Bambini fino a 40 anni

Gli italiani sono quel popolo che allatta fino a 6 anni (giuro, è una nuova moda adesso, cercate su guuugol e vedrete), che fa l’apprendistato a 28 ed esce dall’asilo a 40. Poi tra università, DAMS e sagre dell’uva ci si ritrova all’età pensionabile senza aver fatto una sega.

L’altro giorno, su feisbucche, che in pratica è un sito dove uno scrive una troiata e gli altri lo possono offendere senza pietà inneggiando a ritorni di duci, mafiosi e/o la trinide PDm5sLega. In mezzo a tutto questo, no aspetta, ho finito la frase col punto, ma c’avevo ancora da parla’… No, un me lo ri’ordo più. Insomma, su questo troiaio di social, tra fascisti, zoccole e indignati, c’era qualcuno che si lamentava che in città, le mamme, accompagnano i figlioli a scuola col suvve, ché è tipo una macchina, ma più grande, che consuma il triplo, occupa due parcheggi, costa 5 volte di più e che non sfrutterete mai a pieno. Insomma, con questo suv, parcheggiano di fronte la scuola, molte volte in mezzo alla strada, e la gente dietro incazzata, che comincia a suonare il clacch, claxso, clakso, insomma quella cosa che fa piiii piiii tipo quando la nazionale vince le partite 1-0 contro il Lichtenstein 11 contro 9 con autogol al 95esimo.

Ma alle mamme un gliene frega un emerito cazzo, in quanto i figli so’ come angeli che vanno portati a scuola fino a 19 anni (superiori) o fino a 35 (università fuori corso). È importante perché se prendessero il pulman, potrebbero sorgere i seguenti problemi:

– si può prendere freddo aspettando alla fermata, poi ci si ammala, si perde la lezione sui piselli di Mendel e poi si finisce a drogarsi con eroina scadente;

– si può sbagliare fermata del pulman e arrivare in periferia dove spacciano eroina scadente;

– sul pulman si whatsappano amichetti che, in assenza di topa, ci venderanno eroina scadente;

– si capita vicino ad un vecchio che ci racconta come era buona l’eroina negli anni 80.

Commento vero: “Ehhhh ma ogni genitore con un minimo di intelligenza non farebbe mai andare i bambini a scuola da soli e fargli attraversare via Inculini e viale Passeraghiaccia da soli” (N.d.r. nomi di via inventati)

Cazzo vole di’ poi N.d.r.?

Insomma… Ora si fa pe’ chiacchierà, ma in Inghilterra c’è un’omino vestito di giallo che tutte le mattine, piova, tiri vento o nevichi, vicino alle scuole e alle strade trafficate, ferma le macchine e lascia attraversare gli studenti che, udite udite, vanno a scuola in pulman!!! Se una macchina non si ferma, arriva di corsa il principe carlo che, con molta cortesia, fa scendere il conducente, gli fa riporre i trousers ben benino sul seat e poi se lo incula senza pietà, con bambini di 10 anni ubriachi attorno che lo scherniscono. Abbiamo tanto da imparare!

A questo punto, uno saggio può dire: ma do cazzo se trovano li soldi pe pagà sta gente che fa attraversà le strade?

Mmm… Pensa pensino che a pensa’ ti fa bene! Ora tirerò in ballo due argomenti che hanno fatto scalpore in tempi recenti: la Lega e il Mose. La Lega ha inculato 49 milioni di soldi pubblici, il Mose è costato finora 6 miliardi, di cui 5.999.999.999 finiti in b**** e m*******. Dai, prendete la calcolatrice e scrivete: 5999999999 + 46000000 = …

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Viene 6 miliardi, 46 milioni, la e di “è dio lo gnomo mongoloide” e un nove.

Allora, mettiamo sta gente che fa attraversare la strada in ogni paese con più di 50mila abitanti, che, secondo Wikipedia, sono 146. Diciamo 10 scuole a paese, sono 14600 scuole. È un lavoro che deve venir fatto in pratica due ore al giorno per 9 mesi. Minimo sindacale: 10 euri l’ora.

Scaccolatrice alla mano gente: 14600 scuole x 2 ore x 10 euri x 20 giorni x 9 mesi = 52.560.000. Avanzano pure 5 miliardi e mezzo per la bamba, le troie, le buche di Roma e qualche aperitivo.

Spostiamoci in Olanda, dove, tra un cannone e l’altro, i genitori portano i figlu a scuola in bici! Semplicemente hanno questo tipo ti bici che ti permette di portare a scuola il figlio e quelli dei vicini insieme.

