La sega che al mercato mio padre comprò

Chiametele come volete: seghe, pugnette, handjobs (per i lettori più internazionali), cinque contro uno: piangi o ti strozzo (per quelli più fantasiosi), appuntamento con Federica la mano amica, comunque sia, le seghe ce le facciamo tutti. Che gli uomini siano single, sposati, con figli, non c’è cristo che tenga: tutti ci masturbiamo!

Quando ero piccolo, il materiale pornografico non era molto reperibile, a parte qualche numero di “Le Ore” che girava nella scuola media o qualche fumetto zozzo nascosto sotto i cespugli della spiaggia di Pratoranieri.

“Soldato, vada a comprare il Sole 24 Ore!” “Ma fuori piove!” “Allora compri solo Le Ore!”

Poi venne il Postalmarket… Una società che vendeva roba per posta, ma, se scorrevi sulla pagina dell’intimo, potevi ammirare mutande di pizzo trasparenti indossate da modelle col figone anni 80. A quei tempi andava così, mica come ora che vanno di moda le passere rasate. Ma quello bastava per scatenare la fantasia erotica di noi 13enni.

Un giorno a casa di un mio compagno di classe, trovammo un giornaletto zozzo del padre e ricordo bene questa donna, di mezz’età, a gambe large che mostrava la foresta e niente più, niente labbra o altro, solo sta peluria immensa, e bastava a consolarci…

Poi la televisione, oh la televisione… Alzi la mano (e il cazzo) chi di voi si ricorda la scena di Serena Grandi sull’amaca con Paolo Villaggio che a momenti gli piglia un infarto…

Tutt’un tratto arrivò internet! Prima la versione lenta dove dovevi aspettare 15 minuti per una foto zozza, poi un po’ più veloce, dove con 3 ore avevi un filmino di 5 secondi con due quadrati che si muovevano e poi l’internet attuale dove ci sono più pornazzi che pagine di Wikipedia.

Non è raro imbattersi in video in cui si vede qualcuno che si masturba. Semplicemente, hanno montato la telecamera su un piedistallo, si sono ripresi mentre si gingillavano e pio hanno pubblicato il tutto online. Così arriviamo al primo livello: masturbarsi guardano qualcuno che si masturba.

Esistono tipi che si masturbano online su Skype o altri programmi che in realtà erano pensati per migliorare i meeting e rivedere i propri cari più spesso e invece… Sti tizi poi, mettono il video online et voilà: masturbarsi guardando qualcuno che si masturba mentre guarda qualcun altro masturbarsi.

Entriamo nella categoria delle telecamere nascoste. Un bel video online ed ecco il massimo:

Mastrubarsi guardando segretamentr qualcuno che si masturba mentre guarda qualcun altro che si masturba mentre guarda qualcun altro masturbarsi mentre guarda un pornazzo dove di masturbano che al mercato mio padre comprò.

Un voglio di’ niente, ma al mondo c’è gente che si tromba le pecore.

La mia lotta per avere il telefono fisso

Oggi si parla di una storia che mi e` accaduta anni fa, prima che mi trasferissi all’estero. Abitavo in maremma, in piena campagna, aria pulita, olivi sotto cui riposarsi e prendere l’ombra, le lucciole che di sera ti gironzolano attorno e gechi che se le mangiano. Sembrerebbe tutto un sogno per chi e` abituato al caos frenetico della citta`… c’era solo un piccolo problema: non c’era il telefono, non c’era una connessione internet, niente di niente.

Ben lontani erano i tempi in cui l’ONU dichiarava internet un diritto fondamentale dell’uomo e in cui un gruppo di profughi si e` visto cambiare alloggio perche’ sprovvisto di connession wi-fi, e io, con il sogno di diventare un programmatore, un web developer coi contro cazzi, mi vedevo sorpassare da ragazzini che in citta` avevano connessioni veloci (anche se, la velocita` della linea in Italia e` nulla comparata a quella degli altri paesi, ma a loro andava bene cosi`, tanto passavano tutto il giorno a guardare i pornazzi).

Una piccola premessa: a quei tempi mio nonno non se la passava bene e serviva qualcuno che potesse andarlo a prendere da casa e portarlo all’ospedale in caso di un’emergenza, ma… il segnale del telefonino, dopo che aveva piovuto, magicamente andava via, a volte anche per giorni, e, se volevi fare una telefonata, dovevi prendere la macchina e farti 10 km, prima di avere una piccola tacca.

