Delle pere, l’acquaragia e i vaccini

Sei troppo analfabeta per leggere quest’articolo? Non hai tempo di leggerlo perche’ devi gioca’ col cellulare? O semplicemente sei cosi` svaccato da unn’ave’ voglia? Nessun problema! Il mago Andre’ lo legge per te!

Le pere so’ bone, soprattutto col cacio, quello che non devi fa’ sapere al contadino senno` t’incula col forcone mentre bestemmia tutti i santi del calendario: “Primo Gennaio, quei gran maiali di san Giustino e sant’Almachio martire!” e via col forcone nel bogigi per altri 364 minuti di puro godimento. E` sempre bene informarsi sulle ricette locali ehhh.

Le pere sono anche quel succo che vi schiantavate all’universita` insieme al rum, che poi col rum e pera ti ubriachi e non sai perche’ (era cosi` dolce…) e poi vagate nelle campagne e finite a dormi` sfranti in una stalla e vi svegliate col forcone in culo mentre sentite qualcuno dire: “31 dicembre: san Silvestro papa gran bastardo!”

Le pere sono anche le dosi di eroina che i ragazzi (in genere del Bagno di Gavorrano, paesello del cazzo vicino Grosseto) si iniettavano alla Finoria (parchetto di merda vicino Gavorrano) o dietro alla Coop (se non dentro alla Coop stessa). Quando abitavo al Bagno, sul pulman per anda’ a scuola a Grosseto, i bagnaioli inventarono un nuovo detto: “Al contadino non devi far sapere, quanto sono buone le pere!”. Era in quei momenti che avevamo bisogno di un contandino, un forcone e il calendario di frate indovino, ma, ahime’, nulla…

Le pere non era facile trovarle (parlo per sentito dire ehhhhh, io al massimo mi so schiantato qualche canna di quelle fatte bene quando vivevo in Olanda), ma quando si trovavano, se le iniettavano con cose varie, succo di limone in primis (a seguire poi tequila, triple sec e sale e prendevi un margarita in endovena) fino ad arrivare all’acquaragia. Ovviamente si schianta, ma potevate scegliere: o vi facevate una bella pera all’acquaragia e finiva li` la cosa, o andavate avanti, aspettavate che esisteva internet e aprivate un blog del cazzo, tipo questo. Che vite di merda entrambe!

L’eroina era tanto comune, molti giovincelli, tra una canzone dei Depeche Mode e una degli 883, si insiringavano, creando il Trainspotting grossetano (Traspottinghe) (Il pub dove Robert Carlyle lancia il bicchiere e` in realta` “l’Irish” al Cassero del Sale a Grosseto.

Vaccini COVID trainspotting
Ci saremmo sparati pure l’AstraZeneca se l’avessero dichiarata illegale

Buttarsi in vena le peggio cose era l’ordine del giorno, si guardava il calendario di Frate Indovino e si diceva la bestemmia relativa: “10 agosto, quel gran figlio di troia di san Lorenzo scoppiato a forza di Coca Cola” e giu` a pere di Coca Cola (leggetela in maremmano, mi raccomando: “Hoha Hola”. Insomma, chi piu` ne ha piu` ne metta.

Pausa dall’articolo: Mi dite perche’ un eroinomane trova la vena in 1 secondo e un’infermiera professionista ci mette anche 1 minuto quando mi deve prelevare il sangue?

Oggi, la stessa generazione di persone che si iniettavano le cose peggiori si e` emancipata ed e` contro i vaccini del Covid. “Ehhhh ma chissa` che ci mettano dentro, ehhh ma ci so’ i feti morti e i microcippi e i cd polverizzati di Gigi D’Alessio e poi bla bla bla!”

Allora, qualcuno, un genio, ha avuto una brillantissima idea: i green pass falsi. Questo genio ha aperto un gruppo su Telegram dove vendeva green pass falsi a 300 euri l’uno, chiedendo in cambio carta d’identita`, tessera sanitaria e codice fiscale. Poi, dopo aver creato un QR code a caso con Microsoft Paint, chiedeva 350 euri per non denunciare gli acquirenti. Un fottutissimo genio. Promosso a capo del marketing di qualunque azienda voglia! Ma che dico? Minimo vice presidente!

Ricapitoliamo: 300 euri + 350 di riscatto fanno 650 euri. Per non farsi iniettare un liquido a gratis. Negli anni 80 e 90 questi rubavano le autoradio e i televisori pur di farsi iniettare roba che aveva viaggiato nel culo di barbuti sudamericani, mischiata con le peggio cose (non e` che lo spacciatore ti dava la lista degli ingredienti o la provenienza) e ora pagano per non farsi inoculare sto cazzo di vaccino.

Che belli gli anni in cui l’eroina girava libera: “Serviamo il numero 38!” “Si`… un etto di prosciutto cotto e due grammi di eroina!” “80.000 lire!”, i Pooh vincevano Sanremo con una canzone che le pere col caffe’ non bastavano a rimane’ svegli e c’era Bim Bum Bam alla tele, che gli adolescenti dopo le pere poi vedevano Mila e Shiro che facevano la catapulta infernale e la palla si trasformava nell’incantevole Creamy.

Ora invece ci becchiamo i no-vax, i Maneskin, Jovanotti che ancora canta, la carbonara vegana, cartoni animati di merda e poi dice che uno non deve bestemmia’ tutti i santi del calendario.

