Lavori da bestemmie con stipendi da bestemmie

Allora, in questi giorni si parla tanto dei lavoratori stagionali, che un si trovano perché vengono pagati poco e vengono pagati poco perché il capo non si pole permette’ di pagarli di più perché la gente non va al ristorante che gli manca il personale perché vengono pagati poco che al mercato mio padre bestemmiò.

In un celebre film di Fantozzi, egli (Fantozzi appunto), pranza con Folagra, un comunista vecchio stampo, che gli dice: “È a monte che dobbiamo distruggere!” E sì, dio cane, ve lo devo di’ io che scrivo su un blog di merda che ci so’ 10 errori ogni 11 parole.

Anal-izziamo la situazione tipica (anal-izzare è un termine che ho coniato io e di cui vado fiero, significa “analizzare col culo”): una persona vuole fare il cameriere d’estate, mentre d’inverno vuole prende’ il reddito di cittadinanza da spendere in bamba. Allora va in un ristorante e il ristoratore gli fa un discorso del genere: “Lavori 10 ore, messo a regola per 6 e pagato per 4, paga mensile: 500 sassi. E allora il futuro cameriere, calcolatrice alla mano, pensa: “È meglio prendere 500 sassi per 10 ore al giorno o anda’ a troie coi soldi stampati con la Epson Stylus Color che tanto non si accorgono di nulla (è buio, sanno una sega!)”. La calcolatrice dice: errore, divisione per zero, ma chissà quali cazzo di tasti ha pigiato dio boia.

E alla fine, quelli che accettano di venire pagati in sassi, non è che sono il massimo della camerierità. Pole succede che un bel piatto di pici al ragù di chianina arrivi al tavolo annunciato come “pasta lunga e boh… sugo di carne!” oppure ve li trovate che servono al tavolo col pisello di fuori o vi portino l’acqua gassata invece di quella naturale e voi poi sfogate la rabbia su trippa advaisor.

Allora immaginate la scena: da una parte una brancata di bagnanti, che per undici mesi sono stati umiliati a colpi di presentazioni powerpoint da presentare il giorno dopo da capi che sono stati umiliati dalle mogli che sono state umiliate dal prete. Ora hanno qualche soldino per andare in vacanza e vogliono mangiare bene e spendere pochissimo! Ma hanno un’arma di distruzione di massa: le recensioni su trippa advaisor! Ahhhh abbiamo speso 20 euro per 10 pizze e verga giù un pallino. Un primo di crudo di mare e caviale 12 euro? Mai più!!!! Un pallino! Mi hanno fatto pagare pure il dolce, l’amaro, il caffè e l’ammazzacaffè, che ladri! Un pallino!

Dall’altra i ristoratori che se si azzardano a far pagare 50 centesimi di più un piatto finiscono incrociati su trippa advaisor e quindi fanno tutto senza ricevuta.

Dall’altra (perche’ ci so’ molti parti ehhh) l’agenzia delle entrate che non riceve i soldi perche’ i ristoratori non possono permettersi di pagare le tasse per i motivi che abbiamo detto sopra e quindi meno tasse = meno incentivi per il turismo, meno incentivi = meno gente va a fare il turista la`, meno turisti = posti piu` cari e quindi e` un po’ il cane che si morde la coda. Ovviamente, siamo seri, i soldi pubblici servono per altre cose (non dico cosa perche’ senno` rischierei di essere ripetitivo e banale) (̶b̶a̶m̶b̶a̶ ̶e̶ ̶t̶r̶o̶i̶e̶)̶.

Dall’altra (ehhhh ci so’ molti lati qui) i camerieri che cercano contratti piu` a modo, che vabbe’ servire cose che non si conoscono a bagnanti che non sanno quello che stanno mangiando, pero` per lo meno, pagateli bene, gia` la loro vita fa alquanto schifo tra clienti pieni di pretese che rompono il cazzo a tutta randa, proprietari che gli fanno sgobba’ come muli e cuochi che mandano in sala piatti con caccole misteriose all’interno.

Allora, andiamo dall’altra parte dell’oceano e atterriamo negli Stati Uniti. Qui i camerieri vengono sottopagati ma… la mancia e` obbligatoria! Se ti sei trovato bene, dai qualcosa tipo il 15% del totale, se ti sei trovato veramente bene, puoi arrivare anche al 20 o al 30%. Pero` in America non troverete mai i camerieri che vi vengono al tavolo e vi dicono: “Ohhhh testa di cazzo, dimme che voi da magna’ e fa’ in fretta che devo anda’ ar cesso!”, bensi` troverete camerieri che vi diranno: “Buonasera, io mi chiamo John e saro` il vostro cameriere per stasera. Intanto vi porto dell’acqua, e voi decidete. Se volete posso consigliarvi bla bla bla bla bla!” E poi non ve lo levate piu` di culo tutta la sera a chiedervi “Come va? Tutto ok?” Infatti, in America, la gente dice: “Se non hai i soldi per dare la mancia, non c’anda’ al ristorante!”

