La bestemmia, arte suprema (incompresa da molti)

Oggi parliamo di bestemmie. Si`, avete capito bene, delle bestemmie che emettiamo quando siamo incazzati, annoiati o rincoglioniti. Di recente, su Facebook, risposi ad un commento di un mio amico inserendo nella frase una bestemmia. I cattolici si scatenarono. Offese su offese, dissero che io ero un cretino, sgrarbato, ignorante e chi piu` ne ha piu` ne metta. D’altronde si sa, quando non si ha un cazzo da fare tutto il giorno, ce la possiamo comodamente prendere con tutti, ovviamente da dietro una tastiera perche’ i buon cattodeficienti tirano il sasso e nascondono la mano.

Cosi`, la sera, prima di andare a dormire, mi sono un po’ documentato, ma non troppo, diciamo quel poco che basta per trarre conclusioni senza perdere troppo tempo. Il risultato e` stato che, amici miei di Ornitorincherai, le bestemmie non esistono. Vediamo il perche’.

E` una bestemmia imprecare contro gesu`? Se io dico Gesu` Porco, sto bestemmiando? I cattolici diranno all’unisono di si`, ma tanto il parere dei deficienti non conta. Diciamo invece che in antichita`, il nome Gesu` era un nome molto comune, un po’ come cercare Mario Rossi sull’elenco del telefono. Un po’ tutti si chiamavano Gesu` (infatti, siccome erano in tanti e cio` creava casino a scuola, i bambini si creavano soprannomi tipo Gesu`, Gegiu`, Ungepiu` ecc…). In alcune versioni del vangelo ritrovate in Bukodikulistan, si notera` che Ponzio Pilato dice: “Chi volete libero? Gesu` Barabba, o Gesu` detto il Cristo?” infatti Barabba si chiama Gesu`. Quindi un bel Gesu` Porco potra` essere riferito a Barabba, o a qualsiasi altra persona che si chiami Gesu`. Un po’ come dire Marco Verre, o Andrea Puzzola (molto spesso infatti si usano espressioni animalesche per definire le persone, quindi una persona grezza sara` un verre, uno che non si lava sara` una puzzola e cosi` via). Quindi Gesu` Porco non e` una bestemmia. Punto.

Analizziamo adesso una bestemmia classica ma sempre in voga come Dio Cane. A parte il fatto che i cattodeficienti vivono nel loro mondo fatto di egocentrismo, e pensano che esista solo la loro religione, infatti, se aprissero un qualsiasi libro di storia (invece di bruciarli), saprebbero che gia` gli Egiziani adoravano una divinita` con corpo di uomo e testa di Cane. Ma a parte questo, restiamo con i piedi per terra e analizziamo la parola Dio. Vi viene in mente niente? No? Allora dovete studiare meglio la storia del rock cari miei perche’ io ogni volta che nomino Dio mi riferisco nientepopodimeno che al mitico cantante Ronnie James Dio, ex Rainbow, ex Black Sabbath, colui che gridava “Long Live Rock’n’Roll!”. Uomo grandissimo ma umile, tristemente scomparso pochi anni fa. Come per il Gesu` Porco, molte volte si usa associare le persone e le proprie caratteristiche a degli animali, vedete espressioni come: “Solo come un cane”, “Scaltro come una volpe” ecc… Quindi l’associazione con degli animali non e` vista come bestemmia. Quindi Dio Cane non e` assolutamente una bestemmia. Da dire anche che quando pronunciamo il nome di Dio, non e` propriamente detto che ci stiamo riferendo alla divinita` ebraica Jahve, ma stiamo usando un termine generico (chiedete infatti ad un cattodeficiente come si chiama il loro dio, vi risponderanno qualcosa tipo: “Non lo so, ma di certo sono meglio di te!”

