I pizzaioli ladri

Allora, oggi si parla di una cosa che francamente mi e` sempre stata un po’ sul cazzo fin dai tempi dei tempi, quando c’era ancora la lira: i pizzaioli ladri. Mi spiego meglio, senno` la classe dei pizzaioli e` gia` pronta a prendermi a sassate. Quando c’era la lira, mi ricordo, una pizza margherita costava 4.000 lire, mentre una pizza col salamino costava 6.000. Ora io dico, se la pizza col salamino altro unn’era che una margherita con sopra 5 fette di salamino scadente, perche’ farla pagare ben 2.000 lire in piu`? 2.000 lire possono sembrare una sega, ma ai tempi della lira se entravi in un tabacchino e chiedevi 2.000 lire di Goleador, te ne davano cosi` tante che per arriva’ a casa ti serviva l’elicottero.

Poi, nel 2000 e` arrivato l’euro. E allora e` come se avessero dato un mitra a tutti i pizzaioli. Ne venne fori una strage: margherita 5 pleuri, pizza al salamino 9 pleuri. Apparte che 5 pleuri so’ 10.000 lire e francamente se qualcuno mi chiedeva 10.000 per una margherita il giorno dopo si trovava il locale bruciato da ignoti, ma poi siamo sempre li`… quel cazzo di salamino dev’esse’ fatto d’oro, senno` so’ i pizzaioli che so’ ladri.

Poi vabbe’ un voglio offende’ nessuno soprattutto i pizzaioli che lavorano duramente, pero` via si fa pe’ chiacchiera’.

Il ritorno dei piatti italiani all’estero

Abbiamo gia` parlato di cibo italiano all’estero, e abbiamo gia` visto che l’italiano e` chiuso di ogni mentalita`, compresa quella culinaria. Difenderebbe a spada tratta e a occhi chiusi i suoi piatti, definendoli “i migliori e salutari del mondo”  e condannera` inesorabilmente ogni variazione, anche la piu` piccola (nel vecchio post ho fatto l’esempio degli spaghetti con le polpette, che, pur essendo strabuoni, per l’italiano medio sono etichettati come “fake” e quindi disgustosi).

Pensavo che alla fine potevo anche aver detto un sacco di cazzate, ma su facebook qualcuno ha condivisto questo link. Questo “professore 2.0” (come si fa chiamare sul blog), attacca pesantemente il cibo italiano cucinato all’estero, spiegando punto per punto cosa non gli torna. E come fa lui, lo facciamo noi, e che cazzo :)

La pizza

Una volta un mio amico pubblico` su Facebook la foto di una pizza napoletana con su scritto “Questa e` pizza”, poi una foto di una pizza tipo Pizza Hut e scrisse “Questa e` merda”. Sulla pizza ci sarebbe da parlarne per ore. Ad ognuno piace un tipo diverso di pizza, chi piu` alta, chi piu` bassa, chi piu` “biscottata”, insomma, ci sono troppe varieta` per poter definire una pizza “buona” o “fake”. L’italiano difende a spada tratta la pizza “tradizionale”, e odia i condimenti che propongono all’estero (ananas, pollo ecc…). Il fatto e` che, se una cosa e` buona, mangiala e non rompere i coglioni col fatto che non e` italiano. Sul fatto che alcune pizzerie estere fanno la pasta tipo “pongo”, beh… questo varia da pizzeria a pizzeria, e vi assicuro che in Italia ho mangiato delle pizze cosi` schifose che mi fanno rimpiangere quelle del ristorante italiano dove vivo. E comunque avrei da ridire anche sugli ingredienti, tra tutti la mozzarella con la diossina… bona la cucina italiana, vero?

La pasta

Secondo il “professore 2.0”, gli italiani sarebbero mammoni per colpa della pasta, che se la mamma la facesse ‘attiva, loro sarebbero gia` fori di ‘asa. CAZZATE!!! Gli italiani stanno in casa fino a 40 anni perche’ gli conviene! Cazzo, tutto pagato, acqua, luce, gas, discoteca, rayban, iphone, tutto pagato con le pensioni dei nonni o coi soldi dei genitori. Altro che pasta! La pasta (che ricordiamolo, non e` un piatto esclusivamente italiano in quanto si cucina pasta anche in oriente da sempre), si e` evoluta. Si mangia la pasta con cosa cazzo ci pare. Voglio mangiare la pasta come contorno di una bistecca o con sopra un sugo di pollo e panna? Lo faccio, e se e` buona, vado in culo alle segate mentali italiane che dicono: “Ma sara` un piatto italiano? Senno` non lo mangio…  avessi a prende’ la broncopolmonite!” Cari italiani, rassegnatevi, la pasta non e` un copyright italiano, non avete i diritti d’autore, ed e` un piatto globale che viene mangiato ovunque nei piu` svariati modi possibili. Da provare assolutamente: la carbonara che mangiavo in Finlandia col salmone al posto della pancetta (e molti ora diranno: “Ahhhhhhh che cazzo hai detto!!! Sacrilegio! Carbonara con il salmone! Preferisco pasta fritta e merda!”).

Lasagne

Io non so in che cazzo di posti ha viaggiato sto “professore 2.0”, ma se ha ordinato una lasagna di mirtilli marci, maionese e simmenthal scaduta significa che tanto bene non sta. Come se io vado in Francia e gli dico di farmi una baguette con la merda e poi dico: “De, e sa di merda!” grazie al cazzo. Anche per le lasagne, la ricetta puo` essere alterata, si puo` infatti trovare un contorno di insalata, o del pane all’aglio, ma almeno si esce un po’ dalla solita monotonia delle lasagne col sugo di carne. Se poi trovate uno che non sa cucinare, pace, passateci sopra, e, tanto, vi assicuro, anche in Italia ho mangiato lasagne che facevano pena.