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“Vedete laggiù? È il mio coffeescioppe preferito, accanto c’è la vostra scuola, peccato che non spaccino più l’eroina degli anni 80!”

Ma, si sa, in Italia conta più l’apparir dell’essere, quindi meglio intasa’ le strade coi suv che con questi troiai di bici. “Ehhhh ma mio marito fa l’ingegnere di sto cazzo e la sera va a trans però guadagna tanto e ci possiamo permetter il suv, non come te mia cara che il tu marito fa l’operaio all’Ilva!” “E invece no, to pigli ner culo, il mi marito fa l’operaio, poi la sera spaccia l’eroina rimastagli dagli anni 80 negli asili nido, e quindi pure noi possiamo permetterci il suv, tié!” “Fate largo! Arrivo io col super suv, fo la escort e guadagno più di voi!” “Attenção, meo suv più grando, mio marido es Ruberto Cotechinho, cendravandi di sfundamento, guadaña 5 miliardi l’anno!” “Aspettate! Anche io ho il suv, faccio la segretaria e questo è quello che mi ha regalato il capo, che tra poco mi ha promesso divorzerà dalla moglie per star con me!”

E se da una parte ci son le mamme, dall’altra ci sono i bambini: “Ehhhh ma con che coraggio mandi a scuola il bimbo da solo, ha solo 16 anni!”, “Porello, il pulman fa schifo e i posti davanti so sempre occupati, e in fondo poi dopo gli fa male il pancino e prenderà un brutto voto all’interrogazione di tecnologia delle costruzioni (lego)!” “Nooo nel pulman ci sò maschi e femmine insieme, poi mi si invoglia e il prete s’incazza!” “Ehh ma lì ci s’è seduto prima il ghanese che mi ha rimorchiato ieri a lezione di latino americano, e il mi figliolo prenderà i pidocchi, e il rettore dopo se lo incula!”

Si comincia così e si finisce… Sapete come? Come quel ragazzo sardo che era in erasum con me in Germania, che la su mamma veniva due volte al mese con l’aereo solo pulirgli la stanza.

Bona. Ci si

La mentalita` del rubo

Allora e` successo qualche giorno fa che qualcuno, uno straniero, e` entrato in casa di uno a Grosseto pe’ ruba’. Il proprietario era un poliziotto, e gli ha sparato, ferendolo. Immaginatevi voi i commenti: “Ha fatto bene!”, “Complimenti!”, o anche piu` coloriti tipo questo, di una mia pseudo amica che su Facebook scrive: “Voler ripulire la propria Patria, la propria Terra Madre da questa feccia che ci invade da est e sud vi fa pensare che io sia razzista? Allora cancellatemi pure dagli amici, il mio pensiero è questo.” (Ma d’altronde da una che si chiama Rachele e quando mi si presento` la prima volta, mi disse: “Me chiamo Rachele e orgogliosa del nome che porto!”, ovviamente facendo riferimento alla moglie der duce, poco importa se Rachele venga dal nome “pecora” in Ebraico, l’importante e` far vedere quanto si e` fascisti, cazzo v’aspettate?).

Preoccupiamoci del problema iniziale, cioe` voler dare le armi a tutti, transformare l’Italia in una sorta di Far West, trovando cosi` un’ipotetica soluzione all’enorme numero di reati commessi da immigrati che la tv e Facebook ci propone, ignorando che compongono solo una piccola parte del totale dei reati commessi in Italia dagli italiani.

Dare le armi a tutti e` una follia! Piuttosto, chiediamoci perche’ l’atto del rubare fatto da un italiano e` meno sentito dall’atto del rubare di uno straniero. E` semplice: in Italia si e` sempre giustificato il rubare, e quante volte abbiamo sentito dire: “Hai visto? Ha rubato tutti i soldi, ed e` scappato con la cassa alle Maldive!” e gli altri: “Ma beato lui!” oppure: “Un politico prende 20.000 euro di stipendio al mese!”, e qui gli italiani si dividono in due categorie, un 10% che dice: “Li mortacci sua!” e un 90% che dice: “Beato lui! Voglio entrare io in politica per prendere tutti quei soldi!”, oppure la figura dell’italiano che va a comprare un autoradio rubata, che costa meno, magari e` senza garanzia, ma vuoi mettere, e` rubata! Perche’ alla fine, il rubare, se studiato bene bene, avendoci perso tempo per elaborare un piano, da` soddisfazione! Un politico che ruba e` giustificato dall’invidia (“se ci fossi io in politica…”), il vaticano che ruba e` giustificato dall’andare all’inferno (“no, per carita`, prendetevi i miei soldi, ma lasciatemi andare in paradiso”), l’acquisizione di una casa popolare da qualcuno che ci ha superato in lista e` giustificata dalla mancanza di intelligenza propria (“si vede che ha contattato chi di dovere, vediamo a chi devo dare la mia bustarella la prossima volta”), una rapina in banca e` giustificata dalla rabbia (“le banche sono strozzini legalizzati”), un italiano che ruba dei soldi e` giustificato dalla compassione (“era senza lavoro”). Uno straniero che ruba non e` giustificato per gli italiani, ma non perche’ ha rubato… perche’ e` straniero.

