Si puo` dare di piu` e si puo` pure bestemmiare di piu`

Ehhhhh ma in Italia non cambia mai un cazzo, nessuno fa una sega, in Comune ci si gratta le palle, al lavoro si sciopera pe’ ogni cazzata e porchiddii vari.

Ehhhhhh ma ai mi tempi era diverso, si produceva, poi si andava alla Standa a comprare i vestiti che la tv di Berlusconi ci consigliava, si mangiavano le merendine del Mulino Bianco fatte da conservanti e bestemmie e poi, dio boia, s’ascoltava la musica bona.

Correva l’anno 1987 e, per caso, Morandi s’incontro` con Ruggeri e Tozzi. Tozzi non si sa che c’incastrava, ma a quei tempi andava di moda, non si sa perche’, ma ricordiamoci che dopo di lui comincio` l’era 883 e degli uomini sfigati. Tozzi ne fu il precursore, ma almeno aveva piu` dignita`, nel senso che la frase: “Se viene testa vuol dire che basta, lasciamoci!”, Max Pezzali la avrebbe interpretata: “Lancio la moneta poi mi accorgo che era la moneta che presi di resto quando andammo in moto a prendere il gelato e allora mi ricordo che ti drogavi e finalmente mi innamoro ancora, poi vado a ballare!”

Su Ragazza In (ma che cazzo di rivista era???) regalavano il superposter di Umberto Tozzi, altro che Bon Jovi!

Ruggeri proveniva dalla fase punk, cosi` punk che i giovani si chiedevano se il vero punk fosse lui o i CCCP.

Nella prima foto vedete Ruggeri che chiede a Cecchetto se c’aveva na sigaretta, perche’ ha speso tutti i soldi della paghetta di mamma per tingersi di biondo, nella seconda foto Giovanni Lindo Ferretti appena uscito dalla doccia che chiede a tutti se hanno un pettine da “prestargli” (ovviamente non lo rivedranno piu`).

Insomma si diceva che un giorno Morandi e sti altri due e buttano giu` questa canzone che portera` a definire l’Italia del futuro.

Gia` il ritornello dovrebbe far pensare:

“Si puo` dare di piu`, perche’ e` dentro di noi, si puo` dare di piu` senza essere eroi…”

Insomma, sti tre ci dicono che possiamo fare di piu`, nel senso… ora, nella seconda strofa ci daranno qualche consiglio, vediamo cosa ci dicono:

“Come fare non so, non lo sai neanche tu, ma di certo di puo` dare di piu`!”

Cioe’, non lo sanno loro, non si sa noi, non lo sa nessuno pero` si puo` dare piu`. Tipo un nuovo sindaco va in comune e dice: “Mmm… qui si puo` fare di piu`!” “E come?” “Cazzo ne so! Te lo sai?” “No!” “E allora?”

Come nell’aforisma della mentalita` giapponese contro la mentalita` italiana:

Mentalita` giapponese: Se qualcuno puo` farlo, allora io dovro` farlo meglio. Se nessuno l’ha fatto, io dovro` essere il primo a farlo!

Mentalita` italiana: Se qualcuno puo` farlo, che lo faccia. Se nessuno l’ha fatto, perche’ devo farlo io?

Comunque, gia` dall’inizio si capiva che gli italiani del futuro non avevano voglia di fare un cazzo:

“In questa notte di venerdi`, perche’ non dormi, perche’ sei qui?” (Perche’ dire perche’ rompi il cazzo stava male, poi m’immagino negli anni 80, senza telefonini uno si presentava a casa, poi quello dormiva, insomma, stava male)

“Perche’ non parti per un weekend?” (Enrico Ruggeri scrisse: “Perche’ non te ne vai a fanculo?” e Morandi disse: “Ma noooo soc’mel Enrico, questa strofa non e` abbastansa poetica, non puoi dire culo, perche’ non provi con perche’ non parti per un fine settimana?” “Ue’ Giorgio, ma come sei out, figa, devi fare piu l’imbruttito, bro, oggi si usano i termini in inglish, si dice perche’ non parti per un weekend?”) (Tozzi era in bagno a tagliarsi le vene).

“Cosa ti manca, cosa non hai? Cos’e` che insegui se non lo sai?” Della serie, non lo sai manco te cosa vuoi, lo devo sape’ io? “Signor Presidente, cosa manca per cominciare i lavori per lo Stretto di Messina?” “Ohhh ma ti rompo il cazzo io?”

“Ma se afferri un’idea, che ti apre la via, e la tieni con te o ne segui la scia!” Un po’ come quando sei nel traffico, vedi l’ambulanza che arriva a sirene spiegate, te la lasci passare e poi viaaaaaa dietro cosi` sorpassi tutti.

“Perche’ la guerra e la carestia, non sono scene viste in tv e non puoi dire lascia che sia, perche’ ne avresti un po’ colpa anche tu!”

M’immagino il dialogo tra due persone:

“C’e` la guerra!”
“Dove?”
“Cazzo ne so, in Ucraina o giu` di li`!”
“Non puoi dire lascia che sia!”
“E perche’?”
“Perche’ ne avresti un po’ colpa anche tu!”
“E te? Parti per portare le armi?”
“No!”
“E perche’?”
“Perche’ comincia tentescion ailand, mica me lo posso perde’!”
“Ma come? Non si poteva fare di piu`?”
“Come fare non so!”
“Manco io ce lo so!”
“Invece perche’ non parti per un weekend?”
“Un c’ho una lira e manco voglia!”
“Se la tua corsa finisse qui forse sarebbe meglio cosi`!”
“Seeee me pesa er culo solo a pensacci a anda’ a corre!”
“Vabbe’, ma se parlo con te e ti chiedo di piu` e` perche’ te sono io, non solo tu!”
“Ahhh tipo io che bacio te che bacia lei che bacia lui, no, come cazzo era?”
“Si` una specie, cioe’, te sono io ma non solo tu, ma se te sei io, non sono io!”
“No, aspetta, se te sei te come fai ad essere io?”
“Ci droghiamo?”
“Si`!”

