I puristi linguisti del cazzo

Rieccoci qua, dopo le va’anze, s’e` magnato come porci e siamo in sovrappeso di 150 ‘ili pe’ davvero. Buon 2015 a tutti innanzitutto. Oggi si ‘ommenta un post che ho trovato su Facebook. Prati’amente questa mia amica parla di un tizio che e` un purista della lingua italiana che se potesse farebbe scrive’ i suoi studenti col pennino e il calamaio, sai che du’ ‘oglioni dopo 5 minuti. Vabbe’ via, bando alle ciance e leggiamo la troiaiata del giorno:

Deficienti puristi linguisti

Il post preso da Facebook che dice che c’e` qualcuno che un vole le parole inglesi nelle frasi italiane. O cazzo, in questa frase ho gia` usato “post” e “facebook”, ora saro` impalato con una scopa infuocata…

E qui si riflette la cultura dell’italiano medio, uno che vorrebbe tutto “puro”, niente immigrati, solo cibo italiano, pero` quando vede una figona russa via giu` a gattonassela, che ipocrisia…

Rivediamo la prima frase del post di facebook come vorrebbe questo essere: “Mi inviano una lettera di posta elettronica circolare per il cambio della parola d’ordine. Il signor croce, incluso nella lista di indirizzi della posta elettronica, risponde cosi`”… de, ma che cacata colossale! Ci vole 20 anni pe’ dilla… poi ci si lamenta se l’italia e` indietro agli altri paesi, se tutti fossero come questo qui, sai che palle…

La forza dell’inglese e` data dal fatto di aver assimilato parole da ogni lingua, trasfomandosi in una lingua efficace e rapida, adattissima per le nuove tecnologie. Ma gente come questo qui non lo capira` mai.

Un consiglio: che lo insegni ora l’inglese ai ragazzi, perche’ tra 10 anni verranno tutti a cercare lavoro in Inghilterra…

L’universita` italiana e` una cagata pazzesca – mega-post in piu` parti /7 – Che le donne so troie

Allora vi avevo promesso di restare in tema di letteratura, e in tema di letteratura si resta… allora dopo la letteratura teteska, il cui esame si puo` passare, come abbiamo visto, senza aprire libro, parliamo adesso della letteratura inglese.

La letteratura inglese e` vasta, immensa, autori su autori, per studiarla tutta ci vorrebbero anni, forse decenni. Ma per l’universita` italiana e` normale far studiare giusto 2 o 3 autori per consegnare ad uno studente una laurea in letteratura inglese. Si puo` essere laureati in letteratura inglese senza sapere nulla di Oscar Wilde? Certo, basta studiare in Italia.

Il problema con questo cosidetto “Nuovo ordinamento” e` questo: un tempo con il cosidetto “Vecchio ordinamento” uno studente (in teoria) entrava all’universita` il primo anno e cominciava a studiare la letteratura inglese (e potrei farvi moltissimi altri esempi, ma quello della letteratura inglese pare adeguato) dall’inizio, dai carmi in inglese antico per intenderci, per poi coprire quasi tutta la letteratura inglese nei restanti 4 anni, arrivando all’ultimo anno con gli autori contemporanei; ora invece l’obiettivo e` accumulare crediti formativi, e quindi i prof. sono andati nel pallone perche’ ora c’e` chi deve fare un esame da 10 crediti, chi da 8, chi da 6, chi fa un’annualita`, chi ne fa due, chi deve fare un esame di rettifica da 2 crediti, chi e` stato rapito dagli alieni e per questo ha gia` maturato 6 crediti ecc… . Insomma, un esame non e` mai uguale per tutti. Ho visto anche scene del prof. che parlava con una studentessa e gli elencava i libri da leggere per l’esame; la studentessa poi ha detto: “Ma il mio esame e` solo da 4 crediti!” e il prof, cancellando gli ultimi due libri dalla lista: “Allora questi due non li legga nemmeno!”

Comunque, il modulo da studiare era sul teatro elisabettiano. Bellissimo modulo, non c’e` che dire, e, a parte un libro-mattone di 500 pagine da leggere, dovevamo studiare o Romeo e Giulietta + Amleto, o Otello (Otello non lo scelse nessuno). Ovviamente tutti i libri in italiano, cosi` come il libro-mattone. Devo dire che il libro-mattone si rivelo` interessante per certi aspetti, lo leggevo con piacere, ma alla fine una bella ricerca su Wikipedia dava i suoi frutti ugualmente. Lessi anche i due drammi, o almeno mi sforzai di guardare qualche film a riguardo.

