Universita` americana contro universita` italiana

Allora, il sito Times Higher Education ha stilato la classifica delle migliori universita` mondiali. E al primo posto chi troviamo? Bologna? Noooo! Pisa? Mavvia! Siena? Macche’! Milano? Ma manco pel cazzo! Per trovare una italiana dobbiamo scorrere fino al 251esimo posto per trovare l’universita` di Trieste, pensa te che roba… Vi siete mai chiesti perche’ al primo posto c’e` sempre un’universita` americana?

Se ve lo state ancora chiedendo, vediamo di fare luce su questo mistero… Basta andare un po’ su Youtube per rendersi conto della gran differenza di topa che sovrasta i due paesi. Partiamo dal simbolo per eccellenza dell’universita` italiana: Bologna! Proprio quella dove hanno studiato Copernico, Carducci e Romano Prodi (gli studenti rappresentano il lento declino della suddetta universita`). Vediamo come si presenta l’universita` di Bologna (la piu` antica universita` del mondo occidentale!!!) su Youtube:

Se non vi siete addormentati dopo 30 secondi, capite che il video di presentazione fa alquanto pieta`. Cosa mi dovrebbe portare a spendere fior di quattrini per iscrivermi a questa universita`? Ditemelo voi, perche’ io un lo so…

Vediamo adesso come si presenta l’universita` del Michigan, numero 20 in classifica:

La differenza si vede! Voi che dite? Continuiamo, continuiamo. Pensate che in America si studi “seriamente” come a Bologna? Macche’… vediamo qualche esempio di “stile di studio” tra Italia e America:

Esame di chimica

Italia:

Un'enciclopedia di chimica

Enciclopedia di Chimica per universitari sfigati

USA:

copertina cd di Breaking Bad, stagione 2

Esami di chimica negli Stati Uniti

Esame di Fisica

Italia:

Libri di Fisica sugli scaffali

Cose da studiare per passare l’esamino di Fisica I all’universita` italiana

USA:

Sheldon e Penny e appunti di fisica

In America anche le bionde rincoglionite possono passare un esame di fisica senza troppo sforzo…

Storia Medievale

Usa:

Un biglietto Alitalia New York Milano

Niente di meglio di un bel viaggio in Italia per “studiare” a fondo la storia medievale… (o piparsi qualche italiana)

Italia:

Raimondo e Sandra a letto, che coglioni!

…e mentre gli Americani “studiano” in Italia, gli italiani hanno assistito per anni come si viveva nel medioevo…

In fin dei conti, in un metodo universitario basato solo sulla teoria, al massimo possono venir fuori tizi del genere:

Un professore sfigato spiega l'alfabeto farfallino

Un professore tenta di insegnare l’alfabeto farfallino al suo studente, ma lui e` troppo impegnato a contarsi i brufoli sul mento.

Deficiente addrizza un crocifisso

Il magnifico rettore della famosa universita` di Monculi Scalo raddrizza un crocefisso in aula, sperando che questo allontani un po’ di topa provocatrice dalla facolta`

Mentre oltreoceano…

Una fichissima piramide che si riempira` di birra

Lezione di Storia Egiziana, Matematica e Medicina negli Stati Uniti. Calcolate area della piramide, citate il nome di almeno una piramide famosa e calcolate quando il corpo umano puo` resistere all’alcol

Diamo un’occhiata anche agli universitari stessi. In Italia trovate il classico “intellettuale di sinistra”, con la barba, vestiti scrausi, e… iPhone! Odia il capitalismo, compra solo cose di marca e va in facolta` solo per farsi notare mentre legge Dostoieschi, che sapra` chi e`, ma non sapra` farne lo spelling.

Un'intellettuale di sinistra col mac

Tipico esemplare di intellettuale di sinistra quarantenne studente del Dams.

In America le cose vanno un po’ diversamente:

Party mericano studentesco

Tipici studenti americani. Dostoieschi? Goethe? Pitagora? Chi cazzo so’? Sicuramente anche loro avranno fatto un po’ di casino ai loro tempi.

 

Insomma, la morale e` questa: in Italia si punta troppo sulla tradizione di un’universita`, con metodi di studio medievali (se non studi vieni torturato e costretto a dire 100 padre nostri), mentre oltreoceano si predilige la topa come contorno allo studio. Purtroppo c’e` gente che difende direttamente la tradizione universitaria italiana, con risultati scadenti (250esimo posto in classifica).

Con questo vi lascio, mi so’ rotto il cazzo di scrive’.

Il bue che dice cornuto all’asino

In inglese si dice: “Il tegame che dice al bollitore che e` nero!”, ma, in un paese pieno di cattolici finti perbenisti, il proverbio e` stato cambiato in “il bue ‘e dice ‘ornuto all’asino!” Ma comunque, vieniamo a noi… di recente mi hanno fatto notare un video su YouTube. Praticamente il video parla di una zona del sud italia dove la gente si lamenta dei troppi immigrati.

In mezzo a questo video, c’e` una stupenda frase detta da una signora. Ascoltiamola prima di giudicarla. La signora appare in tutta la sua rabbia al secondo 34 del video:

La signora in questione, con spiccato accento campano, dice esattamente queste parole: “Tanto siete abituati a vivere nell’immondizia, e la` dovete morire, nell’immondizia. Tornate a suonare i tamburi in Africa, siete immondizia!”

E qui ci sta bene il proverbio del bue che dice ‘ornuto all’asino. E` gente come questa signora che rovina l’italia, ancor di piu` dei politici o dei mafiosi! Ma dico? Ma hai visto dove cazzo vivi? Amianto bruciato ai bordi delle strade, mozzarella alla diossina, spazzatura ovunque… e poi dici agli africani di torna’ nella “monnezza”? Ma si sa gli italiani sono cosi`. Dell’Afri’a si pole di` tutto, ma dell’Italia no, l’Italia e` il paradiso… si`, di sto cazzo…

Vediamo un paio d’immagini, che rendono meglio giustizia:

Zebre in Uganda

L’Uganda e` munnezza

Rifiuti a Caserta

L’Italia e` un paradiso incontaminato

Dakar, capitale del Senegal

Una strada a Dakar, capitale del Senegal. Notate che e` piena de munnezza!

Immondizia a Napoli.

Napoli (Italia), strade circondate da chiare, fresche et dolci acque.

Una strada in Tanzania

Una strada della Tanzania. Non si riesce a vedere perche’ c’e` “munnezza” da tutte le parti.

Una strada piena d'amianto.