E qui volevo arriva’. Se i ristoratori pagassero tutte le tasse e facessero i prezzi che devono fa’, includendo anche i costi per i camerieri, e la gente andasse al ristorante solo se pole permettersi pure la mancia, sarebbe meglio! Se sei in vacanza, non e` detto che devi per forza anda’ a magna’ a ristorante a pranzo e a cena, puoi anche farti un panino del Lidl e poi lamentarti su trippa advaisor che l’aria condizionata al Lidl e` troppo fredda.

Ma da un popolo che si abbuffa di pseudo-sushi all-you-can-eat a 9 euri pretendendo di fare l’esperto giapponesone perche’ sa nominare ben 2 personaggi di Dragonbolle e poi dopo corre dritto a casa a scrive’ le recensioni negative perche’ il valore per lui era 2 euri, che cazzo v’aspettate?

Date retta a me, se un c’avete i soldi p’anda’ a ristorante, fatevi la pasta al tonno a casa, un telefilm su iutiubbe e poi un bel cannone! Dio bove che bella serata, il massimo della galanteria.

Come riconoscere un’agenzia web seria e non farsi inculare.

Questo e` un post serio. Non come le bischerate che pubblico cosi` pe’ divertirsi. Lavorando col web tutti i giorni, volevo mettere la mia esperienza a disposizione di chi vuole farsi fare un sito web e non sa a quale agenzia affidarsi, e raccontarvi tutta la verita` che succede nelle web agency (o agencies se siete pignoli coi plurali).

Ora, non mi dilunghero` sui punti tipo: “Chiedetevi a cosa vi serve un sito web, chiedetevi a chi sara` rivolto” perche’ tutto questo lo potete trovare su altri siti. Il punto su cui voglio far forza e` questo: ci sono due tipi di agenzie web, quelle serie e quelle fatte “a cazzo”. Vi insegnero`  a riconoscere quelle serie.

Prima di tutto, non vi lasciate ingannare dal sito web di un’agenzia o dall’ufficio. Ignorate totalmente la regola “Sito bello = Agenzia web seria” o “Ufficio brutto = Agenzia web fatta a cazzo”. La storia del calzolaio che va a giro con le scarpe rotte in questo caso puo` essere vera, per il semplice fatto che in un’agenzia web si lavora di continuo, i developer e i designer sono quasi sempre impegnati e molto spesso ci sono agenzie web serie che hanno costruito i propri siti web anche 5 o 6 anni indietro, e non hanno semplicemente tempo di aggiornarli.

Ora, se volete un sito web e volete scoprire quali agenzie web sono serie e quali no, prendetevi tempo e andate a parlare a quattr’occhi con i responsabili. Un’agenzia web seria dovrebbe farvi parlare con un “project manager” o un direttore, insieme ad una figura anziana dell’azienda che puo` essere un designer, un esperto di marketing o un developer. Un’azienda seria dovrebbe avere almeno una di queste figure: direttore, project manager, designer, developer e specialista in marketing. Punti bonus se ha anche un copywriter. Doppi punti bonus se hanno figure “senior” che danno ordini a chi sta sotto di loro (un senior designer dara` ordini ad un designer ecc…). Se invece venite ricevuti da qualcuno che afferma di essere “direttore, depeloper, designer e idraulico a scappatempo”, probabilmente siete davanti ad un’agenzia fatta alla cazzo di cane.

Quando siete al colloquio con questo fantomatico megadirettore gran farabut figl. di put. (citando Fantozzi), e questo comincera` a parlare, beh… zittitelo e fategli queste domande:

1) Quanto costa fare un sito web con voi?

Risposte sbagliate: 300 euro. 500 euro. 100 euro a pagina + 50 per la pagina contatti. 1200 euro con in regalo un portachiavi.

Risposta giusta: per computare il prezzo finale abbiamo bisogno di avere piu` informazioni sul suo progetto.

Perche’ la seconda risposta e` giusta? Perche’ un’azienda seria valuta il progetto e stima un prezzo in baso al tempo necessario per realizzarlo. Chi risponde con un prezzo fisso molto probabilmente e` un’azienda che usa template precostruiti e incapace di personalizzare il sito secondo le vostre esigenze.

2) Quanto tempo impegate per fare un sito web?

Risposte sbagliate: 1 giorno, 1 settimana, domani e` pronto, torni tra 10 minuti e ce l’ha.

Risposta giusta: In genere riusciamo a sviluppare un sito in circa 1 mese e mezzo, ma per la nostra e la vostra sicurezza possiamo fissare una data di consegna il giorno xxx.

