Contanti (saluti)

A L’aia, città olandese che, tra le altre cose, ospita il parlamento, vicino alla stazione centrale, sorge il Mingle Mush, un posto che riunisce vari tipi di fast food, dove si può mangiare un pak krapow decente per 8 euri, sempre che vi piaccia la cucina tailandese. Il Mingle Mush ha una particolarità: nessuno dei chioschi accetta contanti. Solo carte. “Una birra!” “3 euro e 50” “Biiip!” “Un panino libanese con le falafel!” “5 e 50!” “Biiip!” Ed è così, tutto un bip dalla mattina alla sera, e questo è solo un esempio dei migliaia di posti in cui non si può pagare in contanti.

Ma… Perché la decisione di non accettare contanti? Principalmente per una questione pratica. Se andate al Mingle Mush verso mezzogiorno, vedrete un fila ignobile al baracchino tailandese. Pensate voi se si dovesse pure perde’ tempo a da’ il resto a tutti, magari quando tutti vengono con 50 euro: “Ehhhh ma un ce l’ho spicci, aspetta li vo a cambia’ al tabacchino, torno subito eh!”

Altra cosa comoda è la facile divisione dei conti. Se in azienda siamo dieci e vogliamo dieci pasti a porta’ via, non è che ci si va in dieci, e manco ci mettiamo a raccoglie’ gli spicci come si faceva alle superiori per la ricreazione (che poi tutti hanno sempre la banconota da 50 e non è che gli spicci escano dal culo), si manda uno che paga tutto con la sua carta e, dopo, invia un Tikkie sul tuo Whatsapp. Tikkie è un’app che ti permette di creare una richiesta di pagamento e inviarla ovunque, il ricevente apre il link che lo ridirige alla sua app della banca e paga, tutto in circa 10 secondi.

Un altra ragione per cui il Mingle Mush accetta solo carte è quello della sicurezza. Nessuno con una pistola può entrare e dire: “Fermi tutti, questa è una rapina!” “Mi dispiace, tutti i soldi sono stati trasferiti in tempo reale al conto corrente, non è che posso ritraferirli indietri!” “Ah… Ho capito… Allora prendo una coca cola!” “Sono 4 euro e 50!” “Ahhhh e poi sarei io il rapinatore!”

Ora ve la sparo lì, ché mi è tornata in mente: Un giorno guidavo sull’Aurelia, mi so’ fermato a un bar e, dopo aver consumato, il conto era di un euro e dieci centesimi. Gli detti 1 pezzo da un euro e un pezzo da 50 centesimi. Il barista mi dette 10 centesimi di resto. “Scusi, guardi che le ho dato 1e50, il resto è 40 centesimi!” “No, lei mi ha dato 1e20!” “No, dio cane, t’ho dato 1e50!” “Hai le prove?” “Guardi, per 30 centesimi sono sempre il solito stronzo, ma spero che le usi per comprarsi le medicine!” Capite bene che scene così, al Mingle Mush, non le vedrete mai.

In Olanda, le banche pongono un limite sul prelevamento di contanti (e questo è normale), ma anche sui versamenti in contanti. Sì, se mi regalano 100mila euri in contanti, non posso andare in banca con la valigetta. Le banche ti fanno versare contante solo 6 volte all’anno senza spese. Dopo 6 volte, paghi una bella percentuale.

Il lavoro viene pagato con addebito su conto e busta paga inviata via email. Il Iavoro nero non è così comune, perché, con i contanti, rischi di non poterci fare un cazzo.

A L’aia, perfino i pulman non accettano più contanti, quindi, o avete una tessera o una carta o andate a piedi. Facile.

“Buongiorno, un biglietto per Amsterdam, pago in contanti!”
“A piedi, orsù!”
“Ma sono 42 chilometri!”
“E 125 metri!”

L’altra sera, su internet, ho visto un servizio delle Iene. Non che dia molta credibilità alle Iene, non mi è mai piaciuto come montano i video delle interviste per far dire ciò che vogliono loro, ma comunque sia, vera o no la storia, ci dovrebbe far riflettere. Un signore va alla ricerca online di gente che vende Rolex. Li contatta e paga con assegno circolare. Per verificare che l’assegno circolare sia vero, fa chiamare la banca dalla vittima che risponde di sì, peccato che l’assegno sia falso e la telefonata è stata in qualche modo dirottata a chissà chi.

Dopo questo servizio, io mi son detto: Ste cose in Olanda non potrebbero mai capitare! Tu mi dai l’orologio, io ti pago via mobile banking in tempo reale. Punto, fine della storia. Com’è possibile che al giorno d’oggi succedano ancora ste cose?

