Si puo` dare di piu` e si puo` pure bestemmiare di piu`

Ehhhhh ma in Italia non cambia mai un cazzo, nessuno fa una sega, in Comune ci si gratta le palle, al lavoro si sciopera pe’ ogni cazzata e porchiddii vari.

Ehhhhhh ma ai mi tempi era diverso, si produceva, poi si andava alla Standa a comprare i vestiti che la tv di Berlusconi ci consigliava, si mangiavano le merendine del Mulino Bianco fatte da conservanti e bestemmie e poi, dio boia, s’ascoltava la musica bona.

Correva l’anno 1987 e, per caso, Morandi s’incontro` con Ruggeri e Tozzi. Tozzi non si sa che c’incastrava, ma a quei tempi andava di moda, non si sa perche’, ma ricordiamoci che dopo di lui comincio` l’era 883 e degli uomini sfigati. Tozzi ne fu il precursore, ma almeno aveva piu` dignita`, nel senso che la frase: “Se viene testa vuol dire che basta, lasciamoci!”, Max Pezzali la avrebbe interpretata: “Lancio la moneta poi mi accorgo che era la moneta che presi di resto quando andammo in moto a prendere il gelato e allora mi ricordo che ti drogavi e finalmente mi innamoro ancora, poi vado a ballare!”

Su Ragazza In (ma che cazzo di rivista era???) regalavano il superposter di Umberto Tozzi, altro che Bon Jovi!

Ruggeri proveniva dalla fase punk, cosi` punk che i giovani si chiedevano se il vero punk fosse lui o i CCCP.

Nella prima foto vedete Ruggeri che chiede a Cecchetto se c’aveva na sigaretta, perche’ ha speso tutti i soldi della paghetta di mamma per tingersi di biondo, nella seconda foto Giovanni Lindo Ferretti appena uscito dalla doccia che chiede a tutti se hanno un pettine da “prestargli” (ovviamente non lo rivedranno piu`).

Insomma si diceva che un giorno Morandi e sti altri due e buttano giu` questa canzone che portera` a definire l’Italia del futuro.

Gia` il ritornello dovrebbe far pensare:

“Si puo` dare di piu`, perche’ e` dentro di noi, si puo` dare di piu` senza essere eroi…”

Insomma, sti tre ci dicono che possiamo fare di piu`, nel senso… ora, nella seconda strofa ci daranno qualche consiglio, vediamo cosa ci dicono:

“Come fare non so, non lo sai neanche tu, ma di certo di puo` dare di piu`!”

Cioe’, non lo sanno loro, non si sa noi, non lo sa nessuno pero` si puo` dare piu`. Tipo un nuovo sindaco va in comune e dice: “Mmm… qui si puo` fare di piu`!” “E come?” “Cazzo ne so! Te lo sai?” “No!” “E allora?”

Come nell’aforisma della mentalita` giapponese contro la mentalita` italiana:

Mentalita` giapponese: Se qualcuno puo` farlo, allora io dovro` farlo meglio. Se nessuno l’ha fatto, io dovro` essere il primo a farlo!

Mentalita` italiana: Se qualcuno puo` farlo, che lo faccia. Se nessuno l’ha fatto, perche’ devo farlo io?

Comunque, gia` dall’inizio si capiva che gli italiani del futuro non avevano voglia di fare un cazzo:

“In questa notte di venerdi`, perche’ non dormi, perche’ sei qui?” (Perche’ dire perche’ rompi il cazzo stava male, poi m’immagino negli anni 80, senza telefonini uno si presentava a casa, poi quello dormiva, insomma, stava male)

“Perche’ non parti per un weekend?” (Enrico Ruggeri scrisse: “Perche’ non te ne vai a fanculo?” e Morandi disse: “Ma noooo soc’mel Enrico, questa strofa non e` abbastansa poetica, non puoi dire culo, perche’ non provi con perche’ non parti per un fine settimana?” “Ue’ Giorgio, ma come sei out, figa, devi fare piu l’imbruttito, bro, oggi si usano i termini in inglish, si dice perche’ non parti per un weekend?”) (Tozzi era in bagno a tagliarsi le vene).