La morale e` che agli italiani non fa girare il cazzo il fatto che uno rubi, anzi, sei anche ben visto da tutti, come il boss intelligente che l’ha fatta franca. Agli italiani fa girare il cazzo che tu sei straniero. Punto.

Forse sara` il caso di cambiare mentalita`, guardare i ladri come ipocriti e non come eroi. La gente nata e` cresciuta nella prima repubblica fara` fatica a capire questo concetto, ma per le nuove generazioni c’e` ancora tempo. Ma e` piu` semplice scrivere un commento ipocrita su Facebook, si fa meno fatica…

Manifestare contro gli altri

Oooooooo, non so’ morto come si potrebbe pensa’, e` che a natale ho magnato come un porco e ora rotolo e un c’ho la forza pe’ batte i tasti della tastiera. Comunque sia, oggi vorrei parlare di una cosa: il family day.

Quello che vorrei far capire alla gente, e` che di solito, e si manifesta per i nostri diritti. Mi spiego meglio. Se il governo dicesse: “Da domani tutti i programmatori e ti devono paga’ piu` tasse!”. Io che so’ un programmatore scenderei in piazza con gli altri programmatori perche’ ci e` stato tolto un nostro diritto, ovvero quello di paga’ tasse normali.

Oppure vi tiro fori un altro esempio. Se da domani il governo dicesse: “Tutti quelli con le basette lavoreranno a gratis!”, e porco dio e io che porto le basette devo anda’ a lavoro a ufo? A no di certo, e verga giu` in piazza a manifesta’!

Siete esigenti? Volete un altro esempio? Vabbe’ via, io la butto la`. Se il governo dicesse: “Da domani chi fuma le sigarette deve essere preso a pedate nel culo!” E gia` m’immagino i cortei dei fumatori a Roma pe’ protesta’ per i loro diritti.

Detto questo, in questo family day unno ‘apisco. La gente che si ritrova in piazza non per lottare per i propri diritti, ma per togliere, o almeno non far avere, diritti agli altri. Un po’ come se io andassi da un mi ‘ollega e gli dicessi: “Io penso che tu debba guadagnare di meno!” e lui molto probabilmente mi rispondera`: “Ma un ballino di ‘azzi tua no?”

O gentaglia, e non c’andate a questo family day, o almeno andateci e protestate per cose serie, che in Italia mancheno, tipo:

  • diritto ad un’informazione trasparente;
  • diritto a dei contratti di lavoro seri;
  • diritto a non pagare il passaggio di proprieta` della macchina;
  • diritto ad avere una paga adeguata e proporzionata al lavoro svolto;
  • diritto a vedersi annullate le accise sulla benzina;
  • diritto ad una burocrazia piu` semplice e rapida;
  • diritto a non avere spese nei conti correnti;
  • mi fermo che un c’ho piu` voglia.

Pero` l’italiano medio e` cosi`, alla fine, torna a casa la sera e dice: “Sono proprio soddisfatto, me lo sono fatto mettere in culo bene bene ho pagato tutte le tasse per mantenere le strutture del mio paese, ma per lo meno i gay non possono sposarsi… che bel paese!”

La mentalita` juventina

Premessa: Io non sono juventino e ho smesso di seguire il calcio italiano (per ovvi motivi che ho gia` spiegato) quindi questo articolo e` frutto di una visione assolutamente esterna ai miei interessi.