Una strada in Italia. Per vedere l’asfalto dobbiamo spostare l’amianto.

Potrei continuare con gli esempi, ma mi fermo qui, un c’ho piu` voglia!

Il cibo italiano all’estero… che bonta`!!!

Oggi ri e` tempo di ‘ommenti, via. Il tema di oggi e` il magna’, soprattutto per un articolo comparso su The Indipendent che dice in prati’a che la Barilla ha stilato delle regole per far capire agli stranieri ‘ome si cucina la pasta. Che tipo gli spaghetti al ragu` non li servono piu` manco a Bologna, che il pollo sulla pasta un ci va, che un si deve be’ il cappuccino mentre si magna ecc…

E allora su Facebook s’e` scatenato il putiferio: “Il pollo sulla pasta, che schifo!” “Spacciano per italiani piatti che non lo sono!” “La pasta come contorno un mi garba, meglio pasta e merda come  mi facevano alla mensa all’elementari!”

Ora qui voglio un po’ allarga’ il discorso, perche’, si` insomma, l’italiano medio e` chiuso di ogni mentalita`, perfino quella culinaria. Va all’estero e non vole assaggia` i piatti lo’ali ma pretende gli spaghetti al pomodoro. Addirittura qualcuno si porta la passata Cirio in valigia, sia mai che all’estero mangino stronzi fritti. L’italiano va all’estero e si lamenta perche’ gli propinano pasta e polpette che, pur essendo straboni, ve lo garantisco, non mangiera`, perche’ alla fine il dna italico e la mentalita` chiusa va difesa anche a costo di morire di fame. Quando poi, stremato al suolo dalla mancanza di cibo per una settimana, implorera` qualsiasi cosa di commestibile, avra` da ridire e, prima di emettere l’ultimo respiro, dira`: “Le polpette sulla pasta un ci vanno!”, e morira` li`, in mezzo alla strada, ma felice perche’ ha potuto dare una lezione di vita alla gente attorno a lui, non sapendo che nessuno lo capira`, quindi il suo sforzo e` stato inutile.

E` normale che qualche piatto italiano sia stato modificato all’estero, molte volte anche in meglio. Pero` l’identita` culinaria italiana va rispettata, mentre in Italia quella degli altri paesi viene presa a calci nel culo ogni giorno. Avete mai portato un cinese vero ad un ristorante cinese in Italia? E un giapponese a mangiare il sushi in Italia? O un indiano a mangiare il curry in Italia? O un tedesco a mangiare un salsiccia tipica tetesca comprata al Lidl? Provateci, e vedrete che non ci metteranno piu` di 3 secondi ad insultarvi per come avete trasformato i loro piatti sacri.

Aprite quelle cazzo di menti e imparate ricette nuove, non abbiate timore, mettete quella cazzo di ananas con i gamberetti sulla pizza, provate a bere un cappuccino dopo pranzo, provare a mangiare una bistecca con tagliatelle come contorno.

Comunque, dite quel che vi pare, ma le tagliatelle con le polpette sono la fine del mondo!!! Chi dice di no, perche’ non e` “italiano”, non posso che guardarlo negli occhi e dire: “Vaffanculo!”

L’universita` italiana e` una cagata pazzesca – mega-post in piu` parti /5 – Come essere fottuti agli esami

“Il cerino e` la cosa piu` stupida che esista: infatti viene fregato da tutti – ma e` anche il piu` intelligente, perche’ infatti si fa fregare una volta sola!” [Antico proverbio]

Parliamoci chiaramente, se volete imparare una lingua straniera, non iscrivetevi ad una facolta` di lingue in Italia. Piuttosto, compratevi uno zaino e vagate nel paese in cui si parla, imparerete molto di piu`. Se proprio non amate viaggiare, andate in libreria e compratevi un corso di lingue con cd. Se siete cosi` pigri da andare in libreria, compratelo su Amazon e fatevelo recapitare a casa. Perche’ tanto e` la stessa cosa di quello che fareste all’universita`. Un tempo esisteva una materia come “Lingua e letteratura tedesca”, ad esempio. In pratica, si prende un libro di letteratura tedesca come puo` essere “I dolori del Giovane Werther” e lo si leggeva in classe in tedesco e, mentre si leggeva, il professore interrompeva la lettura per spiegare eventuali regole di grammatica e vocaboli strani. In questo modo lo studente si costruiva un bagaglio di vocaboli, di strutture grammaticali e di letteratura. Adesso, siccome bisogna pagare due professori invece di uno (senno` non saremmo in Italia), le materie sono due, ad esempio: letteratura tedesca e lingua tedesca, dove i professori di lingua si limitavano a leggere un corso De Agostini o simili, e i professori di letteratura a leggere informazioni trovate su Wikipedia.

E cosi` mi trovai a lezione di inglese. Ricordo che la prof. disse: “Avete fatto il test d’ingresso?” Io l’avevo fatto in effetti, ma qualcuno no. E poi continuo`: “Chi non ha fatto il test d’ingresso non lo voglio vedere! Deve fare il corso a gennaio!” E fu cosi` che un mio amico disse: “Bon natale!” e si levo` dai coglioni. Non so che fine abbia fatto, ma lo saluto perche’ insieme ci siamo divertiti da morire… La prof, un’americana, ci disse da subito: “Voglio che compriate questo libro, e mi raccomando, no fotocopie, chi porta le fotocopie non entra in classe!” Cosi`, da bravo coglione (si`, potete darmi del coglione quanto volete) comprai il libro. Non ricordo il prezzo, ma mi pare sui 20 euri. Contate che, anche se era gia` il 2003, internet non aveva ancora sfondato del tutto in Italia, soprattutto nelle piccole citta`, quindi se ti serviva un libro, andavi in libreria, non andavi su Amazon…

Chiunque voglia imparare l’inglese e avere un certificato, sa che gira molta confusione riguardo nomi e livelli: PET, KET, TOEFL, CAMBRIDGE ecc… sono solo alcuni nomi di certificati che vengono rilasciati per il raggiungimento di un certo livello che va da A1 (livello “My name is John Johnson and I come from London”) fino al C2 (che corrisponde piu` o meno ad una fusione linguistica tra Goku e Vegeta di quarto livello). Il corso che seguivo io rilasciava un certificato, non ricordo quale, ma era di livello B1 e molti studenti lo avevano gia` preso alle superiori (io no). Cosi` la prof. disse: “Avete gia` fatto questo livello alle superiori?” E molti dissero di si`. Gli venne detto: “Andate via, voi e` come se l’esame l’aveste gia` fatto e prendete il voto in base al voto di superamente dell’esame!” Che culo, aggiungo io…

A lezione con questa prof. si leggeva questo libro e s’imparava SOLO la grammatica, che abbiamo studiato tutti (simple present, simple past, simple caz e via dicendo). Cose che avevo gia` fatto alle medie, tra l’altro.