In Olanda vedrete pochissime persone chiedere l’elemosina, per il semplice fatto che la gente non ha gli spicci. Saranno mesi che non tocco una moneta e non so più che cazzo di forma o disegno abbia.

Sapete che in Italia c’è ancora gente che va dal proprietario di casa ogni mese per pagare l’affitto in contanti? Soldi che, ovviamente, vengono messi sotto al materasso. Tu hai un tetto, io guadagno e lo stato se ne va in culo.

In Olanda si va al coffeeshop a comprare la marjuana, si paga con la carta e il negozio paga le tasse. Io mi diverto, tu guadagni e lo stato va avanti. Semplicissimo, pure una scimmia direbbe che è un sistema eccellente.

In Italia, quando vai al bar e ti dicono: “Ao, so’ 5 euri e 60!” “Pago con la carta!” “Astronzo! Ce pago le commissioni, damme li sordi veri!” “Ho 50 euro!” “A testa de cazzo, un c’ho da fatte er resto, bada sto pezzente!”

Ora, la gente più attenta dirà: “Ma a me che cazzo me ne frega se in Italia si paga coi contanti o con la carta? C’è la partita tra poco, sai che cazzo me ne frega a me!”

Beh… L’Italia secondo me gioverebbe non poco del pagamento digitale. Per esempio:

– le banche potrebbero introdurre un limite ai versamenti di contanti. Se tu hai centinaia di migliaia di euro di soldi sporchi in contanti, non devi avere la possibilità di versarli;

– limite bassissimo per i pagamenti in contanti, tipo 20 euro, per le eventuali spese di prima necessità. Sopra di quelli, carta;

– zero commissioni per i pagamenti con carta;

– tracciabilità dei pagamenti per evitare mazzette, bustarelle ecc…

– identificazione istantaneo delle fonti di reddito contro l’evasione delle tasse;

– numero di scippi in netto calo;

– più lavoro per programmatori per integrare i sistemi di pagamento;

– altre cose, che un c’ho voglia di scrive’.

Il problema è che gli juventini diranno: “Ma noi gli arbitri l’avemo sempre pagati in contanti, come si fa?” E allora nulla, ci si tengono i contanti.

Gli italiani e le carte di credito

Ohhhh oggi si racconta un po’ di ‘azzate di quando lavoravo in Italia. Prati’amente facevo il ueb develope’ per un’azienda di vicino Roma che vendeva tipo macchine fotografiche o giu` di li`. La scena a cui assistevo di ‘ontinuo er questa:

DRIIIIIIIIN (suona il telefono, perche’ il cliente italiano che compra onlain un sa usare l’emeil).

“Pronto?”

“Eh si, senta, ho visto ‘ose che mi possono anche garba’, ma come pago?”

“Puo` pagare comodamente con carta di credito o Paypal…”

“Aho, te me stai a incula’, so sicuro! Vojo da paga’ col contrassegno e te de i soldi veri. Mica mi fido…”

Poi vedevi clienti olandesi che puntualmente pagavano con carta di credito tranquillamente beati.

Allora, non vi lamentate se l’Italia e` in fondo a tutte le classifiche di modernita`. Che poi, via, e` anche un ragionamento cretino, perche’ se succede qualcosa (tipo che uno riceve il prodotto sbagliato o rotto), Paypal trattiene i soldi e ti rimborsa. Con il contrassegno puoi aprire il pacco solo dopo averlo accettato e pagato, se poi dentro ci sono due mattoni e vuoi reclamare, il postino e` gia` lontano e la ditta i soldi li piglia uguale.

Eppure, il metodo del contrassegno era usato SOLO dagli italiani, malfidati e deficienti, che si credono di essere piu` furbi e invece lo pigliano nel bogigi ben bene e senza vasella :D

Fare l’animatore (quattordic’anni fa) faceva schifo!

Oggi vi parliamo di una razza di persone che rivelano un’utilita` nella societa` moderna quanto puo` averne un computer 386 con su installato windows 8: l’animatore turistico. E ancora peggio, le societa` che forniscono questi servizi.

Io ebbi la (s)fortuna di fare l’animatore nel lontano 2000… ecco la mia storia (e qui ci vorrebbe una ‘ornice ondulata che sfuma fino a riprendere i protagonisti in un colore opa’o, come nei filmi, via ci s’e` capiti).

Ehhhh bei tempi quando un si ‘apiva una sega e d’estate si sarebbe dato via anche il culo a momenti pe’ unn’anda’ a fa’ il cameriere in qualche ristorante di merda della riviera toscana che puzzava di pesce da fa schifo a un ippopotamo e frequentato da fiorentini finti-ricchi, con le mogli cubane di 40 anni piu` giovani (anche se, sotto sotto, via, si vedeva che a qualcuno sotto sotto gli garbava il bogigi).

Per sfuggire a questa maledizione estiva, provai questa nuova esperienza: l’animatore! Mi recai presso un’agenzia di animazione di Grosseto, di cui non faro` il nome, ovviamente (su internette si pole di’ il peccato, ma no il peccatore!), ma che iniziava con la lettera F… E insomma me ne andai una settimana vicino Livorno a fa’ uno stage (cosi` lo ‘iamavano, ma in realta`, a parte le lezioni di ‘ome magna’ il foco e fa’ un cane con un palloncino, era tutto un tromba’ (a parte quelli che si facevano le pere).

Alla fine dello stage, la sfilza di contratti: chi veniva preso come addetto al miniclub, chi come ‘ai balli di gruppo’, chi come maestro di acquagym, chi come cazzaro generico ecc… Tutti dovevano categoricamente andare a lavorare lontano da casa, e c’era una sola regola: non si poteva fare sesso con gli altri animatori.

A me tocco` Altavilla Milicia (vicino Palermo), ma, casualmente, un giorno prima dell’inizio del lavoro, un’animatore venne trasferito da Castiglione della Pescaia a Palermo, e cosi` io mi “imbu’ai” a Castiglioni, segno quindi che la regola di lavorare lontano da casa valeva un po’ a cazzo…

Comincio` la stagione e il nostro gruppo era capitanato da un capoanimatore che dire tristissimo e` dire poco, ricordo ancora il nome: Sergio (non diro` il cognome ovviamente), e le sue regole stupide: la mattina bisogna andare in piscina e rompere il cazzo a tutti per farli giocare al gioco aperitivo; ovviamente, su 100 persone in piscina, 1 ti liquidava con un gentilissimo vaffanculo, e gli altri 99 con: “Sono in vacanza, se non te ne vai ti taglio lo scroto!”

La sera era il momento… indovinate di ‘osa? Ma del Bingo!!! Che cosa monotona… uno tirava fuori le palline ‘oi numeri, che venivano tradotti in 4 lingue, e alla fine si vinceva una maglietta dell’animazione. Per piacere, sparatemi!

Di serate divertenti non ce ne sono state, a parte una serata di ballo organizzata in contemporanea con la partita degli europei Italia – Olanda (quella in cui Toldo paro` 3 rigori), facendo si` che la sala fosse totalmente vuota, con il capoanimatore che diceva (a microfono acceso): “Gli Italiani sono stupidi, tutti a guarda’ la partita mentre potrebbero essere qui a divertirsi!”

Un giorno ero al bar del villaggio e lessi il titolo della Gazzetta: “Trezeguet alla Juventus”… io non avevo mai sentito nominare Trezeguet, quindi, leggendo ad alta voce, dissi una cosa simile a “Tre Seghe”… il capoanimatore si gira incazzato e inizia a sbraita’: “Ma che cazzo dici? Le parolaccie daventi a tutti???” Vi assicuro che era serio.

Ora, a parte le cose ridicole, questo capoanimatore non solo era un coglione, ma anche uno stronzo. La sera, dopo il lavoro, a mezzanotte e passa, voleva andare a mangiare la pizza. Se per caso dicevi di no, la mattina dopo mandava subito un fax all’azienda dicendo che te non avevi “spirito di gruppo”. Che testa di cazzo.

Ma il top del top fa un episodio che non so se definire “goliardico” o “da bestemmia”. Invitai mia madre un pomeriggio a vedere come ci eravamo sistemati nella casa (in mezzo agli scarafaggi), e, visto che noi dovevamo usare la lavatrice del villaggio che costava 10.000 lire a lavaggio (si`, avete letto bene), le chiesi se mi faceva la cortesia di lavarmi un po’ di roba. Mia madre, da brava altruista com’e`, chiese a tutti gli altri se avevano roba da lavare, e riporto` il giorno dopo tutto pulito. La capa dell’agenzia (il cui nome inizia per E), venne il giorno dopo e disse: “Ho saputo che tua madre ti fa la lavatrice!” e io risposi: “Si`, una volta, ma ha preso anche la roba degli altri!” e lei: “Peggio!!! Cosi` me li abitui! Purtroppo ti devo licenziare!” e io: “E perche’ non licenziate la stagista invece di me?” e lei: “Noooo, a lei non la paghiamo, quindi ci conviene!”

Per fortuna dopo un mese ero fuori di li`, e trovai lavoro in un bar… ma questa e` un’altra storia…

P.S. riscossi tipo 500 mila lire dopo circa 10 mesi di chiamate… non fidatevi, fatelo per me, cari lettori!

Questa e` la scena che si ripete in migliaia di villaggi turistici ogni estate! Facciamo si` che non succeda piu`. Forse e` vero, se i cervelli fuggono all’estero, allora in Italia rimangono solo i deficienti?