O santo dio maiale dammi la forza perche’ stavolta non se ne esce pe’ davvero. Io penso che se un giorno gli alieni venissero sulla terra, specialmente in Italia, penserebbero che siamo dei veri e propri mentecatti.
Andiamo per gradi, ma voi a quella che parla in corsivo non je dareste du schiaffi? Un si pole, la violenza sulle donne un si pole.
Condivido sto video di Paperino con una mano in culo che parla ad un deficiente che segue un’altra deficiente (momento topico del video: “Giovanni, ma che sta succedendo?”) Ehhhhh caro Paperino, un tempo ti squaqquaracchiavi Paperina (i giorni che non la dava a Gastone), ora invece ti ritrovi con una mano nel culo a parlare sto cazzo di corsivo dio cane e poi unn’e` che so incazzato con chi fa sti video (che potrebbe pure andare a fare il bracciante fosse per me), ma con chi cazzo li segue roba che se fossi un professore d’italiano alle superiori dalle manate incrinerei tutti quelli che parlano cosi` e i loro follower, uno per uno. Severo ma giusto!
Ancora gira sta storia che i ristoratori e robe simili non trovano personale. Tie’ eccovi l’ultima arrivata:
Dio cane con 280 euri al mese non ci viene manco la bamba, perche’ diciamoci la verita, dopo 10 ore di lavoro chiuso in un supermercato che fai? Vai a casa a guarda’ Netflix? Suvvia un diciamo cazzate. Ora io un so’ aggiornato coi prezzi in Italia (vivo all’estero). Fammi vede’ su Google va…
Un grammo per 70 euri, con un mese di lavori ti schianti 4 grammi, pero` poi non mangi e non paghi la bolletta, ma tanto la luce che cazzo te ne fai, tanto se lavori 10 ore al giorno un c’hai tempo per guarda Netflix o manco di carica’ il cellulare, quindi l’elettricita` un ti serve. L’acqua, tanto sei a Napoli, vai a fa il bagno al mare. Per il mangia’, beh, mica posso pensa’ a tutto io, boh… E` proprio vero, i giovani unn’hanno voglia di lavora’ mortacci loro non andreste da questo supermercato a dare du’ manate a tutti, clienti compresi? Un si pole fa’, dio cane.
Ilary Blasi e Francesco Totti si lasciano, notizia che ha superato perfino la guerra in Ucraina, il covid e porchiddii vari.
Roba che non ce ne frega uno strabenetto cazzo che possiamo passare il tempo a guardare video idioti del 2012 con 6 like e 1000 views:
No, un ci si salva dio cane, un ci si salva piu`, conviene sperare in un’invasione aliena, oppure in mega cazzi che c’inculeranno a dovere per redimerci, come dicevano i Prophilax:
Oggi, cari lettori, ci si accende un bel cannone e si va ad anal-izzare un artista italiano che dovrebbe essere considerato alla pari dei grandi della musica italiana, roba che De Gregori gli pulisce casa e Sergio Cammariere gli fa da autista (di monopattino).
Parliamo di MC Cavallo, grandissimo artista sardo che, tra le sue tante opere, ha fatto uscire una vera e propria trilogia del culo.
Andiamo ad anal-izzare questa opera omnia.
Il primo brano della trilogia s’intitola “Me li presti due chili di culo?”. Introduce la storia che poi si andra` a ritrovare nelle altri canzoni. La trama e` semplice: la zia del protagonista si accorge di non avere piu` una parte fondamentale del nostro corpo: il culo. MC Cavallo comincia il suo viaggio alla ricerca di un culo extra da poter donare, ricondando il viaggio spirituale di Novalis alla ricerca del fiore azzurro.
Il culo da sempre simboleggia cio` che e` venerato (quante volte la gente si gira a vedere un bel culo che passa) e, allo stesso tempo qualcosa di sporco, di abominevole. Svegliare e accorgersi di non averlo e` la translitterazione di non provare piu` sentimenti sia di felicita` che di tristezza. Il contrapporsi degli antipodi, da sempre al centro delle opere di autori antichi e non, si ritrova in tutta la sua maestosita` nella visione eraclitoriana del culo.
Il viaggio di MC Cavallo parte da una semplice farmacia, dove il culo, pero`, non viene trovato e qui comincia il primo dramma che simboleggia la facciata “sporca” del culo:
Però il culo era finito
Or che faccio lo rubo come un bandito?”
Il farmacista per quanto lo rassicura che dovrebbero consegnarlo, ma, incredulo, MC Cavallo pensa subito al morbo del “sedere pazzo”, chiaro riferimento alla propaganda bieca e populista, ma anche al concetto dell’overthinking, di un cogito che va in contrasto col mondo organizzato delle multinazionali (in questo caso rappresentate come distributori di culo nelle farmacie).
Il chiaro segnale di poverta` (rappresentato dalla mancanza di culo) si espande: si scopre infatti che la vicina di casa si e` accorta di essere anche lei senza culo, tanto da adottare una decisione drastica: il digiuno. Come vediamo il tema dell’alternazione concettuale wildiana ricco/povero, capitalista/socialista, sporco/santo (lo vedremo tra pochissimo) e` sempre presente in ogni strofa.
Il ritornello in se’ dovrebbe far riflettere:
Me li presti due chili di culo
Io non posso, non posso, lo giuro
E di culo due chili me li presti
Io non posso anche se tu li vorresti
In un mondo ormai dominato dall’avere e dall’apparire invece che dall’essere, l’essere umano chiede disperato un aiuto, intrinseco nella filosofia kierkegaardiana, ricevendo in ritorno nulla, il vuoto, come in una pseudo storia infinita dove “un buco è già qualcosa, ma là non c’è nulla!”
Ma l’alternazione deve andare avanti in un ambiente socratiano e troviamo infatti la contrapposizione ecclesiastica:
E allora bussai in un convento
Che nel giardino aveva un grande monumento:
Un gran culo di cemento
Tema, quello ecclesiastico, che si ritrova in altre canzoni di MC Cavallo, come, per esempio, nella canzone di natale “Gesù bambino ha una culla di paglia e Maria lava Gina con la ricotta.” Il convento, simbolo della purezza d’animo, fa da sfondo a quella che sembra essere una soluzione degna, ma, purtroppo, si trova la metafora della corruzione e del marcio della chiesa, perché i frati hanno solo “culi che provocano sciolta”, come Eliot quando dichiarava che “Aprile è il mese più crudele”, quando lo scioglimento della neve mostra il marcio della società.
Il concetto dell’emfindsamkeit dal topos empatico si trova nell’ultima parte della canzone:
Guardandomi dietro mi accorsi del fatto
Che io di chiappe invece di due ne avevo quattro
La soluzione è sempre stata dietro di lui, ma egli era impossibilitato a vedere per motivi ancora ignoti, materiale molto neoplatonico (riferimento forse alla società consumistica?). La zia è ora salva, ma la salvezza costa un prezzo alto: l’entrata nel regno del marcio, del corrotto, dello sporco, un’anima faustiana ormai spacciata.
Così mia zia nel bacino se lo mise
E da quel giorno di cagare più non smise
La seconda parte della trilogia propone un piccolo riassunto di ciò che è accaduto finora. Dopo la breve introduzione, invoca subito un concetto importantissimo dal punto di vista filosofico, il classico “omnia munda mundis”, agli occhi dell’uomo onesto, tutti sono onesti:
Non tutti abbiamo un cuore
Ma tutti c’hanno il culo
Vorrei dargliene un chilo
Ma non posso, lo giuro
L’amore, rappresentato dal cuore, ormai merce dal valore impagabile si contrappone alla collera aristoteliana che, come vediamo, campeggia in abbondanza nella fetida società, tanto da non potersene deprivare ormai abituatici (vorrei dargliene un chilo ma non posso, lo giuro)
La canzone prosegue con una descrizione accurata del valore aggiunto del culo all’uomo-in-società, la cui valenza antropologica si fonde con un nichilismo primordiale.
Non essendo bambino non posso cagarmi addosso
Se caga un africano si riduce all’osso
Se caghi troppo ti diventa il culo rosso
Nell’antichità si cagava in un fosso
Continuamo con dei quesiti cartesiani, che accingono a risposte retoriche prive di valore
Meglio avere un natica che averne zero
Altrimenti l’ano, dove lo possiedi?
Sulla schiena come la balena?
Di no io spero!
E ancora:
Ma tu sai quanto costa una supposta?
Certo che no! Questa è la risposta!
La gioia della zia che ha ricevuto finalmente un culo si ritrova in tutta la sua bellezza omerica, da canoni artistici greci.
Adesso mia zia defeca tutto il giorno
Prepara con la cacca secondo e contorno
Una torta marrone è già pronta nel forno
Si sente nell’aria profumo di buoni
La gioia e la bellezza son però frenate dal male, rappresentato dall’arrossamento del culo. Su tema leopardiano, MC Cavallo esprime il pessimismo cosmico andandolo a narrare splendidamente metaforicando il culo rosso alla disperazione della vita dell’uomo moderno.
La terza parte contiene il ritornello della prima parte, a simboleggiare il legame e il filo conduttore mai fermatosi della trilogia.
Sociologicamente parlando, la zia in questione potrebbe essere la zia di tutti noi. MC Cavallo l’ha capito citandolo più volte e ripetutamente.
Stavolta la zia, essendo afflitta dalla malattia che provocava la sciolta, va dal suo medico, un tale Dr. Rapazzo che le prescrive una cura a base di sesso anale, chiarissimo riferimento a Giovanni Miniello, il ginecologo che voleva guarire il papillomavirus con la pratica sodomita.
La sciolta calava calda lungo i piedi
Così si rivolte a Rapazzo il suo medico
Che le prescrise la cura Rapazzo
Lei mette il culo, lui mette il cazzo
A questo punto, come nei più interessanti saggi di Feuerbach, arriva qualcosa di inaspettato, una sorta di metamorfosi kafkiana armonica: la zia rimane incinta dal sedere e comincia a defecare dalla fica. Chiaro riferimento al marciume mondiale che si regge sull’abuso di diritti. Possiamo confrontare altre canzoni italiane sullo stesso filone narrativo, per esempio, Radici nel Cemento – Il Mondo Gira alla Rovescia.
