Le scuse (italiane) per non lavorare

Oooooh allora ieri apro feisbuc pe’ legge’ le solite du’ ‘azzate, e dopo i classici post su aperitivo – sbornia – africani rubalavoro – animali cretini, che ti trovo? Una foto di una ‘bellissima’ iniziativa di un gruppo di supermercati, che qual e` un ce ne frega una sega, siamo qui solo pe’ polemica’.

Vediamo st’immagine, o suvvia:

Negozi che tengono chiuso la domenica

Non avete voglia di lavorare la domenica? Inventatevi una festa a cazzo e tenete chiuso. Facile!

Cioe’, riflettiamo, in Italia c’e` la crisi, nessuno lo mette in dubbio, pero` e` vero che chi lavora nel mezzo alla settimana, un pole anda’ a fa’ la spesa il mercoledi` alle 10 di mattina, e` molto probabile che ci vada il fine settimana. Arriva li` e zac! Si trova davanti l’iniziativa “Libera la domenica!” Per la gente che vole bene alle loro famiglie (ma la mi nonna un dice sempre: “Gli amici si scelgono, i parenti si pigliano ‘ome so’!” E ora? Tutto questo attaccamento alla famiglia??? O da quando?

Ma si sa, le famiglie oggi “hanno bisogno di stare insieme” e verga giu` a giorni di ferie e poi a lamentarsi che un ci s’hanno i soldi pe’ l’aperitivo o pe’ carica’ l’aifon. Via, semo seri pe’ una volta… Ogni scusa e` bona pe’ un lavora’ e poi tutti a lamentassi…

La pena di morte

Allora, oggi si parla di una ‘osa che a molti li garba, ma a che a me un mi dice una sega: la pena di morte. In pratica, ci sono paesi in cui se fai qualcosa di veramente brutto, tipo uccidere, stuprare o non paghi il canone rai, ti condannano a morte. Piu` che giusto, diranno molti.

E invece io dico di no. Ben lontano da quelli che dicono: “Ehhh ma lo stato un pole toglie la vita ad una persona senno` diventa anch’egli assassino…”, io dico che la pena di morte e` una via troppo comoda. Arrivi, un paio di minuti e sei morto… ehhhhhhhh che cazzo e intanto la gente paga per i macchinari, il boia, cazzi, e porchiddii vari.

Ve la dico io una soluzione. Hai ammazzato qualcuno? Bene, vai a lavora` 18 ore al giorno nei ‘ampi, vedete poi come rilancio anche l’economia. Ovviamente pagato, diciamo 30 centesimi l’ora lordi. Cosi` sconti la pena, lavori e produci. Non come le carceri dove la gente sta li` a guarda’ la tele.

Hai violentato qualcuno? Bene!!! 17 ore al giorno a sparge l’asfalto a costrui’ le strade… altro che ponte sullo stretto, a quest’ora invece che a Messina, ero arrivato a Tokyo, passando da Santiago.

Ma invece no, qualche stato preferisce spende i soldi pe’ le ‘azzate! Io unno ‘apisco, sonasega.

L’universita` italiana e` una cagata pazzesca – mega-post in piu` parti /8 – La presa in kulo teutonika

Salve a tutti, scusate se ho postato poco in questo periodo, ma la storiella va avanti. Allora, oggi si parla di un bell’esame dall’accoppiata scritto+orale (che poi tanto lo scritto non conta un cazzo perche’ il voto lo decide il prof che ti fa l’orale): Lingua tedesca. Andai a lezione quasi tutte le volte e diciamo che ero quasi pronto per l’esame. Ricordo che la prof. era una stronza e mi ricordo due risposte che mi dette, che quando le racconto fanno molto ridere: una volta le chiesi: “Scusi, posso fare una domanda?” E lei: “No!”; un’altra volta le chiedi: “Scusi, posso scriverle un’email per domande relative all’esame?” E mi venne risposto: “Ooooooooh io guadagno 150 euri al mese, secondo Lei, ho voglia anche di rispondere alle Sue mail???” Poi si scopri` che era una prof a progetto e guadagnava davvero 150 pleuri al mese, il che la portava a lavorare in 4 universita’ diverse per poter arrivare alla miseria di 600 pleuri al mese. Ma vabbe’, parliamo dell’esame. Il problema fu che voletti per cosi` dire “strafare”, mi spiego meglio:

L’esercizio era quello di descrivere una stanza, della serie “Davanti al divano c’e` la televisione!” E io andai oltre, col dire che magari potevano apprezzare lo sforzo, e cominciai a scrivere cose tipo: “Qui c’e` il divano dove si siedono i miei amici quando vengono a trovarmi”. Ora, chi parla un minimo di tedesco sa che nelle secondarie succede un po’ di casino con i verbi e tutto il resto. Diciamo la verita`, non lo feci proprio bene bene, anzi… Ricordo il secondo esercizio era quello di scrivere a lettere dei numeri e poi che io mi ricordi non c’era nessun altro esercizio.

