Capo, questo sugo va buttato, sa di topa!”. Lui lo annuso` e disse: “No, no, altri 3 giorni va…”

Ma la parte interessante e piatto forte erano le lasagne, spacciate per fatte in casa, al costo di 13 euro, che a quei tempi erano tanti. Per “fatte in casa” si intendeva me che prendevo la bicicletta, uscivo dal retro, andavo alla Lidl a prendere una quantita` immane di lasagne surgelate, un paio di minuti in microonde et voila… pronte per andare in tavola, tanto, come diceva il capo: “Gente tedesca, sa una sega!”

Per quanto quello delle lasagne surgelate e` un trucco che va ancora… questa recensione e` di solamente 4 anni fa…

E non contiamo tutte le volte che il capo veniva in cucina e diceva: “Gente scappata, no pagato, corri!” e io dovevo andare nel corso di Castiglioni, col grembiule sporco addosso, a rincorrere questa gente per estorcerli soldi che giustamente non avevano pagato.

Ovviamente sorvolo tanto su pulizia generale, scaccolamenti, grattate di palle e scurregge varie.

Quindi non rompete tanto i coglioni che non andate al McDonald’s, che mangiate solo nei ristoranti italiani e che non vi fate le seghe che tanto gesu` vi vede che vi mettete il telefono in culo che vibra e vi chiamate dalla cabina e che quando andate a vota’, sulla scheda elettorale ci scrivete una bestemmia.

Influencer, soldi, razzisti e bestemmie: un quadrilatero perfetto.

Mi ricordo quando ero all’universita` e la gente diceva: “Aho, ma che nun c’hai ancora feisbuc, aho, ma se nun c’hai feisbuc, nun esisti!” E la gente in massa ad iscriversi a quer troiaio e a condivide’ i cazzi propri. “Ehhhh ieri so’ stata al mare!”, “Oggi ho mangiato da Cracco e ho speso un botto perche’ io so’ io e voi non siete un cazzo!”, “Viva la fica!!!!!” e cosi` via.

Poi, col tempo, i post si sono fatti piu` complessi perche’ dopo i millennials ci si sono iscritti, un po’ a forza, pure i boomers. E i boomers hanno fatto esplodere tutta la loro voglia di urlare slogan mescolandoli con credenze e cospirazioni cretine. E conta poco se c’e` qualche errore di ortografia, il messaggio e` chiarissimo, tipo: “Le scie chimiche vele dovete mettere nel culo ci state sofocando!”, “Dentro i vacccini ci sono il ferro e il magnete e tutto loro non cielo dicono”, “se la terra non sarebbe piatta non potrebbi galleciare sul mare rifletete giente!” e cose cosi` dai, ci siamo capiti.

E insomma la gente poi ha capito che co’ Facebook ci potevi fa’ pure i soldi, basta fare tanto engagement (che si legge tipo engheggement o simile). Hai tanti followers, tanti commenti, tante condivisioni, tanta gente che ti tagga, insomma, piu` la gente si fa i cazzi tua, piu` ce guadagni. E allora giu` co’ post colle pocce di fori, colla topa all’aria e anche con post provocatori. Quelli fanno tanto engagement, alla gente gli garba fassi i cazzi degli altri. Ma poi come…

E allora, gli stranieri vengono in Italia e qual e` il primo lavoro che fanno? I cuochi? Ma nooooo! Spacciano la droga? Ma noooo, acqua, acqua. I muratori? Pensate ancora… I papponi? Fuochino!

Se avete risposto gli influencer, ci avete azzeccato. E il bello e` che, con tutto il razzismo e l’ignoranza che gira in Italia, gli riesce strabene. Allora, suvvia, passiamo dalle parole ai fatti e guardiamo un po’ il classico influencer del Bangladesh che c’ha capito tutto della vita. Altro che scie chimiche, vaccini e viva la fica. Gli influencer come lui hanno portato l’esser su Facebook ad un altro livello.

L’influencer italo/bengalese Maruf Vai Vlogs, 25 chiappa di followers, piu` della gente che verra` al vostro funerale.

Questo Maruf c’ha capito tutto di come funziona l’engagement. Lui basta scriva anche una sola riga o pubblica una sola foto che scoppia il delirio dei razzisti. E giu` di commenti e lui su di soldi.