Ma porco dio!

Grosseto fa schifo e vi spiego il perché

13 agosto 1987 – Grosseto. La sera succederà una cosa che resterà negli annali della città: ci saranno gli Spandau Ballet in concerto. Segnatevi questa data perche’ da li` in poi, a Grosseto, non succedera` piu` un cazzo! La coppa campioni vinta dalla squadra di baseball? Nulla a confronto! Lo scontro del Grosseto per andare in serie A? Ma nemmeno un decimo della gente c’era… Pensate che a Grosseto c’e` ancora gente che dice: “Non mi divertivo cosi` da quando vidi gli Spandau Ballet nel 1987!”

Prendiamo adesso una citta` molto simile a Grosseto, stesse mura, stessa vicinanza dal mare, stessa grandezza, stessa regione: Lucca! A Lucca c’e` il mondo!

Questo e` quello che succede a Lucca in fatto di concerti in una normale settimana di luglio. A Grosseto e` gia` tanto se sono venuti gli Spandau Ballet nel 1987!

A Lucca, negli anni scorsi, hanno creato una piazza apposta per i concerti, e sapete chi hanno chiamato a suonarci? Gli Spandau Ballet? O suvvia! I Marduk? Quasi! Hanno chiamato i Rolling Stones! E loro hanno pure accettato! E se vengono a Grosseto ndo’ se mettono? Lo stadio e` ancora pieno dei fan degli Spandau Ballet che so’ li` dal 1987.

Ogni anno, a Lucca, c’e` una piccolissima fiera del fumetto. Inutile dire che ci sono solamente pochissime persone e passa inosservata.

Qui vedete un paio di persone che sono al Lucca Comix, tra di loro, se guardate bene, troverete un grossetano con la bandana comprata al concerto degli Spandau Ballet il 13 luglio 1987.

E del Lucca Film Festival ne vogliamo parlare? (No, un c’ho voglia).

Ora, il piu` attento dei lettori di questo troiaio di blog dira`: perche’ a Lucca tutto e a Grosseto niente?

Perche’ Grosseto fa schifo. Ma non mi capite male, la bellezza c’e`, le mura, la statua del Canapone in Piazza Dante, il duomo, la statua del contadino che un garba a nessuno, insomma, non fa proprio schifo esteticamente. È la mentalità che fa schifo.

Ecco un paio di cose che succedono, o sono successe solo a Grosseto:

– a Grosseto non si può avere, nel centro storico, un locale che sia piccolo e che venda roba non italiana e ogni insegna deve essere scritta in alfabeto romano;

– a Grosseto è obbligatorio fare il presepe a scuola e le scuole ricevono soldi pubblici per farlo;

– una volta il Grosseto calcio giocò contro il Gavorrano nel campionato di serie soncazzo. Il Gavorrano vinse a tavolino perché i dirigenti non sono stati capaci a trovare le chiavi dello stadio;

– le ferrovie hanno creato un Freccia Bianca che va da Milano a Grosseto. È come un interregionale ma costa 3 volte di più;

– un locale a Grosseto era riuscito a ingaggiare per un concerto gli Skunk Anansie. Hanno dovuto cancellare perché il locale venne chiuso perché non aveva gli estintori. Da quel giorno non ci fu un locale di musica dal vivo per anni;

– a Grosseto, i locali in via Roma devono chiudere prima degli altri perché in un negozio in quella via si diceva che il cugino del fratello del porcodio spacciava la droga;

– a Grosseto hanno dato fuoco alla targa che commemorava i partigiani. Il sindacone ha dato la colpa ai comunisti perché volevano solo incolpare i fascisti;

– a Grosseto, nei gironi che l’Unione Europea decideva sul dare o meno dei fondi all’Italia per il Coronavirus, il sindacone ha tolto dal comune la bandiera europea, perché dobbiamo far vedere che siamo sovranisti fino alla fine dio cane;

– a Grosseto non troverete un cazzo di lavoro decente. Solo multi level marketing e badanti. In pratica 60 mila persone che tentano di vendersi prodotti a vicenda, vecchietti compresi;

– a Grosseto, ci fu la prima notte bianca, cazzo, me la ricordo ancora: due locali aperti. La stessa sera, alla notte bianca a Viterbo c’era il mondo porco dio, tra locali, giocolieri, musicisti, ma nooooo a Grosseto si rischiava di divertirsi troppo;

– il fumo a Grosseto fa schifo. Scordatevi le belle canne di Sativa Haze pura, a Grosseto troverete solo hashish e pure di scarsa qualità;

– la BBC Grosseto vinse la coppa dei campioni di baseball nel duemilaequalcosa. Dopo pochi anni fallì miseramente, lo stadio non fu più considerato (e pensare che per i mondiali di baseball aveva un terreno che pareva un panno da biliardo). Oggi Grosseto non ha più una squadra al top del baseball.

Potrei andare avanti, ma penso che abbiate capito il concetto.

