L’universita` italiana e` una cagata pazzesca – mega-post in piu` parti /10 – Colui che aspettava

Fin dal primo giorno di universita`, vedevo un ragazzo che girellava per le salette degli studenti e i corridoi. Tutto il giorno, da lunedi` a venerdi`, 10 ore al giorno. Non lo vedevo mai a nessuna lezione, ma passava il tempo giocando a carte e chiacchierando con gli altri, con addosso la felpa dei Children of Bodom. Non ebbi l’occasione di parlarci seriamente fino al secondo anno, quando mi disse la sua storia:

In pratica i genitori e i nonni gli pagavano l’universita` e fin qui niente di speciale, il solito mantenuto. Si era iscritto a lingue e letterature straniere con l’intento di studiare e laurearsi in due lingue: svedese e danese. Fece gli esami di lingua e cultura relativi a lingua e letteratura svedese e danese fino all’ultimo anno. Poi… un giorno… successe una cosa… la professoressa di svedese e danese mori` in un incidente. L’universita`, vista la scarsa affluenza a questi due corsi (si parla di 2 o 3 persone), decise cosi` di non assumere nuovi professori, ma eliminare la materia dai piani di studi. Risultato? Questo ragazzo fece tutti gli esami, tranne 2: gli ultimi di svedese e danese.

Aveva anche chiesto di poter andare a fare i due esami in un’altra universita`, ma, a quanto so, non potevano essere riconosciuti.

Le soluzioni erano due: o si trasferiva in un’altra citta` continuando a studiare li` (con la complicata conversione dei crediti da vecchio a nuovo ordinamento), oppure aspettava che in futuro l’universita` riprendesse l’insegnamento di svedese e danese.

Scelse la seconda, anche perche’ i genitori e i nonni potevano permetterselo. Se fosse capitata a voi una cosa del genere, come avreste agito? Probabilmente avreste preso il preside a calci fino a Stoccolma.

L’universita` italiana e` una cagata pazzesca – mega-post in piu` parti /9 – La rivincita

E` un po’ che non andiamo avanti con la nostra storia dell’universita` italiana. Eravamo rimasti all’esame di tedesco I, miseramente fallito. Settembre arrivo`, e, dopo un’estate di lavoretti vari, nottate in riva al mare e altre cose che francamente parlarne ora sarebbe alquanto inopportuno, ritornai in facolta` per rifare questo benedetto esame. Entrai in un’aula dove c’erano piu` persone che sedie, stavamo strettissimi, pareva un pranzo di matrimonio o un concerto dei Maiden in Brasile.

Comunque sia, comincio` l’esame e… sorpresa sorpresa… molta gente aveva un bel dizionario!!! Cosi` io dissi alla professoressa: “Mi scusi, se mi ricordo bene, l’uso del dizionario era proibito nella scorsa sessione…” La risposta che ebbi fu: “Ah si`??? E vabbe’, vorra` dire che oggi si puo` usare…” Ora, non so quanti di voi hanno studiato tedesco, ma passare un esame di tedesco col dizionario e` un’idiozia… esempio: se dovete tradurre, che so, “i carri armati tedeschi hanno invaso la Polonia”, bastera` che, in un buon dizionario, cerchiate la parola “invadere” e molto probabilmente, accanto alla traduzione, troverete una frase d’esempio, del tipo: “gli Spagnoli hanno invaso il Sud America”, bastera` quindi sostituire “Spagnoli” con “carri armati tedeschi” e “Sud America” con “Polonia” e il gioco e` fatto! Comunque sia, del dizionario non ci facevo una sega, mi ero preparato bene a fare le mie frasine da bambino delle elementari, e cominciai: “Qui c’e` un tavolo. Accanto al tavolo c’e` una sedia. Sopra il tavolo c’e` un vaso di fiori. A destra del tavolo c’e` il divano…” e cosi` via… il risultato fu un successone!!! Massimo punteggio nella prova scritta… peccato pero` che non contasse un cazzo, perche’ il voto finale si decide all’orale.

Hai fatto un bellissimo scritto ma non hai aperto bocca all’orale? Cazzi tuoi!

Hai fatto uno scritto che faceva sbellicare dal ridere anche i monaci buddisti in meditazione, ma all’orale hai tirato talmente tante stronzate che il professore ci ha quasi creduto? Buon per te, ecco un bel 30!

Comunque sia… all’orale mi sedetti e… chi mi trovai davanti? Il mega prof di tedesco gran. farabut. figl. di put.? No! Mi trovai la lettrice, quella stronza che alla domanda: “Mi puo` dire di piu` sull’esame?”, mi rispose: “Oooo io prendo 150 euri al mese, figurati se ho voglia di parla’ con te!” Mi chiese: “Cosa vuol dire übersetzen?” E io, con faccia impavidissima: “Tradurre!” E questa mi fece: “Ma noooooo, che mi dice, io non ho detto übersetzen, ma übersetzen!” (L’accento cambiava minimamente, ricordiamoci che questa stronza era italiana e la pronuncia lasciava molto a desiderare!) poi continua: “Übersetzen vuol dire traghettare!!!” Ora, che al primo livello di tedesco uno conosca il verbo traghettare e` raro come uno alcolizzato che va all’Oktoberfest e beve la Fanta. Ci sarebbe stato da dirgli: “Ecco, prenda il traghetto per l’isola del vaffanculo!”, ma mi contenni… L’interrogazione ando` avanti, mi chiese qualcosa qui e la`, tutto bene… poi mi disse: “Ok, tutto bene, a parte quel übersetzen, quindi le do` un bel 25!”