E allora, voi tutti vi state chiedendo: “Ma che tipo di commenti riceve?” Beh, non molto belli ed e` per questo che ne ho presi qualcuno a caso e vi posso dire la tipologia di ogni razzista, perche’ ce ne sono di diversi tipi:

LA NEGAZIONISTA

La signora Imma Oliviero neghera` qualunque cosa fino alla morte e un giorno imparera` a capire la differenza tra le letter I e U. Al grido di Italiani si nasce non si duventa, andra` in ogni comune e manipolera` la macchina che crea le carte d’identita`. Poi guardera` Canale 5 mangiando pizza surgelata.


IL FANTASISTA

Il signor Paolo De Bianchi invece la mette sul fantasioso. Probabilmente sta ancora aspettando che lo venga a prendere il cagnolone della storia infinita. Da piccolo era in fissa con Puffo Quattrocchi ed ha la sindrome di Peter Pan che lo costringe a non togliere da quando aveva 10 anni il cappellino degli Yankees (che pensa sia una marca di patatine).


IL BUROCRATE

Dina Moceri di Campobello di Mazzara adora la burocrazia. Grande stimatrice della letteratura italiana di classe, da piccolina chiedeva ai suoi pretendenti di compilare moduli con incluse analisi del sangue e delle urine solo per avere un’opportunita` di uscire con lei. I moduli venivano compilati a caso ma tanto a lei non se ne accorgeva. Durante le lezioni di italiano al liceo, era in bagno a fumare.


LA GUIDA TURISTICA

La signora Vilma Carro, dissipava consigli su viaggi.
“Buon giorno signora!” “Ma vai a fanculo!”
“Signora, salve!” “Ma vai a farti fottere!”
“Signora, vuole firmare per il referend…” “Ma andate a coglie’ i pomodori!”
La Signora e` cosi` acida perche’ non tromba.


IL CONCISO

Francesco Leonardi e` noto per le sue capacita` riassuntive. Alle superiori, quando gli chiesero la trama dei Promessi Sposi, rispose: “Casino!”. Quando passa una bella ragazza si volta e dice soltanto: “Culo!”. Le sue visioni politiche includono gente che conoscono pochi lemmi, forse uno solo.


L’IMPERATORE SUPREMO

Rosa Rossana Formisano di Napoli soffre di manie di grandezza. Si sveglia la mattina e si mette la sua corona e grida: “Voglio il caffe’ a letto!” Quando vede che nessuno glielo porta, va in depressione e si mette a leggere Novella 2000 bevendo alcol. L’hanno trovata seduta in macchina che gridava: “Macchina, parti, e` un ordine!” Dopo 3 ore l’hanno rimorchiata a forza per liberare il parcheggio.


QUELLA CHE SPOILERA

Avete presente quando guardate un film e, al momento topico, arriva da dietro qualcuno che vi dice: “Ahhh tanto ora muore!” Ecco, quella e` Viviana Tomelleri. Da piccola, quando giocava a nascondino, non era quella che contava o che si nascondeva, ma era quella che gridava: “Claudio e` dietro l’albero! Marco e` sotto la macchina!”, spoilerando tutto il possibile. Se vivesse in Sicilia, sarebbe etichettata come quella che “Cioppo sapeva!”


LO ZOOLOGO

Angelo Armetta di Trieste adora cosi` tanto gli animali da etichettare i suoi amici con epiteti tipo: “Sei proprio un maiale!” oppure: “Puzzi come una capra!”. Un giorno si vesti` da Panda e si intrufolo` nella gabbia degli orsi allo zoo di Pistoia. Ovviamente venne inculato


L’UBRIACO

Giuseppe Daquanno di Napoli preferisce commenti piu` criptici, ma in realta` era cosi` strafatto che pensava di scrivere alla sua porno star preferita. La sua tattica vince sempre: “Non puoi denunciarmi se non si capisce cosa ho scritto!”


IL SINDACALISTA

Com’era bello quando si stava peggio, pensa sempre Edda Clara Pironti di Santo Stefano di Rogliano. Va a giro ogni giorno a proporre la rifondazione dell’Impero Romano, dove potevi avere schiavi che lavoravano al posto tuo. Difende concetti tipo il gender gap ma se la fa con un latifondista sfruttatore.


Si potrebbe andare avanti per giorni a elencarli tutti, ma preferisco spendere il mio tempo facendo qualcosa di piu` costruttivo, come guardare porno giapponese.

