Delle pere, l’acquaragia e i vaccini

Sei troppo analfabeta per leggere quest’articolo? Non hai tempo di leggerlo perche’ devi gioca’ col cellulare? O semplicemente sei cosi` svaccato da unn’ave’ voglia? Nessun problema! Il mago Andre’ lo legge per te!

Le pere so’ bone, soprattutto col cacio, quello che non devi fa’ sapere al contadino senno` t’incula col forcone mentre bestemmia tutti i santi del calendario: “Primo Gennaio, quei gran maiali di san Giustino e sant’Almachio martire!” e via col forcone nel bogigi per altri 364 minuti di puro godimento. E` sempre bene informarsi sulle ricette locali ehhh.

Le pere sono anche quel succo che vi schiantavate all’universita` insieme al rum, che poi col rum e pera ti ubriachi e non sai perche’ (era cosi` dolce…) e poi vagate nelle campagne e finite a dormi` sfranti in una stalla e vi svegliate col forcone in culo mentre sentite qualcuno dire: “31 dicembre: san Silvestro papa gran bastardo!”

Le pere sono anche le dosi di eroina che i ragazzi (in genere del Bagno di Gavorrano, paesello del cazzo vicino Grosseto) si iniettavano alla Finoria (parchetto di merda vicino Gavorrano) o dietro alla Coop (se non dentro alla Coop stessa). Quando abitavo al Bagno, sul pulman per anda’ a scuola a Grosseto, i bagnaioli inventarono un nuovo detto: “Al contadino non devi far sapere, quanto sono buone le pere!”. Era in quei momenti che avevamo bisogno di un contandino, un forcone e il calendario di frate indovino, ma, ahime’, nulla…

Le pere non era facile trovarle (parlo per sentito dire ehhhhh, io al massimo mi so schiantato qualche canna di quelle fatte bene quando vivevo in Olanda), ma quando si trovavano, se le iniettavano con cose varie, succo di limone in primis (a seguire poi tequila, triple sec e sale e prendevi un margarita in endovena) fino ad arrivare all’acquaragia. Ovviamente si schianta, ma potevate scegliere: o vi facevate una bella pera all’acquaragia e finiva li` la cosa, o andavate avanti, aspettavate che esisteva internet e aprivate un blog del cazzo, tipo questo. Che vite di merda entrambe!

L’eroina era tanto comune, molti giovincelli, tra una canzone dei Depeche Mode e una degli 883, si insiringavano, creando il Trainspotting grossetano (Traspottinghe) (Il pub dove Robert Carlyle lancia il bicchiere e` in realta` “l’Irish” al Cassero del Sale a Grosseto.

Vaccini COVID trainspotting
Ci saremmo sparati pure l’AstraZeneca se l’avessero dichiarata illegale

Buttarsi in vena le peggio cose era l’ordine del giorno, si guardava il calendario di Frate Indovino e si diceva la bestemmia relativa: “10 agosto, quel gran figlio di troia di san Lorenzo scoppiato a forza di Coca Cola” e giu` a pere di Coca Cola (leggetela in maremmano, mi raccomando: “Hoha Hola”. Insomma, chi piu` ne ha piu` ne metta.

Pausa dall’articolo: Mi dite perche’ un eroinomane trova la vena in 1 secondo e un’infermiera professionista ci mette anche 1 minuto quando mi deve prelevare il sangue?

Oggi, la stessa generazione di persone che si iniettavano le cose peggiori si e` emancipata ed e` contro i vaccini del Covid. “Ehhhh ma chissa` che ci mettano dentro, ehhh ma ci so’ i feti morti e i microcippi e i cd polverizzati di Gigi D’Alessio e poi bla bla bla!”

Allora, qualcuno, un genio, ha avuto una brillantissima idea: i green pass falsi. Questo genio ha aperto un gruppo su Telegram dove vendeva green pass falsi a 300 euri l’uno, chiedendo in cambio carta d’identita`, tessera sanitaria e codice fiscale. Poi, dopo aver creato un QR code a caso con Microsoft Paint, chiedeva 350 euri per non denunciare gli acquirenti. Un fottutissimo genio. Promosso a capo del marketing di qualunque azienda voglia! Ma che dico? Minimo vice presidente!

Ricapitoliamo: 300 euri + 350 di riscatto fanno 650 euri. Per non farsi iniettare un liquido a gratis. Negli anni 80 e 90 questi rubavano le autoradio e i televisori pur di farsi iniettare roba che aveva viaggiato nel culo di barbuti sudamericani, mischiata con le peggio cose (non e` che lo spacciatore ti dava la lista degli ingredienti o la provenienza) e ora pagano per non farsi inoculare sto cazzo di vaccino.

Che belli gli anni in cui l’eroina girava libera: “Serviamo il numero 38!” “Si`… un etto di prosciutto cotto e due grammi di eroina!” “80.000 lire!”, i Pooh vincevano Sanremo con una canzone che le pere col caffe’ non bastavano a rimane’ svegli e c’era Bim Bum Bam alla tele, che gli adolescenti dopo le pere poi vedevano Mila e Shiro che facevano la catapulta infernale e la palla si trasformava nell’incantevole Creamy.

Ora invece ci becchiamo i no-vax, i Maneskin, Jovanotti che ancora canta, la carbonara vegana, cartoni animati di merda e poi dice che uno non deve bestemmia’ tutti i santi del calendario.

Ma porco dio!

Lavori da bestemmie con stipendi da bestemmie

Allora, in questi giorni si parla tanto dei lavoratori stagionali, che un si trovano perché vengono pagati poco e vengono pagati poco perché il capo non si pole permette’ di pagarli di più perché la gente non va al ristorante che gli manca il personale perché vengono pagati poco che al mercato mio padre bestemmiò.

In un celebre film di Fantozzi, egli (Fantozzi appunto), pranza con Folagra, un comunista vecchio stampo, che gli dice: “È a monte che dobbiamo distruggere!” E sì, dio cane, ve lo devo di’ io che scrivo su un blog di merda che ci so’ 10 errori ogni 11 parole.

Anal-izziamo la situazione tipica (anal-izzare è un termine che ho coniato io e di cui vado fiero, significa “analizzare col culo”): una persona vuole fare il cameriere d’estate, mentre d’inverno vuole prende’ il reddito di cittadinanza da spendere in bamba. Allora va in un ristorante e il ristoratore gli fa un discorso del genere: “Lavori 10 ore, messo a regola per 6 e pagato per 4, paga mensile: 500 sassi. E allora il futuro cameriere, calcolatrice alla mano, pensa: “È meglio prendere 500 sassi per 10 ore al giorno o anda’ a troie coi soldi stampati con la Epson Stylus Color che tanto non si accorgono di nulla (è buio, sanno una sega!)”. La calcolatrice dice: errore, divisione per zero, ma chissà quali cazzo di tasti ha pigiato dio boia.

E alla fine, quelli che accettano di venire pagati in sassi, non è che sono il massimo della camerierità. Pole succede che un bel piatto di pici al ragù di chianina arrivi al tavolo annunciato come “pasta lunga e boh… sugo di carne!” oppure ve li trovate che servono al tavolo col pisello di fuori o vi portino l’acqua gassata invece di quella naturale e voi poi sfogate la rabbia su trippa advaisor.