Rimase incinta dello sburro di non si sa chi
S’era coddata cani, porci, preti e monaci
La cura a base di minca fece il suo effetto
Incinta dal culo, ma chi l’avrebbe detto!
Non poteva mancare, a questo punto, il colpo di scena finale, improvviso, shakespeariano. La zia partorisce dal culo e chi è il figlio?
Essendo marrone
Forse nacque lo stronzo che ascolta sta canzone
Bucando la quarta parete, come la migliore direzione di Woody Allen, MC Cavallo indica noi tutti come figli di questo mondo marcio e corrotto. Un invito alla riflessione e alla meditazione su come questo mondo possa essere cambiato in meglio, senza portar rancore o covare invidia, senza inseguire potere e denaro, ma affidando il nostro cuore ad un concetto di società progressista e innovativa.
Grazie MC Cavallo per questa splendida opera d’arte. Chi non ti capisce non merita la tua poesia.
L’altro giorno apro internet (come fosse ‘na scatola) e di che stanno a parla’ tutti? Della guerra in Ucraina? Seeee… Dello schiaffo di Will Smith? O suvvia! Parlavano di un rigore di Inter – Juve. Capite? Un cazzo di rigore!
E poi vedevi, nel finale, gente che si buttava a terra alla cazzo di cane perché voleva un cazzo di rigore!
“O sciocchino, ma hai fatto la bua nel visino, ora debbo rifare la maschera al retinolo e le sopracciglia ad ali di gabbiano, perbaccolina!”
Allora, a me mi garba quando si menano, si chiama calcio? E dateli sti calci! Nel mulino che vorrei, i calciatori sono bestie assetate di sangue che menano così forte che Cantona è un dilettante.
Ecco le nuove regole del calcio:
– I rigori non esistono: ti atterrano in area? Cazzi tua! T’atterrano fuori area? Cazzi tua!
Boniek sta per essere atterrato fuori area e gli daranno un rigore. Con le nuove regole sarebbe impossibile, primo perché i rigori non esistono e poi perché verrebbe preso a cazzotti senza pietà
– Il fuorigioco non esiste. Anche perché se ti trovi solo davanti al portiere, puoi essere legittimamente messo a terra dai difensori (non è mai bello trovarsi in fuorigioco, almeno che tu non abbia le spalle di Jaap Stam.
Con le nuove regole, Turone poteva scatenare l’inferno!
– I falli non esistono. Se non vuoi essere atterrato, è meglio che studi un po’ di ju jitsu prima di scendere in campo.
Chi aveva veramente ragione tra Zidane e Materazzi? Con le nuove regole tutti e due: insultare è praticamente d’obbligo, prendere a testate è il minimo che si possa fare!Iuliano atterra Ronaldo in area. Con le nuove regole non solo sarebbe permesso, ma Ronaldo può anche rialzarsi e menargli di brutto!
– Sta cose delle partite che finiscono 0-0 deve finire. Si gioca finché uno non segna o finché non ne rimane solo uno illeso.
Chi vorreste in squadra con le nuove regole? Quei babbei di Vlahovic e De Ligt che cadono dopo averli sfiorati oppure Perez, che può prenderti a testate e dopo la partita, senza cambiarsi la maglietta, ha ancora le forze per andare a ballare il tango? (O qualunque cosa ballino in Uruguay, sonasega!)
– Calci d’angolo, rimesse di ogni genere, punizioni… Tutto bannato… I veri uomini segnano da azioni dribblando tutti gli avversari, anche a costo di rompersi un paio di costole!
– La simulazione è il peggiore dei mali. Qualora accadesse, i giocatori saranno immediatamente inculati da Clarence Seedorf.
– Anche gli arbitri a questo punto sono inutili. I dubbi si risolvono tra di noi.
“La palla non era entrata? Vieni a parlarne fuori ghe ti prendo a golbi di gazzo!” Con le nuove regole, Muntari potrebbe dirlo.Si dice che nel 1966, i giocatori della Corea del Nord furono mandati ai lavori forzati dopo aver perso 5 – 3 col Portogallo. Severi ma giusti!
– È severamente vietato ai giocatori di farsi sponsorizzare dalla Gillette o segate varie. Sta cosa dei calciatori che paiono che vanno a balla’ deve fini’. Il solo look possibile per giocare è quello alla Moscardelli.
– Il pubblico deve poter intervenire in qualsiasi momento. Il vostro idolo con stipendio annuale da 20 milioni di euro non segna mai e vi siete rotti il cazzo di svegliarvi ogni giorno alle 5 per lavorare in un magazzino e guidare il muletto fino alle 8 di sera per meno di 1000 euri al mese? Avete il sacrosanto diritto di entrare in campo e menarlo! Ovviamente più alto è l’ingaggio, più lo menate!
Ma quanto è stracazzo meglio il calcio fiorentino?
Quando ero piccino, tipo le medie, girava una barzelletta che diceva per lo piu` cosi`:
Kaori pulisce il pavimento a bucopillonzi, arriva il padrone e sbang, glielo verga nel bogigi e chiede:
“Kaori, lo senti?” “Poco poco!”
Cosi` spinge di piu` e chiede: “E ora, lo senti?” “Poco poco!”
Cosi` glielo borda a fondo e chiede: “E ora?” “Fi, pampo pampo!”
Il narratore, mentre diceva “pampo pampo”, doveva premere vistosamente la lingua contro una guancia a formare una evidente curvatura che, a chi non l’avesse ancora capito, simulava la punta del cazzo che era arrivato fin la`.
A parte che vi vedo che state provando a premervi la lingua contro la guancia, brutti pervertiti, ma comunque sia, perche’ questa barzelletta faceva ridere negli anni 90? Facile, perche’ in tv ci bersagliavano con questa pubblicita`:
Gia` qui nascono molte domande:
Perche’ una giapponese viene in Italia a fare la ragazza alla pari? Come se ne avesse bisogno, cioe’… mentre noi in Italia ci schiantavamo di vino, eroina e 883 in Giappone lavoravano 25 ore al giorno per produrre cessi che ti pulivano il buco del culo col cambio shimano mentre ti affilavano i coltelli;
Non capisco come un giapponese che studi italiano sappia dire solo “poco poco”, di solito le cose che gli stranieri sanno dire in italiano sono “Crazzi, preco, faffanculo, linguini alfredo”;
Porco dio, t’arriva una giapponese in italia e cosa gli proponi? Una pizza? Delle fettuccine al ragu` di cinghiale? Spaghetti alla Montecristo? No… il Philadelphia! Colpa di Kaori, e` capitata a Milano, se capitava a Reggio Calabria ancora era li` che magnava pane e nduja.
La barzelletta si raccontava alle medie, a 10 anni, semplicemente perche’ eravamo circondati da Follonichesi tamarri.
Comunque sia, Kaori fini` nel dimenticatoio con la nuova generazione che la generazione X ha messo al mondo quando promise di finirla con l’eroina, poi si sciolsero gli 883 e il resto lo sapete.
Un’altra persona, barzelletta inclusa che fini` tristemente nel dimenticatoio fu la Signora:
La Signora mangia i Ferrero Rocher e gliene casca uno, sicche’ si china a bucopillonzi per raccoglierlo. Arriva Ambrogio e glielo verga nel bogigi senza pieta`!
“Ambrogio! Sento un leggero prurito al sedere!”
“E te credo, dio boia, co’ tutti i cioccolatini che te magni!”
Anche lei, finita del dimenticatoio, spot e barzelletta compresa.
Si`, lo avrete notato, le barzellette dell’epoca girano tanto sull’essere a bucopillonzi e pigliallo nel cacapranzo quando meno ce l’aspettiamo.
Ora, se vi mettessi davanti un mappamondo, sapreste indicarmi la Palestina? Ve la ricordate? Quella regione che se le dava con Israele e vedevi a giro gente con la sciarpa bianca e nera che supportava la Palestina, che condannava Israele e via dicendo? Dove sono adesso? Cioe’, non e` perche’ ora l’attenzione si e` spostata sull’Ucraina, Isrealiani e Palestinesi hanno smesso di darsele, so’ sempre li` che si bombardano a vicenda… Ma un fa’ piu` notizia, come la barzelletta di Kaori.
Ora bisogna cogliere al balzo la moda e mettere la bandiera dell’Ucraina ovunque. Non dico che non bisogni farlo, ci mancherebbe, il popolo ucraino sta soffrendo e vedere gente, soprattutto bambini, uccisa barbaramente mi fa piangere il cuore, qui stiamo solo discutendo sulla moda di supportare cio` che i media ci propinano.
L’Afghanistan? Gli americani se ne so’ andati, so’ tornati i talebani… giorni, settimane di supporto alla popolazione afghana, supporto alla condizione delle donne sotto il regime, bandiere al vento e poi… puff… scomparso tutto, penso che fosse ricominciato il campionato di calcio. Ma i talebani so’ sempre la` a fa’ danni ehhhhh non e` che se ne sono andati in vacanza in Costa Rica.
E la Burkina Faso? No, non un cocktail, e` uno stato in Africa. Li` c’e` di tutto, guerre, colpi di stato, gente massacrata, sarebbe il paradiso dei conformisti, ma purtroppo non solo sono stati dimenticati, non sono proprio arrivati… Eppure se le danno tutti i giorni…
Provate voi a scendere in strada con la bandiera del Burkina Faso e gridare alla fine della guerra… la gente vi pigliera` per pazzi e forse insensibili visto che la gente sta morendo in Ucraina.