Un giorno, in bacheca, si lesse che il corso di inglese fu integrato con un “corso di morfologia” tenuto da una prof. spagnola (che non parlava nemmeno italiano, e francamente nemmeno inglese, quindi le lezioni erano in spagnolitaliano, tipo: “Esta frase se puele da utilisar para indicar la proposision finales…”, se ci fossero state delle tette qua e la` pareva di essere nel film “Il Ciclone – Ola ola ola, vo a dormire nell’aiola”). Diciamo che non capivo un cazzo di quello che diceva questa tipa, anzi, diciamo che nessuno ci capiva un cazzo. Si parlava di ricezione del suono, attivita` linguistiche attive, passive ecc… Nonostante nessuno ci avesse capito un emerito cazzo, cio` non evito` un quiz di 25 domande all’esame di inglese.

L’esame fu la piu` grande fregatura legalizzata che ho incontrato in vita mia. Si svolgeva in 4 parti: 1) Morfologia. Se passavi quello andavi a 2) Reading e Writing. Se lo passavi andavi a 3) Listening. Se lo passavi andavi a 4) Speaking. Ci mancava solo il controllo urine e l’analisi del sangue poi c’era tutto. Partiamo dall’esame/farsa di morfologia. 25 domande basate sulle lezioni/farsa e su delle fotocopie che ci aveva dato la prof. Nessuno ci capi` un emerito cazzo, una miriadi di gente fu bocciata direttamente. Ora come ora non mi ricordo cosa cazzo ci scrissi in quel test, ma so solo che lo passai, diciamo, cosi`, “a culo”. Venne il momento del reading e writing. Non era particolarmente difficile, anzi, ma ricordo solo che mi furono tolti tipo 5 punti perche’ scrissi: “I do love the rain, but…” e la prof. disse: “Non puoi usare il ‘do’ tra soggetto e verbo!” E io: “Si` che posso, e` rafforzativo!” E lei: “Si`, ma noi non l’abbiamo fatto in classe, questa cosa e` di un livello superiore, quindi, non potevi saperlo!” Che stronza! Peggio di un ausiliario del traffico! Comunque sia, andiamo avanti… la parte piu` vergognosa dell’esame fu il listening. Pensate che un’universita` di un paese ‘sviluppato’ abbia un laboratorio linguistico con cuffie e cd? Sbagliato! Ci trovammo tutti in una stanzina con un vecchio mangiacassette ed una cassa che amplificava notevolmente i bassi. Io non voglio essere polemico, ma se vi dico che non si sentiva una sega, credetemi! In piu`, in un esercizio, dovevi abbinare le frasi che sentivi a dei disegni INCOMPRENSIBILI, tipo che io avevo capito che all’areoporto avevano rubato delle valigie, ma non sapevo a che disegno collegarlo, visto che tutti e tre rappresentavano un uomo con delle valigie in mano. Dopo il listening, nel quale tutti prendemmo un voto indecente, rimanemmo in una decina, di circa 60 della prima prova, e si passo` allo speaking, nel quale non ci furono fatte domande troppo difficili, del tipo: “Come scrivi il tuo nome?” “Perche’ pensi l’inglese sia importante?” “Perche’ studi inglese?” Non penso di ricordarmi dei bocciati allo speaking.

Alla fine, passai l’esame con un misero 23 (che poi, con un trucchetto trasformai in 27 un paio d’anni dopo, ma questa e` un’altra storia).

A proposito, se fin qui pensavate che il listening fu la parte di vergognosa dell’esame, aspettate di sentire quello che ci disse la prof. dopo l’esame: “L’esame come sapete, da` diritto ad un certificato. Passate domani dal mio uffico con 144 euro e potrete ritirarlo!” Ovviamente, qualcuno ci casco`. Io non avevo una lira, senno` glieli portavo in monetine da un centesimo e gliele infilavo su per il culo una per una.

Questo e` tutto per questa volta. La prossima vi mostrero` come passare un esame imbecille come “Letteratura Tetesca” senza aver aperto libro.

Lo status di Facebook per il cancro al seno… che puttanata!

Allora, in questi giorni si vedono tante ragazze che postano status cretini su Facebook, tipo “Vado a Miami per 10 mesi”, “Vado in Spagna per 5 mesi”, “Vado a Praga a fa’ la troia pe’ sempre”, “Vo in culo e un torno piu`” e cosi`via…

Questa puttanata colossale, in realta` serve a supportare la lotta contro il cancro al seno. Ora, io dico, ma se invece di far postare queste puttanate che poi la gente si ‘iede se la gente s’e` rincoglionita, non potevano fa’ gira` un post con le informazioni utili pe’ preveni’ il cancro al seno?

Vedi tutte queste che postano ste ‘azzate e se poi gli chiedi: “Ma sai come poter preveni’ il cancro al seno?” ti rispondono: “No, pero` vo a Miami per 10 mesi!” Come se io volessi sensibilizza’ la gente contro la guerra in Palestina e scrivo su Facebook: “Ieri ho mangiato un panino colla mozzarella!” Inutile come un tablet scarico al lavoro la cui batteria e` stata dimenticata a casa.

Pero` alla gente gli garba, e si sentono piu` buoni, perche’ grazie ad uno status hanno sensibilizzato un bel cazzo di niente alla fine.

Gli italiani negli aeroporti

Oggi ri e` tempo di ‘ommenti. In parti’olare, oggi si parla di questo post nel quale un tale Gabriele Massari racconta della sua avventura in un aeroporto cogli italiani beoti che un leggono le regole prima di viaggia` colla Ryan Air (pronunciate Raian Eir, via, facciamoci vede’ che siamo galanti pe’ na volta).

Prati’amente la storia parte con gli italiani che rompono i ‘oglioni perche’ un si so’ stampati il biglietto, poi che la valigia e` piena di troiai e pesa 200 ‘ili e poi che sull’aereo sapranno dire solo Denghiu’ pure quando la hostess li mandera` in culo.

A parte che sottoscrivo tutto quello che ho letto nell’articolo, pero` lo trovo molto incompleto. In particolare, non e` che gli italiani un so’ boni a vola’ con Raian Eir, e` che proprio non dovrebbero volare. Punto!

