Berlusconi condannato… ma sti cazzi?

Berlusconi e` stato condannato. Chi se ne frega? Me ne viene in tasca qualcosa? No, perche’ tanto chiunque ci sia al potere te lo mette ar culo e senza un grammo de vasella. Per gli italiani invece e` stata giornata di festa, un po’ come se la Juventus avesse rubato vinto uno scudetto. Ma poi e` stato condannato, ma di cosa? Perche’ ha pagato meno tasse, ehhhhh chissa` che mi credevo io… cioe`, ora si pole ricandida’ perche’ gli hanno tolto l’ineleggibilita`, di 4 anni di galera glien’hanno tolti 3, quindi se ne stara` un anno chiuso nella sua piccola dimora a scopa’ come un riccio. In pratica, diciamo che non aveva piu` voglia di lavora`, quindi ha trovato un modo legale per stassene a casa. Diciamo che gli italiani sono dei piccoli geni a fasselo mette’ nel bogigi ed esse’ allegri contemporaneamente. A proposito di farselo mettere in culo, parliamo di ‘ose serie. Prendiamo esempio dall’estero e avanziamo mentalmente. In Canada, una scuola ha organizzato un dibattito sul fisting. Per chi non lo sapesse, il fisting e` quella tecnica sessuale di infilare un pugno nella fregna/culo (dipende cosa si ha a disposizione). Praticamente, la scuola si raduna nell’aula magna, parte un dibattito sull’argomento, poi entra una bella figliola ignuda e si passa alla parte prati’a. Pero` ovvio, in un’Italia cattolica, una ‘osa del genere un si pole nemmeno accennalla, senno` chissa`, si va all’inferno e ci si trova compagni di stanza di Andreotti. Pero` quello che mi fa gira’ i ‘oglioni di brutto e` che queste bellissime notizie di progresso sessuale sono nascoste, difficili da trovare, perche’ giornali, siti web, radio e cazzate varie sono piene sono di notizie sulla condanna di Berlusconi. Berlusconi qui, Berlusconi la`, e cosa fara`, e chi lo sa, e come va e che palle!!!

Viva la fregna

Gara di alfabeto contrario: Italia vs estero

Ovvia, su, facciamoci riconoscere anche su Iutubbe. Avete mai provato a dire l’alfabeto all’incovercio? Tipo zeta, vu, u, ti e sti cazzi… Su internet ci sono un fottio di video di gente che si cimenta in questa troiaiata di gara, ma ne ho trovati due che spiccano, un po’ come un pelo bianco nel bu’o del culo.

Questo e` un inglese (o americano, cazzo ne so), che riesce a dire l’alfabeto al contrario in 2.4 secondi. Nell’allenarsi, ha probabilmente sprecato 10 anni della sua vita con relative trombate perse:

Il secondo, invece, e` italiano, si fa chiamare Dott. Utis (ooo ne ho sentiti di nomi del cazzo ma il suo e` veramente una merda, come diceva il cattivo di Puttanik) e diciamo che si sta allenando per raggiungere il livello dello sfigato di sopra. Confido che ci potra` riusci’ in meno di 40 o 50 anni, se continua cosi`:

O io che cazzo vi devo di’, un so chi dei due e` piu` idiota…

L’universita` italiana e` una cagata pazzesca – mega-post in piu` parti /4 – Il primo esame

“Oggi ho fatto il mio primo esame, etica, ed ho preso 30 e lode. Ho copiato.” (Anonimo)

Il primo esame che feci fu Storia dell’Europa di Centro, un nome un po’ del cazzo per definire la ‘Storia della Polonia’. In pratica, il preside della facolta` era fissato con la Polonia, tanto che una volta mi disse: “Secondo me mia madre quando mi ha concepito, ha tradito mio padre con un polacco, perche’ altrimenti non saprei come spiegarmi il mio amore per la Polonia!”

