Sui santi, bestemmie e palindromi

Porco Dio!

E fin qui ci siamo, il concetto è semplice!

Porco Dinci! Perché alla fine sta brutto far bestemmiare i citti, che poi con quella bocca ci baciano le madri. E allora giù di “Perdindirindina” (forma allungata di “Per Dio!”, e, se è vero che non bisogna pronunciare il nome nome di Ronnie James Dio invano, è una bestemmia pure quella. Invece Perbacco no, non è una bestemmia, perché alla fine Bacco ci sta simpatico e c’è sempre un motivo per anda’ al bar a beve un bicchierozzo.

Poi ci siamo evoluti, un un’ più lentamente delle scimmie (non penso che una scimmia al giorno d’oggi possa votare Salveeni, ma ci sono umani che lo fanno, pure troppi), e insomma dopo st’evoluzione abbiamo cominciato con Porca Madosca, che francamente può essere capito come Matrioska, e a me di inimicarmi i fan del celebre gruppi punk-ska non va prioprio anche perché parono esse’ brave persone alla fine. Allora abbiamo cambiato con Porco Due, perché il 2 alla fine è un numero che fa cagare di per sé, tipo: “Quante coppe campioni ha vinto immeritatamente la juve?” “Quante ore di straordinario devo fare oggi?” “Quanti chicchi di rigatoni trovo nella pasta fatta da Cracco e pagata vendendo un rene?” Vedete? Il due non sta molto simpatico, mentre Porco Tre non va bene perché offende la trinità, sia mai che poi Terence Hill si incazzi e mi spari mentre con l’altra mano mangia i fagioli.

C’è anche chi ha provato a cavalcare la bestia, nominando Dio (ricordiamolo, era il cantante dei Rainbow, quelli di “Long liiiiiiiiiv roc an roooooooooool!”), ma alterando l’associazione, chiaro esempio è Dio Maiascolo! Maiascolo non vuol dire un emerito cazzo, forse casomai Maiascoli, detto da uno che andava ad Ascoli e ogni volta prendeva una multa perché non era segnalata la ZTL. Però bisogna essere puristi e maiascoli sarebbe suonato plurale mentre Dio è uno. E Porco dio, come se ne esce?

Come vedete, è un labirinto senza via d’uscita, do cogli cogli rischi di offendere qualcuno, siano i fan di un gruppo, qualche matematico o i marchigiani.

Per citare la famosa bestemmia palindroma non aspetterò la fine del post, né metterò cose tipo: “Clicca qui e condividi per conoscere il segreto!” Tié eccovela:

È Dio lo gnomo mongoloide!

Ora, pensiamo sta cosa. Uno una mattina s’è alzato, si è fatto la doccia, fatto colazione e poi si è messo lì, carta e penna in mano e ha cominciato: “Dio… Ma poi non ci sono parole che finiscono in “id”… Allora Madonna, ma poi verrebbe annodam, che non ha senso…” E allora, ecco l’intuizione geniale, quella che ti svolta la vita, come quando lecchi la passera la prima volta e ti piace più del prosciutto: mettere il verbo all’inizio! Mettendo È, la cosa diventa più facile perché abbiamo oide, e qualcosa ci può scappare fuori. Da lì in poi, la strada è tutta in discesa. Alla fine, si alza e, trionfante va a pavoneggiarsi della sua scoperta in chiesa.

Come abbiamo visto, tra una bestemmia fatta bene e una stronzata, il filo è breve.

Ragioniamo su un’altra bestemmia classica:

“Madonna maiala un vagone di riso, tre volte maiala ogni chicco di riso”, che, in alcune varianti regionali, è conosciuta come: “Madonna maiala un treno di riso, tre volte troia per ogni chicco”. Altre varianti mondiali, come quella ghanese: “Madunna maiala un garro di goggo, tre volte maiala ogni nuce di goggo!” che rende meno l’idea perche’ di di cocchi in un carro ce ne stanno meno che di chicchi di riso in un vagone, un un’ come dire se pesa di più un chilo di piombo o un chilo di piume, topic che non ho voglia assoluta di discute adesso. Augurare l’esser porco, troia o maiala per tre volte è un classico, abbiamo appena visto che il numero due è maligno mentre il tre rappresenta la trinità con i fagioli, le pistole ecc…. Il bello di questa bestemmia è l’adattamento culturale, come abbiamo detto, si può sostituire il riso con delle banane, dei pici al cinghiale o delle bottiglie di cuba libre, rendendo il tutto più comunista.

