Lavori da bestemmie con stipendi da bestemmie

Allora, in questi giorni si parla tanto dei lavoratori stagionali, che un si trovano perché vengono pagati poco e vengono pagati poco perché il capo non si pole permette’ di pagarli di più perché la gente non va al ristorante che gli manca il personale perché vengono pagati poco che al mercato mio padre bestemmiò.

In un celebre film di Fantozzi, egli (Fantozzi appunto), pranza con Folagra, un comunista vecchio stampo, che gli dice: “È a monte che dobbiamo distruggere!” E sì, dio cane, ve lo devo di’ io che scrivo su un blog di merda che ci so’ 10 errori ogni 11 parole.

Anal-izziamo la situazione tipica (anal-izzare è un termine che ho coniato io e di cui vado fiero, significa “analizzare col culo”): una persona vuole fare il cameriere d’estate, mentre d’inverno vuole prende’ il reddito di cittadinanza da spendere in bamba. Allora va in un ristorante e il ristoratore gli fa un discorso del genere: “Lavori 10 ore, messo a regola per 6 e pagato per 4, paga mensile: 500 sassi. E allora il futuro cameriere, calcolatrice alla mano, pensa: “È meglio prendere 500 sassi per 10 ore al giorno o anda’ a troie coi soldi stampati con la Epson Stylus Color che tanto non si accorgono di nulla (è buio, sanno una sega!)”. La calcolatrice dice: errore, divisione per zero, ma chissà quali cazzo di tasti ha pigiato dio boia.

E alla fine, quelli che accettano di venire pagati in sassi, non è che sono il massimo della camerierità. Pole succede che un bel piatto di pici al ragù di chianina arrivi al tavolo annunciato come “pasta lunga e boh… sugo di carne!” oppure ve li trovate che servono al tavolo col pisello di fuori o vi portino l’acqua gassata invece di quella naturale e voi poi sfogate la rabbia su trippa advaisor.

Allora immaginate la scena: da una parte una brancata di bagnanti, che per undici mesi sono stati umiliati a colpi di presentazioni powerpoint da presentare il giorno dopo da capi che sono stati umiliati dalle mogli che sono state umiliate dal prete. Ora hanno qualche soldino per andare in vacanza e vogliono mangiare bene e spendere pochissimo! Ma hanno un’arma di distruzione di massa: le recensioni su trippa advaisor! Ahhhh abbiamo speso 20 euro per 10 pizze e verga giù un pallino. Un primo di crudo di mare e caviale 12 euro? Mai più!!!! Un pallino! Mi hanno fatto pagare pure il dolce, l’amaro, il caffè e l’ammazzacaffè, che ladri! Un pallino!

Dall’altra i ristoratori che se si azzardano a far pagare 50 centesimi di più un piatto finiscono incrociati su trippa advaisor e quindi fanno tutto senza ricevuta.

Dall’altra (perche’ ci so’ molti parti ehhh) l’agenzia delle entrate che non riceve i soldi perche’ i ristoratori non possono permettersi di pagare le tasse per i motivi che abbiamo detto sopra e quindi meno tasse = meno incentivi per il turismo, meno incentivi = meno gente va a fare il turista la`, meno turisti = posti piu` cari e quindi e` un po’ il cane che si morde la coda. Ovviamente, siamo seri, i soldi pubblici servono per altre cose (non dico cosa perche’ senno` rischierei di essere ripetitivo e banale) (̶b̶a̶m̶b̶a̶ ̶e̶ ̶t̶r̶o̶i̶e̶)̶.

Dall’altra (ehhhh ci so’ molti lati qui) i camerieri che cercano contratti piu` a modo, che vabbe’ servire cose che non si conoscono a bagnanti che non sanno quello che stanno mangiando, pero` per lo meno, pagateli bene, gia` la loro vita fa alquanto schifo tra clienti pieni di pretese che rompono il cazzo a tutta randa, proprietari che gli fanno sgobba’ come muli e cuochi che mandano in sala piatti con caccole misteriose all’interno.

Allora, andiamo dall’altra parte dell’oceano e atterriamo negli Stati Uniti. Qui i camerieri vengono sottopagati ma… la mancia e` obbligatoria! Se ti sei trovato bene, dai qualcosa tipo il 15% del totale, se ti sei trovato veramente bene, puoi arrivare anche al 20 o al 30%. Pero` in America non troverete mai i camerieri che vi vengono al tavolo e vi dicono: “Ohhhh testa di cazzo, dimme che voi da magna’ e fa’ in fretta che devo anda’ ar cesso!”, bensi` troverete camerieri che vi diranno: “Buonasera, io mi chiamo John e saro` il vostro cameriere per stasera. Intanto vi porto dell’acqua, e voi decidete. Se volete posso consigliarvi bla bla bla bla bla!” E poi non ve lo levate piu` di culo tutta la sera a chiedervi “Come va? Tutto ok?” Infatti, in America, la gente dice: “Se non hai i soldi per dare la mancia, non c’anda’ al ristorante!”

E qui volevo arriva’. Se i ristoratori pagassero tutte le tasse e facessero i prezzi che devono fa’, includendo anche i costi per i camerieri, e la gente andasse al ristorante solo se pole permettersi pure la mancia, sarebbe meglio! Se sei in vacanza, non e` detto che devi per forza anda’ a magna’ a ristorante a pranzo e a cena, puoi anche farti un panino del Lidl e poi lamentarti su trippa advaisor che l’aria condizionata al Lidl e` troppo fredda.

Ma da un popolo che si abbuffa di pseudo-sushi all-you-can-eat a 9 euri pretendendo di fare l’esperto giapponesone perche’ sa nominare ben 2 personaggi di Dragonbolle e poi dopo corre dritto a casa a scrive’ le recensioni negative perche’ il valore per lui era 2 euri, che cazzo v’aspettate?