Vediamo adesso al posto topico di Grosseto: il centro storico. Ora, in una città normale, il centro è pieno di cose da fare, di gente briaca e fichetti fatti di bamba. Casino fino al mattino e via. A Grosseto, se provate anche solo a fare un piccolo concertino di 4 bischeri e 10 persone che l’ascoltano, finisce più o meno così:

A parte il fatto che il tastierista era quello di Povia e già questo vi dovrebbe dire così tanto che potremmo iniziare a parlare di terra piatta e di massoni che s’inculano frati vestiti da topolino, ma il bello è che la gente dà pure ragione a chi ha lanciato la secchiata:

In una città normale, uno compra una casa nel quartiere che preferisce. Se porco dio non vuoi sentire la musica (quando c’è), se non vuoi gli schiamazzi e troiate varie, non compri la casa in centro, facilissimo. Ma nooooo bisogna lamentarsi dal sindacone, peggio che all’asilo: “Maestra, robertino parla male di marchino!” Roba che se a Palermo va di moda l’omertà, a Grosseto va di moda di non farsi i cazzi propri.

Come dite? Volete un altro esempio di stronzate fatte a Grosseto. Bene! A Londra, qualche anno fa, fu eletto Sadiq Khan, nuovo sindaco musulmano. A Grosseto, magicamente, comparvero i soliti fascistelli del cazzo con questo striscione:

E in effetti si dice che da Londra mandarono un bella email dicendo: “E sti cazzi?” (Quella mail deve ancora essere aperta perché quelli di Forza Nuova non hanno ancora capito come si accende il computer). (Non sono sarcastico).

Ecco un paio di progetti che rilancerebbero Grosseto, ma che invece di essere pensati vengono buttati nel cesso:

– C’hai un cazzo di aeroporto, belle spiagge e cibo buono? Ma madonna laida altre città c’avrebbero già messo voli low cost per nord europei squattrinati, con tanto di pulman che ti porta fino a Marina (un esempio? Faro in Portogallo). Ma a Grosseto no, al massimo voli con una fionda gigante;

Il progetto di Casapound per il nuovo aeroporto civile low cost di Grosseto.

– Baseball dio cane! La città del baseball… Investiteci! Invece di sta’ dietro a quel cazzo di calcio che non vince mai un cazzo;

– Rivaluta una piazza, facci un bel palco e fai un bel festival di musica. La gente che vive nel centro storico al massimo tirerà qualche secchiata e un paio di bestemmie palindrome, è dio lo gnomo mongoloide;

– Università di siena a grosseto? Ma fonda un polo tuo con lauree attinenti e corsi in inglese! Una piccola università attira studenti che spendono; Come dite? Una piccola città non può avere un’università propria? E allora Santiago de Compostella? E Viterbo? Diu garo!

– Marjuana legale e controllata, ma solo in via San Martino. Per la fame chimica si riapre lo Scapecchi;

– Affittare studi a poco prezzo ad aziende hi-tech che vogliono investire, per rendere la maremma un posto dove chi sa programmare non debba necessariamente trasferirsi all’estero. Ma nooooo a che cazzo serve il compiuteee!

Insomma, Grosseto fa veramente caca’! Mentalità arretrata, razzisti ovunque, fascisti a secchiate (Casapound è nel consiglio comunale), un sindaco che fa pietà e gente che si lamenta di continuo.

Perché la provincia può essere stupenda, con le montagne, le colline, le spiagge, il bel tempo, il vino, il cinghiale, le bestemmie e tutto il resto, ma Grosseto città fa troppo schifo!

I nuovi s-truzzi, al tavolo buzzo ma son seduti con persone a muzzo

Quand’ero giovincello, che andavo alle superiori in pulma e ogni giorno si faceva a cazzotti per avere un posto a sedere, e poi si andava o a scuola a non fare un benedetto cazzo se non giocare al solitario con windows 3.1 (quando andava bene) o al bar a giocare a monapoli (era un’edizione che avevamo inventato noi, vinceva chi rubava di piu`), dio bono un mi ricordo che stavo dicendo, le devo fa’ piu` semplici ste frasi senno diventeno lunghe e poi vedi un ci si ‘apisce piu` una… oooooooh ecco ora ricordo, quand’ero giovincello, io come tutti gli altri miei coetanei, anche se non lo ammettevamo, stavamo creando una nuova generazione di musica che ben differiva da quella ascoltata dai nostri avi. Se i nostri nonni giocavano a rinculino sotto le note del pinguino innamorato, e le nostre mamme sognavano di sposare Gianni Morandi (e invece gli e` toccato un operaio che ancor oggi non riesce ad andare in pensione e molto probabilmente e` in cassa integrazione e sta tutto il giorno in casa a ba’a il cazzo), i giovini della mia generazione erano piu` “trendy”, “cool”, “ganzi”, “fichi” ecc…

I vostri nonni probabilmente pomiciavano allegramente ascoltando la storia di uno che va a giro col “colletto” duro. Ancora non sapevano…

I nostri padri per poter avere qualche speranza di avere mezzo pompino dalle nostre madri, negli anni 50/60 e forse anche di piu`, dovevano sorbirsi intere maratone di discografia di Morandi. La loro resistenza al suicidio meriterebbe statue in ogni piazza. Ma neanche loro sapevano…

Ai tempi mia, invece, i ragazzi cominciavano a trovare le loro identita`, e ricordo i vari stereotipi di gente che affollava le classi delle superiori:

– Le tipe semplici, acqua e sapone, che ascoltavano Ligabue, che il pomeriggio studiavano duramente per poi laurearsi e diventare autonome e viaggiare, al grido di “Lambrusco e Popcorn, andata e ritorno classe 3 ma almeno e` possibile”. Per loro il futuro ha riservato una laurea in Lingue seguita da un matrimonio con un impiegato dell’inps e 2 figli che spendono la paghetta in bamba.