Allora immaginate la scena: da una parte una brancata di bagnanti, che per undici mesi sono stati umiliati a colpi di presentazioni powerpoint da presentare il giorno dopo da capi che sono stati umiliati dalle mogli che sono state umiliate dal prete. Ora hanno qualche soldino per andare in vacanza e vogliono mangiare bene e spendere pochissimo! Ma hanno un’arma di distruzione di massa: le recensioni su trippa advaisor! Ahhhh abbiamo speso 20 euro per 10 pizze e verga giù un pallino. Un primo di crudo di mare e caviale 12 euro? Mai più!!!! Un pallino! Mi hanno fatto pagare pure il dolce, l’amaro, il caffè e l’ammazzacaffè, che ladri! Un pallino!

Dall’altra i ristoratori che se si azzardano a far pagare 50 centesimi di più un piatto finiscono incrociati su trippa advaisor e quindi fanno tutto senza ricevuta.

Dall’altra (perche’ ci so’ molti parti ehhh) l’agenzia delle entrate che non riceve i soldi perche’ i ristoratori non possono permettersi di pagare le tasse per i motivi che abbiamo detto sopra e quindi meno tasse = meno incentivi per il turismo, meno incentivi = meno gente va a fare il turista la`, meno turisti = posti piu` cari e quindi e` un po’ il cane che si morde la coda. Ovviamente, siamo seri, i soldi pubblici servono per altre cose (non dico cosa perche’ senno` rischierei di essere ripetitivo e banale) (̶b̶a̶m̶b̶a̶ ̶e̶ ̶t̶r̶o̶i̶e̶)̶.

Dall’altra (ehhhh ci so’ molti lati qui) i camerieri che cercano contratti piu` a modo, che vabbe’ servire cose che non si conoscono a bagnanti che non sanno quello che stanno mangiando, pero` per lo meno, pagateli bene, gia` la loro vita fa alquanto schifo tra clienti pieni di pretese che rompono il cazzo a tutta randa, proprietari che gli fanno sgobba’ come muli e cuochi che mandano in sala piatti con caccole misteriose all’interno.

Allora, andiamo dall’altra parte dell’oceano e atterriamo negli Stati Uniti. Qui i camerieri vengono sottopagati ma… la mancia e` obbligatoria! Se ti sei trovato bene, dai qualcosa tipo il 15% del totale, se ti sei trovato veramente bene, puoi arrivare anche al 20 o al 30%. Pero` in America non troverete mai i camerieri che vi vengono al tavolo e vi dicono: “Ohhhh testa di cazzo, dimme che voi da magna’ e fa’ in fretta che devo anda’ ar cesso!”, bensi` troverete camerieri che vi diranno: “Buonasera, io mi chiamo John e saro` il vostro cameriere per stasera. Intanto vi porto dell’acqua, e voi decidete. Se volete posso consigliarvi bla bla bla bla bla!” E poi non ve lo levate piu` di culo tutta la sera a chiedervi “Come va? Tutto ok?” Infatti, in America, la gente dice: “Se non hai i soldi per dare la mancia, non c’anda’ al ristorante!”

E qui volevo arriva’. Se i ristoratori pagassero tutte le tasse e facessero i prezzi che devono fa’, includendo anche i costi per i camerieri, e la gente andasse al ristorante solo se pole permettersi pure la mancia, sarebbe meglio! Se sei in vacanza, non e` detto che devi per forza anda’ a magna’ a ristorante a pranzo e a cena, puoi anche farti un panino del Lidl e poi lamentarti su trippa advaisor che l’aria condizionata al Lidl e` troppo fredda.

Ma da un popolo che si abbuffa di pseudo-sushi all-you-can-eat a 9 euri pretendendo di fare l’esperto giapponesone perche’ sa nominare ben 2 personaggi di Dragonbolle e poi dopo corre dritto a casa a scrive’ le recensioni negative perche’ il valore per lui era 2 euri, che cazzo v’aspettate?

Date retta a me, se un c’avete i soldi p’anda’ a ristorante, fatevi la pasta al tonno a casa, un telefilm su iutiubbe e poi un bel cannone! Dio bove che bella serata, il massimo della galanteria.

Sul consumismo e le scope ner culo

Quello della scopa nel culo è un tema ricorrente in molte culture. Da piccolo mi ri’ordo ti c’era un gruppo punk di cui, ahimé, non ricordo il nome, la colpa è del THC che mi so’ schiantato in Olanda, te lo dico io; insomma sto gruppo cantava “La scopa in culo noooo, la scopa in culo noooooooo!”, anzi, nella strofa prima del meraviglioso e poetico ritornello, cantavano ciò che avrebbero preferito, tipo “Cacatemi sul mento, pisciatemi sulla schiena, tutto ma questo no! La scopa in culo nooooo…” De Andre’ non era un cazzo a confronto!

Il tema della scopa ner culo è stato affrontato pure da Elio e Le Storie Tese. Famosa è, infatti, la frase finale di Servi della Gleba, dove la voce di Faso dice: “Vuoi che mi metto una scopa nel culo e ti ramazzo la stanza?”

Prima dell’elettricità la gente spazzava, e tanto, pure 3 o 4 volte il giorno. Poi vabbè, sai com’è, ci si annoiava, magari tra una spazzata e l’altra, le massaie la scopa ner culo se la mettevano davvero, ma un c’è dato sapello perché ancora un c’era né internet, né il uord uaid uebbe e manco motherless.com. Insomma, almeno che Leopardi non abbia scritto qualche poesia a riguardo, un si sa.

L’elettricità cambiò nettamente le cose. Le scope lasciarono spazio a gli aspirapolveri e culi un po’ dilatati, poi gli aspirapolveri lasciarono spazio agli aspirapolveri smart, di forma, di solito, cilindrica, adatti sì per aspirare i granelli di sudicio ma con un po’ di problemi per infilarseli ner culo.

Oggi la gente un spazza più, le scope sono là, nell’angolo, immacolate, magari, sì, ecco, con la punta del manico un po’ marroncina (ehhhh… che ci fate, dite la verità), e si preferisce mandare l’aspirapolvere smart, che esce dalla sua bat-caverna dove si ricarica, pulisce e poi torna a caricarsi. Perché nella società di oggi bisogna risparmiare tempo ad ogni costo, ci s’ha da vede’ che c’è su netflicches che poi passate più tempo a decide che cosa guarda’ che il tempo a guardallo. Ehhhhhma il tempo è denaro, manco voi lo passaste a leggere il sole 24 ore pe’ vede in che titoli investi’ in borsa!

Che poi invece di investi’ in borsa, spendete migliaia di pleuri pe’ compra’ quer cazzo di Bimbi. Un tempo era diverso, dio cane, andavi nell’orto, prendevi due carote e almeno una te la magnavi (l’altra, per chi non l’avesse ancora capito, faceva la fine della scopa, così acquistava pure un’aroma parti’olare). Ora nooooo, bisogna compra’ il bimbi che già ci vuole tempo pe’ quello che ti viene a fa’ la dimostrazione e poi bisogna anda’ al supermercato a compra’ le carote, poi metterle a cuocere esattamente come scritto su internette, selezioni temperatura, diametro del buho der culo, tempo e, se sbagli di un microsecondo, il bimbi esploderà lanciando carote a razzo che, guarda caso, arriveranno nel bagno mentre vi state facendo la doccia e siete chinati pe’ piglia’ il sapone. Ehhhhh la vita è un temporale, si sa, e pigliallo ner culo è un lampo!