Capite quindi che, sia per motivi personali che lavorativi, avevo bisogno di una linea fissa e di un collegamento ad internet. Per il collegamento ad internet, il rimedio era la connessione GPRS, costosissima e lentissima (raggiunsi un picco di 10 kb/s, ma la velocita` media era di 2 o 3 kb/s). Capite che con quella velocita` era possibile fare praticamente niente. Ovviamente non arrivava il segnale 3G, niente di niente. Per caricare Google, aspettavi circa 30 secondi. Youtube era un sogno, figuratevi giocare online.

Cosi` chiamo la telecom, la prima chiamata ando` piu` o meno cosi`:

– “Pronto, bla bla bla, vorrei allacciare la linea telefonica, il mio indirizzo e` bla bla bla.”

– “Certo! Le comunico che il suo numero di telefono sara` il bla bla bla, avra` l’adsl 4 mb, il tecnico verra` giovedi` alle 2.”

– “Mi dispiace, ma io a quell’ora sono al lavoro, deve esserci qualcuno in casa?”

– “Si`, deve esserci qualcuno per forza!”

Cosi` prendo un giorno di ferie… aspetto, aspetto, aspetto, le 2, le 3, le 4… nulla, cosi` richiamo:

– “Pronto, bla bla bla, sto ancora aspettando il tecnico.”

– “Ahhh ma le avevamo detto oggi? Boh, forse verra` domani!”

– “Ma io ho preso un giorno di ferie per questo!”

– “E chi le ha detto di prendere un giorno di ferie?”

Che pezzi di merda! Per davvero! Cosi` fisso un appuntamento per il giorno dopo, esco prima da lavoro e arriva il tecnico con la panda e la scala. Scende di macchina e dice:

– “Qui il telefono non lo posso allacciare. E` troppo distante dall’ultimo palo!”

– “Come sarebbe a dire? A me il telefono serve, vediamo di trovare una soluzione!”

– “Dovremmo piantare dei pali e allungare il cavo fin qui, ma dobbiamo chiedere il permesso ad ogni confinante e, se dicono di no, non c’e` niente che si puo` fare!”

– “No, il telefono e` un diritto universale, io ho assoluta necessita`!”

– “Ooooo io un so che dirle… e se ne va!”

Un po’ scioccato, mi informo su questi benedetti pali. Uno pare essere a 400 metri, con due terreni di distanza, e uno a circa 1,5 kilometri con un’enormita` di terreni (circa 16). Voi vorreste mai un palo nel vostro terreno per fare un favore ad un vostro confinante? Dite la verita`, su. Pensateci bene… Ecco bravi, nemmeno loro.

Mentre la telecom stava facendo i dovuti controlli, mi informai presso una societa` che offriva il collegamento ad internet attraverso una sorta di antenna. Presi appuntamento e vennero in perlustrazione. Ironia della sorte, c’era una piccola collinetta che oscurava il collegamento tra il mio tetto e l’antenna. Cercai di trovare una soluzione nei giorni successivi, e andai in citta` a parlare con loro nel loro ufficio (presi appuntamento, come sempre, io non vado mai negli uffici a caso). Il dialogo fu questo:

– “Capisco che la collina intralcia il collegamento, ma se mettiamo un’antenna a 400 metri che fa da ponte, si risolve, pago io tutto!”

– “No guardi, noi non montiamo antenne per fare da ponte in proprieta` di terzi, quindi non e` possibile!”

– “Lo so, ma io sono nella condizione di aver bisogno di una linea fissa (tramite voip) e di un collegamento internet decente! Perche’ il telefono bla bla diritto universale bla bla telecom che non puo` bla bla…”

La risposta che ne segui` mi lascio` veramente senza parole:

– “E a me che cazzo me ne frega se lei va lento su internet? Io in ufficio vado veloce! Arrivederci!”

Con certa gente non vale nemmeno la pena alzare le mani e me ne andai.

