Oggi ri e` tempo di ‘ommenti. In parti’olare, oggi si parla di questo post nel quale un tale Gabriele Massari racconta della sua avventura in un aeroporto cogli italiani beoti che un leggono le regole prima di viaggia` colla Ryan Air (pronunciate Raian Eir, via, facciamoci vede’ che siamo galanti pe’ na volta).
Prati’amente la storia parte con gli italiani che rompono i ‘oglioni perche’ un si so’ stampati il biglietto, poi che la valigia e` piena di troiai e pesa 200 ‘ili e poi che sull’aereo sapranno dire solo Denghiu’ pure quando la hostess li mandera` in culo.
A parte che sottoscrivo tutto quello che ho letto nell’articolo, pero` lo trovo molto incompleto. In particolare, non e` che gli italiani un so’ boni a vola’ con Raian Eir, e` che proprio non dovrebbero volare. Punto!
Vediamo alcune cose che possono contraddistinguere un passeggero estero da un italiano:
Check in – passeggero straniero: Arriva con la sua valigia di 14.99 Kg quando il limite e` 15, consegna all’addetto i passaporti di tutta la famiglia, bambini compresi, sorride e ringrazia elegantemente ed esce dall’uscita.
Check in – passeggero italiano: Arriva con la sua valigia di 30 Kg quando il limite e` 15. Cosi` si mette nell’angolino e comincia a travasare il contenuto della valigia nel bagaglio a mano. Se quest’ultimo e` ancora peso, si mette la roba in tasca, tanto i pantaloni non vengono pesati. Una volta fatta diventare la valigia di 16 Kg, implorera` pieta` all’addetto pe’ un paga’ di piu`. Alla richiesta dei documenti, la famiglia si guardera` male perche’ un si ri’ordano chi doveva porta` i do’umenti. Alla fine esibiranno quello che riescono a trovare, che di solito e`, nell’ordine: un passaporto scaduto del Regno d’Italia del 1930 rilasciato dal comune di Littoria, una patente-lenzuolo del 1980 con sopra la foto del matrimonio, una tessera dell’Arci del 1995, una tessera del tifoso della squadra avversaria, rubata in uno scontro tra ultras, una tessera della biblioteca scaduta e la tessera del Blocbaste. Una volta terminato il check-in, usciranno dall’entrata, chiedendo permesso agli altri passeggeri in fila.
Metal detector – passeggero straniero: Ripone nella scatola con molta curo il passaporto, la carta d’imbarco, il portafoglio, la cintola, le scarpe e gli spicci che aveva in tasca, attraversa il metal detector, riprende la scatola e si ricompone nell’apposito tavolino messo a disposizione.
Metal detector – passeggero italiano: Mette nella scatola il portafoglio e gli spicci e passa sotto il metal detector. Bip Bip. Torna indietro e si leva la cintola. Ripassa. Bip Bip. Torna indietro e si leva le scarpe. Bip Bip. Torna indietro e si leva il cellulare di tasca (un si sa mai ‘iamasse il papa mentre so sotto il meta detetto). Ripassa. Bip Bip. Arrivano le guardie che lo scansionano peggio di una mozzarella al supermercato quando la ‘assiera un trova il codice a barre. Alla fine la colpa del Bip sara` la collanina con gesu` cristo che gli penzolava dal collo. Quando e` tutto a posto, si ricomporra` in mezzo al corridoio.
Sala d’attesa – passeggero straniero: Si siede di fronte al gate, leggendo un libro. Si alza 10 minuti prima dell’apertura, con in mano la sua carta d’imbarco da esibire alla hostess.
Sala d’attesa – passeggero italiano: Si mette a sede’ e inizia a spippola’ col tablet, ascoltera` musica con gli auricolari cosi` alta che si sentira` da 50 metri, mentre i bambini correranno a destra e a manca con la madre che cerca di ‘ompra` un profumo a buon mercato. Si alzeranno dalla sedia 10 secondi prima della chiusura del gate, perderanno 10 minuti a cercare le carte d’imbarco, facendo incazzare l’autista del pulmino che li portera` all’aereo.
Sull’aereo – passeggero straniero: Riporra` il suo bagaglio a mano nella cassettina sovrastante il proprio posto, dal quale avra` cura di estrarre portafoglio, libro e qualunque altro oggetto possa essere utile durante il viaggio. Spegnera` il cellulare e si siedera`, allacciandosi la cintura e iniziando a leggere il libro. Durante il vole chiedera` alla hostess un bicchiere di te’ e uno snack. All’arrivo, attendera` il momento piu` adatto per potersi alzare e prendere il suo bagaglio (visto che tanto e` inutile scendere prima quando tanto devi aspettare le valigie dopo).
Sull’aereo – passeggero italiano: Mettera` il bagaglio a mano nella cassettina sopra la sedia, ma un c’entrera`, perche’ con qualche stratagemma e` riuscito a portare sull’aereo una valigia che e` il triplo di quanto consentito. Cosi` andra` alla ricerca di un posto abbastanza grande pe’ infilarci il bagaglio. Si siedera` nel posto vicino al finestrino. Pochi minuti prima di partire chiedera` alle persone vicino a lui di farlo passare, perche’ si e` dimenticato il panino col presciutto. Dopo pochi minuti rompera` di nuovo i ‘oglioni perche’ s’e` dimenticato le ‘arte pe’ gioca’ a briscola. L’hostess, passando, gli ricordera` che deve mettersi la cintura. Dopo essersi messo la cintura, con l’aereo in fase di decollo, si ricordera` di spegnere il cellulare, che e` nel bagaglio a mano. Dopo 5 minuti andra` in bagno e dovra` far impazzire le hostess col carrello per spostarsi perche’ deve tornare al suo posto. All’arrivo, applaudira` al pilota e come una lepre zompera` nel corridoio per arrivare al suo bagaglio a mano e arrivare al portellone prima di tutti, rimanendo deluso che dovra` aspettare 20 minuti prima che l’aereo si apra, arrivi il pulman e passi la dogana.
Ritiro bagagli – passeggero straniero: Si mettera` in attesa davanti al rullo, accendendo il cellulare, cancellando le offerte del gestore che sono arrivate. Riconoscera` la sua valigia in un millesimo di secondo, la prendera` e uscira` dall’aeroporto.
Ritiro bagagli – passeggero italiano: Accendera` il cellulare un secondo dopo essere sceso dall’aereo e comincera` a chiamare amici, parenti, amici di amici, amici di parenti, parenti di amici e parenti di parenti per dire che e` arrivato. Mettera` i familiari in postazione strategica davanti al rullo: uno all’inizio, uno alla fine, due al centro e uno sul tetto. Non riconoscerebbe la sua valigia nemmeno se ci fosse la sua foto sopra. Prendera` la valigia di qualcun’altro, che prontamente rimettera` sul rullo senza farsi vede’. Una volta riconosciute le sue valigie (sono le ultime rimaste), le prendera`. Uscira` dall’areoporto dall’entrata.
Ma insomma, e` sempre ‘osi` da tutte le parti, un diciamo ‘azzate. Ecco ‘ome all’estero vedono gli italiali. Siatene fieri!
Ma ammazzati coglione.
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Tu sorella non diceva cosi` ieri sera…
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