Quei deficienti del Moige

Premessa: se qualcuno del Moige sta leggendo questo articolo, sappia che cio` che e` scritto ha un tono assolutamente scherzoso, e lo scopo  e` tentare di descrivere un punto di vista cercando di strappare una risata. La parola ‘deficiente’, cosi` come in altri articoli, e` spesso abusata tanto da perdere il suo significato primordiale. Tutto cio` non vuole essere diffamante. Grazie.

Uhhhhhhh tanto lo sapevo che prima o poi si toccava questo argomento, e, davvero, ci sarebbe da scrivere paginate intere. Ormai su questo blog diamo molto spazio alle categorie di deficienti, e dopo cattolici, pseudo-razzisti ed esperantisti, ecco a voi un bell’articolo dedicato a quelli del Moige. Il moige, per chi non lo sapesse e` un movimento che coinvolge i genitori che vogliono censurare i cartoni animati giapponesi per proteggere i loro pargoletti dal compiere atti di violenza alla Naruto o dal diventare donne quando si lavano con l’acqua fredda, come Ranma. Nemmeno poter sognare di corteggiare due donne insieme alla Johnny (quello di E’ quasi magia per) e` consentito, figuratevi voi tagliarsi un braccio dalla bocca di un demone mentre il tuo comandande si scopa la tua ragazza, alla Berzerk per capirci…

Partiamo da un presupposto base che molti italiani ancora non capiscono e non capiranno mai. Ricordo un giorno, ero alle elementari in un paesino della provincia di Grosseto, e la scuola aveva aperto una piccola sala per proiettare i film. Immaginatevi voi, nel 1987, con quei pochi soldi che avevamo, quanti film ci potevano essere… in compenso ricordo, c’erano tanti cartoni e un solo film, di cui non ricordo il titolo. La maestra (stronza) vide i titoli delle videocassette e disse: “O si guarda il film, o niente!” e poi dopo qualche minuto: “Se volete vedere un cartone animato, vorra` dire che non farete piu` ricreazione per un mese e doppio dei compiti a casa!” Non c’era giorno che dentro di me la mandassi in culo. (Su di lei scriveremo un post in futuro…)

Questo atteggiamento della maestra stronza fa da cornice ad una condizione mentale tipica italiana: I cartoni animati sono destinati SOLO ai bambini.

I giapponesi, avanti anni luce dagli italiani, ma anche di piu`, diciamo che guardano indietro e vedono il futuro… comunque si diceva… in Giappolandia i fumetti (cosidetti manga) e i cartoni animati (detti anime), sono destinati ad una fascia di eta` molto varia, e vengono chiamati con nomi diversi a seconda del pubblico a cui sono rivolti (i nomi ora non ci interessano, dobbiamo parlare del grado mentale di quelli del moige). Quindi un adulto leggera’ e vedra’ manga e anime dedicati ad un pubblico adulto, i ragazzi quelli per ragazzi, le ragazze quelli per ragazze, gli elefanti quelli per elefanti e i bambini quelli per i bambini. Poi l’Italia importa tutti questi cartoni animati e, senza nemmeno guardarli, li considera a priori per bambini, vista anche la scarsa mentalita` che porta gli italiani ad essere come la maestra stronza di cui ho parlato poco fa.

Cosi`, le mamme italiane, iperprotettrici rispetto ad altre di altri paesi, vedono in tv un po’ di sangue e dicono: “Oddiooooooooooo, il mi figliolo vede i cartoni col sangue e poi uccidera` il parroco e dopo senza il prete a me chi mi si tromba?” oppure “Oddio il mi figliolo vede alla tele Olli e Bengi e da grande diventera` un calciatore, e cio` vuol dire che andra` via di casa a 18 anni per giocare nella serie C ungherese e sai com’e`, poi lui va via di casa, la` fa freddo, un ti cucinano la pasta e quindi bisogna intervenire per far chiudere subito quel cartone maledetto!” oppure “oddio la sigla di Sanpei dice che ci so le canne fatte di magia, da grande il mi figliolo si fara` le ‘anne e poi uccidera` il prete e a me poi chi mi si tromba?” e quindi, via pure Sanpei.

Io invece penso che gli anime giapponesi sono fa-vo-lo-si, e si potrebbe in qualche modo far crescere i bambini con cartoni non censurati a loro adatti, e farli appassionare, cosi` nel corso della loro vita cresceranno accompagnati da questi cartoni, anche da adulti. Ma nooooooo, i cartoni so’ solo pe’ i bambini, e via tagli di qui, tagli di la`, e trasformiamo gli anime in merda. Tanto per farvi qualche esempio qua e la`, il moige ha censurato Occhi di Gatto, perche’ in qualche scena si vedeva mezza tetta, che non va visto come una cosa porno anti cattolica, ma come la raffigurazione del corpo femminile, pero’ via colle pocce in prima serata sulla Mediaset,  poi E` quasi magia Johnny perche’ lui ogni tanto sognava di amare due donne contemporaneamente, oppure Naruto, One Piece, Dragon Ball per via del sangue e della violenza. MA CAZZO, anche un bimbino piccino si rende ‘onto che Dragon Ball e` finto, ma nooooooo poi il mi’ figliolo va a giro a fa’ l’onde energetiche.

Onda energetica nella vita reale

Oddio, il mi’ figliolo vede Dragonbol e poi va a giro a da’ pugni all’asfalto e tutti intorno schizzano via… nono, questo e` troppo! CENSURATELO!!!

Cari del Moige, se leggete questo articolo (che, ribadisco, e` scritto in tonalita` sarcastica), smettetela di fare cio` che fate. Basta con la censura negli anime. Basta, e` ridicola. Davvero! Lasciate che i vostri figli crescano con i cartoni giapponesi incensurati e non con quelle puttanate di Peppa Pig. Ve ne saranno grati quando saranno piu` grandi.

I fan di merda

Io adoro la buona musica. Quello che un mi garba so’ i fan di certi gruppi che a volte possono esse’ dei perfetti rompicoglioni, peggio di un testimone di geova cattolico mussulmano che tifa juve. Ma io dico… ascoltatevi i vostri gruppi e non rompete i coglioni… invece no… sei un mentecatto se non ascolti il loro gruppo preferito.

Per voi, ho fatto una lista di fans di band o cantanti beoti insopportabili.

– Guns’n’roses: non disprezzo i Guns, ma odio i loro maledetti fans. La tipica scena a cui assisterete quando uscirete con una fans dei Guns (perche’ il 99.99% dei loro fans sono femmine), e` questa: probabilmente la porterete in macchina e metterete un cd fico, non troppo peso, via… diciamo, gli Eagles; lei comincera` a dire: “Mmm… bravini, si`, ma i Guns sono i Guns, perche’ Axl Rose e` il mio dio e te di musica non capisci un cazzo se non ascolti Axl perche’ Axl e` Axl e lui fa le canzoni meglissime di questi Igol che mi stai facendo ascoltare, che si`, sono bravini, ma non come Axl, perche’ la sua Nocchin on de Evon Dor e` la canzone piu` bella di tutti i tempi…” A poco varra` far notare che Knockin’ on the Heaven’s Door e` una canzone di Bob Dylan… verrete immediatamente classificati come incompetenti in campo musicale e condannati ad una serata in bianco. Un buon modo per far zittire una fan dei Guns e` chiederle la seguente domanda: “Quale canzone dei Guns ti piace di piu`, se escludiamo Nocchin on de Evon Dor, Uelcom to de Giangol, Paradais Siti e Suit Ciaild ov Main?” La fan si zittera` e potete continuare la serata con un po’ di Marduk a tutto volume.