Il Liga voleva mostrare alle ragazzine dov’era il loro “pesso di mondo”. Dopo una gita alle grotte di Frasassi e 6 mesi in erasmus in Spagna, adesso discutono col loro marito dove andare in vacanza, con loro che si sentono piu` “young and easy” e vogliono andare alle Canarie, e i mariti che si sentono piu` “smart and cool” e vogliono andare a Londra. Risultato: una settimana a Santa Marinella. Ma anche loro non sapevano…

– Le tipe semplici che si sentivano piu` rock e ascoltavano i Litfiba, e il loro sogno d’uomo era un capellone dal petto peloso che faceva i gargarismi mentre cantava. Da quando poi Pelu` ha lasciato i Litfiba per cantare canzoni da supermercato, si sono trovate cosi` in preda alla malinconia che si sono date alla droga e al magno e ora si ritrovano ciccione e in una casa popolare a guardare troiai su canale 5. Anche i maschietti che si sentivano fichi al grido di “Fortuna fammi fa’ felice fine, fammi fottere fanciulle fiorentine”, ascoltavano i Litfiba, ma le donne un se li cacavano e andavano dietro al primo drogato che trovavano.

I Litfiba erano nella top ten dei ragazzi grossetani che negli anni 90/2000 si volevano sentire fichi, apparte gli juventini, che non ascoltavano i Litfiba perche’ Pelu` e compagni tifavano la fiorentina. Ma nemmeno i Litfiba, gli juventini e i fiorentini sapevano…

– I metallari e i punk facevano conto a parte e ascoltavano cio` che gli veniva propinato dallo scambio di cassette, che dopo 10 volte che le copiavi, il suono cambiava cosi` tanto che un pezzo dei Maiden pareva un pezzo di Bjork. Semplicemente se ne fottevano di quello che passava Mtv e passavano le giornate ad ascoltare i loro gruppi. Immancabili i Megadeth, gli Iron Maiden e i Bad Religion. Ovviamente nessuno se li cacava, a parte le ragazze metallare o punk, che pero` si contavano sulla punta delle dita.

I Megadeth erano uno dei gruppi piu` gettonati tra i giovincelli alternativi, e la loro Symphony of Destruction suonava tipo: “Gias lai bai ai guu les bres muz den laiz merien nerz suen to the Symphony of Destruction!” Nemmeno loro, con il loro inglese quasi perfetto, sapevano…

– I napoletani. Ora, stranamente i napoletani erano una comunita` grande a Grosseto, infatti in classe tutti ne avevano almeno uno. Diciamo, piuttosto, che la classe tipo di un istituto superiore a Grosseto era cosi` composta: 5 grossetani, 10 da zone vicine, un paio di orbetellani, un napoletano e 2 drogati (i drogati venivano quasi sempre da Follonica o vicino). I napoletani si raggruppavano sempre alla fermata del pulman e intonavano le canzoni di un gruppo che era il simbolo della gioventu` napoletana dell’epoca: i 99 Posse! Era sempre bello vedere un napoletano litigare perche’, alla fine, aveva sempre l’ultima parola, che era: “Ueee, azumpaperete in culo a mammeta intu bicchiere!” e se ne andava soddisfatto, lasciando noi altri con le sopracciglia alzate perche’ non capivamo cosa volesse dire.


I 99 Posse erano il simbolo della grosseto napoletana. Le ragazze napoletane erano le piu` fregne, ma uscivano solo con altri napoletani. Ma neanche loro nu sacceveno nulla ancora…

– I truzzi. Il termine truzzo non esisteva, noi li chiamavamo “tunzettari” o “discotecari”… erano quelli che ascoltavano le cassette del Tendenza di Siena, che non erano altro che due ore di tunz tunz tunz tunz, e ogni tanto c’era questo vocalist che diceva frasi tipo: “Progressione musicale, sale sale e non fa male” o “La senti questa musica che t’entra nelle vene, lo dice anche la mamma, non puo` che farti bene”, ma la mia preferita era: “Perche’ non vai dal medico? Ma che ci vado a fare? Non voglio mica smettere di bere e di fumare!” Non ho mai frequentato a fondo questa gente, ma e` da qui che vorrei analizzare questa specie.
Mentre i metallari, i punkettoni e i ramazzottiani sono rimasti pressoche’ uguali negli anni, questi truzzi, si sono evoluti, un po’ come i Pokemon. Prima avevano cominciato da qualche canzone piu` classica, tipo Baby Baby di Corona, che cantavano piu` o meno “Bebi bebi, ua sci scio scia be together yeah yeah yeah”, attraversando vari stadi fino ad arrivare allo stadio FINALE:

ECCOLO QUA!

Ecco il truzzo 2.0, l’evoluzione finale nel Pokedex!

Vi prego, aiutatemi a capire il significato di qualche frase:

“Stasera spruzzo
al mio tavolo buzzo
ma sono seduto
con persone a muzzo.
Al ritorno guido io
ho bevuto
sbatti
porco dio.”