Vorrei uscire un attimo dal personaggio idiota creato da questo blog e dire una cosa:
Ogni guerra, ogni vittima, ogni singola vita interrotta per conflitti causati da capricci dei potenti, ha una sua storia e vale. Non solo la morte della persona in se’, ma anche famiglie che sono private di persone che non vedranno mai piu`, figli che non conosceranno i loro genitori e genitori che non rivedranno mai piu` i loro figli. La guerra non ha colore, i feriti non stanno ne’ dall’una, ne’ dall’altra parte.
Io sono impotente davanti a tutto questo, posso solo mandare un abbraccio al popolo ucraino e a tutti gli altri popoli che sono vittime di guerre ingiuste: curdi, abitanti del Kashmir e dello Yemen, birmani, palestinesi, siriani, afghani, somali, etiopi, azeri, nigeriani e tutti gli altri, nessuno escluso!
Correva l’anno millenovecento-un-mi-ricordo quando i Litfiba venivano fuori con l’album “Sogno Ribelle” e Piero Pelù cantava a gran voce “Io obiettou, disobbediscou!” e la gente aveva voglia di ribellarsi, poi ascoltava gli 883 e se ne andavano in discoteca a fare il pieno di due di picche (l’abbiam preso pure dalla cassieraaaaaa).
Però in quei minuti di ascolto di Linea d’Ombra dei Litfiba, dopo ti prendeva voglia di disobbedire e allora giù colle magliette di Che Guevara, jeans strappati, motorini truccati, bombe molotov, atti vandalici, colpi di stato, divieti di sosta, porcoddii in chiesa e chi più ne ha, più ne metta. No vabbé si scherza però c’era gente che si definiva anticonformista e vedevi il fascista che non andava alla coop perché era da comunisti, il comunista che non guardava italia 1 perché era di Berlusconi, il vegetariano che boicottava il Mecchedonald/Burghy/Burgerkinghe o simili (ma poi si rimpizzava dalla zozza di panini e salsiccia perché va bene dire di no alla carne ma è roba locale, che fai? Distruggi l’economia?), il metallaro che boicottava le discoteche, il satanista che boicottava la chiesa, il cinefilo accanito che boicottava i cinepanettoni e guardava solo i soliti film da 9 bobine, 15 tempi ecc…
Più che altro, la differenza con gli anticonformisti di oggi è che non rompevano il cazzo, anche perché non c’erano i social quindi al massimo lo dicevi al bar o in chiesa, tra una bestemmia e l’altra. Ora, invece, pare vada di moda scrivere in tutti i social che uno non guarda il festival di Sanremo.
“Ahhh ma oggi inizia sanremo, non lo sapevo, non lo guardo!”
Cioè, come se io scrivessi: “Ahhh ma oggi comincia il campionato rionale di dama inculina della città di Vladivadkaz in Georgia, non lo sapevo, non è che si può stare dietro a tutti i campionati di dama inculina, e poi un me ne frega nulla.
Per le regole approfondite della dama inculina seguite i prossimi post, se siete fortunati diventerete dei professionisti della vasella.
“Ahhh ma l’avete visto Massimo Ranieri ieri sera a Sanremo, molto bravo, cantante carismatico, elegante, purtroppo non ne so nulla, d’altronde Sanremo non lo guardo…”
Gli anticonformisti lo devono fa’ sape’ a tutti, che poi diventano così tanto anticonformisti che il nuovo anticonformismo sarà vedere Sanremo alla fine. Un po’ come quando Berlusconi venne votato… “Ma te l’hai votato?” “Io no, e te?” “Manco io!” E alla fine ve lo siete trovato a Roma e un c’era verso di mandallo via, come sanremo che fa il pieno di telespettatori… Mah, devono essere tutti fantasmi mi sa…
E siamo solo a pochi giorni da quando Iva Zanicchi ha annunciato che se vincerà il festival, si spoglia tutta ignuda e mezza Italia è già lì che aspetta col cazzo in mano (scopata anziana, scopata sana) “Prendi questo in manoooooo, zingaraaaaaaaaaaa!”, e tutti online: “Ooooo ma lo sai che la Zanicchi si spoglia se vince? Me l’hanmo detto, io non lo sapevo!” “A sì? L’ho sentito dire, sai com’è, io sanremo non lo guardo!”
“Ciao, piacere, io non guardo sanremo!” E si sentono così anticonformisti che poi si sparano le seghe vigliacche su Fidel Castro.
Io non guardo il festival, ma guardo solo le canzoni su youtubbe. Spero vinca la Rappresentante di Lista perché gasa!
Semmai vi inoltrerete nei paesini vicino Sorano, appena superata la provincia di Grosseto, entrerete nel viterbese. Li`, troverete un paesino con un nome del cazzo: Onano!
Si dice che gli abitanti di Onano siano cosi` stupidi, ma cosi` stupidi che piantano gli spilli per terra, cosi` crescono alti. In questo modo, i paesi vicini non sentono il rumore delle campane.
Deficienti a parte, gli abitanti di Onano sono famosi per una caratteristica: se gli chiedete di dove sono, vi dicono: “Di Onano!”, che pare a tutti gli effetti una bestemmia fantasiosa (Dio Nano). Un po’ come il giochino giapponese “Se Okane ha un cane, di chi e` il cane?” Si potrebbe pure citare l’attrice semi-famosa Clare O’Kane. Sul set, qualcuno poteva dire: “Di chi e` questo costume?” “Di O’Kane!”
Ora, tornando al discorso di Onano. A parte non esserci un cazzo, quindi vi evito anche di fare la strada per anda’ a vede’ che c’e`, la vera domanda e`: chi cazzo gliel’ha dato quel cazzo di nome di merda? Wikipedia segnala tre possibili origini: Uni, Aulo o Auno, ma da Uni a Onano, porco dio, ce ne vole di fantasia…
Fin qui abbiamo visto che esistono posti del cazzo e nomi giapponesi o irlandesi di merda. Ma andiamo in Italia. Una donna a Bitonto (anche qui, altro nome di merda… che gli abitanti siano Bi-Tonti?), poco tempo fa, ha partorito 4 gemelli e come gli ha chiamati? Syria, Swami Pia, Oronzo Loris ed Ethan. Analizziamoli: Syria, a parte la ipsilon messa a cazzo, pole anda’. Swami Pia pare una bestemmia in Swahili. Oronzo Loris sicuramente e` un misto tra Oronzo Cana` e Loris Batacchi e Ethan rincoglionira` per far capire alla gente dove cazzo va messa l’acca e alla fine si dara` all’alcolismo.
Oronzo + Loris = Oronzo Loris. “Babbo, da dove viene il mio nome?” “Da due grandissimi personaggi che riflettono perfettamente la mentalita` italiana!” “Ahahah madonna santissima dell’incoroneta, che zi do` che zi do` che zi do`!”
Fossi io, a 18 anni una bella denuncia ai miei genitori!
Maccio Capatonda secondo me e` un genio. Di recente ha scritto un libro. Sapete come lo ha intitolato?
LIBRO! Lo ha chiamato libro! Ha pure creato una serie di oggetti, tipo una tazza con su scritto: TAZZA!
Ha ragione cazzo! Applichiamo questo suo ragionamento alle persone. Hai un figlio? Lo chiami FIGLIO! Poi, quando ha 18 anni che e` capace di intendere e di volere, si sceglie il nome da solo. Si vuole chiamare Paolo? Si chiama Paolo! Si vuole chiamare Giovanni? Si chiama Giovanni! Per lo meno non gli tocca un nome del cazzo come Oronzo Loris. Si potrebbe anche scegliere diversi nomi a seconda della situazione, tipo uno potrebbe chiamarsi “Sellone Ciompi” quando si presenta ai maschi e “Ciompi Sellone” quando si presenta alle femmine (Questa battuta era brutta, lo so!). D’altra parte, non e` questo che gia` si fa con i genitori e i nonni? Voi chiamate vostra madre col nome di battesimo o MAMMA?
Se una coppia ha due o piu` figli, puo` chiamarli FIGLIO1 e FIGLIO2. A scuola, durante l’appello si puo` dire ALUNNO1, ALUNNO2, ma quando un’insegnante parla con un solo studente, lo chiamera` semplicemente ALUNNO (fino ai 18 anni ovvio). Non bisogna nemmeno sbattezzarsi il cazzo a ricordarsi il nome della propria fidanzatina, bastera` chiamarla FIDANZATINA.
Se whatsappo un mio amico diro`: “Ciao AMICO, vuoi venire alla festa, ci sara` anche AMICO quello che puzza, AMICO droga e AMICA quella che la da` insieme ad AMICA salame in galleria!”
Dopo i 18 anni poi si sceglie il nome che piu` ci piace. A 25 anni non ti piace piu`? Lo cambi! “Da oggi mi chiamo Papete!” “Ciao Papete!”
Nono, ma invece continuate a rincoglionirvi di piu` e a chiamare i vostri figli Oronzo Loris o Salami Pia o come cazzo si scrive, porelli…
Allora di recente ha fatto scandalo la cosa che c’e` uno, allo stadio di Empoli che, all’uscita, ha toccato il culo ad una giornalista. Il tale, Andrea Serrani (perche’ bisogna fare sempre nomi e cognomi ehhh), che, a parte un marchegiano che tifa la Fiorentina fa gia` ride cosi`, ha vista sta giornalista e bang, un bello schiaffone sul bogigi.
Rivediamo i momenti salienti:
Prima un bello sputo sulla mano perche’ fa fico dio bestiaE poi sbedebeng un bello schiaffone sulla chiappa. Back to the primitive madonna troia“Mi esposa stava allo stadio a Empoli señor. Un gringo l’aggredì e la voleva…”“Voi tifosi viola siete dei bastardi, volete le nostre donne e se qualcuno vi dà una coltellata v’offendete!”
Adesso, sto Serrani e` stato denunciato e si becchera` sei anni di galera che meno tre per l’indulto, poi tra costi, cazzi, mazzi e porchi dii verranno convertiti in 30 ore di lavori socialmente utili (barista al circolino Arci).
