Vinsero battaglie grazie alla loro figa!

Così se ne venne fuori il signor Giancarlo, storico concorrente della routa della fortuna, che, sul tema “le amazzoni”, disse: “Vinsero battaglie grazie alla loro… [Pausa di qualche secondo]… FIGA!”. Immaginatevi le risate di tutti a quattro ‘anasce!

Ovviamente, era “foga” la parola che si stava cercando, ma tanti miliori di lire non valgono come una vita di gloria.

Che poi non si sa bene se vinsero battaglie grazie alla foga o alla figa, ma se le amazzoni erano ciccione, si sa… La donna con un po’ di ciccia tira sempre, diciamoci la verità…

Anche vero che in toscana si chiama fica, con la C, o meglio, fiha, quindi il gioco di parole verrebbe “Vinsero battaglie grazie alla loro foca”, e di foche in Amazzonia mi da l’idea che un ce ne siano.

Prima di continuare, rivediamo questo momento storico:

Vi sentite più leggeri nell’animo adesso? Perché ora si parla di gente che vinse battaglie grazie alla loro fuga: i cervelli degli italiani.

In pratica, tanti ragazzi, ma anche tanti 40enni, negli scorsi 10 anni, sono scappati all’estero in cerca di condizioni lavorative migliori. Ovviamente non sono scappati i nullafacenti da aperitivo pagato da mamma, ma chi sapeva fare qualcosa, sia esso il cuoco, il cameriere o l’ingegnere tecnoautospaziotemporale delle bestemmie.

Ho visto di recente una proposta del governo per un piano per far rientrare gli italiani che che vivono all’estero e sono disoccupati per poi pagarli col reddito di cittadinanza.

Adesso, vediamo quali sono sono le categorie di questi Italians abroad:

– la prima categoria è quella dei professionisti, coloro che sono programmatori, tecnici, ricercatori e bestemmiatori di professione che venivano pagati in sassi in Italia, ma all’estero prendono fior di quattrini e conducono una vita decente, anche se il prezzo da pagare è la carbonara con la panna;

– subito sotto di loro, ci sono quelli che vanno all’estero a fare il lavapiatti/cameriere. Ora vi spiego come funziona e perché i ristoranti italiani sono sempre in cerca. Mettiamo che uno arriva a Londra, perché il cugino dell’amico dell’amante della cugina gli ha detto che si guadagna bene e trovi lavoro subito: questo tizio contatta un paio di ristoranti gestiti da italiani e ha davanti due possibilità: venire assunto subito a 2 sterline l’ora o avere un buon contratto, ma per averlo devi passare una prova di 2 settimane non pagate. Tutti scelgono la seconda, per poi venire licenziati dopo 2 settimane per fare strada a qualcun altro;

– dopo di loro viene la banda dell’aperitivo, ovvero coloro che vanno all’estero a cercare lavoro, ma passano tutto il tempo a beve, a lamentarsi dei locali e a urlare “Abbellaaaaaaa!” a ogni ragazza che passa, per poi tornare in Italia quando i soldi di mamma e papà sono finiti, con le mamme che diranno: “Poverino, non trova lavoro…”;

– chi va all’estero perché gli hanno detto che lo stato gli paga la disoccupazione se non lavorano, così se ne stanno a fa’ i barboni ai bordi della strada.

Ora se voi foste un ministro italiano, quale di queste categorie vorreste far rientrare che migliorerebbe la situazione di questo paese? I fancazzisti barboni o i professionisti che hanno tanto di qualifiche e esperienza commerciale estera?

Per il governone italianone la risposta è semplice: fancazzisti aperitivisti c’hai da accenne abbellaaaa sì, professionisti no. E non solo li vogliono rimpatriare, li vogliono pure paga’ coi soldi pubblici!

Insomma, italia piena di datori di lavoro che non vogliono paga’, lavoratori che non hanno voglia di lavora’ e governo che tifa per loro. Connubio perfetto! Manco la fusione di Goku e Vegeta poteva essere più potente.

Uno dei pochi post scritto senza bestemmie, dio cane.

 

Bambini fino a 40 anni

Gli italiani sono quel popolo che allatta fino a 6 anni (giuro, è una nuova moda adesso, cercate su guuugol e vedrete), che fa l’apprendistato a 28 ed esce dall’asilo a 40. Poi tra università, DAMS e sagre dell’uva ci si ritrova all’età pensionabile senza aver fatto una sega.

L’altro giorno, su feisbucche, che in pratica è un sito dove uno scrive una troiata e gli altri lo possono offendere senza pietà inneggiando a ritorni di duci, mafiosi e/o la trinide PDm5sLega. In mezzo a tutto questo, no aspetta, ho finito la frase col punto, ma c’avevo ancora da parla’… No, un me lo ri’ordo più. Insomma, su questo troiaio di social, tra fascisti, zoccole e indignati, c’era qualcuno che si lamentava che in città, le mamme, accompagnano i figlioli a scuola col suvve, ché è tipo una macchina, ma più grande, che consuma il triplo, occupa due parcheggi, costa 5 volte di più e che non sfrutterete mai a pieno. Insomma, con questo suv, parcheggiano di fronte la scuola, molte volte in mezzo alla strada, e la gente dietro incazzata, che comincia a suonare il clacch, claxso, clakso, insomma quella cosa che fa piiii piiii tipo quando la nazionale vince le partite 1-0 contro il Lichtenstein 11 contro 9 con autogol al 95esimo.

Ma alle mamme un gliene frega un emerito cazzo, in quanto i figli so’ come angeli che vanno portati a scuola fino a 19 anni (superiori) o fino a 35 (università fuori corso). È importante perché se prendessero il pulman, potrebbero sorgere i seguenti problemi:

– si può prendere freddo aspettando alla fermata, poi ci si ammala, si perde la lezione sui piselli di Mendel e poi si finisce a drogarsi con eroina scadente;

– si può sbagliare fermata del pulman e arrivare in periferia dove spacciano eroina scadente;

– sul pulman si whatsappano amichetti che, in assenza di topa, ci venderanno eroina scadente;

– si capita vicino ad un vecchio che ci racconta come era buona l’eroina negli anni 80.

Commento vero: “Ehhhh ma ogni genitore con un minimo di intelligenza non farebbe mai andare i bambini a scuola da soli e fargli attraversare via Inculini e viale Passeraghiaccia da soli” (N.d.r. nomi di via inventati)

Cazzo vole di’ poi N.d.r.?

Insomma… Ora si fa pe’ chiacchierà, ma in Inghilterra c’è un’omino vestito di giallo che tutte le mattine, piova, tiri vento o nevichi, vicino alle scuole e alle strade trafficate, ferma le macchine e lascia attraversare gli studenti che, udite udite, vanno a scuola in pulman!!! Se una macchina non si ferma, arriva di corsa il principe carlo che, con molta cortesia, fa scendere il conducente, gli fa riporre i trousers ben benino sul seat e poi se lo incula senza pietà, con bambini di 10 anni ubriachi attorno che lo scherniscono. Abbiamo tanto da imparare!

A questo punto, uno saggio può dire: ma do cazzo se trovano li soldi pe pagà sta gente che fa attraversà le strade?

Mmm… Pensa pensino che a pensa’ ti fa bene! Ora tirerò in ballo due argomenti che hanno fatto scalpore in tempi recenti: la Lega e il Mose. La Lega ha inculato 49 milioni di soldi pubblici, il Mose è costato finora 6 miliardi, di cui 5.999.999.999 finiti in b**** e m*******. Dai, prendete la calcolatrice e scrivete: 5999999999 + 46000000 = …

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Viene 6 miliardi, 46 milioni, la e di “è dio lo gnomo mongoloide” e un nove.

Allora, mettiamo sta gente che fa attraversare la strada in ogni paese con più di 50mila abitanti, che, secondo Wikipedia, sono 146. Diciamo 10 scuole a paese, sono 14600 scuole. È un lavoro che deve venir fatto in pratica due ore al giorno per 9 mesi. Minimo sindacale: 10 euri l’ora.

Scaccolatrice alla mano gente: 14600 scuole x 2 ore x 10 euri x 20 giorni x 9 mesi = 52.560.000. Avanzano pure 5 miliardi e mezzo per la bamba, le troie, le buche di Roma e qualche aperitivo.

Spostiamoci in Olanda, dove, tra un cannone e l’altro, i genitori portano i figlu a scuola in bici! Semplicemente hanno questo tipo ti bici che ti permette di portare a scuola il figlio e quelli dei vicini insieme.

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“Vedete laggiù? È il mio coffeescioppe preferito, accanto c’è la vostra scuola, peccato che non spaccino più l’eroina degli anni 80!”

Ma, si sa, in Italia conta più l’apparir dell’essere, quindi meglio intasa’ le strade coi suv che con questi troiai di bici. “Ehhhh ma mio marito fa l’ingegnere di sto cazzo e la sera va a trans però guadagna tanto e ci possiamo permetter il suv, non come te mia cara che il tu marito fa l’operaio all’Ilva!” “E invece no, to pigli ner culo, il mi marito fa l’operaio, poi la sera spaccia l’eroina rimastagli dagli anni 80 negli asili nido, e quindi pure noi possiamo permetterci il suv, tié!” “Fate largo! Arrivo io col super suv, fo la escort e guadagno più di voi!” “Attenção, meo suv più grando, mio marido es Ruberto Cotechinho, cendravandi di sfundamento, guadaña 5 miliardi l’anno!” “Aspettate! Anche io ho il suv, faccio la segretaria e questo è quello che mi ha regalato il capo, che tra poco mi ha promesso divorzerà dalla moglie per star con me!”

E se da una parte ci son le mamme, dall’altra ci sono i bambini: “Ehhhh ma con che coraggio mandi a scuola il bimbo da solo, ha solo 16 anni!”, “Porello, il pulman fa schifo e i posti davanti so sempre occupati, e in fondo poi dopo gli fa male il pancino e prenderà un brutto voto all’interrogazione di tecnologia delle costruzioni (lego)!” “Nooo nel pulman ci sò maschi e femmine insieme, poi mi si invoglia e il prete s’incazza!” “Ehh ma lì ci s’è seduto prima il ghanese che mi ha rimorchiato ieri a lezione di latino americano, e il mi figliolo prenderà i pidocchi, e il rettore dopo se lo incula!”