Taccio sulla seconda parte, non per la bestemmia, perche’ a me piace bestemmiare, ma per l’incitamento a beve e guida’, vabbe’…

Proseguiamo:

“Giovedi` giovedi`
giovedi` divino,
vado giu`, vado giu`
vado giu` di vino,
che sbatti la fila,
ma e` pieno di figa,
cazzo, guardo giu`
ma non ha il mocassino!
Minchia fre, nun ghe ne,
non c’e` il timbro del privet,
troppo sbatti l’alcol test,
sboccia il covo di nord-est.”

Boh! M’arrendo ragazzi! Se qualcuno mi potesse aiutare a capire cosa vuol dire, lo apprezzerei. Comunque la tizia, per essere bionda, e` discretamente bona.

Nono, andiamo avanti perche’ voglio capi’ il significato del linguaggio dei giovani d’oggi:

Vabbe’, gia` il fatto che ci sia Dipre` ve la dice lunga, ma comunque vediamo un po’ di testi presi qua e la`:

“Tutto il giorno sopra i libri
ora voglio stare easy.
Cazzo me ne della crisi
faccio solo la sei litri.”

Fin qui chiaro dai, questa s’e` rotta il cazzo di fa’ finta di studia’ e la sera vuole stare easy! Domani vado dal datore di lavoro e gli dico: “Ohhh mi so’ rotto il cazzo de lavora’, voglio sta isi!” Chissa` che mi risponde? Da notare che questa tipa “se ne”… parlare consuma tempo, meglio tagliare parti qua e la`… Andiamo avanti…

“Sboccing like no tomorrow
and you can follow me
fino a che non mollo
tu mollami.
Sboccing like no tomorrow
tavolo con il moet
popping bottles in the air
la serata e` pettine.”

Devo dire che ‘sboccing’ e` l’unico termine che ho cercato online e di cui veramente m’importava, e ho visto che significa “sperperare soldi, ostentare ricchezza”. E` buffo vedere come quand’ero piccolo, ogni verbo nuovo che veniva creato finiva in -are, mai in -ere o -ire, tipo “allunare” (atterrare sulla luna), o “smerendare” (me lo sono inventato ora, puo` significare “fare merenda insieme”), o “flashare” (vedi ‘minchia zio, mi so’ flashato = “so’ strafatto”). Al giorno d’oggi, i nuovi verbi finiscono in -ing, da qui il verbo “Sboccing”.

Beh… andiamo avanti…

“Presa male? Nel locale
nel privet senza bracciale
tutto quanto spettinato
minchia frate m’han sgamato!”

Il Leopardi non poteva scrivere una cosa migliore. Ve lo immaginate? Il Leo che parla con un amica e dice: “Minchia zio, tipo ieri spiavo Silvia dalla finestra, a un certo punto s’e` girata, minchia frate m’ha sgamato!”

“Vodka menta al Magenta
poi dal pusher compro un penta
la serata è un po’ spenta
ma la pupa la fomenta!”

“Minchia frate cannonate
le serate sempre pagate
le impennate sopra il rello
minchia zibo che bordello!”

Riscriviamo la storia dai, vi immaginate tipo Renzo e Lucia ai tempi d’oggi? Roba tipo Renzo va dai suoi amici e dice:
“Minchia zibo, bordello! Ieri sera all’after dal don rodri ho conosciuto un pusher, minchia frate ho preso un penta, poi pero` m’hanno sgamato, e io che volevo sta’ easy coi miei amici a muzzo!” Entra Lucia: “Ue figa, ma te devi feeling alright! Cazzo te ne della peste, facciamo sexing like no tomorrow!”

Chiudete gli occhi e immaginatevi: (cioe`, c’ho pensato dopo, se chiudete gli occhi un potete vede’ quello che c’e` scritto, vabbe’, chiudetene uno solo)

La scena di Via col Vento, con lei che dice: “Che ne sara` di me?” E lui risponde: “Cazzo me ne!” Suona bene, dite la verita`…
Alvaro Vitali che interpreta Pierino, che entra in classe e fa: “Mincha frate che sbatti l’interro today, andiamo a fa le impennate col rello.”
Di Caprio sul Titanic che dice all’amico: “Minchia zibo, m’hanno invitato col catafratti nel privet, voglio farmi la 6 litri (di tavernello)” e lui risponde: “Nooo frate, io non vengo, voglio sta easy!”

Ma alla fine, sti ‘paganti’, un po’ l’apprezzo, perche’ alla fine, si vede, questi pigliano pel culo sti giovini d’oggi, fanno serata e vengono pagati, vanno in culo a tanta gente, chi sta meglio di loro. Piu` che altro e` la gente che l’ascolta, che il mi nonno direbbe: “O bestie da lavoro o carne da macello!”

A voi il giudizio.

I colloqui del cazzo – La sala bingo

Ahahah ricordo questo colloquio come fosse ieri. Avevo appena finito le superiori e cercavo lavoro (si parla quindi di tanti anni fa… cazzo ‘ome vola il tempo…).

Insomma, lessi che aprivano le sale bingo a Grosseto. Che culo, ci pensate? Lavora’ al bingo? Ma che straculo. Sono ironico ovviamente. Lessi l’annuncio su un giornale e mi presentai.