“Cosa ti manca, cosa non hai? Cos’e` che insegui se non lo sai?” Della serie, non lo sai manco te cosa vuoi, lo devo sape’ io? “Signor Presidente, cosa manca per cominciare i lavori per lo Stretto di Messina?” “Ohhh ma ti rompo il cazzo io?”

“Ma se afferri un’idea, che ti apre la via, e la tieni con te o ne segui la scia!” Un po’ come quando sei nel traffico, vedi l’ambulanza che arriva a sirene spiegate, te la lasci passare e poi viaaaaaa dietro cosi` sorpassi tutti.

“Perche’ la guerra e la carestia, non sono scene viste in tv e non puoi dire lascia che sia, perche’ ne avresti un po’ colpa anche tu!”

M’immagino il dialogo tra due persone:

“C’e` la guerra!”
“Dove?”
“Cazzo ne so, in Ucraina o giu` di li`!”
“Non puoi dire lascia che sia!”
“E perche’?”
“Perche’ ne avresti un po’ colpa anche tu!”
“E te? Parti per portare le armi?”
“No!”
“E perche’?”
“Perche’ comincia tentescion ailand, mica me lo posso perde’!”
“Ma come? Non si poteva fare di piu`?”
“Come fare non so!”
“Manco io ce lo so!”
“Invece perche’ non parti per un weekend?”
“Un c’ho una lira e manco voglia!”
“Se la tua corsa finisse qui forse sarebbe meglio cosi`!”
“Seeee me pesa er culo solo a pensacci a anda’ a corre!”
“Vabbe’, ma se parlo con te e ti chiedo di piu` e` perche’ te sono io, non solo tu!”
“Ahhh tipo io che bacio te che bacia lei che bacia lui, no, come cazzo era?”
“Si` una specie, cioe’, te sono io ma non solo tu, ma se te sei io, non sono io!”
“No, aspetta, se te sei te come fai ad essere io?”
“Ci droghiamo?”
“Si`!”

Se andiamo invece in Germania, paese da sempre considerato meno fancazzista, in quei tempi, spopolavano gruppi tipo gli Helloween, che, da bravi tedeschi, danno precise istruzioni su come fare per migliorare la propria vita, basti guardare la canzone Keepers of the Seven Keys:

Throw the first key into the sea of hate
Throw the second key into the sea of fear
Throw the third key into the sea of senselessness
And make the people hold each other’s hands
The fourth key belongs into the sea of greed
And the fifth into the sea of ignorance
Disease, disease, disease my friend
For this whole world’s in devil’s hand
Disease, disease, disease my friend
Throw the key or you may die

Oppure, sempre in Germania, gli Scorpions suggerivano cosi`, nella loro celebre Wind of Change:

Take me to the magic of the moment
On a glory night
Where the children of tomorrow dream away
In the wind of change

Probabilmente, se Morandi e Ruggeri avessero scritto Wind of Change, avrebbero fatto una cosa del genere:

Portami non so dove, manco te lo sai
Manco i bambini di domani sanno cosa fare
E allora perche’ lo devo fare io, scusa ehhhh e che cazzo!

O ancora, gli Iron Maiden, nella loro canzone Iron Maiden (e si`, la canzone si chiamava come il gruppo, pensa te…):

Won’t you come into my room, I wanna show you all my wares
I just want to see your blood, I just want to stand and stare

Cioe’, gli inglesi non si mettono a chiedersi perche’ non dormi, perche’ sei qui, poi il weekend e che cazzo, chiunque sia fallo entrare che gli si fa pure l’analisi del sangue.

Grazie di nulla!