Lo presi, la mandai un vaffanculo, lei fece finta di non sentire. Dopo pochi mesi fu licenziata. Non l’ho piu` vista.

P.S. Dopo anni si scoprira` che non era nemmeno autorizzata a dare voti o firmare libretti, in quanto lettrice, quindi il suo potere valeva meno della donna delle pulizie…

Che schifo!

L’universita` italiana e` una cagata pazzesca – mega-post in piu` parti /8 – La presa in kulo teutonika

Salve a tutti, scusate se ho postato poco in questo periodo, ma la storiella va avanti. Allora, oggi si parla di un bell’esame dall’accoppiata scritto+orale (che poi tanto lo scritto non conta un cazzo perche’ il voto lo decide il prof che ti fa l’orale): Lingua tedesca. Andai a lezione quasi tutte le volte e diciamo che ero quasi pronto per l’esame. Ricordo che la prof. era una stronza e mi ricordo due risposte che mi dette, che quando le racconto fanno molto ridere: una volta le chiesi: “Scusi, posso fare una domanda?” E lei: “No!”; un’altra volta le chiedi: “Scusi, posso scriverle un’email per domande relative all’esame?” E mi venne risposto: “Ooooooooh io guadagno 150 euri al mese, secondo Lei, ho voglia anche di rispondere alle Sue mail???” Poi si scopri` che era una prof a progetto e guadagnava davvero 150 pleuri al mese, il che la portava a lavorare in 4 universita’ diverse per poter arrivare alla miseria di 600 pleuri al mese. Ma vabbe’, parliamo dell’esame. Il problema fu che voletti per cosi` dire “strafare”, mi spiego meglio:

L’esercizio era quello di descrivere una stanza, della serie “Davanti al divano c’e` la televisione!” E io andai oltre, col dire che magari potevano apprezzare lo sforzo, e cominciai a scrivere cose tipo: “Qui c’e` il divano dove si siedono i miei amici quando vengono a trovarmi”. Ora, chi parla un minimo di tedesco sa che nelle secondarie succede un po’ di casino con i verbi e tutto il resto. Diciamo la verita`, non lo feci proprio bene bene, anzi… Ricordo il secondo esercizio era quello di scrivere a lettere dei numeri e poi che io mi ricordi non c’era nessun altro esercizio.

Una particolarita` dell’esame che utilizzero` in futuro per parlare di quanto faccia cagare l’universita` italiana: assolutamente proibito l’uso del dizionario. Cosa che di per se’ va anche bene, peccato che, come vedremo poi, ne sara` ammesso l’uso alla sessione successiva, ma questa e` un’altra storia.

Risultato: bocciai l’esame (o, per coloro che ritengono che “bocciare” sia intransitivo: sono stato bocciato all’esame). Cosi` mi ritrovai a parlare con una mia amica, che mi disse: “Ao, ma che un ce lo sapevi? In questi esami devi fare le frasine stupide, come un bambino all’elementari.” Praticamente, mi spiego`, il trucco per passare questo esame era quello di scrivere cosi`: “Questa e` la mia stanza. Qui c’e` il divano. Accanto al divano c’e` il tavolo. Davanti al tavolo c’e` la televisione. Accanto alla televisione c’e` il frigorifero. Nel frigorifero c’e` il panino. Sopra il frigo ci sono dei fiori. A sinistra del frigo c’e` la finestra.”

In effetti, questo era un bel trucco, perche’ 1) Evitavi le frasi secondarie. 2) Avevi meno possibilita` di fare errori.

Un trucco geniale, peccato averlo scoperto solo dopo. Ma vabbe’, ormai era andata, e riprovai a fare l’esame a settembre. Ne parleremo poi.

L’universita` italiana e` una cagata pazzesca – mega-post in piu` parti /7 – Che le donne so troie

Allora vi avevo promesso di restare in tema di letteratura, e in tema di letteratura si resta… allora dopo la letteratura teteska, il cui esame si puo` passare, come abbiamo visto, senza aprire libro, parliamo adesso della letteratura inglese.

La letteratura inglese e` vasta, immensa, autori su autori, per studiarla tutta ci vorrebbero anni, forse decenni. Ma per l’universita` italiana e` normale far studiare giusto 2 o 3 autori per consegnare ad uno studente una laurea in letteratura inglese. Si puo` essere laureati in letteratura inglese senza sapere nulla di Oscar Wilde? Certo, basta studiare in Italia.