Io, ogni tanto, mica sempre, vorrei avere la cosiddetta “mentalita` juventina”. Cosa significa? Mettiamo ad esempio che siamo in ufficio, e siamo in 10 persone, e ordiniamo una torta per celebrare il compleanno di qualcuno (con relativo spumante mi pare giusto). Ad ognuno dovrebbe toccare un pezzo. Io, zitto zitto, mangio 5 pezzi di torta. Gli altri, ovviamente, mi diranno: “A me un m’e` toccata?” e io, invece di scusarmi, rispondero` con un secco: “Zitto e rosica!” Come sarebbe bello, risolverei tanti problemi nella vita, ma purtroppo non ho il gene juventino, che differisce una cifra, ad esempio, dal gene interista. L’interista infatti, alla domanda “A me un m’e` toccata la torta?”, risponderebbe con un bel: “L’ho mangiata io, ma e` normale, l’ho visto fare in un azienda rivale!”. Un fiorentino avrebbe invece risposto: “Con tutta la fame che ho sofferto da piccino, mezza torta mi spetta di diritto!”. Nella capitale avremmo avuto un laziale che avrebbe detto: “Ao’ t’ho magnato a torta in faccia!”, mentre i cugini romanisti avrebbero risposto: “Ao, naa torta c’avo messo a purga!”

Tra tutte queste mentalita`, quella juventina e` la mia preferita. Anarchica, ribelle, decisa. “Zitto e rosica!” Hanno rubato scudetti su scudetti e quando chiedi “Ma non ti rendi conto che avete rubato?”, risponderanno: “Zitto e rosica!” Scusate, per cosa dovrei rosicare? Per una partita rubata? Per una miriade di scudetti rubati?

Ma alla fine c’ho pensato bene, la mentalita` juventina del “Zitto e rosica” quando da rosicare non c’e` un cazzo, e` tipica di tutti gli italiani. Vi faccio un esempio: mettiamo che uno straniero dica: “In Italia c’e` la mafia!”, qualche italiano rispondera`: “Zitto e rosica, noi abbiamo il cibo migliore del mondo!” (Cazzata, perche’ non e` vero, ci sono tantissime altre cucine molto piu` buone di quella italiana!). Altro esempio: uno straniero dice: “In Italia le mogli dei politici vanno a fare la spesa con le auto blu pagate da voi!”, e gli italiani: “Zitto e rosica, noi c’avemo ‘a bellezza der colosseo!” (Che poi, diciamo la verita`, er Colosseo… quando ci andai mi trovai di fronte una bella colata di cemento all’interno, la struttura bucata per farci passare i cavi dell’adsl e intorno guide turistiche abusive… domani vodo a Stonehenge, vediamo se hanno buttato il cemento nel mezzo). Comunque, continuiamo con i paragoni, “In Italia state in casa coi genitori fino a 40 anni perche’ non siete buoni a vivere da soli!” “Zitto e rosica, noi abbiamo i registi cinematografici migliori, guarda Fellini, De Sica…” Non lo metto in dubbio, capolavori assoluti del cinema, ma da qualche tempo siamo limitati a film idioti (notate come tutti corrono a vedere Zalone, ma come si fa, via…).

Ecco, questa e` la mentalita` juventina, la mentalita` italiana, la mentalita` del “Zitto e rosica!” Anche quando non c’e` niente da rosicare…

Gli italiani negli aeroporti

Oggi ri e` tempo di ‘ommenti. In parti’olare, oggi si parla di questo post nel quale un tale Gabriele Massari racconta della sua avventura in un aeroporto cogli italiani beoti che un leggono le regole prima di viaggia` colla Ryan Air (pronunciate Raian Eir, via, facciamoci vede’ che siamo galanti pe’ na volta).

Prati’amente la storia parte con gli italiani che rompono i ‘oglioni perche’ un si so’ stampati il biglietto, poi che la valigia e` piena di troiai e pesa 200 ‘ili e poi che sull’aereo sapranno dire solo Denghiu’ pure quando la hostess li mandera` in culo.

A parte che sottoscrivo tutto quello che ho letto nell’articolo, pero` lo trovo molto incompleto. In particolare, non e` che gli italiani un so’ boni a vola’ con Raian Eir, e` che proprio non dovrebbero volare. Punto!

Vediamo alcune cose che possono contraddistinguere un passeggero estero da un italiano:

Check in – passeggero straniero: Arriva con la sua valigia di 14.99 Kg quando il limite e` 15, consegna all’addetto i passaporti di tutta la famiglia, bambini compresi, sorride e ringrazia elegantemente ed esce dall’uscita.

