Timballo di anticonformismo sanremese con contorno di bestemmie

Correva l’anno millenovecento-un-mi-ricordo quando i Litfiba venivano fuori con l’album “Sogno Ribelle” e Piero Pelù cantava a gran voce “Io obiettou, disobbediscou!” e la gente aveva voglia di ribellarsi, poi ascoltava gli 883 e se ne andavano in discoteca a fare il pieno di due di picche (l’abbiam preso pure dalla cassieraaaaaa).

Però in quei minuti di ascolto di Linea d’Ombra dei Litfiba, dopo ti prendeva voglia di disobbedire e allora giù colle magliette di Che Guevara, jeans strappati, motorini truccati, bombe molotov, atti vandalici, colpi di stato, divieti di sosta, porcoddii in chiesa e chi più ne ha, più ne metta. No vabbé si scherza però c’era gente che si definiva anticonformista e vedevi il fascista che non andava alla coop perché era da comunisti, il comunista che non guardava italia 1 perché era di Berlusconi, il vegetariano che boicottava il Mecchedonald/Burghy/Burgerkinghe o simili (ma poi si rimpizzava dalla zozza di panini e salsiccia perché va bene dire di no alla carne ma è roba locale, che fai? Distruggi l’economia?), il metallaro che boicottava le discoteche, il satanista che boicottava la chiesa, il cinefilo accanito che boicottava i cinepanettoni e guardava solo i soliti film da 9 bobine, 15 tempi ecc…

Più che altro, la differenza con gli anticonformisti di oggi è che non rompevano il cazzo, anche perché non c’erano i social quindi al massimo lo dicevi al bar o in chiesa, tra una bestemmia e l’altra. Ora, invece, pare vada di moda scrivere in tutti i social che uno non guarda il festival di Sanremo.

“Ahhh ma oggi inizia sanremo, non lo sapevo, non lo guardo!”

Cioè, come se io scrivessi: “Ahhh ma oggi comincia il campionato rionale di dama inculina della città di Vladivadkaz in Georgia, non lo sapevo, non è che si può stare dietro a tutti i campionati di dama inculina, e poi un me ne frega nulla.

Per le regole approfondite della dama inculina seguite i prossimi post, se siete fortunati diventerete dei professionisti della vasella.

“Ahhh ma l’avete visto Massimo Ranieri ieri sera a Sanremo, molto bravo, cantante carismatico, elegante, purtroppo non ne so nulla, d’altronde Sanremo non lo guardo…”

Gli anticonformisti lo devono fa’ sape’ a tutti, che poi diventano così tanto anticonformisti che il nuovo anticonformismo sarà vedere Sanremo alla fine. Un po’ come quando Berlusconi venne votato… “Ma te l’hai votato?” “Io no, e te?” “Manco io!” E alla fine ve lo siete trovato a Roma e un c’era verso di mandallo via, come sanremo che fa il pieno di telespettatori… Mah, devono essere tutti fantasmi mi sa…

E siamo solo a pochi giorni da quando Iva Zanicchi ha annunciato che se vincerà il festival, si spoglia tutta ignuda e mezza Italia è già lì che aspetta col cazzo in mano (scopata anziana, scopata sana) “Prendi questo in manoooooo, zingaraaaaaaaaaaa!”, e tutti online: “Ooooo ma lo sai che la Zanicchi si spoglia se vince? Me l’hanmo detto, io non lo sapevo!” “A sì? L’ho sentito dire, sai com’è, io sanremo non lo guardo!”

“Ciao, piacere, io non guardo sanremo!” E si sentono così anticonformisti che poi si sparano le seghe vigliacche su Fidel Castro.

Io non guardo il festival, ma guardo solo le canzoni su youtubbe. Spero vinca la Rappresentante di Lista perché gasa!

Lo squid game, le troncate di botte e tanti porchiddii

Allora, di recente in pratica c’e` questa serie su Netteflicchese che si chiama Squid Game. Una brancata di coreani che ruzzano a giochini che se vengono eliminati je sparano. E` successo da qualche parte d’Italia che ora i bambini giocano a un due tre stella e, se uno si muove dopo che quello che conta ha detto stella, viene troncato di botte.

Per lo meno ora c’hanno una ragione, quando ero piccino io e andavo a scuola, o menavi o venivi menato, cosi`, a cazzo, senza una ragione precisa, perche’ gia` negli anni 90 la tamarraggine regnava sovrana.

Ora, io dico, io c’ho un figliolo di manco du’ anni e gli fo vede’ alla tele cose tipo quel troiaio di Bob il Treno, Pokoyo e qualche show con i monster truck, ovvio che poi c’ha i moster truck e ci gioca tutto il tempo facendoli anda’ di qui, di la`, di su, di giu` e porco dio. Unn’e` che gli fo vede’ lo Squid Game. Anche perche’, madonna troia, fa veni’ l’ansia a vede’ quelli che cercano di taglia’ una cazzo di forma da un blocco di miele con uno che gli punta la pistola alla testa.