Il problema con questo cosidetto “Nuovo ordinamento” e` questo: un tempo con il cosidetto “Vecchio ordinamento” uno studente (in teoria) entrava all’universita` il primo anno e cominciava a studiare la letteratura inglese (e potrei farvi moltissimi altri esempi, ma quello della letteratura inglese pare adeguato) dall’inizio, dai carmi in inglese antico per intenderci, per poi coprire quasi tutta la letteratura inglese nei restanti 4 anni, arrivando all’ultimo anno con gli autori contemporanei; ora invece l’obiettivo e` accumulare crediti formativi, e quindi i prof. sono andati nel pallone perche’ ora c’e` chi deve fare un esame da 10 crediti, chi da 8, chi da 6, chi fa un’annualita`, chi ne fa due, chi deve fare un esame di rettifica da 2 crediti, chi e` stato rapito dagli alieni e per questo ha gia` maturato 6 crediti ecc… . Insomma, un esame non e` mai uguale per tutti. Ho visto anche scene del prof. che parlava con una studentessa e gli elencava i libri da leggere per l’esame; la studentessa poi ha detto: “Ma il mio esame e` solo da 4 crediti!” e il prof, cancellando gli ultimi due libri dalla lista: “Allora questi due non li legga nemmeno!”

Comunque, il modulo da studiare era sul teatro elisabettiano. Bellissimo modulo, non c’e` che dire, e, a parte un libro-mattone di 500 pagine da leggere, dovevamo studiare o Romeo e Giulietta + Amleto, o Otello (Otello non lo scelse nessuno). Ovviamente tutti i libri in italiano, cosi` come il libro-mattone. Devo dire che il libro-mattone si rivelo` interessante per certi aspetti, lo leggevo con piacere, ma alla fine una bella ricerca su Wikipedia dava i suoi frutti ugualmente. Lessi anche i due drammi, o almeno mi sforzai di guardare qualche film a riguardo.

All’esame mi presentai con un mio amico, nonche’ coinquilino, e ci fecero entrare insieme. Io capitai con l’assistente che mi disse: “Ha letto il libro sul teatro elisabettiano?” e io: “Ehhhhh so tutto!” e lei: “Mi parli di un capitolo!” e io: “Beh, mi faccia qualche domanda lei, via su!” E lei: “No! Mi parli del capitolo 4!”

E qui si vede la vera differenza tra teoria e pratica. All’universita` italiana, fortemente incentrata sulla teoria, ti fanno studiare e ti chiedono un capitolo, mica ti fanno le domande… nooooo… vogliono che tu impari a memoria un libro parola per parola. Che deficienti.

Comunque sia, raccontai qualcosa di quel libro-mattone e passai col professore, un fiorentino-juventino mezzo deviato. Sto professore mi dice: “Allora, al tu ami’o gli ho chiesto di Romeo e Giulietta, a te tu ti ‘iedero di Amleto!” E cosi` incomincio a parlare un po’ della trama di Amleto, e ad un certo punto questo prof. mi fa: “Allora, dimmi, o come mai Amleto dice a Ofelia d’anda’ in un convento?” E io: “Ehhhh perche’ e` pazzo e sa che senza di lei…” E lui: “Ma noooo, l’e` piu` facile… perche’ Ofelia e` una donna, e le donne, le so tutte troie! Come posso datti 30 se c’hai piu` di vent’anni e un sai manco che le donne so tutte troie! Volevo datti un bel voto ma mi dovevi di’ che le donne le so tutte troie… via, ti daro` 26 tanto pe gradi`, ma credi…”

Non lo avreste preso a manate? Io no, perche’ alla fine un 26 avendo solo mezzo letto un libro va piu` che bene, ma mi chiedo se ci fosse stata una ragazza tipo una delle Femen a fare l’esame cosa avrebbe detto…

Comunque via, ormai abbiamo visto che tanto e` inutile studiare, tanto i professori danno i voti che gli pare, non c’e` metodo razionale di giudizio in un esame, quindi non vi ci impegnate troppo…

Alla prossima, vedremo come fregare un altro voto.

L’universita` italiana e` una cagata pazzesca – mega-post in piu` parti /6 – Senza aprire libro

Ahhhhh, la letteratura tetesca jaaaaa, bella materia, non c’e` che dire… Goethe, Novalis, Brecht… si`, materia veramente strafica, se fosse insegnata con un po’ di criterio.

L’esame di letteratura tedesca 1 me lo ricordo benissimo per essere stato il primo esame a cui mi presentai senza aver studiato un emerito cazzo. Seguii qualche lezione all’inizio, ma dopo un po’ mi resi conto che stare sul pratino a non fare un cazzo, suonare la chitarra e dire bestemmie era piu` divertente. Il corso era gestito da due professoresse che si dividevano gli insegnamenti delle 3 classi di studio. La prima (che era quella che avrebbe poi dovuto farmi l’esame) era famosa per la sua ‘manica stretta’ riguardo ai voti, mentre l’altra era famosa per la sua ‘manica larga’: in pratica se facevi un esame con lei, minimo prendevi 27 solo per il fatto di saper respirare.