Una bestemmia meno in voga ma sempre bella e` Madonna Puttana. Anche qui, come nel caso di Ronnie James Dio, potremmo obiettare che c’e` una cantante pop chiamata Madonna e, diciamo la verita`, non e` proprio una puritana, quindi Madonna Puttana puo` essere considerato un dato di fatto, o anche una verita` generale. Ma a noi piace andare fino in fondo, quindi, indagando qua e la`, scopriamo che la figura della Madonna e` stata creata per agevolare la conversione forzata dei pagani, che gia` adoravano una divinita` femminile (guardate ad esempio Giunone, Freja, Akka). Essendo la Madonna una figura inventata, ogni riferimento e` nullo. Come se io inventassi una figura, che chiamero` ad esempio Sgurz, e dicessi: Sgurz Puttana.

Detto cio`, cari ascoltatori, vi auguro un buon proseguimento di giornata, bestemmiate quanto volete tanto non offendete nessuno, soprattutto quel famoso porco di tre lettere, che comincia per D e finisce per O.

Quando si dice “manco Dio canta come Dio”:

Gli italiani e le carte di credito

Ohhhh oggi si racconta un po’ di ‘azzate di quando lavoravo in Italia. Prati’amente facevo il ueb develope’ per un’azienda di vicino Roma che vendeva tipo macchine fotografiche o giu` di li`. La scena a cui assistevo di ‘ontinuo er questa:

DRIIIIIIIIN (suona il telefono, perche’ il cliente italiano che compra onlain un sa usare l’emeil).

“Pronto?”

“Eh si, senta, ho visto ‘ose che mi possono anche garba’, ma come pago?”

“Puo` pagare comodamente con carta di credito o Paypal…”

“Aho, te me stai a incula’, so sicuro! Vojo da paga’ col contrassegno e te de i soldi veri. Mica mi fido…”

Poi vedevi clienti olandesi che puntualmente pagavano con carta di credito tranquillamente beati.

Allora, non vi lamentate se l’Italia e` in fondo a tutte le classifiche di modernita`. Che poi, via, e` anche un ragionamento cretino, perche’ se succede qualcosa (tipo che uno riceve il prodotto sbagliato o rotto), Paypal trattiene i soldi e ti rimborsa. Con il contrassegno puoi aprire il pacco solo dopo averlo accettato e pagato, se poi dentro ci sono due mattoni e vuoi reclamare, il postino e` gia` lontano e la ditta i soldi li piglia uguale.

Eppure, il metodo del contrassegno era usato SOLO dagli italiani, malfidati e deficienti, che si credono di essere piu` furbi e invece lo pigliano nel bogigi ben bene e senza vasella :D

La mentalita` juventina

Premessa: Io non sono juventino e ho smesso di seguire il calcio italiano (per ovvi motivi che ho gia` spiegato) quindi questo articolo e` frutto di una visione assolutamente esterna ai miei interessi.

Io, ogni tanto, mica sempre, vorrei avere la cosiddetta “mentalita` juventina”. Cosa significa? Mettiamo ad esempio che siamo in ufficio, e siamo in 10 persone, e ordiniamo una torta per celebrare il compleanno di qualcuno (con relativo spumante mi pare giusto). Ad ognuno dovrebbe toccare un pezzo. Io, zitto zitto, mangio 5 pezzi di torta. Gli altri, ovviamente, mi diranno: “A me un m’e` toccata?” e io, invece di scusarmi, rispondero` con un secco: “Zitto e rosica!” Come sarebbe bello, risolverei tanti problemi nella vita, ma purtroppo non ho il gene juventino, che differisce una cifra, ad esempio, dal gene interista. L’interista infatti, alla domanda “A me un m’e` toccata la torta?”, risponderebbe con un bel: “L’ho mangiata io, ma e` normale, l’ho visto fare in un azienda rivale!”. Un fiorentino avrebbe invece risposto: “Con tutta la fame che ho sofferto da piccino, mezza torta mi spetta di diritto!”. Nella capitale avremmo avuto un laziale che avrebbe detto: “Ao’ t’ho magnato a torta in faccia!”, mentre i cugini romanisti avrebbero risposto: “Ao, naa torta c’avo messo a purga!”