Ora, riflettiamo su una cosa. Sta giornalista, Greta, ha ragione. E anche sto Serrano, diciamoci la verita`, e` un gran coglione. E ora vado a spiegarvi il perche’:
Poteva andare dalla giornalista in questione e chiederle, gentilmente: “La mi scusi, che le posso tocca’ il sedere?” Cosi`, da bravo gentiluomo, con tutto il suo charme. A questo punto si potevano aprire due scenari:
Scenario 1) La giornalista declinava cordialmente e lui se ne tornava a casa a fassi i cazzi sua;
Scenario 2) La giornalista acconsentiva con un bel: “Icchettuvoi? Toccami il bogigi? Certo, prego, la si accomodi!” e, dopo una bella palpata di culo galante, tornava a casa a fassi i cazzi sua.
Voi, miei fedeli lettori, direte: “O che sarebbe anda’ a chiede a una se gli si pole tocca’ il culo?” E qui toppate, cari miei. Lasciate che vi racconti una storiella:
C’era una volta, ai tempi che ero giovane, prima del covid e puttanate varie, quando si andava a balla’ e la musica faceva tunz tunz, un mio amico che tre volte a settimana (giovedi` universitario, venerdi` e sabato) andava in discoteca e trombava sempre! SEMPRE! Ora vi spiego come cazzo faceva:
Si metteva in tiro, entrava e poi, fregandosene della musica, dei drink e dei porchidii vari, cominciava e chiedeva a TUTTE le ragazze:
“Me la dai?” “No!”
“Me la dai?” “No!”
“Me la dai?” “No!”
“Me la dai?” “No!”
“Me la dai?” “Si`!” “Vai, andiamo!”
Per la legge dei grandi numeri, su centinaia di donne che c’erano, una doveva dire di si` e una bastava!
Indi per cui, il nostro Serrani, poteva semplicemente chiedere a molte ragazze: “Posso toccarti il culo?” E quando una diceva di si`, sbedebeng, una bella pacca sul sedere come si deve.
Che poi il mio amico molte volte portava a casa dei cessi, ma questa e` un’altra storia.
Porello il conduttore, che era li`, che reggeva l’anima coi denti, che diceva: “Un te la prende, un te la prende!” ed e` stato licenziato.
Per il dentista che si e` andato a fare il vaccino col braccio finto dico solo una cosa. C’e` solo un uomo in Italia che puo` esibire un braccio finto con nonscialans… nonchalans… noncialanz… insomma quello:
Allora, di recente in pratica c’e` questa serie su Netteflicchese che si chiama Squid Game. Una brancata di coreani che ruzzano a giochini che se vengono eliminati je sparano. E` successo da qualche parte d’Italia che ora i bambini giocano a un due tre stella e, se uno si muove dopo che quello che conta ha detto stella, viene troncato di botte.
Per lo meno ora c’hanno una ragione, quando ero piccino io e andavo a scuola, o menavi o venivi menato, cosi`, a cazzo, senza una ragione precisa, perche’ gia` negli anni 90 la tamarraggine regnava sovrana.
Ora, io dico, io c’ho un figliolo di manco du’ anni e gli fo vede’ alla tele cose tipo quel troiaio di Bob il Treno, Pokoyo e qualche show con i monster truck, ovvio che poi c’ha i moster truck e ci gioca tutto il tempo facendoli anda’ di qui, di la`, di su, di giu` e porco dio. Unn’e` che gli fo vede’ lo Squid Game. Anche perche’, madonna troia, fa veni’ l’ansia a vede’ quelli che cercano di taglia’ una cazzo di forma da un blocco di miele con uno che gli punta la pistola alla testa.
Da piccino guardavo l’omo tigre, quello che si batte contro il male. Saliva sul ring e (quando non le prendeva), tirava certi colpi alla dio boia che al nemico sanguinavano pure gli alluci. Diciamo che ai nostri genitori di quello che guardavamo gliene strafotteva una sega, basta un rompevamo i coglioni e noi avevamo la coscienza di non menare con uno scopo. Semplicemente ci rompevamo i coglioni e allora bam, giu` colpi alla dio boia.
E poi ci sbucciavamo le ginocchia p’anda in bici e a casa ci facevano il pippone, e ti sbucciavi i gomiti e pitipi’ e patapa’ e poi si beveva dalla stessa bottiglia che ora un si pole piu` fa’ perche’ t’attacchi il covid, l’aids, l’epatite e il virus delle bestemmie (poi bestemmi deita` a caso).
Adesso invece i genitori sono un po’ ipocriti: prima si lamentano di Lino Banfi che dice porca puttena, che se fosse per me gli avrei fatto dire un bel porca madonna: quando un vi funziona l’antenna per qualcosa che avete pagato, cosa dite? Io penso che porca puttena e` l’ultima cosa che direi. Comunque sia, prima si lamentano per Lino Banfi, censurano gli anime, rompono il cazzo col moige e troiate varie e poi, bang, accesso su Netflix a ogni peggio cosa, pure Squid Game.
“Oddio tuo figlio ha menato mio figlio, che educazione gli dai?” “Ahhh, ma la tua era quella che contava un due tre stella con quella musichina idiota o quella che veniva massacrata di botte?” “Io? Che gli faccio pure mangiare lo yogurtino vegano senza glutine e senza bestemmie?” “Ah, ma c’e` sempre il vecchio con la tuta 001?” “E ho beccato tuo figlio che inviava foto su whatsapp a mia figlia mentre leccava un coso di miele!” “Cazzo dici? Che e` sto squid game? Io un me ne intendo!” “Alla fine vince il numero 456!” “Ohhhh cazzo spoileri madonna lorda!” “Ahhhh ma allora anche te guardi Squid Game e glielo fai guardare!” “Tuo figlio s’e` messo la maschera col triangolo e ha menato la maestra!” “Si`, patria o muerte, bravo, vai contro il potere!” (Classica conversazione tra madri/padri di adolescenti menanti o menati)
Insomma, nessuno ci sta capendo un benedetto cazzo su come mai sta serie del cazzo sta avendo successo tra i giovani anche se lo dovrebbero` vede’ solo gli adulti. Colpa dei genitori che glielo fanno guardare o degli adolescenti che poi si menano con motivo?
La prossima generazione che fara`? Mentre uno sta contando per gioca’ a nascondino, gli si avvicina quatto quatto e bam, calcione nel culo a tradimento! Mentre uno guarda le figurine “celo celo celo manca”, all’improvviso, uno da dietro sbam, un bel nocchino di quelli fatti bene! Mentre sei li` che giochi a Re Boia col pacchetto di sigarette e sei tutto concentrato, quello accanto bum, un bel pugno in gola!
Sempre peggio, ragazzi, sempre peggio, se vi dovete ridurre a gioca’ a un due tre stella a 15 anni pe’ menavvi, pensate che noi a 15 anni ci si drogava mentre si guardava Beverly Hills 90210 e si ascoltavano gli 883: loro hanno contribuito molto devo dire. Porco dio che tempi di merda! Sempre peggio.
P.S. noooo ma il mi figliolo va a gioca’ all’aperto invece di sta attaccato al tablet tutto il giorno
Sei troppo analfabeta per leggere quest’articolo? Non hai tempo di leggerlo perche’ devi gioca’ col cellulare? O semplicemente sei cosi` svaccato da unn’ave’ voglia? Nessun problema! Il mago Andre’ lo legge per te!
Le pere so’ bone, soprattutto col cacio, quello che non devi fa’ sapere al contadino senno` t’incula col forcone mentre bestemmia tutti i santi del calendario: “Primo Gennaio, quei gran maiali di san Giustino e sant’Almachio martire!” e via col forcone nel bogigi per altri 364 minuti di puro godimento. E` sempre bene informarsi sulle ricette locali ehhh.
Le pere sono anche quel succo che vi schiantavate all’universita` insieme al rum, che poi col rum e pera ti ubriachi e non sai perche’ (era cosi` dolce…) e poi vagate nelle campagne e finite a dormi` sfranti in una stalla e vi svegliate col forcone in culo mentre sentite qualcuno dire: “31 dicembre: san Silvestro papa gran bastardo!”
Le pere sono anche le dosi di eroina che i ragazzi (in genere del Bagno di Gavorrano, paesello del cazzo vicino Grosseto) si iniettavano alla Finoria (parchetto di merda vicino Gavorrano) o dietro alla Coop (se non dentro alla Coop stessa). Quando abitavo al Bagno, sul pulman per anda’ a scuola a Grosseto, i bagnaioli inventarono un nuovo detto: “Al contadino non devi far sapere, quanto sono buone le pere!”. Era in quei momenti che avevamo bisogno di un contandino, un forcone e il calendario di frate indovino, ma, ahime’, nulla…
Le pere non era facile trovarle (parlo per sentito dire ehhhhh, io al massimo mi so schiantato qualche canna di quelle fatte bene quando vivevo in Olanda), ma quando si trovavano, se le iniettavano con cose varie, succo di limone in primis (a seguire poi tequila, triple sec e sale e prendevi un margarita in endovena) fino ad arrivare all’acquaragia. Ovviamente si schianta, ma potevate scegliere: o vi facevate una bella pera all’acquaragia e finiva li` la cosa, o andavate avanti, aspettavate che esisteva internet e aprivate un blog del cazzo, tipo questo. Che vite di merda entrambe!
L’eroina era tanto comune, molti giovincelli, tra una canzone dei Depeche Mode e una degli 883, si insiringavano, creando il Trainspotting grossetano (Traspottinghe) (Il pub dove Robert Carlyle lancia il bicchiere e` in realta` “l’Irish” al Cassero del Sale a Grosseto.
Ci saremmo sparati pure l’AstraZeneca se l’avessero dichiarata illegale
Buttarsi in vena le peggio cose era l’ordine del giorno, si guardava il calendario di Frate Indovino e si diceva la bestemmia relativa: “10 agosto, quel gran figlio di troia di san Lorenzo scoppiato a forza di Coca Cola” e giu` a pere di Coca Cola (leggetela in maremmano, mi raccomando: “Hoha Hola”. Insomma, chi piu` ne ha piu` ne metta.