Il corso parlava di Goethe e Heine. Ricordo che un giorno la prof. ci disse che dovevamo obbligatoriamente andare a Roma a seguire un dibattito su qualche stronzata di qualche professore tetesco ubriaco, a nostre spese ovvio. Ma col cazzo che ti ci vo fin laggiu` a spendere soldi… stiamo scherzando. Lei il giorno prima dell’evento si incazzo` e disse che la partecipazione non era facoltativa, ma… il giorno dopo l’evento, in classe, disse: “Avete sentito il relatore della conferenza? Bene, non lo ascoltate perche’ e` un coglione che dice le cazzate!” Quanta coerenza… Ricordo anche che la prof. costrinse gli studenti a comperare un cazzo di libro su Goethe scritto da un suo amico (ma guarda caso), minacciandoli di non fargli passare l’esame. Insomma, 30 euro di qui, 20 di qua, se ad ogni esame devo tirare fuori 50 euri, caro mi costa…

Questa pero` ve la devo dire. A lezione, un giorno, si parlava dei viaggiatori e lei chiese: “Secondo voi perche’ si viaggia?” e guardo` me; io risposi: “Io personalmente penso che si viaggi principalmente per motivi sociali, perche’ quando viaggio mi piace mangiare piatti nuovi, bevande nuove, conoscere nuova gente, vedere una realta` diversa, perche’ se dovessi viaggiare solo per vedere chiese e monumenti, mi compro delle diapositive e me le guardo a casa!” Lei mi guardo` incazzata e disse: “E questa ti sembra una risposta da dare all’esame?” Io mi alzai e me ne andai. Non mi vide piu` a lezione.

Mi presentai all’esame e mi misi in fila come tutti. Per fortuna di Goethe mi ricordavo qualcosina dalle superiori :-) . Chiesi ad una ragazza il quaderno degli appunti per qualche minuto e lessi velocemente: Heine, comunista, ebreo, Lucca. Nella stanza c’erano le due professoresse che chiamavano gli studenti a turno. Quando vidi che la professoressa dalla ‘manica larga’ era libera, aspettai che chiedesse: “Chi c’e` ora?”, e io detti una leggera spinta ad uno studente e dissi: “Ci sono io!” e impavido andai a fare l’esame. Il tempo scarseggiava, era gia` ora di pranzo e tutti affamati. Mi chiese un po’ di Goethe (giusto 2 minuti) e poi mi disse: “Mi parli di Heine!” e io le risposi che era ebreo, comunista, che viaggio`, che descrisse nei dettagli la citta` di Lucca… e ancora: “Come descrive Lucca?” e io, da bravo grossetano (Lucca e Grosseto sono praticamente uguali), mi misi a descrivere le mura, la piazza, il duomo, che risate… Alla fine mi disse: “Le do` 29, mica si arrabbiera`… voleva 30?” Ci sarebbe stato da dirle: “Come??? Mi sono fatto un culo come un paiolo per un 29?” Ma alla fine dissi: “Non c’e` problema!”

Questa e` l’universita` italiana, ti permettono di giocare cosi` e la gente ci marcia. La prossima volta restiamo sempre in tema di letteratura, non mancate.

L’universita` italiana e` una cagata pazzesca – mega-post in piu` parti /5 – Come essere fottuti agli esami

“Il cerino e` la cosa piu` stupida che esista: infatti viene fregato da tutti – ma e` anche il piu` intelligente, perche’ infatti si fa fregare una volta sola!” [Antico proverbio]

Parliamoci chiaramente, se volete imparare una lingua straniera, non iscrivetevi ad una facolta` di lingue in Italia. Piuttosto, compratevi uno zaino e vagate nel paese in cui si parla, imparerete molto di piu`. Se proprio non amate viaggiare, andate in libreria e compratevi un corso di lingue con cd. Se siete cosi` pigri da andare in libreria, compratelo su Amazon e fatevelo recapitare a casa. Perche’ tanto e` la stessa cosa di quello che fareste all’universita`. Un tempo esisteva una materia come “Lingua e letteratura tedesca”, ad esempio. In pratica, si prende un libro di letteratura tedesca come puo` essere “I dolori del Giovane Werther” e lo si leggeva in classe in tedesco e, mentre si leggeva, il professore interrompeva la lettura per spiegare eventuali regole di grammatica e vocaboli strani. In questo modo lo studente si costruiva un bagaglio di vocaboli, di strutture grammaticali e di letteratura. Adesso, siccome bisogna pagare due professori invece di uno (senno` non saremmo in Italia), le materie sono due, ad esempio: letteratura tedesca e lingua tedesca, dove i professori di lingua si limitavano a leggere un corso De Agostini o simili, e i professori di letteratura a leggere informazioni trovate su Wikipedia.