Tra tutte queste mentalita`, quella juventina e` la mia preferita. Anarchica, ribelle, decisa. “Zitto e rosica!” Hanno rubato scudetti su scudetti e quando chiedi “Ma non ti rendi conto che avete rubato?”, risponderanno: “Zitto e rosica!” Scusate, per cosa dovrei rosicare? Per una partita rubata? Per una miriade di scudetti rubati?

Ma alla fine c’ho pensato bene, la mentalita` juventina del “Zitto e rosica” quando da rosicare non c’e` un cazzo, e` tipica di tutti gli italiani. Vi faccio un esempio: mettiamo che uno straniero dica: “In Italia c’e` la mafia!”, qualche italiano rispondera`: “Zitto e rosica, noi abbiamo il cibo migliore del mondo!” (Cazzata, perche’ non e` vero, ci sono tantissime altre cucine molto piu` buone di quella italiana!). Altro esempio: uno straniero dice: “In Italia le mogli dei politici vanno a fare la spesa con le auto blu pagate da voi!”, e gli italiani: “Zitto e rosica, noi c’avemo ‘a bellezza der colosseo!” (Che poi, diciamo la verita`, er Colosseo… quando ci andai mi trovai di fronte una bella colata di cemento all’interno, la struttura bucata per farci passare i cavi dell’adsl e intorno guide turistiche abusive… domani vodo a Stonehenge, vediamo se hanno buttato il cemento nel mezzo). Comunque, continuiamo con i paragoni, “In Italia state in casa coi genitori fino a 40 anni perche’ non siete buoni a vivere da soli!” “Zitto e rosica, noi abbiamo i registi cinematografici migliori, guarda Fellini, De Sica…” Non lo metto in dubbio, capolavori assoluti del cinema, ma da qualche tempo siamo limitati a film idioti (notate come tutti corrono a vedere Zalone, ma come si fa, via…).

Ecco, questa e` la mentalita` juventina, la mentalita` italiana, la mentalita` del “Zitto e rosica!” Anche quando non c’e` niente da rosicare…

Universita` americana contro universita` italiana

Allora, il sito Times Higher Education ha stilato la classifica delle migliori universita` mondiali. E al primo posto chi troviamo? Bologna? Noooo! Pisa? Mavvia! Siena? Macche’! Milano? Ma manco pel cazzo! Per trovare una italiana dobbiamo scorrere fino al 251esimo posto per trovare l’universita` di Trieste, pensa te che roba… Vi siete mai chiesti perche’ al primo posto c’e` sempre un’universita` americana?

Se ve lo state ancora chiedendo, vediamo di fare luce su questo mistero… Basta andare un po’ su Youtube per rendersi conto della gran differenza di topa che sovrasta i due paesi. Partiamo dal simbolo per eccellenza dell’universita` italiana: Bologna! Proprio quella dove hanno studiato Copernico, Carducci e Romano Prodi (gli studenti rappresentano il lento declino della suddetta universita`). Vediamo come si presenta l’universita` di Bologna (la piu` antica universita` del mondo occidentale!!!) su Youtube:

Se non vi siete addormentati dopo 30 secondi, capite che il video di presentazione fa alquanto pieta`. Cosa mi dovrebbe portare a spendere fior di quattrini per iscrivermi a questa universita`? Ditemelo voi, perche’ io un lo so…

Vediamo adesso come si presenta l’universita` del Michigan, numero 20 in classifica:

La differenza si vede! Voi che dite? Continuiamo, continuiamo. Pensate che in America si studi “seriamente” come a Bologna? Macche’… vediamo qualche esempio di “stile di studio” tra Italia e America:

Esame di chimica

Italia:

Un'enciclopedia di chimica

Enciclopedia di Chimica per universitari sfigati

USA:

copertina cd di Breaking Bad, stagione 2

Esami di chimica negli Stati Uniti

Esame di Fisica

Italia:

Libri di Fisica sugli scaffali

Cose da studiare per passare l’esamino di Fisica I all’universita` italiana

USA:

Sheldon e Penny e appunti di fisica

In America anche le bionde rincoglionite possono passare un esame di fisica senza troppo sforzo…

Storia Medievale

Usa:

Un biglietto Alitalia New York Milano

Niente di meglio di un bel viaggio in Italia per “studiare” a fondo la storia medievale… (o piparsi qualche italiana)

Italia:

Raimondo e Sandra a letto, che coglioni!