Se andiamo invece in Germania, paese da sempre considerato meno fancazzista, in quei tempi, spopolavano gruppi tipo gli Helloween, che, da bravi tedeschi, danno precise istruzioni su come fare per migliorare la propria vita, basti guardare la canzone Keepers of the Seven Keys:

Throw the first key into the sea of hate
Throw the second key into the sea of fear
Throw the third key into the sea of senselessness
And make the people hold each other’s hands
The fourth key belongs into the sea of greed
And the fifth into the sea of ignorance
Disease, disease, disease my friend
For this whole world’s in devil’s hand
Disease, disease, disease my friend
Throw the key or you may die

Oppure, sempre in Germania, gli Scorpions suggerivano cosi`, nella loro celebre Wind of Change:

Take me to the magic of the moment
On a glory night
Where the children of tomorrow dream away
In the wind of change

Probabilmente, se Morandi e Ruggeri avessero scritto Wind of Change, avrebbero fatto una cosa del genere:

Portami non so dove, manco te lo sai
Manco i bambini di domani sanno cosa fare
E allora perche’ lo devo fare io, scusa ehhhh e che cazzo!

O ancora, gli Iron Maiden, nella loro canzone Iron Maiden (e si`, la canzone si chiamava come il gruppo, pensa te…):

Won’t you come into my room, I wanna show you all my wares
I just want to see your blood, I just want to stand and stare

Cioe’, gli inglesi non si mettono a chiedersi perche’ non dormi, perche’ sei qui, poi il weekend e che cazzo, chiunque sia fallo entrare che gli si fa pure l’analisi del sangue.

Grazie di nulla!

Timballo di anticonformismo sanremese con contorno di bestemmie

Correva l’anno millenovecento-un-mi-ricordo quando i Litfiba venivano fuori con l’album “Sogno Ribelle” e Piero Pelù cantava a gran voce “Io obiettou, disobbediscou!” e la gente aveva voglia di ribellarsi, poi ascoltava gli 883 e se ne andavano in discoteca a fare il pieno di due di picche (l’abbiam preso pure dalla cassieraaaaaa).

Però in quei minuti di ascolto di Linea d’Ombra dei Litfiba, dopo ti prendeva voglia di disobbedire e allora giù colle magliette di Che Guevara, jeans strappati, motorini truccati, bombe molotov, atti vandalici, colpi di stato, divieti di sosta, porcoddii in chiesa e chi più ne ha, più ne metta. No vabbé si scherza però c’era gente che si definiva anticonformista e vedevi il fascista che non andava alla coop perché era da comunisti, il comunista che non guardava italia 1 perché era di Berlusconi, il vegetariano che boicottava il Mecchedonald/Burghy/Burgerkinghe o simili (ma poi si rimpizzava dalla zozza di panini e salsiccia perché va bene dire di no alla carne ma è roba locale, che fai? Distruggi l’economia?), il metallaro che boicottava le discoteche, il satanista che boicottava la chiesa, il cinefilo accanito che boicottava i cinepanettoni e guardava solo i soliti film da 9 bobine, 15 tempi ecc…

Più che altro, la differenza con gli anticonformisti di oggi è che non rompevano il cazzo, anche perché non c’erano i social quindi al massimo lo dicevi al bar o in chiesa, tra una bestemmia e l’altra. Ora, invece, pare vada di moda scrivere in tutti i social che uno non guarda il festival di Sanremo.

“Ahhh ma oggi inizia sanremo, non lo sapevo, non lo guardo!”

Cioè, come se io scrivessi: “Ahhh ma oggi comincia il campionato rionale di dama inculina della città di Vladivadkaz in Georgia, non lo sapevo, non è che si può stare dietro a tutti i campionati di dama inculina, e poi un me ne frega nulla.

Per le regole approfondite della dama inculina seguite i prossimi post, se siete fortunati diventerete dei professionisti della vasella.

“Ahhh ma l’avete visto Massimo Ranieri ieri sera a Sanremo, molto bravo, cantante carismatico, elegante, purtroppo non ne so nulla, d’altronde Sanremo non lo guardo…”

Gli anticonformisti lo devono fa’ sape’ a tutti, che poi diventano così tanto anticonformisti che il nuovo anticonformismo sarà vedere Sanremo alla fine. Un po’ come quando Berlusconi venne votato… “Ma te l’hai votato?” “Io no, e te?” “Manco io!” E alla fine ve lo siete trovato a Roma e un c’era verso di mandallo via, come sanremo che fa il pieno di telespettatori… Mah, devono essere tutti fantasmi mi sa…

E siamo solo a pochi giorni da quando Iva Zanicchi ha annunciato che se vincerà il festival, si spoglia tutta ignuda e mezza Italia è già lì che aspetta col cazzo in mano (scopata anziana, scopata sana) “Prendi questo in manoooooo, zingaraaaaaaaaaaa!”, e tutti online: “Ooooo ma lo sai che la Zanicchi si spoglia se vince? Me l’hanmo detto, io non lo sapevo!” “A sì? L’ho sentito dire, sai com’è, io sanremo non lo guardo!”

“Ciao, piacere, io non guardo sanremo!” E si sentono così anticonformisti che poi si sparano le seghe vigliacche su Fidel Castro.

Io non guardo il festival, ma guardo solo le canzoni su youtubbe. Spero vinca la Rappresentante di Lista perché gasa!

I nuovi s-truzzi, al tavolo buzzo ma son seduti con persone a muzzo

Quand’ero giovincello, che andavo alle superiori in pulma e ogni giorno si faceva a cazzotti per avere un posto a sedere, e poi si andava o a scuola a non fare un benedetto cazzo se non giocare al solitario con windows 3.1 (quando andava bene) o al bar a giocare a monapoli (era un’edizione che avevamo inventato noi, vinceva chi rubava di piu`), dio bono un mi ricordo che stavo dicendo, le devo fa’ piu` semplici ste frasi senno diventeno lunghe e poi vedi un ci si ‘apisce piu` una… oooooooh ecco ora ricordo, quand’ero giovincello, io come tutti gli altri miei coetanei, anche se non lo ammettevamo, stavamo creando una nuova generazione di musica che ben differiva da quella ascoltata dai nostri avi. Se i nostri nonni giocavano a rinculino sotto le note del pinguino innamorato, e le nostre mamme sognavano di sposare Gianni Morandi (e invece gli e` toccato un operaio che ancor oggi non riesce ad andare in pensione e molto probabilmente e` in cassa integrazione e sta tutto il giorno in casa a ba’a il cazzo), i giovini della mia generazione erano piu` “trendy”, “cool”, “ganzi”, “fichi” ecc…

I vostri nonni probabilmente pomiciavano allegramente ascoltando la storia di uno che va a giro col “colletto” duro. Ancora non sapevano…

I nostri padri per poter avere qualche speranza di avere mezzo pompino dalle nostre madri, negli anni 50/60 e forse anche di piu`, dovevano sorbirsi intere maratone di discografia di Morandi. La loro resistenza al suicidio meriterebbe statue in ogni piazza. Ma neanche loro sapevano…

Ai tempi mia, invece, i ragazzi cominciavano a trovare le loro identita`, e ricordo i vari stereotipi di gente che affollava le classi delle superiori:

– Le tipe semplici, acqua e sapone, che ascoltavano Ligabue, che il pomeriggio studiavano duramente per poi laurearsi e diventare autonome e viaggiare, al grido di “Lambrusco e Popcorn, andata e ritorno classe 3 ma almeno e` possibile”. Per loro il futuro ha riservato una laurea in Lingue seguita da un matrimonio con un impiegato dell’inps e 2 figli che spendono la paghetta in bamba.