Date retta a me, se un c’avete i soldi p’anda’ a ristorante, fatevi la pasta al tonno a casa, un telefilm su iutiubbe e poi un bel cannone! Dio bove che bella serata, il massimo della galanteria.

Grosseto fa schifo e vi spiego il perché

13 agosto 1987 – Grosseto. La sera succederà una cosa che resterà negli annali della città: ci saranno gli Spandau Ballet in concerto. Segnatevi questa data perche’ da li` in poi, a Grosseto, non succedera` piu` un cazzo! La coppa campioni vinta dalla squadra di baseball? Nulla a confronto! Lo scontro del Grosseto per andare in serie A? Ma nemmeno un decimo della gente c’era… Pensate che a Grosseto c’e` ancora gente che dice: “Non mi divertivo cosi` da quando vidi gli Spandau Ballet nel 1987!”

Prendiamo adesso una citta` molto simile a Grosseto, stesse mura, stessa vicinanza dal mare, stessa grandezza, stessa regione: Lucca! A Lucca c’e` il mondo!

Questo e` quello che succede a Lucca in fatto di concerti in una normale settimana di luglio. A Grosseto e` gia` tanto se sono venuti gli Spandau Ballet nel 1987!

A Lucca, negli anni scorsi, hanno creato una piazza apposta per i concerti, e sapete chi hanno chiamato a suonarci? Gli Spandau Ballet? O suvvia! I Marduk? Quasi! Hanno chiamato i Rolling Stones! E loro hanno pure accettato! E se vengono a Grosseto ndo’ se mettono? Lo stadio e` ancora pieno dei fan degli Spandau Ballet che so’ li` dal 1987.

Ogni anno, a Lucca, c’e` una piccolissima fiera del fumetto. Inutile dire che ci sono solamente pochissime persone e passa inosservata.

Qui vedete un paio di persone che sono al Lucca Comix, tra di loro, se guardate bene, troverete un grossetano con la bandana comprata al concerto degli Spandau Ballet il 13 luglio 1987.

E del Lucca Film Festival ne vogliamo parlare? (No, un c’ho voglia).

Ora, il piu` attento dei lettori di questo troiaio di blog dira`: perche’ a Lucca tutto e a Grosseto niente?

Perche’ Grosseto fa schifo. Ma non mi capite male, la bellezza c’e`, le mura, la statua del Canapone in Piazza Dante, il duomo, la statua del contadino che un garba a nessuno, insomma, non fa proprio schifo esteticamente. È la mentalità che fa schifo.

Ecco un paio di cose che succedono, o sono successe solo a Grosseto:

– a Grosseto non si può avere, nel centro storico, un locale che sia piccolo e che venda roba non italiana e ogni insegna deve essere scritta in alfabeto romano;

– a Grosseto è obbligatorio fare il presepe a scuola e le scuole ricevono soldi pubblici per farlo;

– una volta il Grosseto calcio giocò contro il Gavorrano nel campionato di serie soncazzo. Il Gavorrano vinse a tavolino perché i dirigenti non sono stati capaci a trovare le chiavi dello stadio;

– le ferrovie hanno creato un Freccia Bianca che va da Milano a Grosseto. È come un interregionale ma costa 3 volte di più;

– un locale a Grosseto era riuscito a ingaggiare per un concerto gli Skunk Anansie. Hanno dovuto cancellare perché il locale venne chiuso perché non aveva gli estintori. Da quel giorno non ci fu un locale di musica dal vivo per anni;

– a Grosseto, i locali in via Roma devono chiudere prima degli altri perché in un negozio in quella via si diceva che il cugino del fratello del porcodio spacciava la droga;

– a Grosseto hanno dato fuoco alla targa che commemorava i partigiani. Il sindacone ha dato la colpa ai comunisti perché volevano solo incolpare i fascisti;

– a Grosseto, nei gironi che l’Unione Europea decideva sul dare o meno dei fondi all’Italia per il Coronavirus, il sindacone ha tolto dal comune la bandiera europea, perché dobbiamo far vedere che siamo sovranisti fino alla fine dio cane;

– a Grosseto non troverete un cazzo di lavoro decente. Solo multi level marketing e badanti. In pratica 60 mila persone che tentano di vendersi prodotti a vicenda, vecchietti compresi;

– a Grosseto, ci fu la prima notte bianca, cazzo, me la ricordo ancora: due locali aperti. La stessa sera, alla notte bianca a Viterbo c’era il mondo porco dio, tra locali, giocolieri, musicisti, ma nooooo a Grosseto si rischiava di divertirsi troppo;

– il fumo a Grosseto fa schifo. Scordatevi le belle canne di Sativa Haze pura, a Grosseto troverete solo hashish e pure di scarsa qualità;

– la BBC Grosseto vinse la coppa dei campioni di baseball nel duemilaequalcosa. Dopo pochi anni fallì miseramente, lo stadio non fu più considerato (e pensare che per i mondiali di baseball aveva un terreno che pareva un panno da biliardo). Oggi Grosseto non ha più una squadra al top del baseball.

Potrei andare avanti, ma penso che abbiate capito il concetto.

Vediamo adesso al posto topico di Grosseto: il centro storico. Ora, in una città normale, il centro è pieno di cose da fare, di gente briaca e fichetti fatti di bamba. Casino fino al mattino e via. A Grosseto, se provate anche solo a fare un piccolo concertino di 4 bischeri e 10 persone che l’ascoltano, finisce più o meno così:

A parte il fatto che il tastierista era quello di Povia e già questo vi dovrebbe dire così tanto che potremmo iniziare a parlare di terra piatta e di massoni che s’inculano frati vestiti da topolino, ma il bello è che la gente dà pure ragione a chi ha lanciato la secchiata:

In una città normale, uno compra una casa nel quartiere che preferisce. Se porco dio non vuoi sentire la musica (quando c’è), se non vuoi gli schiamazzi e troiate varie, non compri la casa in centro, facilissimo. Ma nooooo bisogna lamentarsi dal sindacone, peggio che all’asilo: “Maestra, robertino parla male di marchino!” Roba che se a Palermo va di moda l’omertà, a Grosseto va di moda di non farsi i cazzi propri.

