L’universita` italiana e` una cagata pazzesca – mega-post in piu` parti /3 – I primi commenti

Il tempo e` denaro – Benjamin Franklin

Ok, in questa parte mi lamentero` degli orari delle lezioni. L’inculata e` presto fatta: molti professori vivono lontano dall’universita`, e magari vengono all’universita` per 3 giorni la settimana. Scordatevi professori tedeschi di universita` nord-europee che stanno all’universita` tutto il giorno, disposti ad aiutarvi… qui siamo in italia. I professori fanno lezione il martedi`, il mercoledi` e il giovedi` dalle 9 alle 11, poi un’ora la settimana di ricevimento per gli studenti e poi via, a casa per il week-end lungo! Beeeeeneeeee! Ovviamente, a meno che uno non abbia poteri magici, non si puo` essere in due posti allo stesso momento. Quindi tante lezioni (quasi tutte) si sovrapporranno e voi lo piglierete al culo! Praticamente lo studente paga tanti quattrini per poter seguire le lezioni ma non puo` seguirle. Ora, non dico che non ci possa essere qualche caso di sovrapposizione delle lezioni, ma cazzo, che l’80% delle lezioni erano mercoledi` e giovedi` dalle 9 alle 11 mi pare un po’ strano. E se il professore non c’e`? Uno pensera`: “Sicuramente trovero` un annuncio nella bacheca elettronica su internet!” Ovviamente no, l’Italia e` la nazione anti-internet per eccellenza. Se paesi come Uganda e Tanzania sono totalmente connessi ad internet, in Italia ancora siamo nel medioevo. Il giorno in cui gli italiani capiranno che e` la terra che gira intorno al sole, vinceranno il premio nobel, che scambieranno per un secondo posto al festival di sanremo e 3 scudetti della juventus. In tutto il mio corso di studi non ho visto uno che sia un professore che abbia mai aggiornato quella cazzo di bacheca elettronica. Tutti in classe aspettando il professore, per poi vedersi arrivare qualcuno dalla segreteria che diceva: “Il professore ha chiamato, oggi non fa lezione!” Ehhhhhhhhh troppo comodo! Io ho pagato cazzo!” Non parlo ovviamente delle e-mail. Professori ed e-mail sono un binomio impossibile. Voi potete scrivere, scrivere, scrivere ancora, ma non riceverete mai risposta! Se la ricevete e` un caso raro!

Lo ripeto, lasciate perdere l’universita` italiana… andate all’estero. Ci vediamo alla prossima puntata, mi lamentero` di come e` facile passare il primo esame.

L’universita` italiana e` una cagata pazzesca – mega-post in piu` parti /2 – I primi commenti

“La verita` emerge ed e` dimostrata piu` dall’indicazione delle opere che dalle argomentazioni o dall’osservazione.” – Francis Bacon

Come gia` detto nella parte 1, non faro` nomi e cognomi, vi basti sapere che sono stato immatricolato in una piccola universita` del centro Italia.

Sono stato alle superiori, ho frequentato un’istituto professionale, per poi trovare lavoro in una tipografia. La passione per la grafica, il web e tutto il mondo dei media mi ha portato adesso ad essere Web Manager di una societa` all’estero e di questo devo solo ringraziare la mia grande passione, perche’ se dovessi ringraziare l’universita`, direi una grossa bugia.

L’universita` italiana fa schifo, e` vero, pero` non voglio puntare solo il dito verso l’universita` stessa, ma anche dire che gli studenti vanno all’universita` aspettando poi il lavoro perfetto che cade dal cielo, e, purtroppo, in questi tempi di crisi, il lavoro ce n’e` poco, e per lavorare molti sono costretti ad andare all’estero, dove devono fare la gavetta che non hanno fatto in Italia, un po’ per controvoglia, un po’ perche’ non ne hanno la possibilita`.

Comunque sia, dopo il diploma, ho lavorato in tipografia per 2 anni, dopodiche’ ho mollato il lavoro per aspirare a qualcosa di piu`, complice anche un grosso lutto che ha cambiato radicalmente la mia vita. Ho fatto l’impensabile: mi sono iscritto all’universita`, contro tutto e tutti (e avevano ragione). Indirizzo: Traduzione e interpretazione, poi cambiato in Letteratura (ma questa e` una storia che vedremo piu` avanti).