Certo a me ando` meglio che ad un ragazzo che viveva a 2km, che fece istallare questa benedetta antenna sul tetto della vicina perche’ prendeva meglio. La vicina era una signora anziana, e, ogni volta che c’era da resettare il router, questo ragazzo andava, bussava, resettava, faceva due chiacchiere e se ne andava. L’anziana signora vendette la casa ad un signore forestiero. Quando il ragazzo ando` a bussare alla sua porta per resettare il router, il nuovo proprietario disse: “Te in casa mia non ci metti piede!”… e i giorni di gloria di un internet pseudo-veloce finirono anche per lui…

Dopo qualche giorno andai a parlare col sindaco, uno di sinistra, dalla parte del popolo, contro le multinazionali, che mi ascolto` attentamente e mi chiese di mettere tutto per iscritto. Dopo qualche tempo, il comune emise un bando per dare internet veloce a tutta la zona. La societa` vincitrice incasso` un bell’assegno e promise di fare tutti gli allacci in 6 mesi. Dopo qualche mese, ovviamente, l’azienda falli` e non si videro piu` ne’ cavi, ne’ telefoni, ne’ assegni. Viva l’Italia!

Andai a parlare con un avvocato. Le sue parole furono:

“Il telefono e` un diritto universale, la Telecom non puo` sottrarsi dall’istallarlo, ma lei dovrebbe pagare i cavi a partire da 150 metri dal suo terreno. In piu`, dal giorno che ne ha fatto richiesta, ha diritto ad un rimborso del canone mensile Telecom moltiplicato per ogni giorno lavorativo!” Si parlava, insomma di una cifra intorno al migliaio di euro. Mi consiglio` anche di andare a sentire a Firenze, ad uno speciale tribunale per le telecomunicazioni.

Ovviamente presi appuntamento e andai. Odio Firenze, ogni volta che vai, becchi una multa. Ma mica e` colpa tua, questi stronzi mettono il cartello di obbligo di svolta a destra che porta in una strada a senso unico, e, dopo 100 metri, a tua insaputa, comincia la ZTL, e, ovviamente, non puoi tornare indietro e ti becchi una multa. Vabbe’ questa e` un’altra storia… A Firenze mi presentai con un faldone di lettere e fax e mi trovai faccia a faccia con un avvocato della Telecom. Mi venne detta la solita storia:

“Capiamo che il telefono e` un diritto universale, e che lei dovrebbe pagare i costi di allaccio dopo i 150 metri dall’ultimo palo, ma noi non possiamo fare nulla se il confinante non da` il consenso!”

Il giudice rinvio` la causa a tre mesi, nei quali la Telecom si impegnava a trovare una strada per ovviare alla soluzione.

La Telecom mi chiamo`, dicendomi finalmente il nome dell’azienda incaricata dell’allacciamento del mio telefono. Contattai prontamente la societa` per chiarire la situazione e mi venne risposto:

“La societa` e` fallita anni fa, ora ha tutto in mano quest’altra societa`!”

Gli addetti della nuova societa` vennero come promesso a fare una perlustrazione del luogo. Come scesero dalla macchina, dissero: “A guardi, il telefono qui un si pole mette’, glielo di’o subito! Contatti la Tele’om e glielo di’a”.

Contattai di nuovo la Telecom e spiegai all’addetta tutta la storia, dei cavi, dei vicini, del tribunale, del rimborso che mi spettava ecc.. mi venne risposto:

“Ma cosa dice? Vada a farsi un corso di legge, va!”

Passarono i mesi e tornai un’altra volta a Firenze. Stessa manfrina, stesse parole, stesse multe. La causa venne rinviata a 3 mesi.

Dovevo uscire da questo circolo, non sapevo come, poi… un’idea… un mio amico mi disse: “Se apri un’attivita`, devono per forza darti una linea telefonica! Non puoi lavorare senza telefono!” Gia`… ma cosa inventarsi in un campo di olivi? Un parcheggio per i camperisti!

Riandai in comune per chiedere una perizia che certificasse lo stato del terreno per fare una rimessa. Carte alla mano, tornai dopo tre mesi (multa) dicendo che avevo intenzione di aprire un’attivita` bla bla bla e il giudice mi dette ragione, un’azienda non puo` non avere un telefono! Ma la Telecom insisteva nel dire che i pali non si potevano mettere! E il giudice rimando` la causa a 3 mesi (che palle!!!)

Un giorno ricevetti una telefonata dalla Telecom, questo fu il dialogo:

– “Buongiorno, le volevamo dire che non Le possiamo allacciare il telefono e questo e` definitivo!”

– “Andatevene in culo, la settimana prossima mi trasferisco all’estero!”