Vediamo alcune cose che possono contraddistinguere un passeggero estero da un italiano:

Check in – passeggero straniero: Arriva con la sua valigia di 14.99 Kg quando il limite e` 15, consegna all’addetto i passaporti di tutta la famiglia, bambini compresi, sorride e ringrazia elegantemente ed esce dall’uscita.

Check in – passeggero italiano: Arriva con la sua valigia di 30 Kg quando il limite e` 15. Cosi` si mette nell’angolino e comincia a travasare il contenuto della valigia nel bagaglio a mano. Se quest’ultimo e` ancora peso, si mette la roba in tasca, tanto i pantaloni non vengono pesati.  Una volta fatta diventare la valigia di 16 Kg, implorera` pieta` all’addetto pe’ un paga’ di piu`. Alla richiesta dei documenti, la famiglia si guardera` male perche’ un si ri’ordano chi doveva porta` i do’umenti. Alla fine esibiranno quello che riescono a trovare, che di solito e`, nell’ordine: un passaporto scaduto del Regno d’Italia del 1930 rilasciato dal comune di Littoria, una patente-lenzuolo del 1980 con sopra la foto del matrimonio, una tessera dell’Arci del 1995, una tessera del tifoso della squadra avversaria, rubata in uno scontro tra ultras, una tessera della biblioteca scaduta e la tessera del Blocbaste. Una volta terminato il check-in, usciranno dall’entrata, chiedendo permesso agli altri passeggeri in fila.

Metal detector – passeggero straniero: Ripone nella scatola con molta curo il passaporto, la carta d’imbarco, il portafoglio, la cintola, le scarpe e gli spicci che aveva in tasca, attraversa il metal detector, riprende la scatola e si ricompone nell’apposito tavolino messo a disposizione.

Metal detector – passeggero italiano: Mette nella scatola il portafoglio e gli spicci e passa sotto il metal detector. Bip Bip. Torna indietro e si leva la cintola. Ripassa. Bip Bip. Torna indietro e si leva le scarpe. Bip Bip. Torna indietro e si leva il cellulare di tasca (un si sa mai ‘iamasse il papa mentre so sotto il meta detetto). Ripassa. Bip Bip. Arrivano le guardie che lo scansionano peggio di una mozzarella al supermercato quando la ‘assiera un trova il codice a barre. Alla fine la colpa del Bip sara` la collanina con gesu` cristo che gli penzolava dal collo. Quando e` tutto a posto, si ricomporra` in mezzo al corridoio.

Sala d’attesa – passeggero straniero: Si siede di fronte al gate, leggendo un libro. Si alza 10 minuti prima dell’apertura, con in mano la sua carta d’imbarco da esibire alla hostess.

Sala d’attesa – passeggero italiano: Si mette a sede’ e inizia a spippola’ col tablet, ascoltera` musica con gli auricolari cosi` alta che si sentira` da 50 metri, mentre i bambini correranno a destra e a manca con la madre che cerca di ‘ompra` un profumo a buon mercato. Si alzeranno dalla sedia 10 secondi prima della chiusura del gate, perderanno 10 minuti a cercare le carte d’imbarco, facendo incazzare l’autista del pulmino che li portera` all’aereo.

Sull’aereo – passeggero straniero: Riporra` il suo bagaglio a mano nella cassettina sovrastante il proprio posto, dal quale avra` cura di estrarre portafoglio, libro e qualunque altro oggetto possa essere utile durante il viaggio. Spegnera` il cellulare e si siedera`, allacciandosi la cintura e iniziando a leggere il libro. Durante il vole chiedera` alla hostess un bicchiere di te’ e uno snack. All’arrivo, attendera` il momento piu` adatto per potersi alzare e prendere il suo bagaglio (visto che tanto e` inutile scendere prima quando tanto devi aspettare le valigie dopo).

Sull’aereo – passeggero italiano: Mettera` il bagaglio a mano nella cassettina sopra la sedia, ma un c’entrera`, perche’ con qualche stratagemma e` riuscito a portare sull’aereo una valigia che e` il triplo di quanto consentito. Cosi` andra` alla ricerca di un posto abbastanza grande pe’ infilarci il bagaglio. Si siedera` nel posto vicino al finestrino. Pochi minuti prima di partire chiedera` alle persone vicino a lui di farlo passare, perche’ si e` dimenticato il panino col presciutto. Dopo pochi minuti rompera` di nuovo i ‘oglioni perche’ s’e` dimenticato le ‘arte pe’ gioca’ a briscola. L’hostess, passando, gli ricordera` che deve mettersi la cintura. Dopo essersi messo la cintura, con l’aereo in fase di decollo, si ricordera` di spegnere il cellulare, che e` nel bagaglio a mano. Dopo 5 minuti andra` in bagno e dovra` far impazzire le hostess col carrello per spostarsi perche’ deve tornare al suo posto. All’arrivo, applaudira` al pilota e come una lepre zompera` nel corridoio per arrivare al suo bagaglio a mano e arrivare al portellone prima di tutti, rimanendo deluso che dovra` aspettare 20 minuti prima che l’aereo si apra, arrivi il pulman e passi la dogana.

Ritiro bagagli – passeggero straniero: Si mettera` in attesa davanti al rullo, accendendo il cellulare, cancellando le offerte del gestore che sono arrivate. Riconoscera` la sua valigia in un millesimo di secondo, la prendera` e uscira` dall’aeroporto.

Ritiro bagagli – passeggero italiano: Accendera` il cellulare un secondo dopo essere sceso dall’aereo e comincera` a chiamare amici, parenti, amici di amici, amici di parenti, parenti di amici e parenti di parenti per dire che e` arrivato. Mettera` i familiari in postazione strategica davanti al rullo: uno all’inizio, uno alla fine, due al centro e uno sul tetto. Non riconoscerebbe la sua valigia nemmeno se ci fosse la sua foto sopra. Prendera` la valigia di qualcun’altro, che prontamente rimettera` sul rullo senza farsi vede’. Una volta riconosciute le sue valigie (sono le ultime rimaste), le prendera`. Uscira` dall’areoporto dall’entrata.

Ma insomma, e` sempre ‘osi` da tutte le parti, un diciamo ‘azzate. Ecco ‘ome all’estero vedono gli italiali. Siatene fieri!

Non fate i coglioni. Ecco come creare una password sicura e facile da ricordare.