Iscriversi e` semplice: scegli il corso, riempi qualche module, ovviamente paghi e sei immatricolato! Ricordo ancora la segretaria del preside che mi disse: “Vedo che hai le idee chiare!” quando invece chiare non erano per niente.

Non perdiamo tempo parlando di me, e passiamo ad esaminare una grandissima falla dell’universita` italiana.

Nell’universita` italiana si studia, all’estero si ricerca. Cosa vuol dire? Prendete un argomento a caso, qualsiasi argomento, in Italia vi diranno di leggere un libro di 500 pagine scritte dal professore con cui farete gli esami (che dovrete avere originale), mentre all’estero vi diranno di scrivere una tesina di non so quante pagine, e di esporre i risultati della ricerca. Tutto e` visto dal punto di vista teorico, niente pratica, niente di niente. Solo libri ed esami orali, solo quelli.

Ed proprio questa una falla troppo grossa per essere colmata: l’esame orale. L’esame orale viene spacciato per un “colloquio orale alla fine del quale il candidato sara` valutato secondo le sue conoscenze”… un colloquio orale? Immaginatevi, voi e il professore, con davanti due tazze di te, due sigari, un focolare, e all’improvviso vi sentite chiedere: “Cosa ne pensa della rivoluzione culturale russa?” CAZZATE! Provate a definirlo cosi`: “Una raffica di domande poste da qualcuno che non ha assolutamente voglia di fare il proprio lavoro, alla fine delle quali sarete valutati in base all’umore del professore“. Il voto e` TOTALMENTE scelto in base all’umore del professore. Ho visto professori felici dare 30 a studenti che non avevano aperto libro e bocciare studenti che avevano passare settimane a studiare. Questa modalita` di esame e` una cazzata. Quanti di voi sanno dirmi la differenza tra un 26 e un 27? e tra un 25 e un 26? Un metodo imparziale dovrebbe essere quello di fare un esame scritto di 30 domande e ogni domanda vale un punto. Ovviamente il professore non deve sapere a chi appartiene l’esame in questione. L’esame orale invece non fornisce prove, non ha un tempo predefinito (puo` durare 4 ore come 23 secondi, lo vedremo nei prossimi post) e ha giudizio totalmente soggettivo. Inoltre, di un esame scritto di solito esiste una copia archiviata… di uno orale, cosa archivi? L’aria?

La prossima volta parlero` del primo esame e mi lamentero` degli orari delle lezioni.

L’universita` italiana e` una cagata pazzesca – mega-post in piu` parti /1 – Preambolo

Lo scopo di questo blog non e` solo quello di dire cazzate, lamentarsi per le piccole cose, prendere in giro i cattolici e altre categorie di persone (ovviamente si fa solo per fa’ du’ chiacchiere, non me ne voglia nessuno). Uno degli argomenti principali di questo blog e` parlare dell’universita` italiana, di cosa funziona e di cosa (tristemente) non funziona. Parlero` di tutto, della mia esperienza, delle esperienze altrui, dei singoli esami e di come si possano superarli in qualsiasi modo, dei (troppi) professori incompetenti e faro` anche qualche esempio di come funzione un’universita` straniera.

In passato ho avuto un blog su Splinder. Splinder putroppo ha chiuso i battenti prima che avessi il tempo di importate i miei vecchi post su WordPress.com. Sul vecchio blog avevo denunciato problemi relativi al turismo sulla costa toscana, di come venivano raggirati i clienti, delle condizioni dei lavoratori e altro, usando, ahime’, nomi e cognomi. Questo mi provoco` non pochi problemi, quindi, per evitare ancora questo, NON faro` alcun nome, alcun cognome, ne’ citta`. Mi limitero` a semplici informazioni di carattere generale.

Cio` che mi accingo a fare non vuole essere una denuncia diretta, sia chiaro. Voglio solo che i tanti ragazzi che si trovano a dover affrontare un percorso di studi si rendano conto di cosa hanno davanti e possano aprire gli occhi una volta per tutte.

La storia si articolera` in piu` post, perche’ pubblicarne uno solo sarebbe veramente troppo, come le troppe cose che ci sono da dire. Ogni post sara` inserito nella categoria “L’universita` italiana e` una cagata pazzesca”, quindi, cliccando a destra su questa categoria vi mostrera` tutti i post relativi.

Spero che la storia sua di vostro gradimento e, come diceva Manzoni, se vi annoiera`, non l’ho fatto apposta! (O qualcosa del genere).