I nuovi s-truzzi, al tavolo buzzo ma son seduti con persone a muzzo

Quand’ero giovincello, che andavo alle superiori in pulma e ogni giorno si faceva a cazzotti per avere un posto a sedere, e poi si andava o a scuola a non fare un benedetto cazzo se non giocare al solitario con windows 3.1 (quando andava bene) o al bar a giocare a monapoli (era un’edizione che avevamo inventato noi, vinceva chi rubava di piu`), dio bono un mi ricordo che stavo dicendo, le devo fa’ piu` semplici ste frasi senno diventeno lunghe e poi vedi un ci si ‘apisce piu` una… oooooooh ecco ora ricordo, quand’ero giovincello, io come tutti gli altri miei coetanei, anche se non lo ammettevamo, stavamo creando una nuova generazione di musica che ben differiva da quella ascoltata dai nostri avi. Se i nostri nonni giocavano a rinculino sotto le note del pinguino innamorato, e le nostre mamme sognavano di sposare Gianni Morandi (e invece gli e` toccato un operaio che ancor oggi non riesce ad andare in pensione e molto probabilmente e` in cassa integrazione e sta tutto il giorno in casa a ba’a il cazzo), i giovini della mia generazione erano piu` “trendy”, “cool”, “ganzi”, “fichi” ecc…

I vostri nonni probabilmente pomiciavano allegramente ascoltando la storia di uno che va a giro col “colletto” duro. Ancora non sapevano…

I nostri padri per poter avere qualche speranza di avere mezzo pompino dalle nostre madri, negli anni 50/60 e forse anche di piu`, dovevano sorbirsi intere maratone di discografia di Morandi. La loro resistenza al suicidio meriterebbe statue in ogni piazza. Ma neanche loro sapevano…

Ai tempi mia, invece, i ragazzi cominciavano a trovare le loro identita`, e ricordo i vari stereotipi di gente che affollava le classi delle superiori:

– Le tipe semplici, acqua e sapone, che ascoltavano Ligabue, che il pomeriggio studiavano duramente per poi laurearsi e diventare autonome e viaggiare, al grido di “Lambrusco e Popcorn, andata e ritorno classe 3 ma almeno e` possibile”. Per loro il futuro ha riservato una laurea in Lingue seguita da un matrimonio con un impiegato dell’inps e 2 figli che spendono la paghetta in bamba.

Il Liga voleva mostrare alle ragazzine dov’era il loro “pesso di mondo”. Dopo una gita alle grotte di Frasassi e 6 mesi in erasmus in Spagna, adesso discutono col loro marito dove andare in vacanza, con loro che si sentono piu` “young and easy” e vogliono andare alle Canarie, e i mariti che si sentono piu` “smart and cool” e vogliono andare a Londra. Risultato: una settimana a Santa Marinella. Ma anche loro non sapevano…

– Le tipe semplici che si sentivano piu` rock e ascoltavano i Litfiba, e il loro sogno d’uomo era un capellone dal petto peloso che faceva i gargarismi mentre cantava. Da quando poi Pelu` ha lasciato i Litfiba per cantare canzoni da supermercato, si sono trovate cosi` in preda alla malinconia che si sono date alla droga e al magno e ora si ritrovano ciccione e in una casa popolare a guardare troiai su canale 5. Anche i maschietti che si sentivano fichi al grido di “Fortuna fammi fa’ felice fine, fammi fottere fanciulle fiorentine”, ascoltavano i Litfiba, ma le donne un se li cacavano e andavano dietro al primo drogato che trovavano.

I Litfiba erano nella top ten dei ragazzi grossetani che negli anni 90/2000 si volevano sentire fichi, apparte gli juventini, che non ascoltavano i Litfiba perche’ Pelu` e compagni tifavano la fiorentina. Ma nemmeno i Litfiba, gli juventini e i fiorentini sapevano…

– I metallari e i punk facevano conto a parte e ascoltavano cio` che gli veniva propinato dallo scambio di cassette, che dopo 10 volte che le copiavi, il suono cambiava cosi` tanto che un pezzo dei Maiden pareva un pezzo di Bjork. Semplicemente se ne fottevano di quello che passava Mtv e passavano le giornate ad ascoltare i loro gruppi. Immancabili i Megadeth, gli Iron Maiden e i Bad Religion. Ovviamente nessuno se li cacava, a parte le ragazze metallare o punk, che pero` si contavano sulla punta delle dita.

I Megadeth erano uno dei gruppi piu` gettonati tra i giovincelli alternativi, e la loro Symphony of Destruction suonava tipo: “Gias lai bai ai guu les bres muz den laiz merien nerz suen to the Symphony of Destruction!” Nemmeno loro, con il loro inglese quasi perfetto, sapevano…

– I napoletani. Ora, stranamente i napoletani erano una comunita` grande a Grosseto, infatti in classe tutti ne avevano almeno uno. Diciamo, piuttosto, che la classe tipo di un istituto superiore a Grosseto era cosi` composta: 5 grossetani, 10 da zone vicine, un paio di orbetellani, un napoletano e 2 drogati (i drogati venivano quasi sempre da Follonica o vicino). I napoletani si raggruppavano sempre alla fermata del pulman e intonavano le canzoni di un gruppo che era il simbolo della gioventu` napoletana dell’epoca: i 99 Posse! Era sempre bello vedere un napoletano litigare perche’, alla fine, aveva sempre l’ultima parola, che era: “Ueee, azumpaperete in culo a mammeta intu bicchiere!” e se ne andava soddisfatto, lasciando noi altri con le sopracciglia alzate perche’ non capivamo cosa volesse dire.


I 99 Posse erano il simbolo della grosseto napoletana. Le ragazze napoletane erano le piu` fregne, ma uscivano solo con altri napoletani. Ma neanche loro nu sacceveno nulla ancora…

– I truzzi. Il termine truzzo non esisteva, noi li chiamavamo “tunzettari” o “discotecari”… erano quelli che ascoltavano le cassette del Tendenza di Siena, che non erano altro che due ore di tunz tunz tunz tunz, e ogni tanto c’era questo vocalist che diceva frasi tipo: “Progressione musicale, sale sale e non fa male” o “La senti questa musica che t’entra nelle vene, lo dice anche la mamma, non puo` che farti bene”, ma la mia preferita era: “Perche’ non vai dal medico? Ma che ci vado a fare? Non voglio mica smettere di bere e di fumare!” Non ho mai frequentato a fondo questa gente, ma e` da qui che vorrei analizzare questa specie.
Mentre i metallari, i punkettoni e i ramazzottiani sono rimasti pressoche’ uguali negli anni, questi truzzi, si sono evoluti, un po’ come i Pokemon. Prima avevano cominciato da qualche canzone piu` classica, tipo Baby Baby di Corona, che cantavano piu` o meno “Bebi bebi, ua sci scio scia be together yeah yeah yeah”, attraversando vari stadi fino ad arrivare allo stadio FINALE:

ECCOLO QUA!

Ecco il truzzo 2.0, l’evoluzione finale nel Pokedex!

Vi prego, aiutatemi a capire il significato di qualche frase:

“Stasera spruzzo
al mio tavolo buzzo
ma sono seduto
con persone a muzzo.
Al ritorno guido io
ho bevuto
sbatti
porco dio.”