Pausa dall’articolo: Mi dite perche’ un eroinomane trova la vena in 1 secondo e un’infermiera professionista ci mette anche 1 minuto quando mi deve prelevare il sangue?
Oggi, la stessa generazione di persone che si iniettavano le cose peggiori si e` emancipata ed e` contro i vaccini del Covid. “Ehhhh ma chissa` che ci mettano dentro, ehhh ma ci so’ i feti morti e i microcippi e i cd polverizzati di Gigi D’Alessio e poi bla bla bla!”
Allora, qualcuno, un genio, ha avuto una brillantissima idea: i green pass falsi. Questo genio ha aperto un gruppo su Telegram dove vendeva green pass falsi a 300 euri l’uno, chiedendo in cambio carta d’identita`, tessera sanitaria e codice fiscale. Poi, dopo aver creato un QR code a caso con Microsoft Paint, chiedeva 350 euri per non denunciare gli acquirenti. Un fottutissimo genio. Promosso a capo del marketing di qualunque azienda voglia! Ma che dico? Minimo vice presidente!
Ricapitoliamo: 300 euri + 350 di riscatto fanno 650 euri. Per non farsi iniettare un liquido a gratis. Negli anni 80 e 90 questi rubavano le autoradio e i televisori pur di farsi iniettare roba che aveva viaggiato nel culo di barbuti sudamericani, mischiata con le peggio cose (non e` che lo spacciatore ti dava la lista degli ingredienti o la provenienza) e ora pagano per non farsi inoculare sto cazzo di vaccino.
Che belli gli anni in cui l’eroina girava libera: “Serviamo il numero 38!” “Si`… un etto di prosciutto cotto e due grammi di eroina!” “80.000 lire!”, i Pooh vincevano Sanremo con una canzone che le pere col caffe’ non bastavano a rimane’ svegli e c’era Bim Bum Bam alla tele, che gli adolescenti dopo le pere poi vedevano Mila e Shiro che facevano la catapulta infernale e la palla si trasformava nell’incantevole Creamy.
Ora invece ci becchiamo i no-vax, i Maneskin, Jovanotti che ancora canta, la carbonara vegana, cartoni animati di merda e poi dice che uno non deve bestemmia’ tutti i santi del calendario.
Allora, in questi giorni si parla tanto dei lavoratori stagionali, che un si trovano perché vengono pagati poco e vengono pagati poco perché il capo non si pole permette’ di pagarli di più perché la gente non va al ristorante che gli manca il personale perché vengono pagati poco che al mercato mio padre bestemmiò.
In un celebre film di Fantozzi, egli (Fantozzi appunto), pranza con Folagra, un comunista vecchio stampo, che gli dice: “È a monte che dobbiamo distruggere!” E sì, dio cane, ve lo devo di’ io che scrivo su un blog di merda che ci so’ 10 errori ogni 11 parole.
Anal-izziamo la situazione tipica (anal-izzare è un termine che ho coniato io e di cui vado fiero, significa “analizzare col culo”): una persona vuole fare il cameriere d’estate, mentre d’inverno vuole prende’ il reddito di cittadinanza da spendere in bamba. Allora va in un ristorante e il ristoratore gli fa un discorso del genere: “Lavori 10 ore, messo a regola per 6 e pagato per 4, paga mensile: 500 sassi. E allora il futuro cameriere, calcolatrice alla mano, pensa: “È meglio prendere 500 sassi per 10 ore al giorno o anda’ a troie coi soldi stampati con la Epson Stylus Color che tanto non si accorgono di nulla (è buio, sanno una sega!)”. La calcolatrice dice: errore, divisione per zero, ma chissà quali cazzo di tasti ha pigiato dio boia.
E alla fine, quelli che accettano di venire pagati in sassi, non è che sono il massimo della camerierità. Pole succede che un bel piatto di pici al ragù di chianina arrivi al tavolo annunciato come “pasta lunga e boh… sugo di carne!” oppure ve li trovate che servono al tavolo col pisello di fuori o vi portino l’acqua gassata invece di quella naturale e voi poi sfogate la rabbia su trippa advaisor.
Allora immaginate la scena: da una parte una brancata di bagnanti, che per undici mesi sono stati umiliati a colpi di presentazioni powerpoint da presentare il giorno dopo da capi che sono stati umiliati dalle mogli che sono state umiliate dal prete. Ora hanno qualche soldino per andare in vacanza e vogliono mangiare bene e spendere pochissimo! Ma hanno un’arma di distruzione di massa: le recensioni su trippa advaisor! Ahhhh abbiamo speso 20 euro per 10 pizze e verga giù un pallino. Un primo di crudo di mare e caviale 12 euro? Mai più!!!! Un pallino! Mi hanno fatto pagare pure il dolce, l’amaro, il caffè e l’ammazzacaffè, che ladri! Un pallino!
Dall’altra i ristoratori che se si azzardano a far pagare 50 centesimi di più un piatto finiscono incrociati su trippa advaisor e quindi fanno tutto senza ricevuta.
Dall’altra (perche’ ci so’ molti parti ehhh) l’agenzia delle entrate che non riceve i soldi perche’ i ristoratori non possono permettersi di pagare le tasse per i motivi che abbiamo detto sopra e quindi meno tasse = meno incentivi per il turismo, meno incentivi = meno gente va a fare il turista la`, meno turisti = posti piu` cari e quindi e` un po’ il cane che si morde la coda. Ovviamente, siamo seri, i soldi pubblici servono per altre cose (non dico cosa perche’ senno` rischierei di essere ripetitivo e banale) (̶b̶a̶m̶b̶a̶ ̶e̶ ̶t̶r̶o̶i̶e̶)̶.
Dall’altra (ehhhh ci so’ molti lati qui) i camerieri che cercano contratti piu` a modo, che vabbe’ servire cose che non si conoscono a bagnanti che non sanno quello che stanno mangiando, pero` per lo meno, pagateli bene, gia` la loro vita fa alquanto schifo tra clienti pieni di pretese che rompono il cazzo a tutta randa, proprietari che gli fanno sgobba’ come muli e cuochi che mandano in sala piatti con caccole misteriose all’interno.
Allora, andiamo dall’altra parte dell’oceano e atterriamo negli Stati Uniti. Qui i camerieri vengono sottopagati ma… la mancia e` obbligatoria! Se ti sei trovato bene, dai qualcosa tipo il 15% del totale, se ti sei trovato veramente bene, puoi arrivare anche al 20 o al 30%. Pero` in America non troverete mai i camerieri che vi vengono al tavolo e vi dicono: “Ohhhh testa di cazzo, dimme che voi da magna’ e fa’ in fretta che devo anda’ ar cesso!”, bensi` troverete camerieri che vi diranno: “Buonasera, io mi chiamo John e saro` il vostro cameriere per stasera. Intanto vi porto dell’acqua, e voi decidete. Se volete posso consigliarvi bla bla bla bla bla!” E poi non ve lo levate piu` di culo tutta la sera a chiedervi “Come va? Tutto ok?” Infatti, in America, la gente dice: “Se non hai i soldi per dare la mancia, non c’anda’ al ristorante!”
E qui volevo arriva’. Se i ristoratori pagassero tutte le tasse e facessero i prezzi che devono fa’, includendo anche i costi per i camerieri, e la gente andasse al ristorante solo se pole permettersi pure la mancia, sarebbe meglio! Se sei in vacanza, non e` detto che devi per forza anda’ a magna’ a ristorante a pranzo e a cena, puoi anche farti un panino del Lidl e poi lamentarti su trippa advaisor che l’aria condizionata al Lidl e` troppo fredda.
Ma da un popolo che si abbuffa di pseudo-sushi all-you-can-eat a 9 euri pretendendo di fare l’esperto giapponesone perche’ sa nominare ben 2 personaggi di Dragonbolle e poi dopo corre dritto a casa a scrive’ le recensioni negative perche’ il valore per lui era 2 euri, che cazzo v’aspettate?
Date retta a me, se un c’avete i soldi p’anda’ a ristorante, fatevi la pasta al tonno a casa, un telefilm su iutiubbe e poi un bel cannone! Dio bove che bella serata, il massimo della galanteria.
Quello della scopa nel culo è un tema ricorrente in molte culture. Da piccolo mi ri’ordo ti c’era un gruppo punk di cui, ahimé, non ricordo il nome, la colpa è del THC che mi so’ schiantato in Olanda, te lo dico io; insomma sto gruppo cantava “La scopa in culo noooo, la scopa in culo noooooooo!”, anzi, nella strofa prima del meraviglioso e poetico ritornello, cantavano ciò che avrebbero preferito, tipo “Cacatemi sul mento, pisciatemi sulla schiena, tutto ma questo no! La scopa in culo nooooo…” De Andre’ non era un cazzo a confronto!
Il tema della scopa ner culo è stato affrontato pure da Elio e Le Storie Tese. Famosa è, infatti, la frase finale di Servi della Gleba, dove la voce di Faso dice: “Vuoi che mi metto una scopa nel culo e ti ramazzo la stanza?”
Prima dell’elettricità la gente spazzava, e tanto, pure 3 o 4 volte il giorno. Poi vabbè, sai com’è, ci si annoiava, magari tra una spazzata e l’altra, le massaie la scopa ner culo se la mettevano davvero, ma un c’è dato sapello perché ancora un c’era né internet, né il uord uaid uebbe e manco motherless.com. Insomma, almeno che Leopardi non abbia scritto qualche poesia a riguardo, un si sa.
L’elettricità cambiò nettamente le cose. Le scope lasciarono spazio a gli aspirapolveri e culi un po’ dilatati, poi gli aspirapolveri lasciarono spazio agli aspirapolveri smart, di forma, di solito, cilindrica, adatti sì per aspirare i granelli di sudicio ma con un po’ di problemi per infilarseli ner culo.