Una particolarita` dell’esame che utilizzero` in futuro per parlare di quanto faccia cagare l’universita` italiana: assolutamente proibito l’uso del dizionario. Cosa che di per se’ va anche bene, peccato che, come vedremo poi, ne sara` ammesso l’uso alla sessione successiva, ma questa e` un’altra storia.

Risultato: bocciai l’esame (o, per coloro che ritengono che “bocciare” sia intransitivo: sono stato bocciato all’esame). Cosi` mi ritrovai a parlare con una mia amica, che mi disse: “Ao, ma che un ce lo sapevi? In questi esami devi fare le frasine stupide, come un bambino all’elementari.” Praticamente, mi spiego`, il trucco per passare questo esame era quello di scrivere cosi`: “Questa e` la mia stanza. Qui c’e` il divano. Accanto al divano c’e` il tavolo. Davanti al tavolo c’e` la televisione. Accanto alla televisione c’e` il frigorifero. Nel frigorifero c’e` il panino. Sopra il frigo ci sono dei fiori. A sinistra del frigo c’e` la finestra.”

In effetti, questo era un bel trucco, perche’ 1) Evitavi le frasi secondarie. 2) Avevi meno possibilita` di fare errori.

Un trucco geniale, peccato averlo scoperto solo dopo. Ma vabbe’, ormai era andata, e riprovai a fare l’esame a settembre. Ne parleremo poi.

E cosi` mio padre trovo` lavoro

Rieccoci qua, dopo una meritata va’anza perche’ via un si pole sta davanti al compiute’ tutto il giorno, poi si rincoglionisce.

Ma, va’anze a parte, la notizia che ha del clamoroso e` che il mi babbo ha trovato lavoro. Boia! Un ci crede nessuno.

La sua storia e` quella di molti italiani che ormai hanno quasi` 60 anni e un riescono ad anda’ in pensione. Parliamone un attimo. Lui e` un fabbro, ha incominciato a lavora` a 15 anni, e, giorno dopo giorno, ha accumulato contributi. Ogni volta che vedeva avvicinarsi il sogno della pensione, zac, arrivara un novo governo, nuove riforme, nuove boiate e un trovava versi d’andarci.

L’anno scorso, l’azienda per cui lavorava l’ha messo in mobilita` per 3 anni: 700 euro al mese, con 11 mesi di contributi ancora da versare. Chi cazzo assumerebbe una persona che tra 11 mesi saluta tutti e li manda in culo?

E cosi` nei mesi scorsi trascorreva le giornate a un fa’ una sega, pagato dallo stato, ma lui unn’e` mai stato il tipo da un fa una sega. Cosi` ha stampato uno stralcio di curriculum e per un paio di mesi, dalla mattina presto, s’e` messo alla ricerca di un lavoro. Tramite passaparola e` riuscito a trovare lavoro in un azienda attiva nell’aiuto ai consorzi agricoli. Gli pagano questi 11 mesi di contributi, poi altri due anni in mobilita` e poi in pensione (sempre che quei beoti al governo un facciano ‘azzate).

E allora io penso sempre a sti ragazzi italiani di oggi, che si svegliano a mezzogiorno, stanno su facebook a guarda’ le loro amiche troie, poi alle 4 fanno merenda, poi al barre a fa l’aperitivo, cena, poi troie on line e poi a letto. Alla fine di una giornata cosi` faticosa, dicono: “De, un riesco a trova’ lavoro, ‘ome fo?”

Purtroppo s’aspettano che li vengano a bussa’ alla porta a dirgli: “Ti interessa un lavoro in cui un si fatica una sega e ti becchi 2000 pleuri al mese?” Oppure s’affidano agli uffici di ‘ollocamento dove ci sono quelli che ti dicono: “C’e` da lavora 1 ora alla settimana a sistema’ i preservativi alla conad”.

Se volete lavorare, cercate il lavoro! Oppure emigrate! Ma non state a fa’ una sega! Cazzo!

