Contanti (saluti)

A L’aia, città olandese che, tra le altre cose, ospita il parlamento, vicino alla stazione centrale, sorge il Mingle Mush, un posto che riunisce vari tipi di fast food, dove si può mangiare un pak krapow decente per 8 euri, sempre che vi piaccia la cucina tailandese. Il Mingle Mush ha una particolarità: nessuno dei chioschi accetta contanti. Solo carte. “Una birra!” “3 euro e 50” “Biiip!” “Un panino libanese con le falafel!” “5 e 50!” “Biiip!” Ed è così, tutto un bip dalla mattina alla sera, e questo è solo un esempio dei migliaia di posti in cui non si può pagare in contanti.

Ma… Perché la decisione di non accettare contanti? Principalmente per una questione pratica. Se andate al Mingle Mush verso mezzogiorno, vedrete un fila ignobile al baracchino tailandese. Pensate voi se si dovesse pure perde’ tempo a da’ il resto a tutti, magari quando tutti vengono con 50 euro: “Ehhhh ma un ce l’ho spicci, aspetta li vo a cambia’ al tabacchino, torno subito eh!”

Altra cosa comoda è la facile divisione dei conti. Se in azienda siamo dieci e vogliamo dieci pasti a porta’ via, non è che ci si va in dieci, e manco ci mettiamo a raccoglie’ gli spicci come si faceva alle superiori per la ricreazione (che poi tutti hanno sempre la banconota da 50 e non è che gli spicci escano dal culo), si manda uno che paga tutto con la sua carta e, dopo, invia un Tikkie sul tuo Whatsapp. Tikkie è un’app che ti permette di creare una richiesta di pagamento e inviarla ovunque, il ricevente apre il link che lo ridirige alla sua app della banca e paga, tutto in circa 10 secondi.

Un altra ragione per cui il Mingle Mush accetta solo carte è quello della sicurezza. Nessuno con una pistola può entrare e dire: “Fermi tutti, questa è una rapina!” “Mi dispiace, tutti i soldi sono stati trasferiti in tempo reale al conto corrente, non è che posso ritraferirli indietri!” “Ah… Ho capito… Allora prendo una coca cola!” “Sono 4 euro e 50!” “Ahhhh e poi sarei io il rapinatore!”

Ora ve la sparo lì, ché mi è tornata in mente: Un giorno guidavo sull’Aurelia, mi so’ fermato a un bar e, dopo aver consumato, il conto era di un euro e dieci centesimi. Gli detti 1 pezzo da un euro e un pezzo da 50 centesimi. Il barista mi dette 10 centesimi di resto. “Scusi, guardi che le ho dato 1e50, il resto è 40 centesimi!” “No, lei mi ha dato 1e20!” “No, dio cane, t’ho dato 1e50!” “Hai le prove?” “Guardi, per 30 centesimi sono sempre il solito stronzo, ma spero che le usi per comprarsi le medicine!” Capite bene che scene così, al Mingle Mush, non le vedrete mai.

In Olanda, le banche pongono un limite sul prelevamento di contanti (e questo è normale), ma anche sui versamenti in contanti. Sì, se mi regalano 100mila euri in contanti, non posso andare in banca con la valigetta. Le banche ti fanno versare contante solo 6 volte all’anno senza spese. Dopo 6 volte, paghi una bella percentuale.

Il lavoro viene pagato con addebito su conto e busta paga inviata via email. Il Iavoro nero non è così comune, perché, con i contanti, rischi di non poterci fare un cazzo.

A L’aia, perfino i pulman non accettano più contanti, quindi, o avete una tessera o una carta o andate a piedi. Facile.

“Buongiorno, un biglietto per Amsterdam, pago in contanti!”
“A piedi, orsù!”
“Ma sono 42 chilometri!”
“E 125 metri!”

L’altra sera, su internet, ho visto un servizio delle Iene. Non che dia molta credibilità alle Iene, non mi è mai piaciuto come montano i video delle interviste per far dire ciò che vogliono loro, ma comunque sia, vera o no la storia, ci dovrebbe far riflettere. Un signore va alla ricerca online di gente che vende Rolex. Li contatta e paga con assegno circolare. Per verificare che l’assegno circolare sia vero, fa chiamare la banca dalla vittima che risponde di sì, peccato che l’assegno sia falso e la telefonata è stata in qualche modo dirottata a chissà chi.