– Metallica: I Metallica, mitici, grandissimi… fino al Black Album, poi basta. Poi si sono venduti ad Mtv e hanno cominciato a sfornare canzoni pop che nemmeno Lady Gaga… I fan dei Metallica si sciropperebbero qualsiasi cd sfornato dai Metallica, sia esso metal, pop o liscio. Il fan dei Metallica non accettera` critiche e verra` fuori con la seguente frase: “Ohhh l’album vecchio dei Metallica faceva schifo, ma questo nuovo pompa di brutto!” Il problema e` che lo dice ogni anno, senza rendersi conto che sta tentando di tenere acceso un fuoco che e` spento da quasi 20 anni. Se un fan dei Metallica andra` a vedere una cover band, piangera` a dirotto ascoltanto Nothing Else Matter (in italiano noffin els metter), e si gasera` totalmente ascoltando Enter Sandman che cantera` piu` o meno in questo modo: “Eeeeeeeeeente naaaaai, na na naiiiiiiiii, take mammeeeeeeee, up to nenenene lend…” Contro questo fan c’e` poco da fare (a parte costringerlo all’ascolto forzato di tutta la discografia dei Megadeth).

– Dream Theater: I fan dei Dream e del prog in generale sanno essere dei veri rompicoglioni. Nessuno obietta sulla qualita` tecnica dei Dream Theater, per carita`, ma rompere il cazzo ogni volta che ascolta una canzone diversa, mi pare troppo. “Ehhhh ma questa batteria non e` sincopata, ehhhh ma qui ci stava bene una accordo di Sol bemolle quarta terza media semidiminuita treettichefacciolascio, ehhhh ma questa canzone non cambia mai di tempo, quindi e` una canzone di merda a prescindere. La cosa che piace fare di piu` al fan dei Dream Theater e` far sapere agli altri quanto gli piacciono, cosi` su Facebook vedrete cose tipo: “Ho comprato il biglietto dei drim”, “Manca un giorno al concerto dei drim”, “In fila per ascoltare i drim”, “I drim stanno suonando” ecc… Il rimedio contro questo tipo di fan e` autoinvitarsi a casa sua per ascoltare tutta la discografia dei Dream, portarsi coperta e cuscino e addormentarsi dopo 10 minuti. Se la capisce, bene, ma tanto non la capira`.

– Vasco Rossi: Si narra che quando vasco disse che si ritirava dall’essere una rockstar, Lemmy dei Motorhead tiro` una risata cosi` potente da creare un cratere su marte. Ma per i fan di Vasco, lui e` un dio. Si sentono diversi dagli altri, elevati ad una sorta di nirvana auditivo solo perche’ ascoltano Vasco, e poi si ritrovano in 80.000 ai suoi concerti a cantare all’unisono: “Come stai? Ti distingui dal luogo comune…” Vasco ha fatto canzoni tipo: “Ho guardato dentro un’emozione, e ci ho visto dentro tanto amore e ho capito che non si comanda al cuore…” Cazzo, cuore/amore, che rima originale, ma per il fan di Vasco basta a equipararlo al Manzoni. Contro questo fan non ci sono rimedi legali…

– Renato Zero: I cosidetti sorcini pensano che Renato Zero scriva le canzoni su misura per loro. Una volta nella vita ti chiederanno: “Ma non ti ci ritrovi nelle sue canzoni?” Io ascoltai, ad esempio, il Triangolo no, e dissi: “Cioe` ad andare a casa di una per poi farmelo mette’ in culo da un altro? No, francamente non mi ci ritrovo!” Mai dire che Renato e` palloso davanti a loro o subirete la punizione suprema: la spiegazione dettagliata di ogni sua minima strofa. La suddetta punizione puo` durare a volte mesi, facendovi disdire il corso di yoga che fate ogni giovedi` sera. Come per Vasco, non ci sono rimedi legali…

Ce ne sarebbero tanti altri, ma torneremo di sicuro su questo argomento :)

L’universita` italiana e` una cagata pazzesca – mega-post in piu` parti /7 – Che le donne so troie

Allora vi avevo promesso di restare in tema di letteratura, e in tema di letteratura si resta… allora dopo la letteratura teteska, il cui esame si puo` passare, come abbiamo visto, senza aprire libro, parliamo adesso della letteratura inglese.

La letteratura inglese e` vasta, immensa, autori su autori, per studiarla tutta ci vorrebbero anni, forse decenni. Ma per l’universita` italiana e` normale far studiare giusto 2 o 3 autori per consegnare ad uno studente una laurea in letteratura inglese. Si puo` essere laureati in letteratura inglese senza sapere nulla di Oscar Wilde? Certo, basta studiare in Italia.

Il problema con questo cosidetto “Nuovo ordinamento” e` questo: un tempo con il cosidetto “Vecchio ordinamento” uno studente (in teoria) entrava all’universita` il primo anno e cominciava a studiare la letteratura inglese (e potrei farvi moltissimi altri esempi, ma quello della letteratura inglese pare adeguato) dall’inizio, dai carmi in inglese antico per intenderci, per poi coprire quasi tutta la letteratura inglese nei restanti 4 anni, arrivando all’ultimo anno con gli autori contemporanei; ora invece l’obiettivo e` accumulare crediti formativi, e quindi i prof. sono andati nel pallone perche’ ora c’e` chi deve fare un esame da 10 crediti, chi da 8, chi da 6, chi fa un’annualita`, chi ne fa due, chi deve fare un esame di rettifica da 2 crediti, chi e` stato rapito dagli alieni e per questo ha gia` maturato 6 crediti ecc… . Insomma, un esame non e` mai uguale per tutti. Ho visto anche scene del prof. che parlava con una studentessa e gli elencava i libri da leggere per l’esame; la studentessa poi ha detto: “Ma il mio esame e` solo da 4 crediti!” e il prof, cancellando gli ultimi due libri dalla lista: “Allora questi due non li legga nemmeno!”

Comunque, il modulo da studiare era sul teatro elisabettiano. Bellissimo modulo, non c’e` che dire, e, a parte un libro-mattone di 500 pagine da leggere, dovevamo studiare o Romeo e Giulietta + Amleto, o Otello (Otello non lo scelse nessuno). Ovviamente tutti i libri in italiano, cosi` come il libro-mattone. Devo dire che il libro-mattone si rivelo` interessante per certi aspetti, lo leggevo con piacere, ma alla fine una bella ricerca su Wikipedia dava i suoi frutti ugualmente. Lessi anche i due drammi, o almeno mi sforzai di guardare qualche film a riguardo.