Altra bestemmia non classica ma in voga negli ultimi tempi è quella onomatopeica. Dio ciak cik ciak glo glo glo fe fe fe tunz tunz tunz bestia. L’apoteosi della vita, il concentrato di purezza. Pensate, che so, quando vi alzate di notte perché avete sete perché la sera prima avete mangiato pizza con acciughe e contorno di crackers salati con nduja, e, per caso, sbattete il mignolo del piede al comodino. La bestemmia potrebbe essere Dio arf arf tip tap tip tap sdeng ahia bestia! Trovatemi un’altra bestemmia che si adatta ad ogni situazione. Ad esempio, parafrasando un comico famoso e prendendo come esempio la canzone di Marinella di Fabrizio de André, ossia una che gli bussa un principe alla porta, se la rafana e poi lei more affogata, la bestemmia relativa potrebbe essere: Dio toc toc sbeng sbeng sbeng glu glu glu bestia! Come dite? Un’altro esempio? Alla stazione di Bologna, in quell’attentato terroristico, avrebbero detto: Dio soc mel turt lin ciuf ciuf bum bum bestia! Oppure, ancora: sono andato in discoteca, ho bevuto, ho pippato e mi sono schiantato contro un albero: Dio tunz tunz tunz glu glu sniff sniff brum brum crash bestia.

Suvvia s’è fatto tardi, un c’ho più voglia di scrive, vo a farmi una canna! Ci si!

Il razzismo spiegato al mio futuro figlio

Premessa: io non sono iscritto ad alcun partito politico e questa storia e` frutto di una visione oggettiva dei fatti.

I bambini, si sa, sono piu` intelligenti degli adulti. Con loro si puo` ragionare, fargli capire le cose, mettendoci un po’ d’impegno, mentre con alcuni adulti puoi tirare fuori tutte le ragioni del mondo, anche le prove piu’ schiaccianti, ma negherebbero tutto.

Di recente, su Facebook, ho avuto una piccola discussione con un italiano razzista. Un razzista di quelli moderni, di quelli che vorrebbero l’Italia solo per gli italiani e (a parole) ucciderebbero gli immigrati uno per uno. Di quelli che invocano il ritorno del testone, che cacci via tutti e faccia arrivare i treni in orario. Con queste persone, dicevo, non si puo` parlare, perche’, come apri bocca (o digiti, e` lo stesso), cominciano ad offendere, dandoti del comunista, zecca, finto-buonista e altre offese gratuite.

E io m’immagino la scena di me nel futuro, quando avro` un pargoletto, che verra` da me una sera e, a tradimento, mi chiedera`:

Babbo, a scuola oggi offendevano un nostro compagno, gli dicevo che era un negro di merda. Perche’ lo offendevano?

Perche’ sono razzisti, sicuramente figli di genitori razzisti e cresciuto in una casa in cui si fanno discorsi razzisti.

E perche’ sono razzisti?

Perche’ credono che i veri problemi di questo paese derivino dal fatto che molte persone sono venute qui, dall’Asia, dall’Africa e dal Sud America.

E perche’ sono venuti qui?

Perche’ quando vivi in condizioni di estrema poverta’, o perche’ nel tuo paese e’ scoppiata una guerra civile che mette in pericolo te e i tuoi cari, dovresti avere la liberta` di andartene in un altro paese.

Ma mi hanno detto che vengono qui in Europa ad ammazzare la gente, e` vero?

Diciamo che tra di loro ci sono anche dei delinquenti, ma se leggi le statistiche, i crimini commessi dagli italiani negli ultimi anni supera di gran lunga quello degli immigrati. E poi, il problema della gente e` la memoria corta. Ci piace molto essere europei, tutti parte di una stessa famiglia, eppure sono stati proprio gli Europei, inglesi, francesi, spagnoli, olandesi e anche italiani ad essere andati nei secoli scorsi in quei posti da dove vengono ora gli immigrati…

E cosa facevano?

Massacravano. Tutti. Uno per uno. Chi non veniva ucciso veniva sottomesso. Dovevano fare gli schiavi. Succede anche oggi, indirettamente.

Cosa intendi con indirettamente?

Intendo dire, ad esempio, che il computer o qualsiasi altro apparecchio che usi tutti i giorni viene fatto con il silicio, che viene estratto da minatori in Africa, cosi` come i diamanti e altri prodotti. I popoli africani lottano ogni giorno per il controllo di questi territori pieni di ricchezza, e le persone che sono in pericolo scappano come possono.

E vengono qui e diventano immigrati clandestini.