Il Liga voleva mostrare alle ragazzine dov’era il loro “pesso di mondo”. Dopo una gita alle grotte di Frasassi e 6 mesi in erasmus in Spagna, adesso discutono col loro marito dove andare in vacanza, con loro che si sentono piu` “young and easy” e vogliono andare alle Canarie, e i mariti che si sentono piu` “smart and cool” e vogliono andare a Londra. Risultato: una settimana a Santa Marinella. Ma anche loro non sapevano…

– Le tipe semplici che si sentivano piu` rock e ascoltavano i Litfiba, e il loro sogno d’uomo era un capellone dal petto peloso che faceva i gargarismi mentre cantava. Da quando poi Pelu` ha lasciato i Litfiba per cantare canzoni da supermercato, si sono trovate cosi` in preda alla malinconia che si sono date alla droga e al magno e ora si ritrovano ciccione e in una casa popolare a guardare troiai su canale 5. Anche i maschietti che si sentivano fichi al grido di “Fortuna fammi fa’ felice fine, fammi fottere fanciulle fiorentine”, ascoltavano i Litfiba, ma le donne un se li cacavano e andavano dietro al primo drogato che trovavano.

I Litfiba erano nella top ten dei ragazzi grossetani che negli anni 90/2000 si volevano sentire fichi, apparte gli juventini, che non ascoltavano i Litfiba perche’ Pelu` e compagni tifavano la fiorentina. Ma nemmeno i Litfiba, gli juventini e i fiorentini sapevano…

– I metallari e i punk facevano conto a parte e ascoltavano cio` che gli veniva propinato dallo scambio di cassette, che dopo 10 volte che le copiavi, il suono cambiava cosi` tanto che un pezzo dei Maiden pareva un pezzo di Bjork. Semplicemente se ne fottevano di quello che passava Mtv e passavano le giornate ad ascoltare i loro gruppi. Immancabili i Megadeth, gli Iron Maiden e i Bad Religion. Ovviamente nessuno se li cacava, a parte le ragazze metallare o punk, che pero` si contavano sulla punta delle dita.

I Megadeth erano uno dei gruppi piu` gettonati tra i giovincelli alternativi, e la loro Symphony of Destruction suonava tipo: “Gias lai bai ai guu les bres muz den laiz merien nerz suen to the Symphony of Destruction!” Nemmeno loro, con il loro inglese quasi perfetto, sapevano…

– I napoletani. Ora, stranamente i napoletani erano una comunita` grande a Grosseto, infatti in classe tutti ne avevano almeno uno. Diciamo, piuttosto, che la classe tipo di un istituto superiore a Grosseto era cosi` composta: 5 grossetani, 10 da zone vicine, un paio di orbetellani, un napoletano e 2 drogati (i drogati venivano quasi sempre da Follonica o vicino). I napoletani si raggruppavano sempre alla fermata del pulman e intonavano le canzoni di un gruppo che era il simbolo della gioventu` napoletana dell’epoca: i 99 Posse! Era sempre bello vedere un napoletano litigare perche’, alla fine, aveva sempre l’ultima parola, che era: “Ueee, azumpaperete in culo a mammeta intu bicchiere!” e se ne andava soddisfatto, lasciando noi altri con le sopracciglia alzate perche’ non capivamo cosa volesse dire.


I 99 Posse erano il simbolo della grosseto napoletana. Le ragazze napoletane erano le piu` fregne, ma uscivano solo con altri napoletani. Ma neanche loro nu sacceveno nulla ancora…

– I truzzi. Il termine truzzo non esisteva, noi li chiamavamo “tunzettari” o “discotecari”… erano quelli che ascoltavano le cassette del Tendenza di Siena, che non erano altro che due ore di tunz tunz tunz tunz, e ogni tanto c’era questo vocalist che diceva frasi tipo: “Progressione musicale, sale sale e non fa male” o “La senti questa musica che t’entra nelle vene, lo dice anche la mamma, non puo` che farti bene”, ma la mia preferita era: “Perche’ non vai dal medico? Ma che ci vado a fare? Non voglio mica smettere di bere e di fumare!” Non ho mai frequentato a fondo questa gente, ma e` da qui che vorrei analizzare questa specie.
Mentre i metallari, i punkettoni e i ramazzottiani sono rimasti pressoche’ uguali negli anni, questi truzzi, si sono evoluti, un po’ come i Pokemon. Prima avevano cominciato da qualche canzone piu` classica, tipo Baby Baby di Corona, che cantavano piu` o meno “Bebi bebi, ua sci scio scia be together yeah yeah yeah”, attraversando vari stadi fino ad arrivare allo stadio FINALE:

ECCOLO QUA!

Ecco il truzzo 2.0, l’evoluzione finale nel Pokedex!

Vi prego, aiutatemi a capire il significato di qualche frase:

“Stasera spruzzo
al mio tavolo buzzo
ma sono seduto
con persone a muzzo.
Al ritorno guido io
ho bevuto
sbatti
porco dio.”

Taccio sulla seconda parte, non per la bestemmia, perche’ a me piace bestemmiare, ma per l’incitamento a beve e guida’, vabbe’…

Proseguiamo:

“Giovedi` giovedi`
giovedi` divino,
vado giu`, vado giu`
vado giu` di vino,
che sbatti la fila,
ma e` pieno di figa,
cazzo, guardo giu`
ma non ha il mocassino!
Minchia fre, nun ghe ne,
non c’e` il timbro del privet,
troppo sbatti l’alcol test,
sboccia il covo di nord-est.”

Boh! M’arrendo ragazzi! Se qualcuno mi potesse aiutare a capire cosa vuol dire, lo apprezzerei. Comunque la tizia, per essere bionda, e` discretamente bona.