I nuovi s-truzzi, al tavolo buzzo ma son seduti con persone a muzzo

Quand’ero giovincello, che andavo alle superiori in pulma e ogni giorno si faceva a cazzotti per avere un posto a sedere, e poi si andava o a scuola a non fare un benedetto cazzo se non giocare al solitario con windows 3.1 (quando andava bene) o al bar a giocare a monapoli (era un’edizione che avevamo inventato noi, vinceva chi rubava di piu`), dio bono un mi ricordo che stavo dicendo, le devo fa’ piu` semplici ste frasi senno diventeno lunghe e poi vedi un ci si ‘apisce piu` una… oooooooh ecco ora ricordo, quand’ero giovincello, io come tutti gli altri miei coetanei, anche se non lo ammettevamo, stavamo creando una nuova generazione di musica che ben differiva da quella ascoltata dai nostri avi. Se i nostri nonni giocavano a rinculino sotto le note del pinguino innamorato, e le nostre mamme sognavano di sposare Gianni Morandi (e invece gli e` toccato un operaio che ancor oggi non riesce ad andare in pensione e molto probabilmente e` in cassa integrazione e sta tutto il giorno in casa a ba’a il cazzo), i giovini della mia generazione erano piu` “trendy”, “cool”, “ganzi”, “fichi” ecc…

I vostri nonni probabilmente pomiciavano allegramente ascoltando la storia di uno che va a giro col “colletto” duro. Ancora non sapevano…

I nostri padri per poter avere qualche speranza di avere mezzo pompino dalle nostre madri, negli anni 50/60 e forse anche di piu`, dovevano sorbirsi intere maratone di discografia di Morandi. La loro resistenza al suicidio meriterebbe statue in ogni piazza. Ma neanche loro sapevano…

Ai tempi mia, invece, i ragazzi cominciavano a trovare le loro identita`, e ricordo i vari stereotipi di gente che affollava le classi delle superiori:

– Le tipe semplici, acqua e sapone, che ascoltavano Ligabue, che il pomeriggio studiavano duramente per poi laurearsi e diventare autonome e viaggiare, al grido di “Lambrusco e Popcorn, andata e ritorno classe 3 ma almeno e` possibile”. Per loro il futuro ha riservato una laurea in Lingue seguita da un matrimonio con un impiegato dell’inps e 2 figli che spendono la paghetta in bamba.

Il Liga voleva mostrare alle ragazzine dov’era il loro “pesso di mondo”. Dopo una gita alle grotte di Frasassi e 6 mesi in erasmus in Spagna, adesso discutono col loro marito dove andare in vacanza, con loro che si sentono piu` “young and easy” e vogliono andare alle Canarie, e i mariti che si sentono piu` “smart and cool” e vogliono andare a Londra. Risultato: una settimana a Santa Marinella. Ma anche loro non sapevano…

– Le tipe semplici che si sentivano piu` rock e ascoltavano i Litfiba, e il loro sogno d’uomo era un capellone dal petto peloso che faceva i gargarismi mentre cantava. Da quando poi Pelu` ha lasciato i Litfiba per cantare canzoni da supermercato, si sono trovate cosi` in preda alla malinconia che si sono date alla droga e al magno e ora si ritrovano ciccione e in una casa popolare a guardare troiai su canale 5. Anche i maschietti che si sentivano fichi al grido di “Fortuna fammi fa’ felice fine, fammi fottere fanciulle fiorentine”, ascoltavano i Litfiba, ma le donne un se li cacavano e andavano dietro al primo drogato che trovavano.

I Litfiba erano nella top ten dei ragazzi grossetani che negli anni 90/2000 si volevano sentire fichi, apparte gli juventini, che non ascoltavano i Litfiba perche’ Pelu` e compagni tifavano la fiorentina. Ma nemmeno i Litfiba, gli juventini e i fiorentini sapevano…

– I metallari e i punk facevano conto a parte e ascoltavano cio` che gli veniva propinato dallo scambio di cassette, che dopo 10 volte che le copiavi, il suono cambiava cosi` tanto che un pezzo dei Maiden pareva un pezzo di Bjork. Semplicemente se ne fottevano di quello che passava Mtv e passavano le giornate ad ascoltare i loro gruppi. Immancabili i Megadeth, gli Iron Maiden e i Bad Religion. Ovviamente nessuno se li cacava, a parte le ragazze metallare o punk, che pero` si contavano sulla punta delle dita.