All’esame mi presentai con un mio amico, nonche’ coinquilino, e ci fecero entrare insieme. Io capitai con l’assistente che mi disse: “Ha letto il libro sul teatro elisabettiano?” e io: “Ehhhhh so tutto!” e lei: “Mi parli di un capitolo!” e io: “Beh, mi faccia qualche domanda lei, via su!” E lei: “No! Mi parli del capitolo 4!”

E qui si vede la vera differenza tra teoria e pratica. All’universita` italiana, fortemente incentrata sulla teoria, ti fanno studiare e ti chiedono un capitolo, mica ti fanno le domande… nooooo… vogliono che tu impari a memoria un libro parola per parola. Che deficienti.

Comunque sia, raccontai qualcosa di quel libro-mattone e passai col professore, un fiorentino-juventino mezzo deviato. Sto professore mi dice: “Allora, al tu ami’o gli ho chiesto di Romeo e Giulietta, a te tu ti ‘iedero di Amleto!” E cosi` incomincio a parlare un po’ della trama di Amleto, e ad un certo punto questo prof. mi fa: “Allora, dimmi, o come mai Amleto dice a Ofelia d’anda’ in un convento?” E io: “Ehhhh perche’ e` pazzo e sa che senza di lei…” E lui: “Ma noooo, l’e` piu` facile… perche’ Ofelia e` una donna, e le donne, le so tutte troie! Come posso datti 30 se c’hai piu` di vent’anni e un sai manco che le donne so tutte troie! Volevo datti un bel voto ma mi dovevi di’ che le donne le so tutte troie… via, ti daro` 26 tanto pe gradi`, ma credi…”

Non lo avreste preso a manate? Io no, perche’ alla fine un 26 avendo solo mezzo letto un libro va piu` che bene, ma mi chiedo se ci fosse stata una ragazza tipo una delle Femen a fare l’esame cosa avrebbe detto…

Comunque via, ormai abbiamo visto che tanto e` inutile studiare, tanto i professori danno i voti che gli pare, non c’e` metodo razionale di giudizio in un esame, quindi non vi ci impegnate troppo…

Alla prossima, vedremo come fregare un altro voto.

Il papa ha detto CAZZO!!!!!!!!!!!!

Finalmente e` successo. Il papa ha detto CAZZO!!! Il mondo dei cattodeficienti e` stravolto! Anni passati ad insegnare ai figli vocaboli censurati come “Cavoli amari” e “Caspiterina” sono stati buttati via.

Rivediamolo ancora, vi prego!!!

E ovviamente sui social network scatta l’ipocrisia. Se io ieri dicevo: “E che cazzo!”, tutti i cattodeficienti dicevano: “Ahhh nun se dice, sei proprio volgare, dio ti punira`!”. Ora che l’ha detto il papa, tutti a dire: “Ehhh ma tutti possono sbagliare!” IPOCRITI!!!

E ora? Faranno l’aggiornamento? Comincieranno a dire “Uccelli senza zucchero” invece di “Verdure senza zucchero”?

Arriveranno mai allo stadio finale? Diventeranno mai super sayan di quarto livello del cazzo? Un po’ come Thomas Milian, insomma:

E CHE CAZZOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!

L’assegno che nessuno voleva cambiare

Oggi si racconta di una storia che mi successe anni fa pe’ rendesi un pochinino ‘onto di come stanno ridotte le banche in Italia e la deficienza delle forze dell’ordine. Prati’amente lavoravo come receptionist in un villaggio e, dopo un mese, l’azienda mi da` l’assegno di 1.100 pleuri e mi dicono: “Vai in questa banca dove l’assegno e` stato emesso, che te lo cambiano!”

Cosi` mi reco tosto in questa banca e dico al cassiere: “Devo cambiare quest’assegno!” Quello mi guarda e mi dice: “E` nostro cliente?” e io: “No, ma l’assegno e` stato emesso qui!” e lui: “Nono, mi dispiace ma non possiamo cambiare assegni per piu` di 700 euri!”

Insisto per parlare col direttore, che mi dice: “Se lei vole cambia’ quest’assegno, deve aprire un conto corrente qui!” facendo il segno col dito che indica per terra per ribadire il concetto di “qui”. Cosi` gli dico: “Ohhhh io ‘iamo i carabinieri!” E lui: “Chiama un po’ chi cazzo te pare!”

I carabinieri arrivano e dicono (con accento del sud): “E noi sapimm nu cazzo delle regole bancarie, se loro aggia ditt do fa’ cussi`, vol di’ che aggia’ funziona’ cussi`!”

Cosi`, deciso a volecci vede’ chiaro, vo dalla Finanza. Entro e gli spiego la situazione e compilano un verbale. Il funzionario mi manda poi dal maresciallo e io mi presento col documento d’identita` e l’assegno e mi sento rispondere: “Ahhh lei m’aggia’ purta’ sto passaporto e st’assegno, ma chi mo dice che nun sia tutto falso?” E io gli rispondo: “Guardi, mi levo un po’ di sangue, cosi` fa l’esame del dna e vede che so’ veramente io!” e lui: “Io nun tengo tempo da perde’!”

Cosi` torno al posto di lavoro e spiego la situazione, e loro chiamano la banca e dicono: “Ohhhh ma qui c’e` scritto pagate a vista, e lo dovete paga’ quando lo vedete!” Ma la banca risponde: “Ehhh ma so regole interne bancarie!”

L’unico modo per riscuotere l’assegno senza aprire un conto corrente pare sia andare alla posta, aprire un libretto e versarso li`.

Alla posta apro un libretto, ma l’assegno, mi dicono, impieghera` 15 giorni lavorativi per venire incassato. Accetto, ma davvero c’e` gente in quell’azienda che per questo motivo ha fatto natale senza soldi, bastardi.

Che ricordi, adesso vivo all’estero, i conti correnti sono gratis, posso prendere prestiti, servizi tutti gratis, libretto degli assegni gratis, carte gratis, tutto gratis. In piu`, la banca mi ha dato 100 sterline solo per aver aperto il conto e tutti i mesi mi da` 5 sterline. Ma zero spese e cambio tutti gli assegni che voglio (per quelli di altre banche ci vogliono 3 giorni pero`).

Quindi, banche italiane, carabinieri, finanza, posta, andate in culo!

Gli italiani all’estero che si lamentano

Io sono un italiano emigrato all’estero e ne sono contentissimo, ormai chi legge questo blogghe lo sa. Quello che non sopporto sono gli italiani che scelgono di emigrare e poi… si lamentano… Si lamentano delle cazzate! Certi prosciutti negli occhi che pare lavorino in salumeria.