Come dite? Volete un altro esempio di stronzate fatte a Grosseto. Bene! A Londra, qualche anno fa, fu eletto Sadiq Khan, nuovo sindaco musulmano. A Grosseto, magicamente, comparvero i soliti fascistelli del cazzo con questo striscione:

E in effetti si dice che da Londra mandarono un bella email dicendo: “E sti cazzi?” (Quella mail deve ancora essere aperta perché quelli di Forza Nuova non hanno ancora capito come si accende il computer). (Non sono sarcastico).

Ecco un paio di progetti che rilancerebbero Grosseto, ma che invece di essere pensati vengono buttati nel cesso:

– C’hai un cazzo di aeroporto, belle spiagge e cibo buono? Ma madonna laida altre città c’avrebbero già messo voli low cost per nord europei squattrinati, con tanto di pulman che ti porta fino a Marina (un esempio? Faro in Portogallo). Ma a Grosseto no, al massimo voli con una fionda gigante;

Il progetto di Casapound per il nuovo aeroporto civile low cost di Grosseto.

– Baseball dio cane! La città del baseball… Investiteci! Invece di sta’ dietro a quel cazzo di calcio che non vince mai un cazzo;

– Rivaluta una piazza, facci un bel palco e fai un bel festival di musica. La gente che vive nel centro storico al massimo tirerà qualche secchiata e un paio di bestemmie palindrome, è dio lo gnomo mongoloide;

– Università di siena a grosseto? Ma fonda un polo tuo con lauree attinenti e corsi in inglese! Una piccola università attira studenti che spendono; Come dite? Una piccola città non può avere un’università propria? E allora Santiago de Compostella? E Viterbo? Diu garo!

– Marjuana legale e controllata, ma solo in via San Martino. Per la fame chimica si riapre lo Scapecchi;

– Affittare studi a poco prezzo ad aziende hi-tech che vogliono investire, per rendere la maremma un posto dove chi sa programmare non debba necessariamente trasferirsi all’estero. Ma nooooo a che cazzo serve il compiuteee!

Insomma, Grosseto fa veramente caca’! Mentalità arretrata, razzisti ovunque, fascisti a secchiate (Casapound è nel consiglio comunale), un sindaco che fa pietà e gente che si lamenta di continuo.

Perché la provincia può essere stupenda, con le montagne, le colline, le spiagge, il bel tempo, il vino, il cinghiale, le bestemmie e tutto il resto, ma Grosseto città fa troppo schifo!

Contanti (saluti)

A L’aia, città olandese che, tra le altre cose, ospita il parlamento, vicino alla stazione centrale, sorge il Mingle Mush, un posto che riunisce vari tipi di fast food, dove si può mangiare un pak krapow decente per 8 euri, sempre che vi piaccia la cucina tailandese. Il Mingle Mush ha una particolarità: nessuno dei chioschi accetta contanti. Solo carte. “Una birra!” “3 euro e 50” “Biiip!” “Un panino libanese con le falafel!” “5 e 50!” “Biiip!” Ed è così, tutto un bip dalla mattina alla sera, e questo è solo un esempio dei migliaia di posti in cui non si può pagare in contanti.

Ma… Perché la decisione di non accettare contanti? Principalmente per una questione pratica. Se andate al Mingle Mush verso mezzogiorno, vedrete un fila ignobile al baracchino tailandese. Pensate voi se si dovesse pure perde’ tempo a da’ il resto a tutti, magari quando tutti vengono con 50 euro: “Ehhhh ma un ce l’ho spicci, aspetta li vo a cambia’ al tabacchino, torno subito eh!”

Altra cosa comoda è la facile divisione dei conti. Se in azienda siamo dieci e vogliamo dieci pasti a porta’ via, non è che ci si va in dieci, e manco ci mettiamo a raccoglie’ gli spicci come si faceva alle superiori per la ricreazione (che poi tutti hanno sempre la banconota da 50 e non è che gli spicci escano dal culo), si manda uno che paga tutto con la sua carta e, dopo, invia un Tikkie sul tuo Whatsapp. Tikkie è un’app che ti permette di creare una richiesta di pagamento e inviarla ovunque, il ricevente apre il link che lo ridirige alla sua app della banca e paga, tutto in circa 10 secondi.

Un altra ragione per cui il Mingle Mush accetta solo carte è quello della sicurezza. Nessuno con una pistola può entrare e dire: “Fermi tutti, questa è una rapina!” “Mi dispiace, tutti i soldi sono stati trasferiti in tempo reale al conto corrente, non è che posso ritraferirli indietri!” “Ah… Ho capito… Allora prendo una coca cola!” “Sono 4 euro e 50!” “Ahhhh e poi sarei io il rapinatore!”

Ora ve la sparo lì, ché mi è tornata in mente: Un giorno guidavo sull’Aurelia, mi so’ fermato a un bar e, dopo aver consumato, il conto era di un euro e dieci centesimi. Gli detti 1 pezzo da un euro e un pezzo da 50 centesimi. Il barista mi dette 10 centesimi di resto. “Scusi, guardi che le ho dato 1e50, il resto è 40 centesimi!” “No, lei mi ha dato 1e20!” “No, dio cane, t’ho dato 1e50!” “Hai le prove?” “Guardi, per 30 centesimi sono sempre il solito stronzo, ma spero che le usi per comprarsi le medicine!” Capite bene che scene così, al Mingle Mush, non le vedrete mai.