Si comincia così e si finisce… Sapete come? Come quel ragazzo sardo che era in erasum con me in Germania, che la su mamma veniva due volte al mese con l’aereo solo pulirgli la stanza.

Bona. Ci si

Sui santi, bestemmie e palindromi

Porco Dio!

E fin qui ci siamo, il concetto è semplice!

Porco Dinci! Perché alla fine sta brutto far bestemmiare i citti, che poi con quella bocca ci baciano le madri. E allora giù di “Perdindirindina” (forma allungata di “Per Dio!”, e, se è vero che non bisogna pronunciare il nome nome di Ronnie James Dio invano, è una bestemmia pure quella. Invece Perbacco no, non è una bestemmia, perché alla fine Bacco ci sta simpatico e c’è sempre un motivo per anda’ al bar a beve un bicchierozzo.

Poi ci siamo evoluti, un un’ più lentamente delle scimmie (non penso che una scimmia al giorno d’oggi possa votare Salveeni, ma ci sono umani che lo fanno, pure troppi), e insomma dopo st’evoluzione abbiamo cominciato con Porca Madosca, che francamente può essere capito come Matrioska, e a me di inimicarmi i fan del celebre gruppi punk-ska non va prioprio anche perché parono esse’ brave persone alla fine. Allora abbiamo cambiato con Porco Due, perché il 2 alla fine è un numero che fa cagare di per sé, tipo: “Quante coppe campioni ha vinto immeritatamente la juve?” “Quante ore di straordinario devo fare oggi?” “Quanti chicchi di rigatoni trovo nella pasta fatta da Cracco e pagata vendendo un rene?” Vedete? Il due non sta molto simpatico, mentre Porco Tre non va bene perché offende la trinità, sia mai che poi Terence Hill si incazzi e mi spari mentre con l’altra mano mangia i fagioli.

C’è anche chi ha provato a cavalcare la bestia, nominando Dio (ricordiamolo, era il cantante dei Rainbow, quelli di “Long liiiiiiiiiv roc an roooooooooool!”), ma alterando l’associazione, chiaro esempio è Dio Maiascolo! Maiascolo non vuol dire un emerito cazzo, forse casomai Maiascoli, detto da uno che andava ad Ascoli e ogni volta prendeva una multa perché non era segnalata la ZTL. Però bisogna essere puristi e maiascoli sarebbe suonato plurale mentre Dio è uno. E Porco dio, come se ne esce?

Come vedete, è un labirinto senza via d’uscita, do cogli cogli rischi di offendere qualcuno, siano i fan di un gruppo, qualche matematico o i marchigiani.

Per citare la famosa bestemmia palindroma non aspetterò la fine del post, né metterò cose tipo: “Clicca qui e condividi per conoscere il segreto!” Tié eccovela:

È Dio lo gnomo mongoloide!

Ora, pensiamo sta cosa. Uno una mattina s’è alzato, si è fatto la doccia, fatto colazione e poi si è messo lì, carta e penna in mano e ha cominciato: “Dio… Ma poi non ci sono parole che finiscono in “id”… Allora Madonna, ma poi verrebbe annodam, che non ha senso…” E allora, ecco l’intuizione geniale, quella che ti svolta la vita, come quando lecchi la passera la prima volta e ti piace più del prosciutto: mettere il verbo all’inizio! Mettendo È, la cosa diventa più facile perché abbiamo oide, e qualcosa ci può scappare fuori. Da lì in poi, la strada è tutta in discesa. Alla fine, si alza e, trionfante va a pavoneggiarsi della sua scoperta in chiesa.

Come abbiamo visto, tra una bestemmia fatta bene e una stronzata, il filo è breve.

Ragioniamo su un’altra bestemmia classica:

“Madonna maiala un vagone di riso, tre volte maiala ogni chicco di riso”, che, in alcune varianti regionali, è conosciuta come: “Madonna maiala un treno di riso, tre volte troia per ogni chicco”. Altre varianti mondiali, come quella ghanese: “Madunna maiala un garro di goggo, tre volte maiala ogni nuce di goggo!” che rende meno l’idea perche’ di di cocchi in un carro ce ne stanno meno che di chicchi di riso in un vagone, un un’ come dire se pesa di più un chilo di piombo o un chilo di piume, topic che non ho voglia assoluta di discute adesso. Augurare l’esser porco, troia o maiala per tre volte è un classico, abbiamo appena visto che il numero due è maligno mentre il tre rappresenta la trinità con i fagioli, le pistole ecc…. Il bello di questa bestemmia è l’adattamento culturale, come abbiamo detto, si può sostituire il riso con delle banane, dei pici al cinghiale o delle bottiglie di cuba libre, rendendo il tutto più comunista.

Altra bestemmia non classica ma in voga negli ultimi tempi è quella onomatopeica. Dio ciak cik ciak glo glo glo fe fe fe tunz tunz tunz bestia. L’apoteosi della vita, il concentrato di purezza. Pensate, che so, quando vi alzate di notte perché avete sete perché la sera prima avete mangiato pizza con acciughe e contorno di crackers salati con nduja, e, per caso, sbattete il mignolo del piede al comodino. La bestemmia potrebbe essere Dio arf arf tip tap tip tap sdeng ahia bestia! Trovatemi un’altra bestemmia che si adatta ad ogni situazione. Ad esempio, parafrasando un comico famoso e prendendo come esempio la canzone di Marinella di Fabrizio de André, ossia una che gli bussa un principe alla porta, se la rafana e poi lei more affogata, la bestemmia relativa potrebbe essere: Dio toc toc sbeng sbeng sbeng glu glu glu bestia! Come dite? Un’altro esempio? Alla stazione di Bologna, in quell’attentato terroristico, avrebbero detto: Dio soc mel turt lin ciuf ciuf bum bum bestia! Oppure, ancora: sono andato in discoteca, ho bevuto, ho pippato e mi sono schiantato contro un albero: Dio tunz tunz tunz glu glu sniff sniff brum brum crash bestia.

Suvvia s’è fatto tardi, un c’ho più voglia di scrive, vo a farmi una canna! Ci si!

I colloqui del cazzo – le mozzarelle

Ormai son diventato un lead developer in Olanda e, tra un cannone e l’altro (fuori dall’orario di lavoro mi raccomando, gesoo ti guarda), ogni tanto mi sovvengono i ‘olloqui del catso che ho fatto in Italia.

Oggi vi vo a favellar la storia di quando vivevo vicino Roma e cercavo ogni tipo di lavoro. Risposi ad un annuncio trovato chissà dove e mi presentai al colloquio. La sede prestabilita era in mezzo alla strada.

Il Iavoro consisteva nel vendere le mozzarelle di bufala. Loro ti davano il furgoncino, te aprivi lo sportellone laterale e vendevi.

Non il migliore dei lavori, sia chiaro, ma alla fine tutto fa brodo, soprattutto in tempi di magra quando al governo pipavano e pippavano e alla plebe toccavan le briosce.

Ricordo ancora le condizioni, come un mantra: c’era il lavoro part-time e full-time.

“Si comincia alla 6 di mattina, che non vuol dire partire alle 6, ma essere già a Roma col furgone aperto. Se lavori fino alle 2 di di pomeriggio vuol dire che fai part-time e ti dò 400 euro al mese; se rimani fino alle 8 di sera, è full-time e ti dò 600! O, sia chiaro, tutto a nero, eh!”

Ovviamente pronunciai una formuletta magica che lo fece teletraportare nel regno del Vaffanculo, ora vende mozzarelle là.

Buona serata, fusi! Ci si look!

I pleuri alla riscossa

No, vabbe’, quando ero giovincello, ‘osi`, per ischerzo, dicevo roba tipo:

“Pe’ risana’ il debito pubblico bisogna stampa’ piu` pleuri!”

E la gente mi diceva: “Ma levati di ‘ulo, via, stampi piu` euri e crei l’inflazione!”

Allora io ribattevo: “No, perche’ io non ho detto euri, ma pleuri, che sono simili agli euri, valgono come gli euri, ma euri un so’!”

Porco dio in Italia lo stanno a fa davvero:

Minibot

La terra piatta

Allora, dopo 3 lunghi anni so’ tornato a maledire donne, tempo ed il governo, come diceva De Andre’. Spero che i miei lettori se la siano spassata durante la mia assenza che forse manco sentivano.

Comunque sia, troiaiate a parte, oggi si parla di una questione e vi proporro` pure un quesito, cosi` ci pensate e attivate il cervello e magari la smettete di vota’ quelli che ci so’ al governo ora.

Da un po’ di tempo vedo gente che parla e straparla, attribuendo alla terra varie forme: c’e` chi dice che e` tonda, chi dice che e` un geoide, chi dice che e` piatta, chi dice che e` a forma di cazzo, insomma, di droga bona ne gira un casino, un c’e` manco bisogno d’anda’ ad Asterdamme a vede’ li musei.

Allora, a parte il gran cazzo che me ne frega, ecco il quesito [rullo di tamburi].

Premessa: Da piccino guardavo un anime chiamato Dragon Ball, in toscano Dragon Bolle, e, nella prima serie, ti c’era questo cittino chiamato Goku che aveva un bastone che si allungava. Lui diceva: “Bastone allungati!” e il bastone si allungava. Cosi`, a comando, stile Rocco Siffredi.

Vediamo una rarissima foto di Goku e il suo bastone:

Goku e il bastone

Goku inkazzato e il suo bastone che si allungava. La K in inkazzato lo rende piu` kattivo.

Adesso, ammettiamo che io abbia un bastone del genere, ma di titanio, che non si piega manco se Rocco e ti ci sbatte sopra la fava 1000 volte, e con questo bastone vado in mezzo all’oceano e grido: “Bastone allungati!” Ebbene, il bastone comincia ad allungarsi sempre di piu`… all’infinito… che fa? Si piega seguendo la curvatura della terra o va dritto bucando l’atmosfera?

Non che me ne freghi una sega della risposta, ma se avete opinioni buttatele la` alla ‘azzo di ‘ane.

Holly e Benji – I Retroscena

Holly e Benji

Se quando lo guardavate eravate dei bambocci ingenui, adesso siete abbastanza grandi per sapere tutta  la verita`.

La storia:

Tutto inizia quando la famiglia Atton si trasferisce in un paesino del cacchio giapponese. “Famiglia” è probabilmente una parola grossa, infatti il padre fa il marinaio, è sempre in viaggio, conosce un brasiliano, lo seduce e poi lo spedisce a casa dalla moglie, a cui la cosa non dispiace. Al figlio racconteranno che lo scroccone è un ex-calciatore alcolizzato, ma tanto il piccolo Olly non si poneva tante domande.