Perche’ la seconda risposta e` giusta? In genere lo sviluppo di un sito web fatto come si deve impiega non meno di un mese, con dovute eccezioni ovvio. Ci sono siti che vengono sviluppati in 2 settimane e altri che impiegano 6 mesi di sviluppo. Date troppo brevi come una settimana sono il simbolo di agenzie web poco serie.

3) Quale content management system verra` usato come back-end per il mio sito?

Risposte sbagliate: WordPress, Joomla, o qualunque altro cms open source.

Risposta giusta: Il sito verra` costruito su un cms proprietario sviluppato da noi.

Perche’ la seconda risposta e` migliore (e guardate che non sto dicendo giusta, ma migliore)? Perche’ di solito le agenzie web serie hanno sviluppato cms proprietari e non usano mai programmi open source come WordPress o Joomla. Avere un cms proprietario significa che il codice non viene spartito con nessuno e ci guadagnate in fatto di sicurezza. (Ogni giorno sento di siti WordPress hackerati e quasi mai di siti hackerati che hanno un cms proprietario).

4) Come sara` posizionato il mio sito nei motori di ricerca?

Risposta sbagliata: Sara` nella prima pagina di Google!

Risposta giusta: Nonostante il Search Engine Optimization (SEO) non sia una scienza esatta, in quanto Google tiene nascosto il suo algoritmo di ricerca, le garantiamo che utilizzeremo tutti i sistemi necessari che abbiamo testato per provare ad avere un buon risultato nei principali motori di ricerca per determinate parole chiave. Non possiamo quindi garantirle che il suo sito sara` tra i primi dieci risultati in Google per certe parole chiave.

Perche’ la seconda risposta e` giusta? Perche’ Google tiene nascosto il proprio algoritmo di ricerca e cio` fa si` che si possa tentare di essere un guru del SEO, ma in realta` non potremmo mai avere la sicurezza completa. Ci sono buone pratiche da utilizzare, ovviamente, ma, come detto, non possiamo avere la certezza completa. Se qualcuno vi dice la frase: “Sara` nella prima pagina di Google!” (per quali parole chiave???), o mente, o non sa di che cazzo sta parlando o vuole fregarvi i soldi.

5) Dove sara` hostato il mio sito?

Risposte sbagliate: su Aruba, su un server condiviso.

Risposta giusta: su un nostro server dedicato.

Questo dice tutto. Aziende serie non usano server condivisi.

6) Mio nipote di 14 anni ha detto che mi fa un sito web per 50 euro, come la mettiamo?

Risposta sbagliata: allora noi glielo facciamo per 40.

Risposta giusta: allora vada da suo nipote, noi saremo qui ad aspettarla quando vorra` qualcosa di serio.

7) Il mio sito verra` visualizzato perfettamente su Internet Explorer 8?

Risposta sbagliata: si`.

Riposta giusta: nonostante Explorer 8 non sia piu` supportato da Microsoft, le assicuriamo che il template del sito non subira` grosse modifiche. Suggeriamo inoltre di integrare all’interno del sito un banner che inciti i visitatori con Explorer 8 ad aggiornare il browser, o a navigare con un browser serio, tipo Firefox o Chrome.

Perche’ la seconda risposta e` giusta? Perche’ Explorer e` un po’ il terrore di tutti gli sviluppatori web, diciamo e` come se Jenson Button si presentasse alle corse con una Panda. Il problema e` che e` uno dei browser piu` usati. Nonostante le ultime versioni siano nettamente migliorate, ci sono ancora molti utenti che usano versioni vecchie (9, 8 o addirittura 7). Un’agenzia web seria non dovrebbere spendere il proprio tempo a cercare si fare un sito bello per Explorer 8, ma incitare gli utenti ad aggiornare il proprio browser, o a navigare con un browser serio. Chi risponde solamente “si`”, intende dire: “cazzo me ne frega se il tu sito non si vede su Explorer 8).

8) Se dovessi riscontrare un problema urgente al mio sito il sabato sera alle 4 di notte, come faccio?

Risposta sbagliata: non ci saranno problemi, stia tranquillo.

Risposta giusta: il nostro senior developer ha un contratto in cui garantisce la propria reperibilita` 24 ore su 24 tutti i giorni. Il suo problema verra` preso in considerazione prima possibile.

9) Il mio sito sara` al sicuro da attacchi hacker?

Risposta sbagliata: Si`.

Risposta giusta: Possiamo garantirle una bassissima percentuale di vulnerabilita`, ed in caso dovessimo scoprire un bug, faremo in modo di riparare al piu` presto.

Dopo queste domande, date un’occhiata al loro portfolio, e se vi piace e vi ispira fiducia, firmate pure un contratto con loro.