Mi venne fatto compilare un modulo dove dovevo scrivere anche quanti peli avevo nel culo (mi e` sempre rimasto difficile contarli). Dopo mezz’ora di riempimento moduli si passa al colloquio vero e proprio.

Cosa fai, cosa non fai, che hai studiato, chi cazzo sei ecc… le solite domande del cazzo… ma… ad un certo punto… domanda fatale: che segno sei? Io risposi. Mi venne detto: “Ah no!!! Mi dispiace, noi assumiamo solo segni buoni, tipo gemelli, o scorpione. Arrivederci!”

Arrivederci??? Mi prendi per il culo? Mezz’ora a scrivere cazzi miei su un cazzo di modulo e mi liquidi per un segno?

Per fortuna non lavorai mai li` al bingo. Tra l’altro ci andai pure ed era molto triste. Anche chi ci lavorava non sembrava molto felice, chissa` perche’? Soprattutto chissa` di che segno erano…

L’universita` italiana e` una cagata pazzesca – mega-post in piu` parti /6 – Senza aprire libro

Ahhhhh, la letteratura tetesca jaaaaa, bella materia, non c’e` che dire… Goethe, Novalis, Brecht… si`, materia veramente strafica, se fosse insegnata con un po’ di criterio.

L’esame di letteratura tedesca 1 me lo ricordo benissimo per essere stato il primo esame a cui mi presentai senza aver studiato un emerito cazzo. Seguii qualche lezione all’inizio, ma dopo un po’ mi resi conto che stare sul pratino a non fare un cazzo, suonare la chitarra e dire bestemmie era piu` divertente. Il corso era gestito da due professoresse che si dividevano gli insegnamenti delle 3 classi di studio. La prima (che era quella che avrebbe poi dovuto farmi l’esame) era famosa per la sua ‘manica stretta’ riguardo ai voti, mentre l’altra era famosa per la sua ‘manica larga’: in pratica se facevi un esame con lei, minimo prendevi 27 solo per il fatto di saper respirare.

Il corso parlava di Goethe e Heine. Ricordo che un giorno la prof. ci disse che dovevamo obbligatoriamente andare a Roma a seguire un dibattito su qualche stronzata di qualche professore tetesco ubriaco, a nostre spese ovvio. Ma col cazzo che ti ci vo fin laggiu` a spendere soldi… stiamo scherzando. Lei il giorno prima dell’evento si incazzo` e disse che la partecipazione non era facoltativa, ma… il giorno dopo l’evento, in classe, disse: “Avete sentito il relatore della conferenza? Bene, non lo ascoltate perche’ e` un coglione che dice le cazzate!” Quanta coerenza… Ricordo anche che la prof. costrinse gli studenti a comperare un cazzo di libro su Goethe scritto da un suo amico (ma guarda caso), minacciandoli di non fargli passare l’esame. Insomma, 30 euro di qui, 20 di qua, se ad ogni esame devo tirare fuori 50 euri, caro mi costa…

Questa pero` ve la devo dire. A lezione, un giorno, si parlava dei viaggiatori e lei chiese: “Secondo voi perche’ si viaggia?” e guardo` me; io risposi: “Io personalmente penso che si viaggi principalmente per motivi sociali, perche’ quando viaggio mi piace mangiare piatti nuovi, bevande nuove, conoscere nuova gente, vedere una realta` diversa, perche’ se dovessi viaggiare solo per vedere chiese e monumenti, mi compro delle diapositive e me le guardo a casa!” Lei mi guardo` incazzata e disse: “E questa ti sembra una risposta da dare all’esame?” Io mi alzai e me ne andai. Non mi vide piu` a lezione.

Mi presentai all’esame e mi misi in fila come tutti. Per fortuna di Goethe mi ricordavo qualcosina dalle superiori :-) . Chiesi ad una ragazza il quaderno degli appunti per qualche minuto e lessi velocemente: Heine, comunista, ebreo, Lucca. Nella stanza c’erano le due professoresse che chiamavano gli studenti a turno. Quando vidi che la professoressa dalla ‘manica larga’ era libera, aspettai che chiedesse: “Chi c’e` ora?”, e io detti una leggera spinta ad uno studente e dissi: “Ci sono io!” e impavido andai a fare l’esame. Il tempo scarseggiava, era gia` ora di pranzo e tutti affamati. Mi chiese un po’ di Goethe (giusto 2 minuti) e poi mi disse: “Mi parli di Heine!” e io le risposi che era ebreo, comunista, che viaggio`, che descrisse nei dettagli la citta` di Lucca… e ancora: “Come descrive Lucca?” e io, da bravo grossetano (Lucca e Grosseto sono praticamente uguali), mi misi a descrivere le mura, la piazza, il duomo, che risate… Alla fine mi disse: “Le do` 29, mica si arrabbiera`… voleva 30?” Ci sarebbe stato da dirle: “Come??? Mi sono fatto un culo come un paiolo per un 29?” Ma alla fine dissi: “Non c’e` problema!”

Questa e` l’universita` italiana, ti permettono di giocare cosi` e la gente ci marcia. La prossima volta restiamo sempre in tema di letteratura, non mancate.