E cosi` mi trovai a lezione di inglese. Ricordo che la prof. disse: “Avete fatto il test d’ingresso?” Io l’avevo fatto in effetti, ma qualcuno no. E poi continuo`: “Chi non ha fatto il test d’ingresso non lo voglio vedere! Deve fare il corso a gennaio!” E fu cosi` che un mio amico disse: “Bon natale!” e si levo` dai coglioni. Non so che fine abbia fatto, ma lo saluto perche’ insieme ci siamo divertiti da morire… La prof, un’americana, ci disse da subito: “Voglio che compriate questo libro, e mi raccomando, no fotocopie, chi porta le fotocopie non entra in classe!” Cosi`, da bravo coglione (si`, potete darmi del coglione quanto volete) comprai il libro. Non ricordo il prezzo, ma mi pare sui 20 euri. Contate che, anche se era gia` il 2003, internet non aveva ancora sfondato del tutto in Italia, soprattutto nelle piccole citta`, quindi se ti serviva un libro, andavi in libreria, non andavi su Amazon…

Chiunque voglia imparare l’inglese e avere un certificato, sa che gira molta confusione riguardo nomi e livelli: PET, KET, TOEFL, CAMBRIDGE ecc… sono solo alcuni nomi di certificati che vengono rilasciati per il raggiungimento di un certo livello che va da A1 (livello “My name is John Johnson and I come from London”) fino al C2 (che corrisponde piu` o meno ad una fusione linguistica tra Goku e Vegeta di quarto livello). Il corso che seguivo io rilasciava un certificato, non ricordo quale, ma era di livello B1 e molti studenti lo avevano gia` preso alle superiori (io no). Cosi` la prof. disse: “Avete gia` fatto questo livello alle superiori?” E molti dissero di si`. Gli venne detto: “Andate via, voi e` come se l’esame l’aveste gia` fatto e prendete il voto in base al voto di superamente dell’esame!” Che culo, aggiungo io…

A lezione con questa prof. si leggeva questo libro e s’imparava SOLO la grammatica, che abbiamo studiato tutti (simple present, simple past, simple caz e via dicendo). Cose che avevo gia` fatto alle medie, tra l’altro.

Un giorno, in bacheca, si lesse che il corso di inglese fu integrato con un “corso di morfologia” tenuto da una prof. spagnola (che non parlava nemmeno italiano, e francamente nemmeno inglese, quindi le lezioni erano in spagnolitaliano, tipo: “Esta frase se puele da utilisar para indicar la proposision finales…”, se ci fossero state delle tette qua e la` pareva di essere nel film “Il Ciclone – Ola ola ola, vo a dormire nell’aiola”). Diciamo che non capivo un cazzo di quello che diceva questa tipa, anzi, diciamo che nessuno ci capiva un cazzo. Si parlava di ricezione del suono, attivita` linguistiche attive, passive ecc… Nonostante nessuno ci avesse capito un emerito cazzo, cio` non evito` un quiz di 25 domande all’esame di inglese.

L’esame fu la piu` grande fregatura legalizzata che ho incontrato in vita mia. Si svolgeva in 4 parti: 1) Morfologia. Se passavi quello andavi a 2) Reading e Writing. Se lo passavi andavi a 3) Listening. Se lo passavi andavi a 4) Speaking. Ci mancava solo il controllo urine e l’analisi del sangue poi c’era tutto. Partiamo dall’esame/farsa di morfologia. 25 domande basate sulle lezioni/farsa e su delle fotocopie che ci aveva dato la prof. Nessuno ci capi` un emerito cazzo, una miriadi di gente fu bocciata direttamente. Ora come ora non mi ricordo cosa cazzo ci scrissi in quel test, ma so solo che lo passai, diciamo, cosi`, “a culo”. Venne il momento del reading e writing. Non era particolarmente difficile, anzi, ma ricordo solo che mi furono tolti tipo 5 punti perche’ scrissi: “I do love the rain, but…” e la prof. disse: “Non puoi usare il ‘do’ tra soggetto e verbo!” E io: “Si` che posso, e` rafforzativo!” E lei: “Si`, ma noi non l’abbiamo fatto in classe, questa cosa e` di un livello superiore, quindi, non potevi saperlo!” Che stronza! Peggio di un ausiliario del traffico! Comunque sia, andiamo avanti… la parte piu` vergognosa dell’esame fu il listening. Pensate che un’universita` di un paese ‘sviluppato’ abbia un laboratorio linguistico con cuffie e cd? Sbagliato! Ci trovammo tutti in una stanzina con un vecchio mangiacassette ed una cassa che amplificava notevolmente i bassi. Io non voglio essere polemico, ma se vi dico che non si sentiva una sega, credetemi! In piu`, in un esercizio, dovevi abbinare le frasi che sentivi a dei disegni INCOMPRENSIBILI, tipo che io avevo capito che all’areoporto avevano rubato delle valigie, ma non sapevo a che disegno collegarlo, visto che tutti e tre rappresentavano un uomo con delle valigie in mano. Dopo il listening, nel quale tutti prendemmo un voto indecente, rimanemmo in una decina, di circa 60 della prima prova, e si passo` allo speaking, nel quale non ci furono fatte domande troppo difficili, del tipo: “Come scrivi il tuo nome?” “Perche’ pensi l’inglese sia importante?” “Perche’ studi inglese?” Non penso di ricordarmi dei bocciati allo speaking.