All’esame mi presentai con un mio amico, nonche’ coinquilino, e ci fecero entrare insieme. Io capitai con l’assistente che mi disse: “Ha letto il libro sul teatro elisabettiano?” e io: “Ehhhhh so tutto!” e lei: “Mi parli di un capitolo!” e io: “Beh, mi faccia qualche domanda lei, via su!” E lei: “No! Mi parli del capitolo 4!”

E qui si vede la vera differenza tra teoria e pratica. All’universita` italiana, fortemente incentrata sulla teoria, ti fanno studiare e ti chiedono un capitolo, mica ti fanno le domande… nooooo… vogliono che tu impari a memoria un libro parola per parola. Che deficienti.

Comunque sia, raccontai qualcosa di quel libro-mattone e passai col professore, un fiorentino-juventino mezzo deviato. Sto professore mi dice: “Allora, al tu ami’o gli ho chiesto di Romeo e Giulietta, a te tu ti ‘iedero di Amleto!” E cosi` incomincio a parlare un po’ della trama di Amleto, e ad un certo punto questo prof. mi fa: “Allora, dimmi, o come mai Amleto dice a Ofelia d’anda’ in un convento?” E io: “Ehhhh perche’ e` pazzo e sa che senza di lei…” E lui: “Ma noooo, l’e` piu` facile… perche’ Ofelia e` una donna, e le donne, le so tutte troie! Come posso datti 30 se c’hai piu` di vent’anni e un sai manco che le donne so tutte troie! Volevo datti un bel voto ma mi dovevi di’ che le donne le so tutte troie… via, ti daro` 26 tanto pe gradi`, ma credi…”

Non lo avreste preso a manate? Io no, perche’ alla fine un 26 avendo solo mezzo letto un libro va piu` che bene, ma mi chiedo se ci fosse stata una ragazza tipo una delle Femen a fare l’esame cosa avrebbe detto…

Comunque via, ormai abbiamo visto che tanto e` inutile studiare, tanto i professori danno i voti che gli pare, non c’e` metodo razionale di giudizio in un esame, quindi non vi ci impegnate troppo…

Alla prossima, vedremo come fregare un altro voto.

L’esperanto e` una grossa bugia

Li vedete nascosti tra i comuni mortali, portatori di un’idea comune di lingua universale, e come vi avvicinerete a loro dicendo che studiate inglese vi massacreranno, e cercheranno di imporvi la loro idea peggio dei testimoni di geova. Ebbene si`, sono gli esperantisti. Per chi non lo sapesse, diciamo velocemente la storia dell’esperanto: un oculista polacco un giorno si sveglio` e disse: “Perche’ non invento una lingua, cosi` da poter diventare la lingua universale?” E cosi` fece, e invento` l’esperanto. Gli esperantisti tengono alta la loro bandiera affermando che l’esperanto e` un connubio di tutte le lingue, con un dizionario minimo, facile da imparare e imparziale. Imparziale??? Cazzo dite??? Partiamo da un commento letto un mi ricordo dove. Un ragazzo dice che se un’azienda cerca un dipendente che sappia l’inglese, un ragazzo madrelingua inglese sara` piu` avvantaggiato nell’avere il posto. Allora riflettiamo un attimo. L’esperanto e` stato inventato un fottio di anni fa, e l’oculista polacco mischio` (come dicono gli esperantisti) tutte le lingue per farne una sola. Le lingue che formano la base dell’esperanto si fermano ad una decina, e non tengono conto assolutamente, ad esempio, delle lingue orientali o africane. Quindi possiamo dire che quando si studia l’esperanto, un europeo e` piu` avvantaggiato di un orientale. Ovviamente si usa l’alfabeto latino, quindi un tedesco imparera` l’esperanto prima di un russo, o un cinese. E gli ideogrammi??? Se una persona e` abituata ad usare gli ideogrammi per scrivere, dovra` per forza adattarsi a scrivere a lettere. Perche’ allora, ad esempio, per la parola “cuore”, invece di una parola scritta a caratteri latini non e` stato usato una sorta di ideogramma come <3 ? Per me ha senso ed e` assolutamente imparziale. E chi scrive da destra verso sinistra? Lo piglia in culo?

Altro errore che fanno gli esperantisti e` quello di essere troppo attaccati all’agglutinazione delle parole. Ad esempio, quando studiavo esperanto, vedevo che “ospedale” si diceva “malsanulejo” che deriva da san (sano) poi malsan (malato) poi malsanul (persona malata) poi malsanulej (posto per persone malate) e poi la o ci dice che e` un sostantivo. Ma che cagata!!! Io la facevo meglio, creavo la parola “hospitalo”, e per scriverlo mettevo un + che indicava la croce dell’ospedale. Punto. Facile, semplice… ma noooooooo… non sei esperantista se non risolvi equazioni di quindicesimo grado per formare una parola, e se sbagli, zac, crocifisso in sala mensa.