E cosi` feci… adesso viaggio a 150mb/s. La Telecom ha vinto per sfinimento, non ne potevo piu`, veramente. Che facciamo come gli pare finche’ ci saranno italiani che se ne fregheranno. Ora, voi che vivete in citta`, che dite che avete internet veloce e che non ve ne frega nulla di chi sta in campagna… beh… avete ragione. Ma molte attivita` stanno in campagna e hanno bisogno di una connessione decente per acquisire clienti. Purtroppo la scena a cui assistiamo e` quella di ragazzi che vorrebbero usare internet per studiare, dialogare, approfondire, ma hanno linee preistoriche e i genitori dicono: “Che sara` mai… aspetti!”

Una mia amica in Inghilterra stava facendo un corso di italiano con una ragazza che viveva in campagna nel Sud Italia. Cercava di combattere la crisi, come tutti, e si era registrata su un sito nel quale studenti e insegnanti si incontrano per poter studiare. Alla fine, la mia amica ha dovuto rinunciare, dicendo: “Mi spiace, la tua connessione e` troppo lenta!”…

Se io facessi il programmatore per il web in Italia, per chi farei i programmi, se poi non c’e` una connessione abbastanza veloce per usarli?

E i ragazzi emigrano. E la gente gli da` contro dandogli dei codardi, che hanno abbandonato la patria ecc… ecc…

E noi ci giriamo e gli diciamo un bel vaffanculo!

Gli italiani che pensano che internet sia inutile.

Oggi risiamo in vena di ‘ommenti, e si ‘ommenta un articolo della Repubblica che trovate qui. Praticamente, se unn’avete voglia di legge’, l’articolo parla di questo signore, tale Enzo Valente, che lavorava in Svizzera, ma invece di fassi le canne come tutti, aveva inventato una sorta di ‘onnessione veloce. Se poi si faceva le ‘anne un si sa, pero` io so che tutti i miei amici che so’ andati in Svizzera, non ci so’ andati pe’ vede’ le meraviglie di Zurigo, piuttosto pe’ fassi un paio di funghetti in mezzo alle praterie pe’ vede’ le ‘aprette che gli dicevano ciao (anda’ a Amsterdam costava troppo).

Comunque sia, questo signor Valente ha scritto a tante scuole del sud italia e gli ha chiesto: “O volete internet aggratis nella vostra scuola?”. In qualsiasi paese normale (come ad esempio il Fankulistan, che ha una connessione 10 volte piu` veloce di quella italiana il che permette di andare istantaneamente alla fine di un filmino porno senza vede’ la parte centrale), la parentesi era troppo lunga, un mi ricordo dove ero rimasto, a si`, dicevo che in un quasiasi paese normale, tutte le scuole avrebbero detto all’unisono “Si`” ma ovviamente non in italia, niente internet per gli studenti, sia mai che poi scoprano che l’omo non e` stato fatto da dio o che il pro vercelli ha vinto 7 scudetti quando ancora la juve e il torino erano circoli di briscola.

Quello che mi chiedo io e` cosa spinge un preside a rifiutare una cosa che gli viene data a ufo. La risposta e` semplice, ed e` da ricercarsi in una vicenda che mi vide protagonista nel lontano 1996. Praticamente erano i primi anni di internet e io e un mio amico gia` facevano piccoli siti statici (allora non si parlava di internet 2.0, di siti dinamici e troiaiate varie). Cosi` andammo da tante aziende a chiedere se avessero bisogno di un sito web, che sarebbe stata una bella pubblicita`, una cosa moderna e cazzate varie. Uno ci rispose: “No, interne e` un giocattolino che tra un paio d’anni non usera` piu` nessuno, non mi interessa!”

Semplicemente gli italiani hanno altre priorita`. E poi, diciamocelo, questo signor Valente non ha capito bene come sono fatti gli italiani. Se invece di dire: “O volete internet aggratisse?” avesse detto: “Volete un anno gratis di aperitivi?” vedrai te quanti si` riceveva, gli facevano una statua in piazza navona e diventava il novo presidente degli stati uniti.

E m’immagino i colloqui di lavoro futuri: “Lei sa qualcosa di Social Media Marketing?” “Si`, l’ho provato l’altro giorno, ma senza ghiaccio, solo arancia!”

Come riconoscere un’agenzia web seria e non farsi inculare.

Questo e` un post serio. Non come le bischerate che pubblico cosi` pe’ divertirsi. Lavorando col web tutti i giorni, volevo mettere la mia esperienza a disposizione di chi vuole farsi fare un sito web e non sa a quale agenzia affidarsi, e raccontarvi tutta la verita` che succede nelle web agency (o agencies se siete pignoli coi plurali).