Da piccino guardavo l’omo tigre, quello che si batte contro il male. Saliva sul ring e (quando non le prendeva), tirava certi colpi alla dio boia che al nemico sanguinavano pure gli alluci. Diciamo che ai nostri genitori di quello che guardavamo gliene strafotteva una sega, basta un rompevamo i coglioni e noi avevamo la coscienza di non menare con uno scopo. Semplicemente ci rompevamo i coglioni e allora bam, giu` colpi alla dio boia.

E poi ci sbucciavamo le ginocchia p’anda in bici e a casa ci facevano il pippone, e ti sbucciavi i gomiti e pitipi’ e patapa’ e poi si beveva dalla stessa bottiglia che ora un si pole piu` fa’ perche’ t’attacchi il covid, l’aids, l’epatite e il virus delle bestemmie (poi bestemmi deita` a caso).

Adesso invece i genitori sono un po’ ipocriti: prima si lamentano di Lino Banfi che dice porca puttena, che se fosse per me gli avrei fatto dire un bel porca madonna: quando un vi funziona l’antenna per qualcosa che avete pagato, cosa dite? Io penso che porca puttena e` l’ultima cosa che direi. Comunque sia, prima si lamentano per Lino Banfi, censurano gli anime, rompono il cazzo col moige e troiate varie e poi, bang, accesso su Netflix a ogni peggio cosa, pure Squid Game.

“Oddio tuo figlio ha menato mio figlio, che educazione gli dai?” “Ahhh, ma la tua era quella che contava un due tre stella con quella musichina idiota o quella che veniva massacrata di botte?” “Io? Che gli faccio pure mangiare lo yogurtino vegano senza glutine e senza bestemmie?” “Ah, ma c’e` sempre il vecchio con la tuta 001?” “E ho beccato tuo figlio che inviava foto su whatsapp a mia figlia mentre leccava un coso di miele!” “Cazzo dici? Che e` sto squid game? Io un me ne intendo!” “Alla fine vince il numero 456!” “Ohhhh cazzo spoileri madonna lorda!” “Ahhhh ma allora anche te guardi Squid Game e glielo fai guardare!” “Tuo figlio s’e` messo la maschera col triangolo e ha menato la maestra!” “Si`, patria o muerte, bravo, vai contro il potere!” (Classica conversazione tra madri/padri di adolescenti menanti o menati)

Insomma, nessuno ci sta capendo un benedetto cazzo su come mai sta serie del cazzo sta avendo successo tra i giovani anche se lo dovrebbero` vede’ solo gli adulti. Colpa dei genitori che glielo fanno guardare o degli adolescenti che poi si menano con motivo?

La prossima generazione che fara`? Mentre uno sta contando per gioca’ a nascondino, gli si avvicina quatto quatto e bam, calcione nel culo a tradimento! Mentre uno guarda le figurine “celo celo celo manca”, all’improvviso, uno da dietro sbam, un bel nocchino di quelli fatti bene! Mentre sei li` che giochi a Re Boia col pacchetto di sigarette e sei tutto concentrato, quello accanto bum, un bel pugno in gola!

Sempre peggio, ragazzi, sempre peggio, se vi dovete ridurre a gioca’ a un due tre stella a 15 anni pe’ menavvi, pensate che noi a 15 anni ci si drogava mentre si guardava Beverly Hills 90210 e si ascoltavano gli 883: loro hanno contribuito molto devo dire. Porco dio che tempi di merda! Sempre peggio.

P.S. noooo ma il mi figliolo va a gioca’ all’aperto invece di sta attaccato al tablet tutto il giorno

Sul corona virus e l’amuchina.

Io sono nato negli 80 e cresciuto nei 90, di quando c’era il festivalbar, che poi non ho mai ben capito come funzionasse: gli artisti si esibivano in playback e poi, dopo qualche serata, arrivava uno che annunciava il vincitore. Televoto? Non c’era. Votazione online? Macché: già eravamo contenti se scaricavamo un pornazzo di 5 secondi a bassa qualità in 25 giorni per poi vantarsi con gli amici brufolosi. Gli anni in cui vincevano gli 883 quando Max Pezzali non era ancora entrato in depressione e di quando spopolava una cantante chiamata Corona, che era italobrasiliana e che un anno condusse proprio il Festivalbar. Poi partecipò pure quell’anno, un po’ come se Amadeus a Sanremo si levasse lo smoking e si mettesse a cantare una canzone in gara. Conflitto di interessi? Ma ti pare? La tv era pure di Berlusconi… Tanto, come detto sopra, non si sapeva come si vinceva o cosa si vinceva.