La canzoncina di Susanna

Quando s’era alle elementari e un si ‘apiva una sega (o forse si ‘apiva piu` di ora, questione di punti di vista…) ci si divertiva a cantare canzoncine un po’ zozze, storpiature di melodie famose. La piu` famosa, senza ombra di dubbio, era la parodia de “La Donna e` Mobile” del Rigoletto di Verdi. Il testo cambiava da scuola a scuola o da regione a regione (dipende ovviamente dal grado di deficienza). Il testo che cantavamo noi era questo (me lo ricordo parola per parola da quando avevo 6 anni): “La donna immobile sul letto stava, col dito mignolo se la grattava, arriva Pippo, marito pazzo, gli leva il mignolo, ci mette il cazzo. Arrivo io, figlio di dio, gli levo il suo, ci metto il mio. Dopo sei mesi nasce un pupazzo e lo ‘iamarono testa di ‘azzo, ma alla mamma un li garbava e lo ‘iamarono testa di fava!”

Sembra che l’ultimo pezzo “ma alla mamma un li garbava e lo ‘iamarono testa di fava” sia la variante toscana della canzoncina, in quanto non penso che a Milano o a Napoli dicano: “alla mamma un li garbava”. Al massimo, i ragazzi benestanti di Milano dicevano tipo: “Alla madre non era di suo gradimento quindi lo nominarono testa di organo genitale maschile!”, mentre a Napoli avrebbero detto tipo: “A mammeta faceva schifo e aggia` chiamat’ cap’e’minchia!”

Cio` ci fa capire che forse se passate da Mantova e vedete un cartello tipo: “Ristorante da Sparafucile”, in realta` e` un bordello. Tra l’altro sembra che la gestazione delle mamme di Mantova sia inferiore ai nove mesi come i comuni mortali.

In seconda posizione nella classifica delle canzoncine idiote delle elementari c’e` si’uramente la canzoncina di Susanna. Essa (uuuu) e` una canzone country americana che parla di un uomo che parte dalla Louisiana e se ne va fino in Alabama per uno scopo solo: la sgnacchera. Naturalmente, noi citti piccini eravamo mooooolto piu` avanti e cantavamo questa versione: “Eravamo alla valle con le palle a ciondoloni, arrivarono l’indiani* e ci spezzarono i ‘oglioni. O Susanna, non piangere perche’ ho le palle di riserva nel taschino del gilet”.

*l’indiani = licenza poetica

Questa versione, esaminata attentamente e con una dettagliata esegesi, ci fa capire molte cose, che a prima vista possono sfuggire:

1) I Sudisti americani del 1700 erano nudisti e passano le giornate a non fare un cazzo. Questo dimostra anche come durante la guerra di secessione lo abbiamo preso in culo bene bene;

2) Gli Indiani erano molto ma molto crudeli;

3) Susanna piange perche’ sa che non potra` piu` arrotondare lo stipendio facendo la escort nel far west sotto lo pseudonimo di “Calatemy Jeans”;

4) Essendo americani, si sono visti arrivare un rappresentante di qualche ditta multilivello del cazzo tipo la Amway, dove, tra una radiosveglia-rasoio e un vibratore anale che se indossato previene il jet-leg (va spento ovviamente durante il decollo), ti propone l’affare: le palle di riserva! Costano un po’ care, solo 1000 dollari, ma non ti preoccupare, se entri e diventi dei nostri pagando 2000 dollari, le puoi avere a sconto.

Adesso vorrei analizzare insieme a voi la versione originale di questa canzone, per vedere che cazzo ne vie’ fori:

“I come from Alabama with my banjo on my knee, I’m going to Louisiana, my true love for to see, Oh, Susanna, oh don’t you cry for me. for I come from Alabama with my banjo on my knee.”

A parte la sintassi precaria, che se avessi scritto qualcosa del genere all’esame di inglese all’universita`, sarei stato subito condannato ai lavori forzati in Corea di Nord… analizziamo bene la situazione. Questo fregno parte dall’Alabama per andare fino in Louisiana per una ragazza, si sa, tira di piu` un pelo di topa che due somari, tre buoi e una vacca. Vediamo il tragitto fatto da questo maniaco. Come punti di riferimento verranno prese le capitali dei due stati, quindi Baton Rouge per la Louisiana e Montgomery per l’Alabama.

Tragitto Alabama - Louisiana

Il tragitto percorso dal cantautore arrapato per arrivare fino in Louisiana.

Ora, sembra tanto, ma come vediamo dall’immagine sottostante, sono piu` o meno 5 ore di viaggio:

Tragitto Louisiana - Alabama per andare a trovare Susanna

Volete andare dalla Louisiana all’Alabama ripercorrendo la strada che vi porta a scopare Susanna? Ebbene si`, in 5 ore ve la chiavat… ehm… cavate.

Ora, il lettore piu` attento, dira` che in 5 ore, al giorno d’oggi, contando sulla tecnologia, si puo` arrivare mooooolto piu` lontano, invece sarebbe come andare, che so, in treno da Grosseto a Viterbo, che distano si` 150km, ma siccome per Trenitalia andare da Torino a Lione col treno veloce fa piu` fico, chi vuole andare da Grosseto a Veterbe Porda Fiorendina ci mette circa… 6 ore!

Tabella del treno Grosseto - Viterbo

Volete andare da Grosseto a Viterbo in treno? Ebbene si`, il tempo e` lo stesso che impieghereste per andare dall’Alabama alla Luoisiana.