In Olanda, le banche pongono un limite sul prelevamento di contanti (e questo è normale), ma anche sui versamenti in contanti. Sì, se mi regalano 100mila euri in contanti, non posso andare in banca con la valigetta. Le banche ti fanno versare contante solo 6 volte all’anno senza spese. Dopo 6 volte, paghi una bella percentuale.

Il lavoro viene pagato con addebito su conto e busta paga inviata via email. Il Iavoro nero non è così comune, perché, con i contanti, rischi di non poterci fare un cazzo.

A L’aia, perfino i pulman non accettano più contanti, quindi, o avete una tessera o una carta o andate a piedi. Facile.

“Buongiorno, un biglietto per Amsterdam, pago in contanti!”
“A piedi, orsù!”
“Ma sono 42 chilometri!”
“E 125 metri!”

L’altra sera, su internet, ho visto un servizio delle Iene. Non che dia molta credibilità alle Iene, non mi è mai piaciuto come montano i video delle interviste per far dire ciò che vogliono loro, ma comunque sia, vera o no la storia, ci dovrebbe far riflettere. Un signore va alla ricerca online di gente che vende Rolex. Li contatta e paga con assegno circolare. Per verificare che l’assegno circolare sia vero, fa chiamare la banca dalla vittima che risponde di sì, peccato che l’assegno sia falso e la telefonata è stata in qualche modo dirottata a chissà chi.

Dopo questo servizio, io mi son detto: Ste cose in Olanda non potrebbero mai capitare! Tu mi dai l’orologio, io ti pago via mobile banking in tempo reale. Punto, fine della storia. Com’è possibile che al giorno d’oggi succedano ancora ste cose?

In Olanda vedrete pochissime persone chiedere l’elemosina, per il semplice fatto che la gente non ha gli spicci. Saranno mesi che non tocco una moneta e non so più che cazzo di forma o disegno abbia.

Sapete che in Italia c’è ancora gente che va dal proprietario di casa ogni mese per pagare l’affitto in contanti? Soldi che, ovviamente, vengono messi sotto al materasso. Tu hai un tetto, io guadagno e lo stato se ne va in culo.

In Olanda si va al coffeeshop a comprare la marjuana, si paga con la carta e il negozio paga le tasse. Io mi diverto, tu guadagni e lo stato va avanti. Semplicissimo, pure una scimmia direbbe che è un sistema eccellente.

In Italia, quando vai al bar e ti dicono: “Ao, so’ 5 euri e 60!” “Pago con la carta!” “Astronzo! Ce pago le commissioni, damme li sordi veri!” “Ho 50 euro!” “A testa de cazzo, un c’ho da fatte er resto, bada sto pezzente!”

Ora, la gente più attenta dirà: “Ma a me che cazzo me ne frega se in Italia si paga coi contanti o con la carta? C’è la partita tra poco, sai che cazzo me ne frega a me!”

Beh… L’Italia secondo me gioverebbe non poco del pagamento digitale. Per esempio:

– le banche potrebbero introdurre un limite ai versamenti di contanti. Se tu hai centinaia di migliaia di euro di soldi sporchi in contanti, non devi avere la possibilità di versarli;

– limite bassissimo per i pagamenti in contanti, tipo 20 euro, per le eventuali spese di prima necessità. Sopra di quelli, carta;

– zero commissioni per i pagamenti con carta;

– tracciabilità dei pagamenti per evitare mazzette, bustarelle ecc…

– identificazione istantaneo delle fonti di reddito contro l’evasione delle tasse;

– numero di scippi in netto calo;

– più lavoro per programmatori per integrare i sistemi di pagamento;

– altre cose, che un c’ho voglia di scrive’.

Il problema è che gli juventini diranno: “Ma noi gli arbitri l’avemo sempre pagati in contanti, come si fa?” E allora nulla, ci si tengono i contanti.

Manifestare contro gli altri

Oooooooo, non so’ morto come si potrebbe pensa’, e` che a natale ho magnato come un porco e ora rotolo e un c’ho la forza pe’ batte i tasti della tastiera. Comunque sia, oggi vorrei parlare di una cosa: il family day.

Quello che vorrei far capire alla gente, e` che di solito, e si manifesta per i nostri diritti. Mi spiego meglio. Se il governo dicesse: “Da domani tutti i programmatori e ti devono paga’ piu` tasse!”. Io che so’ un programmatore scenderei in piazza con gli altri programmatori perche’ ci e` stato tolto un nostro diritto, ovvero quello di paga’ tasse normali.

Oppure vi tiro fori un altro esempio. Se da domani il governo dicesse: “Tutti quelli con le basette lavoreranno a gratis!”, e porco dio e io che porto le basette devo anda’ a lavoro a ufo? A no di certo, e verga giu` in piazza a manifesta’!

Siete esigenti? Volete un altro esempio? Vabbe’ via, io la butto la`. Se il governo dicesse: “Da domani chi fuma le sigarette deve essere preso a pedate nel culo!” E gia` m’immagino i cortei dei fumatori a Roma pe’ protesta’ per i loro diritti.

Detto questo, in questo family day unno ‘apisco. La gente che si ritrova in piazza non per lottare per i propri diritti, ma per togliere, o almeno non far avere, diritti agli altri. Un po’ come se io andassi da un mi ‘ollega e gli dicessi: “Io penso che tu debba guadagnare di meno!” e lui molto probabilmente mi rispondera`: “Ma un ballino di ‘azzi tua no?”

O gentaglia, e non c’andate a questo family day, o almeno andateci e protestate per cose serie, che in Italia mancheno, tipo:

  • diritto ad un’informazione trasparente;
  • diritto a dei contratti di lavoro seri;
  • diritto a non pagare il passaggio di proprieta` della macchina;
  • diritto ad avere una paga adeguata e proporzionata al lavoro svolto;
  • diritto a vedersi annullate le accise sulla benzina;
  • diritto ad una burocrazia piu` semplice e rapida;
  • diritto a non avere spese nei conti correnti;
  • mi fermo che un c’ho piu` voglia.

