Fare l’animatore (quattordic’anni fa) faceva schifo!

Oggi vi parliamo di una razza di persone che rivelano un’utilita` nella societa` moderna quanto puo` averne un computer 386 con su installato windows 8: l’animatore turistico. E ancora peggio, le societa` che forniscono questi servizi.

Io ebbi la (s)fortuna di fare l’animatore nel lontano 2000… ecco la mia storia (e qui ci vorrebbe una ‘ornice ondulata che sfuma fino a riprendere i protagonisti in un colore opa’o, come nei filmi, via ci s’e` capiti).

Ehhhh bei tempi quando un si ‘apiva una sega e d’estate si sarebbe dato via anche il culo a momenti pe’ unn’anda’ a fa’ il cameriere in qualche ristorante di merda della riviera toscana che puzzava di pesce da fa schifo a un ippopotamo e frequentato da fiorentini finti-ricchi, con le mogli cubane di 40 anni piu` giovani (anche se, sotto sotto, via, si vedeva che a qualcuno sotto sotto gli garbava il bogigi).

Per sfuggire a questa maledizione estiva, provai questa nuova esperienza: l’animatore! Mi recai presso un’agenzia di animazione di Grosseto, di cui non faro` il nome, ovviamente (su internette si pole di’ il peccato, ma no il peccatore!), ma che iniziava con la lettera F… E insomma me ne andai una settimana vicino Livorno a fa’ uno stage (cosi` lo ‘iamavano, ma in realta`, a parte le lezioni di ‘ome magna’ il foco e fa’ un cane con un palloncino, era tutto un tromba’ (a parte quelli che si facevano le pere).

Alla fine dello stage, la sfilza di contratti: chi veniva preso come addetto al miniclub, chi come ‘ai balli di gruppo’, chi come maestro di acquagym, chi come cazzaro generico ecc… Tutti dovevano categoricamente andare a lavorare lontano da casa, e c’era una sola regola: non si poteva fare sesso con gli altri animatori.

A me tocco` Altavilla Milicia (vicino Palermo), ma, casualmente, un giorno prima dell’inizio del lavoro, un’animatore venne trasferito da Castiglione della Pescaia a Palermo, e cosi` io mi “imbu’ai” a Castiglioni, segno quindi che la regola di lavorare lontano da casa valeva un po’ a cazzo…

Comincio` la stagione e il nostro gruppo era capitanato da un capoanimatore che dire tristissimo e` dire poco, ricordo ancora il nome: Sergio (non diro` il cognome ovviamente), e le sue regole stupide: la mattina bisogna andare in piscina e rompere il cazzo a tutti per farli giocare al gioco aperitivo; ovviamente, su 100 persone in piscina, 1 ti liquidava con un gentilissimo vaffanculo, e gli altri 99 con: “Sono in vacanza, se non te ne vai ti taglio lo scroto!”

La sera era il momento… indovinate di ‘osa? Ma del Bingo!!! Che cosa monotona… uno tirava fuori le palline ‘oi numeri, che venivano tradotti in 4 lingue, e alla fine si vinceva una maglietta dell’animazione. Per piacere, sparatemi!

Di serate divertenti non ce ne sono state, a parte una serata di ballo organizzata in contemporanea con la partita degli europei Italia – Olanda (quella in cui Toldo paro` 3 rigori), facendo si` che la sala fosse totalmente vuota, con il capoanimatore che diceva (a microfono acceso): “Gli Italiani sono stupidi, tutti a guarda’ la partita mentre potrebbero essere qui a divertirsi!”

Un giorno ero al bar del villaggio e lessi il titolo della Gazzetta: “Trezeguet alla Juventus”… io non avevo mai sentito nominare Trezeguet, quindi, leggendo ad alta voce, dissi una cosa simile a “Tre Seghe”… il capoanimatore si gira incazzato e inizia a sbraita’: “Ma che cazzo dici? Le parolaccie daventi a tutti???” Vi assicuro che era serio.

Ora, a parte le cose ridicole, questo capoanimatore non solo era un coglione, ma anche uno stronzo. La sera, dopo il lavoro, a mezzanotte e passa, voleva andare a mangiare la pizza. Se per caso dicevi di no, la mattina dopo mandava subito un fax all’azienda dicendo che te non avevi “spirito di gruppo”. Che testa di cazzo.

Ma il top del top fa un episodio che non so se definire “goliardico” o “da bestemmia”. Invitai mia madre un pomeriggio a vedere come ci eravamo sistemati nella casa (in mezzo agli scarafaggi), e, visto che noi dovevamo usare la lavatrice del villaggio che costava 10.000 lire a lavaggio (si`, avete letto bene), le chiesi se mi faceva la cortesia di lavarmi un po’ di roba. Mia madre, da brava altruista com’e`, chiese a tutti gli altri se avevano roba da lavare, e riporto` il giorno dopo tutto pulito. La capa dell’agenzia (il cui nome inizia per E), venne il giorno dopo e disse: “Ho saputo che tua madre ti fa la lavatrice!” e io risposi: “Si`, una volta, ma ha preso anche la roba degli altri!” e lei: “Peggio!!! Cosi` me li abitui! Purtroppo ti devo licenziare!” e io: “E perche’ non licenziate la stagista invece di me?” e lei: “Noooo, a lei non la paghiamo, quindi ci conviene!”