Check in – passeggero italiano: Arriva con la sua valigia di 30 Kg quando il limite e` 15. Cosi` si mette nell’angolino e comincia a travasare il contenuto della valigia nel bagaglio a mano. Se quest’ultimo e` ancora peso, si mette la roba in tasca, tanto i pantaloni non vengono pesati.  Una volta fatta diventare la valigia di 16 Kg, implorera` pieta` all’addetto pe’ un paga’ di piu`. Alla richiesta dei documenti, la famiglia si guardera` male perche’ un si ri’ordano chi doveva porta` i do’umenti. Alla fine esibiranno quello che riescono a trovare, che di solito e`, nell’ordine: un passaporto scaduto del Regno d’Italia del 1930 rilasciato dal comune di Littoria, una patente-lenzuolo del 1980 con sopra la foto del matrimonio, una tessera dell’Arci del 1995, una tessera del tifoso della squadra avversaria, rubata in uno scontro tra ultras, una tessera della biblioteca scaduta e la tessera del Blocbaste. Una volta terminato il check-in, usciranno dall’entrata, chiedendo permesso agli altri passeggeri in fila.

Metal detector – passeggero straniero: Ripone nella scatola con molta curo il passaporto, la carta d’imbarco, il portafoglio, la cintola, le scarpe e gli spicci che aveva in tasca, attraversa il metal detector, riprende la scatola e si ricompone nell’apposito tavolino messo a disposizione.

Metal detector – passeggero italiano: Mette nella scatola il portafoglio e gli spicci e passa sotto il metal detector. Bip Bip. Torna indietro e si leva la cintola. Ripassa. Bip Bip. Torna indietro e si leva le scarpe. Bip Bip. Torna indietro e si leva il cellulare di tasca (un si sa mai ‘iamasse il papa mentre so sotto il meta detetto). Ripassa. Bip Bip. Arrivano le guardie che lo scansionano peggio di una mozzarella al supermercato quando la ‘assiera un trova il codice a barre. Alla fine la colpa del Bip sara` la collanina con gesu` cristo che gli penzolava dal collo. Quando e` tutto a posto, si ricomporra` in mezzo al corridoio.

Sala d’attesa – passeggero straniero: Si siede di fronte al gate, leggendo un libro. Si alza 10 minuti prima dell’apertura, con in mano la sua carta d’imbarco da esibire alla hostess.

Sala d’attesa – passeggero italiano: Si mette a sede’ e inizia a spippola’ col tablet, ascoltera` musica con gli auricolari cosi` alta che si sentira` da 50 metri, mentre i bambini correranno a destra e a manca con la madre che cerca di ‘ompra` un profumo a buon mercato. Si alzeranno dalla sedia 10 secondi prima della chiusura del gate, perderanno 10 minuti a cercare le carte d’imbarco, facendo incazzare l’autista del pulmino che li portera` all’aereo.

Sull’aereo – passeggero straniero: Riporra` il suo bagaglio a mano nella cassettina sovrastante il proprio posto, dal quale avra` cura di estrarre portafoglio, libro e qualunque altro oggetto possa essere utile durante il viaggio. Spegnera` il cellulare e si siedera`, allacciandosi la cintura e iniziando a leggere il libro. Durante il vole chiedera` alla hostess un bicchiere di te’ e uno snack. All’arrivo, attendera` il momento piu` adatto per potersi alzare e prendere il suo bagaglio (visto che tanto e` inutile scendere prima quando tanto devi aspettare le valigie dopo).

Sull’aereo – passeggero italiano: Mettera` il bagaglio a mano nella cassettina sopra la sedia, ma un c’entrera`, perche’ con qualche stratagemma e` riuscito a portare sull’aereo una valigia che e` il triplo di quanto consentito. Cosi` andra` alla ricerca di un posto abbastanza grande pe’ infilarci il bagaglio. Si siedera` nel posto vicino al finestrino. Pochi minuti prima di partire chiedera` alle persone vicino a lui di farlo passare, perche’ si e` dimenticato il panino col presciutto. Dopo pochi minuti rompera` di nuovo i ‘oglioni perche’ s’e` dimenticato le ‘arte pe’ gioca’ a briscola. L’hostess, passando, gli ricordera` che deve mettersi la cintura. Dopo essersi messo la cintura, con l’aereo in fase di decollo, si ricordera` di spegnere il cellulare, che e` nel bagaglio a mano. Dopo 5 minuti andra` in bagno e dovra` far impazzire le hostess col carrello per spostarsi perche’ deve tornare al suo posto. All’arrivo, applaudira` al pilota e come una lepre zompera` nel corridoio per arrivare al suo bagaglio a mano e arrivare al portellone prima di tutti, rimanendo deluso che dovra` aspettare 20 minuti prima che l’aereo si apra, arrivi il pulman e passi la dogana.