Comunque sia, il preside era anche il docente di questa materia e, diciamoci la verita`, un po’ tutti la seguivano, per fare bella figura. Le lezioni, erano, ovviamente, tre mattine a settimana dalle 9 alle 11 (il motivo e` spiegato in questo post). La materia era incentrata sulla storia dell’Europa orientale in generale e sulla storia della Polonia nel diciassettesimo secolo in particolare. Ecco in breve la lista dei libri che dovevamo studiare leggere per poter passare l’esame: un libro di circa 20 pagine (si`, avete letto bene, 20 pagine) sulla storia dei paesi dell’Europa dell’Est, un libro di circa 150 pagine sulla tematica del viaggio in Polonia nel 1700 (scritto dal professore stesso – di questo discuteremo in un altro post) e delle fotocopie sulla storia di un dittatore albanese di cui, perdonatemi, non ricordo il nome… mi e` tornato alla mente mente scrivevo questo post, era Castriota Scanderbeg.

Le lezioni erano quasi una farsa, col professore che diceva: “Seguite altre lezioni, non seguite le mie e studiate le lingue per lavoro, non per rimorchiare!” (Aveva ragione dopo tutto). Ricordo un giorno a lezione, il professore chiese: “Cosa faceva Ivan il Terribile ai suoi nemici? Chi lo sa?” Io alzai la mano e dissi: “Gli infilava un palo su pel culo!” e il prof: “Bravo! Prendete esempio, prendete!”

Ora, ragioniamo un attimo sull’esame. In pratica nell’aula dove si svolgeva l’esame c’erano 3 persone: il professore/preside, un dottorando e una dottoranda. La differenza? Le domande che chiedevano e la differenza nei voti, ovvero, se per il professore elargiva un bel 30 quasi ogni volta, i dottorandi erano piu` tirchi, come se per loro facesse differenza. Quindi, se ti trovavi col professore eri avvantaggiato, un po’ come entrare nell’area di rigore avversaria indossando una maglietta della Juventus, mentre chi si trovava di fronte gli assistenti, ehhhh… come diceva mia nonna: “Trist’e guaio a chi tocca!” E si torna sempre li`, al solito discorso… non importa studiare, tanto se il professore e` incazzato (o non vuole dare il voto piu` alto di principio, per vendicarsi del fatto che da piccolo non gli hanno comprato l’Allegro Chirurgo) non ve la caverete.

Ora, non staro` qui a scrivere cose tipo: “Studiai 6 ore al giorno per quell’esame chiuso in biblioteca uscendo stremato il pomeriggio alle 5”, perche’ sarebbe una bugia. Diciamo piu` che passai le settimane prima dell’esame a bere aperitivi al bar, senza fare una sega. Lessi tutto la sera prima, le 20 pagine di storia dell’Europa, il libro del preside (leggendo solo le pagine dispari per fare prima), e non lessi una sola riga delle fotocopie di Scanderbeg.

La mattina arrivai all’universita` verso le nove. Incontro un mio amico che doveva fare l’esame con me e mi disse: “Io l’esame l’ho gia` fatto, sono andato direttamente il presidenza e il preside m’ha fatto l’esame mentre facevamo colazione, ho preso 30!” Bellissimo! La gente si iscriveva e doveva aspettare il proprio turno e lui aveva scavalcato tutti e s’era levato il pensiero… un genio!

Come avevamo visto, per avere 30, l’unico modo era andare con il preside, non c’erano altre soluzioni. D’altronde i professori sono un po’ cosi`, decidono loro… comunque sia, era quasi mezzogiorno, gli assistenti se ne andarono a pranzo, ed eravamo rimasti in 5. Il preside usci` e disse: “Io vado a comprare un po’ di pizza, la volete?” Torno` dopo 10 minuti con un vassoione gigante di pizza. Entrai nell’aula e, mentre mangiavamo la pizza, mi chiese: “Lei la sa la storia della Polonia?” “Si`” “E quella della Boemia?” “Si`!” “Bene, cominci!” E io parlai per circa 30 secondi della storia della Boemia. “Ha letto il mio libro?” “Si`” “Bene, cos’e` la dieta di Grodno?” E io risposi molto sinteticamente. “Cosa ci fa qui?” “Studio!” “E si trova bene?” “Si`!” “Bene, si vede che lei e` un bravo ragazzo, 30!” Firmai e andai via.

Riassumiamo un po’ la faccenda:

Tempo di studio: 2 ore totali.

Tempo di attesa prima dell’esame: 3 ore.

Tempo dell’esame: 10 minuti.

Nel prossimo post mi lamentero` delle liste di iscrizione agli esami e vedremo come farselo mettere in culo pur avendo studiato.