Hai trovato la tua foto su questo articolo e vuoi che venga tolta? Scrivimi a ornitorincherai@gmail.com e (forse) verra` tolta.

Non vuoi scrivermi ma vuoi denunciarmi direttamente? Puoi sempre chiamare l’avvocato Pistacchio!

Scontrini, vigliacche e bestemmie

Andiamo con ordine: uno si sveglia la mattina, magari in ferie, ha fame e invece di incularsi la contessa (vedi barzelletta dei Ferrero Roscé), si reca verso un ristorante. Prima ovviamente vorrà indossare qualcosa di fico tipo un bel completo di Dolce e Gabbana o qualche altro troiaio, ma poi apre l’armadio e non sa se mettere “la maglietta nera con i buchi sotto le ascelle”, come dicevano gli 883 o il babau. Alla fine, fico da fare invidia a Enzo Braschi e al grido di “Troppo giuuuusto!”, se ne va ad uno di quei ristoranti chic con una missione che ha un piano ben delineato:

1) Individuare ristorante supercaro che tutti conoscono per averlo sentito nominare dalla D’Urso

2) Ordinare il minimo indispensabile per sembrare ricco (piatti che non saprà nemmeno pronunciare)

3) Fotografare lo scontrino

4) Fermarsi a lavare i piatti ed essere pronto ad essere inculato da Fava Turchina, sfavillante aiutocuoco gay libanese di 150kg.

La scena sarà più o meno così:

Una volta avuto in mano lo scontrino e il buco del culo dilatato, si passa alla fase 5, la fase più soddisfacente, come un bella pisciata solitaria sul bagnoasciuga di Castiglione della Pescaia la notte del 10 agosto: pubblicare lo scontrino su Facebook!

Due degli scontrini incriminati, ma basta che cercate “Scontrini alti” su google e ne verranno fori a palate!

E allora il mondo feisbucchiano si dividerà in tre categorie:

– Quelli che grideranno allo scandalo: “20 pleuri per una pizza ke scandalo non cielo dicono!!1!!1!!!!1!

– Quelli che insulteranno l’autore del post, sua madre e tutte le sue future sette generazioni, al grido di “Porco dio co’ 40 pleuri ce annavo a vigliacche sulla Salaria e me davano pure er resto!”

– L’ultima categoria è formata da Cracco che francamente gli importa una sega e si può permettere vigliacche e bamba d’alto rango, cose tali che l’utente del post pensa che una escort di lusso sia una vecchia ford a cui hanno messo un arbre magicc… magiqqu… magik… insomma quello.

Pensavate che siano dei casi singoli e i restanti sono gente a modo. Invece siamo circondati da gente che non gli garba lecca’ la topa dio cane.

I commenti su facebook, i razzisti e Umberto Eco

Tipo un paio di settimane fa Umberto Eco ha avuto da ridi’ sul fatto che la gente posta commenti sui social newtork. In pratica dice che prima che arrivasse feisbuc, la gente aveva si` permesso di commentare quello che succedeva, ma lo faceva al bar, e se diceva qualcosa di deficiente, veniva messo nell’angolo e zittito, al massimo potevano vola’ du’ schiaffi ma giusto quando andava male. Ora invece, tutti hanno la possibilita` di pubblica’ roba, quindi giu` con tutti i commenti del cazzo.

Che poi io gli italiani e fo fatica a capilli. Sono razzisti, e qui siamo un ci piove. Ovvio che se lo dite, vi risponderanno troiaiate tipo: “Se difendere il mio paese e le mie tradizioni dai clandestini e dall’islam e dare la precedenza ai miei connazionali vuol dire essere razzista, allora si`, sono razzista!” Vabbe’… sorvoliamo e passiamo a parla’ dei fatti.