Pero` l’italiano medio e` cosi`, alla fine, torna a casa la sera e dice: “Sono proprio soddisfatto, me lo sono fatto mettere in culo bene bene ho pagato tutte le tasse per mantenere le strutture del mio paese, ma per lo meno i gay non possono sposarsi… che bel paese!”

I commenti su facebook, i razzisti e Umberto Eco

Tipo un paio di settimane fa Umberto Eco ha avuto da ridi’ sul fatto che la gente posta commenti sui social newtork. In pratica dice che prima che arrivasse feisbuc, la gente aveva si` permesso di commentare quello che succedeva, ma lo faceva al bar, e se diceva qualcosa di deficiente, veniva messo nell’angolo e zittito, al massimo potevano vola’ du’ schiaffi ma giusto quando andava male. Ora invece, tutti hanno la possibilita` di pubblica’ roba, quindi giu` con tutti i commenti del cazzo.

Che poi io gli italiani e fo fatica a capilli. Sono razzisti, e qui siamo un ci piove. Ovvio che se lo dite, vi risponderanno troiaiate tipo: “Se difendere il mio paese e le mie tradizioni dai clandestini e dall’islam e dare la precedenza ai miei connazionali vuol dire essere razzista, allora si`, sono razzista!” Vabbe’… sorvoliamo e passiamo a parla’ dei fatti.

Capire gli italiani e` una cosa abbastanza difficile, penso che froidde ci poteva scrivere 10 libri sul tema se solo avesse avuto feisbucche. Cioe` vi faccio un esempio. Un paio di settimane fa e` morto un ragazzo in Versilia. In prati’a era andato al mare con gli amici, avevano affittato un pedalo`, sono andati al largo, si e` tuffato ed e` rimasto disperso in mare. Una tragedia, una fatalita`, chiamatela come volete. Su facebook, il Tirreno (il giornale locale toscano) ha pubblicato un post tipo: “Giovane disperso nel mare in Versilia”, e gli utenti giu` di ‘ommenti tipo: “Oddio, poverino!”, “Quanto mi dispiace!”, “Spero tanto lo ritrovino!”, e l’immancabile “R.I.P.” (che poi, se devi lascia’ un commento, almeno scrivi qualcosa di sensato, cazzo mi sta a indica’ RIP). Eppure i giornalisti del Tirreno si erano scordati di un piccolo particolare: il ragazzo era nero. Ora sia chiaro, non era un clandestino e nemmeno Taigher Vuz (cioe` volevo scrive’ Tiger Woods, ma poi mi sa che la gente pole fa fatica a ricordassi chi e`… vediamo, chi pole esse’ un ricco nero? Will Smith il principe di Bel Er tipo…). Questo ragazzo veniva dalla Costa d’Avorio, emigrato con la famiglia anni addietro, viveva tra le verdi ‘olline toscane, lavorava e giocava a pallone. Cosi` il Tirreno pubblica la foto di questo ragazzo e, in meno di un secondo, gli Italiani cambiano opinione, come fossero nella seconda guerra mondiale, e i commenti si trasformano in: “Bene! Uno in meno!”, “Sono contento, smettiamo di mantenerli!”, “Spero ne muoiano altri 1000!”.

Una cosa simile e` successa poco tempo fa. Una bambina africana compiva la traversata del mediterraneo. Gli scafisti le hanno buttato in mare lo zainetto contenente le medicine per curarsi il diabete. E` morta durante il viaggio. Gli Italiani subito a commentare la notizia (da dietro la tastiera, ovvio): “Bastardi! Avete ucciso una povera bimba, io ucciderei gli scafisti!”… poi senti di una sciagura in un barcone dove muoiono centinaia di persone, uomini, donne e bambini, e subito gli Italiani commentano: “Ahahah come godo! Sono morti!” “Beneeeee! 100 in meno da mantenere!!!” ecc…

A Livorno, citta` da sempre di sinistra, multiculturale e aperta alle innovazioni, poco tempo fa e` successo che una ventina di migranti si sono radunati davanti al comune e hanno chiesto di andare a parlare col sindaco, per tentare di trovare un lavoro, anche a fare lavori socialmente utili. Potete ben immaginare i commenti: “Ahhhh e ora vogliono anche lavoro? Io sono laureata e non trovo nulla!” “Bastaaaa! A casa loro!” “Il lavoro e` per gli italiani!” ecc… ma il commento che mi e` piaciuto di piu` e` stato questo: “Io sono divorziata e con due bambini da crescere! La piu` piccola ha 17 anni, il piu` grande lavora e convive con la sua ragazza! A loro tutto e a me niente!” E qui si torna al discorso che in Italia si e` bambini fino a 35 anni, ma vabbe’, e` un altro discorso.

Riguardo a quello che e` successo a Livorno, io dico: i migranti si sono radunati davanti al comune perche’ non avevano lavoro e volevano integrarsi… gli italiani che si lamentano, sono mai andati davanti alle autorita` a protestare? Hanno mai fatto qualcosa di concreto?

Capire gli italiani e` complicato, eccovi qualche esempio:

Non lavori = sei un fannullone;

Lavori sottopagato = sei un coglione, hai studiato tanto pe’ 400 pleuri al mese;

Lavori = sei un coglione, potresti anda’ al grande fratello e fa’ i soldi;

Sei un rifugiato che non lavora = devi morire, pesi sul bilancio, almeno tu lavorassi…

Sei un rifugiato che lavora = sei un bastardo, devi lasciare il lavoro agli italiani;

Sei in cerca di lavoro = vai all’estero se vuoi lavorare;

Lavori all’estero = sei un bastardo, te ne sei andato lasciandoci in questo letamaio;

Non trovi lavoro oggi = colpa di renzi / comunisti di merda;

Non trovavi lavoro 4 anni fa = colpa di monti;

Non trovavi lavoro 10 anni fa = colpa di berlusconi;

Ora, il succo finale del discorso, che alla fine mi so’ anche rotto i ‘oglioni di scrive’, e` che, via, va bene ave’ una propria opinione riguardo ai migranti, si puole esse’ pro o contro, ognuno ha diritto di manifestare la propria opinione, pero`, cazzo, decidetevi da che parte sta! E prima si`, poi no, poi si`, poi no e alla fine dio porco.