Come andare in pensione con una “pensione d’oro” e vivere dignitosamente (almeno da vecchi)

Allora, una ‘osa che a molti fa incazza’ (e co’ ragione), e` il fatto che i politici un fanno una sega e pe’ sta’ seduti a vede’ i pornazzi sull’iPad e votare per gli altri si cuccano a fine carriera pensioni da tipo 10mila pleuri al mese (quando va male), mentre chi si fa il culo a passa la vita a farsi un culo ‘ome un paiolo in fabbri’a, a fine carriera, se va bene, si prende si` o no 900 pleuri al mese.

Ora, io pensavo… forse sbagliero`, forse ho ragione, chi lo sa, ma… se si facesse una legge in cui ogni cittadino puo` andare in parlamento (a turno), poi dopo 6 mesi se ne vanno e vengono altri e cosi` via… quando arrivano al punto di prende’ la pensione, ogni cittadino avra` una pensione da parlamentare. A me mi pare una genialata, anche se, francamente, ‘a me mi’ non si dice.

Cioe`, ricapitoliamo… ammettiamo che uno fa il fabbro. Per 6 mesi smette di lavorare e se ne va in parlamento, e fa la bella vita… ville, piscine, troie, feste, troie, limousine, teatro gratis, troie, vacanze gratis, auto blu p’anda’ a troie e cosi` via. Dopo sei mesi torna a batte’ il martello sulle spade come faceva prima, pero` e` sicuro che prendera` una buona pensione, perche’ e` stato 6 mesi in parlamento. Ma nooooooo, la ‘asta vole tutto pe’ se! Che ingrati!

Pupo, un nome solo che esprime una presa per il culo a 360 gradi.

Io francamente non riesco a capi’ perché i cantautori fiorentini (e farei una bella gara con quelli delle altre citta`) siano o deficienti (Pupo), o sfigati (Masini), o in forte declino (Pelu`).

Pupo ha preso per il culo gli italiani in maniera completa, a 360 gradi. Prima ha preso per il culo tutti gli italiani con le sue canzoni idiote, poi tutti i casino` sputtanandosi svariati milioni di lire, gentilmente restituitegli da Gianni Morandi, in un atto di generosita` estrema (un po’ come dare 50 centesimi a chi ti pulisce il vetro al semaforo con l’acqua sudicia), poi ha ripreso per il culo gli italiani portando al festival di Sanremo “l’intonatissimo” Principe di Savoia Emanuele Filiberto, e poi, una volta resosi conto che di musica non ci capiva un granche’, si e` messo a condurre quiz idioti sulla Rai, stipendiato, indovinate da chi? Ma dagli italiani, gli stessi che ha preso per il culo per anni interi. Ditemi se questo unn’e` un piano diaboli’o… Grazie a cio`, e` entrato direttamente nella top-ten dei tizi piu` intelligenti della storia, preceduto, a pari merito, da Peter Griffin e Homer Simpson.

Analizziamo un paio di frasi prese a caso dai testi di alcuni suoi successi:

“Gelato al cioccolato, dolce un po’ salato, tu, gelato al cioccolato.” A parte che nella lingua italiana non e` abitudine inserire pronomi personali qua e la` a cazzo, ma mi dite voi come fa un gelato al cioccolato ad essere salato? O i gelatai di Firenze sono dei bastardi (e lo sono), o si era fatto un acido, o vi ha preso per il culo.

“Mi sono innamorato di un gelato al cioccolato.” O sperimenta nuove vie sessuali, o sta facendo sesso orale con un africano, nella stazione di Santa Maria Novella… caro il nostro Enzo Ghinazzi, dicci la verita`…

“Su di noi, ci avresti scommesso tu?” Era talmente ossessionato dal gioco d’azzardo da inserirlo in ogni discorso. Forse ha preso l’ispirazione per questa canzone mentre perdeva milioni alla roulette a Sanremo…

“Su di noi, gli amici dicevano, no, vedrai, e` tutto sbagliato.” Qui, il “noi” è da leggere “me e la musica”, infatti è tutto sbagliato.

“Ti porto lontano, nei campi di grano che nascono dentro di me.” No comment, fatti vedere da un medico o cerca su Wikipedia alla voce “fertilizzazione interna”.