Alla fine, passai l’esame con un misero 23 (che poi, con un trucchetto trasformai in 27 un paio d’anni dopo, ma questa e` un’altra storia).

A proposito, se fin qui pensavate che il listening fu la parte di vergognosa dell’esame, aspettate di sentire quello che ci disse la prof. dopo l’esame: “L’esame come sapete, da` diritto ad un certificato. Passate domani dal mio uffico con 144 euro e potrete ritirarlo!” Ovviamente, qualcuno ci casco`. Io non avevo una lira, senno` glieli portavo in monetine da un centesimo e gliele infilavo su per il culo una per una.

Questo e` tutto per questa volta. La prossima vi mostrero` come passare un esame imbecille come “Letteratura Tetesca” senza aver aperto libro.

L’universita` italiana e` una cagata pazzesca – mega-post in piu` parti /4 – Il primo esame

“Oggi ho fatto il mio primo esame, etica, ed ho preso 30 e lode. Ho copiato.” (Anonimo)

Il primo esame che feci fu Storia dell’Europa di Centro, un nome un po’ del cazzo per definire la ‘Storia della Polonia’. In pratica, il preside della facolta` era fissato con la Polonia, tanto che una volta mi disse: “Secondo me mia madre quando mi ha concepito, ha tradito mio padre con un polacco, perche’ altrimenti non saprei come spiegarmi il mio amore per la Polonia!”

Comunque sia, il preside era anche il docente di questa materia e, diciamoci la verita`, un po’ tutti la seguivano, per fare bella figura. Le lezioni, erano, ovviamente, tre mattine a settimana dalle 9 alle 11 (il motivo e` spiegato in questo post). La materia era incentrata sulla storia dell’Europa orientale in generale e sulla storia della Polonia nel diciassettesimo secolo in particolare. Ecco in breve la lista dei libri che dovevamo studiare leggere per poter passare l’esame: un libro di circa 20 pagine (si`, avete letto bene, 20 pagine) sulla storia dei paesi dell’Europa dell’Est, un libro di circa 150 pagine sulla tematica del viaggio in Polonia nel 1700 (scritto dal professore stesso – di questo discuteremo in un altro post) e delle fotocopie sulla storia di un dittatore albanese di cui, perdonatemi, non ricordo il nome… mi e` tornato alla mente mente scrivevo questo post, era Castriota Scanderbeg.

Le lezioni erano quasi una farsa, col professore che diceva: “Seguite altre lezioni, non seguite le mie e studiate le lingue per lavoro, non per rimorchiare!” (Aveva ragione dopo tutto). Ricordo un giorno a lezione, il professore chiese: “Cosa faceva Ivan il Terribile ai suoi nemici? Chi lo sa?” Io alzai la mano e dissi: “Gli infilava un palo su pel culo!” e il prof: “Bravo! Prendete esempio, prendete!”

Ora, ragioniamo un attimo sull’esame. In pratica nell’aula dove si svolgeva l’esame c’erano 3 persone: il professore/preside, un dottorando e una dottoranda. La differenza? Le domande che chiedevano e la differenza nei voti, ovvero, se per il professore elargiva un bel 30 quasi ogni volta, i dottorandi erano piu` tirchi, come se per loro facesse differenza. Quindi, se ti trovavi col professore eri avvantaggiato, un po’ come entrare nell’area di rigore avversaria indossando una maglietta della Juventus, mentre chi si trovava di fronte gli assistenti, ehhhh… come diceva mia nonna: “Trist’e guaio a chi tocca!” E si torna sempre li`, al solito discorso… non importa studiare, tanto se il professore e` incazzato (o non vuole dare il voto piu` alto di principio, per vendicarsi del fatto che da piccolo non gli hanno comprato l’Allegro Chirurgo) non ve la caverete.

Ora, non staro` qui a scrivere cose tipo: “Studiai 6 ore al giorno per quell’esame chiuso in biblioteca uscendo stremato il pomeriggio alle 5”, perche’ sarebbe una bugia. Diciamo piu` che passai le settimane prima dell’esame a bere aperitivi al bar, senza fare una sega. Lessi tutto la sera prima, le 20 pagine di storia dell’Europa, il libro del preside (leggendo solo le pagine dispari per fare prima), e non lessi una sola riga delle fotocopie di Scanderbeg.

La mattina arrivai all’universita` verso le nove. Incontro un mio amico che doveva fare l’esame con me e mi disse: “Io l’esame l’ho gia` fatto, sono andato direttamente il presidenza e il preside m’ha fatto l’esame mentre facevamo colazione, ho preso 30!” Bellissimo! La gente si iscriveva e doveva aspettare il proprio turno e lui aveva scavalcato tutti e s’era levato il pensiero… un genio!