Ora, non mi dilunghero` sui punti tipo: “Chiedetevi a cosa vi serve un sito web, chiedetevi a chi sara` rivolto” perche’ tutto questo lo potete trovare su altri siti. Il punto su cui voglio far forza e` questo: ci sono due tipi di agenzie web, quelle serie e quelle fatte “a cazzo”. Vi insegnero`  a riconoscere quelle serie.

Prima di tutto, non vi lasciate ingannare dal sito web di un’agenzia o dall’ufficio. Ignorate totalmente la regola “Sito bello = Agenzia web seria” o “Ufficio brutto = Agenzia web fatta a cazzo”. La storia del calzolaio che va a giro con le scarpe rotte in questo caso puo` essere vera, per il semplice fatto che in un’agenzia web si lavora di continuo, i developer e i designer sono quasi sempre impegnati e molto spesso ci sono agenzie web serie che hanno costruito i propri siti web anche 5 o 6 anni indietro, e non hanno semplicemente tempo di aggiornarli.

Ora, se volete un sito web e volete scoprire quali agenzie web sono serie e quali no, prendetevi tempo e andate a parlare a quattr’occhi con i responsabili. Un’agenzia web seria dovrebbe farvi parlare con un “project manager” o un direttore, insieme ad una figura anziana dell’azienda che puo` essere un designer, un esperto di marketing o un developer. Un’azienda seria dovrebbe avere almeno una di queste figure: direttore, project manager, designer, developer e specialista in marketing. Punti bonus se ha anche un copywriter. Doppi punti bonus se hanno figure “senior” che danno ordini a chi sta sotto di loro (un senior designer dara` ordini ad un designer ecc…). Se invece venite ricevuti da qualcuno che afferma di essere “direttore, depeloper, designer e idraulico a scappatempo”, probabilmente siete davanti ad un’agenzia fatta alla cazzo di cane.

Quando siete al colloquio con questo fantomatico megadirettore gran farabut figl. di put. (citando Fantozzi), e questo comincera` a parlare, beh… zittitelo e fategli queste domande:

1) Quanto costa fare un sito web con voi?

Risposte sbagliate: 300 euro. 500 euro. 100 euro a pagina + 50 per la pagina contatti. 1200 euro con in regalo un portachiavi.

Risposta giusta: per computare il prezzo finale abbiamo bisogno di avere piu` informazioni sul suo progetto.

Perche’ la seconda risposta e` giusta? Perche’ un’azienda seria valuta il progetto e stima un prezzo in baso al tempo necessario per realizzarlo. Chi risponde con un prezzo fisso molto probabilmente e` un’azienda che usa template precostruiti e incapace di personalizzare il sito secondo le vostre esigenze.

2) Quanto tempo impegate per fare un sito web?

Risposte sbagliate: 1 giorno, 1 settimana, domani e` pronto, torni tra 10 minuti e ce l’ha.

Risposta giusta: In genere riusciamo a sviluppare un sito in circa 1 mese e mezzo, ma per la nostra e la vostra sicurezza possiamo fissare una data di consegna il giorno xxx.

Perche’ la seconda risposta e` giusta? In genere lo sviluppo di un sito web fatto come si deve impiega non meno di un mese, con dovute eccezioni ovvio. Ci sono siti che vengono sviluppati in 2 settimane e altri che impiegano 6 mesi di sviluppo. Date troppo brevi come una settimana sono il simbolo di agenzie web poco serie.

3) Quale content management system verra` usato come back-end per il mio sito?

Risposte sbagliate: WordPress, Joomla, o qualunque altro cms open source.

Risposta giusta: Il sito verra` costruito su un cms proprietario sviluppato da noi.

Perche’ la seconda risposta e` migliore (e guardate che non sto dicendo giusta, ma migliore)? Perche’ di solito le agenzie web serie hanno sviluppato cms proprietari e non usano mai programmi open source come WordPress o Joomla. Avere un cms proprietario significa che il codice non viene spartito con nessuno e ci guadagnate in fatto di sicurezza. (Ogni giorno sento di siti WordPress hackerati e quasi mai di siti hackerati che hanno un cms proprietario).

4) Come sara` posizionato il mio sito nei motori di ricerca?

Risposta sbagliata: Sara` nella prima pagina di Google!