…e mentre gli Americani “studiano” in Italia, gli italiani hanno assistito per anni come si viveva nel medioevo…

In fin dei conti, in un metodo universitario basato solo sulla teoria, al massimo possono venir fuori tizi del genere:

Un professore sfigato spiega l'alfabeto farfallino

Un professore tenta di insegnare l’alfabeto farfallino al suo studente, ma lui e` troppo impegnato a contarsi i brufoli sul mento.

Deficiente addrizza un crocifisso

Il magnifico rettore della famosa universita` di Monculi Scalo raddrizza un crocefisso in aula, sperando che questo allontani un po’ di topa provocatrice dalla facolta`

Mentre oltreoceano…

Una fichissima piramide che si riempira` di birra

Lezione di Storia Egiziana, Matematica e Medicina negli Stati Uniti. Calcolate area della piramide, citate il nome di almeno una piramide famosa e calcolate quando il corpo umano puo` resistere all’alcol

Diamo un’occhiata anche agli universitari stessi. In Italia trovate il classico “intellettuale di sinistra”, con la barba, vestiti scrausi, e… iPhone! Odia il capitalismo, compra solo cose di marca e va in facolta` solo per farsi notare mentre legge Dostoieschi, che sapra` chi e`, ma non sapra` farne lo spelling.

Un'intellettuale di sinistra col mac

Tipico esemplare di intellettuale di sinistra quarantenne studente del Dams.

In America le cose vanno un po’ diversamente:

Party mericano studentesco

Tipici studenti americani. Dostoieschi? Goethe? Pitagora? Chi cazzo so’? Sicuramente anche loro avranno fatto un po’ di casino ai loro tempi.

 

Insomma, la morale e` questa: in Italia si punta troppo sulla tradizione di un’universita`, con metodi di studio medievali (se non studi vieni torturato e costretto a dire 100 padre nostri), mentre oltreoceano si predilige la topa come contorno allo studio. Purtroppo c’e` gente che difende direttamente la tradizione universitaria italiana, con risultati scadenti (250esimo posto in classifica).

Con questo vi lascio, mi so’ rotto il cazzo di scrive’.

Il bue che dice cornuto all’asino

In inglese si dice: “Il tegame che dice al bollitore che e` nero!”, ma, in un paese pieno di cattolici finti perbenisti, il proverbio e` stato cambiato in “il bue ‘e dice ‘ornuto all’asino!” Ma comunque, vieniamo a noi… di recente mi hanno fatto notare un video su YouTube. Praticamente il video parla di una zona del sud italia dove la gente si lamenta dei troppi immigrati.

In mezzo a questo video, c’e` una stupenda frase detta da una signora. Ascoltiamola prima di giudicarla. La signora appare in tutta la sua rabbia al secondo 34 del video:

La signora in questione, con spiccato accento campano, dice esattamente queste parole: “Tanto siete abituati a vivere nell’immondizia, e la` dovete morire, nell’immondizia. Tornate a suonare i tamburi in Africa, siete immondizia!”

E qui ci sta bene il proverbio del bue che dice ‘ornuto all’asino. E` gente come questa signora che rovina l’italia, ancor di piu` dei politici o dei mafiosi! Ma dico? Ma hai visto dove cazzo vivi? Amianto bruciato ai bordi delle strade, mozzarella alla diossina, spazzatura ovunque… e poi dici agli africani di torna’ nella “monnezza”? Ma si sa gli italiani sono cosi`. Dell’Afri’a si pole di` tutto, ma dell’Italia no, l’Italia e` il paradiso… si`, di sto cazzo…

Vediamo un paio d’immagini, che rendono meglio giustizia:

Zebre in Uganda

L’Uganda e` munnezza

Rifiuti a Caserta

L’Italia e` un paradiso incontaminato

Dakar, capitale del Senegal

Una strada a Dakar, capitale del Senegal. Notate che e` piena de munnezza!