Taccio sulla seconda parte, non per la bestemmia, perche’ a me piace bestemmiare, ma per l’incitamento a beve e guida’, vabbe’…

Proseguiamo:

“Giovedi` giovedi`
giovedi` divino,
vado giu`, vado giu`
vado giu` di vino,
che sbatti la fila,
ma e` pieno di figa,
cazzo, guardo giu`
ma non ha il mocassino!
Minchia fre, nun ghe ne,
non c’e` il timbro del privet,
troppo sbatti l’alcol test,
sboccia il covo di nord-est.”

Boh! M’arrendo ragazzi! Se qualcuno mi potesse aiutare a capire cosa vuol dire, lo apprezzerei. Comunque la tizia, per essere bionda, e` discretamente bona.

Nono, andiamo avanti perche’ voglio capi’ il significato del linguaggio dei giovani d’oggi:

Vabbe’, gia` il fatto che ci sia Dipre` ve la dice lunga, ma comunque vediamo un po’ di testi presi qua e la`:

“Tutto il giorno sopra i libri
ora voglio stare easy.
Cazzo me ne della crisi
faccio solo la sei litri.”

Fin qui chiaro dai, questa s’e` rotta il cazzo di fa’ finta di studia’ e la sera vuole stare easy! Domani vado dal datore di lavoro e gli dico: “Ohhh mi so’ rotto il cazzo de lavora’, voglio sta isi!” Chissa` che mi risponde? Da notare che questa tipa “se ne”… parlare consuma tempo, meglio tagliare parti qua e la`… Andiamo avanti…

“Sboccing like no tomorrow
and you can follow me
fino a che non mollo
tu mollami.
Sboccing like no tomorrow
tavolo con il moet
popping bottles in the air
la serata e` pettine.”

Devo dire che ‘sboccing’ e` l’unico termine che ho cercato online e di cui veramente m’importava, e ho visto che significa “sperperare soldi, ostentare ricchezza”. E` buffo vedere come quand’ero piccolo, ogni verbo nuovo che veniva creato finiva in -are, mai in -ere o -ire, tipo “allunare” (atterrare sulla luna), o “smerendare” (me lo sono inventato ora, puo` significare “fare merenda insieme”), o “flashare” (vedi ‘minchia zio, mi so’ flashato = “so’ strafatto”). Al giorno d’oggi, i nuovi verbi finiscono in -ing, da qui il verbo “Sboccing”.

Beh… andiamo avanti…

“Presa male? Nel locale
nel privet senza bracciale
tutto quanto spettinato
minchia frate m’han sgamato!”

Il Leopardi non poteva scrivere una cosa migliore. Ve lo immaginate? Il Leo che parla con un amica e dice: “Minchia zio, tipo ieri spiavo Silvia dalla finestra, a un certo punto s’e` girata, minchia frate m’ha sgamato!”

“Vodka menta al Magenta
poi dal pusher compro un penta
la serata è un po’ spenta
ma la pupa la fomenta!”

“Minchia frate cannonate
le serate sempre pagate
le impennate sopra il rello
minchia zibo che bordello!”

Riscriviamo la storia dai, vi immaginate tipo Renzo e Lucia ai tempi d’oggi? Roba tipo Renzo va dai suoi amici e dice:
“Minchia zibo, bordello! Ieri sera all’after dal don rodri ho conosciuto un pusher, minchia frate ho preso un penta, poi pero` m’hanno sgamato, e io che volevo sta’ easy coi miei amici a muzzo!” Entra Lucia: “Ue figa, ma te devi feeling alright! Cazzo te ne della peste, facciamo sexing like no tomorrow!”

Chiudete gli occhi e immaginatevi: (cioe`, c’ho pensato dopo, se chiudete gli occhi un potete vede’ quello che c’e` scritto, vabbe’, chiudetene uno solo)

La scena di Via col Vento, con lei che dice: “Che ne sara` di me?” E lui risponde: “Cazzo me ne!” Suona bene, dite la verita`…
Alvaro Vitali che interpreta Pierino, che entra in classe e fa: “Mincha frate che sbatti l’interro today, andiamo a fa le impennate col rello.”
Di Caprio sul Titanic che dice all’amico: “Minchia zibo, m’hanno invitato col catafratti nel privet, voglio farmi la 6 litri (di tavernello)” e lui risponde: “Nooo frate, io non vengo, voglio sta easy!”

Ma alla fine, sti ‘paganti’, un po’ l’apprezzo, perche’ alla fine, si vede, questi pigliano pel culo sti giovini d’oggi, fanno serata e vengono pagati, vanno in culo a tanta gente, chi sta meglio di loro. Piu` che altro e` la gente che l’ascolta, che il mi nonno direbbe: “O bestie da lavoro o carne da macello!”

A voi il giudizio.

La mia lotta per avere il telefono fisso

Oggi si parla di una storia che mi e` accaduta anni fa, prima che mi trasferissi all’estero. Abitavo in maremma, in piena campagna, aria pulita, olivi sotto cui riposarsi e prendere l’ombra, le lucciole che di sera ti gironzolano attorno e gechi che se le mangiano. Sembrerebbe tutto un sogno per chi e` abituato al caos frenetico della citta`… c’era solo un piccolo problema: non c’era il telefono, non c’era una connessione internet, niente di niente.

Ben lontani erano i tempi in cui l’ONU dichiarava internet un diritto fondamentale dell’uomo e in cui un gruppo di profughi si e` visto cambiare alloggio perche’ sprovvisto di connession wi-fi, e io, con il sogno di diventare un programmatore, un web developer coi contro cazzi, mi vedevo sorpassare da ragazzini che in citta` avevano connessioni veloci (anche se, la velocita` della linea in Italia e` nulla comparata a quella degli altri paesi, ma a loro andava bene cosi`, tanto passavano tutto il giorno a guardare i pornazzi).

Una piccola premessa: a quei tempi mio nonno non se la passava bene e serviva qualcuno che potesse andarlo a prendere da casa e portarlo all’ospedale in caso di un’emergenza, ma… il segnale del telefonino, dopo che aveva piovuto, magicamente andava via, a volte anche per giorni, e, se volevi fare una telefonata, dovevi prendere la macchina e farti 10 km, prima di avere una piccola tacca.

Capite quindi che, sia per motivi personali che lavorativi, avevo bisogno di una linea fissa e di un collegamento ad internet. Per il collegamento ad internet, il rimedio era la connessione GPRS, costosissima e lentissima (raggiunsi un picco di 10 kb/s, ma la velocita` media era di 2 o 3 kb/s). Capite che con quella velocita` era possibile fare praticamente niente. Ovviamente non arrivava il segnale 3G, niente di niente. Per caricare Google, aspettavi circa 30 secondi. Youtube era un sogno, figuratevi giocare online.

Cosi` chiamo la telecom, la prima chiamata ando` piu` o meno cosi`:

– “Pronto, bla bla bla, vorrei allacciare la linea telefonica, il mio indirizzo e` bla bla bla.”

– “Certo! Le comunico che il suo numero di telefono sara` il bla bla bla, avra` l’adsl 4 mb, il tecnico verra` giovedi` alle 2.”

– “Mi dispiace, ma io a quell’ora sono al lavoro, deve esserci qualcuno in casa?”

– “Si`, deve esserci qualcuno per forza!”