Agli italiani piace lamentarsi, e` la cosa che sanno fare meglio, e, dopo aver fatto un giretto sui vari social net uorke, ho visto un po’ gli argomenti per i quali gli italiani si lamentano. Ecco a voi la classifica lol:

1) Al primo posto c’e` il calcio. La squadra piu` tifata in Italia e` la juventus, seguita dall’inter e dal milan e l’italiano medio e` contento quando la propria squadra vince. Non importa in che modo si vince, basta vincere. All’italiano piace vedere il calcio truccato perche’ sa che la sua squadra molto probabilmente vincera`, e se gli farai notare che avra` vinto con qualche aiutino, rispondera` che tanto lo fanno anche le altre squadre, e va bene cosi`, perche’ alla fine vincere barando e` sempre vincere, l’italiano e` contento, si dimentica dei soldi che gli stanno fregando i politici e via cosi`. All’estero non trovera` questa situazione (beh… non sempre) e si lamentera`, perche’ il vero calcio deve essere truccato e la qualita` del calcio italiano non puo` assolutamente essere messa in discussione. Vorrei far notare, che quando all’estero si assiste ad una partita noiosa, si usa dire: “Giocano a calcio italiano!”…

2) Il cibo. Del cibo ne abbiamo gia` parlato abbondantemente qui e qui. L’italiano non si sforzera` nemmeno di assaggiare piatti locali, e si chiedera` come mai la gente non mangia spaghetti al pomodoro 3 volte al giorno, dando del deficiente a tutti perche’ la pasta al pomodoro va difesa anche in punto di morte.

3) La tv. L’italiano quando accende la tv vole vede’ pocce e culi. Sia mai che guardi un documentario serio. Quando accende la tv straniera e trova un bel film, un quiz, o un documentario sulla battaglia di Hastings, restera` inorridito e si lamentera` della mancanza di pocce, culi, tronisti e veline. Cosi`, incazzato, avra` scatti epilettico-patriottici e si rechera` nell’ufficio postale piu` vicino per pagare il canone Rai, che per l’italiano medio e` della serie “tocca le tv private quanto vuoi, ma la cara mamma rai non si tocca” e giu` a paga’ pe’ vede’ il festival di sanremo.

4) Il clima. Il clima e` quella cosa usata dagli italiani come scusa per non essere ancora emigrati. Possono anche andare a vivere in capo al mondo, dove c’e` il sole, ma come vedono una goccia di pioggia, subito: “ehhhhh ma in Italia c’e` il sole 400 giorni all’anno, ehhhh ma che schifo, ehhhh bene la mi’ terra…” oioia!!!! Per l’italiano all’estero la temperatura non sara` mai come quella italiana: o troppo calda o troppo fredda. Poi vai a leggere della situazione meteo in Italia: alluvioni, valanghe, siccita`, ma tutto e` perdonabile perche’ il clima in Italia un va toccato. Quante volte si sente dire, ad esempio: “Vivo ad Amburgo!” “Ehhhhh e` freddo, io un ci verrei mai!”

Cheltenham col sole

Scorcio di una strada di Cheltenham, Inghilterra. Cazzo fate? Ci andate per davvero? Non sapete che la` piove 40 giorni al mese?

albinia allagata

Albinia, paesino della provincia di Grosseto. Statevene in Italia, dove il sole splende 30 ore al giorno…

5) La mafia – All’estero di mafia ce n’e` meno, almeno non come in Italia. L’italiano si lamenta perche’ senza la corruzione non sa risolvere i problemi, perche’ e` abituato a scene tipo “non trovi lavoro, figlio mio, mandiamo una bustarella a chi so io e domani c’hai il posto assicurato!”. Trovarsi senza mafia a supportarlo e` un delirio a cui non sapra` come uscirne e sfornera` frasi come: “Sono all’estero e non trovo lavoro, mentre se ero in Italia e pagavo chi dicevo io, a quest’ora gia` lavoravo!”, oppure, “Dite quel che vi pare dell’Italia, ma quando pagavo il pizzo almeno avevo una protezione dai ladri!”

6) I genitori – Tutto comincio` un giorno in cui un mio amico mi disse: “Se io annassi in Erasmus, sarei tutto il giorno al telefono con la mi’ mamma!”. Gli italiani vanno a vivere all’estero e poi dicono: “Ehhhh ma la domenica andavo a magna’ le lasagne dalla mi mamma, ora all’estero un posso, e poi, diciamocelo, le famiglie straniere fanno cagare, non si interessano dei figli e a 18 anni gli mandano fuori di casa…” Invece in Italia giu` a magna’ a ufo a casa dei genitori disoccupati che campano con la pensione del nonno…

Emigrati italiani in america

Foto di gruppo dei fratelli Bucioculini, emigrati a New York durante l’alto medioevo, che tornavano nella casa della mamma a Monfanculo Pieve Scalo all’Arno ogni domenica a mangiare lasagne del Lidl.

Insomma, la sostanza e` questa: se andate a vivere all’estero, state li` e non lamentatevi, senno` se state tanto bene in Italia, stateci, chi vi costringe?

Perche’ i maschi italiani sono sempre arrapati

Vi siete mai chiesti perche’ il tipico ragazzo italiano e` visto come uno che pensa solo a scopa’? No, ma pe’ davvero, ve lo siete mai chiesto? Basta guardare un qualsiasi film o cartone straniero per vedere che l’italiano medio e` ritratto come basso, capelli neri, ciondolo d’oro, maglietta bianca e che fischia ad ogni ragazza che passa.

Io ci ho pensato per un po’ e forse ho capito il perche’. Se riflettete bene, all’estero (e per estero intendo paesi piu` sviluppati dell’Italia, anche se, ora come ora, perfino il Fankulistan sarebbe piu` avanzato sia tecnologicamente che mentalmente dell’Italia), c’e` una certa predisposizione al sesso come “normale attivita` ricreativa”. Cio` vuol dire che in un periodo che va dai diciamo 14 ai 30 anni, in cui un ragazzo e` curioso riguardo al sesso, puo` trovare ragazze anch’esse curiose che hanno anche loro voglia di fare questo tipo di esercizio. Facendolo piu` spesso, i ragazzi norvegesi non sentono il bisogno di fischiare dietro alle ragazze, e si possono concentrare su altre cose (bere, ad esempio, o suonare black metal).

In Italia la situazione in passato (e molto anche ora) e` diversa. Come al solito i cattodeficienti hanno rovinato tutto. Le ragazze non si concedevano a meno che non le sposavi. Le potevi portare fuori a cena, comprarle vestiti firmati, portarla in vacanza, ma niente topa se prima non si giura in chiesa. I maschi italiani cosi` sono cresciuti frustrati, con il risultato che mentre coetanei stranieri pipavano normalmente, e gli avanzava anche il tempo per creare progresso, gli italiani ne studiavano nere per cerca’ di pipa’. Macchine di lusso? Moto ultimo grido? Giacche firmate? Tutto tempo sprecato! Tanto le ragazze non gliela davano.

Cosi` gli italiani si guardarono intorno e cominciavano a capire che le ragazze straniere erano facili. Ma non capite male… erano “facili” rispetto alle italiane, ovvero non avevo questo tabu` cattolico che le italiane avevano. Semplicemente volevano sperimentare il sesso prima dei 30 anni, prima di sposarsi, fare dei figli e lavorare, come deve essere tra l’altro. Ed e` per questo che gli italiani, quando vedevano una svedese in vacanza, cominciavano a fischiarle dietro. Cercavano in loro quello che non trovavano nelle ragazze italiane.

Un’altra cosa di cui le ragazze italiane avevano e hanno ancora paura tutt’oggi e` il giudizio degli altri. Della serie “Oddio, se la do` a lui, poi tutto il paese dira` che so’ ‘na troia!” e allora si andava avanti cosi`, per decenni, casa-chiesa e niente sesso, con maschi e femmine frustrati. Niente educazione sessuale, niente informazioni, niente! E non dite: “Ehhhh ma ora e` diverso!” No, non e` cambiato un cazzo, ci sono ancora ragazze che dicono tipo: “Non te la posso da` finche’ non mi sposi!”