Dopo questo servizio, io mi son detto: Ste cose in Olanda non potrebbero mai capitare! Tu mi dai l’orologio, io ti pago via mobile banking in tempo reale. Punto, fine della storia. Com’è possibile che al giorno d’oggi succedano ancora ste cose?

In Olanda vedrete pochissime persone chiedere l’elemosina, per il semplice fatto che la gente non ha gli spicci. Saranno mesi che non tocco una moneta e non so più che cazzo di forma o disegno abbia.

Sapete che in Italia c’è ancora gente che va dal proprietario di casa ogni mese per pagare l’affitto in contanti? Soldi che, ovviamente, vengono messi sotto al materasso. Tu hai un tetto, io guadagno e lo stato se ne va in culo.

In Olanda si va al coffeeshop a comprare la marjuana, si paga con la carta e il negozio paga le tasse. Io mi diverto, tu guadagni e lo stato va avanti. Semplicissimo, pure una scimmia direbbe che è un sistema eccellente.

In Italia, quando vai al bar e ti dicono: “Ao, so’ 5 euri e 60!” “Pago con la carta!” “Astronzo! Ce pago le commissioni, damme li sordi veri!” “Ho 50 euro!” “A testa de cazzo, un c’ho da fatte er resto, bada sto pezzente!”

Ora, la gente più attenta dirà: “Ma a me che cazzo me ne frega se in Italia si paga coi contanti o con la carta? C’è la partita tra poco, sai che cazzo me ne frega a me!”

Beh… L’Italia secondo me gioverebbe non poco del pagamento digitale. Per esempio:

– le banche potrebbero introdurre un limite ai versamenti di contanti. Se tu hai centinaia di migliaia di euro di soldi sporchi in contanti, non devi avere la possibilità di versarli;

– limite bassissimo per i pagamenti in contanti, tipo 20 euro, per le eventuali spese di prima necessità. Sopra di quelli, carta;

– zero commissioni per i pagamenti con carta;

– tracciabilità dei pagamenti per evitare mazzette, bustarelle ecc…

– identificazione istantaneo delle fonti di reddito contro l’evasione delle tasse;

– numero di scippi in netto calo;

– più lavoro per programmatori per integrare i sistemi di pagamento;

– altre cose, che un c’ho voglia di scrive’.

Il problema è che gli juventini diranno: “Ma noi gli arbitri l’avemo sempre pagati in contanti, come si fa?” E allora nulla, ci si tengono i contanti.

Vinsero battaglie grazie alla loro figa!

Così se ne venne fuori il signor Giancarlo, storico concorrente della routa della fortuna, che, sul tema “le amazzoni”, disse: “Vinsero battaglie grazie alla loro… [Pausa di qualche secondo]… FIGA!”. Immaginatevi le risate di tutti a quattro ‘anasce!

Ovviamente, era “foga” la parola che si stava cercando, ma tanti miliori di lire non valgono come una vita di gloria.

Che poi non si sa bene se vinsero battaglie grazie alla foga o alla figa, ma se le amazzoni erano ciccione, si sa… La donna con un po’ di ciccia tira sempre, diciamoci la verità…

Anche vero che in toscana si chiama fica, con la C, o meglio, fiha, quindi il gioco di parole verrebbe “Vinsero battaglie grazie alla loro foca”, e di foche in Amazzonia mi da l’idea che un ce ne siano.

Prima di continuare, rivediamo questo momento storico:

Vi sentite più leggeri nell’animo adesso? Perché ora si parla di gente che vinse battaglie grazie alla loro fuga: i cervelli degli italiani.

In pratica, tanti ragazzi, ma anche tanti 40enni, negli scorsi 10 anni, sono scappati all’estero in cerca di condizioni lavorative migliori. Ovviamente non sono scappati i nullafacenti da aperitivo pagato da mamma, ma chi sapeva fare qualcosa, sia esso il cuoco, il cameriere o l’ingegnere tecnoautospaziotemporale delle bestemmie.

Ho visto di recente una proposta del governo per un piano per far rientrare gli italiani che che vivono all’estero e sono disoccupati per poi pagarli col reddito di cittadinanza.

