I lavori di un tempo che fu

Oggi sono andato a ristorante a pranzo. Beh, non era proprio un ristorante al 100 percento, era tipo un cafe’ o insomma quei nomi strani moderni del cazzo. Comunque sia, c’erano solo due tavoli occupati, con due cameriere. Il panino mi e` arrivato dopo 45 minuti. 45 minuti per fare un panino??? E che cazzo, dovevano aspetta’ che lievitasse???

Allora m’e` venuto in mente il mio primo lavoro a ristorante. Correva l’anno millenovecentonovanta e un mi ri’ordo l’ultimo numero. Facevo il cameriere in un ristorante di Punta Ala. Ora, non tutti conosceranno Punta Ala, ma per farvi un’idea vi dico che e` un posto dove d’inverno un c’e` una sega, ma d’estate si popola di (finti) ricchi che vengono in vacanza. Si`, perche’ i veri ricchi non sono quelli che vanno a Punta Ala. I veri ricchi hanno classe, stile, so’ quelli che riescono a mandarti in culo in modo quasi subliminale. Non gente che si sente ricca perche’ ha una casa in citta`, piu` una sul mare e guida una Bmw. I veri ricchi hanno l’autista gay che gli serve i Ferrero Rocher a comando. La gente a Punta Ala si sente ricca, ma in realta` la loro ricchezza si riduce a qualche casa ereditata che affittano a studenti che passano il tempo a farsi i fischioni coi soldi dei genitori. Comunque sia, tanta gente trovava lavoro a Punta Ala d’estate, ma, principalmente, i lavoratori si potevano dividere in tre categorie: i caddy, i camerieri/sguatteri e le donne di servizio. I caddy erano quelli che portavano le mazze da golf e schernivano di nascosto gli pseudo-pro che mettevano una pallina in buca in 15 colpi quando il par era 4; le donne di servizio erano donne che non facevano un cazzo durante tutto l’anno ma d’estate facevano le pulizie nelle ville e, a parte tutto, guadagnavano discretamente bene. Ora ovviamente la crisi ha toccato anche i finti ricchi e mi hanno detto che ora le donne non vanno piu` tutti i giorni ma solo una volta a settimana. Perche’ i finti ricchi ostentano ricchezza e sono tirchi, quindi niente piu` rimborso della tessera del pulman per le donnine.

La categoria piu` interessante dal punto di vista bellico-sociologico e` il cameriere/sguattero. La differenza tra i due e` che il secondo, in quanto lavapiatti, e` libero di grattarsi le palle e/o scaccolarsi a piacimento, essendo chiuso in cucina. Comunque sia, basta cazzate e torniamo alla mia stroia. Non avevo ancora 18 anni, e mi assunsero come cameriere in questo ristorante. 25 tavoli di ristorante, 30 di pizzeria e 5 all’esterno + la gente che veniva a prendere la pappa da asporto. Un puzzo di fritto di pesce che un ci si stava. Eravamo 6 camerieri che servivano 60 tavoli, con la clientela piu` arrogante possibile. Ricordo le loro richieste stupide, tipo gente che chiedeva un televisore per vede’ il Gran Premio. Tutti, ovviamente volevano essere serviti subito. E dalla cucina sentivi la campanella che suonava perche’ c’erano i piatti pronti. Una guerra. Addirittura scherzavamo sul fatto che a Ferragosto avremmo costruito una specie di trincea da dove tirare le bombe. Si lavorava dalla mattina alle 9 fino alle 4 di pomeriggio e poi ancora dalle 7 di sera fino alle 2 o le 3 di notte. Dormivamo in un appartamento ricavato da un garage, con tanto di scarafaggi e totale mancanza di privacy. Impressionante quando un giorno, ad una tavolata da 7 persone, portai le prime 3 fritture (2 nella mano sinistra e 1 nella destra) e mi sentii dire: “Guardi, c’e` un errore, noi di fritture ne abbiamo ordinate 7!” e la mia pronta risposta fu: “Oooooo che cazzo c’ho? 7 mani? So un polpo???”

Non so se quel ristorante c’e` ancora, se ha sentito della crisi, se e` diventato un sexy shop o cos’altro. Pero`, ancora oggi, mi chiedo: “Ma come cazzo hanno potuto farmi aspettare 45 minuti per un panino del cazzo? Forse so’ andati al granaio a piglia’ la roba per farlo? Sonasega!!!”