I Megadeth erano uno dei gruppi piu` gettonati tra i giovincelli alternativi, e la loro Symphony of Destruction suonava tipo: “Gias lai bai ai guu les bres muz den laiz merien nerz suen to the Symphony of Destruction!” Nemmeno loro, con il loro inglese quasi perfetto, sapevano…

– I napoletani. Ora, stranamente i napoletani erano una comunita` grande a Grosseto, infatti in classe tutti ne avevano almeno uno. Diciamo, piuttosto, che la classe tipo di un istituto superiore a Grosseto era cosi` composta: 5 grossetani, 10 da zone vicine, un paio di orbetellani, un napoletano e 2 drogati (i drogati venivano quasi sempre da Follonica o vicino). I napoletani si raggruppavano sempre alla fermata del pulman e intonavano le canzoni di un gruppo che era il simbolo della gioventu` napoletana dell’epoca: i 99 Posse! Era sempre bello vedere un napoletano litigare perche’, alla fine, aveva sempre l’ultima parola, che era: “Ueee, azumpaperete in culo a mammeta intu bicchiere!” e se ne andava soddisfatto, lasciando noi altri con le sopracciglia alzate perche’ non capivamo cosa volesse dire.


I 99 Posse erano il simbolo della grosseto napoletana. Le ragazze napoletane erano le piu` fregne, ma uscivano solo con altri napoletani. Ma neanche loro nu sacceveno nulla ancora…

– I truzzi. Il termine truzzo non esisteva, noi li chiamavamo “tunzettari” o “discotecari”… erano quelli che ascoltavano le cassette del Tendenza di Siena, che non erano altro che due ore di tunz tunz tunz tunz, e ogni tanto c’era questo vocalist che diceva frasi tipo: “Progressione musicale, sale sale e non fa male” o “La senti questa musica che t’entra nelle vene, lo dice anche la mamma, non puo` che farti bene”, ma la mia preferita era: “Perche’ non vai dal medico? Ma che ci vado a fare? Non voglio mica smettere di bere e di fumare!” Non ho mai frequentato a fondo questa gente, ma e` da qui che vorrei analizzare questa specie.
Mentre i metallari, i punkettoni e i ramazzottiani sono rimasti pressoche’ uguali negli anni, questi truzzi, si sono evoluti, un po’ come i Pokemon. Prima avevano cominciato da qualche canzone piu` classica, tipo Baby Baby di Corona, che cantavano piu` o meno “Bebi bebi, ua sci scio scia be together yeah yeah yeah”, attraversando vari stadi fino ad arrivare allo stadio FINALE:

ECCOLO QUA!

Ecco il truzzo 2.0, l’evoluzione finale nel Pokedex!

Vi prego, aiutatemi a capire il significato di qualche frase:

“Stasera spruzzo
al mio tavolo buzzo
ma sono seduto
con persone a muzzo.
Al ritorno guido io
ho bevuto
sbatti
porco dio.”

Taccio sulla seconda parte, non per la bestemmia, perche’ a me piace bestemmiare, ma per l’incitamento a beve e guida’, vabbe’…

Proseguiamo:

“Giovedi` giovedi`
giovedi` divino,
vado giu`, vado giu`
vado giu` di vino,
che sbatti la fila,
ma e` pieno di figa,
cazzo, guardo giu`
ma non ha il mocassino!
Minchia fre, nun ghe ne,
non c’e` il timbro del privet,
troppo sbatti l’alcol test,
sboccia il covo di nord-est.”

Boh! M’arrendo ragazzi! Se qualcuno mi potesse aiutare a capire cosa vuol dire, lo apprezzerei. Comunque la tizia, per essere bionda, e` discretamente bona.

Nono, andiamo avanti perche’ voglio capi’ il significato del linguaggio dei giovani d’oggi:

Vabbe’, gia` il fatto che ci sia Dipre` ve la dice lunga, ma comunque vediamo un po’ di testi presi qua e la`:

“Tutto il giorno sopra i libri
ora voglio stare easy.
Cazzo me ne della crisi
faccio solo la sei litri.”