Tiramisu`

Stesso discorso per il tiramisu`. Io lo posso fare come mi pare, senza aver paura di infrangere il codice penale della cucina italiana. Mi domando se al posto dei savoiardi ci metto i biscotti Oreo, poi uno strato di panna cotta, cazzo come verrebbe bono, ma tanto e` inutile parlarne, perche’ l’italiano medio non vede oltre i propri confini culinari.

Gelato

La differenza sostanziale tra il gelato italiano e quello estero e` che in Italia il gusto base e` il fiordilatte, mentre all’estero e` la vaniglia. Ahhhh! Eretico!!! Sia mandato sul rogo, immediatamente. Pero` dai, salvaguardare l’onore italiano vendendo gelati a 17 euro l’uno agli stranieri fa sentire veramente fichi. E poi, potra` anche non essere gelato vero, ma avete mai gustato un bel trifle in coppetta fatto come si deve? Altro che i gelati italiani…

Caffe’

Qui rischio veramente di dire stronzate, perche’ penso di essere l’unico italiano ad aver smesso di bere caffe’. Dico solo che il caffe’ e` una bevanda mondiale e non italiana e in ogni angolo del pianeta lo berrete diversamente. Se poi volete fare i veri italiani e pagare 6 euro per un caffe’ espresso all’estero fate pure, ma non andate a rompere il cazzo ordinando un caffe’ lungo e poi iniziate a lamentarvi. Quando ero in Belgio bevevo un caffe’ alto fatto con una macchinetta apposta ed era di molto buono. L’ultima citazione di sto “professore 2.0” la dice tutta sulla visione lamentosa italiana della vita: “la vita e` una merda ma almeno dura poco”.

Alla fine, amici miei, la sostanza e` sempre quella. Aprite la mente in tutti i sensi, in tutti i campi, anche quello culinario. Anche perche’, io potrei scrivere tranquillamente una lista dei piatti stranieri che gli italiani non sanno proprio fare, e, datemi retta, non ci sarebbe scontro.

Mi dicono che il signor Barilla ha gia` preparato il rogo, tutto e` pronto per bruciarmi vivo. Finisco di mangia’ le tagliatelle con le polpette e vado.

Il cibo italiano all’estero… che bonta`!!!

Oggi ri e` tempo di ‘ommenti, via. Il tema di oggi e` il magna’, soprattutto per un articolo comparso su The Indipendent che dice in prati’a che la Barilla ha stilato delle regole per far capire agli stranieri ‘ome si cucina la pasta. Che tipo gli spaghetti al ragu` non li servono piu` manco a Bologna, che il pollo sulla pasta un ci va, che un si deve be’ il cappuccino mentre si magna ecc…

E allora su Facebook s’e` scatenato il putiferio: “Il pollo sulla pasta, che schifo!” “Spacciano per italiani piatti che non lo sono!” “La pasta come contorno un mi garba, meglio pasta e merda come  mi facevano alla mensa all’elementari!”

Ora qui voglio un po’ allarga’ il discorso, perche’, si` insomma, l’italiano medio e` chiuso di ogni mentalita`, perfino quella culinaria. Va all’estero e non vole assaggia` i piatti lo’ali ma pretende gli spaghetti al pomodoro. Addirittura qualcuno si porta la passata Cirio in valigia, sia mai che all’estero mangino stronzi fritti. L’italiano va all’estero e si lamenta perche’ gli propinano pasta e polpette che, pur essendo straboni, ve lo garantisco, non mangiera`, perche’ alla fine il dna italico e la mentalita` chiusa va difesa anche a costo di morire di fame. Quando poi, stremato al suolo dalla mancanza di cibo per una settimana, implorera` qualsiasi cosa di commestibile, avra` da ridire e, prima di emettere l’ultimo respiro, dira`: “Le polpette sulla pasta un ci vanno!”, e morira` li`, in mezzo alla strada, ma felice perche’ ha potuto dare una lezione di vita alla gente attorno a lui, non sapendo che nessuno lo capira`, quindi il suo sforzo e` stato inutile.

E` normale che qualche piatto italiano sia stato modificato all’estero, molte volte anche in meglio. Pero` l’identita` culinaria italiana va rispettata, mentre in Italia quella degli altri paesi viene presa a calci nel culo ogni giorno. Avete mai portato un cinese vero ad un ristorante cinese in Italia? E un giapponese a mangiare il sushi in Italia? O un indiano a mangiare il curry in Italia? O un tedesco a mangiare un salsiccia tipica tetesca comprata al Lidl? Provateci, e vedrete che non ci metteranno piu` di 3 secondi ad insultarvi per come avete trasformato i loro piatti sacri.

Aprite quelle cazzo di menti e imparate ricette nuove, non abbiate timore, mettete quella cazzo di ananas con i gamberetti sulla pizza, provate a bere un cappuccino dopo pranzo, provare a mangiare una bistecca con tagliatelle come contorno.

Comunque, dite quel che vi pare, ma le tagliatelle con le polpette sono la fine del mondo!!! Chi dice di no, perche’ non e` “italiano”, non posso che guardarlo negli occhi e dire: “Vaffanculo!”