Se poi volete affidarvi ad agenzie web del cazzo, ai primi venuti o ai piu` economici, beh… cazzi vostri, io ho cercato di farvi capire come funzionano le cose, lavorando direttamente in questo settore, e avendo lavorato per anni in agenzie web italiane fatte alla cazzo di cane.

Un ufficio ganzo di un agenzia web moderna

Agenzie web serie hanno in genere uffici strafichi!

Un ufficio noioso, senza niente, manco l'aria a momenti

Questo ufficio e` noioso, diciamoci la verita`… vi ispira fiducia?

 

Un web developer con la barba lunga che non ha tempo per farsela mortacci sua

Questo senior developer vi ispira fiducia? A me si`, perche’ vale la regola “la bravura di un web developer e` direttamente proporzionale alla formula (barba lunga + puzzo).

Un uomo infricchettato che fa anche cacare via

Lui non e` un web developer serio, anzi, molto probabilmente non avra` mai acceso un computer!

Insomma, alla fine, il succo del discorso e`: fate come cazzo vi pare ma seguite bene quello che vi ho detto, senno` poi alla fine sti cazzi davvero…

La comodita` degli impaginatori italiani

Prima di leggere questo articolo, consiglio vivamente la lettura del seguente articolo: http://olmr.wordpress.com/2014/08/19/la-furba-spocchia-del-neolaureato-e-i-lavoretti-estivi/ sulla vicenda.

E ora dico un po’ come la penso io.

Oggi si parla di una cosa che sta girellando su Facebook da un paio di giorni. La storia prati’amente e` questa: un ragazzo va a fa’ un colloquio presso la Repubblica, il quotidiano, e per impagina’ il giornale 2 mesi gli offrono 500 pleuri al mese. Lui schifato se ne va. E pubblica tutto onlain:

Giacomo Drudi vuole lavorare poco e guadagnare tanto

Giacomo Drudi, impaginatore, amante delle lasagne della mamma, si lamenta perche’ con 1000 pleuri in due mesi non si puo’ comprare stivali stile Leningrad Cowboys

Allora, ragioniamo un po’ su questa cosa. Io sono d’accordo che 2 euro all’ora sono un po’ pochini, e va bene. A parte che sarebbero un po’ di piu` perche’ sicuramente nelle ore di lavoro e` compreso il pranzo, poi la pausa caffe’, poi la pausa sigaretta, poi la pausa pe’ parla’ della Cempions Ligghe. Insomma, quello che voglio di’ e` che a impagina’ un giornale sarebbero capaci tutti, non ci vuole quella grande esperienza. Devo dirvi la verita`, se io vivessi a Roma con mamma e papa` e mi offrissero una cosa del genere, io la accetterei, farei il sacrificio due mesi, m’intascherei 1000 pleuri e sul curriculum scrivo che ho lavorato per Repubblica. Poi magari dentro al giornale conosci gente, che ti apre le porte verso altra gente e cosi` via. Sul divano queste cose non posso farle.

La cosa che mi ha fatto piu` ridere e riflettere e` stato un commento di una ragazza. Leggiamolo:

Un commento banale ad un articolo banale

Ecco cosa chiedono i ragazzi italiani! Rivoluzione in nome della pastasciutta!

“A molti bastano du spaghetti, e un letto da mamma e papa`!” Ehhhhh grazie a sto cazzo, finche i genitori continuano a ingurgitarli di pasta e a dargli una stanza sua fino a 47 anni, e` normale che poi un lavora nessuno! O che cazzo di discorsi so’! Vedrai poi come i genitori perdono il lavoro o i nonni muoiono e non sganciano piu` la pensione ai figli per mantene’ i nipoti, come si va a zappa’ la terra per un tozzo di pane…

Quando poi questo Drudi avra` 40 anni e andra’ a cerca’ lavoro, anche all’estero, gli chiederanno: “Esperienza?” e la risposta sara`: “Ehhhh ma sa… guardi… ho rifiutato dei lavori perche’ non consoni alle mie aspettative di diventare supremo dittatore mondiale, e poi era in una zona fuori citta`, la nuvola speedy un c’arrivava!”

Per quanto mi riguarda, a questo mondo esiste soltanto un Drudi, un ce ne possono sta’ due in un solo universo:

E cosi` mio padre trovo` lavoro

Rieccoci qua, dopo una meritata va’anza perche’ via un si pole sta davanti al compiute’ tutto il giorno, poi si rincoglionisce.

Ma, va’anze a parte, la notizia che ha del clamoroso e` che il mi babbo ha trovato lavoro. Boia! Un ci crede nessuno.

