L’universita` italiana e` una cagata pazzesca – mega-post in piu` parti /4 – Il primo esame

“Oggi ho fatto il mio primo esame, etica, ed ho preso 30 e lode. Ho copiato.” (Anonimo)

Il primo esame che feci fu Storia dell’Europa di Centro, un nome un po’ del cazzo per definire la ‘Storia della Polonia’. In pratica, il preside della facolta` era fissato con la Polonia, tanto che una volta mi disse: “Secondo me mia madre quando mi ha concepito, ha tradito mio padre con un polacco, perche’ altrimenti non saprei come spiegarmi il mio amore per la Polonia!”

Comunque sia, il preside era anche il docente di questa materia e, diciamoci la verita`, un po’ tutti la seguivano, per fare bella figura. Le lezioni, erano, ovviamente, tre mattine a settimana dalle 9 alle 11 (il motivo e` spiegato in questo post). La materia era incentrata sulla storia dell’Europa orientale in generale e sulla storia della Polonia nel diciassettesimo secolo in particolare. Ecco in breve la lista dei libri che dovevamo studiare leggere per poter passare l’esame: un libro di circa 20 pagine (si`, avete letto bene, 20 pagine) sulla storia dei paesi dell’Europa dell’Est, un libro di circa 150 pagine sulla tematica del viaggio in Polonia nel 1700 (scritto dal professore stesso – di questo discuteremo in un altro post) e delle fotocopie sulla storia di un dittatore albanese di cui, perdonatemi, non ricordo il nome… mi e` tornato alla mente mente scrivevo questo post, era Castriota Scanderbeg.

Le lezioni erano quasi una farsa, col professore che diceva: “Seguite altre lezioni, non seguite le mie e studiate le lingue per lavoro, non per rimorchiare!” (Aveva ragione dopo tutto). Ricordo un giorno a lezione, il professore chiese: “Cosa faceva Ivan il Terribile ai suoi nemici? Chi lo sa?” Io alzai la mano e dissi: “Gli infilava un palo su pel culo!” e il prof: “Bravo! Prendete esempio, prendete!”

Ora, ragioniamo un attimo sull’esame. In pratica nell’aula dove si svolgeva l’esame c’erano 3 persone: il professore/preside, un dottorando e una dottoranda. La differenza? Le domande che chiedevano e la differenza nei voti, ovvero, se per il professore elargiva un bel 30 quasi ogni volta, i dottorandi erano piu` tirchi, come se per loro facesse differenza. Quindi, se ti trovavi col professore eri avvantaggiato, un po’ come entrare nell’area di rigore avversaria indossando una maglietta della Juventus, mentre chi si trovava di fronte gli assistenti, ehhhh… come diceva mia nonna: “Trist’e guaio a chi tocca!” E si torna sempre li`, al solito discorso… non importa studiare, tanto se il professore e` incazzato (o non vuole dare il voto piu` alto di principio, per vendicarsi del fatto che da piccolo non gli hanno comprato l’Allegro Chirurgo) non ve la caverete.

Ora, non staro` qui a scrivere cose tipo: “Studiai 6 ore al giorno per quell’esame chiuso in biblioteca uscendo stremato il pomeriggio alle 5”, perche’ sarebbe una bugia. Diciamo piu` che passai le settimane prima dell’esame a bere aperitivi al bar, senza fare una sega. Lessi tutto la sera prima, le 20 pagine di storia dell’Europa, il libro del preside (leggendo solo le pagine dispari per fare prima), e non lessi una sola riga delle fotocopie di Scanderbeg.

La mattina arrivai all’universita` verso le nove. Incontro un mio amico che doveva fare l’esame con me e mi disse: “Io l’esame l’ho gia` fatto, sono andato direttamente il presidenza e il preside m’ha fatto l’esame mentre facevamo colazione, ho preso 30!” Bellissimo! La gente si iscriveva e doveva aspettare il proprio turno e lui aveva scavalcato tutti e s’era levato il pensiero… un genio!