La gente che si lamenta della spesa – Le soluzioni possibili

L’altro giorno su Facebook dicevo apertamente “Che cazzo ve magnate?” alla gente che diceva che con 80 pleuri un si riesce a fa’ la spesa da mangia’ pe’ du’ settimane tutte attaccate.

E allora la gente ha cominciato a di’: “Ehhhh ma te vivi all’estero, unno sai quanto ‘osta fa la spesa qui!” oppure: “Ehhhhh ma te all’estero chissa` che cazzo te magni!” e altre frasi fatte del cazzo.

Allora io c’ho pensato e ho notato delle differenze all’estero che in Italia un ci so’ e che potrebbero davvero esse’ la svolta pe’ risparmia’ sulla spesa (io parlo dell’Inghilterra, ma anche in molti altri paesi funziona ‘osi`):

1) I prodotti che sono vicini alla data di scadenza vengono ribassati di prezzo (a volte io arrivo a comprare il pane 10 centesimi, quando la mattina lo pagavo a prezzo pieno). Un mio amico dice che questo sistema in Italia non funzionerebbe perche’ la gente vuole il meglio e un comprerebbe mai qualcosa che e` quasi scaduto, per poi congelarlo e mangiarlo quando vogliono.

2) Se fai la spesa online, di solito ti fanno uno sconto, perche’ alla fine il supermercato non paga il commesso che mette a posto la roba. Te ordini online, loro mettono tutto su un camion e via, diretto a casa tua. Questa cosa in Italia non funzionerebbe, primo perche’ ancora non e` totalmente coperta dalla banda larga (perfino in Uganda ci pigliano per il culo in questo) e secondo perche’ l’italiano non si fida, vuole toccare il prodotto, e` piu` tradizionale, con internet un ci chiappa una sega e si rifiuta d’impara’, al suono di “so’ tutte trappole pe’ chiappa’ soldi!”

3) Ci sono 4 supermercati grandi che si fanno guerra tra di loro, e molte vole se trovi lo stesso prodotto che costa meno da un’altra parte, un supermercato ti da’ la differenza. Ovviamente e` un controsenso andare da una parte all’altra della citta` per avere la differenza di un centesino. In Italia non sarebbe possibile, perche’ di sicuro i supermercati farebbero un cartello tra di loro. Ve lo immaginate? Il capo della Coppe chiama il capo della Conad e dice: “Ohhhh a quanto si mette la pasta barilla domani?” “Ehhhhh so na sega, famo 10 euri a pacco!” “Vai, io la metto 9.99 e il mese prossimo famo cambio!”

Per farla breve, io vivo all’estero e per mangiare spendo 50 sterline ogni 2 settimane (cene fuori e take away esclusi ovvio). La gente mi dice, con disprezzo: “Si sta bene all’estero, vero???” E io non posso che guardarli in faccia e dire: “Si`!”

La pubblicita` degli abbronzanti

L’altro giorno ho acceso la radio italiana per ascoltare un certo programma famoso, che comincia per Z e finisce per O, ahahah, grasse risate, e nel mezzo ti ci becco una pubblicita` di una crema abbronzante, un mi ri’ordo la marca, ma tanto un ce ne pole frega’ di meno.

Insomma, si diceva, questa pubblicita` diceva tipo: “Piu` ti proteggi, piu` hai di sconto. Un esempio? Crema solare protezione 30, 30% di sconto. Protezione 50? 50% di sconto.” E dentro di me ho detto: “De, pole anche esse’ un’offerta valida, sia mai che poi divento troppo nero e mi scambiano pe’ Mark Lenders.

Alla fine della pubblicita` sento il disclaimer: “Sconto alla cassa sul prezzo applicato dal rivenditore!” COOOOOOSAAAAA? Oooooooooooh ma un vi fate frega’, ci arriverebbe anche un imbecille rinato 100 volte piu` imbecille di prima che quest’offerta e` una puttanata!

Tipo, se io so’ il rivenditore e devo applica’ il 30% di sconto, e` logico che aumentero` il prezzo pe’ fallo torna’ uguale dopo lo sconto! Un ci vole mica d’esse laureati in teoria dell’economia italiana col master in fregna pe’ capillo!

Un vi fate frega’, poi se volete fate ‘ome volete.

Il razzismo spiegato al mio futuro figlio

Premessa: io non sono iscritto ad alcun partito politico e questa storia e` frutto di una visione oggettiva dei fatti.