Alla fine tutto sapeva di meglio ai tempi antichi, tutta roba più fresca, ci si lavava una volta ogni tanto, poi hanno inventato che apri la doccia e esce l’acqua e alla fine la topa un sa più di nulla, ehhh bei tempi il medioevo! E poi si sta sotto l’acqua per 20 minuti che, dico io, hai comprato un mac da dumila euri, hai accesso a tutto il porno immaginabile, sedia supercomoda, fazzoletti di seta al mentolo, e proprio sotto la doccia vi dovete fa’ le seghe? Da domani, orsù, si apre la doccia, ci si bagna, si chiude la doccia, ci si insapona, si riapre, poi si richiude, ci si fa un segone pensando a quella che gli si vedeva mezza tetta in discoteca nel 1997, poi si riapre un minuto e si esce.

Stessa cosa vale per quei cazzo di SUV che vi comprate pe’ fa i fichi in 50 rate da un rene. Che poi c’avete il pulsantino che vi parcheggia da solo, roba che ai tempi mia si parcheggiava in retromarcia ascoltando i black sabbath a tutto foco, non come quelli che abbassano il volume quando devono parcheggia’. Un tempo prendevi il pandino caricato a bestemmie e andavi al circolino a gioca’ a brisca, e siamo sempre tornati a casa pure dopo due bottiglie di Zedda Piras facendo lo slalom tra i cinghiali. Anzi, probabilmente avevamo trovato una che ce la dava ma stava a Fanculandia Marittima mentre noi stavamo a Monculi Scalo e siamo arrivati ovunque al grido di “Viva la fica”, senza navigatore, senza smart car, senza troiaio per il parcheggio, senza abs, air bag e porchiddii vari. Solo cassette e tante, tante bestemmie, mica come ora che sali e dici: “Kitt, portami a trans” e bang, senza manco guida’ ti ritrovi in una piazzola di fronte al Camp Darby tra Livorno e Pisa con un travone ner culo.

E poi andate a giro a fuma’ le cazzo di sigarette elettroniche che sanno dei gusti più strani: mentolo vanigliato, petricore o carota marroncina. Ehhhhh ma ai mi tempi ci si faceva le canne al parchetto, ora si deve compra’ le e-cigarettes che sanno di topa (che, come abbiamo visto, al giorno d’oggi è come leccare il polistirolo). E mi raccomando, le dovete sfoggiare insieme all’ultimo modello di iPhone, che si scrive con la i minuscola sennò sia mai che il fantasma di steve jobs si materializzi di notte infilandovi un carica batterie nel culo. Ehhhhhh ma a me mi serve l’ultimo modello perché c’ho da posta’ i video di me che m’infilo la scopa ner culo su tik tok e ho bisogno di diecimila giga di ram, e poi c’ho da aggiorna’ lo status su facebook, poi istagramme, poi motherless.com, poi c’ho da fa le foto coi filtri da cane… Ai tempi mia si pipava, quand’era tempo di vendemmia, tra un grappolo e l’altro zac (vi do una dritta, unn’ho ‘omprate piu` il vino bianco…)!

Poi fate i figlioli e un c’avete voglia di stacci insieme e li piazzate davanti al tablet a guarda` i video o a gioca’ a quei giochini di merda che poi ogni dieci minuti ti chiedono di comprargli le vite, le stelle, le stalle e i potenziamenti e giu` a forza di 1 euro 1 euro 1 euro vi siete sputtanati il budget di 3 mesi p’anda’ a zoccole! Bene quando i babbi portavano i figli a gioca’ a pallone, convinti che diventavano i nuovi centravanti del Real Madrid e invece hanno poi fallito il provino pure per la Viterbese.

E poi dovete ave’ sti cazzo di schermi giganti… 60 pollici, 80 pollici, 2000 pollici pe’ vede i film con Alfonso Tomas a bassa qualita` da YouTube.

Alfonso Tomas nelle sue interpretazioni del cameriere per le quali doveva essere nominato all’Oscar.

E poi, con tutti sti mega schermi, 4K, 5K, 10K, e dolby surround e noise reduction e 3D, 4D, vi abbonate a sti Netflicchese, Amazon Praim, Hulu e poi alla fine vi guardate le ricette della Sora Lella su Iutiubbe, che ora siete tutti esperti di cinema mentre ieri vi schiantavate di risate con le scene con le scurregge di Boldi e De Sica. E poi le mettete uno in ogni stanza, pure nel cesso! E la sera, con la vostra dolce meta`, vi addormentate teneramente guadando Brekkin Bed e vi risvegliate con Netflix che vi chiede: “Stai ancora guardando Brekkin Bed?”, invece di pipa’… Ve lo immaginate Rino Gaetano che canta: “La geste si sveste, comincia un mondo, un mondo diverso, ma fatto di Netflix e chi vivra` vedra`!

Che poi a dirla tutta un tempo se avevate voglia di infilarvi qualcosa ner culo bastava la scopa, ora trovate pure i vibratori smart quelli che te li butti ar culo e un’altra persona li fa vibra’ col cellulare. Tipo che siete in un meeting, il vostro compagno vi manda un whatsapp e brrrrrr vzzzzzz vzzzzzz… e saltate dalla sedia.

E poi ancora frighi smart che ti dicano che e` finito il latte, congelatori smart che ti dicono che il vecchio congelato per ritira` la pensione si sta risvegliando, lavatrici smart che ti dicono che hai lasciato 5 euri nella tasca dei pantaloni messi a lava’, tostapani smart, cucine smart, lampadari smart e che cazzo, e datece tregua! I soldi del reddito di cittadinanza so’ quasi finiti, un si pole stacci dietro a tutta sta tecnologia del cazzo.

Grosseto fa schifo e vi spiego il perché

13 agosto 1987 – Grosseto. La sera succederà una cosa che resterà negli annali della città: ci saranno gli Spandau Ballet in concerto. Segnatevi questa data perche’ da li` in poi, a Grosseto, non succedera` piu` un cazzo! La coppa campioni vinta dalla squadra di baseball? Nulla a confronto! Lo scontro del Grosseto per andare in serie A? Ma nemmeno un decimo della gente c’era… Pensate che a Grosseto c’e` ancora gente che dice: “Non mi divertivo cosi` da quando vidi gli Spandau Ballet nel 1987!”

Prendiamo adesso una citta` molto simile a Grosseto, stesse mura, stessa vicinanza dal mare, stessa grandezza, stessa regione: Lucca! A Lucca c’e` il mondo!

Questo e` quello che succede a Lucca in fatto di concerti in una normale settimana di luglio. A Grosseto e` gia` tanto se sono venuti gli Spandau Ballet nel 1987!

A Lucca, negli anni scorsi, hanno creato una piazza apposta per i concerti, e sapete chi hanno chiamato a suonarci? Gli Spandau Ballet? O suvvia! I Marduk? Quasi! Hanno chiamato i Rolling Stones! E loro hanno pure accettato! E se vengono a Grosseto ndo’ se mettono? Lo stadio e` ancora pieno dei fan degli Spandau Ballet che so’ li` dal 1987.

Ogni anno, a Lucca, c’e` una piccolissima fiera del fumetto. Inutile dire che ci sono solamente pochissime persone e passa inosservata.

Qui vedete un paio di persone che sono al Lucca Comix, tra di loro, se guardate bene, troverete un grossetano con la bandana comprata al concerto degli Spandau Ballet il 13 luglio 1987.

E del Lucca Film Festival ne vogliamo parlare? (No, un c’ho voglia).

Ora, il piu` attento dei lettori di questo troiaio di blog dira`: perche’ a Lucca tutto e a Grosseto niente?