Allora, oggi si parla di sicurezza onlain (si`, lo scrivo ‘osi`, perche’ qualcuno dei miei amici lo potrebbe legge’ “online” come si scrive. E sicche’ niente, ci sono tante persone che si lamentano perche’ qualche hacker russo gli ha svuotato il conto in banca, ed e` un peccato perche’ quei soldi servivano pe’ compra’ i Rayban novi e fa il fichetto al mare. Poi si scopre che la super-mega password che permetteva di aprire l’onlain benkinghe era tipo “ciccio” o “password” o la data di nascita, o il nome del cane. Ehhhhhhhh ma allora siete popo’ di ‘retini se vi affidate a una password come ciccio, che anche un hacker mongolo la scopre in 10 secondi (in questo ‘aso mongolo puo` significare sia deficiente che dalla Mongolia).

Per ovvia’ a questo, vi insegno un trucchetto pe’ crea’ una password forte che vi ricordate. Ohhhhh c’e` gente che si fa paga’ fior di ‘uattrini pe’ divvi ste ‘ose, e voi ce l’avete a ufo, ovvia su, un rompete. Allora, pigliate una categoria di ‘ose che vi garbeno e la prima lettera del servizio che usate. Ad esempio, prendiamo come categoria le citta` della maremma. La password di Facebook potrebbe essere: Follonica***Facebook909090 . Vediamo ‘ome funzica: prima ci schiantate la cosa che sapete solo voi, in questo ‘aso: Follonica colla maiuscola, poi un primo pattern che dovrete memorizzare, in questo ‘aso 3 asterischi, poi il nome del servizio, colla maiuscola, in questo ‘aso Facebook, ma anche Feisbuc riscuote un certo successo, e poi una serie di numeri, in questo caso 909090, che possono esse’ la vostra data di nascita, o di morte se la sapete, o la data di quando avete perso la verginita`, o quella in cui la stessa ragazza vi ha mollato pe’ anda’ con un tamarro palestrato ma che c’aveva il bmw e voi andavate a giro con il Ciao mezzo rotto. Proviamo adesso con MySpace: Magliano***MySpace909090. Gmail: Gavorrano***Gmail909090 e cosi` via.

Come categoria potete piglia’ quello che vi pare, tipo i nomi delle vostre ex, se ne avete abbastanza per ogni lettera dell’alfabeto, o frutti, colori, termini groenlandesi per “neve”, gruppi black metal norvegesi ecc…

Ohhhh io ve l’ho suggerito ‘ome fa, poi fate voi, se volete ancora anda’ avanti co “ciccio”, “password” e stronzate varie, poi so’ cazzi vostri lol.

Gli stranieri so’ troppo avanti e l’Italia ormai fa sempre piu` schifo

Oggi si ‘ommenta un post di un ragazzo che si fa chiamare Antonio Menna, di Napoli, un “terrone” come dice lui nel blog, anche se gli italiani so’ tutti un po’ino terroni nell’animo, soprattutto quando vanno all’estero. Prati’amente questo qui un giorno un sapeva che cazzo fa, ha preso l’aereo e se n’e` andato a Stoccolma (vorrei vede’, co’ tutta quella quantita` abnorme di topa, come biasimarlo?) e si e` accorto che la` i pulma arrivano in orario, che la gente fa la raccolta differenziata, che ci so’ le piste ci’labili, che le donne pedalano senza sellino e altre ‘ose che francamente l’elenco e` lungo e io un c’ho un cazzo di voglia di scrive cose che potete legge’ su altri blogghe. Poi, dopo ave’ ascoltato un po’ di death metal e pipato qualche commessa dell’Ikea in pausa trombo, torna a Napoli e sente grida’ dalla finestra che erano finite le Marlboro di ‘ontrabbando, perche’ la finanza e` un po’ troppo laida.

De, tutti i torni un ce l’ha. In Svezia c’hanno un senso di ‘omunita` molto attivo, non come in Italia dove una sera in un lo’ale presi un bicchiere per terra pieno di un cocktail strano mezzo rovesciato, e poi incontrai uno ‘e mi stava di molto sui ‘oglioni che mi disse: “Posso assaggia’?” “Avoglia, lo poi anche fini’!”  E comunque sia un c’e` bisogno d’anda in Svezia pe’ vede’ che la ‘omunita` italiana fa ca’a! Basta anda’ in qualsiasi angolo del globo che trovate qualche italiano che strilla e sbraita e ti ruba il portafoglio. Una volta ero a Earl’s Court a Londra e, a parte che erano tutti italiani, sentii una che gridava da un lato all’altro della strada: “Ohhhhhh ce l’hai l’accendinooooooooooooooooooo!” E l’altro: “Nooooooooooooo!” “Ehhhhhhhhh porco dio comprelo ar chiosco!” Oppure ancora quand’ero a Amsterdam, sentii un’italiano che diceva alla su ragazza: “Ao! Mo se li famo tutti sti coffi scioppe!”

All’estero gira una barzelletta sugli italiani. Prati’amente c’e` la nazionale italiana di canottaggio che un riesce a vince manco una medaglia all’olimpiadi e invia uno di loro a spia’ i concorrenti dell’altre nazioni. Dopo poco torna e dice: “Ho capito perche’ un si vince una sega. Gli altri hanno 8 persone che remano e uno che agita le braccia e bercia, no il contrario!”

E poi unn’andate in giro a di’ che so’ razzista quando di’o che all’estero gli italiani si fanno sempre riconosce. E poi in Italia vanno a di’ male degli immigrati che so’ sudici e un fanno una sega, quando loro stessi fanno le ‘azzate. O suvvia, siamo realisti pe’ na volta…

Berlusconi condannato… ma sti cazzi?