I bambini, si sa, sono piu` intelligenti degli adulti. Con loro si puo` ragionare, fargli capire le cose, mettendoci un po’ d’impegno, mentre con alcuni adulti puoi tirare fuori tutte le ragioni del mondo, anche le prove piu’ schiaccianti, ma negherebbero tutto.

Di recente, su Facebook, ho avuto una piccola discussione con un italiano razzista. Un razzista di quelli moderni, di quelli che vorrebbero l’Italia solo per gli italiani e (a parole) ucciderebbero gli immigrati uno per uno. Di quelli che invocano il ritorno del testone, che cacci via tutti e faccia arrivare i treni in orario. Con queste persone, dicevo, non si puo` parlare, perche’, come apri bocca (o digiti, e` lo stesso), cominciano ad offendere, dandoti del comunista, zecca, finto-buonista e altre offese gratuite.

E io m’immagino la scena di me nel futuro, quando avro` un pargoletto, che verra` da me una sera e, a tradimento, mi chiedera`:

Babbo, a scuola oggi offendevano un nostro compagno, gli dicevo che era un negro di merda. Perche’ lo offendevano?

Perche’ sono razzisti, sicuramente figli di genitori razzisti e cresciuto in una casa in cui si fanno discorsi razzisti.

E perche’ sono razzisti?

Perche’ credono che i veri problemi di questo paese derivino dal fatto che molte persone sono venute qui, dall’Asia, dall’Africa e dal Sud America.

E perche’ sono venuti qui?

Perche’ quando vivi in condizioni di estrema poverta’, o perche’ nel tuo paese e’ scoppiata una guerra civile che mette in pericolo te e i tuoi cari, dovresti avere la liberta` di andartene in un altro paese.

Ma mi hanno detto che vengono qui in Europa ad ammazzare la gente, e` vero?

Diciamo che tra di loro ci sono anche dei delinquenti, ma se leggi le statistiche, i crimini commessi dagli italiani negli ultimi anni supera di gran lunga quello degli immigrati. E poi, il problema della gente e` la memoria corta. Ci piace molto essere europei, tutti parte di una stessa famiglia, eppure sono stati proprio gli Europei, inglesi, francesi, spagnoli, olandesi e anche italiani ad essere andati nei secoli scorsi in quei posti da dove vengono ora gli immigrati…

E cosa facevano?

Massacravano. Tutti. Uno per uno. Chi non veniva ucciso veniva sottomesso. Dovevano fare gli schiavi. Succede anche oggi, indirettamente.

Cosa intendi con indirettamente?

Intendo dire, ad esempio, che il computer o qualsiasi altro apparecchio che usi tutti i giorni viene fatto con il silicio, che viene estratto da minatori in Africa, cosi` come i diamanti e altri prodotti. I popoli africani lottano ogni giorno per il controllo di questi territori pieni di ricchezza, e le persone che sono in pericolo scappano come possono.

E vengono qui e diventano immigrati clandestini.

No, non proprio. La gente abusa ogni giorno della parola “immigrato clandestino”. In realta` dovrebbero parlare di “profughi”, “immigrati” e “clandestini”. I profughi sono coloro che vengono in Europa perche’ nel loro paese non esistono piu` le condizioni necessarie per la propria sicurezza (ad esempio, una persecuzione razziale), e chiedono aiuto, e noi, come paese semi-civile dobbiamo aiutarli, gli immigrati sono coloro che entrano nel paese ed hanno un permesso per starci, mentre i clandestini sono coloro che sono entrati nel paese senza farsi riconoscere alla frontiera e senza avere un permesso, in questo caso lo stato cerca di rimandarli al loro paese.

Perche’ parli del nostro come un paese semi-civile?

Beh…  Mafia, camorra, inquinamento, politici puttanieri, spreco di denaro pubblico, ospedali fatiscenti, gente che sbava dietro ai concorrenti del Grande Fratello… ti pare una civilta` perfetta?

E perche’ la gente parla sempre dei clandestini senza fare differenza tra profughi e clandestini?

Perche’ tutto e` fatto per istigare l’odio. Si prende una notizia, la si gonfia un po’, se non c’e`, ci si inventa, si prende un’immagine a caso e vi si scrive sopra una frase. Fatto questo si condivide sui social network, chiedendone la condivisione, provocando lo scandalo tra la gente.

E la gente ci crede?

E come poi! I piu` intelligenti si informano sulla fonte della notizia, mentre altri si fidano ciecamente e pubblicano commenti razzisti. Il commento piu` in voga e` di solito “Andate via! Italia agli italiani!”.