“Le luci spente delle due di notte, passa un barbone con le scarpe rotte, […] una signora senza suo marito, la guardo bene è solo un travestito, […] Firenze Santa Maria Novella almeno, mi fa sentire un po’ sereno.” Pupo sta bene solo in mezzo a barboni e trans. Mi domando perche’ non si sia buttato in politica.

Tacciamo sulla canzone con Filiberto, senno` non la finiamo più.

Enzo Ghinazzi a letto

Pupo, nella sua spendida forma, mentre cerca ispirazione per una sua nuova canzone di merda.

Fare l’animatore (quattordic’anni fa) faceva schifo!

Oggi vi parliamo di una razza di persone che rivelano un’utilita` nella societa` moderna quanto puo` averne un computer 386 con su installato windows 8: l’animatore turistico. E ancora peggio, le societa` che forniscono questi servizi.

Io ebbi la (s)fortuna di fare l’animatore nel lontano 2000… ecco la mia storia (e qui ci vorrebbe una ‘ornice ondulata che sfuma fino a riprendere i protagonisti in un colore opa’o, come nei filmi, via ci s’e` capiti).

Ehhhh bei tempi quando un si ‘apiva una sega e d’estate si sarebbe dato via anche il culo a momenti pe’ unn’anda’ a fa’ il cameriere in qualche ristorante di merda della riviera toscana che puzzava di pesce da fa schifo a un ippopotamo e frequentato da fiorentini finti-ricchi, con le mogli cubane di 40 anni piu` giovani (anche se, sotto sotto, via, si vedeva che a qualcuno sotto sotto gli garbava il bogigi).

Per sfuggire a questa maledizione estiva, provai questa nuova esperienza: l’animatore! Mi recai presso un’agenzia di animazione di Grosseto, di cui non faro` il nome, ovviamente (su internette si pole di’ il peccato, ma no il peccatore!), ma che iniziava con la lettera F… E insomma me ne andai una settimana vicino Livorno a fa’ uno stage (cosi` lo ‘iamavano, ma in realta`, a parte le lezioni di ‘ome magna’ il foco e fa’ un cane con un palloncino, era tutto un tromba’ (a parte quelli che si facevano le pere).

Alla fine dello stage, la sfilza di contratti: chi veniva preso come addetto al miniclub, chi come ‘ai balli di gruppo’, chi come maestro di acquagym, chi come cazzaro generico ecc… Tutti dovevano categoricamente andare a lavorare lontano da casa, e c’era una sola regola: non si poteva fare sesso con gli altri animatori.

A me tocco` Altavilla Milicia (vicino Palermo), ma, casualmente, un giorno prima dell’inizio del lavoro, un’animatore venne trasferito da Castiglione della Pescaia a Palermo, e cosi` io mi “imbu’ai” a Castiglioni, segno quindi che la regola di lavorare lontano da casa valeva un po’ a cazzo…

Comincio` la stagione e il nostro gruppo era capitanato da un capoanimatore che dire tristissimo e` dire poco, ricordo ancora il nome: Sergio (non diro` il cognome ovviamente), e le sue regole stupide: la mattina bisogna andare in piscina e rompere il cazzo a tutti per farli giocare al gioco aperitivo; ovviamente, su 100 persone in piscina, 1 ti liquidava con un gentilissimo vaffanculo, e gli altri 99 con: “Sono in vacanza, se non te ne vai ti taglio lo scroto!”

La sera era il momento… indovinate di ‘osa? Ma del Bingo!!! Che cosa monotona… uno tirava fuori le palline ‘oi numeri, che venivano tradotti in 4 lingue, e alla fine si vinceva una maglietta dell’animazione. Per piacere, sparatemi!

Di serate divertenti non ce ne sono state, a parte una serata di ballo organizzata in contemporanea con la partita degli europei Italia – Olanda (quella in cui Toldo paro` 3 rigori), facendo si` che la sala fosse totalmente vuota, con il capoanimatore che diceva (a microfono acceso): “Gli Italiani sono stupidi, tutti a guarda’ la partita mentre potrebbero essere qui a divertirsi!”

Un giorno ero al bar del villaggio e lessi il titolo della Gazzetta: “Trezeguet alla Juventus”… io non avevo mai sentito nominare Trezeguet, quindi, leggendo ad alta voce, dissi una cosa simile a “Tre Seghe”… il capoanimatore si gira incazzato e inizia a sbraita’: “Ma che cazzo dici? Le parolaccie daventi a tutti???” Vi assicuro che era serio.