Adesso, vediamo quali sono sono le categorie di questi Italians abroad:

– la prima categoria è quella dei professionisti, coloro che sono programmatori, tecnici, ricercatori e bestemmiatori di professione che venivano pagati in sassi in Italia, ma all’estero prendono fior di quattrini e conducono una vita decente, anche se il prezzo da pagare è la carbonara con la panna;

– subito sotto di loro, ci sono quelli che vanno all’estero a fare il lavapiatti/cameriere. Ora vi spiego come funziona e perché i ristoranti italiani sono sempre in cerca. Mettiamo che uno arriva a Londra, perché il cugino dell’amico dell’amante della cugina gli ha detto che si guadagna bene e trovi lavoro subito: questo tizio contatta un paio di ristoranti gestiti da italiani e ha davanti due possibilità: venire assunto subito a 2 sterline l’ora o avere un buon contratto, ma per averlo devi passare una prova di 2 settimane non pagate. Tutti scelgono la seconda, per poi venire licenziati dopo 2 settimane per fare strada a qualcun altro;

– dopo di loro viene la banda dell’aperitivo, ovvero coloro che vanno all’estero a cercare lavoro, ma passano tutto il tempo a beve, a lamentarsi dei locali e a urlare “Abbellaaaaaaa!” a ogni ragazza che passa, per poi tornare in Italia quando i soldi di mamma e papà sono finiti, con le mamme che diranno: “Poverino, non trova lavoro…”;

– chi va all’estero perché gli hanno detto che lo stato gli paga la disoccupazione se non lavorano, così se ne stanno a fa’ i barboni ai bordi della strada.

Ora se voi foste un ministro italiano, quale di queste categorie vorreste far rientrare che migliorerebbe la situazione di questo paese? I fancazzisti barboni o i professionisti che hanno tanto di qualifiche e esperienza commerciale estera?

Per il governone italianone la risposta è semplice: fancazzisti aperitivisti c’hai da accenne abbellaaaa sì, professionisti no. E non solo li vogliono rimpatriare, li vogliono pure paga’ coi soldi pubblici!

Insomma, italia piena di datori di lavoro che non vogliono paga’, lavoratori che non hanno voglia di lavora’ e governo che tifa per loro. Connubio perfetto! Manco la fusione di Goku e Vegeta poteva essere più potente.

Uno dei pochi post scritto senza bestemmie, dio cane.

 

I commenti su facebook, i razzisti e Umberto Eco

Tipo un paio di settimane fa Umberto Eco ha avuto da ridi’ sul fatto che la gente posta commenti sui social newtork. In pratica dice che prima che arrivasse feisbuc, la gente aveva si` permesso di commentare quello che succedeva, ma lo faceva al bar, e se diceva qualcosa di deficiente, veniva messo nell’angolo e zittito, al massimo potevano vola’ du’ schiaffi ma giusto quando andava male. Ora invece, tutti hanno la possibilita` di pubblica’ roba, quindi giu` con tutti i commenti del cazzo.

Che poi io gli italiani e fo fatica a capilli. Sono razzisti, e qui siamo un ci piove. Ovvio che se lo dite, vi risponderanno troiaiate tipo: “Se difendere il mio paese e le mie tradizioni dai clandestini e dall’islam e dare la precedenza ai miei connazionali vuol dire essere razzista, allora si`, sono razzista!” Vabbe’… sorvoliamo e passiamo a parla’ dei fatti.

Capire gli italiani e` una cosa abbastanza difficile, penso che froidde ci poteva scrivere 10 libri sul tema se solo avesse avuto feisbucche. Cioe` vi faccio un esempio. Un paio di settimane fa e` morto un ragazzo in Versilia. In prati’a era andato al mare con gli amici, avevano affittato un pedalo`, sono andati al largo, si e` tuffato ed e` rimasto disperso in mare. Una tragedia, una fatalita`, chiamatela come volete. Su facebook, il Tirreno (il giornale locale toscano) ha pubblicato un post tipo: “Giovane disperso nel mare in Versilia”, e gli utenti giu` di ‘ommenti tipo: “Oddio, poverino!”, “Quanto mi dispiace!”, “Spero tanto lo ritrovino!”, e l’immancabile “R.I.P.” (che poi, se devi lascia’ un commento, almeno scrivi qualcosa di sensato, cazzo mi sta a indica’ RIP). Eppure i giornalisti del Tirreno si erano scordati di un piccolo particolare: il ragazzo era nero. Ora sia chiaro, non era un clandestino e nemmeno Taigher Vuz (cioe` volevo scrive’ Tiger Woods, ma poi mi sa che la gente pole fa fatica a ricordassi chi e`… vediamo, chi pole esse’ un ricco nero? Will Smith il principe di Bel Er tipo…). Questo ragazzo veniva dalla Costa d’Avorio, emigrato con la famiglia anni addietro, viveva tra le verdi ‘olline toscane, lavorava e giocava a pallone. Cosi` il Tirreno pubblica la foto di questo ragazzo e, in meno di un secondo, gli Italiani cambiano opinione, come fossero nella seconda guerra mondiale, e i commenti si trasformano in: “Bene! Uno in meno!”, “Sono contento, smettiamo di mantenerli!”, “Spero ne muoiano altri 1000!”.