Ma perche’ mai la gente crea articoli e vignette razziste con notizie false?

Perche’ gestiscono siti web nelle cui pagine sono pubblicati banner pubblicitari. Per loro, gli utenti che aprono quel sito sono come soldi. Piu` visitatori hai, piu` quel banner viene visto e l’azienda pubblicitaria paga. E per arrivare a fare anche 50 mila visite al giorno, hai bisogno di notizie allettanti che attirino la curiosita` del lettore, poco importa se siano vere o no.

Ma ci sono posti nel mondo dove locali e immigrati possono integrarsi?

Certo! Guarda paesi come la Francia, la Germania, il Regno Unito, ormai ci sono moltissimi immigrati che si sono integrati benissimo. Ci sono stati casi di razzismo, ma rimangono casi isolati.

E gli italiani non sono mai emigrati?

Quello italiano e` uno dei popoli piu` emigrati della storia!

E cosa pensavano le popolazioni straniere degli italiani immigrati?

Non proprio buone cose. Dovunque andavano gli italiani arrivava mafia, delinquenza, sporco. Dicevano gli americani, che gli italiani era uno dei popoli che non si integrava, e la Little Italy di New York era uno dei quartieri piu` malfamati della citta`.

Ma allora anche noi siamo come quello che pensiamo degli immigrati che arrivano qui.

Certo. In fondo, esiste solo una razza, quella umana!

Quei deficienti del Moige

Premessa: se qualcuno del Moige sta leggendo questo articolo, sappia che cio` che e` scritto ha un tono assolutamente scherzoso, e lo scopo  e` tentare di descrivere un punto di vista cercando di strappare una risata. La parola ‘deficiente’, cosi` come in altri articoli, e` spesso abusata tanto da perdere il suo significato primordiale. Tutto cio` non vuole essere diffamante. Grazie.

Uhhhhhhh tanto lo sapevo che prima o poi si toccava questo argomento, e, davvero, ci sarebbe da scrivere paginate intere. Ormai su questo blog diamo molto spazio alle categorie di deficienti, e dopo cattolici, pseudo-razzisti ed esperantisti, ecco a voi un bell’articolo dedicato a quelli del Moige. Il moige, per chi non lo sapesse e` un movimento che coinvolge i genitori che vogliono censurare i cartoni animati giapponesi per proteggere i loro pargoletti dal compiere atti di violenza alla Naruto o dal diventare donne quando si lavano con l’acqua fredda, come Ranma. Nemmeno poter sognare di corteggiare due donne insieme alla Johnny (quello di E’ quasi magia per) e` consentito, figuratevi voi tagliarsi un braccio dalla bocca di un demone mentre il tuo comandande si scopa la tua ragazza, alla Berzerk per capirci…

Partiamo da un presupposto base che molti italiani ancora non capiscono e non capiranno mai. Ricordo un giorno, ero alle elementari in un paesino della provincia di Grosseto, e la scuola aveva aperto una piccola sala per proiettare i film. Immaginatevi voi, nel 1987, con quei pochi soldi che avevamo, quanti film ci potevano essere… in compenso ricordo, c’erano tanti cartoni e un solo film, di cui non ricordo il titolo. La maestra (stronza) vide i titoli delle videocassette e disse: “O si guarda il film, o niente!” e poi dopo qualche minuto: “Se volete vedere un cartone animato, vorra` dire che non farete piu` ricreazione per un mese e doppio dei compiti a casa!” Non c’era giorno che dentro di me la mandassi in culo. (Su di lei scriveremo un post in futuro…)

Questo atteggiamento della maestra stronza fa da cornice ad una condizione mentale tipica italiana: I cartoni animati sono destinati SOLO ai bambini.

I giapponesi, avanti anni luce dagli italiani, ma anche di piu`, diciamo che guardano indietro e vedono il futuro… comunque si diceva… in Giappolandia i fumetti (cosidetti manga) e i cartoni animati (detti anime), sono destinati ad una fascia di eta` molto varia, e vengono chiamati con nomi diversi a seconda del pubblico a cui sono rivolti (i nomi ora non ci interessano, dobbiamo parlare del grado mentale di quelli del moige). Quindi un adulto leggera’ e vedra’ manga e anime dedicati ad un pubblico adulto, i ragazzi quelli per ragazzi, le ragazze quelli per ragazze, gli elefanti quelli per elefanti e i bambini quelli per i bambini. Poi l’Italia importa tutti questi cartoni animati e, senza nemmeno guardarli, li considera a priori per bambini, vista anche la scarsa mentalita` che porta gli italiani ad essere come la maestra stronza di cui ho parlato poco fa.