Oggi la gente un spazza più, le scope sono là, nell’angolo, immacolate, magari, sì, ecco, con la punta del manico un po’ marroncina (ehhhh… che ci fate, dite la verità), e si preferisce mandare l’aspirapolvere smart, che esce dalla sua bat-caverna dove si ricarica, pulisce e poi torna a caricarsi. Perché nella società di oggi bisogna risparmiare tempo ad ogni costo, ci s’ha da vede’ che c’è su netflicches che poi passate più tempo a decide che cosa guarda’ che il tempo a guardallo. Ehhhhhma il tempo è denaro, manco voi lo passaste a leggere il sole 24 ore pe’ vede in che titoli investi’ in borsa!
Che poi invece di investi’ in borsa, spendete migliaia di pleuri pe’ compra’ quer cazzo di Bimbi. Un tempo era diverso, dio cane, andavi nell’orto, prendevi due carote e almeno una te la magnavi (l’altra, per chi non l’avesse ancora capito, faceva la fine della scopa, così acquistava pure un’aroma parti’olare). Ora nooooo, bisogna compra’ il bimbi che già ci vuole tempo pe’ quello che ti viene a fa’ la dimostrazione e poi bisogna anda’ al supermercato a compra’ le carote, poi metterle a cuocere esattamente come scritto su internette, selezioni temperatura, diametro del buho der culo, tempo e, se sbagli di un microsecondo, il bimbi esploderà lanciando carote a razzo che, guarda caso, arriveranno nel bagno mentre vi state facendo la doccia e siete chinati pe’ piglia’ il sapone. Ehhhhh la vita è un temporale, si sa, e pigliallo ner culo è un lampo!
Alla fine tutto sapeva di meglio ai tempi antichi, tutta roba più fresca, ci si lavava una volta ogni tanto, poi hanno inventato che apri la doccia e esce l’acqua e alla fine la topa un sa più di nulla, ehhh bei tempi il medioevo! E poi si sta sotto l’acqua per 20 minuti che, dico io, hai comprato un mac da dumila euri, hai accesso a tutto il porno immaginabile, sedia supercomoda, fazzoletti di seta al mentolo, e proprio sotto la doccia vi dovete fa’ le seghe? Da domani, orsù, si apre la doccia, ci si bagna, si chiude la doccia, ci si insapona, si riapre, poi si richiude, ci si fa un segone pensando a quella che gli si vedeva mezza tetta in discoteca nel 1997, poi si riapre un minuto e si esce.
Stessa cosa vale per quei cazzo di SUV che vi comprate pe’ fa i fichi in 50 rate da un rene. Che poi c’avete il pulsantino che vi parcheggia da solo, roba che ai tempi mia si parcheggiava in retromarcia ascoltando i black sabbath a tutto foco, non come quelli che abbassano il volume quando devono parcheggia’. Un tempo prendevi il pandino caricato a bestemmie e andavi al circolino a gioca’ a brisca, e siamo sempre tornati a casa pure dopo due bottiglie di Zedda Piras facendo lo slalom tra i cinghiali. Anzi, probabilmente avevamo trovato una che ce la dava ma stava a Fanculandia Marittima mentre noi stavamo a Monculi Scalo e siamo arrivati ovunque al grido di “Viva la fica”, senza navigatore, senza smart car, senza troiaio per il parcheggio, senza abs, air bag e porchiddii vari. Solo cassette e tante, tante bestemmie, mica come ora che sali e dici: “Kitt, portami a trans” e bang, senza manco guida’ ti ritrovi in una piazzola di fronte al Camp Darby tra Livorno e Pisa con un travone ner culo.
E poi andate a giro a fuma’ le cazzo di sigarette elettroniche che sanno dei gusti più strani: mentolo vanigliato, petricore o carota marroncina. Ehhhhh ma ai mi tempi ci si faceva le canne al parchetto, ora si deve compra’ le e-cigarettes che sanno di topa (che, come abbiamo visto, al giorno d’oggi è come leccare il polistirolo). E mi raccomando, le dovete sfoggiare insieme all’ultimo modello di iPhone, che si scrive con la i minuscola sennò sia mai che il fantasma di steve jobs si materializzi di notte infilandovi un carica batterie nel culo. Ehhhhhh ma a me mi serve l’ultimo modello perché c’ho da posta’ i video di me che m’infilo la scopa ner culo su tik tok e ho bisogno di diecimila giga di ram, e poi c’ho da aggiorna’ lo status su facebook, poi istagramme, poi motherless.com, poi c’ho da fa le foto coi filtri da cane… Ai tempi mia si pipava, quand’era tempo di vendemmia, tra un grappolo e l’altro zac (vi do una dritta, unn’ho ‘omprate piu` il vino bianco…)!
Poi fate i figlioli e un c’avete voglia di stacci insieme e li piazzate davanti al tablet a guarda` i video o a gioca’ a quei giochini di merda che poi ogni dieci minuti ti chiedono di comprargli le vite, le stelle, le stalle e i potenziamenti e giu` a forza di 1 euro 1 euro 1 euro vi siete sputtanati il budget di 3 mesi p’anda’ a zoccole! Bene quando i babbi portavano i figli a gioca’ a pallone, convinti che diventavano i nuovi centravanti del Real Madrid e invece hanno poi fallito il provino pure per la Viterbese.
E poi dovete ave’ sti cazzo di schermi giganti… 60 pollici, 80 pollici, 2000 pollici pe’ vede i film con Alfonso Tomas a bassa qualita` da YouTube.
Alfonso Tomas nelle sue interpretazioni del cameriere per le quali doveva essere nominato all’Oscar.
E poi, con tutti sti mega schermi, 4K, 5K, 10K, e dolby surround e noise reduction e 3D, 4D, vi abbonate a sti Netflicchese, Amazon Praim, Hulu e poi alla fine vi guardate le ricette della Sora Lella su Iutiubbe, che ora siete tutti esperti di cinema mentre ieri vi schiantavate di risate con le scene con le scurregge di Boldi e De Sica. E poi le mettete uno in ogni stanza, pure nel cesso! E la sera, con la vostra dolce meta`, vi addormentate teneramente guadando Brekkin Bed e vi risvegliate con Netflix che vi chiede: “Stai ancora guardando Brekkin Bed?”, invece di pipa’… Ve lo immaginate Rino Gaetano che canta: “La geste si sveste, comincia un mondo, un mondo diverso, ma fatto di Netflix e chi vivra` vedra`!
Che poi a dirla tutta un tempo se avevate voglia di infilarvi qualcosa ner culo bastava la scopa, ora trovate pure i vibratori smart quelli che te li butti ar culo e un’altra persona li fa vibra’ col cellulare. Tipo che siete in un meeting, il vostro compagno vi manda un whatsapp e brrrrrr vzzzzzz vzzzzzz… e saltate dalla sedia.
E poi ancora frighi smart che ti dicano che e` finito il latte, congelatori smart che ti dicono che il vecchio congelato per ritira` la pensione si sta risvegliando, lavatrici smart che ti dicono che hai lasciato 5 euri nella tasca dei pantaloni messi a lava’, tostapani smart, cucine smart, lampadari smart e che cazzo, e datece tregua! I soldi del reddito di cittadinanza so’ quasi finiti, un si pole stacci dietro a tutta sta tecnologia del cazzo.
13 agosto 1987 – Grosseto. La sera succederà una cosa che resterà negli annali della città: ci saranno gli Spandau Ballet in concerto. Segnatevi questa data perche’ da li` in poi, a Grosseto, non succedera` piu` un cazzo! La coppa campioni vinta dalla squadra di baseball? Nulla a confronto! Lo scontro del Grosseto per andare in serie A? Ma nemmeno un decimo della gente c’era… Pensate che a Grosseto c’e` ancora gente che dice: “Non mi divertivo cosi` da quando vidi gli Spandau Ballet nel 1987!”
Prendiamo adesso una citta` molto simile a Grosseto, stesse mura, stessa vicinanza dal mare, stessa grandezza, stessa regione: Lucca! A Lucca c’e` il mondo!
Questo e` quello che succede a Lucca in fatto di concerti in una normale settimana di luglio. A Grosseto e` gia` tanto se sono venuti gli Spandau Ballet nel 1987!
A Lucca, negli anni scorsi, hanno creato una piazza apposta per i concerti, e sapete chi hanno chiamato a suonarci? Gli Spandau Ballet? O suvvia! I Marduk? Quasi! Hanno chiamato i Rolling Stones! E loro hanno pure accettato! E se vengono a Grosseto ndo’ se mettono? Lo stadio e` ancora pieno dei fan degli Spandau Ballet che so’ li` dal 1987.
Ogni anno, a Lucca, c’e` una piccolissima fiera del fumetto. Inutile dire che ci sono solamente pochissime persone e passa inosservata.
Qui vedete un paio di persone che sono al Lucca Comix, tra di loro, se guardate bene, troverete un grossetano con la bandana comprata al concerto degli Spandau Ballet il 13 luglio 1987.
E del Lucca Film Festival ne vogliamo parlare? (No, un c’ho voglia).
Ora, il piu` attento dei lettori di questo troiaio di blog dira`: perche’ a Lucca tutto e a Grosseto niente?
Perche’ Grosseto fa schifo. Ma non mi capite male, la bellezza c’e`, le mura, la statua del Canapone in Piazza Dante, il duomo, la statua del contadino che un garba a nessuno, insomma, non fa proprio schifo esteticamente. È la mentalità che fa schifo.