Appena arrivati nella nuova città Olly piglia il pallone e si mette a correre come un deficiente in mezzo alla strada, incontra Patty e altri bambocci babbioni che gli dicono che giocano in una squadretta ignobile, la Gnuppy, non hanno mai vinto una partita e sono la vergogna della loro scuola e dei loro genitori.

Olly si sente subito a casa propria e decide di aggregarsi alla Gnuppy. I loro avversari sono il Sen Frensis, di Bengi Prais, meno ridicoli ma altrettanto cretini. Olly sfida il portiere avversario, gli segna un gol, Bengi ci rimane male e uccide la madre per il dispiacere (anche se nel cartone si dice che la madre sia in giro per il mondo).

Le due squadracce decidono di unirsi in una sola, la Gnu Team, che ingloba i più idioti delle due squadre. Tra una stronzata e l’altra la squadra partecipa al campionato nazionale, vincono tutte le partite più o meno senza problema anche se abbastanza a culo; in finale c’è la Mappet di Marc Lender, le due squadre se la strazzano per qualche ora, poi all’ultimo secondo Olly fa un gol a culo e vincono. I tifosi della Gnu Team (Patty e due fessi che le stanno dietro) sono in visibilio, i tifosi della Muppet si danno ad atti di vandalismo. Picchiano Patty, Sedinho e il telecronista (la madre di Olly si salva dandogliela al capo Ultrà), lanciano oggetti in campo colpendo Brus Arper tra le scapole con un rubinetto, si riversano nelle strade e danno fuoco alla casa di Olly, dentro la quale c’era il padre appena tornato da un viaggio.

Però Olly è contento perché ha vinto e comunque non capisce più di tanto che stava succedendo, l’importante è che adesso può partire per il Brasile con Sedinho, solo che il brasiliano è sparito, Olly chiede informazioni a Marc che lo pesta e poi lo prende in giro. Olly non capisce, corre in aeroporto e aspetta per otto giorni, poi incontra Marc che gli dice di aver visto Sedinho in stazione, Olly ci va e trascorre lì le successive due settimane. Sedinho non ritornerà più, intanto inizia una altro campionato, la storia non cambia, la Gnu team, grazie principalmente al sorteggio truccato riesce ad arrivare in finale, dove incontra sempre Marc Lender. Finisce in pareggio, entrambi le squadre vengono proclamate vincitrici, la coppa se la prende Sedigno come ricordo, la squaglia e ne ricava una dozzina di rolex taroccati che vende a Denni Mellow. Negli anni successivi non succede niente di nuovo, tra campionati e coppe del mondo Olly gioca altre tremila partita poi i reumatismi lo costringono a smettere.

I personaggi:

Olly Atton

Oliver Hutton

Nome vero: Oliver Hutton
Nome originale giapponese: Harikagiwawa Trakheide
Frase celebre: “Il pallone e` il mio migliore amico”
Squadre: Gnuppy, Gnu team, Nazionale giapponese, Uniao de San Joao du Brasil, San Remo
Tiro speciale: tiro dell’aquila
Ruolo: tutti (contemporaneamente)

E` il grande protagonista del cartone, il piu` forte, il piu bravo, il piu` idiota. Ha iniziato a giocare a pallone prima ancora di imparare a parlare (e le conseguenze sono evidenti nella sua sintassi). Praticamente e` l’unico che serva a qualcosa nella sua squadra, gli altri babbioni guardano ignari mentre lui ricopre tutti i ruoli, corre come un pazzo, spreca azioni su azioni nel tentare rovesciate volanti mortali (che poi ricade sempre sulla stessa spalla di cartapesta), oppure fa dei tiri insensati da distanze impossibili o salta come un deficiente sulla traversa. Pero` e` l’unico che segna e per questo e` l’idolo dei bambini di tutto il mondo che da grandi vorrebbero essere come lui, magari con una pettinatura diversa. Si fa male praticamente a ogni partita ma resiste stoicamente perche’ una sfida tra bambini giapponesi e` piu` importante della salute. Probabilmente ha cambiato idea quando intorno ai trent’anni ha perso completamente l’uso delle gambe e gliele hanno amputate, ma e` giunto ancora Roberto Sedinho a salvarlo e a garantirgli un futuro dignitoso (invece che in Brasile l’ha portato in Colombia e` l’ha fatto entrare nel giro del narcotraffico).

Bengi prais

Benji Price

Nome vero: Benji Price
Nome originale giapponese: Orata Coccogochi
Frase celebre: “So’ er mejio” (e` la stessa di Marc)
Squadre: Sen Frensis, Gnu team, nazionale giapponese, Milan (era la riserva di Pazzagli)
Ruolo: portiere

Bengi è il portiere megalomane del cartone. La calvizia incipiente lo obbliga a tenere il cappello anche in partita ma riesce a parare lo stesso. Se prende un gol inizia a farsi dei problemi esistenziale perché alla fine non gliene frega niente della partita basta che fa bella figura lui. Memorabile la puntata in cui para una caccola pendente dal naso di Brus.

Marc Lenders

Mark Lenders

Nome vero: Mark Lenders
Nome originale giapponese: Hidegoyachi Katamikado
Frase celebre: “So’ er mejio”
Squadre: Mappet, To’o, Nazionale giapponese, Trastevere
Tiro speciale: Tiro della tigre
Ruolo: Centravanti cafone

Marc e` l’unico giapponese alto negro e cafone. Dal punto di vista del carattere piu` che un pezzo di pane potrebbe definirsi un pezzo di merda, e` infatti leggermente irascibile nei confronti del mondo ed e` mosso da un leggero sadismo che lo porta ad accanirsi in modo animale nei confronti delle fragili gambe avversarie, pero` forse non e` negro, e` solo zozzo.

Brus Arper

Bruce Harper

Nome vero: Bruce Harper
Nome originale giapponese: Aburo Gaghido
Frase celebre: “Stupido e` chi lo stupido fa”
Squadre: Gnuppy, Gnu team, Viterbese
Tiro speciale: Sfiatella a banana
Ruolo: Imbecille

Cosa dire di Brus Arper che non sia gia` stato detto della rogna? E` l’unico giapponese che invece degli occhi ha i piedi a mandorla e non si capisce perche’ e` titolare della nazionale, forse i disegnatori avevano bisogno di uno stupido che in cinque minuti potesse rovinare un intero campionato, o piu` semplicemente la mamma si trombava l’allenatore (ma e` improbabile, se avete visto la mamma), solo Olly credeva in lui, ma Olly era anche quello che ha 44 anni era ancora vergine e non se ne preoccupava perche’ tanto il pallone era il suo migliore amico. Tutto quello che fa nel cartone e` prendersi pallonate in faccia. In fondo sarebbe anche utile se poi non facesse tremila cacate. Non gode di molta stima ed in ritiro e` il bersaglio preferito degli scherzi dei compagni, e anche dell’allenatore, e degli avversari, ma anche tutti gli altri lo pigliavano per il culo.

Tom Becker

Tom Becker

Nome vero: Tom Becker
Nome originale giapponese: Yoko Geisha
Frase celebre: “Il pallone e` la mia migliore amica”
Squadre: Gnuppy, Gnu Team, Nazionale Giapponese, Arcigay United
Tiro speciale: Tiro delicato
Ruolo: Centrofinocchio

Tom e` sicuramente il personaggio che ha maggiormente turbato gli spettatori piu` giovani. Come spiegarsi la sua voce soave, i suoi modi gentili e la strana abitudine di esultare palpando i compagni? Chissa` perche’ in campo girava sempre attorno a Olly…

Roberto Sedigno

Roberto Sedinho

Nome vero: Roberto Sedinho
Nome originale giapponese: Tostao dos Santos brasileiro
Frase celebre: “Il pallone e` la piu` bella cosa”
Squadre: Palmeiras, Flamenco, nazionale brasiliana, Inter (l’hanno pagato 40 miliardi ma s’e` infortunato subito)
Tiro speciale: Tiro del mandrillo
Ruolo: Scroccone

Roberto Sedigno e` un brasiliano alcolizzato che vive a casa di Olly senza pagare una lira di affitto. Era un giocatore famosissimo (anche se adesso non se lo caca piu` nessuno) ma si infortuno` all’occhio (come cazzo si fa?) e dovette ritirarsi. Finita la carriera di calciatore era propenso al suicidio ma trovo` la forza per andare avanti nell’allenare una squadra di mocciosi, e nell’alcool, e soprattutto nella mamma di Olly. Ha promesso a Olly di portarlo in Brasile (forse nel timore di essere cacciato di casa) ma poi se n’e` scappato da solo. E` tornato quando aveva finito i soldi. Alla fine Olly se lo porto` veramente in Brasile per farne un calciatore, poi pero` lo vendette alla Fiat brasiliana come metalmeccanico in cambio di un fiaschetto di grappa.

Gli altri sfigati

Alan Croker

Alan Crocker

Nome vero: Alan Crocker
Nome originale giapponese: Kazzuto Anighi
Frase celebre: “Ops…”
Squadre: Gnuppy, Gnu team, nazionale giapponese, Milan (che coi portieri non ci azzeccano mai)
Ruolo: portiere fantoccio

Alan e` sicuramente il personaggio piu` bistrattato del cartone. E` l’unico portiere che ha paura del pallone, quando sono costretti a farlo giocare (e capita abbastanza spesso viste le cagionevoli condizioni di Bengi) i compagni cadono nello sconforto totale, si guardano atterriti e supplicano Bengi di rimanere in campo anche se in fin di vita. In questo sono abbastanza stronzi, gia` Alan e` abbastanza fragile di per se’, se poi quando deve entrare i compagni si mettono a piangere e` logico che la sua autostima raggiungera` livelli tali da fargli fare solo figure di merda.

