Il referendume in Grecia

Oh allora, o che vi devo di’, s’era gia` parlato di referendumi qui, pero`, come ben sappiamo, a volte le immagini valgono piu` di mille parole.

A parte le troiaiate, in Grecia in questi giorni s’e` fatto il referendume perche’ in pratica so’ sommersi dai debiti colle banche teteske, e il capo del governo ha chiesto alla gente: “Volete da paga’ o volete stavvene al sole a magna’ feta e olive finche’ non crepate?” Ovviamente la gente ha risposto no, che nella domanda precedente signifi’a ben poco, visto che non era una domanda a cui si poteva risponde si` o no, quindi ora capite perche’ non faccio il giornalista di professione, ci mancherebbe che qualcuno mi pagasse pure pe’ scrive stronzate.

Comunque sia, tralasciamo il risultato del referendume e parliamo del referendume in se’. I greci si sono trovati di fronte a un referendume di quasi 70 parole:

La scheda del referendum in grecia.

La scheda del referendum in Grecia, che pare scritta in un alfabeto tipo quando uno e` un po’ briaco. Vedi? Quando sei bria’o, e scrivi cosi`…

Diciamo che uno, entra, e se e` puntiglioso, e ci mette tipo 40 se’ondi boni pe’ legge’ il testo del referendume, tempo che poteva passare a magna’ feta e olive.

Ma vediamo la situazione dei referendumi negli altri paesi. Tipo di recente c’e` stato il referendume ini Scozia per ave’ l’indipendenza, perche’ ovvio si sentano fichi e devono esse’ indipendenti. Gli inglesi la facevano piu` facile, via. 6 parole! Eccovi la scheda:

Referendume ini scozia

Gli scozzesi sono tirchi anche quando si parla di pagare per l’inchiostro per stampare la schede dei referendumi. Si vedono i risultati.

Viaggiamo adesso fino ini Svizzera, che fa un referendume ogni 5 minuti, sai come si devono sbattezza’ il cazzo ogni volta a anda’ a vota’. Vabbe’, vediamo un po’ come se la cavano gli svizzeri:

Refendume ini Svizzera

Ini Svizzera non specificano di votare si` o no, ma lasciano la casella “risposta” aperta ad ogni interpretazione. Infatti, a fianco dei classici SI`, OUI, JA, YES, si puo` scrivere tipo: “AVOJA!”, “MA TE PARE?”, “DIO BOIA!” ecc…

Ma io penso che alla fine, le cose migliori vengono fatte in Italia. Infatti, se guardate le immagini sopra, sono tutte molto dubbiose, tipo che la prima e` scritta in alfabeto latino ubriaco, quella della Scozia ti dice “should”, quindi potrebbe essere indipendente, ma anche no, te sai una sega… ini Svizzera s’e` visto che uno puo` scrivere quello che gli pare, quindi se scrivo NI, se lo pigliano in culo. Un referendume deve essere chiaro, la gente deve capire quello per cui sta votando, e riassunto in maniera corretta. Un po’ come il referendum per il nucleare in Italia di qualche anno fa…

I referendum in italia

Il decreto legge n. 1234/abc del 01/01/1950 che non abroga la legge 5678xyz del 01/01/2000 ma estende la legge costituzionale 6666/zzz del 31/12/2005 comma 3, riga 2, carattere 5 e dice che in pratica non si possono non costruire centrali non nucleari nelle zone i cui territori non siano non stati non indicati come zona non nuclearizzata, salvo le zone in cui la non nuclearizzazione non si sovrappone alla legge 111/ppp del 05/12/1981 (ma francamente quel giorno i politici si erano fatti di bamba), e in piu` nella divina commedia, Dante dice a Virgilio: “In quel girone non andare, dici no alla centrale nucleare”, e insomma questa legge potrebbe non essere non approvata dipende dal non voto di questo referendum. Non siete non in disaccordo con questo? [SI] [NO]

O gente, ci si becca alla prossima

Gli italiani che pensano che internet sia inutile.

Oggi risiamo in vena di ‘ommenti, e si ‘ommenta un articolo della Repubblica che trovate qui. Praticamente, se unn’avete voglia di legge’, l’articolo parla di questo signore, tale Enzo Valente, che lavorava in Svizzera, ma invece di fassi le canne come tutti, aveva inventato una sorta di ‘onnessione veloce. Se poi si faceva le ‘anne un si sa, pero` io so che tutti i miei amici che so’ andati in Svizzera, non ci so’ andati pe’ vede’ le meraviglie di Zurigo, piuttosto pe’ fassi un paio di funghetti in mezzo alle praterie pe’ vede’ le ‘aprette che gli dicevano ciao (anda’ a Amsterdam costava troppo).

Comunque sia, questo signor Valente ha scritto a tante scuole del sud italia e gli ha chiesto: “O volete internet aggratis nella vostra scuola?”. In qualsiasi paese normale (come ad esempio il Fankulistan, che ha una connessione 10 volte piu` veloce di quella italiana il che permette di andare istantaneamente alla fine di un filmino porno senza vede’ la parte centrale), la parentesi era troppo lunga, un mi ricordo dove ero rimasto, a si`, dicevo che in un quasiasi paese normale, tutte le scuole avrebbero detto all’unisono “Si`” ma ovviamente non in italia, niente internet per gli studenti, sia mai che poi scoprano che l’omo non e` stato fatto da dio o che il pro vercelli ha vinto 7 scudetti quando ancora la juve e il torino erano circoli di briscola.

Quello che mi chiedo io e` cosa spinge un preside a rifiutare una cosa che gli viene data a ufo. La risposta e` semplice, ed e` da ricercarsi in una vicenda che mi vide protagonista nel lontano 1996. Praticamente erano i primi anni di internet e io e un mio amico gia` facevano piccoli siti statici (allora non si parlava di internet 2.0, di siti dinamici e troiaiate varie). Cosi` andammo da tante aziende a chiedere se avessero bisogno di un sito web, che sarebbe stata una bella pubblicita`, una cosa moderna e cazzate varie. Uno ci rispose: “No, interne e` un giocattolino che tra un paio d’anni non usera` piu` nessuno, non mi interessa!”

Semplicemente gli italiani hanno altre priorita`. E poi, diciamocelo, questo signor Valente non ha capito bene come sono fatti gli italiani. Se invece di dire: “O volete internet aggratisse?” avesse detto: “Volete un anno gratis di aperitivi?” vedrai te quanti si` riceveva, gli facevano una statua in piazza navona e diventava il novo presidente degli stati uniti.

E m’immagino i colloqui di lavoro futuri: “Lei sa qualcosa di Social Media Marketing?” “Si`, l’ho provato l’altro giorno, ma senza ghiaccio, solo arancia!”