Una cosa simile e` successa poco tempo fa. Una bambina africana compiva la traversata del mediterraneo. Gli scafisti le hanno buttato in mare lo zainetto contenente le medicine per curarsi il diabete. E` morta durante il viaggio. Gli Italiani subito a commentare la notizia (da dietro la tastiera, ovvio): “Bastardi! Avete ucciso una povera bimba, io ucciderei gli scafisti!”… poi senti di una sciagura in un barcone dove muoiono centinaia di persone, uomini, donne e bambini, e subito gli Italiani commentano: “Ahahah come godo! Sono morti!” “Beneeeee! 100 in meno da mantenere!!!” ecc…

A Livorno, citta` da sempre di sinistra, multiculturale e aperta alle innovazioni, poco tempo fa e` successo che una ventina di migranti si sono radunati davanti al comune e hanno chiesto di andare a parlare col sindaco, per tentare di trovare un lavoro, anche a fare lavori socialmente utili. Potete ben immaginare i commenti: “Ahhhh e ora vogliono anche lavoro? Io sono laureata e non trovo nulla!” “Bastaaaa! A casa loro!” “Il lavoro e` per gli italiani!” ecc… ma il commento che mi e` piaciuto di piu` e` stato questo: “Io sono divorziata e con due bambini da crescere! La piu` piccola ha 17 anni, il piu` grande lavora e convive con la sua ragazza! A loro tutto e a me niente!” E qui si torna al discorso che in Italia si e` bambini fino a 35 anni, ma vabbe’, e` un altro discorso.

Riguardo a quello che e` successo a Livorno, io dico: i migranti si sono radunati davanti al comune perche’ non avevano lavoro e volevano integrarsi… gli italiani che si lamentano, sono mai andati davanti alle autorita` a protestare? Hanno mai fatto qualcosa di concreto?

Capire gli italiani e` complicato, eccovi qualche esempio:

Non lavori = sei un fannullone;

Lavori sottopagato = sei un coglione, hai studiato tanto pe’ 400 pleuri al mese;

Lavori = sei un coglione, potresti anda’ al grande fratello e fa’ i soldi;

Sei un rifugiato che non lavora = devi morire, pesi sul bilancio, almeno tu lavorassi…

Sei un rifugiato che lavora = sei un bastardo, devi lasciare il lavoro agli italiani;

Sei in cerca di lavoro = vai all’estero se vuoi lavorare;

Lavori all’estero = sei un bastardo, te ne sei andato lasciandoci in questo letamaio;

Non trovi lavoro oggi = colpa di renzi / comunisti di merda;

Non trovavi lavoro 4 anni fa = colpa di monti;

Non trovavi lavoro 10 anni fa = colpa di berlusconi;

Ora, il succo finale del discorso, che alla fine mi so’ anche rotto i ‘oglioni di scrive’, e` che, via, va bene ave’ una propria opinione riguardo ai migranti, si puole esse’ pro o contro, ognuno ha diritto di manifestare la propria opinione, pero`, cazzo, decidetevi da che parte sta! E prima si`, poi no, poi si`, poi no e alla fine dio porco.

Il referendume in Grecia

Oh allora, o che vi devo di’, s’era gia` parlato di referendumi qui, pero`, come ben sappiamo, a volte le immagini valgono piu` di mille parole.

A parte le troiaiate, in Grecia in questi giorni s’e` fatto il referendume perche’ in pratica so’ sommersi dai debiti colle banche teteske, e il capo del governo ha chiesto alla gente: “Volete da paga’ o volete stavvene al sole a magna’ feta e olive finche’ non crepate?” Ovviamente la gente ha risposto no, che nella domanda precedente signifi’a ben poco, visto che non era una domanda a cui si poteva risponde si` o no, quindi ora capite perche’ non faccio il giornalista di professione, ci mancherebbe che qualcuno mi pagasse pure pe’ scrive stronzate.