Risposta giusta: Nonostante il Search Engine Optimization (SEO) non sia una scienza esatta, in quanto Google tiene nascosto il suo algoritmo di ricerca, le garantiamo che utilizzeremo tutti i sistemi necessari che abbiamo testato per provare ad avere un buon risultato nei principali motori di ricerca per determinate parole chiave. Non possiamo quindi garantirle che il suo sito sara` tra i primi dieci risultati in Google per certe parole chiave.

Perche’ la seconda risposta e` giusta? Perche’ Google tiene nascosto il proprio algoritmo di ricerca e cio` fa si` che si possa tentare di essere un guru del SEO, ma in realta` non potremmo mai avere la sicurezza completa. Ci sono buone pratiche da utilizzare, ovviamente, ma, come detto, non possiamo avere la certezza completa. Se qualcuno vi dice la frase: “Sara` nella prima pagina di Google!” (per quali parole chiave???), o mente, o non sa di che cazzo sta parlando o vuole fregarvi i soldi.

5) Dove sara` hostato il mio sito?

Risposte sbagliate: su Aruba, su un server condiviso.

Risposta giusta: su un nostro server dedicato.

Questo dice tutto. Aziende serie non usano server condivisi.

6) Mio nipote di 14 anni ha detto che mi fa un sito web per 50 euro, come la mettiamo?

Risposta sbagliata: allora noi glielo facciamo per 40.

Risposta giusta: allora vada da suo nipote, noi saremo qui ad aspettarla quando vorra` qualcosa di serio.

7) Il mio sito verra` visualizzato perfettamente su Internet Explorer 8?

Risposta sbagliata: si`.

Riposta giusta: nonostante Explorer 8 non sia piu` supportato da Microsoft, le assicuriamo che il template del sito non subira` grosse modifiche. Suggeriamo inoltre di integrare all’interno del sito un banner che inciti i visitatori con Explorer 8 ad aggiornare il browser, o a navigare con un browser serio, tipo Firefox o Chrome.

Perche’ la seconda risposta e` giusta? Perche’ Explorer e` un po’ il terrore di tutti gli sviluppatori web, diciamo e` come se Jenson Button si presentasse alle corse con una Panda. Il problema e` che e` uno dei browser piu` usati. Nonostante le ultime versioni siano nettamente migliorate, ci sono ancora molti utenti che usano versioni vecchie (9, 8 o addirittura 7). Un’agenzia web seria non dovrebbere spendere il proprio tempo a cercare si fare un sito bello per Explorer 8, ma incitare gli utenti ad aggiornare il proprio browser, o a navigare con un browser serio. Chi risponde solamente “si`”, intende dire: “cazzo me ne frega se il tu sito non si vede su Explorer 8).

8) Se dovessi riscontrare un problema urgente al mio sito il sabato sera alle 4 di notte, come faccio?

Risposta sbagliata: non ci saranno problemi, stia tranquillo.

Risposta giusta: il nostro senior developer ha un contratto in cui garantisce la propria reperibilita` 24 ore su 24 tutti i giorni. Il suo problema verra` preso in considerazione prima possibile.

9) Il mio sito sara` al sicuro da attacchi hacker?

Risposta sbagliata: Si`.

Risposta giusta: Possiamo garantirle una bassissima percentuale di vulnerabilita`, ed in caso dovessimo scoprire un bug, faremo in modo di riparare al piu` presto.

Dopo queste domande, date un’occhiata al loro portfolio, e se vi piace e vi ispira fiducia, firmate pure un contratto con loro.

Se poi volete affidarvi ad agenzie web del cazzo, ai primi venuti o ai piu` economici, beh… cazzi vostri, io ho cercato di farvi capire come funzionano le cose, lavorando direttamente in questo settore, e avendo lavorato per anni in agenzie web italiane fatte alla cazzo di cane.

Un ufficio ganzo di un agenzia web moderna

Agenzie web serie hanno in genere uffici strafichi!

Un ufficio noioso, senza niente, manco l'aria a momenti

Questo ufficio e` noioso, diciamoci la verita`… vi ispira fiducia?

 

Un web developer con la barba lunga che non ha tempo per farsela mortacci sua

Questo senior developer vi ispira fiducia? A me si`, perche’ vale la regola “la bravura di un web developer e` direttamente proporzionale alla formula (barba lunga + puzzo).

Un uomo infricchettato che fa anche cacare via

Lui non e` un web developer serio, anzi, molto probabilmente non avra` mai acceso un computer!

Insomma, alla fine, il succo del discorso e`: fate come cazzo vi pare ma seguite bene quello che vi ho detto, senno` poi alla fine sti cazzi davvero…