Perche’ Grosseto fa schifo. Ma non mi capite male, la bellezza c’e`, le mura, la statua del Canapone in Piazza Dante, il duomo, la statua del contadino che un garba a nessuno, insomma, non fa proprio schifo esteticamente. È la mentalità che fa schifo.

Ecco un paio di cose che succedono, o sono successe solo a Grosseto:

– a Grosseto non si può avere, nel centro storico, un locale che sia piccolo e che venda roba non italiana e ogni insegna deve essere scritta in alfabeto romano;

– a Grosseto è obbligatorio fare il presepe a scuola e le scuole ricevono soldi pubblici per farlo;

– una volta il Grosseto calcio giocò contro il Gavorrano nel campionato di serie soncazzo. Il Gavorrano vinse a tavolino perché i dirigenti non sono stati capaci a trovare le chiavi dello stadio;

– le ferrovie hanno creato un Freccia Bianca che va da Milano a Grosseto. È come un interregionale ma costa 3 volte di più;

– un locale a Grosseto era riuscito a ingaggiare per un concerto gli Skunk Anansie. Hanno dovuto cancellare perché il locale venne chiuso perché non aveva gli estintori. Da quel giorno non ci fu un locale di musica dal vivo per anni;

– a Grosseto, i locali in via Roma devono chiudere prima degli altri perché in un negozio in quella via si diceva che il cugino del fratello del porcodio spacciava la droga;

– a Grosseto hanno dato fuoco alla targa che commemorava i partigiani. Il sindacone ha dato la colpa ai comunisti perché volevano solo incolpare i fascisti;

– a Grosseto, nei gironi che l’Unione Europea decideva sul dare o meno dei fondi all’Italia per il Coronavirus, il sindacone ha tolto dal comune la bandiera europea, perché dobbiamo far vedere che siamo sovranisti fino alla fine dio cane;

– a Grosseto non troverete un cazzo di lavoro decente. Solo multi level marketing e badanti. In pratica 60 mila persone che tentano di vendersi prodotti a vicenda, vecchietti compresi;

– a Grosseto, ci fu la prima notte bianca, cazzo, me la ricordo ancora: due locali aperti. La stessa sera, alla notte bianca a Viterbo c’era il mondo porco dio, tra locali, giocolieri, musicisti, ma nooooo a Grosseto si rischiava di divertirsi troppo;

– il fumo a Grosseto fa schifo. Scordatevi le belle canne di Sativa Haze pura, a Grosseto troverete solo hashish e pure di scarsa qualità;

– la BBC Grosseto vinse la coppa dei campioni di baseball nel duemilaequalcosa. Dopo pochi anni fallì miseramente, lo stadio non fu più considerato (e pensare che per i mondiali di baseball aveva un terreno che pareva un panno da biliardo). Oggi Grosseto non ha più una squadra al top del baseball.

Potrei andare avanti, ma penso che abbiate capito il concetto.

Vediamo adesso al posto topico di Grosseto: il centro storico. Ora, in una città normale, il centro è pieno di cose da fare, di gente briaca e fichetti fatti di bamba. Casino fino al mattino e via. A Grosseto, se provate anche solo a fare un piccolo concertino di 4 bischeri e 10 persone che l’ascoltano, finisce più o meno così:

A parte il fatto che il tastierista era quello di Povia e già questo vi dovrebbe dire così tanto che potremmo iniziare a parlare di terra piatta e di massoni che s’inculano frati vestiti da topolino, ma il bello è che la gente dà pure ragione a chi ha lanciato la secchiata:

In una città normale, uno compra una casa nel quartiere che preferisce. Se porco dio non vuoi sentire la musica (quando c’è), se non vuoi gli schiamazzi e troiate varie, non compri la casa in centro, facilissimo. Ma nooooo bisogna lamentarsi dal sindacone, peggio che all’asilo: “Maestra, robertino parla male di marchino!” Roba che se a Palermo va di moda l’omertà, a Grosseto va di moda di non farsi i cazzi propri.

Come dite? Volete un altro esempio di stronzate fatte a Grosseto. Bene! A Londra, qualche anno fa, fu eletto Sadiq Khan, nuovo sindaco musulmano. A Grosseto, magicamente, comparvero i soliti fascistelli del cazzo con questo striscione:

E in effetti si dice che da Londra mandarono un bella email dicendo: “E sti cazzi?” (Quella mail deve ancora essere aperta perché quelli di Forza Nuova non hanno ancora capito come si accende il computer). (Non sono sarcastico).

Ecco un paio di progetti che rilancerebbero Grosseto, ma che invece di essere pensati vengono buttati nel cesso:

– C’hai un cazzo di aeroporto, belle spiagge e cibo buono? Ma madonna laida altre città c’avrebbero già messo voli low cost per nord europei squattrinati, con tanto di pulman che ti porta fino a Marina (un esempio? Faro in Portogallo). Ma a Grosseto no, al massimo voli con una fionda gigante;

Il progetto di Casapound per il nuovo aeroporto civile low cost di Grosseto.

– Baseball dio cane! La città del baseball… Investiteci! Invece di sta’ dietro a quel cazzo di calcio che non vince mai un cazzo;

– Rivaluta una piazza, facci un bel palco e fai un bel festival di musica. La gente che vive nel centro storico al massimo tirerà qualche secchiata e un paio di bestemmie palindrome, è dio lo gnomo mongoloide;

– Università di siena a grosseto? Ma fonda un polo tuo con lauree attinenti e corsi in inglese! Una piccola università attira studenti che spendono; Come dite? Una piccola città non può avere un’università propria? E allora Santiago de Compostella? E Viterbo? Diu garo!

– Marjuana legale e controllata, ma solo in via San Martino. Per la fame chimica si riapre lo Scapecchi;

– Affittare studi a poco prezzo ad aziende hi-tech che vogliono investire, per rendere la maremma un posto dove chi sa programmare non debba necessariamente trasferirsi all’estero. Ma nooooo a che cazzo serve il compiuteee!

Insomma, Grosseto fa veramente caca’! Mentalità arretrata, razzisti ovunque, fascisti a secchiate (Casapound è nel consiglio comunale), un sindaco che fa pietà e gente che si lamenta di continuo.

Perché la provincia può essere stupenda, con le montagne, le colline, le spiagge, il bel tempo, il vino, il cinghiale, le bestemmie e tutto il resto, ma Grosseto città fa troppo schifo!

Sul corona virus e l’amuchina.

Io sono nato negli 80 e cresciuto nei 90, di quando c’era il festivalbar, che poi non ho mai ben capito come funzionasse: gli artisti si esibivano in playback e poi, dopo qualche serata, arrivava uno che annunciava il vincitore. Televoto? Non c’era. Votazione online? Macché: già eravamo contenti se scaricavamo un pornazzo di 5 secondi a bassa qualità in 25 giorni per poi vantarsi con gli amici brufolosi. Gli anni in cui vincevano gli 883 quando Max Pezzali non era ancora entrato in depressione e di quando spopolava una cantante chiamata Corona, che era italobrasiliana e che un anno condusse proprio il Festivalbar. Poi partecipò pure quell’anno, un po’ come se Amadeus a Sanremo si levasse lo smoking e si mettesse a cantare una canzone in gara. Conflitto di interessi? Ma ti pare? La tv era pure di Berlusconi… Tanto, come detto sopra, non si sapeva come si vinceva o cosa si vinceva.

Per noi 40enni, Corona era lei, la cantante dance che spopolava nelle discoteche insieme all’estasi che gli spacciatori tenevano nelle mutande, sotto le palle.

La stessa gente che comprava le pasticche che avevano toccato lo scroto di uno spacciatore calabrese sudato, oggi sono quelli che pagano 50 pleuri per una confezione di Amuchina.

Ma andiamo con ordine. In Italia pare sia scattata la germofobia. Così, di netto! Se ieri la gente si mangiava le caccole, mangiava i panini con la salsiccia cruda dopo essersi pulita il culo o pagava profumatamente mignotte per scopa’ senza preservativo, da oggi sotto di Amuchina! Che poi è quella gente che ha così tante malattie veneree prese dalle troie che hanno la cappella del cazzo blu. Ogni volta che vogliono trombarsi la moglie si inventano il gioco di ruolo: “Facciamo che tu sei puffetta e io il puffo puttaniere? Abbellaaaa quanto voi per una puffatina??? Ma lo pigli anche nel puf-bogigi?”

Allora, dopo aver parlato, nei post precedenti, di lega, di mose e altre troiaiate varie, riprendiamo la calcolatrice. Al tempo in cui scrivo, i morti per corona virus sono 2750. Al mondo siamo 7 miliardi. Vediamo in che percentuale sono morti:

Lo 0,00003%. Gente che magari vi stava pure sul cazzo, cazzo volete saperne. Per dire, hanno fatto più stragi le pasticche nascoste nelle mutande degli spacciatori comprate dalla gente che cantava “Tis is de ritom ov de nait, de nait oh yeah!”. Hanno fatto più stragi i vecchietti che entrano in autostrada contromano. Hanno fatto più stragi tutte le bombe messe dalla mafia, camorra, brigate rosse/nere/multicolori. La lista potrebbe continuare a lungo…

Ora, che senso ha, secondo voi, mettersi la mascherina per andare a fare la spesa se le persone contagiate sono così poche? La mettevate anche quando a giro c’era l’influenza? Abbiamo visto che non mettevate manco il goldole, faveblù!

Ma noooooo, Studio Aperto ha detto che c’è il corona virusse, peri’olosissimo, bisogna fa’ scorta di simmental e rintanarsi in casa stile bomba atomica. Il TG1 ha detto che se si starnutisce si more. Il TG di Tele Lecco ha detto che arriverà l’epidemia tipo peste e che ti verrano via pezzi di arti così, come se rompessi una baguette. Che poi Tele Lecco non so manco se esiste. Tele Heba ha detto che se hai la fava blu è un casino… Insomma… La paura è venuta un po’ a tutti quelli che guardano assiduamente la televisione. Vi immaginate il contadino molisano che va nel campo a raccoglie i pomodori con la mascherina? Ci siamo ‘apiti via.

Una volta uno a Tele Lecco, in diretta, starnutì dicendo un bel “Ecciù…cciamelo!” e poi si scoprì che aveva la fava blu. Questa frase non ha senso, ma tanto manco le puttanate che vi proninano a studio aperto hanno senso, quindi un vi lamentate.

Senza parole.

Quello che voglio di’, è che penso che in Italia si sia dato troppo risalto a questo virus che, come abbiamo visto, ha ucciso più gente l’alcol che il corona virus. Allora perché tutto questo accanimento?

Che poi già l’italiano medio non ha voglia di lavorare, dategli pure una buona ragione per stare a casa in quarantena sul divano a guarda’ i video di Tiktok. Ovviamente malattia pagata dall’inail, sia mai…

Che poi ho visto le penne lisce non l’ha volute nessuno, fanno schifo anche in tempo di epidemia.

Insomma, se proprio pensate che dovete mori’, per lo meno pipate di più!

La sega che al mercato mio padre comprò

Chiametele come volete: seghe, pugnette, handjobs (per i lettori più internazionali), cinque contro uno: piangi o ti strozzo (per quelli più fantasiosi), appuntamento con Federica la mano amica, comunque sia, le seghe ce le facciamo tutti. Che gli uomini siano single, sposati, con figli, non c’è cristo che tenga: tutti ci masturbiamo!

Quando ero piccolo, il materiale pornografico non era molto reperibile, a parte qualche numero di “Le Ore” che girava nella scuola media o qualche fumetto zozzo nascosto sotto i cespugli della spiaggia di Pratoranieri.

“Soldato, vada a comprare il Sole 24 Ore!” “Ma fuori piove!” “Allora compri solo Le Ore!”

Poi venne il Postalmarket… Una società che vendeva roba per posta, ma, se scorrevi sulla pagina dell’intimo, potevi ammirare mutande di pizzo trasparenti indossate da modelle col figone anni 80. A quei tempi andava così, mica come ora che vanno di moda le passere rasate. Ma quello bastava per scatenare la fantasia erotica di noi 13enni.

Un giorno a casa di un mio compagno di classe, trovammo un giornaletto zozzo del padre e ricordo bene questa donna, di mezz’età, a gambe large che mostrava la foresta e niente più, niente labbra o altro, solo sta peluria immensa, e bastava a consolarci…

Poi la televisione, oh la televisione… Alzi la mano (e il cazzo) chi di voi si ricorda la scena di Serena Grandi sull’amaca con Paolo Villaggio che a momenti gli piglia un infarto…

Tutt’un tratto arrivò internet! Prima la versione lenta dove dovevi aspettare 15 minuti per una foto zozza, poi un po’ più veloce, dove con 3 ore avevi un filmino di 5 secondi con due quadrati che si muovevano e poi l’internet attuale dove ci sono più pornazzi che pagine di Wikipedia.

Non è raro imbattersi in video in cui si vede qualcuno che si masturba. Semplicemente, hanno montato la telecamera su un piedistallo, si sono ripresi mentre si gingillavano e pio hanno pubblicato il tutto online. Così arriviamo al primo livello: masturbarsi guardano qualcuno che si masturba.

Esistono tipi che si masturbano online su Skype o altri programmi che in realtà erano pensati per migliorare i meeting e rivedere i propri cari più spesso e invece… Sti tizi poi, mettono il video online et voilà: masturbarsi guardando qualcuno che si masturba mentre guarda qualcun altro masturbarsi.

Entriamo nella categoria delle telecamere nascoste. Un bel video online ed ecco il massimo:

Mastrubarsi guardando segretamentr qualcuno che si masturba mentre guarda qualcun altro che si masturba mentre guarda qualcun altro masturbarsi mentre guarda un pornazzo dove di masturbano che al mercato mio padre comprò.

Un voglio di’ niente, ma al mondo c’è gente che si tromba le pecore.

Contanti (saluti)

A L’aia, città olandese che, tra le altre cose, ospita il parlamento, vicino alla stazione centrale, sorge il Mingle Mush, un posto che riunisce vari tipi di fast food, dove si può mangiare un pak krapow decente per 8 euri, sempre che vi piaccia la cucina tailandese. Il Mingle Mush ha una particolarità: nessuno dei chioschi accetta contanti. Solo carte. “Una birra!” “3 euro e 50” “Biiip!” “Un panino libanese con le falafel!” “5 e 50!” “Biiip!” Ed è così, tutto un bip dalla mattina alla sera, e questo è solo un esempio dei migliaia di posti in cui non si può pagare in contanti.

Ma… Perché la decisione di non accettare contanti? Principalmente per una questione pratica. Se andate al Mingle Mush verso mezzogiorno, vedrete un fila ignobile al baracchino tailandese. Pensate voi se si dovesse pure perde’ tempo a da’ il resto a tutti, magari quando tutti vengono con 50 euro: “Ehhhh ma un ce l’ho spicci, aspetta li vo a cambia’ al tabacchino, torno subito eh!”

Altra cosa comoda è la facile divisione dei conti. Se in azienda siamo dieci e vogliamo dieci pasti a porta’ via, non è che ci si va in dieci, e manco ci mettiamo a raccoglie’ gli spicci come si faceva alle superiori per la ricreazione (che poi tutti hanno sempre la banconota da 50 e non è che gli spicci escano dal culo), si manda uno che paga tutto con la sua carta e, dopo, invia un Tikkie sul tuo Whatsapp. Tikkie è un’app che ti permette di creare una richiesta di pagamento e inviarla ovunque, il ricevente apre il link che lo ridirige alla sua app della banca e paga, tutto in circa 10 secondi.

Un altra ragione per cui il Mingle Mush accetta solo carte è quello della sicurezza. Nessuno con una pistola può entrare e dire: “Fermi tutti, questa è una rapina!” “Mi dispiace, tutti i soldi sono stati trasferiti in tempo reale al conto corrente, non è che posso ritraferirli indietri!” “Ah… Ho capito… Allora prendo una coca cola!” “Sono 4 euro e 50!” “Ahhhh e poi sarei io il rapinatore!”

Ora ve la sparo lì, ché mi è tornata in mente: Un giorno guidavo sull’Aurelia, mi so’ fermato a un bar e, dopo aver consumato, il conto era di un euro e dieci centesimi. Gli detti 1 pezzo da un euro e un pezzo da 50 centesimi. Il barista mi dette 10 centesimi di resto. “Scusi, guardi che le ho dato 1e50, il resto è 40 centesimi!” “No, lei mi ha dato 1e20!” “No, dio cane, t’ho dato 1e50!” “Hai le prove?” “Guardi, per 30 centesimi sono sempre il solito stronzo, ma spero che le usi per comprarsi le medicine!” Capite bene che scene così, al Mingle Mush, non le vedrete mai.

In Olanda, le banche pongono un limite sul prelevamento di contanti (e questo è normale), ma anche sui versamenti in contanti. Sì, se mi regalano 100mila euri in contanti, non posso andare in banca con la valigetta. Le banche ti fanno versare contante solo 6 volte all’anno senza spese. Dopo 6 volte, paghi una bella percentuale.

Il lavoro viene pagato con addebito su conto e busta paga inviata via email. Il Iavoro nero non è così comune, perché, con i contanti, rischi di non poterci fare un cazzo.

A L’aia, perfino i pulman non accettano più contanti, quindi, o avete una tessera o una carta o andate a piedi. Facile.

“Buongiorno, un biglietto per Amsterdam, pago in contanti!”
“A piedi, orsù!”
“Ma sono 42 chilometri!”
“E 125 metri!”

L’altra sera, su internet, ho visto un servizio delle Iene. Non che dia molta credibilità alle Iene, non mi è mai piaciuto come montano i video delle interviste per far dire ciò che vogliono loro, ma comunque sia, vera o no la storia, ci dovrebbe far riflettere. Un signore va alla ricerca online di gente che vende Rolex. Li contatta e paga con assegno circolare. Per verificare che l’assegno circolare sia vero, fa chiamare la banca dalla vittima che risponde di sì, peccato che l’assegno sia falso e la telefonata è stata in qualche modo dirottata a chissà chi.

Dopo questo servizio, io mi son detto: Ste cose in Olanda non potrebbero mai capitare! Tu mi dai l’orologio, io ti pago via mobile banking in tempo reale. Punto, fine della storia. Com’è possibile che al giorno d’oggi succedano ancora ste cose?

In Olanda vedrete pochissime persone chiedere l’elemosina, per il semplice fatto che la gente non ha gli spicci. Saranno mesi che non tocco una moneta e non so più che cazzo di forma o disegno abbia.

Sapete che in Italia c’è ancora gente che va dal proprietario di casa ogni mese per pagare l’affitto in contanti? Soldi che, ovviamente, vengono messi sotto al materasso. Tu hai un tetto, io guadagno e lo stato se ne va in culo.

In Olanda si va al coffeeshop a comprare la marjuana, si paga con la carta e il negozio paga le tasse. Io mi diverto, tu guadagni e lo stato va avanti. Semplicissimo, pure una scimmia direbbe che è un sistema eccellente.

In Italia, quando vai al bar e ti dicono: “Ao, so’ 5 euri e 60!” “Pago con la carta!” “Astronzo! Ce pago le commissioni, damme li sordi veri!” “Ho 50 euro!” “A testa de cazzo, un c’ho da fatte er resto, bada sto pezzente!”

Ora, la gente più attenta dirà: “Ma a me che cazzo me ne frega se in Italia si paga coi contanti o con la carta? C’è la partita tra poco, sai che cazzo me ne frega a me!”

Beh… L’Italia secondo me gioverebbe non poco del pagamento digitale. Per esempio:

– le banche potrebbero introdurre un limite ai versamenti di contanti. Se tu hai centinaia di migliaia di euro di soldi sporchi in contanti, non devi avere la possibilità di versarli;

– limite bassissimo per i pagamenti in contanti, tipo 20 euro, per le eventuali spese di prima necessità. Sopra di quelli, carta;

– zero commissioni per i pagamenti con carta;

– tracciabilità dei pagamenti per evitare mazzette, bustarelle ecc…

– identificazione istantaneo delle fonti di reddito contro l’evasione delle tasse;

– numero di scippi in netto calo;

– più lavoro per programmatori per integrare i sistemi di pagamento;

– altre cose, che un c’ho voglia di scrive’.

Il problema è che gli juventini diranno: “Ma noi gli arbitri l’avemo sempre pagati in contanti, come si fa?” E allora nulla, ci si tengono i contanti.

Vinsero battaglie grazie alla loro figa!

Così se ne venne fuori il signor Giancarlo, storico concorrente della routa della fortuna, che, sul tema “le amazzoni”, disse: “Vinsero battaglie grazie alla loro… [Pausa di qualche secondo]… FIGA!”. Immaginatevi le risate di tutti a quattro ‘anasce!

Ovviamente, era “foga” la parola che si stava cercando, ma tanti miliori di lire non valgono come una vita di gloria.

Che poi non si sa bene se vinsero battaglie grazie alla foga o alla figa, ma se le amazzoni erano ciccione, si sa… La donna con un po’ di ciccia tira sempre, diciamoci la verità…

Anche vero che in toscana si chiama fica, con la C, o meglio, fiha, quindi il gioco di parole verrebbe “Vinsero battaglie grazie alla loro foca”, e di foche in Amazzonia mi da l’idea che un ce ne siano.

Prima di continuare, rivediamo questo momento storico:

Vi sentite più leggeri nell’animo adesso? Perché ora si parla di gente che vinse battaglie grazie alla loro fuga: i cervelli degli italiani.

In pratica, tanti ragazzi, ma anche tanti 40enni, negli scorsi 10 anni, sono scappati all’estero in cerca di condizioni lavorative migliori. Ovviamente non sono scappati i nullafacenti da aperitivo pagato da mamma, ma chi sapeva fare qualcosa, sia esso il cuoco, il cameriere o l’ingegnere tecnoautospaziotemporale delle bestemmie.

Ho visto di recente una proposta del governo per un piano per far rientrare gli italiani che che vivono all’estero e sono disoccupati per poi pagarli col reddito di cittadinanza.

Adesso, vediamo quali sono sono le categorie di questi Italians abroad:

– la prima categoria è quella dei professionisti, coloro che sono programmatori, tecnici, ricercatori e bestemmiatori di professione che venivano pagati in sassi in Italia, ma all’estero prendono fior di quattrini e conducono una vita decente, anche se il prezzo da pagare è la carbonara con la panna;

– subito sotto di loro, ci sono quelli che vanno all’estero a fare il lavapiatti/cameriere. Ora vi spiego come funziona e perché i ristoranti italiani sono sempre in cerca. Mettiamo che uno arriva a Londra, perché il cugino dell’amico dell’amante della cugina gli ha detto che si guadagna bene e trovi lavoro subito: questo tizio contatta un paio di ristoranti gestiti da italiani e ha davanti due possibilità: venire assunto subito a 2 sterline l’ora o avere un buon contratto, ma per averlo devi passare una prova di 2 settimane non pagate. Tutti scelgono la seconda, per poi venire licenziati dopo 2 settimane per fare strada a qualcun altro;

– dopo di loro viene la banda dell’aperitivo, ovvero coloro che vanno all’estero a cercare lavoro, ma passano tutto il tempo a beve, a lamentarsi dei locali e a urlare “Abbellaaaaaaa!” a ogni ragazza che passa, per poi tornare in Italia quando i soldi di mamma e papà sono finiti, con le mamme che diranno: “Poverino, non trova lavoro…”;

– chi va all’estero perché gli hanno detto che lo stato gli paga la disoccupazione se non lavorano, così se ne stanno a fa’ i barboni ai bordi della strada.

Ora se voi foste un ministro italiano, quale di queste categorie vorreste far rientrare che migliorerebbe la situazione di questo paese? I fancazzisti barboni o i professionisti che hanno tanto di qualifiche e esperienza commerciale estera?

Per il governone italianone la risposta è semplice: fancazzisti aperitivisti c’hai da accenne abbellaaaa sì, professionisti no. E non solo li vogliono rimpatriare, li vogliono pure paga’ coi soldi pubblici!

Insomma, italia piena di datori di lavoro che non vogliono paga’, lavoratori che non hanno voglia di lavora’ e governo che tifa per loro. Connubio perfetto! Manco la fusione di Goku e Vegeta poteva essere più potente.

Uno dei pochi post scritto senza bestemmie, dio cane.

 

Bambini fino a 40 anni

Gli italiani sono quel popolo che allatta fino a 6 anni (giuro, è una nuova moda adesso, cercate su guuugol e vedrete), che fa l’apprendistato a 28 ed esce dall’asilo a 40. Poi tra università, DAMS e sagre dell’uva ci si ritrova all’età pensionabile senza aver fatto una sega.

L’altro giorno, su feisbucche, che in pratica è un sito dove uno scrive una troiata e gli altri lo possono offendere senza pietà inneggiando a ritorni di duci, mafiosi e/o la trinide PDm5sLega. In mezzo a tutto questo, no aspetta, ho finito la frase col punto, ma c’avevo ancora da parla’… No, un me lo ri’ordo più. Insomma, su questo troiaio di social, tra fascisti, zoccole e indignati, c’era qualcuno che si lamentava che in città, le mamme, accompagnano i figlioli a scuola col suvve, ché è tipo una macchina, ma più grande, che consuma il triplo, occupa due parcheggi, costa 5 volte di più e che non sfrutterete mai a pieno. Insomma, con questo suv, parcheggiano di fronte la scuola, molte volte in mezzo alla strada, e la gente dietro incazzata, che comincia a suonare il clacch, claxso, clakso, insomma quella cosa che fa piiii piiii tipo quando la nazionale vince le partite 1-0 contro il Lichtenstein 11 contro 9 con autogol al 95esimo.

Ma alle mamme un gliene frega un emerito cazzo, in quanto i figli so’ come angeli che vanno portati a scuola fino a 19 anni (superiori) o fino a 35 (università fuori corso). È importante perché se prendessero il pulman, potrebbero sorgere i seguenti problemi:

– si può prendere freddo aspettando alla fermata, poi ci si ammala, si perde la lezione sui piselli di Mendel e poi si finisce a drogarsi con eroina scadente;

– si può sbagliare fermata del pulman e arrivare in periferia dove spacciano eroina scadente;

– sul pulman si whatsappano amichetti che, in assenza di topa, ci venderanno eroina scadente;

– si capita vicino ad un vecchio che ci racconta come era buona l’eroina negli anni 80.

Commento vero: “Ehhhh ma ogni genitore con un minimo di intelligenza non farebbe mai andare i bambini a scuola da soli e fargli attraversare via Inculini e viale Passeraghiaccia da soli” (N.d.r. nomi di via inventati)

Cazzo vole di’ poi N.d.r.?

Insomma… Ora si fa pe’ chiacchierà, ma in Inghilterra c’è un’omino vestito di giallo che tutte le mattine, piova, tiri vento o nevichi, vicino alle scuole e alle strade trafficate, ferma le macchine e lascia attraversare gli studenti che, udite udite, vanno a scuola in pulman!!! Se una macchina non si ferma, arriva di corsa il principe carlo che, con molta cortesia, fa scendere il conducente, gli fa riporre i trousers ben benino sul seat e poi se lo incula senza pietà, con bambini di 10 anni ubriachi attorno che lo scherniscono. Abbiamo tanto da imparare!

A questo punto, uno saggio può dire: ma do cazzo se trovano li soldi pe pagà sta gente che fa attraversà le strade?

Mmm… Pensa pensino che a pensa’ ti fa bene! Ora tirerò in ballo due argomenti che hanno fatto scalpore in tempi recenti: la Lega e il Mose. La Lega ha inculato 49 milioni di soldi pubblici, il Mose è costato finora 6 miliardi, di cui 5.999.999.999 finiti in b**** e m*******. Dai, prendete la calcolatrice e scrivete: 5999999999 + 46000000 = …

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Viene 6 miliardi, 46 milioni, la e di “è dio lo gnomo mongoloide” e un nove.

Allora, mettiamo sta gente che fa attraversare la strada in ogni paese con più di 50mila abitanti, che, secondo Wikipedia, sono 146. Diciamo 10 scuole a paese, sono 14600 scuole. È un lavoro che deve venir fatto in pratica due ore al giorno per 9 mesi. Minimo sindacale: 10 euri l’ora.

Scaccolatrice alla mano gente: 14600 scuole x 2 ore x 10 euri x 20 giorni x 9 mesi = 52.560.000. Avanzano pure 5 miliardi e mezzo per la bamba, le troie, le buche di Roma e qualche aperitivo.

Spostiamoci in Olanda, dove, tra un cannone e l’altro, i genitori portano i figlu a scuola in bici! Semplicemente hanno questo tipo ti bici che ti permette di portare a scuola il figlio e quelli dei vicini insieme.

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“Vedete laggiù? È il mio coffeescioppe preferito, accanto c’è la vostra scuola, peccato che non spaccino più l’eroina degli anni 80!”

Ma, si sa, in Italia conta più l’apparir dell’essere, quindi meglio intasa’ le strade coi suv che con questi troiai di bici. “Ehhhh ma mio marito fa l’ingegnere di sto cazzo e la sera va a trans però guadagna tanto e ci possiamo permetter il suv, non come te mia cara che il tu marito fa l’operaio all’Ilva!” “E invece no, to pigli ner culo, il mi marito fa l’operaio, poi la sera spaccia l’eroina rimastagli dagli anni 80 negli asili nido, e quindi pure noi possiamo permetterci il suv, tié!” “Fate largo! Arrivo io col super suv, fo la escort e guadagno più di voi!” “Attenção, meo suv più grando, mio marido es Ruberto Cotechinho, cendravandi di sfundamento, guadaña 5 miliardi l’anno!” “Aspettate! Anche io ho il suv, faccio la segretaria e questo è quello che mi ha regalato il capo, che tra poco mi ha promesso divorzerà dalla moglie per star con me!”

E se da una parte ci son le mamme, dall’altra ci sono i bambini: “Ehhhh ma con che coraggio mandi a scuola il bimbo da solo, ha solo 16 anni!”, “Porello, il pulman fa schifo e i posti davanti so sempre occupati, e in fondo poi dopo gli fa male il pancino e prenderà un brutto voto all’interrogazione di tecnologia delle costruzioni (lego)!” “Nooo nel pulman ci sò maschi e femmine insieme, poi mi si invoglia e il prete s’incazza!” “Ehh ma lì ci s’è seduto prima il ghanese che mi ha rimorchiato ieri a lezione di latino americano, e il mi figliolo prenderà i pidocchi, e il rettore dopo se lo incula!”

Si comincia così e si finisce… Sapete come? Come quel ragazzo sardo che era in erasum con me in Germania, che la su mamma veniva due volte al mese con l’aereo solo pulirgli la stanza.

Bona. Ci si

Sui santi, bestemmie e palindromi

Porco Dio!

E fin qui ci siamo, il concetto è semplice!

Porco Dinci! Perché alla fine sta brutto far bestemmiare i citti, che poi con quella bocca ci baciano le madri. E allora giù di “Perdindirindina” (forma allungata di “Per Dio!”, e, se è vero che non bisogna pronunciare il nome nome di Ronnie James Dio invano, è una bestemmia pure quella. Invece Perbacco no, non è una bestemmia, perché alla fine Bacco ci sta simpatico e c’è sempre un motivo per anda’ al bar a beve un bicchierozzo.

Poi ci siamo evoluti, un un’ più lentamente delle scimmie (non penso che una scimmia al giorno d’oggi possa votare Salveeni, ma ci sono umani che lo fanno, pure troppi), e insomma dopo st’evoluzione abbiamo cominciato con Porca Madosca, che francamente può essere capito come Matrioska, e a me di inimicarmi i fan del celebre gruppi punk-ska non va prioprio anche perché parono esse’ brave persone alla fine. Allora abbiamo cambiato con Porco Due, perché il 2 alla fine è un numero che fa cagare di per sé, tipo: “Quante coppe campioni ha vinto immeritatamente la juve?” “Quante ore di straordinario devo fare oggi?” “Quanti chicchi di rigatoni trovo nella pasta fatta da Cracco e pagata vendendo un rene?” Vedete? Il due non sta molto simpatico, mentre Porco Tre non va bene perché offende la trinità, sia mai che poi Terence Hill si incazzi e mi spari mentre con l’altra mano mangia i fagioli.

C’è anche chi ha provato a cavalcare la bestia, nominando Dio (ricordiamolo, era il cantante dei Rainbow, quelli di “Long liiiiiiiiiv roc an roooooooooool!”), ma alterando l’associazione, chiaro esempio è Dio Maiascolo! Maiascolo non vuol dire un emerito cazzo, forse casomai Maiascoli, detto da uno che andava ad Ascoli e ogni volta prendeva una multa perché non era segnalata la ZTL. Però bisogna essere puristi e maiascoli sarebbe suonato plurale mentre Dio è uno. E Porco dio, come se ne esce?

Come vedete, è un labirinto senza via d’uscita, do cogli cogli rischi di offendere qualcuno, siano i fan di un gruppo, qualche matematico o i marchigiani.

Per citare la famosa bestemmia palindroma non aspetterò la fine del post, né metterò cose tipo: “Clicca qui e condividi per conoscere il segreto!” Tié eccovela:

È Dio lo gnomo mongoloide!

Ora, pensiamo sta cosa. Uno una mattina s’è alzato, si è fatto la doccia, fatto colazione e poi si è messo lì, carta e penna in mano e ha cominciato: “Dio… Ma poi non ci sono parole che finiscono in “id”… Allora Madonna, ma poi verrebbe annodam, che non ha senso…” E allora, ecco l’intuizione geniale, quella che ti svolta la vita, come quando lecchi la passera la prima volta e ti piace più del prosciutto: mettere il verbo all’inizio! Mettendo È, la cosa diventa più facile perché abbiamo oide, e qualcosa ci può scappare fuori. Da lì in poi, la strada è tutta in discesa. Alla fine, si alza e, trionfante va a pavoneggiarsi della sua scoperta in chiesa.

Come abbiamo visto, tra una bestemmia fatta bene e una stronzata, il filo è breve.

Ragioniamo su un’altra bestemmia classica:

“Madonna maiala un vagone di riso, tre volte maiala ogni chicco di riso”, che, in alcune varianti regionali, è conosciuta come: “Madonna maiala un treno di riso, tre volte troia per ogni chicco”. Altre varianti mondiali, come quella ghanese: “Madunna maiala un garro di goggo, tre volte maiala ogni nuce di goggo!” che rende meno l’idea perche’ di di cocchi in un carro ce ne stanno meno che di chicchi di riso in un vagone, un un’ come dire se pesa di più un chilo di piombo o un chilo di piume, topic che non ho voglia assoluta di discute adesso. Augurare l’esser porco, troia o maiala per tre volte è un classico, abbiamo appena visto che il numero due è maligno mentre il tre rappresenta la trinità con i fagioli, le pistole ecc…. Il bello di questa bestemmia è l’adattamento culturale, come abbiamo detto, si può sostituire il riso con delle banane, dei pici al cinghiale o delle bottiglie di cuba libre, rendendo il tutto più comunista.

Altra bestemmia non classica ma in voga negli ultimi tempi è quella onomatopeica. Dio ciak cik ciak glo glo glo fe fe fe tunz tunz tunz bestia. L’apoteosi della vita, il concentrato di purezza. Pensate, che so, quando vi alzate di notte perché avete sete perché la sera prima avete mangiato pizza con acciughe e contorno di crackers salati con nduja, e, per caso, sbattete il mignolo del piede al comodino. La bestemmia potrebbe essere Dio arf arf tip tap tip tap sdeng ahia bestia! Trovatemi un’altra bestemmia che si adatta ad ogni situazione. Ad esempio, parafrasando un comico famoso e prendendo come esempio la canzone di Marinella di Fabrizio de André, ossia una che gli bussa un principe alla porta, se la rafana e poi lei more affogata, la bestemmia relativa potrebbe essere: Dio toc toc sbeng sbeng sbeng glu glu glu bestia! Come dite? Un’altro esempio? Alla stazione di Bologna, in quell’attentato terroristico, avrebbero detto: Dio soc mel turt lin ciuf ciuf bum bum bestia! Oppure, ancora: sono andato in discoteca, ho bevuto, ho pippato e mi sono schiantato contro un albero: Dio tunz tunz tunz glu glu sniff sniff brum brum crash bestia.

Suvvia s’è fatto tardi, un c’ho più voglia di scrive, vo a farmi una canna! Ci si!