La sua storia e` quella di molti italiani che ormai hanno quasi` 60 anni e un riescono ad anda’ in pensione. Parliamone un attimo. Lui e` un fabbro, ha incominciato a lavora` a 15 anni, e, giorno dopo giorno, ha accumulato contributi. Ogni volta che vedeva avvicinarsi il sogno della pensione, zac, arrivara un novo governo, nuove riforme, nuove boiate e un trovava versi d’andarci.

L’anno scorso, l’azienda per cui lavorava l’ha messo in mobilita` per 3 anni: 700 euro al mese, con 11 mesi di contributi ancora da versare. Chi cazzo assumerebbe una persona che tra 11 mesi saluta tutti e li manda in culo?

E cosi` nei mesi scorsi trascorreva le giornate a un fa’ una sega, pagato dallo stato, ma lui unn’e` mai stato il tipo da un fa una sega. Cosi` ha stampato uno stralcio di curriculum e per un paio di mesi, dalla mattina presto, s’e` messo alla ricerca di un lavoro. Tramite passaparola e` riuscito a trovare lavoro in un azienda attiva nell’aiuto ai consorzi agricoli. Gli pagano questi 11 mesi di contributi, poi altri due anni in mobilita` e poi in pensione (sempre che quei beoti al governo un facciano ‘azzate).

E allora io penso sempre a sti ragazzi italiani di oggi, che si svegliano a mezzogiorno, stanno su facebook a guarda’ le loro amiche troie, poi alle 4 fanno merenda, poi al barre a fa l’aperitivo, cena, poi troie on line e poi a letto. Alla fine di una giornata cosi` faticosa, dicono: “De, un riesco a trova’ lavoro, ‘ome fo?”

Purtroppo s’aspettano che li vengano a bussa’ alla porta a dirgli: “Ti interessa un lavoro in cui un si fatica una sega e ti becchi 2000 pleuri al mese?” Oppure s’affidano agli uffici di ‘ollocamento dove ci sono quelli che ti dicono: “C’e` da lavora 1 ora alla settimana a sistema’ i preservativi alla conad”.

Se volete lavorare, cercate il lavoro! Oppure emigrate! Ma non state a fa’ una sega! Cazzo!

I colloqui del cazzo – La sala bingo

Ahahah ricordo questo colloquio come fosse ieri. Avevo appena finito le superiori e cercavo lavoro (si parla quindi di tanti anni fa… cazzo ‘ome vola il tempo…).

Insomma, lessi che aprivano le sale bingo a Grosseto. Che culo, ci pensate? Lavora’ al bingo? Ma che straculo. Sono ironico ovviamente. Lessi l’annuncio su un giornale e mi presentai.

Mi venne fatto compilare un modulo dove dovevo scrivere anche quanti peli avevo nel culo (mi e` sempre rimasto difficile contarli). Dopo mezz’ora di riempimento moduli si passa al colloquio vero e proprio.

Cosa fai, cosa non fai, che hai studiato, chi cazzo sei ecc… le solite domande del cazzo… ma… ad un certo punto… domanda fatale: che segno sei? Io risposi. Mi venne detto: “Ah no!!! Mi dispiace, noi assumiamo solo segni buoni, tipo gemelli, o scorpione. Arrivederci!”

Arrivederci??? Mi prendi per il culo? Mezz’ora a scrivere cazzi miei su un cazzo di modulo e mi liquidi per un segno?

Per fortuna non lavorai mai li` al bingo. Tra l’altro ci andai pure ed era molto triste. Anche chi ci lavorava non sembrava molto felice, chissa` perche’? Soprattutto chissa` di che segno erano…

Fare l’animatore (quattordic’anni fa) faceva schifo!

Oggi vi parliamo di una razza di persone che rivelano un’utilita` nella societa` moderna quanto puo` averne un computer 386 con su installato windows 8: l’animatore turistico. E ancora peggio, le societa` che forniscono questi servizi.

Io ebbi la (s)fortuna di fare l’animatore nel lontano 2000… ecco la mia storia (e qui ci vorrebbe una ‘ornice ondulata che sfuma fino a riprendere i protagonisti in un colore opa’o, come nei filmi, via ci s’e` capiti).

Ehhhh bei tempi quando un si ‘apiva una sega e d’estate si sarebbe dato via anche il culo a momenti pe’ unn’anda’ a fa’ il cameriere in qualche ristorante di merda della riviera toscana che puzzava di pesce da fa schifo a un ippopotamo e frequentato da fiorentini finti-ricchi, con le mogli cubane di 40 anni piu` giovani (anche se, sotto sotto, via, si vedeva che a qualcuno sotto sotto gli garbava il bogigi).