Cosi` prendo un giorno di ferie… aspetto, aspetto, aspetto, le 2, le 3, le 4… nulla, cosi` richiamo:

– “Pronto, bla bla bla, sto ancora aspettando il tecnico.”

– “Ahhh ma le avevamo detto oggi? Boh, forse verra` domani!”

– “Ma io ho preso un giorno di ferie per questo!”

– “E chi le ha detto di prendere un giorno di ferie?”

Che pezzi di merda! Per davvero! Cosi` fisso un appuntamento per il giorno dopo, esco prima da lavoro e arriva il tecnico con la panda e la scala. Scende di macchina e dice:

– “Qui il telefono non lo posso allacciare. E` troppo distante dall’ultimo palo!”

– “Come sarebbe a dire? A me il telefono serve, vediamo di trovare una soluzione!”

– “Dovremmo piantare dei pali e allungare il cavo fin qui, ma dobbiamo chiedere il permesso ad ogni confinante e, se dicono di no, non c’e` niente che si puo` fare!”

– “No, il telefono e` un diritto universale, io ho assoluta necessita`!”

– “Ooooo io un so che dirle… e se ne va!”

Un po’ scioccato, mi informo su questi benedetti pali. Uno pare essere a 400 metri, con due terreni di distanza, e uno a circa 1,5 kilometri con un’enormita` di terreni (circa 16). Voi vorreste mai un palo nel vostro terreno per fare un favore ad un vostro confinante? Dite la verita`, su. Pensateci bene… Ecco bravi, nemmeno loro.

Mentre la telecom stava facendo i dovuti controlli, mi informai presso una societa` che offriva il collegamento ad internet attraverso una sorta di antenna. Presi appuntamento e vennero in perlustrazione. Ironia della sorte, c’era una piccola collinetta che oscurava il collegamento tra il mio tetto e l’antenna. Cercai di trovare una soluzione nei giorni successivi, e andai in citta` a parlare con loro nel loro ufficio (presi appuntamento, come sempre, io non vado mai negli uffici a caso). Il dialogo fu questo:

– “Capisco che la collina intralcia il collegamento, ma se mettiamo un’antenna a 400 metri che fa da ponte, si risolve, pago io tutto!”

– “No guardi, noi non montiamo antenne per fare da ponte in proprieta` di terzi, quindi non e` possibile!”

– “Lo so, ma io sono nella condizione di aver bisogno di una linea fissa (tramite voip) e di un collegamento internet decente! Perche’ il telefono bla bla diritto universale bla bla telecom che non puo` bla bla…”

La risposta che ne segui` mi lascio` veramente senza parole:

– “E a me che cazzo me ne frega se lei va lento su internet? Io in ufficio vado veloce! Arrivederci!”

Con certa gente non vale nemmeno la pena alzare le mani e me ne andai.

Certo a me ando` meglio che ad un ragazzo che viveva a 2km, che fece istallare questa benedetta antenna sul tetto della vicina perche’ prendeva meglio. La vicina era una signora anziana, e, ogni volta che c’era da resettare il router, questo ragazzo andava, bussava, resettava, faceva due chiacchiere e se ne andava. L’anziana signora vendette la casa ad un signore forestiero. Quando il ragazzo ando` a bussare alla sua porta per resettare il router, il nuovo proprietario disse: “Te in casa mia non ci metti piede!”… e i giorni di gloria di un internet pseudo-veloce finirono anche per lui…

Dopo qualche giorno andai a parlare col sindaco, uno di sinistra, dalla parte del popolo, contro le multinazionali, che mi ascolto` attentamente e mi chiese di mettere tutto per iscritto. Dopo qualche tempo, il comune emise un bando per dare internet veloce a tutta la zona. La societa` vincitrice incasso` un bell’assegno e promise di fare tutti gli allacci in 6 mesi. Dopo qualche mese, ovviamente, l’azienda falli` e non si videro piu` ne’ cavi, ne’ telefoni, ne’ assegni. Viva l’Italia!

Andai a parlare con un avvocato. Le sue parole furono:

“Il telefono e` un diritto universale, la Telecom non puo` sottrarsi dall’istallarlo, ma lei dovrebbe pagare i cavi a partire da 150 metri dal suo terreno. In piu`, dal giorno che ne ha fatto richiesta, ha diritto ad un rimborso del canone mensile Telecom moltiplicato per ogni giorno lavorativo!” Si parlava, insomma di una cifra intorno al migliaio di euro. Mi consiglio` anche di andare a sentire a Firenze, ad uno speciale tribunale per le telecomunicazioni.

Ovviamente presi appuntamento e andai. Odio Firenze, ogni volta che vai, becchi una multa. Ma mica e` colpa tua, questi stronzi mettono il cartello di obbligo di svolta a destra che porta in una strada a senso unico, e, dopo 100 metri, a tua insaputa, comincia la ZTL, e, ovviamente, non puoi tornare indietro e ti becchi una multa. Vabbe’ questa e` un’altra storia… A Firenze mi presentai con un faldone di lettere e fax e mi trovai faccia a faccia con un avvocato della Telecom. Mi venne detta la solita storia:

“Capiamo che il telefono e` un diritto universale, e che lei dovrebbe pagare i costi di allaccio dopo i 150 metri dall’ultimo palo, ma noi non possiamo fare nulla se il confinante non da` il consenso!”

Il giudice rinvio` la causa a tre mesi, nei quali la Telecom si impegnava a trovare una strada per ovviare alla soluzione.

La Telecom mi chiamo`, dicendomi finalmente il nome dell’azienda incaricata dell’allacciamento del mio telefono. Contattai prontamente la societa` per chiarire la situazione e mi venne risposto:

“La societa` e` fallita anni fa, ora ha tutto in mano quest’altra societa`!”

Gli addetti della nuova societa` vennero come promesso a fare una perlustrazione del luogo. Come scesero dalla macchina, dissero: “A guardi, il telefono qui un si pole mette’, glielo di’o subito! Contatti la Tele’om e glielo di’a”.

Contattai di nuovo la Telecom e spiegai all’addetta tutta la storia, dei cavi, dei vicini, del tribunale, del rimborso che mi spettava ecc.. mi venne risposto:

“Ma cosa dice? Vada a farsi un corso di legge, va!”

Passarono i mesi e tornai un’altra volta a Firenze. Stessa manfrina, stesse parole, stesse multe. La causa venne rinviata a 3 mesi.

Dovevo uscire da questo circolo, non sapevo come, poi… un’idea… un mio amico mi disse: “Se apri un’attivita`, devono per forza darti una linea telefonica! Non puoi lavorare senza telefono!” Gia`… ma cosa inventarsi in un campo di olivi? Un parcheggio per i camperisti!

Riandai in comune per chiedere una perizia che certificasse lo stato del terreno per fare una rimessa. Carte alla mano, tornai dopo tre mesi (multa) dicendo che avevo intenzione di aprire un’attivita` bla bla bla e il giudice mi dette ragione, un’azienda non puo` non avere un telefono! Ma la Telecom insisteva nel dire che i pali non si potevano mettere! E il giudice rimando` la causa a 3 mesi (che palle!!!)

Un giorno ricevetti una telefonata dalla Telecom, questo fu il dialogo:

– “Buongiorno, le volevamo dire che non Le possiamo allacciare il telefono e questo e` definitivo!”

– “Andatevene in culo, la settimana prossima mi trasferisco all’estero!”