Altra bugia che vi sentirete dire e` che “milioni di persone studiano esperanto!”. Diciamoci la verita`, quanti esperantisti avete incontrato in vita vostra? Avete gia` fatto il calcolo. Avete presente quando un rappresentante di una ditta multilivello vi spinge ad entrare nell’azienda e vi dice: “Lui (cita il nome di una persona che conoscete) prende 2.000 euro al mese per questo lavoro!” e poi vedete che si sveglia alle 5 tutte le mattine per andare a lavoro… ecco… e` la stessa cosa… vi dicono: “Milioni di persone lo studiano!” E allora, do cazzo stanno sti esperantisti???

L’esperanto viene studiato da chi non ha voglia di studiare l’inglese, lingua piu` raffinata, piena di storia. Dietro ad un I was/you were ci sono centinaia di anni di storia, non come l’esperanto che studia 100 termini e sei gia` al livello c1 ma che tanto non lo puoi parlare perche’ nessuno ti capisce. Avete paura che l’inglesino vi rubi il posto di lavoro? Cazzo, studiatelo e apritegli il culo!!! Se io fossi un datore di lavoro e sul curriculum leggessi “Esperanto”, non lo chiamo nemmeno il candidato, significa che gli piace perdere tempo in cose inutili.

Lunga vita all’inglese lingua comune, lunga vita ad una lingua con tradizione centenaria. Inglese come lingua comune mondiale!

L’universita` italiana e` una cagata pazzesca – mega-post in piu` parti /5 – Come essere fottuti agli esami

“Il cerino e` la cosa piu` stupida che esista: infatti viene fregato da tutti – ma e` anche il piu` intelligente, perche’ infatti si fa fregare una volta sola!” [Antico proverbio]

Parliamoci chiaramente, se volete imparare una lingua straniera, non iscrivetevi ad una facolta` di lingue in Italia. Piuttosto, compratevi uno zaino e vagate nel paese in cui si parla, imparerete molto di piu`. Se proprio non amate viaggiare, andate in libreria e compratevi un corso di lingue con cd. Se siete cosi` pigri da andare in libreria, compratelo su Amazon e fatevelo recapitare a casa. Perche’ tanto e` la stessa cosa di quello che fareste all’universita`. Un tempo esisteva una materia come “Lingua e letteratura tedesca”, ad esempio. In pratica, si prende un libro di letteratura tedesca come puo` essere “I dolori del Giovane Werther” e lo si leggeva in classe in tedesco e, mentre si leggeva, il professore interrompeva la lettura per spiegare eventuali regole di grammatica e vocaboli strani. In questo modo lo studente si costruiva un bagaglio di vocaboli, di strutture grammaticali e di letteratura. Adesso, siccome bisogna pagare due professori invece di uno (senno` non saremmo in Italia), le materie sono due, ad esempio: letteratura tedesca e lingua tedesca, dove i professori di lingua si limitavano a leggere un corso De Agostini o simili, e i professori di letteratura a leggere informazioni trovate su Wikipedia.

E cosi` mi trovai a lezione di inglese. Ricordo che la prof. disse: “Avete fatto il test d’ingresso?” Io l’avevo fatto in effetti, ma qualcuno no. E poi continuo`: “Chi non ha fatto il test d’ingresso non lo voglio vedere! Deve fare il corso a gennaio!” E fu cosi` che un mio amico disse: “Bon natale!” e si levo` dai coglioni. Non so che fine abbia fatto, ma lo saluto perche’ insieme ci siamo divertiti da morire… La prof, un’americana, ci disse da subito: “Voglio che compriate questo libro, e mi raccomando, no fotocopie, chi porta le fotocopie non entra in classe!” Cosi`, da bravo coglione (si`, potete darmi del coglione quanto volete) comprai il libro. Non ricordo il prezzo, ma mi pare sui 20 euri. Contate che, anche se era gia` il 2003, internet non aveva ancora sfondato del tutto in Italia, soprattutto nelle piccole citta`, quindi se ti serviva un libro, andavi in libreria, non andavi su Amazon…

Chiunque voglia imparare l’inglese e avere un certificato, sa che gira molta confusione riguardo nomi e livelli: PET, KET, TOEFL, CAMBRIDGE ecc… sono solo alcuni nomi di certificati che vengono rilasciati per il raggiungimento di un certo livello che va da A1 (livello “My name is John Johnson and I come from London”) fino al C2 (che corrisponde piu` o meno ad una fusione linguistica tra Goku e Vegeta di quarto livello). Il corso che seguivo io rilasciava un certificato, non ricordo quale, ma era di livello B1 e molti studenti lo avevano gia` preso alle superiori (io no). Cosi` la prof. disse: “Avete gia` fatto questo livello alle superiori?” E molti dissero di si`. Gli venne detto: “Andate via, voi e` come se l’esame l’aveste gia` fatto e prendete il voto in base al voto di superamente dell’esame!” Che culo, aggiungo io…

A lezione con questa prof. si leggeva questo libro e s’imparava SOLO la grammatica, che abbiamo studiato tutti (simple present, simple past, simple caz e via dicendo). Cose che avevo gia` fatto alle medie, tra l’altro.