Ora, a parte le cose ridicole, questo capoanimatore non solo era un coglione, ma anche uno stronzo. La sera, dopo il lavoro, a mezzanotte e passa, voleva andare a mangiare la pizza. Se per caso dicevi di no, la mattina dopo mandava subito un fax all’azienda dicendo che te non avevi “spirito di gruppo”. Che testa di cazzo.

Ma il top del top fa un episodio che non so se definire “goliardico” o “da bestemmia”. Invitai mia madre un pomeriggio a vedere come ci eravamo sistemati nella casa (in mezzo agli scarafaggi), e, visto che noi dovevamo usare la lavatrice del villaggio che costava 10.000 lire a lavaggio (si`, avete letto bene), le chiesi se mi faceva la cortesia di lavarmi un po’ di roba. Mia madre, da brava altruista com’e`, chiese a tutti gli altri se avevano roba da lavare, e riporto` il giorno dopo tutto pulito. La capa dell’agenzia (il cui nome inizia per E), venne il giorno dopo e disse: “Ho saputo che tua madre ti fa la lavatrice!” e io risposi: “Si`, una volta, ma ha preso anche la roba degli altri!” e lei: “Peggio!!! Cosi` me li abitui! Purtroppo ti devo licenziare!” e io: “E perche’ non licenziate la stagista invece di me?” e lei: “Noooo, a lei non la paghiamo, quindi ci conviene!”

Per fortuna dopo un mese ero fuori di li`, e trovai lavoro in un bar… ma questa e` un’altra storia…

P.S. riscossi tipo 500 mila lire dopo circa 10 mesi di chiamate… non fidatevi, fatelo per me, cari lettori!

Questa e` la scena che si ripete in migliaia di villaggi turistici ogni estate! Facciamo si` che non succeda piu`. Forse e` vero, se i cervelli fuggono all’estero, allora in Italia rimangono solo i deficienti?

Hai troppi piccioni sul terrazzo? Ecco la soluzione definitiva!

Avete troppi piccioni che stanno come bellimbusti sul terrazzo della casa che avete comprato da poco e che finirete di pagare nel 2070 (sempre che non imploda prima, si` anche le case possono implodere…)? Eccovi una soluzione semplice, veloce e definitiva (e un po’ costosa) per liberarsene definitivamente:

Occorrenti: del pane, magari non proprio secco, e dei piccoli francobolli di lsd (li trovate dal vostro spacciatore di fiducia).

Preparazione: tagliate i francobolli di lsd in piu` parti e avvolgeteli nel pane. Poi disponeteli sul terrazzo. Attendere. Ripetere se necessario.

Perche’ funziona? I piccioni mangeranno questo composto, crederanno di essere gatti, e si butteranno di sotto. Ovviamente non potranno volare, perche’ so’ convinti d’esse’ gatti, e si frantumeranno per terra. Cosa dite? Sono un sadico? Almeno cosi` moriranno in modo dignitoso…

Mi stupisco che nessuno ci abbia pensato prima… Durante la preparazione, ovviamente, per rendere piu` interessante la cosa, potete provare anche voi questo delizioso “pane elfico” (chiamiamolo ‘osi` via).

Nota: L’lsd puo` essere considerato illegale in alcuni stati. Controllare la legislatura del paese dove si risiede prima di attuare questo metodo.

P.S. Questo post e` cretino e senza senso, se qualcuno di voi e` cosi` idiota da provarlo, io declino ogni responsabilita`.