Nono, andiamo avanti perche’ voglio capi’ il significato del linguaggio dei giovani d’oggi:

Vabbe’, gia` il fatto che ci sia Dipre` ve la dice lunga, ma comunque vediamo un po’ di testi presi qua e la`:

“Tutto il giorno sopra i libri
ora voglio stare easy.
Cazzo me ne della crisi
faccio solo la sei litri.”

Fin qui chiaro dai, questa s’e` rotta il cazzo di fa’ finta di studia’ e la sera vuole stare easy! Domani vado dal datore di lavoro e gli dico: “Ohhh mi so’ rotto il cazzo de lavora’, voglio sta isi!” Chissa` che mi risponde? Da notare che questa tipa “se ne”… parlare consuma tempo, meglio tagliare parti qua e la`… Andiamo avanti…

“Sboccing like no tomorrow
and you can follow me
fino a che non mollo
tu mollami.
Sboccing like no tomorrow
tavolo con il moet
popping bottles in the air
la serata e` pettine.”

Devo dire che ‘sboccing’ e` l’unico termine che ho cercato online e di cui veramente m’importava, e ho visto che significa “sperperare soldi, ostentare ricchezza”. E` buffo vedere come quand’ero piccolo, ogni verbo nuovo che veniva creato finiva in -are, mai in -ere o -ire, tipo “allunare” (atterrare sulla luna), o “smerendare” (me lo sono inventato ora, puo` significare “fare merenda insieme”), o “flashare” (vedi ‘minchia zio, mi so’ flashato = “so’ strafatto”). Al giorno d’oggi, i nuovi verbi finiscono in -ing, da qui il verbo “Sboccing”.

Beh… andiamo avanti…

“Presa male? Nel locale
nel privet senza bracciale
tutto quanto spettinato
minchia frate m’han sgamato!”

Il Leopardi non poteva scrivere una cosa migliore. Ve lo immaginate? Il Leo che parla con un amica e dice: “Minchia zio, tipo ieri spiavo Silvia dalla finestra, a un certo punto s’e` girata, minchia frate m’ha sgamato!”

“Vodka menta al Magenta
poi dal pusher compro un penta
la serata è un po’ spenta
ma la pupa la fomenta!”

“Minchia frate cannonate
le serate sempre pagate
le impennate sopra il rello
minchia zibo che bordello!”

Riscriviamo la storia dai, vi immaginate tipo Renzo e Lucia ai tempi d’oggi? Roba tipo Renzo va dai suoi amici e dice:
“Minchia zibo, bordello! Ieri sera all’after dal don rodri ho conosciuto un pusher, minchia frate ho preso un penta, poi pero` m’hanno sgamato, e io che volevo sta’ easy coi miei amici a muzzo!” Entra Lucia: “Ue figa, ma te devi feeling alright! Cazzo te ne della peste, facciamo sexing like no tomorrow!”

Chiudete gli occhi e immaginatevi: (cioe`, c’ho pensato dopo, se chiudete gli occhi un potete vede’ quello che c’e` scritto, vabbe’, chiudetene uno solo)

La scena di Via col Vento, con lei che dice: “Che ne sara` di me?” E lui risponde: “Cazzo me ne!” Suona bene, dite la verita`…
Alvaro Vitali che interpreta Pierino, che entra in classe e fa: “Mincha frate che sbatti l’interro today, andiamo a fa le impennate col rello.”
Di Caprio sul Titanic che dice all’amico: “Minchia zibo, m’hanno invitato col catafratti nel privet, voglio farmi la 6 litri (di tavernello)” e lui risponde: “Nooo frate, io non vengo, voglio sta easy!”

Ma alla fine, sti ‘paganti’, un po’ l’apprezzo, perche’ alla fine, si vede, questi pigliano pel culo sti giovini d’oggi, fanno serata e vengono pagati, vanno in culo a tanta gente, chi sta meglio di loro. Piu` che altro e` la gente che l’ascolta, che il mi nonno direbbe: “O bestie da lavoro o carne da macello!”

A voi il giudizio.

I fan di merda

Io adoro la buona musica. Quello che un mi garba so’ i fan di certi gruppi che a volte possono esse’ dei perfetti rompicoglioni, peggio di un testimone di geova cattolico mussulmano che tifa juve. Ma io dico… ascoltatevi i vostri gruppi e non rompete i coglioni… invece no… sei un mentecatto se non ascolti il loro gruppo preferito.

Per voi, ho fatto una lista di fans di band o cantanti beoti insopportabili.

– Guns’n’roses: non disprezzo i Guns, ma odio i loro maledetti fans. La tipica scena a cui assisterete quando uscirete con una fans dei Guns (perche’ il 99.99% dei loro fans sono femmine), e` questa: probabilmente la porterete in macchina e metterete un cd fico, non troppo peso, via… diciamo, gli Eagles; lei comincera` a dire: “Mmm… bravini, si`, ma i Guns sono i Guns, perche’ Axl Rose e` il mio dio e te di musica non capisci un cazzo se non ascolti Axl perche’ Axl e` Axl e lui fa le canzoni meglissime di questi Igol che mi stai facendo ascoltare, che si`, sono bravini, ma non come Axl, perche’ la sua Nocchin on de Evon Dor e` la canzone piu` bella di tutti i tempi…” A poco varra` far notare che Knockin’ on the Heaven’s Door e` una canzone di Bob Dylan… verrete immediatamente classificati come incompetenti in campo musicale e condannati ad una serata in bianco. Un buon modo per far zittire una fan dei Guns e` chiederle la seguente domanda: “Quale canzone dei Guns ti piace di piu`, se escludiamo Nocchin on de Evon Dor, Uelcom to de Giangol, Paradais Siti e Suit Ciaild ov Main?” La fan si zittera` e potete continuare la serata con un po’ di Marduk a tutto volume.