E cosi` feci… adesso viaggio a 150mb/s. La Telecom ha vinto per sfinimento, non ne potevo piu`, veramente. Che facciamo come gli pare finche’ ci saranno italiani che se ne fregheranno. Ora, voi che vivete in citta`, che dite che avete internet veloce e che non ve ne frega nulla di chi sta in campagna… beh… avete ragione. Ma molte attivita` stanno in campagna e hanno bisogno di una connessione decente per acquisire clienti. Purtroppo la scena a cui assistiamo e` quella di ragazzi che vorrebbero usare internet per studiare, dialogare, approfondire, ma hanno linee preistoriche e i genitori dicono: “Che sara` mai… aspetti!”

Una mia amica in Inghilterra stava facendo un corso di italiano con una ragazza che viveva in campagna nel Sud Italia. Cercava di combattere la crisi, come tutti, e si era registrata su un sito nel quale studenti e insegnanti si incontrano per poter studiare. Alla fine, la mia amica ha dovuto rinunciare, dicendo: “Mi spiace, la tua connessione e` troppo lenta!”…

Se io facessi il programmatore per il web in Italia, per chi farei i programmi, se poi non c’e` una connessione abbastanza veloce per usarli?

E i ragazzi emigrano. E la gente gli da` contro dandogli dei codardi, che hanno abbandonato la patria ecc… ecc…

E noi ci giriamo e gli diciamo un bel vaffanculo!

L’universita` italiana e` una cagata pazzesca – mega-post in piu` parti /9 – La rivincita

E` un po’ che non andiamo avanti con la nostra storia dell’universita` italiana. Eravamo rimasti all’esame di tedesco I, miseramente fallito. Settembre arrivo`, e, dopo un’estate di lavoretti vari, nottate in riva al mare e altre cose che francamente parlarne ora sarebbe alquanto inopportuno, ritornai in facolta` per rifare questo benedetto esame. Entrai in un’aula dove c’erano piu` persone che sedie, stavamo strettissimi, pareva un pranzo di matrimonio o un concerto dei Maiden in Brasile.

Comunque sia, comincio` l’esame e… sorpresa sorpresa… molta gente aveva un bel dizionario!!! Cosi` io dissi alla professoressa: “Mi scusi, se mi ricordo bene, l’uso del dizionario era proibito nella scorsa sessione…” La risposta che ebbi fu: “Ah si`??? E vabbe’, vorra` dire che oggi si puo` usare…” Ora, non so quanti di voi hanno studiato tedesco, ma passare un esame di tedesco col dizionario e` un’idiozia… esempio: se dovete tradurre, che so, “i carri armati tedeschi hanno invaso la Polonia”, bastera` che, in un buon dizionario, cerchiate la parola “invadere” e molto probabilmente, accanto alla traduzione, troverete una frase d’esempio, del tipo: “gli Spagnoli hanno invaso il Sud America”, bastera` quindi sostituire “Spagnoli” con “carri armati tedeschi” e “Sud America” con “Polonia” e il gioco e` fatto! Comunque sia, del dizionario non ci facevo una sega, mi ero preparato bene a fare le mie frasine da bambino delle elementari, e cominciai: “Qui c’e` un tavolo. Accanto al tavolo c’e` una sedia. Sopra il tavolo c’e` un vaso di fiori. A destra del tavolo c’e` il divano…” e cosi` via… il risultato fu un successone!!! Massimo punteggio nella prova scritta… peccato pero` che non contasse un cazzo, perche’ il voto finale si decide all’orale.

Hai fatto un bellissimo scritto ma non hai aperto bocca all’orale? Cazzi tuoi!

Hai fatto uno scritto che faceva sbellicare dal ridere anche i monaci buddisti in meditazione, ma all’orale hai tirato talmente tante stronzate che il professore ci ha quasi creduto? Buon per te, ecco un bel 30!

Comunque sia… all’orale mi sedetti e… chi mi trovai davanti? Il mega prof di tedesco gran. farabut. figl. di put.? No! Mi trovai la lettrice, quella stronza che alla domanda: “Mi puo` dire di piu` sull’esame?”, mi rispose: “Oooo io prendo 150 euri al mese, figurati se ho voglia di parla’ con te!” Mi chiese: “Cosa vuol dire übersetzen?” E io, con faccia impavidissima: “Tradurre!” E questa mi fece: “Ma noooooo, che mi dice, io non ho detto übersetzen, ma übersetzen!” (L’accento cambiava minimamente, ricordiamoci che questa stronza era italiana e la pronuncia lasciava molto a desiderare!) poi continua: “Übersetzen vuol dire traghettare!!!” Ora, che al primo livello di tedesco uno conosca il verbo traghettare e` raro come uno alcolizzato che va all’Oktoberfest e beve la Fanta. Ci sarebbe stato da dirgli: “Ecco, prenda il traghetto per l’isola del vaffanculo!”, ma mi contenni… L’interrogazione ando` avanti, mi chiese qualcosa qui e la`, tutto bene… poi mi disse: “Ok, tutto bene, a parte quel übersetzen, quindi le do` un bel 25!”

Lo presi, la mandai un vaffanculo, lei fece finta di non sentire. Dopo pochi mesi fu licenziata. Non l’ho piu` vista.

P.S. Dopo anni si scoprira` che non era nemmeno autorizzata a dare voti o firmare libretti, in quanto lettrice, quindi il suo potere valeva meno della donna delle pulizie…

Che schifo!

Finalmente! La nuova banconota da 20 pleuri e ci voleva tanto???

Allora, gli c’e` voluto quasi du anni agli strozzini legalizzati alla banca centrale europea pe’ fa’ la nuova banconota da 20 pleuri invece di perdersi in troiaiate varie tipo le banconote nove da 5 e 10 pleuri. Ne avevo gia` parlato qui e qui. In pratica, se un fa voglia di legge quello che ho gia` scritto perche’ un c’avete tempo che’ dovete anda’ a chiede’ lo zucchero alla nova vicina topa, vi riassumo la faccenda: in prati’a, la banconota piu` falsificata e` quella da 20 pleuri, e allora perche’ perde’ tempo a fa’ una banconota nova da 5 e poi da 10 pleuri. Poi abbiamo visto che tra luce, inchiostro, stampi, cazzi, mazzi e bestemmie varie, se stampi una banconota da 5 pleuri, ci rimetti. Comunque sia, anche se ci so’ voluti 2 anni, finalmente godrete della nuova banconota che non e` inchiostrata col sangue di mammut come avevo previsto e come sarebbe stato logico, ma in compenso ha la dea Europa visibile se la mettete controluce durante le eclissi di sole e chiudete l’occhio destro e l’ano mentre lo fate.