Ed Uorner

Ed Warner

Nome vero: Ed Warner
Nome originale giapponese: Agaghikawa Moshitoyota
Frase celebre: “Il cane e` il miglior amico dell’uomo”
Squadre: Mappet, Toho, nazionale giapponese, Atletico Catania
Ruolo: Portiere pirotecnico

Denni Mellou

Denny Mellow

Nome vero: Denny Mellow
Nome originale giapponese: Hidekoki Coccoghochi
Frase celebre: “Marc!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!”
Squadre: Mappet, Toho, nazionale giapponese, Caltanissetta
Tiro speciale: Tiro futile
Ruolo: Schiavetto di Marc

Giulian Ross

Giulian Ross

Nome vero: Julian Ross
Nome originale giapponese: Aga Miwa
Frase celebre: “Agh…mmmh…ghh” (poi sviene)
Squadre: Mambo, nazionale giapponese, Ospedali Riuniti, poi muore.
Tiro speciale: Tiro cardiopatico
Ruolo: centrocampista cardiaco

Filip Calagan

Philip Callaghan

Nome vero: Philiph Callaghan
Nome originale giapponese: Ibeki Tuwawa
Squadre: Flainet, nazionale giapponese, Catalogna
Tiro speciale: Tiro sintetico
Ruolo: Centrocampista solidale

Geson e Geims Derrik

Gemelli Derrick

Nome vero: Jason e James Derrick
Nome originale giapponese: Quo e Qua Nakamu`
Frase celebre: “Devo dare una spuntatina alle basette”
Squadre: Ot Dog, nazionale giapponese, Moira Orfei United
Tiro speciale: Catapulta sbiellata
Ruolo: Saltimbanchi

Gli altri sfigati/2

Su ‘sti deficienti non mi esprimo neanche, tanto servivano solo a fare numero.

Jack Morris

Giac Morris

Billy Kramer

Billi Cramer

Johnny Mason

Gionni Meson

Paul Diamond

Pol Daiemon

Ted Carter

Ted Carter

I retroscena

1. L’omosessualita` di Tom

Si racconta che dopo una partita di campionato, nello spogliatoio, Bengi si stava facendo la doccia, ma gli cadde la saponetta e nel raccoglierla Tom…..

Questa fu la reazione di Bengi:
Benji Price stupefatto

Ma come si può notare da quest’altra immagine di repertorio Tom non ci ci ha provato solo con Bengi:
Collage di prese in culo
(La reazione e` sempre la stessa)

Tom: “Olly, ho fatto gol!!!”
Olly: “Bravo Tom, ma per piacere mi levi la mano dal culo?”
Holly e Tom

2. Doping

I giocatori della Gnu Team sniffavano prima di ogni partita (Qui vediamo Brus Arper e Billi Cramer), ecco come facevano a correre tutti e 90 i minuti.
Bruce Harper cocainomane
Billy Kramer

Inutile aggiungere chi gli forniva la merce.
Roberto Sedinho

Giulian Ross soffriva di cuore semplicemente perche’ si faceva di cocaina.
Giulian Ross

3. Dislessia

I personaggi del cartone soffrivano di gravi problemi di apprendimento, gia` dalla faccia non scommetteresti sulla loro intelligenza, poi se oltre a giocare a pallone studiassero un po’ di piu`…

Benji scrive su un pallone da calcio
In questa immagine vediamo Bengi impegnato a scrivere il proprio nome su un pallone. Lo sforzo e` notevole e il giovane portiere ha bisogno dei consigli e dell’incitamento dei compagni di squadra.

Holly, Bruce, e la New Team
Qui vediamo Olly che tenta di leggere un semplice opuscolo ma e` ostacolato dalla sua sintassi precaria, e` necessario tutto l’aiuto di Brus per spiegargli i termini piu` difficili.

Ma come cacchio funziona la scuola giapponese? Con che coraggio un professore interrogherebbe un deficiente (tipo Brus, ma e` un esempio generale) che non e` in grado di sillabare manco il proprio nome? E soprattutto chi era il compagno di banco di Marc Lender? (forse Denni Mellou, l’unico in grado di sopportarne il carattere, e l’alito pesante).

4. Hairstyle

Ma da che cazzo di parrucchiere andavano?

Questa era la pettinatura piu` in voga tra i giovani giapponesi, sebbene sfidasse la leggi di gravita` la portavano, tra gli altri, Olly, Filip Callagan, Ted Carter e i gemelli Derric che, per essere decisamente trendy, le abbinavano a dei basettoni anni 70.
Ted Carter
Jack Morris
Gemelli Derrick

Altri, come Denni Mellou o Brus Arper, preferivano un taglio comodo ma comunque alla moda.
Denny Mellow
Bruce Harper

Gionni Mason portava una pettinatura di sua invenzione che pero` lo ostacolava leggermente nei colpi di testa.
Johnny Mason

Ma l’oscar per la pettinatura piu` trendy va senza dubbio a Timoti Vans, infimo difensore della Gnuppy, che per uscire dall’anonimato si pettinava cosi`.
Timothy Vance
Grazie alla sua pettinatura era quello che in ritiro rimorchiava piu` facilmente (quando non lo lasciavano chiuso nel pullman).

5. Magliette

Ecco le versioni tradizionali:

La maglietta della squadra della New Team

New Team

La maglia della muppet

Muppet

La maglietta della squadra dellaFlynet

Flynet

La maglietta della squadra della Hot Dog

Hot Dog

La maglietta della squadra della Mambo

Mambo

La maglietta della squadra della Toho

Toho

Anche le squadrette giapponesi si sono adeguate alle esigente di mercato!
In anteprima le maglie della nuova stagione:

nuova maglia della new team

New Team (Red Bull)

La nuova maglietta della Muppet

Muppet (Fiat)

La nuova maglia della Flynet

Flynet (Peroni)

Nuova hot dog sponsor

Hot Dog (McDonald’s)

Mambo, nuova maglia

Mambo (Bayer)

nuova della toho

Toho (Durex)

6. Alcune cose difficile da spiegarsi

Tom Becher traslocava così spesso perche’ il padre era ricercato.

Roberto Sedinho, oltre che scroccone e alcolizzato, era un pedofilo (se no perche’ sprecare una vita ad insegnare a Bruce a fare uno stop?)

Holly e Ted Carter andavano dallo stesso parrucchiere e probabilmente anche dallo stesso psichiatra

I gemelli Derrick erano nazisti. E poi come facevano a giocare in una squadra chiamata “Hot Dog”? Lo stemma sociale che era, una salsiccia?

L’età media della Gnuppy era di circa 10 anni, stavano quasi tutti impediti ma alle loro partite c’erano ottocentomila persone, e dal campo si riusciva lo stesso a sentire Patty che starnazzava.

Che fine faceva l’incasso? Non potevano usarlo per comprarsi delle magliette decenti?

Se invece di giocare a pallone tutto il tempo, Mark Lenders si occupava del merchandising, diventava ricco e poteva mantenere la mamma e i suoi ventiquattro fratelli invece di farsi il culo per ottenere una borsa di studio.

Ma voi avreste mai mandato un brasiliano alcolizzato (Sedinho n.d.r.) a vivere con vostra moglie?

Come fa un obeso come Teo Sellers a fare il portiere? Anche io ho un amico ciccione che gioca in porta ma non parerebbe manco un tiro di Bruce.

Perche’ c’e` il telecronista anche nelle partite piu` ignobili se non le trasmettono ne’ alla radio ne’ alla tv?

Ma soprattutto perche’ non lo mettevano al posto di Pizzul a commentare le partite dell’Italia?

Allenatore Muppet
Ecco uno che ha capito cosa vuol dire il calcio…

La mentalita` del rubo

Allora e` successo qualche giorno fa che qualcuno, uno straniero, e` entrato in casa di uno a Grosseto pe’ ruba’. Il proprietario era un poliziotto, e gli ha sparato, ferendolo. Immaginatevi voi i commenti: “Ha fatto bene!”, “Complimenti!”, o anche piu` coloriti tipo questo, di una mia pseudo amica che su Facebook scrive: “Voler ripulire la propria Patria, la propria Terra Madre da questa feccia che ci invade da est e sud vi fa pensare che io sia razzista? Allora cancellatemi pure dagli amici, il mio pensiero è questo.” (Ma d’altronde da una che si chiama Rachele e quando mi si presento` la prima volta, mi disse: “Me chiamo Rachele e orgogliosa del nome che porto!”, ovviamente facendo riferimento alla moglie der duce, poco importa se Rachele venga dal nome “pecora” in Ebraico, l’importante e` far vedere quanto si e` fascisti, cazzo v’aspettate?).

Preoccupiamoci del problema iniziale, cioe` voler dare le armi a tutti, transformare l’Italia in una sorta di Far West, trovando cosi` un’ipotetica soluzione all’enorme numero di reati commessi da immigrati che la tv e Facebook ci propone, ignorando che compongono solo una piccola parte del totale dei reati commessi in Italia dagli italiani.

Dare le armi a tutti e` una follia! Piuttosto, chiediamoci perche’ l’atto del rubare fatto da un italiano e` meno sentito dall’atto del rubare di uno straniero. E` semplice: in Italia si e` sempre giustificato il rubare, e quante volte abbiamo sentito dire: “Hai visto? Ha rubato tutti i soldi, ed e` scappato con la cassa alle Maldive!” e gli altri: “Ma beato lui!” oppure: “Un politico prende 20.000 euro di stipendio al mese!”, e qui gli italiani si dividono in due categorie, un 10% che dice: “Li mortacci sua!” e un 90% che dice: “Beato lui! Voglio entrare io in politica per prendere tutti quei soldi!”, oppure la figura dell’italiano che va a comprare un autoradio rubata, che costa meno, magari e` senza garanzia, ma vuoi mettere, e` rubata! Perche’ alla fine, il rubare, se studiato bene bene, avendoci perso tempo per elaborare un piano, da` soddisfazione! Un politico che ruba e` giustificato dall’invidia (“se ci fossi io in politica…”), il vaticano che ruba e` giustificato dall’andare all’inferno (“no, per carita`, prendetevi i miei soldi, ma lasciatemi andare in paradiso”), l’acquisizione di una casa popolare da qualcuno che ci ha superato in lista e` giustificata dalla mancanza di intelligenza propria (“si vede che ha contattato chi di dovere, vediamo a chi devo dare la mia bustarella la prossima volta”), una rapina in banca e` giustificata dalla rabbia (“le banche sono strozzini legalizzati”), un italiano che ruba dei soldi e` giustificato dalla compassione (“era senza lavoro”). Uno straniero che ruba non e` giustificato per gli italiani, ma non perche’ ha rubato… perche’ e` straniero.

La morale e` che agli italiani non fa girare il cazzo il fatto che uno rubi, anzi, sei anche ben visto da tutti, come il boss intelligente che l’ha fatta franca. Agli italiani fa girare il cazzo che tu sei straniero. Punto.