La mia lotta per avere il telefono fisso

Oggi si parla di una storia che mi e` accaduta anni fa, prima che mi trasferissi all’estero. Abitavo in maremma, in piena campagna, aria pulita, olivi sotto cui riposarsi e prendere l’ombra, le lucciole che di sera ti gironzolano attorno e gechi che se le mangiano. Sembrerebbe tutto un sogno per chi e` abituato al caos frenetico della citta`… c’era solo un piccolo problema: non c’era il telefono, non c’era una connessione internet, niente di niente.

Ben lontani erano i tempi in cui l’ONU dichiarava internet un diritto fondamentale dell’uomo e in cui un gruppo di profughi si e` visto cambiare alloggio perche’ sprovvisto di connession wi-fi, e io, con il sogno di diventare un programmatore, un web developer coi contro cazzi, mi vedevo sorpassare da ragazzini che in citta` avevano connessioni veloci (anche se, la velocita` della linea in Italia e` nulla comparata a quella degli altri paesi, ma a loro andava bene cosi`, tanto passavano tutto il giorno a guardare i pornazzi).

Una piccola premessa: a quei tempi mio nonno non se la passava bene e serviva qualcuno che potesse andarlo a prendere da casa e portarlo all’ospedale in caso di un’emergenza, ma… il segnale del telefonino, dopo che aveva piovuto, magicamente andava via, a volte anche per giorni, e, se volevi fare una telefonata, dovevi prendere la macchina e farti 10 km, prima di avere una piccola tacca.

Capite quindi che, sia per motivi personali che lavorativi, avevo bisogno di una linea fissa e di un collegamento ad internet. Per il collegamento ad internet, il rimedio era la connessione GPRS, costosissima e lentissima (raggiunsi un picco di 10 kb/s, ma la velocita` media era di 2 o 3 kb/s). Capite che con quella velocita` era possibile fare praticamente niente. Ovviamente non arrivava il segnale 3G, niente di niente. Per caricare Google, aspettavi circa 30 secondi. Youtube era un sogno, figuratevi giocare online.

Cosi` chiamo la telecom, la prima chiamata ando` piu` o meno cosi`:

– “Pronto, bla bla bla, vorrei allacciare la linea telefonica, il mio indirizzo e` bla bla bla.”

– “Certo! Le comunico che il suo numero di telefono sara` il bla bla bla, avra` l’adsl 4 mb, il tecnico verra` giovedi` alle 2.”

– “Mi dispiace, ma io a quell’ora sono al lavoro, deve esserci qualcuno in casa?”

– “Si`, deve esserci qualcuno per forza!”

Cosi` prendo un giorno di ferie… aspetto, aspetto, aspetto, le 2, le 3, le 4… nulla, cosi` richiamo:

– “Pronto, bla bla bla, sto ancora aspettando il tecnico.”

– “Ahhh ma le avevamo detto oggi? Boh, forse verra` domani!”

– “Ma io ho preso un giorno di ferie per questo!”

– “E chi le ha detto di prendere un giorno di ferie?”

Che pezzi di merda! Per davvero! Cosi` fisso un appuntamento per il giorno dopo, esco prima da lavoro e arriva il tecnico con la panda e la scala. Scende di macchina e dice:

– “Qui il telefono non lo posso allacciare. E` troppo distante dall’ultimo palo!”

– “Come sarebbe a dire? A me il telefono serve, vediamo di trovare una soluzione!”

– “Dovremmo piantare dei pali e allungare il cavo fin qui, ma dobbiamo chiedere il permesso ad ogni confinante e, se dicono di no, non c’e` niente che si puo` fare!”

– “No, il telefono e` un diritto universale, io ho assoluta necessita`!”

– “Ooooo io un so che dirle… e se ne va!”

Un po’ scioccato, mi informo su questi benedetti pali. Uno pare essere a 400 metri, con due terreni di distanza, e uno a circa 1,5 kilometri con un’enormita` di terreni (circa 16). Voi vorreste mai un palo nel vostro terreno per fare un favore ad un vostro confinante? Dite la verita`, su. Pensateci bene… Ecco bravi, nemmeno loro.

Mentre la telecom stava facendo i dovuti controlli, mi informai presso una societa` che offriva il collegamento ad internet attraverso una sorta di antenna. Presi appuntamento e vennero in perlustrazione. Ironia della sorte, c’era una piccola collinetta che oscurava il collegamento tra il mio tetto e l’antenna. Cercai di trovare una soluzione nei giorni successivi, e andai in citta` a parlare con loro nel loro ufficio (presi appuntamento, come sempre, io non vado mai negli uffici a caso). Il dialogo fu questo:

– “Capisco che la collina intralcia il collegamento, ma se mettiamo un’antenna a 400 metri che fa da ponte, si risolve, pago io tutto!”

– “No guardi, noi non montiamo antenne per fare da ponte in proprieta` di terzi, quindi non e` possibile!”

– “Lo so, ma io sono nella condizione di aver bisogno di una linea fissa (tramite voip) e di un collegamento internet decente! Perche’ il telefono bla bla diritto universale bla bla telecom che non puo` bla bla…”

La risposta che ne segui` mi lascio` veramente senza parole:

– “E a me che cazzo me ne frega se lei va lento su internet? Io in ufficio vado veloce! Arrivederci!”