Ma andiamo ancora avanti. Per le ragazze italiane, per molto tempo, fare sesso era considerato un dovere piu` che un piacere, e quindi pensavano: “Perche’ devo darla ad un povero quando posso avere uno ricco?” E giu` di ragazze che uscivano con te solo se avevi il macchinone. Ricordo sempre che quando ero all’universita` sentivo ragazze che parlavano tra di loro e dicevano cose tipo: “Ieri so’ uscita co’ uno!” “A si? Che macchina ha? Che cellulare ha?” Ehhhhh ma e` da esse’ stronze cosi`, materialiste del cazzo! Una volta uscii con una, e io avevo la mitica Volkswagen Polo vecchio modello, e lei ad un certo punto mi disse: “Il mio ex sara` anche stato uno stronzo, ma almeno lui aveva il Mercedes!” Io accostai (eravamo in mezzo alle colline maremmane) e dissi: “Scendi!” Ora, nell’anno 1999, non tutti possedevano un cellulare. Spero per lei di avere avuto una bussola con se, ma sarei curioso di sapere come torno` a casa quella sera.

Comunque sia, questo e` tutto. Spero che le mie teorie siano giuste, senno` sti cazzi.

I colloqui del cazzo – La sala bingo

Ahahah ricordo questo colloquio come fosse ieri. Avevo appena finito le superiori e cercavo lavoro (si parla quindi di tanti anni fa… cazzo ‘ome vola il tempo…).

Insomma, lessi che aprivano le sale bingo a Grosseto. Che culo, ci pensate? Lavora’ al bingo? Ma che straculo. Sono ironico ovviamente. Lessi l’annuncio su un giornale e mi presentai.

Mi venne fatto compilare un modulo dove dovevo scrivere anche quanti peli avevo nel culo (mi e` sempre rimasto difficile contarli). Dopo mezz’ora di riempimento moduli si passa al colloquio vero e proprio.

Cosa fai, cosa non fai, che hai studiato, chi cazzo sei ecc… le solite domande del cazzo… ma… ad un certo punto… domanda fatale: che segno sei? Io risposi. Mi venne detto: “Ah no!!! Mi dispiace, noi assumiamo solo segni buoni, tipo gemelli, o scorpione. Arrivederci!”

Arrivederci??? Mi prendi per il culo? Mezz’ora a scrivere cazzi miei su un cazzo di modulo e mi liquidi per un segno?

Per fortuna non lavorai mai li` al bingo. Tra l’altro ci andai pure ed era molto triste. Anche chi ci lavorava non sembrava molto felice, chissa` perche’? Soprattutto chissa` di che segno erano…

Il ritorno dei piatti italiani all’estero

Abbiamo gia` parlato di cibo italiano all’estero, e abbiamo gia` visto che l’italiano e` chiuso di ogni mentalita`, compresa quella culinaria. Difenderebbe a spada tratta e a occhi chiusi i suoi piatti, definendoli “i migliori e salutari del mondo”  e condannera` inesorabilmente ogni variazione, anche la piu` piccola (nel vecchio post ho fatto l’esempio degli spaghetti con le polpette, che, pur essendo strabuoni, per l’italiano medio sono etichettati come “fake” e quindi disgustosi).

Pensavo che alla fine potevo anche aver detto un sacco di cazzate, ma su facebook qualcuno ha condivisto questo link. Questo “professore 2.0” (come si fa chiamare sul blog), attacca pesantemente il cibo italiano cucinato all’estero, spiegando punto per punto cosa non gli torna. E come fa lui, lo facciamo noi, e che cazzo :)

La pizza

Una volta un mio amico pubblico` su Facebook la foto di una pizza napoletana con su scritto “Questa e` pizza”, poi una foto di una pizza tipo Pizza Hut e scrisse “Questa e` merda”. Sulla pizza ci sarebbe da parlarne per ore. Ad ognuno piace un tipo diverso di pizza, chi piu` alta, chi piu` bassa, chi piu` “biscottata”, insomma, ci sono troppe varieta` per poter definire una pizza “buona” o “fake”. L’italiano difende a spada tratta la pizza “tradizionale”, e odia i condimenti che propongono all’estero (ananas, pollo ecc…). Il fatto e` che, se una cosa e` buona, mangiala e non rompere i coglioni col fatto che non e` italiano. Sul fatto che alcune pizzerie estere fanno la pasta tipo “pongo”, beh… questo varia da pizzeria a pizzeria, e vi assicuro che in Italia ho mangiato delle pizze cosi` schifose che mi fanno rimpiangere quelle del ristorante italiano dove vivo. E comunque avrei da ridire anche sugli ingredienti, tra tutti la mozzarella con la diossina… bona la cucina italiana, vero?

La pasta

Secondo il “professore 2.0”, gli italiani sarebbero mammoni per colpa della pasta, che se la mamma la facesse ‘attiva, loro sarebbero gia` fori di ‘asa. CAZZATE!!! Gli italiani stanno in casa fino a 40 anni perche’ gli conviene! Cazzo, tutto pagato, acqua, luce, gas, discoteca, rayban, iphone, tutto pagato con le pensioni dei nonni o coi soldi dei genitori. Altro che pasta! La pasta (che ricordiamolo, non e` un piatto esclusivamente italiano in quanto si cucina pasta anche in oriente da sempre), si e` evoluta. Si mangia la pasta con cosa cazzo ci pare. Voglio mangiare la pasta come contorno di una bistecca o con sopra un sugo di pollo e panna? Lo faccio, e se e` buona, vado in culo alle segate mentali italiane che dicono: “Ma sara` un piatto italiano? Senno` non lo mangio…  avessi a prende’ la broncopolmonite!” Cari italiani, rassegnatevi, la pasta non e` un copyright italiano, non avete i diritti d’autore, ed e` un piatto globale che viene mangiato ovunque nei piu` svariati modi possibili. Da provare assolutamente: la carbonara che mangiavo in Finlandia col salmone al posto della pancetta (e molti ora diranno: “Ahhhhhhh che cazzo hai detto!!! Sacrilegio! Carbonara con il salmone! Preferisco pasta fritta e merda!”).

Lasagne

Io non so in che cazzo di posti ha viaggiato sto “professore 2.0”, ma se ha ordinato una lasagna di mirtilli marci, maionese e simmenthal scaduta significa che tanto bene non sta. Come se io vado in Francia e gli dico di farmi una baguette con la merda e poi dico: “De, e sa di merda!” grazie al cazzo. Anche per le lasagne, la ricetta puo` essere alterata, si puo` infatti trovare un contorno di insalata, o del pane all’aglio, ma almeno si esce un po’ dalla solita monotonia delle lasagne col sugo di carne. Se poi trovate uno che non sa cucinare, pace, passateci sopra, e, tanto, vi assicuro, anche in Italia ho mangiato lasagne che facevano pena.