No, non proprio. La gente abusa ogni giorno della parola “immigrato clandestino”. In realta` dovrebbero parlare di “profughi”, “immigrati” e “clandestini”. I profughi sono coloro che vengono in Europa perche’ nel loro paese non esistono piu` le condizioni necessarie per la propria sicurezza (ad esempio, una persecuzione razziale), e chiedono aiuto, e noi, come paese semi-civile dobbiamo aiutarli, gli immigrati sono coloro che entrano nel paese ed hanno un permesso per starci, mentre i clandestini sono coloro che sono entrati nel paese senza farsi riconoscere alla frontiera e senza avere un permesso, in questo caso lo stato cerca di rimandarli al loro paese.

Perche’ parli del nostro come un paese semi-civile?

Beh…  Mafia, camorra, inquinamento, politici puttanieri, spreco di denaro pubblico, ospedali fatiscenti, gente che sbava dietro ai concorrenti del Grande Fratello… ti pare una civilta` perfetta?

E perche’ la gente parla sempre dei clandestini senza fare differenza tra profughi e clandestini?

Perche’ tutto e` fatto per istigare l’odio. Si prende una notizia, la si gonfia un po’, se non c’e`, ci si inventa, si prende un’immagine a caso e vi si scrive sopra una frase. Fatto questo si condivide sui social network, chiedendone la condivisione, provocando lo scandalo tra la gente.

E la gente ci crede?

E come poi! I piu` intelligenti si informano sulla fonte della notizia, mentre altri si fidano ciecamente e pubblicano commenti razzisti. Il commento piu` in voga e` di solito “Andate via! Italia agli italiani!”.

Ma perche’ mai la gente crea articoli e vignette razziste con notizie false?

Perche’ gestiscono siti web nelle cui pagine sono pubblicati banner pubblicitari. Per loro, gli utenti che aprono quel sito sono come soldi. Piu` visitatori hai, piu` quel banner viene visto e l’azienda pubblicitaria paga. E per arrivare a fare anche 50 mila visite al giorno, hai bisogno di notizie allettanti che attirino la curiosita` del lettore, poco importa se siano vere o no.

Ma ci sono posti nel mondo dove locali e immigrati possono integrarsi?

Certo! Guarda paesi come la Francia, la Germania, il Regno Unito, ormai ci sono moltissimi immigrati che si sono integrati benissimo. Ci sono stati casi di razzismo, ma rimangono casi isolati.

E gli italiani non sono mai emigrati?

Quello italiano e` uno dei popoli piu` emigrati della storia!

E cosa pensavano le popolazioni straniere degli italiani immigrati?

Non proprio buone cose. Dovunque andavano gli italiani arrivava mafia, delinquenza, sporco. Dicevano gli americani, che gli italiani era uno dei popoli che non si integrava, e la Little Italy di New York era uno dei quartieri piu` malfamati della citta`.

Ma allora anche noi siamo come quello che pensiamo degli immigrati che arrivano qui.

Certo. In fondo, esiste solo una razza, quella umana!

Perche’ i maschi italiani sono sempre arrapati

Vi siete mai chiesti perche’ il tipico ragazzo italiano e` visto come uno che pensa solo a scopa’? No, ma pe’ davvero, ve lo siete mai chiesto? Basta guardare un qualsiasi film o cartone straniero per vedere che l’italiano medio e` ritratto come basso, capelli neri, ciondolo d’oro, maglietta bianca e che fischia ad ogni ragazza che passa.

Io ci ho pensato per un po’ e forse ho capito il perche’. Se riflettete bene, all’estero (e per estero intendo paesi piu` sviluppati dell’Italia, anche se, ora come ora, perfino il Fankulistan sarebbe piu` avanzato sia tecnologicamente che mentalmente dell’Italia), c’e` una certa predisposizione al sesso come “normale attivita` ricreativa”. Cio` vuol dire che in un periodo che va dai diciamo 14 ai 30 anni, in cui un ragazzo e` curioso riguardo al sesso, puo` trovare ragazze anch’esse curiose che hanno anche loro voglia di fare questo tipo di esercizio. Facendolo piu` spesso, i ragazzi norvegesi non sentono il bisogno di fischiare dietro alle ragazze, e si possono concentrare su altre cose (bere, ad esempio, o suonare black metal).

In Italia la situazione in passato (e molto anche ora) e` diversa. Come al solito i cattodeficienti hanno rovinato tutto. Le ragazze non si concedevano a meno che non le sposavi. Le potevi portare fuori a cena, comprarle vestiti firmati, portarla in vacanza, ma niente topa se prima non si giura in chiesa. I maschi italiani cosi` sono cresciuti frustrati, con il risultato che mentre coetanei stranieri pipavano normalmente, e gli avanzava anche il tempo per creare progresso, gli italiani ne studiavano nere per cerca’ di pipa’. Macchine di lusso? Moto ultimo grido? Giacche firmate? Tutto tempo sprecato! Tanto le ragazze non gliela davano.

Cosi` gli italiani si guardarono intorno e cominciavano a capire che le ragazze straniere erano facili. Ma non capite male… erano “facili” rispetto alle italiane, ovvero non avevo questo tabu` cattolico che le italiane avevano. Semplicemente volevano sperimentare il sesso prima dei 30 anni, prima di sposarsi, fare dei figli e lavorare, come deve essere tra l’altro. Ed e` per questo che gli italiani, quando vedevano una svedese in vacanza, cominciavano a fischiarle dietro. Cercavano in loro quello che non trovavano nelle ragazze italiane.

Un’altra cosa di cui le ragazze italiane avevano e hanno ancora paura tutt’oggi e` il giudizio degli altri. Della serie “Oddio, se la do` a lui, poi tutto il paese dira` che so’ ‘na troia!” e allora si andava avanti cosi`, per decenni, casa-chiesa e niente sesso, con maschi e femmine frustrati. Niente educazione sessuale, niente informazioni, niente! E non dite: “Ehhhh ma ora e` diverso!” No, non e` cambiato un cazzo, ci sono ancora ragazze che dicono tipo: “Non te la posso da` finche’ non mi sposi!”

Ma andiamo ancora avanti. Per le ragazze italiane, per molto tempo, fare sesso era considerato un dovere piu` che un piacere, e quindi pensavano: “Perche’ devo darla ad un povero quando posso avere uno ricco?” E giu` di ragazze che uscivano con te solo se avevi il macchinone. Ricordo sempre che quando ero all’universita` sentivo ragazze che parlavano tra di loro e dicevano cose tipo: “Ieri so’ uscita co’ uno!” “A si? Che macchina ha? Che cellulare ha?” Ehhhhh ma e` da esse’ stronze cosi`, materialiste del cazzo! Una volta uscii con una, e io avevo la mitica Volkswagen Polo vecchio modello, e lei ad un certo punto mi disse: “Il mio ex sara` anche stato uno stronzo, ma almeno lui aveva il Mercedes!” Io accostai (eravamo in mezzo alle colline maremmane) e dissi: “Scendi!” Ora, nell’anno 1999, non tutti possedevano un cellulare. Spero per lei di avere avuto una bussola con se, ma sarei curioso di sapere come torno` a casa quella sera.

Comunque sia, questo e` tutto. Spero che le mie teorie siano giuste, senno` sti cazzi.

I punk, i paninari e gli 883

In un tempo remoto, quando il mondo si preparava a convertirsi da finto-comunista a capitalista filo-facebookiano (ooo io non so se rendo, ma in questo blog, si ‘oniano nuovi termini), le citta` d’Italia si preparavano ad essere teatro di scontro della famosa guerra tra punk e paninari. Da una parte i paninari, con i loro giubbotti imbottiti, le scarpe di marca e i cervelli piatti, dall’altra i punk con le loro creste che “se pioveva bottoni le raccattaveno tutti” (citando mio nonno). I primi mangiavano al Burghy gli hamburger di cavallo di mucca e si sentivano fichi, i secondi si mangiavano a vicenda perche’ tanto un c’avevano i soldi manco pe’ piange. Possiamo dire che i primi erano di destra e i secondi di sinistra? Forse, anche se adesso, se vedessero che in parlamento un c’e` piu` ne’ destra ne’ sinistra, ma solo magnacci mafiosi da ambo le parti, si incazzerebbero di brutto, e farebbero la rivoluzione, andando a Montecitorio e lanciando panini di soia (i primi) e tubetti di gel (i secondi). I punk maschi approfittavano dei momenti d’incoscienza delle punkettare bria’e per portarsele a letto nel cesso della stazione, mentre i paninari inculavano i soldi dalla borsa delle mamme che il giorno la davano via lavoravano duramente per comprarsi scarpe troiaio, ma faceva fichi e le paninare gliela sganciavano (a pagamento s’intende). Le ragazze dei paninari si chiamavano “squinzie”, parola onomatopeica derivata dal fatto che queste mangiavano cosi` tanti hamburger di gomma, che la topa gli era diventata di gomma e ogni volta che venivano pipate, faceva “squinz”, “squinz”.

Enzo Braschi, paninaro, che si mangia una scarpa

Enzo Braschi, capo supremo dei paninari, mentre tenta di mangiarsi una scarpa con mozzarella e pomodoro, visto che ha speso tutti i suoi soldi per comprarsi il giacchetto di jeans (cinese).

Gruppo di punk che non si sa che cazzo fanno

Sulla destra vediamo il capo dei punk che narra di quando ando` a cena con i Sex Pistols, ma sa che dovra` sparare cazzate piu` grosse se vorra` aumentare le possibilita` di scoparsi le due punkettone accanto a lui.

Quando poi cominciarono gli anni ’90, sia i paninari che i punk smisero di farsi la guerra, e finiro in uno di quei posti di lavoro promessi dal governo. I primi finirono a pulire i cessi al Merdonald, i secondi furono assunti dagli imbianchini che gli usavano come pennelli viventi. Rimasero solo quelli che non facevano parte delle due fazioni, insomma, gli sfigati, che non riuscivano a vedere una passera nemmeno se la pagavano, che non ascoltavano ne’ i Duran Duran ne’ i Sex Pistols, che mangiavano le lasagne della nonna e andavano in giro con i motorini scassati. Per loro nacque un gruppo simbolo: gli 883. E se prima i paninari dicevano: “Io sono troppo giusto, sono un fico e il mondo e` ai miei piedi” e i punk: “C’ha’daccenne?”, gli 883iani seguivano la loro filosofia: “Io sono brutto, sfigato, sono un coglione, deficiente, ma mi piace perche’ i miei amici sono peggio di me e cio` mi fa sentire piu` fico di John Wayne, e siccome alla fine le ragazze cercano il figaccione, ma alla fine si accontentano del meno peggio, prima che io muoia una sorca l’avro` vista!”. Infatti, le ragazze degli anni ’90, seguendo il detto “i ragazzi sono come i parcheggi, tutti occupati e quelli liberi sono per gli handicappati”, alla fine sceglieranno “il meno peggio” tra gli handicappati mentali, e si faranno sposare finche’ questi non diventeranno provetti ragionieri e metteranno su pancia. La stessa evoluzione di Max Pezzali e Mauro Repetto dovrebbe far pensare:

Max Pezzali, Mauro Repetto, Fantozzi e Filini

Se nel 1992 eravate come quei due nella prima foto, e` molto probabile che ora siate come quelli nella foto di mezzo… vi siete mai chiesti come sarete tra altri 20 anni? (Molto probabilmente come i due nella figura 3).

Comunque, se analizziamo la situazione musicale giovanile di tendenza in Italia nei periodi sopracitati, notiamo un grande calo di qualita`:

Duran Duran/Sex Pistols -> 883 (primi due album) -> 883 (periodo canzoni ‘sole cuore amore’) -> Laura Pausini -> Amici di Maria de Filippi che vincono Sanremo.

E allora, quello che voglio dire: cari paninari degli anni 80, cari punk (quelli veri), perche’ vi siete estinti? E domani, quando andrete alla posta, o al supermercato, o semplicemente per strada, e incontrerete un signore sui 50/60 anni che lavorera` controvoglia, mettetevi per un secondo nei suoi panni, entrate nella sua mente e forse vedrete un sognatore, che ha vissuto i migliori anni della musica e della televisione, quando non c’era internet e i rapporti erano veri, che ha visto i suoi migliori amici trasformarsi da ribelli a impiegati statali, che tentavano di copiare mode d’oltreoceano senza peraltro capirci niente, che volevano lasciare un mondo migliore ai propri figli e… ora? Cosa e` rimasto di tutto questo? Cosa e` rimasto degli anni 80? Adesso, caro Raf, ho la risposta!

Al limite della gelosia

La storia di oggi puo` sembrare del tutto normale in molte parti d’Italia, ma per me non e` affatto normale.

Una volta, si parla di 10 anni fa ormai, vivevo in Italia e conoscevo una ragazza che si era fidanzata con un ragazzo. Un ragazzo del sud Italia, diceva che le piacevano i tipi del sud, anche se, la differenza non l’ho ancora capita, perche’ per me siamo tutti della razza umana. Comunque sia, incontravo questa ragazza col ragazzo nel corso, di solito il sabato quando un si fa una sega e si esce a farsi i cazzi degli altri.

Incontro questa ragazza col fidanzato e la saluto, e ci fo du chiacchiere, tipo come va, che cazzo dici, novita` ecc… La sera ricevetti una telefonata. Era lei che mi diceva: “Ooooooo, quando mi vedi, non mi devi assolutamente salutare, perche’ il mi’ ragazzo e` cosi` geloso che oggi mi ha menato quando siamo tornati a casa!” E io le risposi: “Noooooo! Io ti saluto quanto cazzo mi pare, e se il tu ragazzo ti mena, fa bene, perche’ almeno capisci quanto sei cretina a sta’ co’ uno del genere!”

Le persone cosi` mentecatte mi fanno schifo!