Come avevamo visto, per avere 30, l’unico modo era andare con il preside, non c’erano altre soluzioni. D’altronde i professori sono un po’ cosi`, decidono loro… comunque sia, era quasi mezzogiorno, gli assistenti se ne andarono a pranzo, ed eravamo rimasti in 5. Il preside usci` e disse: “Io vado a comprare un po’ di pizza, la volete?” Torno` dopo 10 minuti con un vassoione gigante di pizza. Entrai nell’aula e, mentre mangiavamo la pizza, mi chiese: “Lei la sa la storia della Polonia?” “Si`” “E quella della Boemia?” “Si`!” “Bene, cominci!” E io parlai per circa 30 secondi della storia della Boemia. “Ha letto il mio libro?” “Si`” “Bene, cos’e` la dieta di Grodno?” E io risposi molto sinteticamente. “Cosa ci fa qui?” “Studio!” “E si trova bene?” “Si`!” “Bene, si vede che lei e` un bravo ragazzo, 30!” Firmai e andai via.

Riassumiamo un po’ la faccenda:

Tempo di studio: 2 ore totali.

Tempo di attesa prima dell’esame: 3 ore.

Tempo dell’esame: 10 minuti.

Nel prossimo post mi lamentero` delle liste di iscrizione agli esami e vedremo come farselo mettere in culo pur avendo studiato.

O i baffi o la morte

Un po’ di tempo fa vidi alla televisione un metodo di depilazione al laser che eliminava permanentemente i peli da una regione del corpo. Andava bene finche’ non ho visto un ragazzo che si faceva eliminare per sempre la barba. Cazzo, non avrai piu` la barba per tutta la vita!!! E che ne sara` dei baffi!!! Gente!!! Fatevi crescere i baffi, cazzo!!! Il baffo e` vita, e` potere, e` tutto!!! Qualcuno stenta a credere all’importanza dei baffi, quindi, per tutti gli scettici, passero` a qualche esempio concreto.

I personaggi piu` importanti della storia hanno avuto i baffi:

Genghis Khan

Genghis Khan, con i suoi baffi a spillo, che ogni volta che si girava inculava le mosche al volo

Saddam Hussein

Renato Pozzetto agli inizi della sua carriera, o forse Saddam Hussein mentre pensa a chi deve bombardare

Stalin e i suoi amichetti

Stalin e i suoi amici pensano a dove sia meglio andare a scroccare da bere. Immancabile il baffo impregnato di vodka.

Adolf Hitler

Adolf Hitler, precursore della pettinatura emo, mentre mostra quante dita si e` messo al culo il giorno prima. Da notare il baffo che funge anche da filtro anti scurregge.

Silvio Berlusconi in posa

Quest’uomo non ha i baffi, infatti non e` ne` simpatico ne` potente. Infatti si diverte con scherzi che facevo quando avevo 6 anni.

Anche nel mondo della musica troviamo un fottio di esempi. Ma, anche qui, un’immagine vale piu` di mille parole:

Rob Halford

Rob Halford, carismatico leader dei Judas Priest, mentre mostra il suo nuovo giocattolo sessuale, sfoggiando con orgoglio la peluria intorno al labbro.

Freddie Mercury

Freddie Mercury, cantante dei Queen, in procinto di compiere atti sessuali con il microfono. Lui poteva perche’ aveva i baffi.

Lemmy Kilmister

Lemmy Kilmister dei Motorhead, sempre circondato dalla sgnacchera. Tutto merito dei baffi (e anche perche’ e` l’unico eterosessuale finora).

Neanche Peter Griffin riusci` a resistere alla tentazione di farsi crescere un bel paio di baffi. Tento` anche di parlare italiano, ma con scarsi risultati.

Peter Griffin

Peter Griffin si fece crescere i baffi dopo aver letto la rivista “Mustache Aficionado!”

 

Anche le star del cinema non sono rimaste indifferenti al fascino del baffo:

Tom Selleck

Come diceva Homer Simpson: “Le camicie hawaiane le portano solo i gay e i panzoni buontemponi!” e Tom Selleck non e` un panzone, ma solo un buontempone con i baffi.

Robert Carlyle

Robert Carlyle, nel film Trainspotting, tra una pera e l’altra, non perde occasione per mostrare le sua virilita` con un bel paio di baffoni.

Sheldon Cooper

A Sheldon non rimane altro sistema quale farsi crescere i baffi per rimediare un po’ di fregna.

Insomma, fatevi crescere i baffi, fatelo per chi li vorrebbe ma non puo` (e ci sono ragazzi a 30 anni totalmente glabri). Siate fieri della vostra peluria sul labbro superiore!!! E solo ad allora sarete pronti per tentare di sfondare nel mondo del porno!