Per la conclusione di questo articolo, dico sempre che i soldi un servano a una sega, meglio torna’ al baratto, quella si` che era un’economia seria, mica come ora che devi vede’ lo spread, il bot, il cambio, l’indice e seghe varie. E pe’ ave’ il saldo di quanto ho, un c’ho nemmeno bisogno d’anda’ in banca o di anda’ su internet con l’onlain benchinghe (leggete “online banking” un fate i villani), mi basta apri’ la finestra e dico: “Ohhh, ti c’ho du pecore!” Saldo fatto. E invece no, giu` a paga’ interessi, gran bella vita di merda pe’ davvero…

I puristi linguisti del cazzo

Rieccoci qua, dopo le va’anze, s’e` magnato come porci e siamo in sovrappeso di 150 ‘ili pe’ davvero. Buon 2015 a tutti innanzitutto. Oggi si ‘ommenta un post che ho trovato su Facebook. Prati’amente questa mia amica parla di un tizio che e` un purista della lingua italiana che se potesse farebbe scrive’ i suoi studenti col pennino e il calamaio, sai che du’ ‘oglioni dopo 5 minuti. Vabbe’ via, bando alle ciance e leggiamo la troiaiata del giorno:

Deficienti puristi linguisti

Il post preso da Facebook che dice che c’e` qualcuno che un vole le parole inglesi nelle frasi italiane. O cazzo, in questa frase ho gia` usato “post” e “facebook”, ora saro` impalato con una scopa infuocata…

E qui si riflette la cultura dell’italiano medio, uno che vorrebbe tutto “puro”, niente immigrati, solo cibo italiano, pero` quando vede una figona russa via giu` a gattonassela, che ipocrisia…

Rivediamo la prima frase del post di facebook come vorrebbe questo essere: “Mi inviano una lettera di posta elettronica circolare per il cambio della parola d’ordine. Il signor croce, incluso nella lista di indirizzi della posta elettronica, risponde cosi`”… de, ma che cacata colossale! Ci vole 20 anni pe’ dilla… poi ci si lamenta se l’italia e` indietro agli altri paesi, se tutti fossero come questo qui, sai che palle…

La forza dell’inglese e` data dal fatto di aver assimilato parole da ogni lingua, trasfomandosi in una lingua efficace e rapida, adattissima per le nuove tecnologie. Ma gente come questo qui non lo capira` mai.

Un consiglio: che lo insegni ora l’inglese ai ragazzi, perche’ tra 10 anni verranno tutti a cercare lavoro in Inghilterra…

I pizzaioli ladri

Allora, oggi si parla di una cosa che francamente mi e` sempre stata un po’ sul cazzo fin dai tempi dei tempi, quando c’era ancora la lira: i pizzaioli ladri. Mi spiego meglio, senno` la classe dei pizzaioli e` gia` pronta a prendermi a sassate. Quando c’era la lira, mi ricordo, una pizza margherita costava 4.000 lire, mentre una pizza col salamino costava 6.000. Ora io dico, se la pizza col salamino altro unn’era che una margherita con sopra 5 fette di salamino scadente, perche’ farla pagare ben 2.000 lire in piu`? 2.000 lire possono sembrare una sega, ma ai tempi della lira se entravi in un tabacchino e chiedevi 2.000 lire di Goleador, te ne davano cosi` tante che per arriva’ a casa ti serviva l’elicottero.

Poi, nel 2000 e` arrivato l’euro. E allora e` come se avessero dato un mitra a tutti i pizzaioli. Ne venne fori una strage: margherita 5 pleuri, pizza al salamino 9 pleuri. Apparte che 5 pleuri so’ 10.000 lire e francamente se qualcuno mi chiedeva 10.000 per una margherita il giorno dopo si trovava il locale bruciato da ignoti, ma poi siamo sempre li`… quel cazzo di salamino dev’esse’ fatto d’oro, senno` so’ i pizzaioli che so’ ladri.

Poi vabbe’ un voglio offende’ nessuno soprattutto i pizzaioli che lavorano duramente, pero` via si fa pe’ chiacchiera’.

Perche’ dovreste veramente usare Linux (e anche perche’ non dovreste).

Leggo a giro per la rete molti articoli che indicano i pro e i contro di Linux, ma li trovo tutti molto generici e la gente spesso e volentieri ci si perde. Cosi` scrivo anch’io un articolo del genere, ma questa volta mi metto nei panni dell’utente deficiente e vi dico i veri pro e contro di usare Linux.

Linux (o come lo definirebbero i puristi “GNU/Linux”) e` un sistema operativo open-source alternativo ai classici Windows e iOs. Il fatto che non abbia avuto e non stia avendo cosi` tanto successo lo si deve principalmente a due fattori:

  1. Una mossa commerciale della Microsoft datata un fottio di anni fa che obbliga le case produttrici di computer a vendere sistemi con Windows preistallato;
  2. Una diceria secondo la quale Linux sia un sistema operativo difficile da usare.

Sul primo punto, c’e` chi afferma che sia illegale comprare un pc senza sistema operativo, chi dice che si possa, chi dice di no, e invece io vi dico che si puo` eccome. Un sito, ad esempio, dove si puo` comprare un pc senza sistema operativo e` novatech.co.uk (io ne ho comprato uno la settimana scorsa, arrivato il giorno dopo). Ovviamente senza sistema operativo e soprattutto senza Microsoft Office preistallato, risparmierete qualcosa come 300 sterline (circa 400 euro). Una volta che avrete il pc, inserite il cd di una qualsiasi versione di Linux (che scaricate gratis, ad esempio qui ubuntu.com) e tempo 20 minuti avrete il vostro sistema operativo Linux funzionante.

Sul secondo punto mi preme contraddire e anche tanto. Linux non e` difficile, e` solo diverso, e la gente ha paura della diversita`. Ad esempio, se volete cercare la foto che vi ha mandato la vostra nuova fiamma via mail tutta come mamma l’ha fatta e che voi avete scaricato, non la troverete nel drive C: ma dovrete andare sotto /home/User/Downloads . Dopo aver detto questo, molti utenti si rassegnano e classificano Linux come difficile, ma non lo e` affatto. Poteva esserlo all’inizio quando ancora molte cose venivano fatto tramite linea di comando, ma al giorno d’oggi ci sono tantissime interfaccie grafiche che aiutano non poco.

Ora vi dico punto per punto i pro e i contro di Linux senza mezzi termini, cosi` per darvi un’idea:

PRO: la velocita`. Prendiamo ad esempio un computer che molti di voi avranno in casa (sto scrivendo questo articolo nel novembre 2014 quindi se leggete questo articolo dal futuro probabilmente riderete), tipo un intel i5 con 4 gb di ram, che e` un po’ come guidare una Ford Focus, magari non e` veloce come una Lamborghini, ma fa la sua figura, per lo meno le ragazze non ti vedono arrivare col pandino dell’assistente telecom. Io ho due computer di questo tipo, uno a casa e uno a lavoro, con gli stessi identici programmi. Quello a lavoro gira Windows 8.1 e quello a casa Linux Xubuntu 13.10. Quello a lavoro impiega 15 minuti per partire completamente (per completo intendo che non sta piu` caricando nulla e sei pronto per aprire quei 10 programmi che ti servono senza aspettare un’altra mezz’ora. A casa in 100 secondi e` gia` tutto pronto per lavorare.