Comunque sia, tralasciamo il risultato del referendume e parliamo del referendume in se’. I greci si sono trovati di fronte a un referendume di quasi 70 parole:

La scheda del referendum in grecia.

La scheda del referendum in Grecia, che pare scritta in un alfabeto tipo quando uno e` un po’ briaco. Vedi? Quando sei bria’o, e scrivi cosi`…

Diciamo che uno, entra, e se e` puntiglioso, e ci mette tipo 40 se’ondi boni pe’ legge’ il testo del referendume, tempo che poteva passare a magna’ feta e olive.

Ma vediamo la situazione dei referendumi negli altri paesi. Tipo di recente c’e` stato il referendume ini Scozia per ave’ l’indipendenza, perche’ ovvio si sentano fichi e devono esse’ indipendenti. Gli inglesi la facevano piu` facile, via. 6 parole! Eccovi la scheda:

Referendume ini scozia

Gli scozzesi sono tirchi anche quando si parla di pagare per l’inchiostro per stampare la schede dei referendumi. Si vedono i risultati.

Viaggiamo adesso fino ini Svizzera, che fa un referendume ogni 5 minuti, sai come si devono sbattezza’ il cazzo ogni volta a anda’ a vota’. Vabbe’, vediamo un po’ come se la cavano gli svizzeri:

Refendume ini Svizzera

Ini Svizzera non specificano di votare si` o no, ma lasciano la casella “risposta” aperta ad ogni interpretazione. Infatti, a fianco dei classici SI`, OUI, JA, YES, si puo` scrivere tipo: “AVOJA!”, “MA TE PARE?”, “DIO BOIA!” ecc…

Ma io penso che alla fine, le cose migliori vengono fatte in Italia. Infatti, se guardate le immagini sopra, sono tutte molto dubbiose, tipo che la prima e` scritta in alfabeto latino ubriaco, quella della Scozia ti dice “should”, quindi potrebbe essere indipendente, ma anche no, te sai una sega… ini Svizzera s’e` visto che uno puo` scrivere quello che gli pare, quindi se scrivo NI, se lo pigliano in culo. Un referendume deve essere chiaro, la gente deve capire quello per cui sta votando, e riassunto in maniera corretta. Un po’ come il referendum per il nucleare in Italia di qualche anno fa…

I referendum in italia

Il decreto legge n. 1234/abc del 01/01/1950 che non abroga la legge 5678xyz del 01/01/2000 ma estende la legge costituzionale 6666/zzz del 31/12/2005 comma 3, riga 2, carattere 5 e dice che in pratica non si possono non costruire centrali non nucleari nelle zone i cui territori non siano non stati non indicati come zona non nuclearizzata, salvo le zone in cui la non nuclearizzazione non si sovrappone alla legge 111/ppp del 05/12/1981 (ma francamente quel giorno i politici si erano fatti di bamba), e in piu` nella divina commedia, Dante dice a Virgilio: “In quel girone non andare, dici no alla centrale nucleare”, e insomma questa legge potrebbe non essere non approvata dipende dal non voto di questo referendum. Non siete non in disaccordo con questo? [SI] [NO]

O gente, ci si becca alla prossima

Il razzismo spiegato al mio futuro figlio

Premessa: io non sono iscritto ad alcun partito politico e questa storia e` frutto di una visione oggettiva dei fatti.

I bambini, si sa, sono piu` intelligenti degli adulti. Con loro si puo` ragionare, fargli capire le cose, mettendoci un po’ d’impegno, mentre con alcuni adulti puoi tirare fuori tutte le ragioni del mondo, anche le prove piu’ schiaccianti, ma negherebbero tutto.

Di recente, su Facebook, ho avuto una piccola discussione con un italiano razzista. Un razzista di quelli moderni, di quelli che vorrebbero l’Italia solo per gli italiani e (a parole) ucciderebbero gli immigrati uno per uno. Di quelli che invocano il ritorno del testone, che cacci via tutti e faccia arrivare i treni in orario. Con queste persone, dicevo, non si puo` parlare, perche’, come apri bocca (o digiti, e` lo stesso), cominciano ad offendere, dandoti del comunista, zecca, finto-buonista e altre offese gratuite.

E io m’immagino la scena di me nel futuro, quando avro` un pargoletto, che verra` da me una sera e, a tradimento, mi chiedera`:

Babbo, a scuola oggi offendevano un nostro compagno, gli dicevo che era un negro di merda. Perche’ lo offendevano?