– Metallica: I Metallica, mitici, grandissimi… fino al Black Album, poi basta. Poi si sono venduti ad Mtv e hanno cominciato a sfornare canzoni pop che nemmeno Lady Gaga… I fan dei Metallica si sciropperebbero qualsiasi cd sfornato dai Metallica, sia esso metal, pop o liscio. Il fan dei Metallica non accettera` critiche e verra` fuori con la seguente frase: “Ohhh l’album vecchio dei Metallica faceva schifo, ma questo nuovo pompa di brutto!” Il problema e` che lo dice ogni anno, senza rendersi conto che sta tentando di tenere acceso un fuoco che e` spento da quasi 20 anni. Se un fan dei Metallica andra` a vedere una cover band, piangera` a dirotto ascoltanto Nothing Else Matter (in italiano noffin els metter), e si gasera` totalmente ascoltando Enter Sandman che cantera` piu` o meno in questo modo: “Eeeeeeeeeente naaaaai, na na naiiiiiiiii, take mammeeeeeeee, up to nenenene lend…” Contro questo fan c’e` poco da fare (a parte costringerlo all’ascolto forzato di tutta la discografia dei Megadeth).

– Dream Theater: I fan dei Dream e del prog in generale sanno essere dei veri rompicoglioni. Nessuno obietta sulla qualita` tecnica dei Dream Theater, per carita`, ma rompere il cazzo ogni volta che ascolta una canzone diversa, mi pare troppo. “Ehhhh ma questa batteria non e` sincopata, ehhhh ma qui ci stava bene una accordo di Sol bemolle quarta terza media semidiminuita treettichefacciolascio, ehhhh ma questa canzone non cambia mai di tempo, quindi e` una canzone di merda a prescindere. La cosa che piace fare di piu` al fan dei Dream Theater e` far sapere agli altri quanto gli piacciono, cosi` su Facebook vedrete cose tipo: “Ho comprato il biglietto dei drim”, “Manca un giorno al concerto dei drim”, “In fila per ascoltare i drim”, “I drim stanno suonando” ecc… Il rimedio contro questo tipo di fan e` autoinvitarsi a casa sua per ascoltare tutta la discografia dei Dream, portarsi coperta e cuscino e addormentarsi dopo 10 minuti. Se la capisce, bene, ma tanto non la capira`.

– Vasco Rossi: Si narra che quando vasco disse che si ritirava dall’essere una rockstar, Lemmy dei Motorhead tiro` una risata cosi` potente da creare un cratere su marte. Ma per i fan di Vasco, lui e` un dio. Si sentono diversi dagli altri, elevati ad una sorta di nirvana auditivo solo perche’ ascoltano Vasco, e poi si ritrovano in 80.000 ai suoi concerti a cantare all’unisono: “Come stai? Ti distingui dal luogo comune…” Vasco ha fatto canzoni tipo: “Ho guardato dentro un’emozione, e ci ho visto dentro tanto amore e ho capito che non si comanda al cuore…” Cazzo, cuore/amore, che rima originale, ma per il fan di Vasco basta a equipararlo al Manzoni. Contro questo fan non ci sono rimedi legali…

– Renato Zero: I cosidetti sorcini pensano che Renato Zero scriva le canzoni su misura per loro. Una volta nella vita ti chiederanno: “Ma non ti ci ritrovi nelle sue canzoni?” Io ascoltai, ad esempio, il Triangolo no, e dissi: “Cioe` ad andare a casa di una per poi farmelo mette’ in culo da un altro? No, francamente non mi ci ritrovo!” Mai dire che Renato e` palloso davanti a loro o subirete la punizione suprema: la spiegazione dettagliata di ogni sua minima strofa. La suddetta punizione puo` durare a volte mesi, facendovi disdire il corso di yoga che fate ogni giovedi` sera. Come per Vasco, non ci sono rimedi legali…

Ce ne sarebbero tanti altri, ma torneremo di sicuro su questo argomento :)

Pupo, un nome solo che esprime una presa per il culo a 360 gradi.

Io francamente non riesco a capi’ perché i cantautori fiorentini (e farei una bella gara con quelli delle altre citta`) siano o deficienti (Pupo), o sfigati (Masini), o in forte declino (Pelu`).

Pupo ha preso per il culo gli italiani in maniera completa, a 360 gradi. Prima ha preso per il culo tutti gli italiani con le sue canzoni idiote, poi tutti i casino` sputtanandosi svariati milioni di lire, gentilmente restituitegli da Gianni Morandi, in un atto di generosita` estrema (un po’ come dare 50 centesimi a chi ti pulisce il vetro al semaforo con l’acqua sudicia), poi ha ripreso per il culo gli italiani portando al festival di Sanremo “l’intonatissimo” Principe di Savoia Emanuele Filiberto, e poi, una volta resosi conto che di musica non ci capiva un granche’, si e` messo a condurre quiz idioti sulla Rai, stipendiato, indovinate da chi? Ma dagli italiani, gli stessi che ha preso per il culo per anni interi. Ditemi se questo unn’e` un piano diaboli’o… Grazie a cio`, e` entrato direttamente nella top-ten dei tizi piu` intelligenti della storia, preceduto, a pari merito, da Peter Griffin e Homer Simpson.

Analizziamo un paio di frasi prese a caso dai testi di alcuni suoi successi:

“Gelato al cioccolato, dolce un po’ salato, tu, gelato al cioccolato.” A parte che nella lingua italiana non e` abitudine inserire pronomi personali qua e la` a cazzo, ma mi dite voi come fa un gelato al cioccolato ad essere salato? O i gelatai di Firenze sono dei bastardi (e lo sono), o si era fatto un acido, o vi ha preso per il culo.

“Mi sono innamorato di un gelato al cioccolato.” O sperimenta nuove vie sessuali, o sta facendo sesso orale con un africano, nella stazione di Santa Maria Novella… caro il nostro Enzo Ghinazzi, dicci la verita`…

“Su di noi, ci avresti scommesso tu?” Era talmente ossessionato dal gioco d’azzardo da inserirlo in ogni discorso. Forse ha preso l’ispirazione per questa canzone mentre perdeva milioni alla roulette a Sanremo…

“Su di noi, gli amici dicevano, no, vedrai, e` tutto sbagliato.” Qui, il “noi” è da leggere “me e la musica”, infatti è tutto sbagliato.

“Ti porto lontano, nei campi di grano che nascono dentro di me.” No comment, fatti vedere da un medico o cerca su Wikipedia alla voce “fertilizzazione interna”.

“Le luci spente delle due di notte, passa un barbone con le scarpe rotte, […] una signora senza suo marito, la guardo bene è solo un travestito, […] Firenze Santa Maria Novella almeno, mi fa sentire un po’ sereno.” Pupo sta bene solo in mezzo a barboni e trans. Mi domando perche’ non si sia buttato in politica.

Tacciamo sulla canzone con Filiberto, senno` non la finiamo più.

Enzo Ghinazzi a letto

Pupo, nella sua spendida forma, mentre cerca ispirazione per una sua nuova canzone di merda.