Ecco un paio di cose che succedono, o sono successe solo a Grosseto:
– a Grosseto non si può avere, nel centro storico, un locale che sia piccolo e che venda roba non italiana e ogni insegna deve essere scritta in alfabeto romano;
– a Grosseto è obbligatorio fare il presepe a scuola e le scuole ricevono soldi pubblici per farlo;
– una volta il Grosseto calcio giocò contro il Gavorrano nel campionato di serie soncazzo. Il Gavorrano vinse a tavolino perché i dirigenti non sono stati capaci a trovare le chiavi dello stadio;
– le ferrovie hanno creato un Freccia Bianca che va da Milano a Grosseto. È come un interregionale ma costa 3 volte di più;
– un locale a Grosseto era riuscito a ingaggiare per un concerto gli Skunk Anansie. Hanno dovuto cancellare perché il locale venne chiuso perché non aveva gli estintori. Da quel giorno non ci fu un locale di musica dal vivo per anni;
– a Grosseto, i locali in via Roma devono chiudere prima degli altri perché in un negozio in quella via si diceva che il cugino del fratello del porcodio spacciava la droga;
– a Grosseto hanno dato fuoco alla targa che commemorava i partigiani. Il sindacone ha dato la colpa ai comunisti perché volevano solo incolpare i fascisti;
– a Grosseto, nei gironi che l’Unione Europea decideva sul dare o meno dei fondi all’Italia per il Coronavirus, il sindacone ha tolto dal comune la bandiera europea, perché dobbiamo far vedere che siamo sovranisti fino alla fine dio cane;
– a Grosseto non troverete un cazzo di lavoro decente. Solo multi level marketing e badanti. In pratica 60 mila persone che tentano di vendersi prodotti a vicenda, vecchietti compresi;
– a Grosseto, ci fu la prima notte bianca, cazzo, me la ricordo ancora: due locali aperti. La stessa sera, alla notte bianca a Viterbo c’era il mondo porco dio, tra locali, giocolieri, musicisti, ma nooooo a Grosseto si rischiava di divertirsi troppo;
– il fumo a Grosseto fa schifo. Scordatevi le belle canne di Sativa Haze pura, a Grosseto troverete solo hashish e pure di scarsa qualità;
– la BBC Grosseto vinse la coppa dei campioni di baseball nel duemilaequalcosa. Dopo pochi anni fallì miseramente, lo stadio non fu più considerato (e pensare che per i mondiali di baseball aveva un terreno che pareva un panno da biliardo). Oggi Grosseto non ha più una squadra al top del baseball.
Potrei andare avanti, ma penso che abbiate capito il concetto.
Vediamo adesso al posto topico di Grosseto: il centro storico. Ora, in una città normale, il centro è pieno di cose da fare, di gente briaca e fichetti fatti di bamba. Casino fino al mattino e via. A Grosseto, se provate anche solo a fare un piccolo concertino di 4 bischeri e 10 persone che l’ascoltano, finisce più o meno così:
A parte il fatto che il tastierista era quello di Povia e già questo vi dovrebbe dire così tanto che potremmo iniziare a parlare di terra piatta e di massoni che s’inculano frati vestiti da topolino, ma il bello è che la gente dà pure ragione a chi ha lanciato la secchiata:
In una città normale, uno compra una casa nel quartiere che preferisce. Se porco dio non vuoi sentire la musica (quando c’è), se non vuoi gli schiamazzi e troiate varie, non compri la casa in centro, facilissimo. Ma nooooo bisogna lamentarsi dal sindacone, peggio che all’asilo: “Maestra, robertino parla male di marchino!” Roba che se a Palermo va di moda l’omertà, a Grosseto va di moda di non farsi i cazzi propri.
Come dite? Volete un altro esempio di stronzate fatte a Grosseto. Bene! A Londra, qualche anno fa, fu eletto Sadiq Khan, nuovo sindaco musulmano. A Grosseto, magicamente, comparvero i soliti fascistelli del cazzo con questo striscione:
E in effetti si dice che da Londra mandarono un bella email dicendo: “E sti cazzi?” (Quella mail deve ancora essere aperta perché quelli di Forza Nuova non hanno ancora capito come si accende il computer). (Non sono sarcastico).
Ecco un paio di progetti che rilancerebbero Grosseto, ma che invece di essere pensati vengono buttati nel cesso:
– C’hai un cazzo di aeroporto, belle spiagge e cibo buono? Ma madonna laida altre città c’avrebbero già messo voli low cost per nord europei squattrinati, con tanto di pulman che ti porta fino a Marina (un esempio? Faro in Portogallo). Ma a Grosseto no, al massimo voli con una fionda gigante;
Il progetto di Casapound per il nuovo aeroporto civile low cost di Grosseto.
– Baseball dio cane! La città del baseball… Investiteci! Invece di sta’ dietro a quel cazzo di calcio che non vince mai un cazzo;
– Rivaluta una piazza, facci un bel palco e fai un bel festival di musica. La gente che vive nel centro storico al massimo tirerà qualche secchiata e un paio di bestemmie palindrome, è dio lo gnomo mongoloide;
– Università di siena a grosseto? Ma fonda un polo tuo con lauree attinenti e corsi in inglese! Una piccola università attira studenti che spendono; Come dite? Una piccola città non può avere un’università propria? E allora Santiago de Compostella? E Viterbo? Diu garo!
– Marjuana legale e controllata, ma solo in via San Martino. Per la fame chimica si riapre lo Scapecchi;
– Affittare studi a poco prezzo ad aziende hi-tech che vogliono investire, per rendere la maremma un posto dove chi sa programmare non debba necessariamente trasferirsi all’estero. Ma nooooo a che cazzo serve il compiuteee!
Insomma, Grosseto fa veramente caca’! Mentalità arretrata, razzisti ovunque, fascisti a secchiate (Casapound è nel consiglio comunale), un sindaco che fa pietà e gente che si lamenta di continuo.
Perché la provincia può essere stupenda, con le montagne, le colline, le spiagge, il bel tempo, il vino, il cinghiale, le bestemmie e tutto il resto, ma Grosseto città fa troppo schifo!
Io sono nato negli 80 e cresciuto nei 90, di quando c’era il festivalbar, che poi non ho mai ben capito come funzionasse: gli artisti si esibivano in playback e poi, dopo qualche serata, arrivava uno che annunciava il vincitore. Televoto? Non c’era. Votazione online? Macché: già eravamo contenti se scaricavamo un pornazzo di 5 secondi a bassa qualità in 25 giorni per poi vantarsi con gli amici brufolosi. Gli anni in cui vincevano gli 883 quando Max Pezzali non era ancora entrato in depressione e di quando spopolava una cantante chiamata Corona, che era italobrasiliana e che un anno condusse proprio il Festivalbar. Poi partecipò pure quell’anno, un po’ come se Amadeus a Sanremo si levasse lo smoking e si mettesse a cantare una canzone in gara. Conflitto di interessi? Ma ti pare? La tv era pure di Berlusconi… Tanto, come detto sopra, non si sapeva come si vinceva o cosa si vinceva.
Per noi 40enni, Corona era lei, la cantante dance che spopolava nelle discoteche insieme all’estasi che gli spacciatori tenevano nelle mutande, sotto le palle.
La stessa gente che comprava le pasticche che avevano toccato lo scroto di uno spacciatore calabrese sudato, oggi sono quelli che pagano 50 pleuri per una confezione di Amuchina.
Ma andiamo con ordine. In Italia pare sia scattata la germofobia. Così, di netto! Se ieri la gente si mangiava le caccole, mangiava i panini con la salsiccia cruda dopo essersi pulita il culo o pagava profumatamente mignotte per scopa’ senza preservativo, da oggi sotto di Amuchina! Che poi è quella gente che ha così tante malattie veneree prese dalle troie che hanno la cappella del cazzo blu. Ogni volta che vogliono trombarsi la moglie si inventano il gioco di ruolo: “Facciamo che tu sei puffetta e io il puffo puttaniere? Abbellaaaa quanto voi per una puffatina??? Ma lo pigli anche nel puf-bogigi?”
Allora, dopo aver parlato, nei post precedenti, di lega, di mose e altre troiaiate varie, riprendiamo la calcolatrice. Al tempo in cui scrivo, i morti per corona virus sono 2750. Al mondo siamo 7 miliardi. Vediamo in che percentuale sono morti:
Lo 0,00003%. Gente che magari vi stava pure sul cazzo, cazzo volete saperne. Per dire, hanno fatto più stragi le pasticche nascoste nelle mutande degli spacciatori comprate dalla gente che cantava “Tis is de ritom ov de nait, de nait oh yeah!”. Hanno fatto più stragi i vecchietti che entrano in autostrada contromano. Hanno fatto più stragi tutte le bombe messe dalla mafia, camorra, brigate rosse/nere/multicolori. La lista potrebbe continuare a lungo…
Ora, che senso ha, secondo voi, mettersi la mascherina per andare a fare la spesa se le persone contagiate sono così poche? La mettevate anche quando a giro c’era l’influenza? Abbiamo visto che non mettevate manco il goldole, faveblù!
Ma noooooo, Studio Aperto ha detto che c’è il corona virusse, peri’olosissimo, bisogna fa’ scorta di simmental e rintanarsi in casa stile bomba atomica. Il TG1 ha detto che se si starnutisce si more. Il TG di Tele Lecco ha detto che arriverà l’epidemia tipo peste e che ti verrano via pezzi di arti così, come se rompessi una baguette. Che poi Tele Lecco non so manco se esiste. Tele Heba ha detto che se hai la fava blu è un casino… Insomma… La paura è venuta un po’ a tutti quelli che guardano assiduamente la televisione. Vi immaginate il contadino molisano che va nel campo a raccoglie i pomodori con la mascherina? Ci siamo ‘apiti via.
Una volta uno a Tele Lecco, in diretta, starnutì dicendo un bel “Ecciù…cciamelo!” e poi si scoprì che aveva la fava blu. Questa frase non ha senso, ma tanto manco le puttanate che vi proninano a studio aperto hanno senso, quindi un vi lamentate.
Senza parole.
Quello che voglio di’, è che penso che in Italia si sia dato troppo risalto a questo virus che, come abbiamo visto, ha ucciso più gente l’alcol che il corona virus. Allora perché tutto questo accanimento?