Immondizia a Napoli.

Napoli (Italia), strade circondate da chiare, fresche et dolci acque.

Una strada in Tanzania

Una strada della Tanzania. Non si riesce a vedere perche’ c’e` “munnezza” da tutte le parti.

Una strada piena d'amianto.

Una strada in Italia. Per vedere l’asfalto dobbiamo spostare l’amianto.

Potrei continuare con gli esempi, ma mi fermo qui, un c’ho piu` voglia!

Lo status di Facebook per il cancro al seno… che puttanata!

Allora, in questi giorni si vedono tante ragazze che postano status cretini su Facebook, tipo “Vado a Miami per 10 mesi”, “Vado in Spagna per 5 mesi”, “Vado a Praga a fa’ la troia pe’ sempre”, “Vo in culo e un torno piu`” e cosi`via…

Questa puttanata colossale, in realta` serve a supportare la lotta contro il cancro al seno. Ora, io dico, ma se invece di far postare queste puttanate che poi la gente si ‘iede se la gente s’e` rincoglionita, non potevano fa’ gira` un post con le informazioni utili pe’ preveni’ il cancro al seno?

Vedi tutte queste che postano ste ‘azzate e se poi gli chiedi: “Ma sai come poter preveni’ il cancro al seno?” ti rispondono: “No, pero` vo a Miami per 10 mesi!” Come se io volessi sensibilizza’ la gente contro la guerra in Palestina e scrivo su Facebook: “Ieri ho mangiato un panino colla mozzarella!” Inutile come un tablet scarico al lavoro la cui batteria e` stata dimenticata a casa.

Pero` alla gente gli garba, e si sentono piu` buoni, perche’ grazie ad uno status hanno sensibilizzato un bel cazzo di niente alla fine.

Gli italiani negli aeroporti

Oggi ri e` tempo di ‘ommenti. In parti’olare, oggi si parla di questo post nel quale un tale Gabriele Massari racconta della sua avventura in un aeroporto cogli italiani beoti che un leggono le regole prima di viaggia` colla Ryan Air (pronunciate Raian Eir, via, facciamoci vede’ che siamo galanti pe’ na volta).

Prati’amente la storia parte con gli italiani che rompono i ‘oglioni perche’ un si so’ stampati il biglietto, poi che la valigia e` piena di troiai e pesa 200 ‘ili e poi che sull’aereo sapranno dire solo Denghiu’ pure quando la hostess li mandera` in culo.

A parte che sottoscrivo tutto quello che ho letto nell’articolo, pero` lo trovo molto incompleto. In particolare, non e` che gli italiani un so’ boni a vola’ con Raian Eir, e` che proprio non dovrebbero volare. Punto!

Vediamo alcune cose che possono contraddistinguere un passeggero estero da un italiano:

Check in – passeggero straniero: Arriva con la sua valigia di 14.99 Kg quando il limite e` 15, consegna all’addetto i passaporti di tutta la famiglia, bambini compresi, sorride e ringrazia elegantemente ed esce dall’uscita.

Check in – passeggero italiano: Arriva con la sua valigia di 30 Kg quando il limite e` 15. Cosi` si mette nell’angolino e comincia a travasare il contenuto della valigia nel bagaglio a mano. Se quest’ultimo e` ancora peso, si mette la roba in tasca, tanto i pantaloni non vengono pesati.  Una volta fatta diventare la valigia di 16 Kg, implorera` pieta` all’addetto pe’ un paga’ di piu`. Alla richiesta dei documenti, la famiglia si guardera` male perche’ un si ri’ordano chi doveva porta` i do’umenti. Alla fine esibiranno quello che riescono a trovare, che di solito e`, nell’ordine: un passaporto scaduto del Regno d’Italia del 1930 rilasciato dal comune di Littoria, una patente-lenzuolo del 1980 con sopra la foto del matrimonio, una tessera dell’Arci del 1995, una tessera del tifoso della squadra avversaria, rubata in uno scontro tra ultras, una tessera della biblioteca scaduta e la tessera del Blocbaste. Una volta terminato il check-in, usciranno dall’entrata, chiedendo permesso agli altri passeggeri in fila.