Come avevamo visto, per avere 30, l’unico modo era andare con il preside, non c’erano altre soluzioni. D’altronde i professori sono un po’ cosi`, decidono loro… comunque sia, era quasi mezzogiorno, gli assistenti se ne andarono a pranzo, ed eravamo rimasti in 5. Il preside usci` e disse: “Io vado a comprare un po’ di pizza, la volete?” Torno` dopo 10 minuti con un vassoione gigante di pizza. Entrai nell’aula e, mentre mangiavamo la pizza, mi chiese: “Lei la sa la storia della Polonia?” “Si`” “E quella della Boemia?” “Si`!” “Bene, cominci!” E io parlai per circa 30 secondi della storia della Boemia. “Ha letto il mio libro?” “Si`” “Bene, cos’e` la dieta di Grodno?” E io risposi molto sinteticamente. “Cosa ci fa qui?” “Studio!” “E si trova bene?” “Si`!” “Bene, si vede che lei e` un bravo ragazzo, 30!” Firmai e andai via.

Riassumiamo un po’ la faccenda:

Tempo di studio: 2 ore totali.

Tempo di attesa prima dell’esame: 3 ore.

Tempo dell’esame: 10 minuti.

Nel prossimo post mi lamentero` delle liste di iscrizione agli esami e vedremo come farselo mettere in culo pur avendo studiato.

L’universita` italiana e` una cagata pazzesca – mega-post in piu` parti /3 – I primi commenti

Il tempo e` denaro – Benjamin Franklin

Ok, in questa parte mi lamentero` degli orari delle lezioni. L’inculata e` presto fatta: molti professori vivono lontano dall’universita`, e magari vengono all’universita` per 3 giorni la settimana. Scordatevi professori tedeschi di universita` nord-europee che stanno all’universita` tutto il giorno, disposti ad aiutarvi… qui siamo in italia. I professori fanno lezione il martedi`, il mercoledi` e il giovedi` dalle 9 alle 11, poi un’ora la settimana di ricevimento per gli studenti e poi via, a casa per il week-end lungo! Beeeeeneeeee! Ovviamente, a meno che uno non abbia poteri magici, non si puo` essere in due posti allo stesso momento. Quindi tante lezioni (quasi tutte) si sovrapporranno e voi lo piglierete al culo! Praticamente lo studente paga tanti quattrini per poter seguire le lezioni ma non puo` seguirle. Ora, non dico che non ci possa essere qualche caso di sovrapposizione delle lezioni, ma cazzo, che l’80% delle lezioni erano mercoledi` e giovedi` dalle 9 alle 11 mi pare un po’ strano. E se il professore non c’e`? Uno pensera`: “Sicuramente trovero` un annuncio nella bacheca elettronica su internet!” Ovviamente no, l’Italia e` la nazione anti-internet per eccellenza. Se paesi come Uganda e Tanzania sono totalmente connessi ad internet, in Italia ancora siamo nel medioevo. Il giorno in cui gli italiani capiranno che e` la terra che gira intorno al sole, vinceranno il premio nobel, che scambieranno per un secondo posto al festival di sanremo e 3 scudetti della juventus. In tutto il mio corso di studi non ho visto uno che sia un professore che abbia mai aggiornato quella cazzo di bacheca elettronica. Tutti in classe aspettando il professore, per poi vedersi arrivare qualcuno dalla segreteria che diceva: “Il professore ha chiamato, oggi non fa lezione!” Ehhhhhhhhh troppo comodo! Io ho pagato cazzo!” Non parlo ovviamente delle e-mail. Professori ed e-mail sono un binomio impossibile. Voi potete scrivere, scrivere, scrivere ancora, ma non riceverete mai risposta! Se la ricevete e` un caso raro!

Lo ripeto, lasciate perdere l’universita` italiana… andate all’estero. Ci vediamo alla prossima puntata, mi lamentero` di come e` facile passare il primo esame.

L’universita` italiana e` una cagata pazzesca – mega-post in piu` parti /2 – I primi commenti

“La verita` emerge ed e` dimostrata piu` dall’indicazione delle opere che dalle argomentazioni o dall’osservazione.” – Francis Bacon

Come gia` detto nella parte 1, non faro` nomi e cognomi, vi basti sapere che sono stato immatricolato in una piccola universita` del centro Italia.

Sono stato alle superiori, ho frequentato un’istituto professionale, per poi trovare lavoro in una tipografia. La passione per la grafica, il web e tutto il mondo dei media mi ha portato adesso ad essere Web Manager di una societa` all’estero e di questo devo solo ringraziare la mia grande passione, perche’ se dovessi ringraziare l’universita`, direi una grossa bugia.

L’universita` italiana fa schifo, e` vero, pero` non voglio puntare solo il dito verso l’universita` stessa, ma anche dire che gli studenti vanno all’universita` aspettando poi il lavoro perfetto che cade dal cielo, e, purtroppo, in questi tempi di crisi, il lavoro ce n’e` poco, e per lavorare molti sono costretti ad andare all’estero, dove devono fare la gavetta che non hanno fatto in Italia, un po’ per controvoglia, un po’ perche’ non ne hanno la possibilita`.