Per sfuggire a questa maledizione estiva, provai questa nuova esperienza: l’animatore! Mi recai presso un’agenzia di animazione di Grosseto, di cui non faro` il nome, ovviamente (su internette si pole di’ il peccato, ma no il peccatore!), ma che iniziava con la lettera F… E insomma me ne andai una settimana vicino Livorno a fa’ uno stage (cosi` lo ‘iamavano, ma in realta`, a parte le lezioni di ‘ome magna’ il foco e fa’ un cane con un palloncino, era tutto un tromba’ (a parte quelli che si facevano le pere).

Alla fine dello stage, la sfilza di contratti: chi veniva preso come addetto al miniclub, chi come ‘ai balli di gruppo’, chi come maestro di acquagym, chi come cazzaro generico ecc… Tutti dovevano categoricamente andare a lavorare lontano da casa, e c’era una sola regola: non si poteva fare sesso con gli altri animatori.

A me tocco` Altavilla Milicia (vicino Palermo), ma, casualmente, un giorno prima dell’inizio del lavoro, un’animatore venne trasferito da Castiglione della Pescaia a Palermo, e cosi` io mi “imbu’ai” a Castiglioni, segno quindi che la regola di lavorare lontano da casa valeva un po’ a cazzo…

Comincio` la stagione e il nostro gruppo era capitanato da un capoanimatore che dire tristissimo e` dire poco, ricordo ancora il nome: Sergio (non diro` il cognome ovviamente), e le sue regole stupide: la mattina bisogna andare in piscina e rompere il cazzo a tutti per farli giocare al gioco aperitivo; ovviamente, su 100 persone in piscina, 1 ti liquidava con un gentilissimo vaffanculo, e gli altri 99 con: “Sono in vacanza, se non te ne vai ti taglio lo scroto!”

La sera era il momento… indovinate di ‘osa? Ma del Bingo!!! Che cosa monotona… uno tirava fuori le palline ‘oi numeri, che venivano tradotti in 4 lingue, e alla fine si vinceva una maglietta dell’animazione. Per piacere, sparatemi!

Di serate divertenti non ce ne sono state, a parte una serata di ballo organizzata in contemporanea con la partita degli europei Italia – Olanda (quella in cui Toldo paro` 3 rigori), facendo si` che la sala fosse totalmente vuota, con il capoanimatore che diceva (a microfono acceso): “Gli Italiani sono stupidi, tutti a guarda’ la partita mentre potrebbero essere qui a divertirsi!”

Un giorno ero al bar del villaggio e lessi il titolo della Gazzetta: “Trezeguet alla Juventus”… io non avevo mai sentito nominare Trezeguet, quindi, leggendo ad alta voce, dissi una cosa simile a “Tre Seghe”… il capoanimatore si gira incazzato e inizia a sbraita’: “Ma che cazzo dici? Le parolaccie daventi a tutti???” Vi assicuro che era serio.

Ora, a parte le cose ridicole, questo capoanimatore non solo era un coglione, ma anche uno stronzo. La sera, dopo il lavoro, a mezzanotte e passa, voleva andare a mangiare la pizza. Se per caso dicevi di no, la mattina dopo mandava subito un fax all’azienda dicendo che te non avevi “spirito di gruppo”. Che testa di cazzo.

Ma il top del top fa un episodio che non so se definire “goliardico” o “da bestemmia”. Invitai mia madre un pomeriggio a vedere come ci eravamo sistemati nella casa (in mezzo agli scarafaggi), e, visto che noi dovevamo usare la lavatrice del villaggio che costava 10.000 lire a lavaggio (si`, avete letto bene), le chiesi se mi faceva la cortesia di lavarmi un po’ di roba. Mia madre, da brava altruista com’e`, chiese a tutti gli altri se avevano roba da lavare, e riporto` il giorno dopo tutto pulito. La capa dell’agenzia (il cui nome inizia per E), venne il giorno dopo e disse: “Ho saputo che tua madre ti fa la lavatrice!” e io risposi: “Si`, una volta, ma ha preso anche la roba degli altri!” e lei: “Peggio!!! Cosi` me li abitui! Purtroppo ti devo licenziare!” e io: “E perche’ non licenziate la stagista invece di me?” e lei: “Noooo, a lei non la paghiamo, quindi ci conviene!”

Per fortuna dopo un mese ero fuori di li`, e trovai lavoro in un bar… ma questa e` un’altra storia…

P.S. riscossi tipo 500 mila lire dopo circa 10 mesi di chiamate… non fidatevi, fatelo per me, cari lettori!

Questa e` la scena che si ripete in migliaia di villaggi turistici ogni estate! Facciamo si` che non succeda piu`. Forse e` vero, se i cervelli fuggono all’estero, allora in Italia rimangono solo i deficienti?