Tiramisu`

Stesso discorso per il tiramisu`. Io lo posso fare come mi pare, senza aver paura di infrangere il codice penale della cucina italiana. Mi domando se al posto dei savoiardi ci metto i biscotti Oreo, poi uno strato di panna cotta, cazzo come verrebbe bono, ma tanto e` inutile parlarne, perche’ l’italiano medio non vede oltre i propri confini culinari.

Gelato

La differenza sostanziale tra il gelato italiano e quello estero e` che in Italia il gusto base e` il fiordilatte, mentre all’estero e` la vaniglia. Ahhhh! Eretico!!! Sia mandato sul rogo, immediatamente. Pero` dai, salvaguardare l’onore italiano vendendo gelati a 17 euro l’uno agli stranieri fa sentire veramente fichi. E poi, potra` anche non essere gelato vero, ma avete mai gustato un bel trifle in coppetta fatto come si deve? Altro che i gelati italiani…

Caffe’

Qui rischio veramente di dire stronzate, perche’ penso di essere l’unico italiano ad aver smesso di bere caffe’. Dico solo che il caffe’ e` una bevanda mondiale e non italiana e in ogni angolo del pianeta lo berrete diversamente. Se poi volete fare i veri italiani e pagare 6 euro per un caffe’ espresso all’estero fate pure, ma non andate a rompere il cazzo ordinando un caffe’ lungo e poi iniziate a lamentarvi. Quando ero in Belgio bevevo un caffe’ alto fatto con una macchinetta apposta ed era di molto buono. L’ultima citazione di sto “professore 2.0” la dice tutta sulla visione lamentosa italiana della vita: “la vita e` una merda ma almeno dura poco”.

Alla fine, amici miei, la sostanza e` sempre quella. Aprite la mente in tutti i sensi, in tutti i campi, anche quello culinario. Anche perche’, io potrei scrivere tranquillamente una lista dei piatti stranieri che gli italiani non sanno proprio fare, e, datemi retta, non ci sarebbe scontro.

Mi dicono che il signor Barilla ha gia` preparato il rogo, tutto e` pronto per bruciarmi vivo. Finisco di mangia’ le tagliatelle con le polpette e vado.

La banconota nuova da 10 euro, il ritorno delle stronzate della banca europea

Allora, io ne ho gia` parlato in questo articolo, di quanto ci stanno pigliando per il culo. Prati’amente, un paio di mesi fa, gli strozzini legalizzati la banca centrale europea ha emesso la nuova banconota da 5 euro, quando abbiamo visto che la banconota piu` contraffatta e` quella da 20 euro, ma nooooo invece di fa’ la banconota nova da 20 euri c’hanno da fa’ quella da 5. Abbiamo infatti visto che tra spese, bollette, inchiostro, tasse, cazzi e mazzi, non conviene proprio falsificare una banconota da 5 euri.

Pensavo che la banca europea mettesse la testa a posto e guardasse un pochinino la realta`, e facesse una bella banconota nova da 20 euri con inchiostro in sangue di mammut impossibile da contraffare, ma… oggi che leggo??? Una banconota nova da 10 euri??? No, ma mi volete piglia’ pel culo fino in fondo???

Io lo dico, bisogna torna’ al baratto, e anda’ a mignotte colle forme di cacio come pagamento, bella vita, il giorno mungi e la sera trombi, altro che compiute, banche, ‘onti ‘orrenti, cambiali, assegni, ric, cid, cud, mavvia, solo mucche e troie, bella vita!

La bestemmia, arte suprema (incompresa da molti)

Oggi parliamo di bestemmie. Si`, avete capito bene, delle bestemmie che emettiamo quando siamo incazzati, annoiati o rincoglioniti. Di recente, su Facebook, risposi ad un commento di un mio amico inserendo nella frase una bestemmia. I cattolici si scatenarono. Offese su offese, dissero che io ero un cretino, sgrarbato, ignorante e chi piu` ne ha piu` ne metta. D’altronde si sa, quando non si ha un cazzo da fare tutto il giorno, ce la possiamo comodamente prendere con tutti, ovviamente da dietro una tastiera perche’ i buon cattodeficienti tirano il sasso e nascondono la mano.

Cosi`, la sera, prima di andare a dormire, mi sono un po’ documentato, ma non troppo, diciamo quel poco che basta per trarre conclusioni senza perdere troppo tempo. Il risultato e` stato che, amici miei di Ornitorincherai, le bestemmie non esistono. Vediamo il perche’.

E` una bestemmia imprecare contro gesu`? Se io dico Gesu` Porco, sto bestemmiando? I cattolici diranno all’unisono di si`, ma tanto il parere dei deficienti non conta. Diciamo invece che in antichita`, il nome Gesu` era un nome molto comune, un po’ come cercare Mario Rossi sull’elenco del telefono. Un po’ tutti si chiamavano Gesu` (infatti, siccome erano in tanti e cio` creava casino a scuola, i bambini si creavano soprannomi tipo Gesu`, Gegiu`, Ungepiu` ecc…). In alcune versioni del vangelo ritrovate in Bukodikulistan, si notera` che Ponzio Pilato dice: “Chi volete libero? Gesu` Barabba, o Gesu` detto il Cristo?” infatti Barabba si chiama Gesu`. Quindi un bel Gesu` Porco potra` essere riferito a Barabba, o a qualsiasi altra persona che si chiami Gesu`. Un po’ come dire Marco Verre, o Andrea Puzzola (molto spesso infatti si usano espressioni animalesche per definire le persone, quindi una persona grezza sara` un verre, uno che non si lava sara` una puzzola e cosi` via). Quindi Gesu` Porco non e` una bestemmia. Punto.

Analizziamo adesso una bestemmia classica ma sempre in voga come Dio Cane. A parte il fatto che i cattodeficienti vivono nel loro mondo fatto di egocentrismo, e pensano che esista solo la loro religione, infatti, se aprissero un qualsiasi libro di storia (invece di bruciarli), saprebbero che gia` gli Egiziani adoravano una divinita` con corpo di uomo e testa di Cane. Ma a parte questo, restiamo con i piedi per terra e analizziamo la parola Dio. Vi viene in mente niente? No? Allora dovete studiare meglio la storia del rock cari miei perche’ io ogni volta che nomino Dio mi riferisco nientepopodimeno che al mitico cantante Ronnie James Dio, ex Rainbow, ex Black Sabbath, colui che gridava “Long Live Rock’n’Roll!”. Uomo grandissimo ma umile, tristemente scomparso pochi anni fa. Come per il Gesu` Porco, molte volte si usa associare le persone e le proprie caratteristiche a degli animali, vedete espressioni come: “Solo come un cane”, “Scaltro come una volpe” ecc… Quindi l’associazione con degli animali non e` vista come bestemmia. Quindi Dio Cane non e` assolutamente una bestemmia. Da dire anche che quando pronunciamo il nome di Dio, non e` propriamente detto che ci stiamo riferendo alla divinita` ebraica Jahve, ma stiamo usando un termine generico (chiedete infatti ad un cattodeficiente come si chiama il loro dio, vi risponderanno qualcosa tipo: “Non lo so, ma di certo sono meglio di te!”