Forse sara` il caso di cambiare mentalita`, guardare i ladri come ipocriti e non come eroi. La gente nata e` cresciuta nella prima repubblica fara` fatica a capire questo concetto, ma per le nuove generazioni c’e` ancora tempo. Ma e` piu` semplice scrivere un commento ipocrita su Facebook, si fa meno fatica…

Manifestare contro gli altri

Oooooooo, non so’ morto come si potrebbe pensa’, e` che a natale ho magnato come un porco e ora rotolo e un c’ho la forza pe’ batte i tasti della tastiera. Comunque sia, oggi vorrei parlare di una cosa: il family day.

Quello che vorrei far capire alla gente, e` che di solito, e si manifesta per i nostri diritti. Mi spiego meglio. Se il governo dicesse: “Da domani tutti i programmatori e ti devono paga’ piu` tasse!”. Io che so’ un programmatore scenderei in piazza con gli altri programmatori perche’ ci e` stato tolto un nostro diritto, ovvero quello di paga’ tasse normali.

Oppure vi tiro fori un altro esempio. Se da domani il governo dicesse: “Tutti quelli con le basette lavoreranno a gratis!”, e porco dio e io che porto le basette devo anda’ a lavoro a ufo? A no di certo, e verga giu` in piazza a manifesta’!

Siete esigenti? Volete un altro esempio? Vabbe’ via, io la butto la`. Se il governo dicesse: “Da domani chi fuma le sigarette deve essere preso a pedate nel culo!” E gia` m’immagino i cortei dei fumatori a Roma pe’ protesta’ per i loro diritti.

Detto questo, in questo family day unno ‘apisco. La gente che si ritrova in piazza non per lottare per i propri diritti, ma per togliere, o almeno non far avere, diritti agli altri. Un po’ come se io andassi da un mi ‘ollega e gli dicessi: “Io penso che tu debba guadagnare di meno!” e lui molto probabilmente mi rispondera`: “Ma un ballino di ‘azzi tua no?”

O gentaglia, e non c’andate a questo family day, o almeno andateci e protestate per cose serie, che in Italia mancheno, tipo:

  • diritto ad un’informazione trasparente;
  • diritto a dei contratti di lavoro seri;
  • diritto a non pagare il passaggio di proprieta` della macchina;
  • diritto ad avere una paga adeguata e proporzionata al lavoro svolto;
  • diritto a vedersi annullate le accise sulla benzina;
  • diritto ad una burocrazia piu` semplice e rapida;
  • diritto a non avere spese nei conti correnti;
  • mi fermo che un c’ho piu` voglia.

Pero` l’italiano medio e` cosi`, alla fine, torna a casa la sera e dice: “Sono proprio soddisfatto, me lo sono fatto mettere in culo bene bene ho pagato tutte le tasse per mantenere le strutture del mio paese, ma per lo meno i gay non possono sposarsi… che bel paese!”

L’universita` italiana e` una cagata pazzesca – mega-post in piu` parti /10 – Colui che aspettava

Fin dal primo giorno di universita`, vedevo un ragazzo che girellava per le salette degli studenti e i corridoi. Tutto il giorno, da lunedi` a venerdi`, 10 ore al giorno. Non lo vedevo mai a nessuna lezione, ma passava il tempo giocando a carte e chiacchierando con gli altri, con addosso la felpa dei Children of Bodom. Non ebbi l’occasione di parlarci seriamente fino al secondo anno, quando mi disse la sua storia:

In pratica i genitori e i nonni gli pagavano l’universita` e fin qui niente di speciale, il solito mantenuto. Si era iscritto a lingue e letterature straniere con l’intento di studiare e laurearsi in due lingue: svedese e danese. Fece gli esami di lingua e cultura relativi a lingua e letteratura svedese e danese fino all’ultimo anno. Poi… un giorno… successe una cosa… la professoressa di svedese e danese mori` in un incidente. L’universita`, vista la scarsa affluenza a questi due corsi (si parla di 2 o 3 persone), decise cosi` di non assumere nuovi professori, ma eliminare la materia dai piani di studi. Risultato? Questo ragazzo fece tutti gli esami, tranne 2: gli ultimi di svedese e danese.

Aveva anche chiesto di poter andare a fare i due esami in un’altra universita`, ma, a quanto so, non potevano essere riconosciuti.

Le soluzioni erano due: o si trasferiva in un’altra citta` continuando a studiare li` (con la complicata conversione dei crediti da vecchio a nuovo ordinamento), oppure aspettava che in futuro l’universita` riprendesse l’insegnamento di svedese e danese.

Scelse la seconda, anche perche’ i genitori e i nonni potevano permetterselo. Se fosse capitata a voi una cosa del genere, come avreste agito? Probabilmente avreste preso il preside a calci fino a Stoccolma.

L’abbandono dell’attivita` agonistica

Oioia, quasi un mese ‘he un scrivo piu` nulla, ma non perche’ sia andato in va’anza chissa` dove, e` che francamente non mi faceva punta voglia di scrive.

Comunque sia, ieri ascoltavo la radio italiana, perche’ tutti i giorni ascolto un programma che un si pole sta qui a fa’ pubblicita`, ma comincia per Z e finisce per O, v’immaginate voi come posso sta in forma. E sicche’ niente, passa la pubblicita` e ti sento una cosa tipo questa:

“Da oggi, con [nome di un quotidiano che non ricordo], in regalo 20 pagine tutte dedicate alla Serie B!”

Eeeeeeee che figata, finalmente potro` sapere quante multe hanno fatto ai giocatori sbronzi della pro vercelli, o quanti palleggi riescono a fare con la fava i giocatori della virtus lanciano.

Ok, il problema qui e` piu` grave. In prati’a, invece di parlare di altri sport, si preferisce scavare sempre piu` nel calcio, e francamente mi chiedo anche il perche’. La cosa piu` grave, che dovrebbe far pensare, e` che (come lessi in un articolo tempo fa e che purtroppo non ricordo dove, accidenti alle droghe leggere), tipo un bambino viene sommerso da notizie su calcio e poi ancora calcio, solo calcio, e provera` a giocare a calcio, sognando un futuro pieno di soldi, figone, lambo, e, se non riuscira` come previsto, abbandonera` l’attivita` agonistica senza provare a praticare nessun altro sport. Questo succede per almeno 8 bambini su 10. Che sai che poteva esse’ un campione nell’hockey, nel basket, nel baseball, nelle seghe olimpiche, ma un si potra` mai sape’ perche’ l’unico sport che conta in Italia e` quel cazzo di calcio. Dio boia trasmissioni di ore dove gente parla se quello era in forigio’o o no, e uno che dice si`, e l’altro che dice no, e quello dal pubblico urla che nessuno dei due ha ragione, e l’arbitro aveva i capelli davanti agli occhi, e la velina si pipava l’attaccante perche’ i difensori un contano una sega, e la classifica e` falsata, e poi la squadra va pene in ciampions, e poi c’e` la liga spagnola che bla bla bla bla bla bla, ma che palle…

Diciamo la verita`, il calcio e` un gioco che si puo` facilmente truccare, ecco perche’ piace cosi` tanto. Sti cazzi se uno non da` il meglio di se’, basta pagare un paio di persone giuste e vual… et ual… et vola’… si insomma e` fatta!

Ora un esempio stupido, tipo nel rugby, se l’arbitro non e` sicuro di qualcosa, ferma il tempo, chiama la regia, dove c’e` uno che rivede l’azione al replay e decide di consequenza. E alla fine della partita i giocatori di una squadra formano un corridoio umano dove fanno passare i giocatori dell’altra squadra applaudendoli, e viceversa. Cose impensabili ad essere attuate nel gioco del calcio, corrotto e anti sportivo.

Ma poi, tipo, viene fori che una squadra truccava le partite, vedi titoli sui giornali a 9 colonne: “SCANDALO!!!”… la rabbia dura due giorni e poi di nuovo: “Il milan vince li`, l’inter di la`, la rube di su`, la roma di giu`, quello c’ha l’allenatore novo, gigigno s’e` comprato la maserati, stronzigno si sposa con la velina ecc…” Cioe’, la gente, pur sapendo che e` truccato, continua a guardare sto cazzo di sport.

In conclusione, spero tanto che in Italia venga abolito il calcio e si passi a seguire e praticare altri sport.

E poi, diciamoci la verita`, dopo il ritiro di Rene’ Higuita, nessun calciatore e` considerato di essere chiamato calciatore. Un po’ come voler emulare Elvis, via.

I commenti su facebook, i razzisti e Umberto Eco

Tipo un paio di settimane fa Umberto Eco ha avuto da ridi’ sul fatto che la gente posta commenti sui social newtork. In pratica dice che prima che arrivasse feisbuc, la gente aveva si` permesso di commentare quello che succedeva, ma lo faceva al bar, e se diceva qualcosa di deficiente, veniva messo nell’angolo e zittito, al massimo potevano vola’ du’ schiaffi ma giusto quando andava male. Ora invece, tutti hanno la possibilita` di pubblica’ roba, quindi giu` con tutti i commenti del cazzo.

Che poi io gli italiani e fo fatica a capilli. Sono razzisti, e qui siamo un ci piove. Ovvio che se lo dite, vi risponderanno troiaiate tipo: “Se difendere il mio paese e le mie tradizioni dai clandestini e dall’islam e dare la precedenza ai miei connazionali vuol dire essere razzista, allora si`, sono razzista!” Vabbe’… sorvoliamo e passiamo a parla’ dei fatti.