Berlusconi e` stato condannato. Chi se ne frega? Me ne viene in tasca qualcosa? No, perche’ tanto chiunque ci sia al potere te lo mette ar culo e senza un grammo de vasella. Per gli italiani invece e` stata giornata di festa, un po’ come se la Juventus avesse rubato vinto uno scudetto. Ma poi e` stato condannato, ma di cosa? Perche’ ha pagato meno tasse, ehhhhh chissa` che mi credevo io… cioe`, ora si pole ricandida’ perche’ gli hanno tolto l’ineleggibilita`, di 4 anni di galera glien’hanno tolti 3, quindi se ne stara` un anno chiuso nella sua piccola dimora a scopa’ come un riccio. In pratica, diciamo che non aveva piu` voglia di lavora`, quindi ha trovato un modo legale per stassene a casa. Diciamo che gli italiani sono dei piccoli geni a fasselo mette’ nel bogigi ed esse’ allegri contemporaneamente. A proposito di farselo mettere in culo, parliamo di ‘ose serie. Prendiamo esempio dall’estero e avanziamo mentalmente. In Canada, una scuola ha organizzato un dibattito sul fisting. Per chi non lo sapesse, il fisting e` quella tecnica sessuale di infilare un pugno nella fregna/culo (dipende cosa si ha a disposizione). Praticamente, la scuola si raduna nell’aula magna, parte un dibattito sull’argomento, poi entra una bella figliola ignuda e si passa alla parte prati’a. Pero` ovvio, in un’Italia cattolica, una ‘osa del genere un si pole nemmeno accennalla, senno` chissa`, si va all’inferno e ci si trova compagni di stanza di Andreotti. Pero` quello che mi fa gira’ i ‘oglioni di brutto e` che queste bellissime notizie di progresso sessuale sono nascoste, difficili da trovare, perche’ giornali, siti web, radio e cazzate varie sono piene sono di notizie sulla condanna di Berlusconi. Berlusconi qui, Berlusconi la`, e cosa fara`, e chi lo sa, e come va e che palle!!!

Viva la fregna

Gara di alfabeto contrario: Italia vs estero

Ovvia, su, facciamoci riconoscere anche su Iutubbe. Avete mai provato a dire l’alfabeto all’incovercio? Tipo zeta, vu, u, ti e sti cazzi… Su internet ci sono un fottio di video di gente che si cimenta in questa troiaiata di gara, ma ne ho trovati due che spiccano, un po’ come un pelo bianco nel bu’o del culo.

Questo e` un inglese (o americano, cazzo ne so), che riesce a dire l’alfabeto al contrario in 2.4 secondi. Nell’allenarsi, ha probabilmente sprecato 10 anni della sua vita con relative trombate perse:

Il secondo, invece, e` italiano, si fa chiamare Dott. Utis (ooo ne ho sentiti di nomi del cazzo ma il suo e` veramente una merda, come diceva il cattivo di Puttanik) e diciamo che si sta allenando per raggiungere il livello dello sfigato di sopra. Confido che ci potra` riusci’ in meno di 40 o 50 anni, se continua cosi`:

O io che cazzo vi devo di’, un so chi dei due e` piu` idiota…

L’universita` italiana e` una cagata pazzesca – mega-post in piu` parti /4 – Il primo esame

“Oggi ho fatto il mio primo esame, etica, ed ho preso 30 e lode. Ho copiato.” (Anonimo)

Il primo esame che feci fu Storia dell’Europa di Centro, un nome un po’ del cazzo per definire la ‘Storia della Polonia’. In pratica, il preside della facolta` era fissato con la Polonia, tanto che una volta mi disse: “Secondo me mia madre quando mi ha concepito, ha tradito mio padre con un polacco, perche’ altrimenti non saprei come spiegarmi il mio amore per la Polonia!”

Comunque sia, il preside era anche il docente di questa materia e, diciamoci la verita`, un po’ tutti la seguivano, per fare bella figura. Le lezioni, erano, ovviamente, tre mattine a settimana dalle 9 alle 11 (il motivo e` spiegato in questo post). La materia era incentrata sulla storia dell’Europa orientale in generale e sulla storia della Polonia nel diciassettesimo secolo in particolare. Ecco in breve la lista dei libri che dovevamo studiare leggere per poter passare l’esame: un libro di circa 20 pagine (si`, avete letto bene, 20 pagine) sulla storia dei paesi dell’Europa dell’Est, un libro di circa 150 pagine sulla tematica del viaggio in Polonia nel 1700 (scritto dal professore stesso – di questo discuteremo in un altro post) e delle fotocopie sulla storia di un dittatore albanese di cui, perdonatemi, non ricordo il nome… mi e` tornato alla mente mente scrivevo questo post, era Castriota Scanderbeg.

Le lezioni erano quasi una farsa, col professore che diceva: “Seguite altre lezioni, non seguite le mie e studiate le lingue per lavoro, non per rimorchiare!” (Aveva ragione dopo tutto). Ricordo un giorno a lezione, il professore chiese: “Cosa faceva Ivan il Terribile ai suoi nemici? Chi lo sa?” Io alzai la mano e dissi: “Gli infilava un palo su pel culo!” e il prof: “Bravo! Prendete esempio, prendete!”

Ora, ragioniamo un attimo sull’esame. In pratica nell’aula dove si svolgeva l’esame c’erano 3 persone: il professore/preside, un dottorando e una dottoranda. La differenza? Le domande che chiedevano e la differenza nei voti, ovvero, se per il professore elargiva un bel 30 quasi ogni volta, i dottorandi erano piu` tirchi, come se per loro facesse differenza. Quindi, se ti trovavi col professore eri avvantaggiato, un po’ come entrare nell’area di rigore avversaria indossando una maglietta della Juventus, mentre chi si trovava di fronte gli assistenti, ehhhh… come diceva mia nonna: “Trist’e guaio a chi tocca!” E si torna sempre li`, al solito discorso… non importa studiare, tanto se il professore e` incazzato (o non vuole dare il voto piu` alto di principio, per vendicarsi del fatto che da piccolo non gli hanno comprato l’Allegro Chirurgo) non ve la caverete.

Ora, non staro` qui a scrivere cose tipo: “Studiai 6 ore al giorno per quell’esame chiuso in biblioteca uscendo stremato il pomeriggio alle 5”, perche’ sarebbe una bugia. Diciamo piu` che passai le settimane prima dell’esame a bere aperitivi al bar, senza fare una sega. Lessi tutto la sera prima, le 20 pagine di storia dell’Europa, il libro del preside (leggendo solo le pagine dispari per fare prima), e non lessi una sola riga delle fotocopie di Scanderbeg.

La mattina arrivai all’universita` verso le nove. Incontro un mio amico che doveva fare l’esame con me e mi disse: “Io l’esame l’ho gia` fatto, sono andato direttamente il presidenza e il preside m’ha fatto l’esame mentre facevamo colazione, ho preso 30!” Bellissimo! La gente si iscriveva e doveva aspettare il proprio turno e lui aveva scavalcato tutti e s’era levato il pensiero… un genio!