Che poi già l’italiano medio non ha voglia di lavorare, dategli pure una buona ragione per stare a casa in quarantena sul divano a guarda’ i video di Tiktok. Ovviamente malattia pagata dall’inail, sia mai…
Che poi ho visto le penne lisce non l’ha volute nessuno, fanno schifo anche in tempo di epidemia.
Insomma, se proprio pensate che dovete mori’, per lo meno pipate di più!
Chiametele come volete: seghe, pugnette, handjobs (per i lettori più internazionali), cinque contro uno: piangi o ti strozzo (per quelli più fantasiosi), appuntamento con Federica la mano amica, comunque sia, le seghe ce le facciamo tutti. Che gli uomini siano single, sposati, con figli, non c’è cristo che tenga: tutti ci masturbiamo!
Quando ero piccolo, il materiale pornografico non era molto reperibile, a parte qualche numero di “Le Ore” che girava nella scuola media o qualche fumetto zozzo nascosto sotto i cespugli della spiaggia di Pratoranieri.
“Soldato, vada a comprare il Sole 24 Ore!” “Ma fuori piove!” “Allora compri solo Le Ore!”
Poi venne il Postalmarket… Una società che vendeva roba per posta, ma, se scorrevi sulla pagina dell’intimo, potevi ammirare mutande di pizzo trasparenti indossate da modelle col figone anni 80. A quei tempi andava così, mica come ora che vanno di moda le passere rasate. Ma quello bastava per scatenare la fantasia erotica di noi 13enni.
Un giorno a casa di un mio compagno di classe, trovammo un giornaletto zozzo del padre e ricordo bene questa donna, di mezz’età, a gambe large che mostrava la foresta e niente più, niente labbra o altro, solo sta peluria immensa, e bastava a consolarci…
Poi la televisione, oh la televisione… Alzi la mano (e il cazzo) chi di voi si ricorda la scena di Serena Grandi sull’amaca con Paolo Villaggio che a momenti gli piglia un infarto…
Tutt’un tratto arrivò internet! Prima la versione lenta dove dovevi aspettare 15 minuti per una foto zozza, poi un po’ più veloce, dove con 3 ore avevi un filmino di 5 secondi con due quadrati che si muovevano e poi l’internet attuale dove ci sono più pornazzi che pagine di Wikipedia.
Non è raro imbattersi in video in cui si vede qualcuno che si masturba. Semplicemente, hanno montato la telecamera su un piedistallo, si sono ripresi mentre si gingillavano e pio hanno pubblicato il tutto online. Così arriviamo al primo livello: masturbarsi guardano qualcuno che si masturba.
Esistono tipi che si masturbano online su Skype o altri programmi che in realtà erano pensati per migliorare i meeting e rivedere i propri cari più spesso e invece… Sti tizi poi, mettono il video online et voilà: masturbarsi guardando qualcuno che si masturba mentre guarda qualcun altro masturbarsi.
Entriamo nella categoria delle telecamere nascoste. Un bel video online ed ecco il massimo:
Mastrubarsi guardando segretamentr qualcuno che si masturba mentre guarda qualcun altro che si masturba mentre guarda qualcun altro masturbarsi mentre guarda un pornazzo dove di masturbano che al mercato mio padre comprò.
Un voglio di’ niente, ma al mondo c’è gente che si tromba le pecore.
A L’aia, città olandese che, tra le altre cose, ospita il parlamento, vicino alla stazione centrale, sorge il Mingle Mush, un posto che riunisce vari tipi di fast food, dove si può mangiare un pak krapow decente per 8 euri, sempre che vi piaccia la cucina tailandese. Il Mingle Mush ha una particolarità: nessuno dei chioschi accetta contanti. Solo carte. “Una birra!” “3 euro e 50” “Biiip!” “Un panino libanese con le falafel!” “5 e 50!” “Biiip!” Ed è così, tutto un bip dalla mattina alla sera, e questo è solo un esempio dei migliaia di posti in cui non si può pagare in contanti.
Ma… Perché la decisione di non accettare contanti? Principalmente per una questione pratica. Se andate al Mingle Mush verso mezzogiorno, vedrete un fila ignobile al baracchino tailandese. Pensate voi se si dovesse pure perde’ tempo a da’ il resto a tutti, magari quando tutti vengono con 50 euro: “Ehhhh ma un ce l’ho spicci, aspetta li vo a cambia’ al tabacchino, torno subito eh!”
Altra cosa comoda è la facile divisione dei conti. Se in azienda siamo dieci e vogliamo dieci pasti a porta’ via, non è che ci si va in dieci, e manco ci mettiamo a raccoglie’ gli spicci come si faceva alle superiori per la ricreazione (che poi tutti hanno sempre la banconota da 50 e non è che gli spicci escano dal culo), si manda uno che paga tutto con la sua carta e, dopo, invia un Tikkie sul tuo Whatsapp. Tikkie è un’app che ti permette di creare una richiesta di pagamento e inviarla ovunque, il ricevente apre il link che lo ridirige alla sua app della banca e paga, tutto in circa 10 secondi.
Un altra ragione per cui il Mingle Mush accetta solo carte è quello della sicurezza. Nessuno con una pistola può entrare e dire: “Fermi tutti, questa è una rapina!” “Mi dispiace, tutti i soldi sono stati trasferiti in tempo reale al conto corrente, non è che posso ritraferirli indietri!” “Ah… Ho capito… Allora prendo una coca cola!” “Sono 4 euro e 50!” “Ahhhh e poi sarei io il rapinatore!”
Ora ve la sparo lì, ché mi è tornata in mente: Un giorno guidavo sull’Aurelia, mi so’ fermato a un bar e, dopo aver consumato, il conto era di un euro e dieci centesimi. Gli detti 1 pezzo da un euro e un pezzo da 50 centesimi. Il barista mi dette 10 centesimi di resto. “Scusi, guardi che le ho dato 1e50, il resto è 40 centesimi!” “No, lei mi ha dato 1e20!” “No, dio cane, t’ho dato 1e50!” “Hai le prove?” “Guardi, per 30 centesimi sono sempre il solito stronzo, ma spero che le usi per comprarsi le medicine!” Capite bene che scene così, al Mingle Mush, non le vedrete mai.
In Olanda, le banche pongono un limite sul prelevamento di contanti (e questo è normale), ma anche sui versamenti in contanti. Sì, se mi regalano 100mila euri in contanti, non posso andare in banca con la valigetta. Le banche ti fanno versare contante solo 6 volte all’anno senza spese. Dopo 6 volte, paghi una bella percentuale.
Il lavoro viene pagato con addebito su conto e busta paga inviata via email. Il Iavoro nero non è così comune, perché, con i contanti, rischi di non poterci fare un cazzo.
A L’aia, perfino i pulman non accettano più contanti, quindi, o avete una tessera o una carta o andate a piedi. Facile.
“Buongiorno, un biglietto per Amsterdam, pago in contanti!” “A piedi, orsù!” “Ma sono 42 chilometri!” “E 125 metri!”
L’altra sera, su internet, ho visto un servizio delle Iene. Non che dia molta credibilità alle Iene, non mi è mai piaciuto come montano i video delle interviste per far dire ciò che vogliono loro, ma comunque sia, vera o no la storia, ci dovrebbe far riflettere. Un signore va alla ricerca online di gente che vende Rolex. Li contatta e paga con assegno circolare. Per verificare che l’assegno circolare sia vero, fa chiamare la banca dalla vittima che risponde di sì, peccato che l’assegno sia falso e la telefonata è stata in qualche modo dirottata a chissà chi.
Dopo questo servizio, io mi son detto: Ste cose in Olanda non potrebbero mai capitare! Tu mi dai l’orologio, io ti pago via mobile banking in tempo reale. Punto, fine della storia. Com’è possibile che al giorno d’oggi succedano ancora ste cose?
In Olanda vedrete pochissime persone chiedere l’elemosina, per il semplice fatto che la gente non ha gli spicci. Saranno mesi che non tocco una moneta e non so più che cazzo di forma o disegno abbia.
Sapete che in Italia c’è ancora gente che va dal proprietario di casa ogni mese per pagare l’affitto in contanti? Soldi che, ovviamente, vengono messi sotto al materasso. Tu hai un tetto, io guadagno e lo stato se ne va in culo.
In Olanda si va al coffeeshop a comprare la marjuana, si paga con la carta e il negozio paga le tasse. Io mi diverto, tu guadagni e lo stato va avanti. Semplicissimo, pure una scimmia direbbe che è un sistema eccellente.
In Italia, quando vai al bar e ti dicono: “Ao, so’ 5 euri e 60!” “Pago con la carta!” “Astronzo! Ce pago le commissioni, damme li sordi veri!” “Ho 50 euro!” “A testa de cazzo, un c’ho da fatte er resto, bada sto pezzente!”
Ora, la gente più attenta dirà: “Ma a me che cazzo me ne frega se in Italia si paga coi contanti o con la carta? C’è la partita tra poco, sai che cazzo me ne frega a me!”
Beh… L’Italia secondo me gioverebbe non poco del pagamento digitale. Per esempio:
– le banche potrebbero introdurre un limite ai versamenti di contanti. Se tu hai centinaia di migliaia di euro di soldi sporchi in contanti, non devi avere la possibilità di versarli;
– limite bassissimo per i pagamenti in contanti, tipo 20 euro, per le eventuali spese di prima necessità. Sopra di quelli, carta;
– zero commissioni per i pagamenti con carta;
– tracciabilità dei pagamenti per evitare mazzette, bustarelle ecc…
– identificazione istantaneo delle fonti di reddito contro l’evasione delle tasse;
– numero di scippi in netto calo;
– più lavoro per programmatori per integrare i sistemi di pagamento;
– altre cose, che un c’ho voglia di scrive’.
Il problema è che gli juventini diranno: “Ma noi gli arbitri l’avemo sempre pagati in contanti, come si fa?” E allora nulla, ci si tengono i contanti.