I punk, i paninari e gli 883

In un tempo remoto, quando il mondo si preparava a convertirsi da finto-comunista a capitalista filo-facebookiano (ooo io non so se rendo, ma in questo blog, si ‘oniano nuovi termini), le citta` d’Italia si preparavano ad essere teatro di scontro della famosa guerra tra punk e paninari. Da una parte i paninari, con i loro giubbotti imbottiti, le scarpe di marca e i cervelli piatti, dall’altra i punk con le loro creste che “se pioveva bottoni le raccattaveno tutti” (citando mio nonno). I primi mangiavano al Burghy gli hamburger di cavallo di mucca e si sentivano fichi, i secondi si mangiavano a vicenda perche’ tanto un c’avevano i soldi manco pe’ piange. Possiamo dire che i primi erano di destra e i secondi di sinistra? Forse, anche se adesso, se vedessero che in parlamento un c’e` piu` ne’ destra ne’ sinistra, ma solo magnacci mafiosi da ambo le parti, si incazzerebbero di brutto, e farebbero la rivoluzione, andando a Montecitorio e lanciando panini di soia (i primi) e tubetti di gel (i secondi). I punk maschi approfittavano dei momenti d’incoscienza delle punkettare bria’e per portarsele a letto nel cesso della stazione, mentre i paninari inculavano i soldi dalla borsa delle mamme che il giorno la davano via lavoravano duramente per comprarsi scarpe troiaio, ma faceva fichi e le paninare gliela sganciavano (a pagamento s’intende). Le ragazze dei paninari si chiamavano “squinzie”, parola onomatopeica derivata dal fatto che queste mangiavano cosi` tanti hamburger di gomma, che la topa gli era diventata di gomma e ogni volta che venivano pipate, faceva “squinz”, “squinz”.

Enzo Braschi, paninaro, che si mangia una scarpa

Enzo Braschi, capo supremo dei paninari, mentre tenta di mangiarsi una scarpa con mozzarella e pomodoro, visto che ha speso tutti i suoi soldi per comprarsi il giacchetto di jeans (cinese).

Gruppo di punk che non si sa che cazzo fanno

Sulla destra vediamo il capo dei punk che narra di quando ando` a cena con i Sex Pistols, ma sa che dovra` sparare cazzate piu` grosse se vorra` aumentare le possibilita` di scoparsi le due punkettone accanto a lui.

Quando poi cominciarono gli anni ’90, sia i paninari che i punk smisero di farsi la guerra, e finiro in uno di quei posti di lavoro promessi dal governo. I primi finirono a pulire i cessi al Merdonald, i secondi furono assunti dagli imbianchini che gli usavano come pennelli viventi. Rimasero solo quelli che non facevano parte delle due fazioni, insomma, gli sfigati, che non riuscivano a vedere una passera nemmeno se la pagavano, che non ascoltavano ne’ i Duran Duran ne’ i Sex Pistols, che mangiavano le lasagne della nonna e andavano in giro con i motorini scassati. Per loro nacque un gruppo simbolo: gli 883. E se prima i paninari dicevano: “Io sono troppo giusto, sono un fico e il mondo e` ai miei piedi” e i punk: “C’ha’daccenne?”, gli 883iani seguivano la loro filosofia: “Io sono brutto, sfigato, sono un coglione, deficiente, ma mi piace perche’ i miei amici sono peggio di me e cio` mi fa sentire piu` fico di John Wayne, e siccome alla fine le ragazze cercano il figaccione, ma alla fine si accontentano del meno peggio, prima che io muoia una sorca l’avro` vista!”. Infatti, le ragazze degli anni ’90, seguendo il detto “i ragazzi sono come i parcheggi, tutti occupati e quelli liberi sono per gli handicappati”, alla fine sceglieranno “il meno peggio” tra gli handicappati mentali, e si faranno sposare finche’ questi non diventeranno provetti ragionieri e metteranno su pancia. La stessa evoluzione di Max Pezzali e Mauro Repetto dovrebbe far pensare:

Max Pezzali, Mauro Repetto, Fantozzi e Filini

Se nel 1992 eravate come quei due nella prima foto, e` molto probabile che ora siate come quelli nella foto di mezzo… vi siete mai chiesti come sarete tra altri 20 anni? (Molto probabilmente come i due nella figura 3).

Comunque, se analizziamo la situazione musicale giovanile di tendenza in Italia nei periodi sopracitati, notiamo un grande calo di qualita`:

Duran Duran/Sex Pistols -> 883 (primi due album) -> 883 (periodo canzoni ‘sole cuore amore’) -> Laura Pausini -> Amici di Maria de Filippi che vincono Sanremo.