Perche’ sono razzisti, sicuramente figli di genitori razzisti e cresciuto in una casa in cui si fanno discorsi razzisti.

E perche’ sono razzisti?

Perche’ credono che i veri problemi di questo paese derivino dal fatto che molte persone sono venute qui, dall’Asia, dall’Africa e dal Sud America.

E perche’ sono venuti qui?

Perche’ quando vivi in condizioni di estrema poverta’, o perche’ nel tuo paese e’ scoppiata una guerra civile che mette in pericolo te e i tuoi cari, dovresti avere la liberta` di andartene in un altro paese.

Ma mi hanno detto che vengono qui in Europa ad ammazzare la gente, e` vero?

Diciamo che tra di loro ci sono anche dei delinquenti, ma se leggi le statistiche, i crimini commessi dagli italiani negli ultimi anni supera di gran lunga quello degli immigrati. E poi, il problema della gente e` la memoria corta. Ci piace molto essere europei, tutti parte di una stessa famiglia, eppure sono stati proprio gli Europei, inglesi, francesi, spagnoli, olandesi e anche italiani ad essere andati nei secoli scorsi in quei posti da dove vengono ora gli immigrati…

E cosa facevano?

Massacravano. Tutti. Uno per uno. Chi non veniva ucciso veniva sottomesso. Dovevano fare gli schiavi. Succede anche oggi, indirettamente.

Cosa intendi con indirettamente?

Intendo dire, ad esempio, che il computer o qualsiasi altro apparecchio che usi tutti i giorni viene fatto con il silicio, che viene estratto da minatori in Africa, cosi` come i diamanti e altri prodotti. I popoli africani lottano ogni giorno per il controllo di questi territori pieni di ricchezza, e le persone che sono in pericolo scappano come possono.

E vengono qui e diventano immigrati clandestini.

No, non proprio. La gente abusa ogni giorno della parola “immigrato clandestino”. In realta` dovrebbero parlare di “profughi”, “immigrati” e “clandestini”. I profughi sono coloro che vengono in Europa perche’ nel loro paese non esistono piu` le condizioni necessarie per la propria sicurezza (ad esempio, una persecuzione razziale), e chiedono aiuto, e noi, come paese semi-civile dobbiamo aiutarli, gli immigrati sono coloro che entrano nel paese ed hanno un permesso per starci, mentre i clandestini sono coloro che sono entrati nel paese senza farsi riconoscere alla frontiera e senza avere un permesso, in questo caso lo stato cerca di rimandarli al loro paese.

Perche’ parli del nostro come un paese semi-civile?

Beh…  Mafia, camorra, inquinamento, politici puttanieri, spreco di denaro pubblico, ospedali fatiscenti, gente che sbava dietro ai concorrenti del Grande Fratello… ti pare una civilta` perfetta?

E perche’ la gente parla sempre dei clandestini senza fare differenza tra profughi e clandestini?

Perche’ tutto e` fatto per istigare l’odio. Si prende una notizia, la si gonfia un po’, se non c’e`, ci si inventa, si prende un’immagine a caso e vi si scrive sopra una frase. Fatto questo si condivide sui social network, chiedendone la condivisione, provocando lo scandalo tra la gente.

E la gente ci crede?

E come poi! I piu` intelligenti si informano sulla fonte della notizia, mentre altri si fidano ciecamente e pubblicano commenti razzisti. Il commento piu` in voga e` di solito “Andate via! Italia agli italiani!”.

Ma perche’ mai la gente crea articoli e vignette razziste con notizie false?

Perche’ gestiscono siti web nelle cui pagine sono pubblicati banner pubblicitari. Per loro, gli utenti che aprono quel sito sono come soldi. Piu` visitatori hai, piu` quel banner viene visto e l’azienda pubblicitaria paga. E per arrivare a fare anche 50 mila visite al giorno, hai bisogno di notizie allettanti che attirino la curiosita` del lettore, poco importa se siano vere o no.

Ma ci sono posti nel mondo dove locali e immigrati possono integrarsi?

Certo! Guarda paesi come la Francia, la Germania, il Regno Unito, ormai ci sono moltissimi immigrati che si sono integrati benissimo. Ci sono stati casi di razzismo, ma rimangono casi isolati.

E gli italiani non sono mai emigrati?

Quello italiano e` uno dei popoli piu` emigrati della storia!

E cosa pensavano le popolazioni straniere degli italiani immigrati?