Cosi`, le mamme italiane, iperprotettrici rispetto ad altre di altri paesi, vedono in tv un po’ di sangue e dicono: “Oddiooooooooooo, il mi figliolo vede i cartoni col sangue e poi uccidera` il parroco e dopo senza il prete a me chi mi si tromba?” oppure “Oddio il mi figliolo vede alla tele Olli e Bengi e da grande diventera` un calciatore, e cio` vuol dire che andra` via di casa a 18 anni per giocare nella serie C ungherese e sai com’e`, poi lui va via di casa, la` fa freddo, un ti cucinano la pasta e quindi bisogna intervenire per far chiudere subito quel cartone maledetto!” oppure “oddio la sigla di Sanpei dice che ci so le canne fatte di magia, da grande il mi figliolo si fara` le ‘anne e poi uccidera` il prete e a me poi chi mi si tromba?” e quindi, via pure Sanpei.

Io invece penso che gli anime giapponesi sono fa-vo-lo-si, e si potrebbe in qualche modo far crescere i bambini con cartoni non censurati a loro adatti, e farli appassionare, cosi` nel corso della loro vita cresceranno accompagnati da questi cartoni, anche da adulti. Ma nooooooo, i cartoni so’ solo pe’ i bambini, e via tagli di qui, tagli di la`, e trasformiamo gli anime in merda. Tanto per farvi qualche esempio qua e la`, il moige ha censurato Occhi di Gatto, perche’ in qualche scena si vedeva mezza tetta, che non va visto come una cosa porno anti cattolica, ma come la raffigurazione del corpo femminile, pero’ via colle pocce in prima serata sulla Mediaset,  poi E` quasi magia Johnny perche’ lui ogni tanto sognava di amare due donne contemporaneamente, oppure Naruto, One Piece, Dragon Ball per via del sangue e della violenza. MA CAZZO, anche un bimbino piccino si rende ‘onto che Dragon Ball e` finto, ma nooooooo poi il mi’ figliolo va a giro a fa’ l’onde energetiche.

Onda energetica nella vita reale

Oddio, il mi’ figliolo vede Dragonbol e poi va a giro a da’ pugni all’asfalto e tutti intorno schizzano via… nono, questo e` troppo! CENSURATELO!!!

Cari del Moige, se leggete questo articolo (che, ribadisco, e` scritto in tonalita` sarcastica), smettetela di fare cio` che fate. Basta con la censura negli anime. Basta, e` ridicola. Davvero! Lasciate che i vostri figli crescano con i cartoni giapponesi incensurati e non con quelle puttanate di Peppa Pig. Ve ne saranno grati quando saranno piu` grandi.

I fan di merda

Io adoro la buona musica. Quello che un mi garba so’ i fan di certi gruppi che a volte possono esse’ dei perfetti rompicoglioni, peggio di un testimone di geova cattolico mussulmano che tifa juve. Ma io dico… ascoltatevi i vostri gruppi e non rompete i coglioni… invece no… sei un mentecatto se non ascolti il loro gruppo preferito.

Per voi, ho fatto una lista di fans di band o cantanti beoti insopportabili.

– Guns’n’roses: non disprezzo i Guns, ma odio i loro maledetti fans. La tipica scena a cui assisterete quando uscirete con una fans dei Guns (perche’ il 99.99% dei loro fans sono femmine), e` questa: probabilmente la porterete in macchina e metterete un cd fico, non troppo peso, via… diciamo, gli Eagles; lei comincera` a dire: “Mmm… bravini, si`, ma i Guns sono i Guns, perche’ Axl Rose e` il mio dio e te di musica non capisci un cazzo se non ascolti Axl perche’ Axl e` Axl e lui fa le canzoni meglissime di questi Igol che mi stai facendo ascoltare, che si`, sono bravini, ma non come Axl, perche’ la sua Nocchin on de Evon Dor e` la canzone piu` bella di tutti i tempi…” A poco varra` far notare che Knockin’ on the Heaven’s Door e` una canzone di Bob Dylan… verrete immediatamente classificati come incompetenti in campo musicale e condannati ad una serata in bianco. Un buon modo per far zittire una fan dei Guns e` chiederle la seguente domanda: “Quale canzone dei Guns ti piace di piu`, se escludiamo Nocchin on de Evon Dor, Uelcom to de Giangol, Paradais Siti e Suit Ciaild ov Main?” La fan si zittera` e potete continuare la serata con un po’ di Marduk a tutto volume.