Capire gli italiani e` una cosa abbastanza difficile, penso che froidde ci poteva scrivere 10 libri sul tema se solo avesse avuto feisbucche. Cioe` vi faccio un esempio. Un paio di settimane fa e` morto un ragazzo in Versilia. In prati’a era andato al mare con gli amici, avevano affittato un pedalo`, sono andati al largo, si e` tuffato ed e` rimasto disperso in mare. Una tragedia, una fatalita`, chiamatela come volete. Su facebook, il Tirreno (il giornale locale toscano) ha pubblicato un post tipo: “Giovane disperso nel mare in Versilia”, e gli utenti giu` di ‘ommenti tipo: “Oddio, poverino!”, “Quanto mi dispiace!”, “Spero tanto lo ritrovino!”, e l’immancabile “R.I.P.” (che poi, se devi lascia’ un commento, almeno scrivi qualcosa di sensato, cazzo mi sta a indica’ RIP). Eppure i giornalisti del Tirreno si erano scordati di un piccolo particolare: il ragazzo era nero. Ora sia chiaro, non era un clandestino e nemmeno Taigher Vuz (cioe` volevo scrive’ Tiger Woods, ma poi mi sa che la gente pole fa fatica a ricordassi chi e`… vediamo, chi pole esse’ un ricco nero? Will Smith il principe di Bel Er tipo…). Questo ragazzo veniva dalla Costa d’Avorio, emigrato con la famiglia anni addietro, viveva tra le verdi ‘olline toscane, lavorava e giocava a pallone. Cosi` il Tirreno pubblica la foto di questo ragazzo e, in meno di un secondo, gli Italiani cambiano opinione, come fossero nella seconda guerra mondiale, e i commenti si trasformano in: “Bene! Uno in meno!”, “Sono contento, smettiamo di mantenerli!”, “Spero ne muoiano altri 1000!”.

Una cosa simile e` successa poco tempo fa. Una bambina africana compiva la traversata del mediterraneo. Gli scafisti le hanno buttato in mare lo zainetto contenente le medicine per curarsi il diabete. E` morta durante il viaggio. Gli Italiani subito a commentare la notizia (da dietro la tastiera, ovvio): “Bastardi! Avete ucciso una povera bimba, io ucciderei gli scafisti!”… poi senti di una sciagura in un barcone dove muoiono centinaia di persone, uomini, donne e bambini, e subito gli Italiani commentano: “Ahahah come godo! Sono morti!” “Beneeeee! 100 in meno da mantenere!!!” ecc…

A Livorno, citta` da sempre di sinistra, multiculturale e aperta alle innovazioni, poco tempo fa e` successo che una ventina di migranti si sono radunati davanti al comune e hanno chiesto di andare a parlare col sindaco, per tentare di trovare un lavoro, anche a fare lavori socialmente utili. Potete ben immaginare i commenti: “Ahhhh e ora vogliono anche lavoro? Io sono laureata e non trovo nulla!” “Bastaaaa! A casa loro!” “Il lavoro e` per gli italiani!” ecc… ma il commento che mi e` piaciuto di piu` e` stato questo: “Io sono divorziata e con due bambini da crescere! La piu` piccola ha 17 anni, il piu` grande lavora e convive con la sua ragazza! A loro tutto e a me niente!” E qui si torna al discorso che in Italia si e` bambini fino a 35 anni, ma vabbe’, e` un altro discorso.

Riguardo a quello che e` successo a Livorno, io dico: i migranti si sono radunati davanti al comune perche’ non avevano lavoro e volevano integrarsi… gli italiani che si lamentano, sono mai andati davanti alle autorita` a protestare? Hanno mai fatto qualcosa di concreto?

Capire gli italiani e` complicato, eccovi qualche esempio:

Non lavori = sei un fannullone;

Lavori sottopagato = sei un coglione, hai studiato tanto pe’ 400 pleuri al mese;

Lavori = sei un coglione, potresti anda’ al grande fratello e fa’ i soldi;

Sei un rifugiato che non lavora = devi morire, pesi sul bilancio, almeno tu lavorassi…

Sei un rifugiato che lavora = sei un bastardo, devi lasciare il lavoro agli italiani;

Sei in cerca di lavoro = vai all’estero se vuoi lavorare;

Lavori all’estero = sei un bastardo, te ne sei andato lasciandoci in questo letamaio;

Non trovi lavoro oggi = colpa di renzi / comunisti di merda;

Non trovavi lavoro 4 anni fa = colpa di monti;

Non trovavi lavoro 10 anni fa = colpa di berlusconi;

Ora, il succo finale del discorso, che alla fine mi so’ anche rotto i ‘oglioni di scrive’, e` che, via, va bene ave’ una propria opinione riguardo ai migranti, si puole esse’ pro o contro, ognuno ha diritto di manifestare la propria opinione, pero`, cazzo, decidetevi da che parte sta! E prima si`, poi no, poi si`, poi no e alla fine dio porco.

Il referendume in Grecia

Oh allora, o che vi devo di’, s’era gia` parlato di referendumi qui, pero`, come ben sappiamo, a volte le immagini valgono piu` di mille parole.

A parte le troiaiate, in Grecia in questi giorni s’e` fatto il referendume perche’ in pratica so’ sommersi dai debiti colle banche teteske, e il capo del governo ha chiesto alla gente: “Volete da paga’ o volete stavvene al sole a magna’ feta e olive finche’ non crepate?” Ovviamente la gente ha risposto no, che nella domanda precedente signifi’a ben poco, visto che non era una domanda a cui si poteva risponde si` o no, quindi ora capite perche’ non faccio il giornalista di professione, ci mancherebbe che qualcuno mi pagasse pure pe’ scrive stronzate.

Comunque sia, tralasciamo il risultato del referendume e parliamo del referendume in se’. I greci si sono trovati di fronte a un referendume di quasi 70 parole:

La scheda del referendum in grecia.

La scheda del referendum in Grecia, che pare scritta in un alfabeto tipo quando uno e` un po’ briaco. Vedi? Quando sei bria’o, e scrivi cosi`…

Diciamo che uno, entra, e se e` puntiglioso, e ci mette tipo 40 se’ondi boni pe’ legge’ il testo del referendume, tempo che poteva passare a magna’ feta e olive.

Ma vediamo la situazione dei referendumi negli altri paesi. Tipo di recente c’e` stato il referendume ini Scozia per ave’ l’indipendenza, perche’ ovvio si sentano fichi e devono esse’ indipendenti. Gli inglesi la facevano piu` facile, via. 6 parole! Eccovi la scheda:

Referendume ini scozia

Gli scozzesi sono tirchi anche quando si parla di pagare per l’inchiostro per stampare la schede dei referendumi. Si vedono i risultati.

Viaggiamo adesso fino ini Svizzera, che fa un referendume ogni 5 minuti, sai come si devono sbattezza’ il cazzo ogni volta a anda’ a vota’. Vabbe’, vediamo un po’ come se la cavano gli svizzeri:

Refendume ini Svizzera

Ini Svizzera non specificano di votare si` o no, ma lasciano la casella “risposta” aperta ad ogni interpretazione. Infatti, a fianco dei classici SI`, OUI, JA, YES, si puo` scrivere tipo: “AVOJA!”, “MA TE PARE?”, “DIO BOIA!” ecc…

Ma io penso che alla fine, le cose migliori vengono fatte in Italia. Infatti, se guardate le immagini sopra, sono tutte molto dubbiose, tipo che la prima e` scritta in alfabeto latino ubriaco, quella della Scozia ti dice “should”, quindi potrebbe essere indipendente, ma anche no, te sai una sega… ini Svizzera s’e` visto che uno puo` scrivere quello che gli pare, quindi se scrivo NI, se lo pigliano in culo. Un referendume deve essere chiaro, la gente deve capire quello per cui sta votando, e riassunto in maniera corretta. Un po’ come il referendum per il nucleare in Italia di qualche anno fa…

I referendum in italia

Il decreto legge n. 1234/abc del 01/01/1950 che non abroga la legge 5678xyz del 01/01/2000 ma estende la legge costituzionale 6666/zzz del 31/12/2005 comma 3, riga 2, carattere 5 e dice che in pratica non si possono non costruire centrali non nucleari nelle zone i cui territori non siano non stati non indicati come zona non nuclearizzata, salvo le zone in cui la non nuclearizzazione non si sovrappone alla legge 111/ppp del 05/12/1981 (ma francamente quel giorno i politici si erano fatti di bamba), e in piu` nella divina commedia, Dante dice a Virgilio: “In quel girone non andare, dici no alla centrale nucleare”, e insomma questa legge potrebbe non essere non approvata dipende dal non voto di questo referendum. Non siete non in disaccordo con questo? [SI] [NO]

O gente, ci si becca alla prossima

I nuovi s-truzzi, al tavolo buzzo ma son seduti con persone a muzzo

Quand’ero giovincello, che andavo alle superiori in pulma e ogni giorno si faceva a cazzotti per avere un posto a sedere, e poi si andava o a scuola a non fare un benedetto cazzo se non giocare al solitario con windows 3.1 (quando andava bene) o al bar a giocare a monapoli (era un’edizione che avevamo inventato noi, vinceva chi rubava di piu`), dio bono un mi ricordo che stavo dicendo, le devo fa’ piu` semplici ste frasi senno diventeno lunghe e poi vedi un ci si ‘apisce piu` una… oooooooh ecco ora ricordo, quand’ero giovincello, io come tutti gli altri miei coetanei, anche se non lo ammettevamo, stavamo creando una nuova generazione di musica che ben differiva da quella ascoltata dai nostri avi. Se i nostri nonni giocavano a rinculino sotto le note del pinguino innamorato, e le nostre mamme sognavano di sposare Gianni Morandi (e invece gli e` toccato un operaio che ancor oggi non riesce ad andare in pensione e molto probabilmente e` in cassa integrazione e sta tutto il giorno in casa a ba’a il cazzo), i giovini della mia generazione erano piu` “trendy”, “cool”, “ganzi”, “fichi” ecc…

I vostri nonni probabilmente pomiciavano allegramente ascoltando la storia di uno che va a giro col “colletto” duro. Ancora non sapevano…

I nostri padri per poter avere qualche speranza di avere mezzo pompino dalle nostre madri, negli anni 50/60 e forse anche di piu`, dovevano sorbirsi intere maratone di discografia di Morandi. La loro resistenza al suicidio meriterebbe statue in ogni piazza. Ma neanche loro sapevano…

Ai tempi mia, invece, i ragazzi cominciavano a trovare le loro identita`, e ricordo i vari stereotipi di gente che affollava le classi delle superiori:

– Le tipe semplici, acqua e sapone, che ascoltavano Ligabue, che il pomeriggio studiavano duramente per poi laurearsi e diventare autonome e viaggiare, al grido di “Lambrusco e Popcorn, andata e ritorno classe 3 ma almeno e` possibile”. Per loro il futuro ha riservato una laurea in Lingue seguita da un matrimonio con un impiegato dell’inps e 2 figli che spendono la paghetta in bamba.