Per fortuna dopo un mese ero fuori di li`, e trovai lavoro in un bar… ma questa e` un’altra storia…

P.S. riscossi tipo 500 mila lire dopo circa 10 mesi di chiamate… non fidatevi, fatelo per me, cari lettori!

Questa e` la scena che si ripete in migliaia di villaggi turistici ogni estate! Facciamo si` che non succeda piu`. Forse e` vero, se i cervelli fuggono all’estero, allora in Italia rimangono solo i deficienti?

I lavori di un tempo che fu

Oggi sono andato a ristorante a pranzo. Beh, non era proprio un ristorante al 100 percento, era tipo un cafe’ o insomma quei nomi strani moderni del cazzo. Comunque sia, c’erano solo due tavoli occupati, con due cameriere. Il panino mi e` arrivato dopo 45 minuti. 45 minuti per fare un panino??? E che cazzo, dovevano aspetta’ che lievitasse???

Allora m’e` venuto in mente il mio primo lavoro a ristorante. Correva l’anno millenovecentonovanta e un mi ri’ordo l’ultimo numero. Facevo il cameriere in un ristorante di Punta Ala. Ora, non tutti conosceranno Punta Ala, ma per farvi un’idea vi dico che e` un posto dove d’inverno un c’e` una sega, ma d’estate si popola di (finti) ricchi che vengono in vacanza. Si`, perche’ i veri ricchi non sono quelli che vanno a Punta Ala. I veri ricchi hanno classe, stile, so’ quelli che riescono a mandarti in culo in modo quasi subliminale. Non gente che si sente ricca perche’ ha una casa in citta`, piu` una sul mare e guida una Bmw. I veri ricchi hanno l’autista gay che gli serve i Ferrero Rocher a comando. La gente a Punta Ala si sente ricca, ma in realta` la loro ricchezza si riduce a qualche casa ereditata che affittano a studenti che passano il tempo a farsi i fischioni coi soldi dei genitori. Comunque sia, tanta gente trovava lavoro a Punta Ala d’estate, ma, principalmente, i lavoratori si potevano dividere in tre categorie: i caddy, i camerieri/sguatteri e le donne di servizio. I caddy erano quelli che portavano le mazze da golf e schernivano di nascosto gli pseudo-pro che mettevano una pallina in buca in 15 colpi quando il par era 4; le donne di servizio erano donne che non facevano un cazzo durante tutto l’anno ma d’estate facevano le pulizie nelle ville e, a parte tutto, guadagnavano discretamente bene. Ora ovviamente la crisi ha toccato anche i finti ricchi e mi hanno detto che ora le donne non vanno piu` tutti i giorni ma solo una volta a settimana. Perche’ i finti ricchi ostentano ricchezza e sono tirchi, quindi niente piu` rimborso della tessera del pulman per le donnine.

La categoria piu` interessante dal punto di vista bellico-sociologico e` il cameriere/sguattero. La differenza tra i due e` che il secondo, in quanto lavapiatti, e` libero di grattarsi le palle e/o scaccolarsi a piacimento, essendo chiuso in cucina. Comunque sia, basta cazzate e torniamo alla mia stroia. Non avevo ancora 18 anni, e mi assunsero come cameriere in questo ristorante. 25 tavoli di ristorante, 30 di pizzeria e 5 all’esterno + la gente che veniva a prendere la pappa da asporto. Un puzzo di fritto di pesce che un ci si stava. Eravamo 6 camerieri che servivano 60 tavoli, con la clientela piu` arrogante possibile. Ricordo le loro richieste stupide, tipo gente che chiedeva un televisore per vede’ il Gran Premio. Tutti, ovviamente volevano essere serviti subito. E dalla cucina sentivi la campanella che suonava perche’ c’erano i piatti pronti. Una guerra. Addirittura scherzavamo sul fatto che a Ferragosto avremmo costruito una specie di trincea da dove tirare le bombe. Si lavorava dalla mattina alle 9 fino alle 4 di pomeriggio e poi ancora dalle 7 di sera fino alle 2 o le 3 di notte. Dormivamo in un appartamento ricavato da un garage, con tanto di scarafaggi e totale mancanza di privacy. Impressionante quando un giorno, ad una tavolata da 7 persone, portai le prime 3 fritture (2 nella mano sinistra e 1 nella destra) e mi sentii dire: “Guardi, c’e` un errore, noi di fritture ne abbiamo ordinate 7!” e la mia pronta risposta fu: “Oooooo che cazzo c’ho? 7 mani? So un polpo???”

Non so se quel ristorante c’e` ancora, se ha sentito della crisi, se e` diventato un sexy shop o cos’altro. Pero`, ancora oggi, mi chiedo: “Ma come cazzo hanno potuto farmi aspettare 45 minuti per un panino del cazzo? Forse so’ andati al granaio a piglia’ la roba per farlo? Sonasega!!!”