Capire gli italiani e` una cosa abbastanza difficile, penso che froidde ci poteva scrivere 10 libri sul tema se solo avesse avuto feisbucche. Cioe` vi faccio un esempio. Un paio di settimane fa e` morto un ragazzo in Versilia. In prati’a era andato al mare con gli amici, avevano affittato un pedalo`, sono andati al largo, si e` tuffato ed e` rimasto disperso in mare. Una tragedia, una fatalita`, chiamatela come volete. Su facebook, il Tirreno (il giornale locale toscano) ha pubblicato un post tipo: “Giovane disperso nel mare in Versilia”, e gli utenti giu` di ‘ommenti tipo: “Oddio, poverino!”, “Quanto mi dispiace!”, “Spero tanto lo ritrovino!”, e l’immancabile “R.I.P.” (che poi, se devi lascia’ un commento, almeno scrivi qualcosa di sensato, cazzo mi sta a indica’ RIP). Eppure i giornalisti del Tirreno si erano scordati di un piccolo particolare: il ragazzo era nero. Ora sia chiaro, non era un clandestino e nemmeno Taigher Vuz (cioe` volevo scrive’ Tiger Woods, ma poi mi sa che la gente pole fa fatica a ricordassi chi e`… vediamo, chi pole esse’ un ricco nero? Will Smith il principe di Bel Er tipo…). Questo ragazzo veniva dalla Costa d’Avorio, emigrato con la famiglia anni addietro, viveva tra le verdi ‘olline toscane, lavorava e giocava a pallone. Cosi` il Tirreno pubblica la foto di questo ragazzo e, in meno di un secondo, gli Italiani cambiano opinione, come fossero nella seconda guerra mondiale, e i commenti si trasformano in: “Bene! Uno in meno!”, “Sono contento, smettiamo di mantenerli!”, “Spero ne muoiano altri 1000!”.

Una cosa simile e` successa poco tempo fa. Una bambina africana compiva la traversata del mediterraneo. Gli scafisti le hanno buttato in mare lo zainetto contenente le medicine per curarsi il diabete. E` morta durante il viaggio. Gli Italiani subito a commentare la notizia (da dietro la tastiera, ovvio): “Bastardi! Avete ucciso una povera bimba, io ucciderei gli scafisti!”… poi senti di una sciagura in un barcone dove muoiono centinaia di persone, uomini, donne e bambini, e subito gli Italiani commentano: “Ahahah come godo! Sono morti!” “Beneeeee! 100 in meno da mantenere!!!” ecc…

A Livorno, citta` da sempre di sinistra, multiculturale e aperta alle innovazioni, poco tempo fa e` successo che una ventina di migranti si sono radunati davanti al comune e hanno chiesto di andare a parlare col sindaco, per tentare di trovare un lavoro, anche a fare lavori socialmente utili. Potete ben immaginare i commenti: “Ahhhh e ora vogliono anche lavoro? Io sono laureata e non trovo nulla!” “Bastaaaa! A casa loro!” “Il lavoro e` per gli italiani!” ecc… ma il commento che mi e` piaciuto di piu` e` stato questo: “Io sono divorziata e con due bambini da crescere! La piu` piccola ha 17 anni, il piu` grande lavora e convive con la sua ragazza! A loro tutto e a me niente!” E qui si torna al discorso che in Italia si e` bambini fino a 35 anni, ma vabbe’, e` un altro discorso.

Riguardo a quello che e` successo a Livorno, io dico: i migranti si sono radunati davanti al comune perche’ non avevano lavoro e volevano integrarsi… gli italiani che si lamentano, sono mai andati davanti alle autorita` a protestare? Hanno mai fatto qualcosa di concreto?

Capire gli italiani e` complicato, eccovi qualche esempio:

Non lavori = sei un fannullone;

Lavori sottopagato = sei un coglione, hai studiato tanto pe’ 400 pleuri al mese;

Lavori = sei un coglione, potresti anda’ al grande fratello e fa’ i soldi;

Sei un rifugiato che non lavora = devi morire, pesi sul bilancio, almeno tu lavorassi…

Sei un rifugiato che lavora = sei un bastardo, devi lasciare il lavoro agli italiani;

Sei in cerca di lavoro = vai all’estero se vuoi lavorare;

Lavori all’estero = sei un bastardo, te ne sei andato lasciandoci in questo letamaio;

Non trovi lavoro oggi = colpa di renzi / comunisti di merda;

Non trovavi lavoro 4 anni fa = colpa di monti;

Non trovavi lavoro 10 anni fa = colpa di berlusconi;

Ora, il succo finale del discorso, che alla fine mi so’ anche rotto i ‘oglioni di scrive’, e` che, via, va bene ave’ una propria opinione riguardo ai migranti, si puole esse’ pro o contro, ognuno ha diritto di manifestare la propria opinione, pero`, cazzo, decidetevi da che parte sta! E prima si`, poi no, poi si`, poi no e alla fine dio porco.