Il Liga voleva mostrare alle ragazzine dov’era il loro “pesso di mondo”. Dopo una gita alle grotte di Frasassi e 6 mesi in erasmus in Spagna, adesso discutono col loro marito dove andare in vacanza, con loro che si sentono piu` “young and easy” e vogliono andare alle Canarie, e i mariti che si sentono piu` “smart and cool” e vogliono andare a Londra. Risultato: una settimana a Santa Marinella. Ma anche loro non sapevano…

– Le tipe semplici che si sentivano piu` rock e ascoltavano i Litfiba, e il loro sogno d’uomo era un capellone dal petto peloso che faceva i gargarismi mentre cantava. Da quando poi Pelu` ha lasciato i Litfiba per cantare canzoni da supermercato, si sono trovate cosi` in preda alla malinconia che si sono date alla droga e al magno e ora si ritrovano ciccione e in una casa popolare a guardare troiai su canale 5. Anche i maschietti che si sentivano fichi al grido di “Fortuna fammi fa’ felice fine, fammi fottere fanciulle fiorentine”, ascoltavano i Litfiba, ma le donne un se li cacavano e andavano dietro al primo drogato che trovavano.

I Litfiba erano nella top ten dei ragazzi grossetani che negli anni 90/2000 si volevano sentire fichi, apparte gli juventini, che non ascoltavano i Litfiba perche’ Pelu` e compagni tifavano la fiorentina. Ma nemmeno i Litfiba, gli juventini e i fiorentini sapevano…

– I metallari e i punk facevano conto a parte e ascoltavano cio` che gli veniva propinato dallo scambio di cassette, che dopo 10 volte che le copiavi, il suono cambiava cosi` tanto che un pezzo dei Maiden pareva un pezzo di Bjork. Semplicemente se ne fottevano di quello che passava Mtv e passavano le giornate ad ascoltare i loro gruppi. Immancabili i Megadeth, gli Iron Maiden e i Bad Religion. Ovviamente nessuno se li cacava, a parte le ragazze metallare o punk, che pero` si contavano sulla punta delle dita.

I Megadeth erano uno dei gruppi piu` gettonati tra i giovincelli alternativi, e la loro Symphony of Destruction suonava tipo: “Gias lai bai ai guu les bres muz den laiz merien nerz suen to the Symphony of Destruction!” Nemmeno loro, con il loro inglese quasi perfetto, sapevano…

– I napoletani. Ora, stranamente i napoletani erano una comunita` grande a Grosseto, infatti in classe tutti ne avevano almeno uno. Diciamo, piuttosto, che la classe tipo di un istituto superiore a Grosseto era cosi` composta: 5 grossetani, 10 da zone vicine, un paio di orbetellani, un napoletano e 2 drogati (i drogati venivano quasi sempre da Follonica o vicino). I napoletani si raggruppavano sempre alla fermata del pulman e intonavano le canzoni di un gruppo che era il simbolo della gioventu` napoletana dell’epoca: i 99 Posse! Era sempre bello vedere un napoletano litigare perche’, alla fine, aveva sempre l’ultima parola, che era: “Ueee, azumpaperete in culo a mammeta intu bicchiere!” e se ne andava soddisfatto, lasciando noi altri con le sopracciglia alzate perche’ non capivamo cosa volesse dire.


I 99 Posse erano il simbolo della grosseto napoletana. Le ragazze napoletane erano le piu` fregne, ma uscivano solo con altri napoletani. Ma neanche loro nu sacceveno nulla ancora…

– I truzzi. Il termine truzzo non esisteva, noi li chiamavamo “tunzettari” o “discotecari”… erano quelli che ascoltavano le cassette del Tendenza di Siena, che non erano altro che due ore di tunz tunz tunz tunz, e ogni tanto c’era questo vocalist che diceva frasi tipo: “Progressione musicale, sale sale e non fa male” o “La senti questa musica che t’entra nelle vene, lo dice anche la mamma, non puo` che farti bene”, ma la mia preferita era: “Perche’ non vai dal medico? Ma che ci vado a fare? Non voglio mica smettere di bere e di fumare!” Non ho mai frequentato a fondo questa gente, ma e` da qui che vorrei analizzare questa specie.
Mentre i metallari, i punkettoni e i ramazzottiani sono rimasti pressoche’ uguali negli anni, questi truzzi, si sono evoluti, un po’ come i Pokemon. Prima avevano cominciato da qualche canzone piu` classica, tipo Baby Baby di Corona, che cantavano piu` o meno “Bebi bebi, ua sci scio scia be together yeah yeah yeah”, attraversando vari stadi fino ad arrivare allo stadio FINALE:

ECCOLO QUA!

Ecco il truzzo 2.0, l’evoluzione finale nel Pokedex!

Vi prego, aiutatemi a capire il significato di qualche frase:

“Stasera spruzzo
al mio tavolo buzzo
ma sono seduto
con persone a muzzo.
Al ritorno guido io
ho bevuto
sbatti
porco dio.”

Taccio sulla seconda parte, non per la bestemmia, perche’ a me piace bestemmiare, ma per l’incitamento a beve e guida’, vabbe’…

Proseguiamo:

“Giovedi` giovedi`
giovedi` divino,
vado giu`, vado giu`
vado giu` di vino,
che sbatti la fila,
ma e` pieno di figa,
cazzo, guardo giu`
ma non ha il mocassino!
Minchia fre, nun ghe ne,
non c’e` il timbro del privet,
troppo sbatti l’alcol test,
sboccia il covo di nord-est.”

Boh! M’arrendo ragazzi! Se qualcuno mi potesse aiutare a capire cosa vuol dire, lo apprezzerei. Comunque la tizia, per essere bionda, e` discretamente bona.

Nono, andiamo avanti perche’ voglio capi’ il significato del linguaggio dei giovani d’oggi:

Vabbe’, gia` il fatto che ci sia Dipre` ve la dice lunga, ma comunque vediamo un po’ di testi presi qua e la`:

“Tutto il giorno sopra i libri
ora voglio stare easy.
Cazzo me ne della crisi
faccio solo la sei litri.”

Fin qui chiaro dai, questa s’e` rotta il cazzo di fa’ finta di studia’ e la sera vuole stare easy! Domani vado dal datore di lavoro e gli dico: “Ohhh mi so’ rotto il cazzo de lavora’, voglio sta isi!” Chissa` che mi risponde? Da notare che questa tipa “se ne”… parlare consuma tempo, meglio tagliare parti qua e la`… Andiamo avanti…

“Sboccing like no tomorrow
and you can follow me
fino a che non mollo
tu mollami.
Sboccing like no tomorrow
tavolo con il moet
popping bottles in the air
la serata e` pettine.”

Devo dire che ‘sboccing’ e` l’unico termine che ho cercato online e di cui veramente m’importava, e ho visto che significa “sperperare soldi, ostentare ricchezza”. E` buffo vedere come quand’ero piccolo, ogni verbo nuovo che veniva creato finiva in -are, mai in -ere o -ire, tipo “allunare” (atterrare sulla luna), o “smerendare” (me lo sono inventato ora, puo` significare “fare merenda insieme”), o “flashare” (vedi ‘minchia zio, mi so’ flashato = “so’ strafatto”). Al giorno d’oggi, i nuovi verbi finiscono in -ing, da qui il verbo “Sboccing”.

Beh… andiamo avanti…

“Presa male? Nel locale
nel privet senza bracciale
tutto quanto spettinato
minchia frate m’han sgamato!”

Il Leopardi non poteva scrivere una cosa migliore. Ve lo immaginate? Il Leo che parla con un amica e dice: “Minchia zio, tipo ieri spiavo Silvia dalla finestra, a un certo punto s’e` girata, minchia frate m’ha sgamato!”

“Vodka menta al Magenta
poi dal pusher compro un penta
la serata è un po’ spenta
ma la pupa la fomenta!”

“Minchia frate cannonate
le serate sempre pagate
le impennate sopra il rello
minchia zibo che bordello!”

Riscriviamo la storia dai, vi immaginate tipo Renzo e Lucia ai tempi d’oggi? Roba tipo Renzo va dai suoi amici e dice:
“Minchia zibo, bordello! Ieri sera all’after dal don rodri ho conosciuto un pusher, minchia frate ho preso un penta, poi pero` m’hanno sgamato, e io che volevo sta’ easy coi miei amici a muzzo!” Entra Lucia: “Ue figa, ma te devi feeling alright! Cazzo te ne della peste, facciamo sexing like no tomorrow!”

Chiudete gli occhi e immaginatevi: (cioe`, c’ho pensato dopo, se chiudete gli occhi un potete vede’ quello che c’e` scritto, vabbe’, chiudetene uno solo)

La scena di Via col Vento, con lei che dice: “Che ne sara` di me?” E lui risponde: “Cazzo me ne!” Suona bene, dite la verita`…
Alvaro Vitali che interpreta Pierino, che entra in classe e fa: “Mincha frate che sbatti l’interro today, andiamo a fa le impennate col rello.”
Di Caprio sul Titanic che dice all’amico: “Minchia zibo, m’hanno invitato col catafratti nel privet, voglio farmi la 6 litri (di tavernello)” e lui risponde: “Nooo frate, io non vengo, voglio sta easy!”

Ma alla fine, sti ‘paganti’, un po’ l’apprezzo, perche’ alla fine, si vede, questi pigliano pel culo sti giovini d’oggi, fanno serata e vengono pagati, vanno in culo a tanta gente, chi sta meglio di loro. Piu` che altro e` la gente che l’ascolta, che il mi nonno direbbe: “O bestie da lavoro o carne da macello!”

A voi il giudizio.

La mia lotta per avere il telefono fisso

Oggi si parla di una storia che mi e` accaduta anni fa, prima che mi trasferissi all’estero. Abitavo in maremma, in piena campagna, aria pulita, olivi sotto cui riposarsi e prendere l’ombra, le lucciole che di sera ti gironzolano attorno e gechi che se le mangiano. Sembrerebbe tutto un sogno per chi e` abituato al caos frenetico della citta`… c’era solo un piccolo problema: non c’era il telefono, non c’era una connessione internet, niente di niente.

Ben lontani erano i tempi in cui l’ONU dichiarava internet un diritto fondamentale dell’uomo e in cui un gruppo di profughi si e` visto cambiare alloggio perche’ sprovvisto di connession wi-fi, e io, con il sogno di diventare un programmatore, un web developer coi contro cazzi, mi vedevo sorpassare da ragazzini che in citta` avevano connessioni veloci (anche se, la velocita` della linea in Italia e` nulla comparata a quella degli altri paesi, ma a loro andava bene cosi`, tanto passavano tutto il giorno a guardare i pornazzi).