Ritiro bagagli – passeggero straniero: Si mettera` in attesa davanti al rullo, accendendo il cellulare, cancellando le offerte del gestore che sono arrivate. Riconoscera` la sua valigia in un millesimo di secondo, la prendera` e uscira` dall’aeroporto.

Ritiro bagagli – passeggero italiano: Accendera` il cellulare un secondo dopo essere sceso dall’aereo e comincera` a chiamare amici, parenti, amici di amici, amici di parenti, parenti di amici e parenti di parenti per dire che e` arrivato. Mettera` i familiari in postazione strategica davanti al rullo: uno all’inizio, uno alla fine, due al centro e uno sul tetto. Non riconoscerebbe la sua valigia nemmeno se ci fosse la sua foto sopra. Prendera` la valigia di qualcun’altro, che prontamente rimettera` sul rullo senza farsi vede’. Una volta riconosciute le sue valigie (sono le ultime rimaste), le prendera`. Uscira` dall’areoporto dall’entrata.

Ma insomma, e` sempre ‘osi` da tutte le parti, un diciamo ‘azzate. Ecco ‘ome all’estero vedono gli italiali. Siatene fieri!

Gli stranieri so’ troppo avanti e l’Italia ormai fa sempre piu` schifo

Oggi si ‘ommenta un post di un ragazzo che si fa chiamare Antonio Menna, di Napoli, un “terrone” come dice lui nel blog, anche se gli italiani so’ tutti un po’ino terroni nell’animo, soprattutto quando vanno all’estero. Prati’amente questo qui un giorno un sapeva che cazzo fa, ha preso l’aereo e se n’e` andato a Stoccolma (vorrei vede’, co’ tutta quella quantita` abnorme di topa, come biasimarlo?) e si e` accorto che la` i pulma arrivano in orario, che la gente fa la raccolta differenziata, che ci so’ le piste ci’labili, che le donne pedalano senza sellino e altre ‘ose che francamente l’elenco e` lungo e io un c’ho un cazzo di voglia di scrive cose che potete legge’ su altri blogghe. Poi, dopo ave’ ascoltato un po’ di death metal e pipato qualche commessa dell’Ikea in pausa trombo, torna a Napoli e sente grida’ dalla finestra che erano finite le Marlboro di ‘ontrabbando, perche’ la finanza e` un po’ troppo laida.

De, tutti i torni un ce l’ha. In Svezia c’hanno un senso di ‘omunita` molto attivo, non come in Italia dove una sera in un lo’ale presi un bicchiere per terra pieno di un cocktail strano mezzo rovesciato, e poi incontrai uno ‘e mi stava di molto sui ‘oglioni che mi disse: “Posso assaggia’?” “Avoglia, lo poi anche fini’!”  E comunque sia un c’e` bisogno d’anda in Svezia pe’ vede’ che la ‘omunita` italiana fa ca’a! Basta anda’ in qualsiasi angolo del globo che trovate qualche italiano che strilla e sbraita e ti ruba il portafoglio. Una volta ero a Earl’s Court a Londra e, a parte che erano tutti italiani, sentii una che gridava da un lato all’altro della strada: “Ohhhhhh ce l’hai l’accendinooooooooooooooooooo!” E l’altro: “Nooooooooooooo!” “Ehhhhhhhhh porco dio comprelo ar chiosco!” Oppure ancora quand’ero a Amsterdam, sentii un’italiano che diceva alla su ragazza: “Ao! Mo se li famo tutti sti coffi scioppe!”

All’estero gira una barzelletta sugli italiani. Prati’amente c’e` la nazionale italiana di canottaggio che un riesce a vince manco una medaglia all’olimpiadi e invia uno di loro a spia’ i concorrenti dell’altre nazioni. Dopo poco torna e dice: “Ho capito perche’ un si vince una sega. Gli altri hanno 8 persone che remano e uno che agita le braccia e bercia, no il contrario!”

E poi unn’andate in giro a di’ che so’ razzista quando di’o che all’estero gli italiani si fanno sempre riconosce. E poi in Italia vanno a di’ male degli immigrati che so’ sudici e un fanno una sega, quando loro stessi fanno le ‘azzate. O suvvia, siamo realisti pe’ na volta…