Voglio fare il programmatore, ma non sono capace

Tempo fa trovai un articolo online. Purtroppo ho provato a ritrovarlo, ma non ci sono riuscito. In pratica, l’articolo denunciava il fatto che un’azienda ricercava programmatori giovani, e il titolo era pressappoco cosi`: “SCANDALOSO! Per fare il web developer bisogna conoscere 10 linguaggi!”. Il problema era la gente che commentava su Facebook questo articolo. Commenti tipo: “Bastardi!”, “Non e` possibile! Ladri!”, “Io se sapessi tutti questi linguaggi, vorrei 200.000 euro al mese!”.

Adesso, vediamo un po’ quali erano questi linguaggi. Innanzitutto, l’azienda costruiva videogiochi e applicazioni per cellulari. Quindi i primi due linguaggi erano Java e C++. Ora… Java non si impara in un giorno, ma diciamo che chi ha studiato informatica a buoni livelli e con passione, sa programmare in Java. C++ e` sempre un linguaggio orientato agli oggetti, quindi non c’e` questa grandissima differenza con Java. Proseguivano con iOs e Android… cazzo, vai a fare applicazioni per cellulari, vorrai sapere come funzionano i due sistemi operativi per cellulari piu` diffusi al mondo!!! O no??? Proseguivano con Webservers (alla fine devi per forza di cose estrapolare i dati da qualche parte, ma alla fine e` una cosa che si impara alla svelta), conoscenza di Unity 3D (questo e` un software che crea mappe tridimensionali, viene usato per i video Cgi e gli FPS, diciamo che con un corso di due mesi si ha una conoscenza di base), e poi HTML5, CSS3, PHP e MySql, che sono la base di qualsiasi web developer.

Io penso tranquillamente, che un ragazzo o ragazza che sia, se ha passione, all’eta` di 25/26 anni sa gia` tutto di questi linguaggi, in Inghilterra ti becchi minimo 50 mila sterline l’anno, mica 200.000 euro al mese! Odio la gente che si lamenta perche’ le cose non cascano dal cielo. Invece di stare su Facebook a scrivere cazzate, studiate, provate, sbagliate, ma datevi da fare, cazzo!

Quando avevo 18 anni io, non c’erano i pdf gratis su internet, e anche se c’erano ci volevano 2 giorni a scaricarne uno, ma adesso su internet si trova tutto, non solo le troie!!! 200.000 euro al mese??? 200.000 sberle!!!

Postini e postine sempre incazzate

Diciamoci la verita`, quando vivevo in Italia, per forza di cose, dovevo avere a che fare con Poste Italiane, un’azienda un po’ del cazzo, che doveva sostituire le vecchie poste statali garantendo lo stesso servizio, ma che invece, come sempre succede, ha fatto come cazzo gli e` parso. Che poi il logo PT nel cerchio di Poste e Telegrafi era molto piu` bello, e mi piacerebbe ancora entrare alla posta e chiedere: “Scusi, puo` telegrafare alla mi nonna che domani vado da lei a mangia’ i tortelli?” e vedere le impiegate alle prese con il telegrafo. Eeeeee ma ora ci siamo evoluti, ora c’e` da fa’ soldi aprendo i conti correnti e inculando i soldi alla gente, tanto che una volta andai alla posta e chiesi una busta e un francobollo e mi sentii risponde’: “Oooo ma questa e` la posta, mica il tabacchino!”

Che poi quelli che lavorano alle poste poi sono quelli che alla fine dicono: “Se uno vole lavora`, il lavoro lo trova!”, e magari lavorano alle poste da una vita, che se per caso venissero licenziate, un saprebbero che cazzo anda’ a fa. Ma comunque, un giorno andai alla posta ad aprire un conto. Cioe`, non e` che entrai direttamente a rompe’ i ‘oglioni, ma presi un appuntamento, come fanno le persone serie, via. Andai e dopo un po’ di ‘azzate, tipo tassi, spese, furti e troiaiate varie, l’impiegata mi mise davanti il contratto, dicendomi: “Firmi qui!”. Seguendo l’onda del detto cinese: “Da fesso non passale, leggi plima di filmale!”, mi misi a leggere il contratto. Di tutta risposta, l’impiegata mi disse: “Che cazzo fa?” e io: “Leggo quello che firmo!” e lei: “Ooo io un c’ho tempo da perde’, o firma o si leva dai ‘oglioni!”

Ma io dico, ma con tutta la gente che vole lavora’, dovete per forza fa’ sta’ a contatto col pubblico delle vecchie zitelle inacidite? Ma nooo, i posti si danno secondo conoscenze, non secondo il criterio se uno e` bravo e cordiale o no. Ma poi quando lo dico la gente dice che non capisco una sega, perche’ ci si pole fida’ delle poste e firma’ a scatola chiusa. Ma una bella sega, controllate sempre il modo in cui ve lo mettono nel culo!