Come avevamo visto, per avere 30, l’unico modo era andare con il preside, non c’erano altre soluzioni. D’altronde i professori sono un po’ cosi`, decidono loro… comunque sia, era quasi mezzogiorno, gli assistenti se ne andarono a pranzo, ed eravamo rimasti in 5. Il preside usci` e disse: “Io vado a comprare un po’ di pizza, la volete?” Torno` dopo 10 minuti con un vassoione gigante di pizza. Entrai nell’aula e, mentre mangiavamo la pizza, mi chiese: “Lei la sa la storia della Polonia?” “Si`” “E quella della Boemia?” “Si`!” “Bene, cominci!” E io parlai per circa 30 secondi della storia della Boemia. “Ha letto il mio libro?” “Si`” “Bene, cos’e` la dieta di Grodno?” E io risposi molto sinteticamente. “Cosa ci fa qui?” “Studio!” “E si trova bene?” “Si`!” “Bene, si vede che lei e` un bravo ragazzo, 30!” Firmai e andai via.

Riassumiamo un po’ la faccenda:

Tempo di studio: 2 ore totali.

Tempo di attesa prima dell’esame: 3 ore.

Tempo dell’esame: 10 minuti.

Nel prossimo post mi lamentero` delle liste di iscrizione agli esami e vedremo come farselo mettere in culo pur avendo studiato.

Come andare in pensione con una “pensione d’oro” e vivere dignitosamente (almeno da vecchi)

Allora, una ‘osa che a molti fa incazza’ (e co’ ragione), e` il fatto che i politici un fanno una sega e pe’ sta’ seduti a vede’ i pornazzi sull’iPad e votare per gli altri si cuccano a fine carriera pensioni da tipo 10mila pleuri al mese (quando va male), mentre chi si fa il culo a passa la vita a farsi un culo ‘ome un paiolo in fabbri’a, a fine carriera, se va bene, si prende si` o no 900 pleuri al mese.

Ora, io pensavo… forse sbagliero`, forse ho ragione, chi lo sa, ma… se si facesse una legge in cui ogni cittadino puo` andare in parlamento (a turno), poi dopo 6 mesi se ne vanno e vengono altri e cosi` via… quando arrivano al punto di prende’ la pensione, ogni cittadino avra` una pensione da parlamentare. A me mi pare una genialata, anche se, francamente, ‘a me mi’ non si dice.

Cioe`, ricapitoliamo… ammettiamo che uno fa il fabbro. Per 6 mesi smette di lavorare e se ne va in parlamento, e fa la bella vita… ville, piscine, troie, feste, troie, limousine, teatro gratis, troie, vacanze gratis, auto blu p’anda’ a troie e cosi` via. Dopo sei mesi torna a batte’ il martello sulle spade come faceva prima, pero` e` sicuro che prendera` una buona pensione, perche’ e` stato 6 mesi in parlamento. Ma nooooooo, la ‘asta vole tutto pe’ se! Che ingrati!

Pupo, un nome solo che esprime una presa per il culo a 360 gradi.

Io francamente non riesco a capi’ perché i cantautori fiorentini (e farei una bella gara con quelli delle altre citta`) siano o deficienti (Pupo), o sfigati (Masini), o in forte declino (Pelu`).

Pupo ha preso per il culo gli italiani in maniera completa, a 360 gradi. Prima ha preso per il culo tutti gli italiani con le sue canzoni idiote, poi tutti i casino` sputtanandosi svariati milioni di lire, gentilmente restituitegli da Gianni Morandi, in un atto di generosita` estrema (un po’ come dare 50 centesimi a chi ti pulisce il vetro al semaforo con l’acqua sudicia), poi ha ripreso per il culo gli italiani portando al festival di Sanremo “l’intonatissimo” Principe di Savoia Emanuele Filiberto, e poi, una volta resosi conto che di musica non ci capiva un granche’, si e` messo a condurre quiz idioti sulla Rai, stipendiato, indovinate da chi? Ma dagli italiani, gli stessi che ha preso per il culo per anni interi. Ditemi se questo unn’e` un piano diaboli’o… Grazie a cio`, e` entrato direttamente nella top-ten dei tizi piu` intelligenti della storia, preceduto, a pari merito, da Peter Griffin e Homer Simpson.

Analizziamo un paio di frasi prese a caso dai testi di alcuni suoi successi:

“Gelato al cioccolato, dolce un po’ salato, tu, gelato al cioccolato.” A parte che nella lingua italiana non e` abitudine inserire pronomi personali qua e la` a cazzo, ma mi dite voi come fa un gelato al cioccolato ad essere salato? O i gelatai di Firenze sono dei bastardi (e lo sono), o si era fatto un acido, o vi ha preso per il culo.

“Mi sono innamorato di un gelato al cioccolato.” O sperimenta nuove vie sessuali, o sta facendo sesso orale con un africano, nella stazione di Santa Maria Novella… caro il nostro Enzo Ghinazzi, dicci la verita`…

“Su di noi, ci avresti scommesso tu?” Era talmente ossessionato dal gioco d’azzardo da inserirlo in ogni discorso. Forse ha preso l’ispirazione per questa canzone mentre perdeva milioni alla roulette a Sanremo…

“Su di noi, gli amici dicevano, no, vedrai, e` tutto sbagliato.” Qui, il “noi” è da leggere “me e la musica”, infatti è tutto sbagliato.

“Ti porto lontano, nei campi di grano che nascono dentro di me.” No comment, fatti vedere da un medico o cerca su Wikipedia alla voce “fertilizzazione interna”.

“Le luci spente delle due di notte, passa un barbone con le scarpe rotte, […] una signora senza suo marito, la guardo bene è solo un travestito, […] Firenze Santa Maria Novella almeno, mi fa sentire un po’ sereno.” Pupo sta bene solo in mezzo a barboni e trans. Mi domando perche’ non si sia buttato in politica.

Tacciamo sulla canzone con Filiberto, senno` non la finiamo più.

Enzo Ghinazzi a letto

Pupo, nella sua spendida forma, mentre cerca ispirazione per una sua nuova canzone di merda.

Fare l’animatore (quattordic’anni fa) faceva schifo!

Oggi vi parliamo di una razza di persone che rivelano un’utilita` nella societa` moderna quanto puo` averne un computer 386 con su installato windows 8: l’animatore turistico. E ancora peggio, le societa` che forniscono questi servizi.

Io ebbi la (s)fortuna di fare l’animatore nel lontano 2000… ecco la mia storia (e qui ci vorrebbe una ‘ornice ondulata che sfuma fino a riprendere i protagonisti in un colore opa’o, come nei filmi, via ci s’e` capiti).

Ehhhh bei tempi quando un si ‘apiva una sega e d’estate si sarebbe dato via anche il culo a momenti pe’ unn’anda’ a fa’ il cameriere in qualche ristorante di merda della riviera toscana che puzzava di pesce da fa schifo a un ippopotamo e frequentato da fiorentini finti-ricchi, con le mogli cubane di 40 anni piu` giovani (anche se, sotto sotto, via, si vedeva che a qualcuno sotto sotto gli garbava il bogigi).

Per sfuggire a questa maledizione estiva, provai questa nuova esperienza: l’animatore! Mi recai presso un’agenzia di animazione di Grosseto, di cui non faro` il nome, ovviamente (su internette si pole di’ il peccato, ma no il peccatore!), ma che iniziava con la lettera F… E insomma me ne andai una settimana vicino Livorno a fa’ uno stage (cosi` lo ‘iamavano, ma in realta`, a parte le lezioni di ‘ome magna’ il foco e fa’ un cane con un palloncino, era tutto un tromba’ (a parte quelli che si facevano le pere).

Alla fine dello stage, la sfilza di contratti: chi veniva preso come addetto al miniclub, chi come ‘ai balli di gruppo’, chi come maestro di acquagym, chi come cazzaro generico ecc… Tutti dovevano categoricamente andare a lavorare lontano da casa, e c’era una sola regola: non si poteva fare sesso con gli altri animatori.

A me tocco` Altavilla Milicia (vicino Palermo), ma, casualmente, un giorno prima dell’inizio del lavoro, un’animatore venne trasferito da Castiglione della Pescaia a Palermo, e cosi` io mi “imbu’ai” a Castiglioni, segno quindi che la regola di lavorare lontano da casa valeva un po’ a cazzo…

Comincio` la stagione e il nostro gruppo era capitanato da un capoanimatore che dire tristissimo e` dire poco, ricordo ancora il nome: Sergio (non diro` il cognome ovviamente), e le sue regole stupide: la mattina bisogna andare in piscina e rompere il cazzo a tutti per farli giocare al gioco aperitivo; ovviamente, su 100 persone in piscina, 1 ti liquidava con un gentilissimo vaffanculo, e gli altri 99 con: “Sono in vacanza, se non te ne vai ti taglio lo scroto!”

La sera era il momento… indovinate di ‘osa? Ma del Bingo!!! Che cosa monotona… uno tirava fuori le palline ‘oi numeri, che venivano tradotti in 4 lingue, e alla fine si vinceva una maglietta dell’animazione. Per piacere, sparatemi!

Di serate divertenti non ce ne sono state, a parte una serata di ballo organizzata in contemporanea con la partita degli europei Italia – Olanda (quella in cui Toldo paro` 3 rigori), facendo si` che la sala fosse totalmente vuota, con il capoanimatore che diceva (a microfono acceso): “Gli Italiani sono stupidi, tutti a guarda’ la partita mentre potrebbero essere qui a divertirsi!”

Un giorno ero al bar del villaggio e lessi il titolo della Gazzetta: “Trezeguet alla Juventus”… io non avevo mai sentito nominare Trezeguet, quindi, leggendo ad alta voce, dissi una cosa simile a “Tre Seghe”… il capoanimatore si gira incazzato e inizia a sbraita’: “Ma che cazzo dici? Le parolaccie daventi a tutti???” Vi assicuro che era serio.

Ora, a parte le cose ridicole, questo capoanimatore non solo era un coglione, ma anche uno stronzo. La sera, dopo il lavoro, a mezzanotte e passa, voleva andare a mangiare la pizza. Se per caso dicevi di no, la mattina dopo mandava subito un fax all’azienda dicendo che te non avevi “spirito di gruppo”. Che testa di cazzo.

Ma il top del top fa un episodio che non so se definire “goliardico” o “da bestemmia”. Invitai mia madre un pomeriggio a vedere come ci eravamo sistemati nella casa (in mezzo agli scarafaggi), e, visto che noi dovevamo usare la lavatrice del villaggio che costava 10.000 lire a lavaggio (si`, avete letto bene), le chiesi se mi faceva la cortesia di lavarmi un po’ di roba. Mia madre, da brava altruista com’e`, chiese a tutti gli altri se avevano roba da lavare, e riporto` il giorno dopo tutto pulito. La capa dell’agenzia (il cui nome inizia per E), venne il giorno dopo e disse: “Ho saputo che tua madre ti fa la lavatrice!” e io risposi: “Si`, una volta, ma ha preso anche la roba degli altri!” e lei: “Peggio!!! Cosi` me li abitui! Purtroppo ti devo licenziare!” e io: “E perche’ non licenziate la stagista invece di me?” e lei: “Noooo, a lei non la paghiamo, quindi ci conviene!”

Per fortuna dopo un mese ero fuori di li`, e trovai lavoro in un bar… ma questa e` un’altra storia…

P.S. riscossi tipo 500 mila lire dopo circa 10 mesi di chiamate… non fidatevi, fatelo per me, cari lettori!

Questa e` la scena che si ripete in migliaia di villaggi turistici ogni estate! Facciamo si` che non succeda piu`. Forse e` vero, se i cervelli fuggono all’estero, allora in Italia rimangono solo i deficienti?

Hai troppi piccioni sul terrazzo? Ecco la soluzione definitiva!

Avete troppi piccioni che stanno come bellimbusti sul terrazzo della casa che avete comprato da poco e che finirete di pagare nel 2070 (sempre che non imploda prima, si` anche le case possono implodere…)? Eccovi una soluzione semplice, veloce e definitiva (e un po’ costosa) per liberarsene definitivamente:

Occorrenti: del pane, magari non proprio secco, e dei piccoli francobolli di lsd (li trovate dal vostro spacciatore di fiducia).

Preparazione: tagliate i francobolli di lsd in piu` parti e avvolgeteli nel pane. Poi disponeteli sul terrazzo. Attendere. Ripetere se necessario.

Perche’ funziona? I piccioni mangeranno questo composto, crederanno di essere gatti, e si butteranno di sotto. Ovviamente non potranno volare, perche’ so’ convinti d’esse’ gatti, e si frantumeranno per terra. Cosa dite? Sono un sadico? Almeno cosi` moriranno in modo dignitoso…

Mi stupisco che nessuno ci abbia pensato prima… Durante la preparazione, ovviamente, per rendere piu` interessante la cosa, potete provare anche voi questo delizioso “pane elfico” (chiamiamolo ‘osi` via).

Nota: L’lsd puo` essere considerato illegale in alcuni stati. Controllare la legislatura del paese dove si risiede prima di attuare questo metodo.

P.S. Questo post e` cretino e senza senso, se qualcuno di voi e` cosi` idiota da provarlo, io declino ogni responsabilita`.