Allora, riproponendo la canzoncina di Susanna in lingua italica, possiamo creare qualcosa del genere:

“Sono partito da Grosseto per andare fino a Veterbe con questo cazzo di banjo sui ginocchi, tanto che a Montalto di Castro e` venuto il controllore e ha detto: ‘Senta, la pole smette con quel cazzo di banjo che e` dall’Ansedonia che rompe i ‘oglioni?'”

Un semplice banjo

Per chi se lo fosse chiesto finora, questo e` un banjo. Data la sua forma alla cazzo di cane, lo si puo` utilizzare, oltre come strumento musicale, come racchetta, battipanni, e, per i piu` impavidi, come oggetto sessuale.

Susanna Messaggio, gran fica

Susanna Messaggio… per lei, negli anni 80, saremmo andati fino a Marte, altro che Louisiana…

I lavori di un tempo che fu

Oggi sono andato a ristorante a pranzo. Beh, non era proprio un ristorante al 100 percento, era tipo un cafe’ o insomma quei nomi strani moderni del cazzo. Comunque sia, c’erano solo due tavoli occupati, con due cameriere. Il panino mi e` arrivato dopo 45 minuti. 45 minuti per fare un panino??? E che cazzo, dovevano aspetta’ che lievitasse???

Allora m’e` venuto in mente il mio primo lavoro a ristorante. Correva l’anno millenovecentonovanta e un mi ri’ordo l’ultimo numero. Facevo il cameriere in un ristorante di Punta Ala. Ora, non tutti conosceranno Punta Ala, ma per farvi un’idea vi dico che e` un posto dove d’inverno un c’e` una sega, ma d’estate si popola di (finti) ricchi che vengono in vacanza. Si`, perche’ i veri ricchi non sono quelli che vanno a Punta Ala. I veri ricchi hanno classe, stile, so’ quelli che riescono a mandarti in culo in modo quasi subliminale. Non gente che si sente ricca perche’ ha una casa in citta`, piu` una sul mare e guida una Bmw. I veri ricchi hanno l’autista gay che gli serve i Ferrero Rocher a comando. La gente a Punta Ala si sente ricca, ma in realta` la loro ricchezza si riduce a qualche casa ereditata che affittano a studenti che passano il tempo a farsi i fischioni coi soldi dei genitori. Comunque sia, tanta gente trovava lavoro a Punta Ala d’estate, ma, principalmente, i lavoratori si potevano dividere in tre categorie: i caddy, i camerieri/sguatteri e le donne di servizio. I caddy erano quelli che portavano le mazze da golf e schernivano di nascosto gli pseudo-pro che mettevano una pallina in buca in 15 colpi quando il par era 4; le donne di servizio erano donne che non facevano un cazzo durante tutto l’anno ma d’estate facevano le pulizie nelle ville e, a parte tutto, guadagnavano discretamente bene. Ora ovviamente la crisi ha toccato anche i finti ricchi e mi hanno detto che ora le donne non vanno piu` tutti i giorni ma solo una volta a settimana. Perche’ i finti ricchi ostentano ricchezza e sono tirchi, quindi niente piu` rimborso della tessera del pulman per le donnine.

La categoria piu` interessante dal punto di vista bellico-sociologico e` il cameriere/sguattero. La differenza tra i due e` che il secondo, in quanto lavapiatti, e` libero di grattarsi le palle e/o scaccolarsi a piacimento, essendo chiuso in cucina. Comunque sia, basta cazzate e torniamo alla mia stroia. Non avevo ancora 18 anni, e mi assunsero come cameriere in questo ristorante. 25 tavoli di ristorante, 30 di pizzeria e 5 all’esterno + la gente che veniva a prendere la pappa da asporto. Un puzzo di fritto di pesce che un ci si stava. Eravamo 6 camerieri che servivano 60 tavoli, con la clientela piu` arrogante possibile. Ricordo le loro richieste stupide, tipo gente che chiedeva un televisore per vede’ il Gran Premio. Tutti, ovviamente volevano essere serviti subito. E dalla cucina sentivi la campanella che suonava perche’ c’erano i piatti pronti. Una guerra. Addirittura scherzavamo sul fatto che a Ferragosto avremmo costruito una specie di trincea da dove tirare le bombe. Si lavorava dalla mattina alle 9 fino alle 4 di pomeriggio e poi ancora dalle 7 di sera fino alle 2 o le 3 di notte. Dormivamo in un appartamento ricavato da un garage, con tanto di scarafaggi e totale mancanza di privacy. Impressionante quando un giorno, ad una tavolata da 7 persone, portai le prime 3 fritture (2 nella mano sinistra e 1 nella destra) e mi sentii dire: “Guardi, c’e` un errore, noi di fritture ne abbiamo ordinate 7!” e la mia pronta risposta fu: “Oooooo che cazzo c’ho? 7 mani? So un polpo???”

Non so se quel ristorante c’e` ancora, se ha sentito della crisi, se e` diventato un sexy shop o cos’altro. Pero`, ancora oggi, mi chiedo: “Ma come cazzo hanno potuto farmi aspettare 45 minuti per un panino del cazzo? Forse so’ andati al granaio a piglia’ la roba per farlo? Sonasega!!!”