Non proprio buone cose. Dovunque andavano gli italiani arrivava mafia, delinquenza, sporco. Dicevano gli americani, che gli italiani era uno dei popoli che non si integrava, e la Little Italy di New York era uno dei quartieri piu` malfamati della citta`.

Ma allora anche noi siamo come quello che pensiamo degli immigrati che arrivano qui.

Certo. In fondo, esiste solo una razza, quella umana!

Perche’ i maschi italiani sono sempre arrapati

Vi siete mai chiesti perche’ il tipico ragazzo italiano e` visto come uno che pensa solo a scopa’? No, ma pe’ davvero, ve lo siete mai chiesto? Basta guardare un qualsiasi film o cartone straniero per vedere che l’italiano medio e` ritratto come basso, capelli neri, ciondolo d’oro, maglietta bianca e che fischia ad ogni ragazza che passa.

Io ci ho pensato per un po’ e forse ho capito il perche’. Se riflettete bene, all’estero (e per estero intendo paesi piu` sviluppati dell’Italia, anche se, ora come ora, perfino il Fankulistan sarebbe piu` avanzato sia tecnologicamente che mentalmente dell’Italia), c’e` una certa predisposizione al sesso come “normale attivita` ricreativa”. Cio` vuol dire che in un periodo che va dai diciamo 14 ai 30 anni, in cui un ragazzo e` curioso riguardo al sesso, puo` trovare ragazze anch’esse curiose che hanno anche loro voglia di fare questo tipo di esercizio. Facendolo piu` spesso, i ragazzi norvegesi non sentono il bisogno di fischiare dietro alle ragazze, e si possono concentrare su altre cose (bere, ad esempio, o suonare black metal).

In Italia la situazione in passato (e molto anche ora) e` diversa. Come al solito i cattodeficienti hanno rovinato tutto. Le ragazze non si concedevano a meno che non le sposavi. Le potevi portare fuori a cena, comprarle vestiti firmati, portarla in vacanza, ma niente topa se prima non si giura in chiesa. I maschi italiani cosi` sono cresciuti frustrati, con il risultato che mentre coetanei stranieri pipavano normalmente, e gli avanzava anche il tempo per creare progresso, gli italiani ne studiavano nere per cerca’ di pipa’. Macchine di lusso? Moto ultimo grido? Giacche firmate? Tutto tempo sprecato! Tanto le ragazze non gliela davano.

Cosi` gli italiani si guardarono intorno e cominciavano a capire che le ragazze straniere erano facili. Ma non capite male… erano “facili” rispetto alle italiane, ovvero non avevo questo tabu` cattolico che le italiane avevano. Semplicemente volevano sperimentare il sesso prima dei 30 anni, prima di sposarsi, fare dei figli e lavorare, come deve essere tra l’altro. Ed e` per questo che gli italiani, quando vedevano una svedese in vacanza, cominciavano a fischiarle dietro. Cercavano in loro quello che non trovavano nelle ragazze italiane.

Un’altra cosa di cui le ragazze italiane avevano e hanno ancora paura tutt’oggi e` il giudizio degli altri. Della serie “Oddio, se la do` a lui, poi tutto il paese dira` che so’ ‘na troia!” e allora si andava avanti cosi`, per decenni, casa-chiesa e niente sesso, con maschi e femmine frustrati. Niente educazione sessuale, niente informazioni, niente! E non dite: “Ehhhh ma ora e` diverso!” No, non e` cambiato un cazzo, ci sono ancora ragazze che dicono tipo: “Non te la posso da` finche’ non mi sposi!”

Ma andiamo ancora avanti. Per le ragazze italiane, per molto tempo, fare sesso era considerato un dovere piu` che un piacere, e quindi pensavano: “Perche’ devo darla ad un povero quando posso avere uno ricco?” E giu` di ragazze che uscivano con te solo se avevi il macchinone. Ricordo sempre che quando ero all’universita` sentivo ragazze che parlavano tra di loro e dicevano cose tipo: “Ieri so’ uscita co’ uno!” “A si? Che macchina ha? Che cellulare ha?” Ehhhhh ma e` da esse’ stronze cosi`, materialiste del cazzo! Una volta uscii con una, e io avevo la mitica Volkswagen Polo vecchio modello, e lei ad un certo punto mi disse: “Il mio ex sara` anche stato uno stronzo, ma almeno lui aveva il Mercedes!” Io accostai (eravamo in mezzo alle colline maremmane) e dissi: “Scendi!” Ora, nell’anno 1999, non tutti possedevano un cellulare. Spero per lei di avere avuto una bussola con se, ma sarei curioso di sapere come torno` a casa quella sera.