Metal detector – passeggero straniero: Ripone nella scatola con molta curo il passaporto, la carta d’imbarco, il portafoglio, la cintola, le scarpe e gli spicci che aveva in tasca, attraversa il metal detector, riprende la scatola e si ricompone nell’apposito tavolino messo a disposizione.

Metal detector – passeggero italiano: Mette nella scatola il portafoglio e gli spicci e passa sotto il metal detector. Bip Bip. Torna indietro e si leva la cintola. Ripassa. Bip Bip. Torna indietro e si leva le scarpe. Bip Bip. Torna indietro e si leva il cellulare di tasca (un si sa mai ‘iamasse il papa mentre so sotto il meta detetto). Ripassa. Bip Bip. Arrivano le guardie che lo scansionano peggio di una mozzarella al supermercato quando la ‘assiera un trova il codice a barre. Alla fine la colpa del Bip sara` la collanina con gesu` cristo che gli penzolava dal collo. Quando e` tutto a posto, si ricomporra` in mezzo al corridoio.

Sala d’attesa – passeggero straniero: Si siede di fronte al gate, leggendo un libro. Si alza 10 minuti prima dell’apertura, con in mano la sua carta d’imbarco da esibire alla hostess.

Sala d’attesa – passeggero italiano: Si mette a sede’ e inizia a spippola’ col tablet, ascoltera` musica con gli auricolari cosi` alta che si sentira` da 50 metri, mentre i bambini correranno a destra e a manca con la madre che cerca di ‘ompra` un profumo a buon mercato. Si alzeranno dalla sedia 10 secondi prima della chiusura del gate, perderanno 10 minuti a cercare le carte d’imbarco, facendo incazzare l’autista del pulmino che li portera` all’aereo.

Sull’aereo – passeggero straniero: Riporra` il suo bagaglio a mano nella cassettina sovrastante il proprio posto, dal quale avra` cura di estrarre portafoglio, libro e qualunque altro oggetto possa essere utile durante il viaggio. Spegnera` il cellulare e si siedera`, allacciandosi la cintura e iniziando a leggere il libro. Durante il vole chiedera` alla hostess un bicchiere di te’ e uno snack. All’arrivo, attendera` il momento piu` adatto per potersi alzare e prendere il suo bagaglio (visto che tanto e` inutile scendere prima quando tanto devi aspettare le valigie dopo).

Sull’aereo – passeggero italiano: Mettera` il bagaglio a mano nella cassettina sopra la sedia, ma un c’entrera`, perche’ con qualche stratagemma e` riuscito a portare sull’aereo una valigia che e` il triplo di quanto consentito. Cosi` andra` alla ricerca di un posto abbastanza grande pe’ infilarci il bagaglio. Si siedera` nel posto vicino al finestrino. Pochi minuti prima di partire chiedera` alle persone vicino a lui di farlo passare, perche’ si e` dimenticato il panino col presciutto. Dopo pochi minuti rompera` di nuovo i ‘oglioni perche’ s’e` dimenticato le ‘arte pe’ gioca’ a briscola. L’hostess, passando, gli ricordera` che deve mettersi la cintura. Dopo essersi messo la cintura, con l’aereo in fase di decollo, si ricordera` di spegnere il cellulare, che e` nel bagaglio a mano. Dopo 5 minuti andra` in bagno e dovra` far impazzire le hostess col carrello per spostarsi perche’ deve tornare al suo posto. All’arrivo, applaudira` al pilota e come una lepre zompera` nel corridoio per arrivare al suo bagaglio a mano e arrivare al portellone prima di tutti, rimanendo deluso che dovra` aspettare 20 minuti prima che l’aereo si apra, arrivi il pulman e passi la dogana.