Fin qui chiaro dai, questa s’e` rotta il cazzo di fa’ finta di studia’ e la sera vuole stare easy! Domani vado dal datore di lavoro e gli dico: “Ohhh mi so’ rotto il cazzo de lavora’, voglio sta isi!” Chissa` che mi risponde? Da notare che questa tipa “se ne”… parlare consuma tempo, meglio tagliare parti qua e la`… Andiamo avanti…

“Sboccing like no tomorrow
and you can follow me
fino a che non mollo
tu mollami.
Sboccing like no tomorrow
tavolo con il moet
popping bottles in the air
la serata e` pettine.”

Devo dire che ‘sboccing’ e` l’unico termine che ho cercato online e di cui veramente m’importava, e ho visto che significa “sperperare soldi, ostentare ricchezza”. E` buffo vedere come quand’ero piccolo, ogni verbo nuovo che veniva creato finiva in -are, mai in -ere o -ire, tipo “allunare” (atterrare sulla luna), o “smerendare” (me lo sono inventato ora, puo` significare “fare merenda insieme”), o “flashare” (vedi ‘minchia zio, mi so’ flashato = “so’ strafatto”). Al giorno d’oggi, i nuovi verbi finiscono in -ing, da qui il verbo “Sboccing”.

Beh… andiamo avanti…

“Presa male? Nel locale
nel privet senza bracciale
tutto quanto spettinato
minchia frate m’han sgamato!”

Il Leopardi non poteva scrivere una cosa migliore. Ve lo immaginate? Il Leo che parla con un amica e dice: “Minchia zio, tipo ieri spiavo Silvia dalla finestra, a un certo punto s’e` girata, minchia frate m’ha sgamato!”

“Vodka menta al Magenta
poi dal pusher compro un penta
la serata è un po’ spenta
ma la pupa la fomenta!”

“Minchia frate cannonate
le serate sempre pagate
le impennate sopra il rello
minchia zibo che bordello!”

Riscriviamo la storia dai, vi immaginate tipo Renzo e Lucia ai tempi d’oggi? Roba tipo Renzo va dai suoi amici e dice:
“Minchia zibo, bordello! Ieri sera all’after dal don rodri ho conosciuto un pusher, minchia frate ho preso un penta, poi pero` m’hanno sgamato, e io che volevo sta’ easy coi miei amici a muzzo!” Entra Lucia: “Ue figa, ma te devi feeling alright! Cazzo te ne della peste, facciamo sexing like no tomorrow!”

Chiudete gli occhi e immaginatevi: (cioe`, c’ho pensato dopo, se chiudete gli occhi un potete vede’ quello che c’e` scritto, vabbe’, chiudetene uno solo)

La scena di Via col Vento, con lei che dice: “Che ne sara` di me?” E lui risponde: “Cazzo me ne!” Suona bene, dite la verita`…
Alvaro Vitali che interpreta Pierino, che entra in classe e fa: “Mincha frate che sbatti l’interro today, andiamo a fa le impennate col rello.”
Di Caprio sul Titanic che dice all’amico: “Minchia zibo, m’hanno invitato col catafratti nel privet, voglio farmi la 6 litri (di tavernello)” e lui risponde: “Nooo frate, io non vengo, voglio sta easy!”

Ma alla fine, sti ‘paganti’, un po’ l’apprezzo, perche’ alla fine, si vede, questi pigliano pel culo sti giovini d’oggi, fanno serata e vengono pagati, vanno in culo a tanta gente, chi sta meglio di loro. Piu` che altro e` la gente che l’ascolta, che il mi nonno direbbe: “O bestie da lavoro o carne da macello!”

A voi il giudizio.