Un giorno, in bacheca, si lesse che il corso di inglese fu integrato con un “corso di morfologia” tenuto da una prof. spagnola (che non parlava nemmeno italiano, e francamente nemmeno inglese, quindi le lezioni erano in spagnolitaliano, tipo: “Esta frase se puele da utilisar para indicar la proposision finales…”, se ci fossero state delle tette qua e la` pareva di essere nel film “Il Ciclone – Ola ola ola, vo a dormire nell’aiola”). Diciamo che non capivo un cazzo di quello che diceva questa tipa, anzi, diciamo che nessuno ci capiva un cazzo. Si parlava di ricezione del suono, attivita` linguistiche attive, passive ecc… Nonostante nessuno ci avesse capito un emerito cazzo, cio` non evito` un quiz di 25 domande all’esame di inglese.

L’esame fu la piu` grande fregatura legalizzata che ho incontrato in vita mia. Si svolgeva in 4 parti: 1) Morfologia. Se passavi quello andavi a 2) Reading e Writing. Se lo passavi andavi a 3) Listening. Se lo passavi andavi a 4) Speaking. Ci mancava solo il controllo urine e l’analisi del sangue poi c’era tutto. Partiamo dall’esame/farsa di morfologia. 25 domande basate sulle lezioni/farsa e su delle fotocopie che ci aveva dato la prof. Nessuno ci capi` un emerito cazzo, una miriadi di gente fu bocciata direttamente. Ora come ora non mi ricordo cosa cazzo ci scrissi in quel test, ma so solo che lo passai, diciamo, cosi`, “a culo”. Venne il momento del reading e writing. Non era particolarmente difficile, anzi, ma ricordo solo che mi furono tolti tipo 5 punti perche’ scrissi: “I do love the rain, but…” e la prof. disse: “Non puoi usare il ‘do’ tra soggetto e verbo!” E io: “Si` che posso, e` rafforzativo!” E lei: “Si`, ma noi non l’abbiamo fatto in classe, questa cosa e` di un livello superiore, quindi, non potevi saperlo!” Che stronza! Peggio di un ausiliario del traffico! Comunque sia, andiamo avanti… la parte piu` vergognosa dell’esame fu il listening. Pensate che un’universita` di un paese ‘sviluppato’ abbia un laboratorio linguistico con cuffie e cd? Sbagliato! Ci trovammo tutti in una stanzina con un vecchio mangiacassette ed una cassa che amplificava notevolmente i bassi. Io non voglio essere polemico, ma se vi dico che non si sentiva una sega, credetemi! In piu`, in un esercizio, dovevi abbinare le frasi che sentivi a dei disegni INCOMPRENSIBILI, tipo che io avevo capito che all’areoporto avevano rubato delle valigie, ma non sapevo a che disegno collegarlo, visto che tutti e tre rappresentavano un uomo con delle valigie in mano. Dopo il listening, nel quale tutti prendemmo un voto indecente, rimanemmo in una decina, di circa 60 della prima prova, e si passo` allo speaking, nel quale non ci furono fatte domande troppo difficili, del tipo: “Come scrivi il tuo nome?” “Perche’ pensi l’inglese sia importante?” “Perche’ studi inglese?” Non penso di ricordarmi dei bocciati allo speaking.

Alla fine, passai l’esame con un misero 23 (che poi, con un trucchetto trasformai in 27 un paio d’anni dopo, ma questa e` un’altra storia).

A proposito, se fin qui pensavate che il listening fu la parte di vergognosa dell’esame, aspettate di sentire quello che ci disse la prof. dopo l’esame: “L’esame come sapete, da` diritto ad un certificato. Passate domani dal mio uffico con 144 euro e potrete ritirarlo!” Ovviamente, qualcuno ci casco`. Io non avevo una lira, senno` glieli portavo in monetine da un centesimo e gliele infilavo su per il culo una per una.

Questo e` tutto per questa volta. La prossima vi mostrero` come passare un esame imbecille come “Letteratura Tetesca” senza aver aperto libro.