Per noi 40enni, Corona era lei, la cantante dance che spopolava nelle discoteche insieme all’estasi che gli spacciatori tenevano nelle mutande, sotto le palle.

La stessa gente che comprava le pasticche che avevano toccato lo scroto di uno spacciatore calabrese sudato, oggi sono quelli che pagano 50 pleuri per una confezione di Amuchina.

Ma andiamo con ordine. In Italia pare sia scattata la germofobia. Così, di netto! Se ieri la gente si mangiava le caccole, mangiava i panini con la salsiccia cruda dopo essersi pulita il culo o pagava profumatamente mignotte per scopa’ senza preservativo, da oggi sotto di Amuchina! Che poi è quella gente che ha così tante malattie veneree prese dalle troie che hanno la cappella del cazzo blu. Ogni volta che vogliono trombarsi la moglie si inventano il gioco di ruolo: “Facciamo che tu sei puffetta e io il puffo puttaniere? Abbellaaaa quanto voi per una puffatina??? Ma lo pigli anche nel puf-bogigi?”

Allora, dopo aver parlato, nei post precedenti, di lega, di mose e altre troiaiate varie, riprendiamo la calcolatrice. Al tempo in cui scrivo, i morti per corona virus sono 2750. Al mondo siamo 7 miliardi. Vediamo in che percentuale sono morti:

Lo 0,00003%. Gente che magari vi stava pure sul cazzo, cazzo volete saperne. Per dire, hanno fatto più stragi le pasticche nascoste nelle mutande degli spacciatori comprate dalla gente che cantava “Tis is de ritom ov de nait, de nait oh yeah!”. Hanno fatto più stragi i vecchietti che entrano in autostrada contromano. Hanno fatto più stragi tutte le bombe messe dalla mafia, camorra, brigate rosse/nere/multicolori. La lista potrebbe continuare a lungo…

Ora, che senso ha, secondo voi, mettersi la mascherina per andare a fare la spesa se le persone contagiate sono così poche? La mettevate anche quando a giro c’era l’influenza? Abbiamo visto che non mettevate manco il goldole, faveblù!

Ma noooooo, Studio Aperto ha detto che c’è il corona virusse, peri’olosissimo, bisogna fa’ scorta di simmental e rintanarsi in casa stile bomba atomica. Il TG1 ha detto che se si starnutisce si more. Il TG di Tele Lecco ha detto che arriverà l’epidemia tipo peste e che ti verrano via pezzi di arti così, come se rompessi una baguette. Che poi Tele Lecco non so manco se esiste. Tele Heba ha detto che se hai la fava blu è un casino… Insomma… La paura è venuta un po’ a tutti quelli che guardano assiduamente la televisione. Vi immaginate il contadino molisano che va nel campo a raccoglie i pomodori con la mascherina? Ci siamo ‘apiti via.

Una volta uno a Tele Lecco, in diretta, starnutì dicendo un bel “Ecciù…cciamelo!” e poi si scoprì che aveva la fava blu. Questa frase non ha senso, ma tanto manco le puttanate che vi proninano a studio aperto hanno senso, quindi un vi lamentate.

Senza parole.

Quello che voglio di’, è che penso che in Italia si sia dato troppo risalto a questo virus che, come abbiamo visto, ha ucciso più gente l’alcol che il corona virus. Allora perché tutto questo accanimento?

Che poi già l’italiano medio non ha voglia di lavorare, dategli pure una buona ragione per stare a casa in quarantena sul divano a guarda’ i video di Tiktok. Ovviamente malattia pagata dall’inail, sia mai…

Che poi ho visto le penne lisce non l’ha volute nessuno, fanno schifo anche in tempo di epidemia.

Insomma, se proprio pensate che dovete mori’, per lo meno pipate di più!