Ritiro bagagli – passeggero straniero: Si mettera` in attesa davanti al rullo, accendendo il cellulare, cancellando le offerte del gestore che sono arrivate. Riconoscera` la sua valigia in un millesimo di secondo, la prendera` e uscira` dall’aeroporto.

Ritiro bagagli – passeggero italiano: Accendera` il cellulare un secondo dopo essere sceso dall’aereo e comincera` a chiamare amici, parenti, amici di amici, amici di parenti, parenti di amici e parenti di parenti per dire che e` arrivato. Mettera` i familiari in postazione strategica davanti al rullo: uno all’inizio, uno alla fine, due al centro e uno sul tetto. Non riconoscerebbe la sua valigia nemmeno se ci fosse la sua foto sopra. Prendera` la valigia di qualcun’altro, che prontamente rimettera` sul rullo senza farsi vede’. Una volta riconosciute le sue valigie (sono le ultime rimaste), le prendera`. Uscira` dall’areoporto dall’entrata.

Ma insomma, e` sempre ‘osi` da tutte le parti, un diciamo ‘azzate. Ecco ‘ome all’estero vedono gli italiali. Siatene fieri!

Gara di alfabeto contrario: Italia vs estero

Ovvia, su, facciamoci riconoscere anche su Iutubbe. Avete mai provato a dire l’alfabeto all’incovercio? Tipo zeta, vu, u, ti e sti cazzi… Su internet ci sono un fottio di video di gente che si cimenta in questa troiaiata di gara, ma ne ho trovati due che spiccano, un po’ come un pelo bianco nel bu’o del culo.

Questo e` un inglese (o americano, cazzo ne so), che riesce a dire l’alfabeto al contrario in 2.4 secondi. Nell’allenarsi, ha probabilmente sprecato 10 anni della sua vita con relative trombate perse:

Il secondo, invece, e` italiano, si fa chiamare Dott. Utis (ooo ne ho sentiti di nomi del cazzo ma il suo e` veramente una merda, come diceva il cattivo di Puttanik) e diciamo che si sta allenando per raggiungere il livello dello sfigato di sopra. Confido che ci potra` riusci’ in meno di 40 o 50 anni, se continua cosi`:

O io che cazzo vi devo di’, un so chi dei due e` piu` idiota…

Pupo, un nome solo che esprime una presa per il culo a 360 gradi.

Io francamente non riesco a capi’ perché i cantautori fiorentini (e farei una bella gara con quelli delle altre citta`) siano o deficienti (Pupo), o sfigati (Masini), o in forte declino (Pelu`).

Pupo ha preso per il culo gli italiani in maniera completa, a 360 gradi. Prima ha preso per il culo tutti gli italiani con le sue canzoni idiote, poi tutti i casino` sputtanandosi svariati milioni di lire, gentilmente restituitegli da Gianni Morandi, in un atto di generosita` estrema (un po’ come dare 50 centesimi a chi ti pulisce il vetro al semaforo con l’acqua sudicia), poi ha ripreso per il culo gli italiani portando al festival di Sanremo “l’intonatissimo” Principe di Savoia Emanuele Filiberto, e poi, una volta resosi conto che di musica non ci capiva un granche’, si e` messo a condurre quiz idioti sulla Rai, stipendiato, indovinate da chi? Ma dagli italiani, gli stessi che ha preso per il culo per anni interi. Ditemi se questo unn’e` un piano diaboli’o… Grazie a cio`, e` entrato direttamente nella top-ten dei tizi piu` intelligenti della storia, preceduto, a pari merito, da Peter Griffin e Homer Simpson.

Analizziamo un paio di frasi prese a caso dai testi di alcuni suoi successi:

“Gelato al cioccolato, dolce un po’ salato, tu, gelato al cioccolato.” A parte che nella lingua italiana non e` abitudine inserire pronomi personali qua e la` a cazzo, ma mi dite voi come fa un gelato al cioccolato ad essere salato? O i gelatai di Firenze sono dei bastardi (e lo sono), o si era fatto un acido, o vi ha preso per il culo.