I punk, i paninari e gli 883

In un tempo remoto, quando il mondo si preparava a convertirsi da finto-comunista a capitalista filo-facebookiano (ooo io non so se rendo, ma in questo blog, si ‘oniano nuovi termini), le citta` d’Italia si preparavano ad essere teatro di scontro della famosa guerra tra punk e paninari. Da una parte i paninari, con i loro giubbotti imbottiti, le scarpe di marca e i cervelli piatti, dall’altra i punk con le loro creste che “se pioveva bottoni le raccattaveno tutti” (citando mio nonno). I primi mangiavano al Burghy gli hamburger di cavallo di mucca e si sentivano fichi, i secondi si mangiavano a vicenda perche’ tanto un c’avevano i soldi manco pe’ piange. Possiamo dire che i primi erano di destra e i secondi di sinistra? Forse, anche se adesso, se vedessero che in parlamento un c’e` piu` ne’ destra ne’ sinistra, ma solo magnacci mafiosi da ambo le parti, si incazzerebbero di brutto, e farebbero la rivoluzione, andando a Montecitorio e lanciando panini di soia (i primi) e tubetti di gel (i secondi). I punk maschi approfittavano dei momenti d’incoscienza delle punkettare bria’e per portarsele a letto nel cesso della stazione, mentre i paninari inculavano i soldi dalla borsa delle mamme che il giorno la davano via lavoravano duramente per comprarsi scarpe troiaio, ma faceva fichi e le paninare gliela sganciavano (a pagamento s’intende). Le ragazze dei paninari si chiamavano “squinzie”, parola onomatopeica derivata dal fatto che queste mangiavano cosi` tanti hamburger di gomma, che la topa gli era diventata di gomma e ogni volta che venivano pipate, faceva “squinz”, “squinz”.

Enzo Braschi, paninaro, che si mangia una scarpa

Enzo Braschi, capo supremo dei paninari, mentre tenta di mangiarsi una scarpa con mozzarella e pomodoro, visto che ha speso tutti i suoi soldi per comprarsi il giacchetto di jeans (cinese).

Gruppo di punk che non si sa che cazzo fanno

Sulla destra vediamo il capo dei punk che narra di quando ando` a cena con i Sex Pistols, ma sa che dovra` sparare cazzate piu` grosse se vorra` aumentare le possibilita` di scoparsi le due punkettone accanto a lui.

Quando poi cominciarono gli anni ’90, sia i paninari che i punk smisero di farsi la guerra, e finiro in uno di quei posti di lavoro promessi dal governo. I primi finirono a pulire i cessi al Merdonald, i secondi furono assunti dagli imbianchini che gli usavano come pennelli viventi. Rimasero solo quelli che non facevano parte delle due fazioni, insomma, gli sfigati, che non riuscivano a vedere una passera nemmeno se la pagavano, che non ascoltavano ne’ i Duran Duran ne’ i Sex Pistols, che mangiavano le lasagne della nonna e andavano in giro con i motorini scassati. Per loro nacque un gruppo simbolo: gli 883. E se prima i paninari dicevano: “Io sono troppo giusto, sono un fico e il mondo e` ai miei piedi” e i punk: “C’ha’daccenne?”, gli 883iani seguivano la loro filosofia: “Io sono brutto, sfigato, sono un coglione, deficiente, ma mi piace perche’ i miei amici sono peggio di me e cio` mi fa sentire piu` fico di John Wayne, e siccome alla fine le ragazze cercano il figaccione, ma alla fine si accontentano del meno peggio, prima che io muoia una sorca l’avro` vista!”. Infatti, le ragazze degli anni ’90, seguendo il detto “i ragazzi sono come i parcheggi, tutti occupati e quelli liberi sono per gli handicappati”, alla fine sceglieranno “il meno peggio” tra gli handicappati mentali, e si faranno sposare finche’ questi non diventeranno provetti ragionieri e metteranno su pancia. La stessa evoluzione di Max Pezzali e Mauro Repetto dovrebbe far pensare:

Max Pezzali, Mauro Repetto, Fantozzi e Filini

Se nel 1992 eravate come quei due nella prima foto, e` molto probabile che ora siate come quelli nella foto di mezzo… vi siete mai chiesti come sarete tra altri 20 anni? (Molto probabilmente come i due nella figura 3).

Comunque, se analizziamo la situazione musicale giovanile di tendenza in Italia nei periodi sopracitati, notiamo un grande calo di qualita`:

Duran Duran/Sex Pistols -> 883 (primi due album) -> 883 (periodo canzoni ‘sole cuore amore’) -> Laura Pausini -> Amici di Maria de Filippi che vincono Sanremo.

E allora, quello che voglio dire: cari paninari degli anni 80, cari punk (quelli veri), perche’ vi siete estinti? E domani, quando andrete alla posta, o al supermercato, o semplicemente per strada, e incontrerete un signore sui 50/60 anni che lavorera` controvoglia, mettetevi per un secondo nei suoi panni, entrate nella sua mente e forse vedrete un sognatore, che ha vissuto i migliori anni della musica e della televisione, quando non c’era internet e i rapporti erano veri, che ha visto i suoi migliori amici trasformarsi da ribelli a impiegati statali, che tentavano di copiare mode d’oltreoceano senza peraltro capirci niente, che volevano lasciare un mondo migliore ai propri figli e… ora? Cosa e` rimasto di tutto questo? Cosa e` rimasto degli anni 80? Adesso, caro Raf, ho la risposta!

La canzoncina di Susanna

Quando s’era alle elementari e un si ‘apiva una sega (o forse si ‘apiva piu` di ora, questione di punti di vista…) ci si divertiva a cantare canzoncine un po’ zozze, storpiature di melodie famose. La piu` famosa, senza ombra di dubbio, era la parodia de “La Donna e` Mobile” del Rigoletto di Verdi. Il testo cambiava da scuola a scuola o da regione a regione (dipende ovviamente dal grado di deficienza). Il testo che cantavamo noi era questo (me lo ricordo parola per parola da quando avevo 6 anni): “La donna immobile sul letto stava, col dito mignolo se la grattava, arriva Pippo, marito pazzo, gli leva il mignolo, ci mette il cazzo. Arrivo io, figlio di dio, gli levo il suo, ci metto il mio. Dopo sei mesi nasce un pupazzo e lo ‘iamarono testa di ‘azzo, ma alla mamma un li garbava e lo ‘iamarono testa di fava!”