I puristi linguisti del cazzo

Rieccoci qua, dopo le va’anze, s’e` magnato come porci e siamo in sovrappeso di 150 ‘ili pe’ davvero. Buon 2015 a tutti innanzitutto. Oggi si ‘ommenta un post che ho trovato su Facebook. Prati’amente questa mia amica parla di un tizio che e` un purista della lingua italiana che se potesse farebbe scrive’ i suoi studenti col pennino e il calamaio, sai che du’ ‘oglioni dopo 5 minuti. Vabbe’ via, bando alle ciance e leggiamo la troiaiata del giorno:

Deficienti puristi linguisti

Il post preso da Facebook che dice che c’e` qualcuno che un vole le parole inglesi nelle frasi italiane. O cazzo, in questa frase ho gia` usato “post” e “facebook”, ora saro` impalato con una scopa infuocata…

E qui si riflette la cultura dell’italiano medio, uno che vorrebbe tutto “puro”, niente immigrati, solo cibo italiano, pero` quando vede una figona russa via giu` a gattonassela, che ipocrisia…

Rivediamo la prima frase del post di facebook come vorrebbe questo essere: “Mi inviano una lettera di posta elettronica circolare per il cambio della parola d’ordine. Il signor croce, incluso nella lista di indirizzi della posta elettronica, risponde cosi`”… de, ma che cacata colossale! Ci vole 20 anni pe’ dilla… poi ci si lamenta se l’italia e` indietro agli altri paesi, se tutti fossero come questo qui, sai che palle…

La forza dell’inglese e` data dal fatto di aver assimilato parole da ogni lingua, trasfomandosi in una lingua efficace e rapida, adattissima per le nuove tecnologie. Ma gente come questo qui non lo capira` mai.

Un consiglio: che lo insegni ora l’inglese ai ragazzi, perche’ tra 10 anni verranno tutti a cercare lavoro in Inghilterra…

La comodita` degli impaginatori italiani

Prima di leggere questo articolo, consiglio vivamente la lettura del seguente articolo: http://olmr.wordpress.com/2014/08/19/la-furba-spocchia-del-neolaureato-e-i-lavoretti-estivi/ sulla vicenda.

E ora dico un po’ come la penso io.

Oggi si parla di una cosa che sta girellando su Facebook da un paio di giorni. La storia prati’amente e` questa: un ragazzo va a fa’ un colloquio presso la Repubblica, il quotidiano, e per impagina’ il giornale 2 mesi gli offrono 500 pleuri al mese. Lui schifato se ne va. E pubblica tutto onlain:

Giacomo Drudi vuole lavorare poco e guadagnare tanto

Giacomo Drudi, impaginatore, amante delle lasagne della mamma, si lamenta perche’ con 1000 pleuri in due mesi non si puo’ comprare stivali stile Leningrad Cowboys

Allora, ragioniamo un po’ su questa cosa. Io sono d’accordo che 2 euro all’ora sono un po’ pochini, e va bene. A parte che sarebbero un po’ di piu` perche’ sicuramente nelle ore di lavoro e` compreso il pranzo, poi la pausa caffe’, poi la pausa sigaretta, poi la pausa pe’ parla’ della Cempions Ligghe. Insomma, quello che voglio di’ e` che a impagina’ un giornale sarebbero capaci tutti, non ci vuole quella grande esperienza. Devo dirvi la verita`, se io vivessi a Roma con mamma e papa` e mi offrissero una cosa del genere, io la accetterei, farei il sacrificio due mesi, m’intascherei 1000 pleuri e sul curriculum scrivo che ho lavorato per Repubblica. Poi magari dentro al giornale conosci gente, che ti apre le porte verso altra gente e cosi` via. Sul divano queste cose non posso farle.

La cosa che mi ha fatto piu` ridere e riflettere e` stato un commento di una ragazza. Leggiamolo:

Un commento banale ad un articolo banale

Ecco cosa chiedono i ragazzi italiani! Rivoluzione in nome della pastasciutta!

“A molti bastano du spaghetti, e un letto da mamma e papa`!” Ehhhhh grazie a sto cazzo, finche i genitori continuano a ingurgitarli di pasta e a dargli una stanza sua fino a 47 anni, e` normale che poi un lavora nessuno! O che cazzo di discorsi so’! Vedrai poi come i genitori perdono il lavoro o i nonni muoiono e non sganciano piu` la pensione ai figli per mantene’ i nipoti, come si va a zappa’ la terra per un tozzo di pane…

Quando poi questo Drudi avra` 40 anni e andra’ a cerca’ lavoro, anche all’estero, gli chiederanno: “Esperienza?” e la risposta sara`: “Ehhhh ma sa… guardi… ho rifiutato dei lavori perche’ non consoni alle mie aspettative di diventare supremo dittatore mondiale, e poi era in una zona fuori citta`, la nuvola speedy un c’arrivava!”