Una piccola premessa: a quei tempi mio nonno non se la passava bene e serviva qualcuno che potesse andarlo a prendere da casa e portarlo all’ospedale in caso di un’emergenza, ma… il segnale del telefonino, dopo che aveva piovuto, magicamente andava via, a volte anche per giorni, e, se volevi fare una telefonata, dovevi prendere la macchina e farti 10 km, prima di avere una piccola tacca.

Capite quindi che, sia per motivi personali che lavorativi, avevo bisogno di una linea fissa e di un collegamento ad internet. Per il collegamento ad internet, il rimedio era la connessione GPRS, costosissima e lentissima (raggiunsi un picco di 10 kb/s, ma la velocita` media era di 2 o 3 kb/s). Capite che con quella velocita` era possibile fare praticamente niente. Ovviamente non arrivava il segnale 3G, niente di niente. Per caricare Google, aspettavi circa 30 secondi. Youtube era un sogno, figuratevi giocare online.

Cosi` chiamo la telecom, la prima chiamata ando` piu` o meno cosi`:

– “Pronto, bla bla bla, vorrei allacciare la linea telefonica, il mio indirizzo e` bla bla bla.”

– “Certo! Le comunico che il suo numero di telefono sara` il bla bla bla, avra` l’adsl 4 mb, il tecnico verra` giovedi` alle 2.”

– “Mi dispiace, ma io a quell’ora sono al lavoro, deve esserci qualcuno in casa?”

– “Si`, deve esserci qualcuno per forza!”

Cosi` prendo un giorno di ferie… aspetto, aspetto, aspetto, le 2, le 3, le 4… nulla, cosi` richiamo:

– “Pronto, bla bla bla, sto ancora aspettando il tecnico.”

– “Ahhh ma le avevamo detto oggi? Boh, forse verra` domani!”

– “Ma io ho preso un giorno di ferie per questo!”

– “E chi le ha detto di prendere un giorno di ferie?”

Che pezzi di merda! Per davvero! Cosi` fisso un appuntamento per il giorno dopo, esco prima da lavoro e arriva il tecnico con la panda e la scala. Scende di macchina e dice:

– “Qui il telefono non lo posso allacciare. E` troppo distante dall’ultimo palo!”

– “Come sarebbe a dire? A me il telefono serve, vediamo di trovare una soluzione!”

– “Dovremmo piantare dei pali e allungare il cavo fin qui, ma dobbiamo chiedere il permesso ad ogni confinante e, se dicono di no, non c’e` niente che si puo` fare!”

– “No, il telefono e` un diritto universale, io ho assoluta necessita`!”

– “Ooooo io un so che dirle… e se ne va!”

Un po’ scioccato, mi informo su questi benedetti pali. Uno pare essere a 400 metri, con due terreni di distanza, e uno a circa 1,5 kilometri con un’enormita` di terreni (circa 16). Voi vorreste mai un palo nel vostro terreno per fare un favore ad un vostro confinante? Dite la verita`, su. Pensateci bene… Ecco bravi, nemmeno loro.

Mentre la telecom stava facendo i dovuti controlli, mi informai presso una societa` che offriva il collegamento ad internet attraverso una sorta di antenna. Presi appuntamento e vennero in perlustrazione. Ironia della sorte, c’era una piccola collinetta che oscurava il collegamento tra il mio tetto e l’antenna. Cercai di trovare una soluzione nei giorni successivi, e andai in citta` a parlare con loro nel loro ufficio (presi appuntamento, come sempre, io non vado mai negli uffici a caso). Il dialogo fu questo:

– “Capisco che la collina intralcia il collegamento, ma se mettiamo un’antenna a 400 metri che fa da ponte, si risolve, pago io tutto!”

– “No guardi, noi non montiamo antenne per fare da ponte in proprieta` di terzi, quindi non e` possibile!”

– “Lo so, ma io sono nella condizione di aver bisogno di una linea fissa (tramite voip) e di un collegamento internet decente! Perche’ il telefono bla bla diritto universale bla bla telecom che non puo` bla bla…”

La risposta che ne segui` mi lascio` veramente senza parole:

– “E a me che cazzo me ne frega se lei va lento su internet? Io in ufficio vado veloce! Arrivederci!”

Con certa gente non vale nemmeno la pena alzare le mani e me ne andai.

Certo a me ando` meglio che ad un ragazzo che viveva a 2km, che fece istallare questa benedetta antenna sul tetto della vicina perche’ prendeva meglio. La vicina era una signora anziana, e, ogni volta che c’era da resettare il router, questo ragazzo andava, bussava, resettava, faceva due chiacchiere e se ne andava. L’anziana signora vendette la casa ad un signore forestiero. Quando il ragazzo ando` a bussare alla sua porta per resettare il router, il nuovo proprietario disse: “Te in casa mia non ci metti piede!”… e i giorni di gloria di un internet pseudo-veloce finirono anche per lui…

Dopo qualche giorno andai a parlare col sindaco, uno di sinistra, dalla parte del popolo, contro le multinazionali, che mi ascolto` attentamente e mi chiese di mettere tutto per iscritto. Dopo qualche tempo, il comune emise un bando per dare internet veloce a tutta la zona. La societa` vincitrice incasso` un bell’assegno e promise di fare tutti gli allacci in 6 mesi. Dopo qualche mese, ovviamente, l’azienda falli` e non si videro piu` ne’ cavi, ne’ telefoni, ne’ assegni. Viva l’Italia!

Andai a parlare con un avvocato. Le sue parole furono:

“Il telefono e` un diritto universale, la Telecom non puo` sottrarsi dall’istallarlo, ma lei dovrebbe pagare i cavi a partire da 150 metri dal suo terreno. In piu`, dal giorno che ne ha fatto richiesta, ha diritto ad un rimborso del canone mensile Telecom moltiplicato per ogni giorno lavorativo!” Si parlava, insomma di una cifra intorno al migliaio di euro. Mi consiglio` anche di andare a sentire a Firenze, ad uno speciale tribunale per le telecomunicazioni.

Ovviamente presi appuntamento e andai. Odio Firenze, ogni volta che vai, becchi una multa. Ma mica e` colpa tua, questi stronzi mettono il cartello di obbligo di svolta a destra che porta in una strada a senso unico, e, dopo 100 metri, a tua insaputa, comincia la ZTL, e, ovviamente, non puoi tornare indietro e ti becchi una multa. Vabbe’ questa e` un’altra storia… A Firenze mi presentai con un faldone di lettere e fax e mi trovai faccia a faccia con un avvocato della Telecom. Mi venne detta la solita storia:

“Capiamo che il telefono e` un diritto universale, e che lei dovrebbe pagare i costi di allaccio dopo i 150 metri dall’ultimo palo, ma noi non possiamo fare nulla se il confinante non da` il consenso!”

Il giudice rinvio` la causa a tre mesi, nei quali la Telecom si impegnava a trovare una strada per ovviare alla soluzione.

La Telecom mi chiamo`, dicendomi finalmente il nome dell’azienda incaricata dell’allacciamento del mio telefono. Contattai prontamente la societa` per chiarire la situazione e mi venne risposto:

“La societa` e` fallita anni fa, ora ha tutto in mano quest’altra societa`!”

Gli addetti della nuova societa` vennero come promesso a fare una perlustrazione del luogo. Come scesero dalla macchina, dissero: “A guardi, il telefono qui un si pole mette’, glielo di’o subito! Contatti la Tele’om e glielo di’a”.

Contattai di nuovo la Telecom e spiegai all’addetta tutta la storia, dei cavi, dei vicini, del tribunale, del rimborso che mi spettava ecc.. mi venne risposto:

“Ma cosa dice? Vada a farsi un corso di legge, va!”

Passarono i mesi e tornai un’altra volta a Firenze. Stessa manfrina, stesse parole, stesse multe. La causa venne rinviata a 3 mesi.

Dovevo uscire da questo circolo, non sapevo come, poi… un’idea… un mio amico mi disse: “Se apri un’attivita`, devono per forza darti una linea telefonica! Non puoi lavorare senza telefono!” Gia`… ma cosa inventarsi in un campo di olivi? Un parcheggio per i camperisti!

Riandai in comune per chiedere una perizia che certificasse lo stato del terreno per fare una rimessa. Carte alla mano, tornai dopo tre mesi (multa) dicendo che avevo intenzione di aprire un’attivita` bla bla bla e il giudice mi dette ragione, un’azienda non puo` non avere un telefono! Ma la Telecom insisteva nel dire che i pali non si potevano mettere! E il giudice rimando` la causa a 3 mesi (che palle!!!)

Un giorno ricevetti una telefonata dalla Telecom, questo fu il dialogo:

– “Buongiorno, le volevamo dire che non Le possiamo allacciare il telefono e questo e` definitivo!”

– “Andatevene in culo, la settimana prossima mi trasferisco all’estero!”

E cosi` feci… adesso viaggio a 150mb/s. La Telecom ha vinto per sfinimento, non ne potevo piu`, veramente. Che facciamo come gli pare finche’ ci saranno italiani che se ne fregheranno. Ora, voi che vivete in citta`, che dite che avete internet veloce e che non ve ne frega nulla di chi sta in campagna… beh… avete ragione. Ma molte attivita` stanno in campagna e hanno bisogno di una connessione decente per acquisire clienti. Purtroppo la scena a cui assistiamo e` quella di ragazzi che vorrebbero usare internet per studiare, dialogare, approfondire, ma hanno linee preistoriche e i genitori dicono: “Che sara` mai… aspetti!”

Una mia amica in Inghilterra stava facendo un corso di italiano con una ragazza che viveva in campagna nel Sud Italia. Cercava di combattere la crisi, come tutti, e si era registrata su un sito nel quale studenti e insegnanti si incontrano per poter studiare. Alla fine, la mia amica ha dovuto rinunciare, dicendo: “Mi spiace, la tua connessione e` troppo lenta!”…

Se io facessi il programmatore per il web in Italia, per chi farei i programmi, se poi non c’e` una connessione abbastanza veloce per usarli?

E i ragazzi emigrano. E la gente gli da` contro dandogli dei codardi, che hanno abbandonato la patria ecc… ecc…

E noi ci giriamo e gli diciamo un bel vaffanculo!