– Metallica: I Metallica, mitici, grandissimi… fino al Black Album, poi basta. Poi si sono venduti ad Mtv e hanno cominciato a sfornare canzoni pop che nemmeno Lady Gaga… I fan dei Metallica si sciropperebbero qualsiasi cd sfornato dai Metallica, sia esso metal, pop o liscio. Il fan dei Metallica non accettera` critiche e verra` fuori con la seguente frase: “Ohhh l’album vecchio dei Metallica faceva schifo, ma questo nuovo pompa di brutto!” Il problema e` che lo dice ogni anno, senza rendersi conto che sta tentando di tenere acceso un fuoco che e` spento da quasi 20 anni. Se un fan dei Metallica andra` a vedere una cover band, piangera` a dirotto ascoltanto Nothing Else Matter (in italiano noffin els metter), e si gasera` totalmente ascoltando Enter Sandman che cantera` piu` o meno in questo modo: “Eeeeeeeeeente naaaaai, na na naiiiiiiiii, take mammeeeeeeee, up to nenenene lend…” Contro questo fan c’e` poco da fare (a parte costringerlo all’ascolto forzato di tutta la discografia dei Megadeth).

– Dream Theater: I fan dei Dream e del prog in generale sanno essere dei veri rompicoglioni. Nessuno obietta sulla qualita` tecnica dei Dream Theater, per carita`, ma rompere il cazzo ogni volta che ascolta una canzone diversa, mi pare troppo. “Ehhhh ma questa batteria non e` sincopata, ehhhh ma qui ci stava bene una accordo di Sol bemolle quarta terza media semidiminuita treettichefacciolascio, ehhhh ma questa canzone non cambia mai di tempo, quindi e` una canzone di merda a prescindere. La cosa che piace fare di piu` al fan dei Dream Theater e` far sapere agli altri quanto gli piacciono, cosi` su Facebook vedrete cose tipo: “Ho comprato il biglietto dei drim”, “Manca un giorno al concerto dei drim”, “In fila per ascoltare i drim”, “I drim stanno suonando” ecc… Il rimedio contro questo tipo di fan e` autoinvitarsi a casa sua per ascoltare tutta la discografia dei Dream, portarsi coperta e cuscino e addormentarsi dopo 10 minuti. Se la capisce, bene, ma tanto non la capira`.

– Vasco Rossi: Si narra che quando vasco disse che si ritirava dall’essere una rockstar, Lemmy dei Motorhead tiro` una risata cosi` potente da creare un cratere su marte. Ma per i fan di Vasco, lui e` un dio. Si sentono diversi dagli altri, elevati ad una sorta di nirvana auditivo solo perche’ ascoltano Vasco, e poi si ritrovano in 80.000 ai suoi concerti a cantare all’unisono: “Come stai? Ti distingui dal luogo comune…” Vasco ha fatto canzoni tipo: “Ho guardato dentro un’emozione, e ci ho visto dentro tanto amore e ho capito che non si comanda al cuore…” Cazzo, cuore/amore, che rima originale, ma per il fan di Vasco basta a equipararlo al Manzoni. Contro questo fan non ci sono rimedi legali…

– Renato Zero: I cosidetti sorcini pensano che Renato Zero scriva le canzoni su misura per loro. Una volta nella vita ti chiederanno: “Ma non ti ci ritrovi nelle sue canzoni?” Io ascoltai, ad esempio, il Triangolo no, e dissi: “Cioe` ad andare a casa di una per poi farmelo mette’ in culo da un altro? No, francamente non mi ci ritrovo!” Mai dire che Renato e` palloso davanti a loro o subirete la punizione suprema: la spiegazione dettagliata di ogni sua minima strofa. La suddetta punizione puo` durare a volte mesi, facendovi disdire il corso di yoga che fate ogni giovedi` sera. Come per Vasco, non ci sono rimedi legali…

Ce ne sarebbero tanti altri, ma torneremo di sicuro su questo argomento :)

L’universita` italiana e` una cagata pazzesca – mega-post in piu` parti /7 – Che le donne so troie

Allora vi avevo promesso di restare in tema di letteratura, e in tema di letteratura si resta… allora dopo la letteratura teteska, il cui esame si puo` passare, come abbiamo visto, senza aprire libro, parliamo adesso della letteratura inglese.