PRO: gli aggiornamenti. Gli aggiornamenti di Windows costringono l’utente ad attese ingiustificate. Questo vuol dire che se una vostra amica fica vi da` un appuntamento su Skype alle 9 in punto, e voi accendete il computer con Windows alle 8.30, e` possibile che Windows si metta automaticamente ad istallare gli aggiornamenti e a configurare il computer, e possono volerci dai 2 minuti alle 7 ore (e` successo a lavoro una volta, me ne andai al pub quel giorno). Da ridere la storia del mio capo che stava mostrando un sito ad un cliente importante e Windows all’improvviso si spegne per istallare gli aggiornamenti. Sono stati mezz’ora a guardarsi negli occhi… Linux invece chiede ogni volta se vuoi fare gli aggiornamenti, e mentre si aggiorna, ti fa continuare nel tuo lavoro. A volte e` necessario poi riavviare il pc, ma la magior parte delle vote no. Ormai Linux non si aggiorna piu` tramite linea di comando, cioe`, si puo` fare, ma per i non smanettoni c’e` una comoda interfaccia grafica che ti dice che il sistema deve essere aggiornato (e quali aggiornamenti devono essere fatti). Se invece vi volete sentire fichi, basta aprire il terminale (CTRL+ALT+T) e digitare sudo apt-get update . Aggiornamenti fatti.

Linux fa gli aggiormenti

Linux Ubuntu sta facendo gli aggiornamenti. Voi nel frattempo potete guardarvi un sito porno senza prendere virus.

PRO: virus. Windows prende ogni sorta di virus possibile, soprattutto dagli utenti inesperti che magari vanno online, pensano di scaricare una foto o un video e si ritrovano invece con un bel virus istallato e un sistema operativo sempre piu` lento. Per evitare questo, gli utenti Windows hanno bisogno di antivirus che rallentano il computer in maniera scandalosa. Sia chiaro, non e` che per Linux i virus non esistano, ma sono relativamente pochi, diciamo che se usate Linux e prendete un virus siete proprio sfigati. La sicurezza con Linux e` la cosa piu` importante, quindi potete guardarvi tutti i siti porno che volete senza rischio di prendere virus.

PRO: drivers. Linux era famoso in passato perche’ non riconosceva nessuna periferica, e si sentivano dire frasi come: “Uso Windows perche’ Linux non mi riconosce la stampante!”. I tempi sono cambiati, ormai Linux riconosce automaticamente qualsiasi periferica moderna, a meno che voi non abbiate una stampante cinese del 1950, si chiaro. Vi voglio solo raccontare due aneddoti per farvi capire la differenza.

  1. La mia ragazza doveva scansionare un documento con uno scanner HP e aveva un computer con Windows 8. Collega il pc allo scanner e Windows si mette alla ricerca dei driver. Dopo 5 minuti dice qualcosa tipo: “Driver non trovato, se e` stato fornito un cd insieme con lo scanner, si prega di istallare il driver da li`.” Cosi` ha inserito il cd, installato il driver e dopo 10 minuti funzionava. Arrivo io col mio pc con Ubuntu, attacco lo scanner, premo il tasto Unity e scrivo “scan”. Mi si apre un programma per la scansione, premo scan, e il documento e` scansionato. Tempo totale: 1 minuto? forse 30 secondi…
  2. Ho un computer su cui girano sia Windows 7 che Linux Xubuntu 14.4. Ricordo che quando istallai Windows 7, alla fine dell’istallazione, non trovava i driver della scheda wireless. Ovviamente tutti i driver della scheda grafica erano online. Sul sito internet della Microsoft lessi che “dovevo collegarmi ad internet e scaricare i driver della scheda wireless per potermi collegare a internet”. Mi fa ridere perche’ pensano che gli utenti siano superscemi come la scenetta dello zoo di 105 di Paolo Noise. Allora dovetti andare col tablet alla ricerca dei driver. Ne scaricai alcuni, ma non andavano bene. Cosi` dovetti cercare un cavo per collegarmi ad internet… insomma, per farla breve, ci misi circa 1 ora + 2 ore per far si` che Windows istallasse i 176 aggiornamenti. Istallai Linux Xubuntu, che non dette problemi, se non per il non riconoscimento del touchpad (quello che va detto, va detto). Andai online a cercare una soluzione e trovai un sistema (dovevo modificare un file di testo, roba da 30 secondi).
Ubuntu istalla i driver

Installare i driver delle periferica e` una bischerata, ci vogliono 5 minuti e poi via, tutti a vedere siti porno senza prendere virus.

PRO: il costo dei programmi. Su Linux il 99% del software e` gratis. Ci sono alcuni programmi a pagamento ma pochi. Volete un programma? Aprite il Software Centre e ve lo scaricate. Come un’app del telefonino. Ci sono casi in cui alcuni programmatori rilasciano il codice sorgente e voi dovete compilarvelo ma sono casi estremi. Ci sono varianti di Word, ad esempio, che sono preinstallati, e funzionano a meraviglia. La differenza e` che Word costa soldi, e questo e` gratis. Altri programmi non sono all’altezza dei piu` famosi (vedi Gimp contro Photoshop).

Ubuntu istalla i programmi fichi

I programmi si installano in meno di 1 minuto grazie al Software Centre. Tempo risparmiato per vedere un sito porno senza prendere virus.

PRO: Wine e Virtual Box. Wine e` un programma per Linux che consente di far girare applicazioni Windows. Avete bisogno assolutamente di Word o Excel altrimenti vi scoppia il fegato? Bene, potete istallarli normalmente e usarli senza problemi. Vi dico solo che con Wine ci ho fatto girare Sim City 4 per Windows senza alcun problema. Se invece avete bisogno di Windows vero e proprio, potete istallare una Virtual Box che vi aprira` Windows e li` ci farete girare tutto quel che volete.

Windows 7 emulato in Ubuntu

Windows 7 sta girando sotto Ubuntu.

CONTRO: Virtual Box. Ha avuto un punto come pro, ma anche uno come contro, perche’ alla fine sempre di un’emulazione del sistema operativo si tratta. Ad esempio, la scheda grafica difficilmente verra` riconosciuta, a meno che non ci smanazzate un po’. In piu` rallentera` non di poco il computer. Se proprio avete ASSOLUTA necessita` di usare un programma per Windows, potete sempre installare Windows in una partizione e Linux nell’altra e all’accensione del pc scegliere quale sistema operativo far partire. Io l’ho fatto l’altra settimana e non e` stato affatto difficile:

  1. Ho istallato Windows (7) in una partizione del disco (l’ho creata al momento dell’istallazione).
  2. Ho istallato Xubuntu nell’altra partizione.
  3. Il resto lo ha fatto da se. Non ho dovuto fare altro se non i millemila aggiornamenti di Windows e Linux (3 ore con Windows 5 minuti con Linux).

Francamente non penso di trovare altri punti a sfavore di Linux. Ci provo ma non ci riesco. E` un sistema operativo che sta migliorando sempre piu`, sta diventando sempre piu` rapido e consuma nettamente meno risorse. Deve ancora superare due grandi scogli: 1) Le case produttrici di software raramente producono versioni per Linux, anche se si stanno adattando rapidamente; 2) L’ignoranza della gente e i luoghi comuni tipo “Linux e` difficile”, “Su linux non funziona niente” e soprattutto “Windows e Office me l’hanno preistallati, quindi non li ho pagati” (invece si`, quasi 300 euri).

Questo e` tutto, poi fate come vi pare

Gli italiani che pensano che internet sia inutile.

Oggi risiamo in vena di ‘ommenti, e si ‘ommenta un articolo della Repubblica che trovate qui. Praticamente, se unn’avete voglia di legge’, l’articolo parla di questo signore, tale Enzo Valente, che lavorava in Svizzera, ma invece di fassi le canne come tutti, aveva inventato una sorta di ‘onnessione veloce. Se poi si faceva le ‘anne un si sa, pero` io so che tutti i miei amici che so’ andati in Svizzera, non ci so’ andati pe’ vede’ le meraviglie di Zurigo, piuttosto pe’ fassi un paio di funghetti in mezzo alle praterie pe’ vede’ le ‘aprette che gli dicevano ciao (anda’ a Amsterdam costava troppo).