Adesso vivo all’estero, alle poste ci vo quando devo spedire una cartolina, non quando devo sapere quanti soldi c’ho! Per quello vo in banca, come dev’esse’! Per quanto riguarda gli impiegati alla posta scorbutici, arroganti e mestruate, dico solo che ci so’ tanti campi da coltivare, vedrai un paio di mesi a schiena chinata e dopo sorridi anche all’ausilario del traffico.

I lavori di un tempo che fu

Oggi sono andato a ristorante a pranzo. Beh, non era proprio un ristorante al 100 percento, era tipo un cafe’ o insomma quei nomi strani moderni del cazzo. Comunque sia, c’erano solo due tavoli occupati, con due cameriere. Il panino mi e` arrivato dopo 45 minuti. 45 minuti per fare un panino??? E che cazzo, dovevano aspetta’ che lievitasse???

Allora m’e` venuto in mente il mio primo lavoro a ristorante. Correva l’anno millenovecentonovanta e un mi ri’ordo l’ultimo numero. Facevo il cameriere in un ristorante di Punta Ala. Ora, non tutti conosceranno Punta Ala, ma per farvi un’idea vi dico che e` un posto dove d’inverno un c’e` una sega, ma d’estate si popola di (finti) ricchi che vengono in vacanza. Si`, perche’ i veri ricchi non sono quelli che vanno a Punta Ala. I veri ricchi hanno classe, stile, so’ quelli che riescono a mandarti in culo in modo quasi subliminale. Non gente che si sente ricca perche’ ha una casa in citta`, piu` una sul mare e guida una Bmw. I veri ricchi hanno l’autista gay che gli serve i Ferrero Rocher a comando. La gente a Punta Ala si sente ricca, ma in realta` la loro ricchezza si riduce a qualche casa ereditata che affittano a studenti che passano il tempo a farsi i fischioni coi soldi dei genitori. Comunque sia, tanta gente trovava lavoro a Punta Ala d’estate, ma, principalmente, i lavoratori si potevano dividere in tre categorie: i caddy, i camerieri/sguatteri e le donne di servizio. I caddy erano quelli che portavano le mazze da golf e schernivano di nascosto gli pseudo-pro che mettevano una pallina in buca in 15 colpi quando il par era 4; le donne di servizio erano donne che non facevano un cazzo durante tutto l’anno ma d’estate facevano le pulizie nelle ville e, a parte tutto, guadagnavano discretamente bene. Ora ovviamente la crisi ha toccato anche i finti ricchi e mi hanno detto che ora le donne non vanno piu` tutti i giorni ma solo una volta a settimana. Perche’ i finti ricchi ostentano ricchezza e sono tirchi, quindi niente piu` rimborso della tessera del pulman per le donnine.

La categoria piu` interessante dal punto di vista bellico-sociologico e` il cameriere/sguattero. La differenza tra i due e` che il secondo, in quanto lavapiatti, e` libero di grattarsi le palle e/o scaccolarsi a piacimento, essendo chiuso in cucina. Comunque sia, basta cazzate e torniamo alla mia stroia. Non avevo ancora 18 anni, e mi assunsero come cameriere in questo ristorante. 25 tavoli di ristorante, 30 di pizzeria e 5 all’esterno + la gente che veniva a prendere la pappa da asporto. Un puzzo di fritto di pesce che un ci si stava. Eravamo 6 camerieri che servivano 60 tavoli, con la clientela piu` arrogante possibile. Ricordo le loro richieste stupide, tipo gente che chiedeva un televisore per vede’ il Gran Premio. Tutti, ovviamente volevano essere serviti subito. E dalla cucina sentivi la campanella che suonava perche’ c’erano i piatti pronti. Una guerra. Addirittura scherzavamo sul fatto che a Ferragosto avremmo costruito una specie di trincea da dove tirare le bombe. Si lavorava dalla mattina alle 9 fino alle 4 di pomeriggio e poi ancora dalle 7 di sera fino alle 2 o le 3 di notte. Dormivamo in un appartamento ricavato da un garage, con tanto di scarafaggi e totale mancanza di privacy. Impressionante quando un giorno, ad una tavolata da 7 persone, portai le prime 3 fritture (2 nella mano sinistra e 1 nella destra) e mi sentii dire: “Guardi, c’e` un errore, noi di fritture ne abbiamo ordinate 7!” e la mia pronta risposta fu: “Oooooo che cazzo c’ho? 7 mani? So un polpo???”

Non so se quel ristorante c’e` ancora, se ha sentito della crisi, se e` diventato un sexy shop o cos’altro. Pero`, ancora oggi, mi chiedo: “Ma come cazzo hanno potuto farmi aspettare 45 minuti per un panino del cazzo? Forse so’ andati al granaio a piglia’ la roba per farlo? Sonasega!!!”