Con certa gente non vale nemmeno la pena alzare le mani e me ne andai.

Certo a me ando` meglio che ad un ragazzo che viveva a 2km, che fece istallare questa benedetta antenna sul tetto della vicina perche’ prendeva meglio. La vicina era una signora anziana, e, ogni volta che c’era da resettare il router, questo ragazzo andava, bussava, resettava, faceva due chiacchiere e se ne andava. L’anziana signora vendette la casa ad un signore forestiero. Quando il ragazzo ando` a bussare alla sua porta per resettare il router, il nuovo proprietario disse: “Te in casa mia non ci metti piede!”… e i giorni di gloria di un internet pseudo-veloce finirono anche per lui…

Dopo qualche giorno andai a parlare col sindaco, uno di sinistra, dalla parte del popolo, contro le multinazionali, che mi ascolto` attentamente e mi chiese di mettere tutto per iscritto. Dopo qualche tempo, il comune emise un bando per dare internet veloce a tutta la zona. La societa` vincitrice incasso` un bell’assegno e promise di fare tutti gli allacci in 6 mesi. Dopo qualche mese, ovviamente, l’azienda falli` e non si videro piu` ne’ cavi, ne’ telefoni, ne’ assegni. Viva l’Italia!

Andai a parlare con un avvocato. Le sue parole furono:

“Il telefono e` un diritto universale, la Telecom non puo` sottrarsi dall’istallarlo, ma lei dovrebbe pagare i cavi a partire da 150 metri dal suo terreno. In piu`, dal giorno che ne ha fatto richiesta, ha diritto ad un rimborso del canone mensile Telecom moltiplicato per ogni giorno lavorativo!” Si parlava, insomma di una cifra intorno al migliaio di euro. Mi consiglio` anche di andare a sentire a Firenze, ad uno speciale tribunale per le telecomunicazioni.

Ovviamente presi appuntamento e andai. Odio Firenze, ogni volta che vai, becchi una multa. Ma mica e` colpa tua, questi stronzi mettono il cartello di obbligo di svolta a destra che porta in una strada a senso unico, e, dopo 100 metri, a tua insaputa, comincia la ZTL, e, ovviamente, non puoi tornare indietro e ti becchi una multa. Vabbe’ questa e` un’altra storia… A Firenze mi presentai con un faldone di lettere e fax e mi trovai faccia a faccia con un avvocato della Telecom. Mi venne detta la solita storia:

“Capiamo che il telefono e` un diritto universale, e che lei dovrebbe pagare i costi di allaccio dopo i 150 metri dall’ultimo palo, ma noi non possiamo fare nulla se il confinante non da` il consenso!”

Il giudice rinvio` la causa a tre mesi, nei quali la Telecom si impegnava a trovare una strada per ovviare alla soluzione.

La Telecom mi chiamo`, dicendomi finalmente il nome dell’azienda incaricata dell’allacciamento del mio telefono. Contattai prontamente la societa` per chiarire la situazione e mi venne risposto:

“La societa` e` fallita anni fa, ora ha tutto in mano quest’altra societa`!”

Gli addetti della nuova societa` vennero come promesso a fare una perlustrazione del luogo. Come scesero dalla macchina, dissero: “A guardi, il telefono qui un si pole mette’, glielo di’o subito! Contatti la Tele’om e glielo di’a”.

Contattai di nuovo la Telecom e spiegai all’addetta tutta la storia, dei cavi, dei vicini, del tribunale, del rimborso che mi spettava ecc.. mi venne risposto:

“Ma cosa dice? Vada a farsi un corso di legge, va!”

Passarono i mesi e tornai un’altra volta a Firenze. Stessa manfrina, stesse parole, stesse multe. La causa venne rinviata a 3 mesi.

Dovevo uscire da questo circolo, non sapevo come, poi… un’idea… un mio amico mi disse: “Se apri un’attivita`, devono per forza darti una linea telefonica! Non puoi lavorare senza telefono!” Gia`… ma cosa inventarsi in un campo di olivi? Un parcheggio per i camperisti!

Riandai in comune per chiedere una perizia che certificasse lo stato del terreno per fare una rimessa. Carte alla mano, tornai dopo tre mesi (multa) dicendo che avevo intenzione di aprire un’attivita` bla bla bla e il giudice mi dette ragione, un’azienda non puo` non avere un telefono! Ma la Telecom insisteva nel dire che i pali non si potevano mettere! E il giudice rimando` la causa a 3 mesi (che palle!!!)

Un giorno ricevetti una telefonata dalla Telecom, questo fu il dialogo:

– “Buongiorno, le volevamo dire che non Le possiamo allacciare il telefono e questo e` definitivo!”

– “Andatevene in culo, la settimana prossima mi trasferisco all’estero!”

E cosi` feci… adesso viaggio a 150mb/s. La Telecom ha vinto per sfinimento, non ne potevo piu`, veramente. Che facciamo come gli pare finche’ ci saranno italiani che se ne fregheranno. Ora, voi che vivete in citta`, che dite che avete internet veloce e che non ve ne frega nulla di chi sta in campagna… beh… avete ragione. Ma molte attivita` stanno in campagna e hanno bisogno di una connessione decente per acquisire clienti. Purtroppo la scena a cui assistiamo e` quella di ragazzi che vorrebbero usare internet per studiare, dialogare, approfondire, ma hanno linee preistoriche e i genitori dicono: “Che sara` mai… aspetti!”

Una mia amica in Inghilterra stava facendo un corso di italiano con una ragazza che viveva in campagna nel Sud Italia. Cercava di combattere la crisi, come tutti, e si era registrata su un sito nel quale studenti e insegnanti si incontrano per poter studiare. Alla fine, la mia amica ha dovuto rinunciare, dicendo: “Mi spiace, la tua connessione e` troppo lenta!”…

Se io facessi il programmatore per il web in Italia, per chi farei i programmi, se poi non c’e` una connessione abbastanza veloce per usarli?