E allora, quello che voglio dire: cari paninari degli anni 80, cari punk (quelli veri), perche’ vi siete estinti? E domani, quando andrete alla posta, o al supermercato, o semplicemente per strada, e incontrerete un signore sui 50/60 anni che lavorera` controvoglia, mettetevi per un secondo nei suoi panni, entrate nella sua mente e forse vedrete un sognatore, che ha vissuto i migliori anni della musica e della televisione, quando non c’era internet e i rapporti erano veri, che ha visto i suoi migliori amici trasformarsi da ribelli a impiegati statali, che tentavano di copiare mode d’oltreoceano senza peraltro capirci niente, che volevano lasciare un mondo migliore ai propri figli e… ora? Cosa e` rimasto di tutto questo? Cosa e` rimasto degli anni 80? Adesso, caro Raf, ho la risposta!

La canzoncina di Susanna

Quando s’era alle elementari e un si ‘apiva una sega (o forse si ‘apiva piu` di ora, questione di punti di vista…) ci si divertiva a cantare canzoncine un po’ zozze, storpiature di melodie famose. La piu` famosa, senza ombra di dubbio, era la parodia de “La Donna e` Mobile” del Rigoletto di Verdi. Il testo cambiava da scuola a scuola o da regione a regione (dipende ovviamente dal grado di deficienza). Il testo che cantavamo noi era questo (me lo ricordo parola per parola da quando avevo 6 anni): “La donna immobile sul letto stava, col dito mignolo se la grattava, arriva Pippo, marito pazzo, gli leva il mignolo, ci mette il cazzo. Arrivo io, figlio di dio, gli levo il suo, ci metto il mio. Dopo sei mesi nasce un pupazzo e lo ‘iamarono testa di ‘azzo, ma alla mamma un li garbava e lo ‘iamarono testa di fava!”

Sembra che l’ultimo pezzo “ma alla mamma un li garbava e lo ‘iamarono testa di fava” sia la variante toscana della canzoncina, in quanto non penso che a Milano o a Napoli dicano: “alla mamma un li garbava”. Al massimo, i ragazzi benestanti di Milano dicevano tipo: “Alla madre non era di suo gradimento quindi lo nominarono testa di organo genitale maschile!”, mentre a Napoli avrebbero detto tipo: “A mammeta faceva schifo e aggia` chiamat’ cap’e’minchia!”

Cio` ci fa capire che forse se passate da Mantova e vedete un cartello tipo: “Ristorante da Sparafucile”, in realta` e` un bordello. Tra l’altro sembra che la gestazione delle mamme di Mantova sia inferiore ai nove mesi come i comuni mortali.

In seconda posizione nella classifica delle canzoncine idiote delle elementari c’e` si’uramente la canzoncina di Susanna. Essa (uuuu) e` una canzone country americana che parla di un uomo che parte dalla Louisiana e se ne va fino in Alabama per uno scopo solo: la sgnacchera. Naturalmente, noi citti piccini eravamo mooooolto piu` avanti e cantavamo questa versione: “Eravamo alla valle con le palle a ciondoloni, arrivarono l’indiani* e ci spezzarono i ‘oglioni. O Susanna, non piangere perche’ ho le palle di riserva nel taschino del gilet”.

*l’indiani = licenza poetica

Questa versione, esaminata attentamente e con una dettagliata esegesi, ci fa capire molte cose, che a prima vista possono sfuggire:

1) I Sudisti americani del 1700 erano nudisti e passano le giornate a non fare un cazzo. Questo dimostra anche come durante la guerra di secessione lo abbiamo preso in culo bene bene;

2) Gli Indiani erano molto ma molto crudeli;

3) Susanna piange perche’ sa che non potra` piu` arrotondare lo stipendio facendo la escort nel far west sotto lo pseudonimo di “Calatemy Jeans”;

4) Essendo americani, si sono visti arrivare un rappresentante di qualche ditta multilivello del cazzo tipo la Amway, dove, tra una radiosveglia-rasoio e un vibratore anale che se indossato previene il jet-leg (va spento ovviamente durante il decollo), ti propone l’affare: le palle di riserva! Costano un po’ care, solo 1000 dollari, ma non ti preoccupare, se entri e diventi dei nostri pagando 2000 dollari, le puoi avere a sconto.

Adesso vorrei analizzare insieme a voi la versione originale di questa canzone, per vedere che cazzo ne vie’ fori:

“I come from Alabama with my banjo on my knee, I’m going to Louisiana, my true love for to see, Oh, Susanna, oh don’t you cry for me. for I come from Alabama with my banjo on my knee.”