I punk, i paninari e gli 883

In un tempo remoto, quando il mondo si preparava a convertirsi da finto-comunista a capitalista filo-facebookiano (ooo io non so se rendo, ma in questo blog, si ‘oniano nuovi termini), le citta` d’Italia si preparavano ad essere teatro di scontro della famosa guerra tra punk e paninari. Da una parte i paninari, con i loro giubbotti imbottiti, le scarpe di marca e i cervelli piatti, dall’altra i punk con le loro creste che “se pioveva bottoni le raccattaveno tutti” (citando mio nonno). I primi mangiavano al Burghy gli hamburger di cavallo di mucca e si sentivano fichi, i secondi si mangiavano a vicenda perche’ tanto un c’avevano i soldi manco pe’ piange. Possiamo dire che i primi erano di destra e i secondi di sinistra? Forse, anche se adesso, se vedessero che in parlamento un c’e` piu` ne’ destra ne’ sinistra, ma solo magnacci mafiosi da ambo le parti, si incazzerebbero di brutto, e farebbero la rivoluzione, andando a Montecitorio e lanciando panini di soia (i primi) e tubetti di gel (i secondi). I punk maschi approfittavano dei momenti d’incoscienza delle punkettare bria’e per portarsele a letto nel cesso della stazione, mentre i paninari inculavano i soldi dalla borsa delle mamme che il giorno la davano via lavoravano duramente per comprarsi scarpe troiaio, ma faceva fichi e le paninare gliela sganciavano (a pagamento s’intende). Le ragazze dei paninari si chiamavano “squinzie”, parola onomatopeica derivata dal fatto che queste mangiavano cosi` tanti hamburger di gomma, che la topa gli era diventata di gomma e ogni volta che venivano pipate, faceva “squinz”, “squinz”.

Enzo Braschi, paninaro, che si mangia una scarpa

Enzo Braschi, capo supremo dei paninari, mentre tenta di mangiarsi una scarpa con mozzarella e pomodoro, visto che ha speso tutti i suoi soldi per comprarsi il giacchetto di jeans (cinese).

Gruppo di punk che non si sa che cazzo fanno

Sulla destra vediamo il capo dei punk che narra di quando ando` a cena con i Sex Pistols, ma sa che dovra` sparare cazzate piu` grosse se vorra` aumentare le possibilita` di scoparsi le due punkettone accanto a lui.

Quando poi cominciarono gli anni ’90, sia i paninari che i punk smisero di farsi la guerra, e finiro in uno di quei posti di lavoro promessi dal governo. I primi finirono a pulire i cessi al Merdonald, i secondi furono assunti dagli imbianchini che gli usavano come pennelli viventi. Rimasero solo quelli che non facevano parte delle due fazioni, insomma, gli sfigati, che non riuscivano a vedere una passera nemmeno se la pagavano, che non ascoltavano ne’ i Duran Duran ne’ i Sex Pistols, che mangiavano le lasagne della nonna e andavano in giro con i motorini scassati. Per loro nacque un gruppo simbolo: gli 883. E se prima i paninari dicevano: “Io sono troppo giusto, sono un fico e il mondo e` ai miei piedi” e i punk: “C’ha’daccenne?”, gli 883iani seguivano la loro filosofia: “Io sono brutto, sfigato, sono un coglione, deficiente, ma mi piace perche’ i miei amici sono peggio di me e cio` mi fa sentire piu` fico di John Wayne, e siccome alla fine le ragazze cercano il figaccione, ma alla fine si accontentano del meno peggio, prima che io muoia una sorca l’avro` vista!”. Infatti, le ragazze degli anni ’90, seguendo il detto “i ragazzi sono come i parcheggi, tutti occupati e quelli liberi sono per gli handicappati”, alla fine sceglieranno “il meno peggio” tra gli handicappati mentali, e si faranno sposare finche’ questi non diventeranno provetti ragionieri e metteranno su pancia. La stessa evoluzione di Max Pezzali e Mauro Repetto dovrebbe far pensare:

Max Pezzali, Mauro Repetto, Fantozzi e Filini

Se nel 1992 eravate come quei due nella prima foto, e` molto probabile che ora siate come quelli nella foto di mezzo… vi siete mai chiesti come sarete tra altri 20 anni? (Molto probabilmente come i due nella figura 3).

Comunque, se analizziamo la situazione musicale giovanile di tendenza in Italia nei periodi sopracitati, notiamo un grande calo di qualita`:

Duran Duran/Sex Pistols -> 883 (primi due album) -> 883 (periodo canzoni ‘sole cuore amore’) -> Laura Pausini -> Amici di Maria de Filippi che vincono Sanremo.

E allora, quello che voglio dire: cari paninari degli anni 80, cari punk (quelli veri), perche’ vi siete estinti? E domani, quando andrete alla posta, o al supermercato, o semplicemente per strada, e incontrerete un signore sui 50/60 anni che lavorera` controvoglia, mettetevi per un secondo nei suoi panni, entrate nella sua mente e forse vedrete un sognatore, che ha vissuto i migliori anni della musica e della televisione, quando non c’era internet e i rapporti erano veri, che ha visto i suoi migliori amici trasformarsi da ribelli a impiegati statali, che tentavano di copiare mode d’oltreoceano senza peraltro capirci niente, che volevano lasciare un mondo migliore ai propri figli e… ora? Cosa e` rimasto di tutto questo? Cosa e` rimasto degli anni 80? Adesso, caro Raf, ho la risposta!