L’universita` italiana e` una cagata pazzesca – mega-post in piu` parti /10 – Colui che aspettava

Fin dal primo giorno di universita`, vedevo un ragazzo che girellava per le salette degli studenti e i corridoi. Tutto il giorno, da lunedi` a venerdi`, 10 ore al giorno. Non lo vedevo mai a nessuna lezione, ma passava il tempo giocando a carte e chiacchierando con gli altri, con addosso la felpa dei Children of Bodom. Non ebbi l’occasione di parlarci seriamente fino al secondo anno, quando mi disse la sua storia:

In pratica i genitori e i nonni gli pagavano l’universita` e fin qui niente di speciale, il solito mantenuto. Si era iscritto a lingue e letterature straniere con l’intento di studiare e laurearsi in due lingue: svedese e danese. Fece gli esami di lingua e cultura relativi a lingua e letteratura svedese e danese fino all’ultimo anno. Poi… un giorno… successe una cosa… la professoressa di svedese e danese mori` in un incidente. L’universita`, vista la scarsa affluenza a questi due corsi (si parla di 2 o 3 persone), decise cosi` di non assumere nuovi professori, ma eliminare la materia dai piani di studi. Risultato? Questo ragazzo fece tutti gli esami, tranne 2: gli ultimi di svedese e danese.

Aveva anche chiesto di poter andare a fare i due esami in un’altra universita`, ma, a quanto so, non potevano essere riconosciuti.

Le soluzioni erano due: o si trasferiva in un’altra citta` continuando a studiare li` (con la complicata conversione dei crediti da vecchio a nuovo ordinamento), oppure aspettava che in futuro l’universita` riprendesse l’insegnamento di svedese e danese.

Scelse la seconda, anche perche’ i genitori e i nonni potevano permetterselo. Se fosse capitata a voi una cosa del genere, come avreste agito? Probabilmente avreste preso il preside a calci fino a Stoccolma.

Perche’ i maschi italiani sono sempre arrapati

Vi siete mai chiesti perche’ il tipico ragazzo italiano e` visto come uno che pensa solo a scopa’? No, ma pe’ davvero, ve lo siete mai chiesto? Basta guardare un qualsiasi film o cartone straniero per vedere che l’italiano medio e` ritratto come basso, capelli neri, ciondolo d’oro, maglietta bianca e che fischia ad ogni ragazza che passa.

Io ci ho pensato per un po’ e forse ho capito il perche’. Se riflettete bene, all’estero (e per estero intendo paesi piu` sviluppati dell’Italia, anche se, ora come ora, perfino il Fankulistan sarebbe piu` avanzato sia tecnologicamente che mentalmente dell’Italia), c’e` una certa predisposizione al sesso come “normale attivita` ricreativa”. Cio` vuol dire che in un periodo che va dai diciamo 14 ai 30 anni, in cui un ragazzo e` curioso riguardo al sesso, puo` trovare ragazze anch’esse curiose che hanno anche loro voglia di fare questo tipo di esercizio. Facendolo piu` spesso, i ragazzi norvegesi non sentono il bisogno di fischiare dietro alle ragazze, e si possono concentrare su altre cose (bere, ad esempio, o suonare black metal).

In Italia la situazione in passato (e molto anche ora) e` diversa. Come al solito i cattodeficienti hanno rovinato tutto. Le ragazze non si concedevano a meno che non le sposavi. Le potevi portare fuori a cena, comprarle vestiti firmati, portarla in vacanza, ma niente topa se prima non si giura in chiesa. I maschi italiani cosi` sono cresciuti frustrati, con il risultato che mentre coetanei stranieri pipavano normalmente, e gli avanzava anche il tempo per creare progresso, gli italiani ne studiavano nere per cerca’ di pipa’. Macchine di lusso? Moto ultimo grido? Giacche firmate? Tutto tempo sprecato! Tanto le ragazze non gliela davano.

Cosi` gli italiani si guardarono intorno e cominciavano a capire che le ragazze straniere erano facili. Ma non capite male… erano “facili” rispetto alle italiane, ovvero non avevo questo tabu` cattolico che le italiane avevano. Semplicemente volevano sperimentare il sesso prima dei 30 anni, prima di sposarsi, fare dei figli e lavorare, come deve essere tra l’altro. Ed e` per questo che gli italiani, quando vedevano una svedese in vacanza, cominciavano a fischiarle dietro. Cercavano in loro quello che non trovavano nelle ragazze italiane.