Comunque sia, questo e` tutto. Spero che le mie teorie siano giuste, senno` sti cazzi.

Il cibo italiano all’estero… che bonta`!!!

Oggi ri e` tempo di ‘ommenti, via. Il tema di oggi e` il magna’, soprattutto per un articolo comparso su The Indipendent che dice in prati’a che la Barilla ha stilato delle regole per far capire agli stranieri ‘ome si cucina la pasta. Che tipo gli spaghetti al ragu` non li servono piu` manco a Bologna, che il pollo sulla pasta un ci va, che un si deve be’ il cappuccino mentre si magna ecc…

E allora su Facebook s’e` scatenato il putiferio: “Il pollo sulla pasta, che schifo!” “Spacciano per italiani piatti che non lo sono!” “La pasta come contorno un mi garba, meglio pasta e merda come  mi facevano alla mensa all’elementari!”

Ora qui voglio un po’ allarga’ il discorso, perche’, si` insomma, l’italiano medio e` chiuso di ogni mentalita`, perfino quella culinaria. Va all’estero e non vole assaggia` i piatti lo’ali ma pretende gli spaghetti al pomodoro. Addirittura qualcuno si porta la passata Cirio in valigia, sia mai che all’estero mangino stronzi fritti. L’italiano va all’estero e si lamenta perche’ gli propinano pasta e polpette che, pur essendo straboni, ve lo garantisco, non mangiera`, perche’ alla fine il dna italico e la mentalita` chiusa va difesa anche a costo di morire di fame. Quando poi, stremato al suolo dalla mancanza di cibo per una settimana, implorera` qualsiasi cosa di commestibile, avra` da ridire e, prima di emettere l’ultimo respiro, dira`: “Le polpette sulla pasta un ci vanno!”, e morira` li`, in mezzo alla strada, ma felice perche’ ha potuto dare una lezione di vita alla gente attorno a lui, non sapendo che nessuno lo capira`, quindi il suo sforzo e` stato inutile.

E` normale che qualche piatto italiano sia stato modificato all’estero, molte volte anche in meglio. Pero` l’identita` culinaria italiana va rispettata, mentre in Italia quella degli altri paesi viene presa a calci nel culo ogni giorno. Avete mai portato un cinese vero ad un ristorante cinese in Italia? E un giapponese a mangiare il sushi in Italia? O un indiano a mangiare il curry in Italia? O un tedesco a mangiare un salsiccia tipica tetesca comprata al Lidl? Provateci, e vedrete che non ci metteranno piu` di 3 secondi ad insultarvi per come avete trasformato i loro piatti sacri.

Aprite quelle cazzo di menti e imparate ricette nuove, non abbiate timore, mettete quella cazzo di ananas con i gamberetti sulla pizza, provate a bere un cappuccino dopo pranzo, provare a mangiare una bistecca con tagliatelle come contorno.

Comunque, dite quel che vi pare, ma le tagliatelle con le polpette sono la fine del mondo!!! Chi dice di no, perche’ non e` “italiano”, non posso che guardarlo negli occhi e dire: “Vaffanculo!”

Gara di alfabeto contrario: Italia vs estero

Ovvia, su, facciamoci riconoscere anche su Iutubbe. Avete mai provato a dire l’alfabeto all’incovercio? Tipo zeta, vu, u, ti e sti cazzi… Su internet ci sono un fottio di video di gente che si cimenta in questa troiaiata di gara, ma ne ho trovati due che spiccano, un po’ come un pelo bianco nel bu’o del culo.

Questo e` un inglese (o americano, cazzo ne so), che riesce a dire l’alfabeto al contrario in 2.4 secondi. Nell’allenarsi, ha probabilmente sprecato 10 anni della sua vita con relative trombate perse:

Il secondo, invece, e` italiano, si fa chiamare Dott. Utis (ooo ne ho sentiti di nomi del cazzo ma il suo e` veramente una merda, come diceva il cattivo di Puttanik) e diciamo che si sta allenando per raggiungere il livello dello sfigato di sopra. Confido che ci potra` riusci’ in meno di 40 o 50 anni, se continua cosi`:

O io che cazzo vi devo di’, un so chi dei due e` piu` idiota…