Il festival che vorrei

Fino a un paio di anni fa andavo spesso a festival rock/hard rock/heavy metal e tutti gli altri cazzo di sottogeneri che c’ha il metal. Era un figata, va bene, caasino di qui, casino di la` e chi piu` ne ha, piu` ne metta. Un po’ di tempo fa mi si avvicina un mio amico e mi dice: “Vieni al Gods quest’anno?” Il Gods, ovviamente, e` il Gods of Metal, un concerto che viene organizzato tutti gli anni nel nord Italia. Da notare che il Gods in Italia e` grande quanto i camerini dell’Evolution festival in Inghilterra. All’estero i festival costano meno e trovi piu` gruppi… ma basta lamentarsi, via. Quando ho chiesto la fatidica domanda: “Chi c’e`?”, mi sento rispondere, con un eccitazione tale stile ho scopato Anna Falchi, “GLI IRON!!!!”.

Ahhhhh gli Iron Maiden, stupendi, una pietra miliare della storia della musica, a chi non fa piacere vederli ogni volta? Il problema e` un po’ la scaletta, che non esce mai da una falsariga quale -nuova canzone, Two Minutes to Midnight, nuova canzone, nuova canzone, Blood Brothers, nuova canzone, Fear of the Dark, nuova canzone, Run to the Hills e The Number of the Beast. Sto aspettando come un pazzo un concerto acustico, remixato, a cappella, a scurregge, insomma, una cosa nuova, ma niente, ogni volta le solite cose. Cazzo, mi compro un blu ray e con i soldi del biglietto mi compro 50 pacchi di patatine… ora, i piu` puristi diranno che sto bestemmiando, che gli Iron sono sempre gli Iron, che io me ne devo andare a fanculo eccetera, pero` alla fine dico solo quello che penso.

Per un futuro festival metal, mi piacerebbe trovare un po’ di questi gruppi, che vengono continuamente isolati da band come Iron, Ac/Dc, Manowar e compagnia varia (non me ne vogliano gli amanti di queste band).

1) ASCENTION – Gruppo scozzese che ha avuto piu` fortuna in Giappone che in Europa. Il cantante e` un po’ bruttino, ma tanto nemmeno Lemmy dei Motorhead e` un pezzo di fico…

2) MAGIC PIE – Gruppo dalla Norvegia!!! Ahhhhh Black Metal diranno i miei piccoli lettori… e invece no, v’attaccate al cazzo… questi fanno Prog-Rock. Non c’entrano molto in un contesto piu` metal, ma farebbe piacere vederli dal vivo.

3) OPETH (VERSIONE ACUSTICA) – A Novembre 2012, gli Opeth si sono esibiti nella Union Chapel (una chiesa a tutti gli effetti) a Londra. Io sono stato uno degli 800 fortunati che hanno potuto assistere a quello spettacolo che, come ho sempre detto, non era un concerto, ma un tributo alla musica. Pagherei oro per rivederli ancora!

4) HOSPITAL OF DEATH – Gruppo mancuniano molto ma molto snobbato dai metallari, ma che produce musica di ottima qualita`. Non gli dareste una lira vedendo la copertina degli album, ma vi assicuro che un festival con loro sarebbe da paura!

5) ROSAE CRUCIS – Gruppo epic metal romano, che ho visto due volte dal vivo, ogni volta con un pubblico misero. Cantare metal in italiano non e` sempre semplice, ma a loro riesce discretamente bene, li rivedrei volentieri!

6) IRON MAIDEN VERSIONE ACUSTICA – Questo sarebbe un sogno, vorrei una cosa simile a questo video di Ryan Adams, che si cimenta in un Wasted Years acustica.

7) ANOMALA VITIS – Gruppo rock umbro che fatica un po’ a decollare per colpa delle case discografiche, ma che sarebbero l’ideale per rilassare un po’ gli animi, magari in apertura di festival. Gli ho visti una volta a Viterbo ed e` stata un’esperienza bellissima!

8) 42 DECIBEL – Band di Buenos Aires che incarna la vera essenza del rock, ma, per ora, sono del tutto ignorati dalle scene.

Io andrei volentieri ad un festival cosi`, forse molti mi daranno contro, si incazzeranno, ma io la vedo in questa maniera.