Comunque sia, questo signor Valente ha scritto a tante scuole del sud italia e gli ha chiesto: “O volete internet aggratis nella vostra scuola?”. In qualsiasi paese normale (come ad esempio il Fankulistan, che ha una connessione 10 volte piu` veloce di quella italiana il che permette di andare istantaneamente alla fine di un filmino porno senza vede’ la parte centrale), la parentesi era troppo lunga, un mi ricordo dove ero rimasto, a si`, dicevo che in un quasiasi paese normale, tutte le scuole avrebbero detto all’unisono “Si`” ma ovviamente non in italia, niente internet per gli studenti, sia mai che poi scoprano che l’omo non e` stato fatto da dio o che il pro vercelli ha vinto 7 scudetti quando ancora la juve e il torino erano circoli di briscola.

Quello che mi chiedo io e` cosa spinge un preside a rifiutare una cosa che gli viene data a ufo. La risposta e` semplice, ed e` da ricercarsi in una vicenda che mi vide protagonista nel lontano 1996. Praticamente erano i primi anni di internet e io e un mio amico gia` facevano piccoli siti statici (allora non si parlava di internet 2.0, di siti dinamici e troiaiate varie). Cosi` andammo da tante aziende a chiedere se avessero bisogno di un sito web, che sarebbe stata una bella pubblicita`, una cosa moderna e cazzate varie. Uno ci rispose: “No, interne e` un giocattolino che tra un paio d’anni non usera` piu` nessuno, non mi interessa!”

Semplicemente gli italiani hanno altre priorita`. E poi, diciamocelo, questo signor Valente non ha capito bene come sono fatti gli italiani. Se invece di dire: “O volete internet aggratisse?” avesse detto: “Volete un anno gratis di aperitivi?” vedrai te quanti si` riceveva, gli facevano una statua in piazza navona e diventava il novo presidente degli stati uniti.

E m’immagino i colloqui di lavoro futuri: “Lei sa qualcosa di Social Media Marketing?” “Si`, l’ho provato l’altro giorno, ma senza ghiaccio, solo arancia!”

Come riconoscere un’agenzia web seria e non farsi inculare.

Questo e` un post serio. Non come le bischerate che pubblico cosi` pe’ divertirsi. Lavorando col web tutti i giorni, volevo mettere la mia esperienza a disposizione di chi vuole farsi fare un sito web e non sa a quale agenzia affidarsi, e raccontarvi tutta la verita` che succede nelle web agency (o agencies se siete pignoli coi plurali).

Ora, non mi dilunghero` sui punti tipo: “Chiedetevi a cosa vi serve un sito web, chiedetevi a chi sara` rivolto” perche’ tutto questo lo potete trovare su altri siti. Il punto su cui voglio far forza e` questo: ci sono due tipi di agenzie web, quelle serie e quelle fatte “a cazzo”. Vi insegnero`  a riconoscere quelle serie.

Prima di tutto, non vi lasciate ingannare dal sito web di un’agenzia o dall’ufficio. Ignorate totalmente la regola “Sito bello = Agenzia web seria” o “Ufficio brutto = Agenzia web fatta a cazzo”. La storia del calzolaio che va a giro con le scarpe rotte in questo caso puo` essere vera, per il semplice fatto che in un’agenzia web si lavora di continuo, i developer e i designer sono quasi sempre impegnati e molto spesso ci sono agenzie web serie che hanno costruito i propri siti web anche 5 o 6 anni indietro, e non hanno semplicemente tempo di aggiornarli.

Ora, se volete un sito web e volete scoprire quali agenzie web sono serie e quali no, prendetevi tempo e andate a parlare a quattr’occhi con i responsabili. Un’agenzia web seria dovrebbe farvi parlare con un “project manager” o un direttore, insieme ad una figura anziana dell’azienda che puo` essere un designer, un esperto di marketing o un developer. Un’azienda seria dovrebbe avere almeno una di queste figure: direttore, project manager, designer, developer e specialista in marketing. Punti bonus se ha anche un copywriter. Doppi punti bonus se hanno figure “senior” che danno ordini a chi sta sotto di loro (un senior designer dara` ordini ad un designer ecc…). Se invece venite ricevuti da qualcuno che afferma di essere “direttore, depeloper, designer e idraulico a scappatempo”, probabilmente siete davanti ad un’agenzia fatta alla cazzo di cane.

Quando siete al colloquio con questo fantomatico megadirettore gran farabut figl. di put. (citando Fantozzi), e questo comincera` a parlare, beh… zittitelo e fategli queste domande:

1) Quanto costa fare un sito web con voi?

Risposte sbagliate: 300 euro. 500 euro. 100 euro a pagina + 50 per la pagina contatti. 1200 euro con in regalo un portachiavi.

Risposta giusta: per computare il prezzo finale abbiamo bisogno di avere piu` informazioni sul suo progetto.

Perche’ la seconda risposta e` giusta? Perche’ un’azienda seria valuta il progetto e stima un prezzo in baso al tempo necessario per realizzarlo. Chi risponde con un prezzo fisso molto probabilmente e` un’azienda che usa template precostruiti e incapace di personalizzare il sito secondo le vostre esigenze.

2) Quanto tempo impegate per fare un sito web?

Risposte sbagliate: 1 giorno, 1 settimana, domani e` pronto, torni tra 10 minuti e ce l’ha.

Risposta giusta: In genere riusciamo a sviluppare un sito in circa 1 mese e mezzo, ma per la nostra e la vostra sicurezza possiamo fissare una data di consegna il giorno xxx.

Perche’ la seconda risposta e` giusta? In genere lo sviluppo di un sito web fatto come si deve impiega non meno di un mese, con dovute eccezioni ovvio. Ci sono siti che vengono sviluppati in 2 settimane e altri che impiegano 6 mesi di sviluppo. Date troppo brevi come una settimana sono il simbolo di agenzie web poco serie.

3) Quale content management system verra` usato come back-end per il mio sito?

Risposte sbagliate: WordPress, Joomla, o qualunque altro cms open source.

Risposta giusta: Il sito verra` costruito su un cms proprietario sviluppato da noi.

Perche’ la seconda risposta e` migliore (e guardate che non sto dicendo giusta, ma migliore)? Perche’ di solito le agenzie web serie hanno sviluppato cms proprietari e non usano mai programmi open source come WordPress o Joomla. Avere un cms proprietario significa che il codice non viene spartito con nessuno e ci guadagnate in fatto di sicurezza. (Ogni giorno sento di siti WordPress hackerati e quasi mai di siti hackerati che hanno un cms proprietario).

4) Come sara` posizionato il mio sito nei motori di ricerca?

Risposta sbagliata: Sara` nella prima pagina di Google!

Risposta giusta: Nonostante il Search Engine Optimization (SEO) non sia una scienza esatta, in quanto Google tiene nascosto il suo algoritmo di ricerca, le garantiamo che utilizzeremo tutti i sistemi necessari che abbiamo testato per provare ad avere un buon risultato nei principali motori di ricerca per determinate parole chiave. Non possiamo quindi garantirle che il suo sito sara` tra i primi dieci risultati in Google per certe parole chiave.