Sembra che l’ultimo pezzo “ma alla mamma un li garbava e lo ‘iamarono testa di fava” sia la variante toscana della canzoncina, in quanto non penso che a Milano o a Napoli dicano: “alla mamma un li garbava”. Al massimo, i ragazzi benestanti di Milano dicevano tipo: “Alla madre non era di suo gradimento quindi lo nominarono testa di organo genitale maschile!”, mentre a Napoli avrebbero detto tipo: “A mammeta faceva schifo e aggia` chiamat’ cap’e’minchia!”

Cio` ci fa capire che forse se passate da Mantova e vedete un cartello tipo: “Ristorante da Sparafucile”, in realta` e` un bordello. Tra l’altro sembra che la gestazione delle mamme di Mantova sia inferiore ai nove mesi come i comuni mortali.

In seconda posizione nella classifica delle canzoncine idiote delle elementari c’e` si’uramente la canzoncina di Susanna. Essa (uuuu) e` una canzone country americana che parla di un uomo che parte dalla Louisiana e se ne va fino in Alabama per uno scopo solo: la sgnacchera. Naturalmente, noi citti piccini eravamo mooooolto piu` avanti e cantavamo questa versione: “Eravamo alla valle con le palle a ciondoloni, arrivarono l’indiani* e ci spezzarono i ‘oglioni. O Susanna, non piangere perche’ ho le palle di riserva nel taschino del gilet”.

*l’indiani = licenza poetica

Questa versione, esaminata attentamente e con una dettagliata esegesi, ci fa capire molte cose, che a prima vista possono sfuggire:

1) I Sudisti americani del 1700 erano nudisti e passano le giornate a non fare un cazzo. Questo dimostra anche come durante la guerra di secessione lo abbiamo preso in culo bene bene;

2) Gli Indiani erano molto ma molto crudeli;

3) Susanna piange perche’ sa che non potra` piu` arrotondare lo stipendio facendo la escort nel far west sotto lo pseudonimo di “Calatemy Jeans”;

4) Essendo americani, si sono visti arrivare un rappresentante di qualche ditta multilivello del cazzo tipo la Amway, dove, tra una radiosveglia-rasoio e un vibratore anale che se indossato previene il jet-leg (va spento ovviamente durante il decollo), ti propone l’affare: le palle di riserva! Costano un po’ care, solo 1000 dollari, ma non ti preoccupare, se entri e diventi dei nostri pagando 2000 dollari, le puoi avere a sconto.

Adesso vorrei analizzare insieme a voi la versione originale di questa canzone, per vedere che cazzo ne vie’ fori:

“I come from Alabama with my banjo on my knee, I’m going to Louisiana, my true love for to see, Oh, Susanna, oh don’t you cry for me. for I come from Alabama with my banjo on my knee.”

A parte la sintassi precaria, che se avessi scritto qualcosa del genere all’esame di inglese all’universita`, sarei stato subito condannato ai lavori forzati in Corea di Nord… analizziamo bene la situazione. Questo fregno parte dall’Alabama per andare fino in Louisiana per una ragazza, si sa, tira di piu` un pelo di topa che due somari, tre buoi e una vacca. Vediamo il tragitto fatto da questo maniaco. Come punti di riferimento verranno prese le capitali dei due stati, quindi Baton Rouge per la Louisiana e Montgomery per l’Alabama.

Tragitto Alabama - Louisiana

Il tragitto percorso dal cantautore arrapato per arrivare fino in Louisiana.

Ora, sembra tanto, ma come vediamo dall’immagine sottostante, sono piu` o meno 5 ore di viaggio:

Tragitto Louisiana - Alabama per andare a trovare Susanna

Volete andare dalla Louisiana all’Alabama ripercorrendo la strada che vi porta a scopare Susanna? Ebbene si`, in 5 ore ve la chiavat… ehm… cavate.

Ora, il lettore piu` attento, dira` che in 5 ore, al giorno d’oggi, contando sulla tecnologia, si puo` arrivare mooooolto piu` lontano, invece sarebbe come andare, che so, in treno da Grosseto a Viterbo, che distano si` 150km, ma siccome per Trenitalia andare da Torino a Lione col treno veloce fa piu` fico, chi vuole andare da Grosseto a Veterbe Porda Fiorendina ci mette circa… 6 ore!

Tabella del treno Grosseto - Viterbo

Volete andare da Grosseto a Viterbo in treno? Ebbene si`, il tempo e` lo stesso che impieghereste per andare dall’Alabama alla Luoisiana.

Allora, riproponendo la canzoncina di Susanna in lingua italica, possiamo creare qualcosa del genere:

“Sono partito da Grosseto per andare fino a Veterbe con questo cazzo di banjo sui ginocchi, tanto che a Montalto di Castro e` venuto il controllore e ha detto: ‘Senta, la pole smette con quel cazzo di banjo che e` dall’Ansedonia che rompe i ‘oglioni?'”

Un semplice banjo

Per chi se lo fosse chiesto finora, questo e` un banjo. Data la sua forma alla cazzo di cane, lo si puo` utilizzare, oltre come strumento musicale, come racchetta, battipanni, e, per i piu` impavidi, come oggetto sessuale.

Susanna Messaggio, gran fica

Susanna Messaggio… per lei, negli anni 80, saremmo andati fino a Marte, altro che Louisiana…

O i baffi o la morte

Un po’ di tempo fa vidi alla televisione un metodo di depilazione al laser che eliminava permanentemente i peli da una regione del corpo. Andava bene finche’ non ho visto un ragazzo che si faceva eliminare per sempre la barba. Cazzo, non avrai piu` la barba per tutta la vita!!! E che ne sara` dei baffi!!! Gente!!! Fatevi crescere i baffi, cazzo!!! Il baffo e` vita, e` potere, e` tutto!!! Qualcuno stenta a credere all’importanza dei baffi, quindi, per tutti gli scettici, passero` a qualche esempio concreto.

I personaggi piu` importanti della storia hanno avuto i baffi:

Genghis Khan

Genghis Khan, con i suoi baffi a spillo, che ogni volta che si girava inculava le mosche al volo

Saddam Hussein

Renato Pozzetto agli inizi della sua carriera, o forse Saddam Hussein mentre pensa a chi deve bombardare

Stalin e i suoi amichetti

Stalin e i suoi amici pensano a dove sia meglio andare a scroccare da bere. Immancabile il baffo impregnato di vodka.