Per quanto mi riguarda, a questo mondo esiste soltanto un Drudi, un ce ne possono sta’ due in un solo universo:

E cosi` mio padre trovo` lavoro

Rieccoci qua, dopo una meritata va’anza perche’ via un si pole sta davanti al compiute’ tutto il giorno, poi si rincoglionisce.

Ma, va’anze a parte, la notizia che ha del clamoroso e` che il mi babbo ha trovato lavoro. Boia! Un ci crede nessuno.

La sua storia e` quella di molti italiani che ormai hanno quasi` 60 anni e un riescono ad anda’ in pensione. Parliamone un attimo. Lui e` un fabbro, ha incominciato a lavora` a 15 anni, e, giorno dopo giorno, ha accumulato contributi. Ogni volta che vedeva avvicinarsi il sogno della pensione, zac, arrivara un novo governo, nuove riforme, nuove boiate e un trovava versi d’andarci.

L’anno scorso, l’azienda per cui lavorava l’ha messo in mobilita` per 3 anni: 700 euro al mese, con 11 mesi di contributi ancora da versare. Chi cazzo assumerebbe una persona che tra 11 mesi saluta tutti e li manda in culo?

E cosi` nei mesi scorsi trascorreva le giornate a un fa’ una sega, pagato dallo stato, ma lui unn’e` mai stato il tipo da un fa una sega. Cosi` ha stampato uno stralcio di curriculum e per un paio di mesi, dalla mattina presto, s’e` messo alla ricerca di un lavoro. Tramite passaparola e` riuscito a trovare lavoro in un azienda attiva nell’aiuto ai consorzi agricoli. Gli pagano questi 11 mesi di contributi, poi altri due anni in mobilita` e poi in pensione (sempre che quei beoti al governo un facciano ‘azzate).

E allora io penso sempre a sti ragazzi italiani di oggi, che si svegliano a mezzogiorno, stanno su facebook a guarda’ le loro amiche troie, poi alle 4 fanno merenda, poi al barre a fa l’aperitivo, cena, poi troie on line e poi a letto. Alla fine di una giornata cosi` faticosa, dicono: “De, un riesco a trova’ lavoro, ‘ome fo?”

Purtroppo s’aspettano che li vengano a bussa’ alla porta a dirgli: “Ti interessa un lavoro in cui un si fatica una sega e ti becchi 2000 pleuri al mese?” Oppure s’affidano agli uffici di ‘ollocamento dove ci sono quelli che ti dicono: “C’e` da lavora 1 ora alla settimana a sistema’ i preservativi alla conad”.

Se volete lavorare, cercate il lavoro! Oppure emigrate! Ma non state a fa’ una sega! Cazzo!

Lo status di Facebook per il cancro al seno… che puttanata!

Allora, in questi giorni si vedono tante ragazze che postano status cretini su Facebook, tipo “Vado a Miami per 10 mesi”, “Vado in Spagna per 5 mesi”, “Vado a Praga a fa’ la troia pe’ sempre”, “Vo in culo e un torno piu`” e cosi`via…

Questa puttanata colossale, in realta` serve a supportare la lotta contro il cancro al seno. Ora, io dico, ma se invece di far postare queste puttanate che poi la gente si ‘iede se la gente s’e` rincoglionita, non potevano fa’ gira` un post con le informazioni utili pe’ preveni’ il cancro al seno?

Vedi tutte queste che postano ste ‘azzate e se poi gli chiedi: “Ma sai come poter preveni’ il cancro al seno?” ti rispondono: “No, pero` vo a Miami per 10 mesi!” Come se io volessi sensibilizza’ la gente contro la guerra in Palestina e scrivo su Facebook: “Ieri ho mangiato un panino colla mozzarella!” Inutile come un tablet scarico al lavoro la cui batteria e` stata dimenticata a casa.

Pero` alla gente gli garba, e si sentono piu` buoni, perche’ grazie ad uno status hanno sensibilizzato un bel cazzo di niente alla fine.