Perche’ la seconda risposta e` giusta? Perche’ Google tiene nascosto il proprio algoritmo di ricerca e cio` fa si` che si possa tentare di essere un guru del SEO, ma in realta` non potremmo mai avere la sicurezza completa. Ci sono buone pratiche da utilizzare, ovviamente, ma, come detto, non possiamo avere la certezza completa. Se qualcuno vi dice la frase: “Sara` nella prima pagina di Google!” (per quali parole chiave???), o mente, o non sa di che cazzo sta parlando o vuole fregarvi i soldi.

5) Dove sara` hostato il mio sito?

Risposte sbagliate: su Aruba, su un server condiviso.

Risposta giusta: su un nostro server dedicato.

Questo dice tutto. Aziende serie non usano server condivisi.

6) Mio nipote di 14 anni ha detto che mi fa un sito web per 50 euro, come la mettiamo?

Risposta sbagliata: allora noi glielo facciamo per 40.

Risposta giusta: allora vada da suo nipote, noi saremo qui ad aspettarla quando vorra` qualcosa di serio.

7) Il mio sito verra` visualizzato perfettamente su Internet Explorer 8?

Risposta sbagliata: si`.

Riposta giusta: nonostante Explorer 8 non sia piu` supportato da Microsoft, le assicuriamo che il template del sito non subira` grosse modifiche. Suggeriamo inoltre di integrare all’interno del sito un banner che inciti i visitatori con Explorer 8 ad aggiornare il browser, o a navigare con un browser serio, tipo Firefox o Chrome.

Perche’ la seconda risposta e` giusta? Perche’ Explorer e` un po’ il terrore di tutti gli sviluppatori web, diciamo e` come se Jenson Button si presentasse alle corse con una Panda. Il problema e` che e` uno dei browser piu` usati. Nonostante le ultime versioni siano nettamente migliorate, ci sono ancora molti utenti che usano versioni vecchie (9, 8 o addirittura 7). Un’agenzia web seria non dovrebbere spendere il proprio tempo a cercare si fare un sito bello per Explorer 8, ma incitare gli utenti ad aggiornare il proprio browser, o a navigare con un browser serio. Chi risponde solamente “si`”, intende dire: “cazzo me ne frega se il tu sito non si vede su Explorer 8).

8) Se dovessi riscontrare un problema urgente al mio sito il sabato sera alle 4 di notte, come faccio?

Risposta sbagliata: non ci saranno problemi, stia tranquillo.

Risposta giusta: il nostro senior developer ha un contratto in cui garantisce la propria reperibilita` 24 ore su 24 tutti i giorni. Il suo problema verra` preso in considerazione prima possibile.

9) Il mio sito sara` al sicuro da attacchi hacker?

Risposta sbagliata: Si`.

Risposta giusta: Possiamo garantirle una bassissima percentuale di vulnerabilita`, ed in caso dovessimo scoprire un bug, faremo in modo di riparare al piu` presto.

Dopo queste domande, date un’occhiata al loro portfolio, e se vi piace e vi ispira fiducia, firmate pure un contratto con loro.

Se poi volete affidarvi ad agenzie web del cazzo, ai primi venuti o ai piu` economici, beh… cazzi vostri, io ho cercato di farvi capire come funzionano le cose, lavorando direttamente in questo settore, e avendo lavorato per anni in agenzie web italiane fatte alla cazzo di cane.

Un ufficio ganzo di un agenzia web moderna

Agenzie web serie hanno in genere uffici strafichi!

Un ufficio noioso, senza niente, manco l'aria a momenti

Questo ufficio e` noioso, diciamoci la verita`… vi ispira fiducia?

 

Un web developer con la barba lunga che non ha tempo per farsela mortacci sua

Questo senior developer vi ispira fiducia? A me si`, perche’ vale la regola “la bravura di un web developer e` direttamente proporzionale alla formula (barba lunga + puzzo).

Un uomo infricchettato che fa anche cacare via

Lui non e` un web developer serio, anzi, molto probabilmente non avra` mai acceso un computer!

Insomma, alla fine, il succo del discorso e`: fate come cazzo vi pare ma seguite bene quello che vi ho detto, senno` poi alla fine sti cazzi davvero…

La comodita` degli impaginatori italiani

Prima di leggere questo articolo, consiglio vivamente la lettura del seguente articolo: http://olmr.wordpress.com/2014/08/19/la-furba-spocchia-del-neolaureato-e-i-lavoretti-estivi/ sulla vicenda.

E ora dico un po’ come la penso io.

Oggi si parla di una cosa che sta girellando su Facebook da un paio di giorni. La storia prati’amente e` questa: un ragazzo va a fa’ un colloquio presso la Repubblica, il quotidiano, e per impagina’ il giornale 2 mesi gli offrono 500 pleuri al mese. Lui schifato se ne va. E pubblica tutto onlain:

Giacomo Drudi vuole lavorare poco e guadagnare tanto

Giacomo Drudi, impaginatore, amante delle lasagne della mamma, si lamenta perche’ con 1000 pleuri in due mesi non si puo’ comprare stivali stile Leningrad Cowboys

Allora, ragioniamo un po’ su questa cosa. Io sono d’accordo che 2 euro all’ora sono un po’ pochini, e va bene. A parte che sarebbero un po’ di piu` perche’ sicuramente nelle ore di lavoro e` compreso il pranzo, poi la pausa caffe’, poi la pausa sigaretta, poi la pausa pe’ parla’ della Cempions Ligghe. Insomma, quello che voglio di’ e` che a impagina’ un giornale sarebbero capaci tutti, non ci vuole quella grande esperienza. Devo dirvi la verita`, se io vivessi a Roma con mamma e papa` e mi offrissero una cosa del genere, io la accetterei, farei il sacrificio due mesi, m’intascherei 1000 pleuri e sul curriculum scrivo che ho lavorato per Repubblica. Poi magari dentro al giornale conosci gente, che ti apre le porte verso altra gente e cosi` via. Sul divano queste cose non posso farle.

La cosa che mi ha fatto piu` ridere e riflettere e` stato un commento di una ragazza. Leggiamolo:

Un commento banale ad un articolo banale

Ecco cosa chiedono i ragazzi italiani! Rivoluzione in nome della pastasciutta!

“A molti bastano du spaghetti, e un letto da mamma e papa`!” Ehhhhh grazie a sto cazzo, finche i genitori continuano a ingurgitarli di pasta e a dargli una stanza sua fino a 47 anni, e` normale che poi un lavora nessuno! O che cazzo di discorsi so’! Vedrai poi come i genitori perdono il lavoro o i nonni muoiono e non sganciano piu` la pensione ai figli per mantene’ i nipoti, come si va a zappa’ la terra per un tozzo di pane…

Quando poi questo Drudi avra` 40 anni e andra’ a cerca’ lavoro, anche all’estero, gli chiederanno: “Esperienza?” e la risposta sara`: “Ehhhh ma sa… guardi… ho rifiutato dei lavori perche’ non consoni alle mie aspettative di diventare supremo dittatore mondiale, e poi era in una zona fuori citta`, la nuvola speedy un c’arrivava!”

Per quanto mi riguarda, a questo mondo esiste soltanto un Drudi, un ce ne possono sta’ due in un solo universo: