Carlotta, laureata a 23 anni, bestemmie e comunita` a 30

Di recente tutti stanno a parla` di questa tizia Carlotta Rossignoli, che in pratica s’e` laureata in medicina e chirurgia a 23 anni. A dir suo, e` perche’ non perde tempo e studia tanto, quindi niente youporn, youcazz o altri siti che tutti noi guardiamo con cadenza oraria. In un intervista ha dichiarato cose tipo: “Studio dalle 13 alle 18, poi due ore di pianoforte, poi ceno e poi studio fino a mezzanotte e mi sveglio alle 5!” Ora, un mi ricordo gli orari precisi ma vi rende l’idea. O anche: “Un c’ho tempo per i fidanzati, du palle!”

Ora, va bene laurearsi a 23 anni, con esami fatti a porte chiuse (ginocchiere incluse). Che poi quando andavo all’universita`, la gente veniva apposta ad assiste’ agli esami mia pe’ senti’ le stronzate che dicevo. Comunque sia, io mi ricordo che all’universita` dicevamo sempre: “Aho, s’esce vestiti come David Beckham e si torna come Paul Gascoigne!” (Chi non sa chi sia Pol Gascogn, basta che gugoli).

“Nono, esco una mezz’oretta e non bevo!” E poi si passava la notte da Lucio e tornavamo alle 6 di mattina come Paul Gascoigne, il tizio qui sopra!

Per chi si chiedesse chi o cosa sia Lucio, era un pub e tutte le storie cominciavano con “Insomma, s’era da Lucio e ad un certo punto…”

Poi all’universita` ci si andava pure ogni tanto, in che condizioni non si sa, ma la presenza si faceva via.

Ora, vi immaginate se noi, invece di andare da Lucio, invece di anda’ a molesta’ le ragazze che erano li` in Erasmus, si fosse studiato come sta Carlotta? E ci fossimo laureati a 23 anni? Sai che palle!

Ve lo dico io come andra`, ‘sta tizia si rompera` i coglioni de sta sempre a studia`, capira` di aver buttato via la vita a studia’ pe’ laureassi a 23 anni e, arrivata a 30 anni, iniziera` a prendere cazzi a tutta randa, bevendo per dimenticare, per poi darsi all’eroina.

Io ve lo dico, bevete, drogatevi, trombate, fate quello che cazzo vi pare che’ domani vi potete svegliare 2 metri sotto terra.

E quando morirete, per cosa vi ricordera` la gente? Per le lauree? Per il lavoro? Per i soldi accumulati. No! Vi ricordera` per le cose bone che avete fatto per loro, le serate da Lucio a piglialle grosse e per le notti che tornavate a casa come Paul Gascoigne!

Dio lordo!

Ma poi perche’ sta tizia e` arancione?

Delle pere, l’acquaragia e i vaccini

Sei troppo analfabeta per leggere quest’articolo? Non hai tempo di leggerlo perche’ devi gioca’ col cellulare? O semplicemente sei cosi` svaccato da unn’ave’ voglia? Nessun problema! Il mago Andre’ lo legge per te!

Le pere so’ bone, soprattutto col cacio, quello che non devi fa’ sapere al contadino senno` t’incula col forcone mentre bestemmia tutti i santi del calendario: “Primo Gennaio, quei gran maiali di san Giustino e sant’Almachio martire!” e via col forcone nel bogigi per altri 364 minuti di puro godimento. E` sempre bene informarsi sulle ricette locali ehhh.

Le pere sono anche quel succo che vi schiantavate all’universita` insieme al rum, che poi col rum e pera ti ubriachi e non sai perche’ (era cosi` dolce…) e poi vagate nelle campagne e finite a dormi` sfranti in una stalla e vi svegliate col forcone in culo mentre sentite qualcuno dire: “31 dicembre: san Silvestro papa gran bastardo!”

Le pere sono anche le dosi di eroina che i ragazzi (in genere del Bagno di Gavorrano, paesello del cazzo vicino Grosseto) si iniettavano alla Finoria (parchetto di merda vicino Gavorrano) o dietro alla Coop (se non dentro alla Coop stessa). Quando abitavo al Bagno, sul pulman per anda’ a scuola a Grosseto, i bagnaioli inventarono un nuovo detto: “Al contadino non devi far sapere, quanto sono buone le pere!”. Era in quei momenti che avevamo bisogno di un contandino, un forcone e il calendario di frate indovino, ma, ahime’, nulla…

Le pere non era facile trovarle (parlo per sentito dire ehhhhh, io al massimo mi so schiantato qualche canna di quelle fatte bene quando vivevo in Olanda), ma quando si trovavano, se le iniettavano con cose varie, succo di limone in primis (a seguire poi tequila, triple sec e sale e prendevi un margarita in endovena) fino ad arrivare all’acquaragia. Ovviamente si schianta, ma potevate scegliere: o vi facevate una bella pera all’acquaragia e finiva li` la cosa, o andavate avanti, aspettavate che esisteva internet e aprivate un blog del cazzo, tipo questo. Che vite di merda entrambe!

L’eroina era tanto comune, molti giovincelli, tra una canzone dei Depeche Mode e una degli 883, si insiringavano, creando il Trainspotting grossetano (Traspottinghe) (Il pub dove Robert Carlyle lancia il bicchiere e` in realta` “l’Irish” al Cassero del Sale a Grosseto.

Vaccini COVID trainspotting
Ci saremmo sparati pure l’AstraZeneca se l’avessero dichiarata illegale

Buttarsi in vena le peggio cose era l’ordine del giorno, si guardava il calendario di Frate Indovino e si diceva la bestemmia relativa: “10 agosto, quel gran figlio di troia di san Lorenzo scoppiato a forza di Coca Cola” e giu` a pere di Coca Cola (leggetela in maremmano, mi raccomando: “Hoha Hola”. Insomma, chi piu` ne ha piu` ne metta.

Pausa dall’articolo: Mi dite perche’ un eroinomane trova la vena in 1 secondo e un’infermiera professionista ci mette anche 1 minuto quando mi deve prelevare il sangue?

Oggi, la stessa generazione di persone che si iniettavano le cose peggiori si e` emancipata ed e` contro i vaccini del Covid. “Ehhhh ma chissa` che ci mettano dentro, ehhh ma ci so’ i feti morti e i microcippi e i cd polverizzati di Gigi D’Alessio e poi bla bla bla!”

Allora, qualcuno, un genio, ha avuto una brillantissima idea: i green pass falsi. Questo genio ha aperto un gruppo su Telegram dove vendeva green pass falsi a 300 euri l’uno, chiedendo in cambio carta d’identita`, tessera sanitaria e codice fiscale. Poi, dopo aver creato un QR code a caso con Microsoft Paint, chiedeva 350 euri per non denunciare gli acquirenti. Un fottutissimo genio. Promosso a capo del marketing di qualunque azienda voglia! Ma che dico? Minimo vice presidente!

Ricapitoliamo: 300 euri + 350 di riscatto fanno 650 euri. Per non farsi iniettare un liquido a gratis. Negli anni 80 e 90 questi rubavano le autoradio e i televisori pur di farsi iniettare roba che aveva viaggiato nel culo di barbuti sudamericani, mischiata con le peggio cose (non e` che lo spacciatore ti dava la lista degli ingredienti o la provenienza) e ora pagano per non farsi inoculare sto cazzo di vaccino.

Che belli gli anni in cui l’eroina girava libera: “Serviamo il numero 38!” “Si`… un etto di prosciutto cotto e due grammi di eroina!” “80.000 lire!”, i Pooh vincevano Sanremo con una canzone che le pere col caffe’ non bastavano a rimane’ svegli e c’era Bim Bum Bam alla tele, che gli adolescenti dopo le pere poi vedevano Mila e Shiro che facevano la catapulta infernale e la palla si trasformava nell’incantevole Creamy.

Ora invece ci becchiamo i no-vax, i Maneskin, Jovanotti che ancora canta, la carbonara vegana, cartoni animati di merda e poi dice che uno non deve bestemmia’ tutti i santi del calendario.

Ma porco dio!