Comunque sia, dopo il diploma, ho lavorato in tipografia per 2 anni, dopodiche’ ho mollato il lavoro per aspirare a qualcosa di piu`, complice anche un grosso lutto che ha cambiato radicalmente la mia vita. Ho fatto l’impensabile: mi sono iscritto all’universita`, contro tutto e tutti (e avevano ragione). Indirizzo: Traduzione e interpretazione, poi cambiato in Letteratura (ma questa e` una storia che vedremo piu` avanti).

Iscriversi e` semplice: scegli il corso, riempi qualche module, ovviamente paghi e sei immatricolato! Ricordo ancora la segretaria del preside che mi disse: “Vedo che hai le idee chiare!” quando invece chiare non erano per niente.

Non perdiamo tempo parlando di me, e passiamo ad esaminare una grandissima falla dell’universita` italiana.

Nell’universita` italiana si studia, all’estero si ricerca. Cosa vuol dire? Prendete un argomento a caso, qualsiasi argomento, in Italia vi diranno di leggere un libro di 500 pagine scritte dal professore con cui farete gli esami (che dovrete avere originale), mentre all’estero vi diranno di scrivere una tesina di non so quante pagine, e di esporre i risultati della ricerca. Tutto e` visto dal punto di vista teorico, niente pratica, niente di niente. Solo libri ed esami orali, solo quelli.

Ed proprio questa una falla troppo grossa per essere colmata: l’esame orale. L’esame orale viene spacciato per un “colloquio orale alla fine del quale il candidato sara` valutato secondo le sue conoscenze”… un colloquio orale? Immaginatevi, voi e il professore, con davanti due tazze di te, due sigari, un focolare, e all’improvviso vi sentite chiedere: “Cosa ne pensa della rivoluzione culturale russa?” CAZZATE! Provate a definirlo cosi`: “Una raffica di domande poste da qualcuno che non ha assolutamente voglia di fare il proprio lavoro, alla fine delle quali sarete valutati in base all’umore del professore“. Il voto e` TOTALMENTE scelto in base all’umore del professore. Ho visto professori felici dare 30 a studenti che non avevano aperto libro e bocciare studenti che avevano passare settimane a studiare. Questa modalita` di esame e` una cazzata. Quanti di voi sanno dirmi la differenza tra un 26 e un 27? e tra un 25 e un 26? Un metodo imparziale dovrebbe essere quello di fare un esame scritto di 30 domande e ogni domanda vale un punto. Ovviamente il professore non deve sapere a chi appartiene l’esame in questione. L’esame orale invece non fornisce prove, non ha un tempo predefinito (puo` durare 4 ore come 23 secondi, lo vedremo nei prossimi post) e ha giudizio totalmente soggettivo. Inoltre, di un esame scritto di solito esiste una copia archiviata… di uno orale, cosa archivi? L’aria?

La prossima volta parlero` del primo esame e mi lamentero` degli orari delle lezioni.

L’universita` italiana e` una cagata pazzesca – mega-post in piu` parti /1 – Preambolo

Lo scopo di questo blog non e` solo quello di dire cazzate, lamentarsi per le piccole cose, prendere in giro i cattolici e altre categorie di persone (ovviamente si fa solo per fa’ du’ chiacchiere, non me ne voglia nessuno). Uno degli argomenti principali di questo blog e` parlare dell’universita` italiana, di cosa funziona e di cosa (tristemente) non funziona. Parlero` di tutto, della mia esperienza, delle esperienze altrui, dei singoli esami e di come si possano superarli in qualsiasi modo, dei (troppi) professori incompetenti e faro` anche qualche esempio di come funzione un’universita` straniera.

In passato ho avuto un blog su Splinder. Splinder putroppo ha chiuso i battenti prima che avessi il tempo di importate i miei vecchi post su WordPress.com. Sul vecchio blog avevo denunciato problemi relativi al turismo sulla costa toscana, di come venivano raggirati i clienti, delle condizioni dei lavoratori e altro, usando, ahime’, nomi e cognomi. Questo mi provoco` non pochi problemi, quindi, per evitare ancora questo, NON faro` alcun nome, alcun cognome, ne’ citta`. Mi limitero` a semplici informazioni di carattere generale.

Cio` che mi accingo a fare non vuole essere una denuncia diretta, sia chiaro. Voglio solo che i tanti ragazzi che si trovano a dover affrontare un percorso di studi si rendano conto di cosa hanno davanti e possano aprire gli occhi una volta per tutte.

La storia si articolera` in piu` post, perche’ pubblicarne uno solo sarebbe veramente troppo, come le troppe cose che ci sono da dire. Ogni post sara` inserito nella categoria “L’universita` italiana e` una cagata pazzesca”, quindi, cliccando a destra su questa categoria vi mostrera` tutti i post relativi.

Spero che la storia sua di vostro gradimento e, come diceva Manzoni, se vi annoiera`, non l’ho fatto apposta! (O qualcosa del genere).