“Il cerino e` la cosa piu` stupida che esista: infatti viene fregato da tutti – ma e` anche il piu` intelligente, perche’ infatti si fa fregare una volta sola!” [Antico proverbio]
Parliamoci chiaramente, se volete imparare una lingua straniera, non iscrivetevi ad una facolta` di lingue in Italia. Piuttosto, compratevi uno zaino e vagate nel paese in cui si parla, imparerete molto di piu`. Se proprio non amate viaggiare, andate in libreria e compratevi un corso di lingue con cd. Se siete cosi` pigri da andare in libreria, compratelo su Amazon e fatevelo recapitare a casa. Perche’ tanto e` la stessa cosa di quello che fareste all’universita`. Un tempo esisteva una materia come “Lingua e letteratura tedesca”, ad esempio. In pratica, si prende un libro di letteratura tedesca come puo` essere “I dolori del Giovane Werther” e lo si leggeva in classe in tedesco e, mentre si leggeva, il professore interrompeva la lettura per spiegare eventuali regole di grammatica e vocaboli strani. In questo modo lo studente si costruiva un bagaglio di vocaboli, di strutture grammaticali e di letteratura. Adesso, siccome bisogna pagare due professori invece di uno (senno` non saremmo in Italia), le materie sono due, ad esempio: letteratura tedesca e lingua tedesca, dove i professori di lingua si limitavano a leggere un corso De Agostini o simili, e i professori di letteratura a leggere informazioni trovate su Wikipedia.
E cosi` mi trovai a lezione di inglese. Ricordo che la prof. disse: “Avete fatto il test d’ingresso?” Io l’avevo fatto in effetti, ma qualcuno no. E poi continuo`: “Chi non ha fatto il test d’ingresso non lo voglio vedere! Deve fare il corso a gennaio!” E fu cosi` che un mio amico disse: “Bon natale!” e si levo` dai coglioni. Non so che fine abbia fatto, ma lo saluto perche’ insieme ci siamo divertiti da morire… La prof, un’americana, ci disse da subito: “Voglio che compriate questo libro, e mi raccomando, no fotocopie, chi porta le fotocopie non entra in classe!” Cosi`, da bravo coglione (si`, potete darmi del coglione quanto volete) comprai il libro. Non ricordo il prezzo, ma mi pare sui 20 euri. Contate che, anche se era gia` il 2003, internet non aveva ancora sfondato del tutto in Italia, soprattutto nelle piccole citta`, quindi se ti serviva un libro, andavi in libreria, non andavi su Amazon…
Chiunque voglia imparare l’inglese e avere un certificato, sa che gira molta confusione riguardo nomi e livelli: PET, KET, TOEFL, CAMBRIDGE ecc… sono solo alcuni nomi di certificati che vengono rilasciati per il raggiungimento di un certo livello che va da A1 (livello “My name is John Johnson and I come from London”) fino al C2 (che corrisponde piu` o meno ad una fusione linguistica tra Goku e Vegeta di quarto livello). Il corso che seguivo io rilasciava un certificato, non ricordo quale, ma era di livello B1 e molti studenti lo avevano gia` preso alle superiori (io no). Cosi` la prof. disse: “Avete gia` fatto questo livello alle superiori?” E molti dissero di si`. Gli venne detto: “Andate via, voi e` come se l’esame l’aveste gia` fatto e prendete il voto in base al voto di superamente dell’esame!” Che culo, aggiungo io…
A lezione con questa prof. si leggeva questo libro e s’imparava SOLO la grammatica, che abbiamo studiato tutti (simple present, simple past, simple caz e via dicendo). Cose che avevo gia` fatto alle medie, tra l’altro.
Un giorno, in bacheca, si lesse che il corso di inglese fu integrato con un “corso di morfologia” tenuto da una prof. spagnola (che non parlava nemmeno italiano, e francamente nemmeno inglese, quindi le lezioni erano in spagnolitaliano, tipo: “Esta frase se puele da utilisar para indicar la proposision finales…”, se ci fossero state delle tette qua e la` pareva di essere nel film “Il Ciclone – Ola ola ola, vo a dormire nell’aiola”). Diciamo che non capivo un cazzo di quello che diceva questa tipa, anzi, diciamo che nessuno ci capiva un cazzo. Si parlava di ricezione del suono, attivita` linguistiche attive, passive ecc… Nonostante nessuno ci avesse capito un emerito cazzo, cio` non evito` un quiz di 25 domande all’esame di inglese.
L’esame fu la piu` grande fregatura legalizzata che ho incontrato in vita mia. Si svolgeva in 4 parti: 1) Morfologia. Se passavi quello andavi a 2) Reading e Writing. Se lo passavi andavi a 3) Listening. Se lo passavi andavi a 4) Speaking. Ci mancava solo il controllo urine e l’analisi del sangue poi c’era tutto. Partiamo dall’esame/farsa di morfologia. 25 domande basate sulle lezioni/farsa e su delle fotocopie che ci aveva dato la prof. Nessuno ci capi` un emerito cazzo, una miriadi di gente fu bocciata direttamente. Ora come ora non mi ricordo cosa cazzo ci scrissi in quel test, ma so solo che lo passai, diciamo, cosi`, “a culo”. Venne il momento del reading e writing. Non era particolarmente difficile, anzi, ma ricordo solo che mi furono tolti tipo 5 punti perche’ scrissi: “I do love the rain, but…” e la prof. disse: “Non puoi usare il ‘do’ tra soggetto e verbo!” E io: “Si` che posso, e` rafforzativo!” E lei: “Si`, ma noi non l’abbiamo fatto in classe, questa cosa e` di un livello superiore, quindi, non potevi saperlo!” Che stronza! Peggio di un ausiliario del traffico! Comunque sia, andiamo avanti… la parte piu` vergognosa dell’esame fu il listening. Pensate che un’universita` di un paese ‘sviluppato’ abbia un laboratorio linguistico con cuffie e cd? Sbagliato! Ci trovammo tutti in una stanzina con un vecchio mangiacassette ed una cassa che amplificava notevolmente i bassi. Io non voglio essere polemico, ma se vi dico che non si sentiva una sega, credetemi! In piu`, in un esercizio, dovevi abbinare le frasi che sentivi a dei disegni INCOMPRENSIBILI, tipo che io avevo capito che all’areoporto avevano rubato delle valigie, ma non sapevo a che disegno collegarlo, visto che tutti e tre rappresentavano un uomo con delle valigie in mano. Dopo il listening, nel quale tutti prendemmo un voto indecente, rimanemmo in una decina, di circa 60 della prima prova, e si passo` allo speaking, nel quale non ci furono fatte domande troppo difficili, del tipo: “Come scrivi il tuo nome?” “Perche’ pensi l’inglese sia importante?” “Perche’ studi inglese?” Non penso di ricordarmi dei bocciati allo speaking.
Alla fine, passai l’esame con un misero 23 (che poi, con un trucchetto trasformai in 27 un paio d’anni dopo, ma questa e` un’altra storia).
A proposito, se fin qui pensavate che il listening fu la parte di vergognosa dell’esame, aspettate di sentire quello che ci disse la prof. dopo l’esame: “L’esame come sapete, da` diritto ad un certificato. Passate domani dal mio uffico con 144 euro e potrete ritirarlo!” Ovviamente, qualcuno ci casco`. Io non avevo una lira, senno` glieli portavo in monetine da un centesimo e gliele infilavo su per il culo una per una.
Questo e` tutto per questa volta. La prossima vi mostrero` come passare un esame imbecille come “Letteratura Tetesca” senza aver aperto libro.