La letteratura inglese e` vasta, immensa, autori su autori, per studiarla tutta ci vorrebbero anni, forse decenni. Ma per l’universita` italiana e` normale far studiare giusto 2 o 3 autori per consegnare ad uno studente una laurea in letteratura inglese. Si puo` essere laureati in letteratura inglese senza sapere nulla di Oscar Wilde? Certo, basta studiare in Italia.

Il problema con questo cosidetto “Nuovo ordinamento” e` questo: un tempo con il cosidetto “Vecchio ordinamento” uno studente (in teoria) entrava all’universita` il primo anno e cominciava a studiare la letteratura inglese (e potrei farvi moltissimi altri esempi, ma quello della letteratura inglese pare adeguato) dall’inizio, dai carmi in inglese antico per intenderci, per poi coprire quasi tutta la letteratura inglese nei restanti 4 anni, arrivando all’ultimo anno con gli autori contemporanei; ora invece l’obiettivo e` accumulare crediti formativi, e quindi i prof. sono andati nel pallone perche’ ora c’e` chi deve fare un esame da 10 crediti, chi da 8, chi da 6, chi fa un’annualita`, chi ne fa due, chi deve fare un esame di rettifica da 2 crediti, chi e` stato rapito dagli alieni e per questo ha gia` maturato 6 crediti ecc… . Insomma, un esame non e` mai uguale per tutti. Ho visto anche scene del prof. che parlava con una studentessa e gli elencava i libri da leggere per l’esame; la studentessa poi ha detto: “Ma il mio esame e` solo da 4 crediti!” e il prof, cancellando gli ultimi due libri dalla lista: “Allora questi due non li legga nemmeno!”

Comunque, il modulo da studiare era sul teatro elisabettiano. Bellissimo modulo, non c’e` che dire, e, a parte un libro-mattone di 500 pagine da leggere, dovevamo studiare o Romeo e Giulietta + Amleto, o Otello (Otello non lo scelse nessuno). Ovviamente tutti i libri in italiano, cosi` come il libro-mattone. Devo dire che il libro-mattone si rivelo` interessante per certi aspetti, lo leggevo con piacere, ma alla fine una bella ricerca su Wikipedia dava i suoi frutti ugualmente. Lessi anche i due drammi, o almeno mi sforzai di guardare qualche film a riguardo.

All’esame mi presentai con un mio amico, nonche’ coinquilino, e ci fecero entrare insieme. Io capitai con l’assistente che mi disse: “Ha letto il libro sul teatro elisabettiano?” e io: “Ehhhhh so tutto!” e lei: “Mi parli di un capitolo!” e io: “Beh, mi faccia qualche domanda lei, via su!” E lei: “No! Mi parli del capitolo 4!”

E qui si vede la vera differenza tra teoria e pratica. All’universita` italiana, fortemente incentrata sulla teoria, ti fanno studiare e ti chiedono un capitolo, mica ti fanno le domande… nooooo… vogliono che tu impari a memoria un libro parola per parola. Che deficienti.

Comunque sia, raccontai qualcosa di quel libro-mattone e passai col professore, un fiorentino-juventino mezzo deviato. Sto professore mi dice: “Allora, al tu ami’o gli ho chiesto di Romeo e Giulietta, a te tu ti ‘iedero di Amleto!” E cosi` incomincio a parlare un po’ della trama di Amleto, e ad un certo punto questo prof. mi fa: “Allora, dimmi, o come mai Amleto dice a Ofelia d’anda’ in un convento?” E io: “Ehhhh perche’ e` pazzo e sa che senza di lei…” E lui: “Ma noooo, l’e` piu` facile… perche’ Ofelia e` una donna, e le donne, le so tutte troie! Come posso datti 30 se c’hai piu` di vent’anni e un sai manco che le donne so tutte troie! Volevo datti un bel voto ma mi dovevi di’ che le donne le so tutte troie… via, ti daro` 26 tanto pe gradi`, ma credi…”

Non lo avreste preso a manate? Io no, perche’ alla fine un 26 avendo solo mezzo letto un libro va piu` che bene, ma mi chiedo se ci fosse stata una ragazza tipo una delle Femen a fare l’esame cosa avrebbe detto…

Comunque via, ormai abbiamo visto che tanto e` inutile studiare, tanto i professori danno i voti che gli pare, non c’e` metodo razionale di giudizio in un esame, quindi non vi ci impegnate troppo…

Alla prossima, vedremo come fregare un altro voto.