“Mi sono innamorato di un gelato al cioccolato.” O sperimenta nuove vie sessuali, o sta facendo sesso orale con un africano, nella stazione di Santa Maria Novella… caro il nostro Enzo Ghinazzi, dicci la verita`…

“Su di noi, ci avresti scommesso tu?” Era talmente ossessionato dal gioco d’azzardo da inserirlo in ogni discorso. Forse ha preso l’ispirazione per questa canzone mentre perdeva milioni alla roulette a Sanremo…

“Su di noi, gli amici dicevano, no, vedrai, e` tutto sbagliato.” Qui, il “noi” è da leggere “me e la musica”, infatti è tutto sbagliato.

“Ti porto lontano, nei campi di grano che nascono dentro di me.” No comment, fatti vedere da un medico o cerca su Wikipedia alla voce “fertilizzazione interna”.

“Le luci spente delle due di notte, passa un barbone con le scarpe rotte, […] una signora senza suo marito, la guardo bene è solo un travestito, […] Firenze Santa Maria Novella almeno, mi fa sentire un po’ sereno.” Pupo sta bene solo in mezzo a barboni e trans. Mi domando perche’ non si sia buttato in politica.

Tacciamo sulla canzone con Filiberto, senno` non la finiamo più.

Enzo Ghinazzi a letto

Pupo, nella sua spendida forma, mentre cerca ispirazione per una sua nuova canzone di merda.

Cattolici deficienti italiani vs cattolici deficienti filippini

Diciamoci la verita`, i cattolici italiani danno sempre buoni consigli cretini per la salvezza dell’anima, tipo che devi magna’ l’agnello a pasqua, non ti devi fa le seghe, devi anda’ a messa fin da bambino a farti incula’ dal prete e via dicendo. Il mi nonno, da buon maremmano, diceva sempre: “Ti fanno ‘rede che cristo e` morto dal freddo e era padrone di tutte le macchie!”, quando qualcuno accennava a partire con qualche stronzata della bibbia. Che uomo saggio!

I catto-cretini italiani sono fieri che il papa e` a Roma e magna a spese dello stato italiano, e infatti la loro deficienza cresce ogni giorno di piu`. Da un po’ di tempo leggo un blog chiamato Risposte Cristiane, dove dei deficienti rispondono in maniera deficiente a domande deficienti. C’e` chi sostiene che le domande siano fasulle, ma io dico che i cattolici sono cosi` fusi che possono anche chiedere se e` giusto inchiappettarsi una spugna.

Qualche giorno fa ho notato un articolo, su quel blog, che mi ha dato da pensare, cosi` ho fatto qualche ricerca in rete. Ebbene, tutti gli anni, a San Pietro Cutud, nelle Filippine, i vincitori della medaglia olimpica di deficienza, si ritrovano, e tra un inculata e l’altra si fanno crocifiggere. Cosa??? Crocifiggere??? Si`, cioe`, questa e` una cosa seria… non e` la classica processione italiana con qualche frustata e catene ai piedi, qui si parla di vere e proprie persone che si fanno crocefiggere per imitare un personaggio di un libro di fantasia!

Eccovi qualche foto:

Quante frustate

Prima il cattolico viene preso a frustate senza pieta`…

Un bel chiodo nella mano

… poi viene letteralmente inchiodato alla croce. Ehhhh ma per cristo questo e altro, sia mai che poi vo all’inferno!

un bel chiodo anche nell'altra mano

Ovviamente un altro bel chiodo anche nell’altra mano, tanto per essere sicuri di fare le cose per bene…

Chiodi anche nei piedi

Un bel paio di chiodi anche nei piedi, nel caso scappasse…

un altro deficiente incrociato

Che bello starsene lassu`, incrociati e con un gonnellino consigliato da Alfonso Signorini

Come cazzo e` ridotta l’umanita`!!! Pero` io alla fine non voglio giudicare, se a loro piace venire inchiodati, che facciano loro, magari un paio di chiodi in punta di fava e cambiano idea.