Un’altra cosa di cui le ragazze italiane avevano e hanno ancora paura tutt’oggi e` il giudizio degli altri. Della serie “Oddio, se la do` a lui, poi tutto il paese dira` che so’ ‘na troia!” e allora si andava avanti cosi`, per decenni, casa-chiesa e niente sesso, con maschi e femmine frustrati. Niente educazione sessuale, niente informazioni, niente! E non dite: “Ehhhh ma ora e` diverso!” No, non e` cambiato un cazzo, ci sono ancora ragazze che dicono tipo: “Non te la posso da` finche’ non mi sposi!”

Ma andiamo ancora avanti. Per le ragazze italiane, per molto tempo, fare sesso era considerato un dovere piu` che un piacere, e quindi pensavano: “Perche’ devo darla ad un povero quando posso avere uno ricco?” E giu` di ragazze che uscivano con te solo se avevi il macchinone. Ricordo sempre che quando ero all’universita` sentivo ragazze che parlavano tra di loro e dicevano cose tipo: “Ieri so’ uscita co’ uno!” “A si? Che macchina ha? Che cellulare ha?” Ehhhhh ma e` da esse’ stronze cosi`, materialiste del cazzo! Una volta uscii con una, e io avevo la mitica Volkswagen Polo vecchio modello, e lei ad un certo punto mi disse: “Il mio ex sara` anche stato uno stronzo, ma almeno lui aveva il Mercedes!” Io accostai (eravamo in mezzo alle colline maremmane) e dissi: “Scendi!” Ora, nell’anno 1999, non tutti possedevano un cellulare. Spero per lei di avere avuto una bussola con se, ma sarei curioso di sapere come torno` a casa quella sera.

Comunque sia, questo e` tutto. Spero che le mie teorie siano giuste, senno` sti cazzi.

Gli stranieri so’ troppo avanti e l’Italia ormai fa sempre piu` schifo

Oggi si ‘ommenta un post di un ragazzo che si fa chiamare Antonio Menna, di Napoli, un “terrone” come dice lui nel blog, anche se gli italiani so’ tutti un po’ino terroni nell’animo, soprattutto quando vanno all’estero. Prati’amente questo qui un giorno un sapeva che cazzo fa, ha preso l’aereo e se n’e` andato a Stoccolma (vorrei vede’, co’ tutta quella quantita` abnorme di topa, come biasimarlo?) e si e` accorto che la` i pulma arrivano in orario, che la gente fa la raccolta differenziata, che ci so’ le piste ci’labili, che le donne pedalano senza sellino e altre ‘ose che francamente l’elenco e` lungo e io un c’ho un cazzo di voglia di scrive cose che potete legge’ su altri blogghe. Poi, dopo ave’ ascoltato un po’ di death metal e pipato qualche commessa dell’Ikea in pausa trombo, torna a Napoli e sente grida’ dalla finestra che erano finite le Marlboro di ‘ontrabbando, perche’ la finanza e` un po’ troppo laida.

De, tutti i torni un ce l’ha. In Svezia c’hanno un senso di ‘omunita` molto attivo, non come in Italia dove una sera in un lo’ale presi un bicchiere per terra pieno di un cocktail strano mezzo rovesciato, e poi incontrai uno ‘e mi stava di molto sui ‘oglioni che mi disse: “Posso assaggia’?” “Avoglia, lo poi anche fini’!”  E comunque sia un c’e` bisogno d’anda in Svezia pe’ vede’ che la ‘omunita` italiana fa ca’a! Basta anda’ in qualsiasi angolo del globo che trovate qualche italiano che strilla e sbraita e ti ruba il portafoglio. Una volta ero a Earl’s Court a Londra e, a parte che erano tutti italiani, sentii una che gridava da un lato all’altro della strada: “Ohhhhhh ce l’hai l’accendinooooooooooooooooooo!” E l’altro: “Nooooooooooooo!” “Ehhhhhhhhh porco dio comprelo ar chiosco!” Oppure ancora quand’ero a Amsterdam, sentii un’italiano che diceva alla su ragazza: “Ao! Mo se li famo tutti sti coffi scioppe!”

All’estero gira una barzelletta sugli italiani. Prati’amente c’e` la nazionale italiana di canottaggio che un riesce a vince manco una medaglia all’olimpiadi e invia uno di loro a spia’ i concorrenti dell’altre nazioni. Dopo poco torna e dice: “Ho capito perche’ un si vince una sega. Gli altri hanno 8 persone che remano e uno che agita le braccia e bercia, no il contrario!”

E poi unn’andate in giro a di’ che so’ razzista quando di’o che all’estero gli italiani si fanno sempre riconosce. E poi in Italia vanno a di’ male degli immigrati che so’ sudici e un fanno una sega, quando loro stessi fanno le ‘azzate. O suvvia, siamo realisti pe’ na volta…