Una bestemmia meno in voga ma sempre bella e` Madonna Puttana. Anche qui, come nel caso di Ronnie James Dio, potremmo obiettare che c’e` una cantante pop chiamata Madonna e, diciamo la verita`, non e` proprio una puritana, quindi Madonna Puttana puo` essere considerato un dato di fatto, o anche una verita` generale. Ma a noi piace andare fino in fondo, quindi, indagando qua e la`, scopriamo che la figura della Madonna e` stata creata per agevolare la conversione forzata dei pagani, che gia` adoravano una divinita` femminile (guardate ad esempio Giunone, Freja, Akka). Essendo la Madonna una figura inventata, ogni riferimento e` nullo. Come se io inventassi una figura, che chiamero` ad esempio Sgurz, e dicessi: Sgurz Puttana.

Detto cio`, cari ascoltatori, vi auguro un buon proseguimento di giornata, bestemmiate quanto volete tanto non offendete nessuno, soprattutto quel famoso porco di tre lettere, che comincia per D e finisce per O.

Quando si dice “manco Dio canta come Dio”:

L’universita` italiana e` una cagata pazzesca – mega-post in piu` parti /6 – Senza aprire libro

Ahhhhh, la letteratura tetesca jaaaaa, bella materia, non c’e` che dire… Goethe, Novalis, Brecht… si`, materia veramente strafica, se fosse insegnata con un po’ di criterio.

L’esame di letteratura tedesca 1 me lo ricordo benissimo per essere stato il primo esame a cui mi presentai senza aver studiato un emerito cazzo. Seguii qualche lezione all’inizio, ma dopo un po’ mi resi conto che stare sul pratino a non fare un cazzo, suonare la chitarra e dire bestemmie era piu` divertente. Il corso era gestito da due professoresse che si dividevano gli insegnamenti delle 3 classi di studio. La prima (che era quella che avrebbe poi dovuto farmi l’esame) era famosa per la sua ‘manica stretta’ riguardo ai voti, mentre l’altra era famosa per la sua ‘manica larga’: in pratica se facevi un esame con lei, minimo prendevi 27 solo per il fatto di saper respirare.

Il corso parlava di Goethe e Heine. Ricordo che un giorno la prof. ci disse che dovevamo obbligatoriamente andare a Roma a seguire un dibattito su qualche stronzata di qualche professore tetesco ubriaco, a nostre spese ovvio. Ma col cazzo che ti ci vo fin laggiu` a spendere soldi… stiamo scherzando. Lei il giorno prima dell’evento si incazzo` e disse che la partecipazione non era facoltativa, ma… il giorno dopo l’evento, in classe, disse: “Avete sentito il relatore della conferenza? Bene, non lo ascoltate perche’ e` un coglione che dice le cazzate!” Quanta coerenza… Ricordo anche che la prof. costrinse gli studenti a comperare un cazzo di libro su Goethe scritto da un suo amico (ma guarda caso), minacciandoli di non fargli passare l’esame. Insomma, 30 euro di qui, 20 di qua, se ad ogni esame devo tirare fuori 50 euri, caro mi costa…

Questa pero` ve la devo dire. A lezione, un giorno, si parlava dei viaggiatori e lei chiese: “Secondo voi perche’ si viaggia?” e guardo` me; io risposi: “Io personalmente penso che si viaggi principalmente per motivi sociali, perche’ quando viaggio mi piace mangiare piatti nuovi, bevande nuove, conoscere nuova gente, vedere una realta` diversa, perche’ se dovessi viaggiare solo per vedere chiese e monumenti, mi compro delle diapositive e me le guardo a casa!” Lei mi guardo` incazzata e disse: “E questa ti sembra una risposta da dare all’esame?” Io mi alzai e me ne andai. Non mi vide piu` a lezione.

Mi presentai all’esame e mi misi in fila come tutti. Per fortuna di Goethe mi ricordavo qualcosina dalle superiori :-) . Chiesi ad una ragazza il quaderno degli appunti per qualche minuto e lessi velocemente: Heine, comunista, ebreo, Lucca. Nella stanza c’erano le due professoresse che chiamavano gli studenti a turno. Quando vidi che la professoressa dalla ‘manica larga’ era libera, aspettai che chiedesse: “Chi c’e` ora?”, e io detti una leggera spinta ad uno studente e dissi: “Ci sono io!” e impavido andai a fare l’esame. Il tempo scarseggiava, era gia` ora di pranzo e tutti affamati. Mi chiese un po’ di Goethe (giusto 2 minuti) e poi mi disse: “Mi parli di Heine!” e io le risposi che era ebreo, comunista, che viaggio`, che descrisse nei dettagli la citta` di Lucca… e ancora: “Come descrive Lucca?” e io, da bravo grossetano (Lucca e Grosseto sono praticamente uguali), mi misi a descrivere le mura, la piazza, il duomo, che risate… Alla fine mi disse: “Le do` 29, mica si arrabbiera`… voleva 30?” Ci sarebbe stato da dirle: “Come??? Mi sono fatto un culo come un paiolo per un 29?” Ma alla fine dissi: “Non c’e` problema!”

Questa e` l’universita` italiana, ti permettono di giocare cosi` e la gente ci marcia. La prossima volta restiamo sempre in tema di letteratura, non mancate.

Gli italiani e le carte di credito

Ohhhh oggi si racconta un po’ di ‘azzate di quando lavoravo in Italia. Prati’amente facevo il ueb develope’ per un’azienda di vicino Roma che vendeva tipo macchine fotografiche o giu` di li`. La scena a cui assistevo di ‘ontinuo er questa:

DRIIIIIIIIN (suona il telefono, perche’ il cliente italiano che compra onlain un sa usare l’emeil).

“Pronto?”

“Eh si, senta, ho visto ‘ose che mi possono anche garba’, ma come pago?”

“Puo` pagare comodamente con carta di credito o Paypal…”

“Aho, te me stai a incula’, so sicuro! Vojo da paga’ col contrassegno e te de i soldi veri. Mica mi fido…”

Poi vedevi clienti olandesi che puntualmente pagavano con carta di credito tranquillamente beati.

Allora, non vi lamentate se l’Italia e` in fondo a tutte le classifiche di modernita`. Che poi, via, e` anche un ragionamento cretino, perche’ se succede qualcosa (tipo che uno riceve il prodotto sbagliato o rotto), Paypal trattiene i soldi e ti rimborsa. Con il contrassegno puoi aprire il pacco solo dopo averlo accettato e pagato, se poi dentro ci sono due mattoni e vuoi reclamare, il postino e` gia` lontano e la ditta i soldi li piglia uguale.

Eppure, il metodo del contrassegno era usato SOLO dagli italiani, malfidati e deficienti, che si credono di essere piu` furbi e invece lo pigliano nel bogigi ben bene e senza vasella :D

La mentalita` juventina

Premessa: Io non sono juventino e ho smesso di seguire il calcio italiano (per ovvi motivi che ho gia` spiegato) quindi questo articolo e` frutto di una visione assolutamente esterna ai miei interessi.

Io, ogni tanto, mica sempre, vorrei avere la cosiddetta “mentalita` juventina”. Cosa significa? Mettiamo ad esempio che siamo in ufficio, e siamo in 10 persone, e ordiniamo una torta per celebrare il compleanno di qualcuno (con relativo spumante mi pare giusto). Ad ognuno dovrebbe toccare un pezzo. Io, zitto zitto, mangio 5 pezzi di torta. Gli altri, ovviamente, mi diranno: “A me un m’e` toccata?” e io, invece di scusarmi, rispondero` con un secco: “Zitto e rosica!” Come sarebbe bello, risolverei tanti problemi nella vita, ma purtroppo non ho il gene juventino, che differisce una cifra, ad esempio, dal gene interista. L’interista infatti, alla domanda “A me un m’e` toccata la torta?”, risponderebbe con un bel: “L’ho mangiata io, ma e` normale, l’ho visto fare in un azienda rivale!”. Un fiorentino avrebbe invece risposto: “Con tutta la fame che ho sofferto da piccino, mezza torta mi spetta di diritto!”. Nella capitale avremmo avuto un laziale che avrebbe detto: “Ao’ t’ho magnato a torta in faccia!”, mentre i cugini romanisti avrebbero risposto: “Ao, naa torta c’avo messo a purga!”

Tra tutte queste mentalita`, quella juventina e` la mia preferita. Anarchica, ribelle, decisa. “Zitto e rosica!” Hanno rubato scudetti su scudetti e quando chiedi “Ma non ti rendi conto che avete rubato?”, risponderanno: “Zitto e rosica!” Scusate, per cosa dovrei rosicare? Per una partita rubata? Per una miriade di scudetti rubati?

Ma alla fine c’ho pensato bene, la mentalita` juventina del “Zitto e rosica” quando da rosicare non c’e` un cazzo, e` tipica di tutti gli italiani. Vi faccio un esempio: mettiamo che uno straniero dica: “In Italia c’e` la mafia!”, qualche italiano rispondera`: “Zitto e rosica, noi abbiamo il cibo migliore del mondo!” (Cazzata, perche’ non e` vero, ci sono tantissime altre cucine molto piu` buone di quella italiana!). Altro esempio: uno straniero dice: “In Italia le mogli dei politici vanno a fare la spesa con le auto blu pagate da voi!”, e gli italiani: “Zitto e rosica, noi c’avemo ‘a bellezza der colosseo!” (Che poi, diciamo la verita`, er Colosseo… quando ci andai mi trovai di fronte una bella colata di cemento all’interno, la struttura bucata per farci passare i cavi dell’adsl e intorno guide turistiche abusive… domani vodo a Stonehenge, vediamo se hanno buttato il cemento nel mezzo). Comunque, continuiamo con i paragoni, “In Italia state in casa coi genitori fino a 40 anni perche’ non siete buoni a vivere da soli!” “Zitto e rosica, noi abbiamo i registi cinematografici migliori, guarda Fellini, De Sica…” Non lo metto in dubbio, capolavori assoluti del cinema, ma da qualche tempo siamo limitati a film idioti (notate come tutti corrono a vedere Zalone, ma come si fa, via…).

Ecco, questa e` la mentalita` juventina, la mentalita` italiana, la mentalita` del “Zitto e rosica!” Anche quando non c’e` niente da rosicare…

L’esperanto e` una grossa bugia

Li vedete nascosti tra i comuni mortali, portatori di un’idea comune di lingua universale, e come vi avvicinerete a loro dicendo che studiate inglese vi massacreranno, e cercheranno di imporvi la loro idea peggio dei testimoni di geova. Ebbene si`, sono gli esperantisti. Per chi non lo sapesse, diciamo velocemente la storia dell’esperanto: un oculista polacco un giorno si sveglio` e disse: “Perche’ non invento una lingua, cosi` da poter diventare la lingua universale?” E cosi` fece, e invento` l’esperanto. Gli esperantisti tengono alta la loro bandiera affermando che l’esperanto e` un connubio di tutte le lingue, con un dizionario minimo, facile da imparare e imparziale. Imparziale??? Cazzo dite??? Partiamo da un commento letto un mi ricordo dove. Un ragazzo dice che se un’azienda cerca un dipendente che sappia l’inglese, un ragazzo madrelingua inglese sara` piu` avvantaggiato nell’avere il posto. Allora riflettiamo un attimo. L’esperanto e` stato inventato un fottio di anni fa, e l’oculista polacco mischio` (come dicono gli esperantisti) tutte le lingue per farne una sola. Le lingue che formano la base dell’esperanto si fermano ad una decina, e non tengono conto assolutamente, ad esempio, delle lingue orientali o africane. Quindi possiamo dire che quando si studia l’esperanto, un europeo e` piu` avvantaggiato di un orientale. Ovviamente si usa l’alfabeto latino, quindi un tedesco imparera` l’esperanto prima di un russo, o un cinese. E gli ideogrammi??? Se una persona e` abituata ad usare gli ideogrammi per scrivere, dovra` per forza adattarsi a scrivere a lettere. Perche’ allora, ad esempio, per la parola “cuore”, invece di una parola scritta a caratteri latini non e` stato usato una sorta di ideogramma come <3 ? Per me ha senso ed e` assolutamente imparziale. E chi scrive da destra verso sinistra? Lo piglia in culo?

Altro errore che fanno gli esperantisti e` quello di essere troppo attaccati all’agglutinazione delle parole. Ad esempio, quando studiavo esperanto, vedevo che “ospedale” si diceva “malsanulejo” che deriva da san (sano) poi malsan (malato) poi malsanul (persona malata) poi malsanulej (posto per persone malate) e poi la o ci dice che e` un sostantivo. Ma che cagata!!! Io la facevo meglio, creavo la parola “hospitalo”, e per scriverlo mettevo un + che indicava la croce dell’ospedale. Punto. Facile, semplice… ma noooooooo… non sei esperantista se non risolvi equazioni di quindicesimo grado per formare una parola, e se sbagli, zac, crocifisso in sala mensa.

Altra bugia che vi sentirete dire e` che “milioni di persone studiano esperanto!”. Diciamoci la verita`, quanti esperantisti avete incontrato in vita vostra? Avete gia` fatto il calcolo. Avete presente quando un rappresentante di una ditta multilivello vi spinge ad entrare nell’azienda e vi dice: “Lui (cita il nome di una persona che conoscete) prende 2.000 euro al mese per questo lavoro!” e poi vedete che si sveglia alle 5 tutte le mattine per andare a lavoro… ecco… e` la stessa cosa… vi dicono: “Milioni di persone lo studiano!” E allora, do cazzo stanno sti esperantisti???

L’esperanto viene studiato da chi non ha voglia di studiare l’inglese, lingua piu` raffinata, piena di storia. Dietro ad un I was/you were ci sono centinaia di anni di storia, non come l’esperanto che studia 100 termini e sei gia` al livello c1 ma che tanto non lo puoi parlare perche’ nessuno ti capisce. Avete paura che l’inglesino vi rubi il posto di lavoro? Cazzo, studiatelo e apritegli il culo!!! Se io fossi un datore di lavoro e sul curriculum leggessi “Esperanto”, non lo chiamo nemmeno il candidato, significa che gli piace perdere tempo in cose inutili.

Lunga vita all’inglese lingua comune, lunga vita ad una lingua con tradizione centenaria. Inglese come lingua comune mondiale!