Adolf Hitler

Adolf Hitler, precursore della pettinatura emo, mentre mostra quante dita si e` messo al culo il giorno prima. Da notare il baffo che funge anche da filtro anti scurregge.

Silvio Berlusconi in posa

Quest’uomo non ha i baffi, infatti non e` ne` simpatico ne` potente. Infatti si diverte con scherzi che facevo quando avevo 6 anni.

Anche nel mondo della musica troviamo un fottio di esempi. Ma, anche qui, un’immagine vale piu` di mille parole:

Rob Halford

Rob Halford, carismatico leader dei Judas Priest, mentre mostra il suo nuovo giocattolo sessuale, sfoggiando con orgoglio la peluria intorno al labbro.

Freddie Mercury

Freddie Mercury, cantante dei Queen, in procinto di compiere atti sessuali con il microfono. Lui poteva perche’ aveva i baffi.

Lemmy Kilmister

Lemmy Kilmister dei Motorhead, sempre circondato dalla sgnacchera. Tutto merito dei baffi (e anche perche’ e` l’unico eterosessuale finora).

Neanche Peter Griffin riusci` a resistere alla tentazione di farsi crescere un bel paio di baffi. Tento` anche di parlare italiano, ma con scarsi risultati.

Peter Griffin

Peter Griffin si fece crescere i baffi dopo aver letto la rivista “Mustache Aficionado!”

 

Anche le star del cinema non sono rimaste indifferenti al fascino del baffo:

Tom Selleck

Come diceva Homer Simpson: “Le camicie hawaiane le portano solo i gay e i panzoni buontemponi!” e Tom Selleck non e` un panzone, ma solo un buontempone con i baffi.

Robert Carlyle

Robert Carlyle, nel film Trainspotting, tra una pera e l’altra, non perde occasione per mostrare le sua virilita` con un bel paio di baffoni.

Sheldon Cooper

A Sheldon non rimane altro sistema quale farsi crescere i baffi per rimediare un po’ di fregna.

Insomma, fatevi crescere i baffi, fatelo per chi li vorrebbe ma non puo` (e ci sono ragazzi a 30 anni totalmente glabri). Siate fieri della vostra peluria sul labbro superiore!!! E solo ad allora sarete pronti per tentare di sfondare nel mondo del porno!

Il festival che vorrei

Fino a un paio di anni fa andavo spesso a festival rock/hard rock/heavy metal e tutti gli altri cazzo di sottogeneri che c’ha il metal. Era un figata, va bene, caasino di qui, casino di la` e chi piu` ne ha, piu` ne metta. Un po’ di tempo fa mi si avvicina un mio amico e mi dice: “Vieni al Gods quest’anno?” Il Gods, ovviamente, e` il Gods of Metal, un concerto che viene organizzato tutti gli anni nel nord Italia. Da notare che il Gods in Italia e` grande quanto i camerini dell’Evolution festival in Inghilterra. All’estero i festival costano meno e trovi piu` gruppi… ma basta lamentarsi, via. Quando ho chiesto la fatidica domanda: “Chi c’e`?”, mi sento rispondere, con un eccitazione tale stile ho scopato Anna Falchi, “GLI IRON!!!!”.

Ahhhhh gli Iron Maiden, stupendi, una pietra miliare della storia della musica, a chi non fa piacere vederli ogni volta? Il problema e` un po’ la scaletta, che non esce mai da una falsariga quale -nuova canzone, Two Minutes to Midnight, nuova canzone, nuova canzone, Blood Brothers, nuova canzone, Fear of the Dark, nuova canzone, Run to the Hills e The Number of the Beast. Sto aspettando come un pazzo un concerto acustico, remixato, a cappella, a scurregge, insomma, una cosa nuova, ma niente, ogni volta le solite cose. Cazzo, mi compro un blu ray e con i soldi del biglietto mi compro 50 pacchi di patatine… ora, i piu` puristi diranno che sto bestemmiando, che gli Iron sono sempre gli Iron, che io me ne devo andare a fanculo eccetera, pero` alla fine dico solo quello che penso.

Per un futuro festival metal, mi piacerebbe trovare un po’ di questi gruppi, che vengono continuamente isolati da band come Iron, Ac/Dc, Manowar e compagnia varia (non me ne vogliano gli amanti di queste band).

1) ASCENTION – Gruppo scozzese che ha avuto piu` fortuna in Giappone che in Europa. Il cantante e` un po’ bruttino, ma tanto nemmeno Lemmy dei Motorhead e` un pezzo di fico…

2) MAGIC PIE – Gruppo dalla Norvegia!!! Ahhhhh Black Metal diranno i miei piccoli lettori… e invece no, v’attaccate al cazzo… questi fanno Prog-Rock. Non c’entrano molto in un contesto piu` metal, ma farebbe piacere vederli dal vivo.

3) OPETH (VERSIONE ACUSTICA) – A Novembre 2012, gli Opeth si sono esibiti nella Union Chapel (una chiesa a tutti gli effetti) a Londra. Io sono stato uno degli 800 fortunati che hanno potuto assistere a quello spettacolo che, come ho sempre detto, non era un concerto, ma un tributo alla musica. Pagherei oro per rivederli ancora!

4) HOSPITAL OF DEATH – Gruppo mancuniano molto ma molto snobbato dai metallari, ma che produce musica di ottima qualita`. Non gli dareste una lira vedendo la copertina degli album, ma vi assicuro che un festival con loro sarebbe da paura!

5) ROSAE CRUCIS – Gruppo epic metal romano, che ho visto due volte dal vivo, ogni volta con un pubblico misero. Cantare metal in italiano non e` sempre semplice, ma a loro riesce discretamente bene, li rivedrei volentieri!

6) IRON MAIDEN VERSIONE ACUSTICA – Questo sarebbe un sogno, vorrei una cosa simile a questo video di Ryan Adams, che si cimenta in un Wasted Years acustica.

7) ANOMALA VITIS – Gruppo rock umbro che fatica un po’ a decollare per colpa delle case discografiche, ma che sarebbero l’ideale per rilassare un po’ gli animi, magari in apertura di festival. Gli ho visti una volta a Viterbo ed e` stata un’esperienza bellissima!

8) 42 DECIBEL – Band di Buenos Aires che incarna la vera essenza del rock, ma, per ora, sono del tutto ignorati dalle scene.

Io andrei volentieri ad un festival cosi`, forse molti mi daranno contro, si incazzeranno, ma io la vedo in questa maniera.