A parte la sintassi precaria, che se avessi scritto qualcosa del genere all’esame di inglese all’universita`, sarei stato subito condannato ai lavori forzati in Corea di Nord… analizziamo bene la situazione. Questo fregno parte dall’Alabama per andare fino in Louisiana per una ragazza, si sa, tira di piu` un pelo di topa che due somari, tre buoi e una vacca. Vediamo il tragitto fatto da questo maniaco. Come punti di riferimento verranno prese le capitali dei due stati, quindi Baton Rouge per la Louisiana e Montgomery per l’Alabama.

Tragitto Alabama - Louisiana

Il tragitto percorso dal cantautore arrapato per arrivare fino in Louisiana.

Ora, sembra tanto, ma come vediamo dall’immagine sottostante, sono piu` o meno 5 ore di viaggio:

Tragitto Louisiana - Alabama per andare a trovare Susanna

Volete andare dalla Louisiana all’Alabama ripercorrendo la strada che vi porta a scopare Susanna? Ebbene si`, in 5 ore ve la chiavat… ehm… cavate.

Ora, il lettore piu` attento, dira` che in 5 ore, al giorno d’oggi, contando sulla tecnologia, si puo` arrivare mooooolto piu` lontano, invece sarebbe come andare, che so, in treno da Grosseto a Viterbo, che distano si` 150km, ma siccome per Trenitalia andare da Torino a Lione col treno veloce fa piu` fico, chi vuole andare da Grosseto a Veterbe Porda Fiorendina ci mette circa… 6 ore!

Tabella del treno Grosseto - Viterbo

Volete andare da Grosseto a Viterbo in treno? Ebbene si`, il tempo e` lo stesso che impieghereste per andare dall’Alabama alla Luoisiana.

Allora, riproponendo la canzoncina di Susanna in lingua italica, possiamo creare qualcosa del genere:

“Sono partito da Grosseto per andare fino a Veterbe con questo cazzo di banjo sui ginocchi, tanto che a Montalto di Castro e` venuto il controllore e ha detto: ‘Senta, la pole smette con quel cazzo di banjo che e` dall’Ansedonia che rompe i ‘oglioni?'”

Un semplice banjo

Per chi se lo fosse chiesto finora, questo e` un banjo. Data la sua forma alla cazzo di cane, lo si puo` utilizzare, oltre come strumento musicale, come racchetta, battipanni, e, per i piu` impavidi, come oggetto sessuale.

Susanna Messaggio, gran fica

Susanna Messaggio… per lei, negli anni 80, saremmo andati fino a Marte, altro che Louisiana…

L’uomo che fotteva la posta

Oggi parlero` di una storia realmente accaduta (non che le altre siano cazzate, ma mi preme premettere perche’ e` una storia strafi’a). Conoscevo un tizio che era riuscito per un periodo a fottere le Poste Italiane. Premettendo che era un bravissimo programmatore e un puttaniere incallito, aveva trovato il modo per unire queste du ‘ose.

In pratica un suo amico lavorava alla posta, e, non so come (e non lo voglio sapere), era riuscito ad avere il codice sorgente del software che gestiva le poste. Questo tizio aveva trovato una falla nel sistema. Praticamente quando io vado alla posta e verso soldi sulla Postepay, l’addetto inserisce i dati nel computer, poi io prendo i soldi dal portafoglio e glieli do` (passano circa 20 secondi).

Quindi una tizia, abbastanza zoccola, vestita in modo moooolto succinto, entrava alla posta, beccava un impiegato maschietto e, con accento dell’Est, diceva: “Zalve, io forrei fare rikarika di milla euro in mia Postepay!” e il postino: “Certo, compili questo modulo, anzi, che dico, glielo compilo io… bello oggi il tempo e`, ieri ha piovuto!” e passavano un paio di minuti.

Nel frattempo, fuori dalla posta, il complice prelevava i soldi dalla Postepay. Al momento di pagare, la signorina succinta diceva: “Oh kazzo, io afere dimentikato a caza i zoldi, annulli tutto!” E cosi` il postino annullava, ma intanto i soldi erano usciti.

Era un piano perfetto, se un giorno, dopo aver prelevato, il tizio non si fosse trovato dietro la polizia che gli diceva: “Puo` venire con noi per cortesia!”

Non so che fine abbia fatto questo tizio, ma spero che non se la passi bene perche’ mi stava al quanto sul cazzo (come persona, non come programmatore).