E i ragazzi emigrano. E la gente gli da` contro dandogli dei codardi, che hanno abbandonato la patria ecc… ecc…

E noi ci giriamo e gli diciamo un bel vaffanculo!

Gli italiani all’estero che si lamentano

Io sono un italiano emigrato all’estero e ne sono contentissimo, ormai chi legge questo blogghe lo sa. Quello che non sopporto sono gli italiani che scelgono di emigrare e poi… si lamentano… Si lamentano delle cazzate! Certi prosciutti negli occhi che pare lavorino in salumeria.

Agli italiani piace lamentarsi, e` la cosa che sanno fare meglio, e, dopo aver fatto un giretto sui vari social net uorke, ho visto un po’ gli argomenti per i quali gli italiani si lamentano. Ecco a voi la classifica lol:

1) Al primo posto c’e` il calcio. La squadra piu` tifata in Italia e` la juventus, seguita dall’inter e dal milan e l’italiano medio e` contento quando la propria squadra vince. Non importa in che modo si vince, basta vincere. All’italiano piace vedere il calcio truccato perche’ sa che la sua squadra molto probabilmente vincera`, e se gli farai notare che avra` vinto con qualche aiutino, rispondera` che tanto lo fanno anche le altre squadre, e va bene cosi`, perche’ alla fine vincere barando e` sempre vincere, l’italiano e` contento, si dimentica dei soldi che gli stanno fregando i politici e via cosi`. All’estero non trovera` questa situazione (beh… non sempre) e si lamentera`, perche’ il vero calcio deve essere truccato e la qualita` del calcio italiano non puo` assolutamente essere messa in discussione. Vorrei far notare, che quando all’estero si assiste ad una partita noiosa, si usa dire: “Giocano a calcio italiano!”…

2) Il cibo. Del cibo ne abbiamo gia` parlato abbondantemente qui e qui. L’italiano non si sforzera` nemmeno di assaggiare piatti locali, e si chiedera` come mai la gente non mangia spaghetti al pomodoro 3 volte al giorno, dando del deficiente a tutti perche’ la pasta al pomodoro va difesa anche in punto di morte.

3) La tv. L’italiano quando accende la tv vole vede’ pocce e culi. Sia mai che guardi un documentario serio. Quando accende la tv straniera e trova un bel film, un quiz, o un documentario sulla battaglia di Hastings, restera` inorridito e si lamentera` della mancanza di pocce, culi, tronisti e veline. Cosi`, incazzato, avra` scatti epilettico-patriottici e si rechera` nell’ufficio postale piu` vicino per pagare il canone Rai, che per l’italiano medio e` della serie “tocca le tv private quanto vuoi, ma la cara mamma rai non si tocca” e giu` a paga’ pe’ vede’ il festival di sanremo.

4) Il clima. Il clima e` quella cosa usata dagli italiani come scusa per non essere ancora emigrati. Possono anche andare a vivere in capo al mondo, dove c’e` il sole, ma come vedono una goccia di pioggia, subito: “ehhhhh ma in Italia c’e` il sole 400 giorni all’anno, ehhhh ma che schifo, ehhhh bene la mi’ terra…” oioia!!!! Per l’italiano all’estero la temperatura non sara` mai come quella italiana: o troppo calda o troppo fredda. Poi vai a leggere della situazione meteo in Italia: alluvioni, valanghe, siccita`, ma tutto e` perdonabile perche’ il clima in Italia un va toccato. Quante volte si sente dire, ad esempio: “Vivo ad Amburgo!” “Ehhhhh e` freddo, io un ci verrei mai!”

Cheltenham col sole

Scorcio di una strada di Cheltenham, Inghilterra. Cazzo fate? Ci andate per davvero? Non sapete che la` piove 40 giorni al mese?

albinia allagata

Albinia, paesino della provincia di Grosseto. Statevene in Italia, dove il sole splende 30 ore al giorno…

5) La mafia – All’estero di mafia ce n’e` meno, almeno non come in Italia. L’italiano si lamenta perche’ senza la corruzione non sa risolvere i problemi, perche’ e` abituato a scene tipo “non trovi lavoro, figlio mio, mandiamo una bustarella a chi so io e domani c’hai il posto assicurato!”. Trovarsi senza mafia a supportarlo e` un delirio a cui non sapra` come uscirne e sfornera` frasi come: “Sono all’estero e non trovo lavoro, mentre se ero in Italia e pagavo chi dicevo io, a quest’ora gia` lavoravo!”, oppure, “Dite quel che vi pare dell’Italia, ma quando pagavo il pizzo almeno avevo una protezione dai ladri!”

6) I genitori – Tutto comincio` un giorno in cui un mio amico mi disse: “Se io annassi in Erasmus, sarei tutto il giorno al telefono con la mi’ mamma!”. Gli italiani vanno a vivere all’estero e poi dicono: “Ehhhh ma la domenica andavo a magna’ le lasagne dalla mi mamma, ora all’estero un posso, e poi, diciamocelo, le famiglie straniere fanno cagare, non si interessano dei figli e a 18 anni gli mandano fuori di casa…” Invece in Italia giu` a magna’ a ufo a casa dei genitori disoccupati che campano con la pensione del nonno…

Emigrati italiani in america

Foto di gruppo dei fratelli Bucioculini, emigrati a New York durante l’alto medioevo, che tornavano nella casa della mamma a Monfanculo Pieve Scalo all’Arno ogni domenica a mangiare lasagne del Lidl.

Insomma, la sostanza e` questa: se andate a vivere all’estero, state li` e non lamentatevi, senno` se state tanto bene in Italia, stateci, chi vi costringe?